L’evoluzione del ritocco: la pelle che cambia

 
1 giugno 2009  posted by Simone Poletti

_mg_5017Negli utlimi anni abbiamo assistito ad una evoluzione costante e a volte repentina dei metodi di correzione delle immagini, soprattutto per quanto riguarda quelle destinate alla comunicazione della moda.

La pelle in particolare è stata al centro di cambiamenti di direzione piuttosto importanti…

Fino a qualche anno fa sembrava che tutte le modelle dovessero avere la pelle perfetta, liscia come il marmo di una scultura di Michelangelo, riflessi netti su carnagioni dai toni vampireschi d’inverno e lampadati d’estate. La texture della pelle scompariva sotto ore e ore di paziente lavoro dei ritoccatori, magari con la mano un po’ pesante, fino ad ottenere perfette bambole di porcellana.

Poi (posso dire fortunatamente?) le cose sono cambiate, e si è andati alla ricerca spasmodica della pelle naturale… naturale si, ma perfetta!

In questo ha aiutato una evoluzione del ruolo e della professionalità sia del fotografo che del fotoritoccatore, che hanno perfezionato le proprie competenze e studiato nuovi metodi di lavoro.

Quindi via a sperimentzioni e ricerca di tecniche sempre più fini per ottenere incarnati dalla texture il più possibile simile a quella reale, ma senza un puntino, senza un neo, un brufolino o una ruga d’espressione.

Oggi le cose sono cambiate ancora, ormai le tecniche di correzione sono abbastanza affinate e diffuse, e il livello di correzione è ormai dterminato dal tipo di efetto che si vuole ottenere e dal desiderio del ciente, senza dogmi e senza regole rigide.

Oggi è possibile e apprezzata la posproduzione che porta a perfette bambole di ceramica bavarese, se il concept creativo e la direzione artistica dello scatto pretendono quel risultato. Allo stesso modo è ricercata la pelle naturale dai toni ambrati, e si v diffondendo una scuola di pensiero che corregge il meno possibile, lascindo ben evidenti nei e rughe d’espressione.

Questo perchè sembra, finalmente, che la creatività abbia preso il sopravvento sulla tecnica, e che il fotoritocco possa essere ora considerato come una forma di comunicazione, perchè una immagine postprodotta in modo differente comunica sensazioni differenti, e la scelta del tipo di correzione può determinare il successo o il fallimento di una campagna.

Oggi quindi si pretende dal fotoritoccatore, e dal fotografo che ritocca le proprie foto, una professionalità completa, la capacità di ottenere risultati diversi, sempre tecnicamente perfetti, e magari anche quel pizzico di creatività personale, quel “di più” di stile che dia un aspetto personale e inconfondibile alle immagini.

Affronteremo presto il tema della correzione pelle, come al solito in modo pratico, con tutorial e corsi dedicati alla correzione degli incarnati e del ritratto… rimanete collegati! :)

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2 Responses to “L’evoluzione del ritocco: la pelle che cambia”

  1. ylenia Says:

    ciao sono ylenia di GC complimenti per il sito:)
    tempo fà avevo visto in questo blog una sezione mi sembra con tutti i lavori di fotoritocco fatti mostrati passo per passo ma ora non lo ritrovo più e mi piacerebbe rivederli:) sono un’appassionata di fotoritocco e mi piacevano molto quei lavori
    puoi darmi il link se è possibile?
    grazie a presto
    ylenia

  2. Simone Conti Says:

    Penso che tu intenda la pagina con le case histories di WHYnot?

    http://www.whynot.it/casehistories/

    :-)

    Simone

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