Post-produzione
Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

COME EVITARE DI PRENDERE UN “PACCO”?

22/09/2016
Simone Poletti
3 commenti ]

Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

Lavoro in un’azienda che fa corsi di formazione, quindi ti avverto fin dall’inizio: in questo articolo non mi sentirai parlar male di chi fa corsi.

Ma, facendo formazione da diversi anni, mi rendo conto ogni giorno di più che molti sono un po’ disorientati dalla presenza sul mercato di un’enormità di workshop e corsi di fotografia e di post-produzione.

Diciamoci la verità: tanti fotografi che facevano un po’ fatica a “tirare fine mese” si son messi a fare corsi, forse invogliati dal successo di team più strutturati, come il nostro o altri che sono su questo mercato da anni.

Ci sono anche tanti fotografi che hanno iniziato a fare corsi spinti dai loro amici e conoscenti, perché sono semplicemente bravi ad insegnare!

Ci sono poi tanti che vengono ai workshop o acquistano video-corsi e pensano “Posso farlo anche io!“. Così il giorno dopo aprono una pagina Facebook e si mettono a distribuire tutorial o a vendere corsi live.

Chiariamo subito un punto: non c’è niente di male. Chiunque si lanci in una nuova impresa ha la mia solidarietà.

Anzi, alcuni sono davvero bravi e la concorrenza fa solo e sempre bene: tiene “alta l’asticella” e ti ricorda ogni giorno che devi migliorare costantemente e tenerti aggiornato.

Il successo di FotografiaProfessionale è dovuto a tre fattori: alla nostra bravura (scusa l’immodestia, ma è vero), al sostegno e allo sprone dei nostri utenti (fantastici!) e al fatto che ci sono tanti colleghi bravissimi che ci costringono a fare sempre meglio.

 

Poi, come è sempre accaduto in ogni campo (anche nella fotografia, è solo questione di tempo), quelli bravi rimangono e hanno successo, quelli scarsi scompaiono nel nulla e cambiano mestiere.

Quindi, se il problema non è la concorrenza o il fatto che ci siano tanti fotografi che fanno corsi e workshop, qual è?

Il problema è che tu, come utente interessato a questi workshop o a questi corsi, spesso non trovi gli strumenti per capire cosa è valido e cosa no.

Spesso ai miei workshop mi sento dire “Ho fatto decine di corsi prima di trovare voi, provavo un po’ a caso prendendo anche grosse fregature”.

Come fare ad evitare quelle fregature e andare dritto al punto, trovando subito il corso o il workshop che fanno per te?

Beh, credo che si possa stilare un piccolo “Vademecum dell’aspirante allievo”, una serie di piccoli ma utili consigli per facilitare la tua scelta.

Non ti preoccupare, sarò breve e non dovrai studiare un tomo di 1000 pagine per imparare quattro banalità. Mi affiderò all’esperienza, al buonsenso e… alla sintesi 😉

Sarò breve e sintetico
Sarò breve e sintetico

10 semplici regole per scegliere un video-corso o un workshop di qualità e non prendere pacchi

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Tecnica Post-Produzione
Io sto con McCurry, e ti spiego perché.

CUBA, 2014 (©STEVE MCCURRY – MAGNUM PHOTO)

26/04/2016
Simone Poletti

Io sto con McCurry, e ti spiego perché.

In questi giorni si è scatenata su internet una discreta shitstorm su Steve McCurry, fotografo tanto celebre e osannato quanto facilmente criticato per “reati fotografici” che vanno dall’uso della postproduzione al ritratto posato in reportage ecc…

La scintilla scatenante è stato un post del fotografo Paolo Viglione che puoi leggere qui: paoloviglione.it/quando-mccurry-inciampa-in-photoshop/

Paolo è un fotografo che ho avuto il piacere di conoscere a Cuneo, durante un seminario. Parlando con lui e confrontandomi sulla fotografia e sul mestiere del fotografo, Paolo mi è sembrato una persona intelligente, acuta e pratica: abbiamo parlato del suo modo di lavorare e scambiato un paio di mail in seguito. Insomma, mi ha fatto un’ottima impressione.

Per questo, quando ha pubblicato questo post, l’ho letto con attenzione e con curiosità.

I fatti, nel modo più asciutto possibile: Paolo Viglione si reca alla Reggia di Venaria a visitare la mostra “Il Mondo di Steve McCurry“. Si fa un giro in mezzo alle stampe in grande (a volte grandissimo) formato di McCurry e, guardando da vicino una fotografia per osservarne alcuni dettagli, si accorge di un errore.

Sullo sfondo una persona, una piccola figura nemmeno in secondo ma in terzo o quarto piano, è stata “spostata”. Però chi ha fatto il lavoro (in Photoshop, si presume) ha commesso un errore e ha lasciato un pezzo di palo giallo attaccato al piede del malcapitato.

Paolo torna a casa e scrive un post, a mio parere molto neutro ed equilibrato, nel quale fa notare l’errore e chiede ai suoi lettori cosa ne pensino.

Il tono del post di Paolo è tutt’altro che accusatorio e sembra quasi voler dire “Ehi! Guardate cosa ho scoperto, che figata! :)”… anzi, lo scrive proprio!

 

L'errore scoperto da Paolo (fonte: www.paoloviglione.it)
L’errore scoperto da Paolo (fonte: www.paoloviglione.it)

 

Continuiamo con i fatti: presto un altro utente si accorge di altri piccoli errori nella stessa area dell’immagine e li fa notare a Paolo e agli altri che iniziano a commentare.

E qui si scatena la tempesta di merda: i più teneri ci ridono su, ma altri si dichiarano delusi, si parla di “errore madornale”, di “figuraccia clamorosa”, c’è chi dice che gli è “caduto un mito”, ecc… ecc…

Presto i commenti diventano decine, poi centinaia, come centinaia sono le condivisioni: c’è chi difende il buon Steve come chi continua ad accusarlo di crimini contro l’umanità e la fotografia, condivisioni da tutto il mondo… e c’è stato chi mi ha anche chiesto cosa ne pensassi.

Bene, la risposta è semplice: io sto con McCurry, sempre e tutta la vita.

E adesso ti spiego perché!

 

Gli altri errori scoperti dall'utente Nitroglicerina (fonte: www.paolovigliole.it)
Gli altri errori scoperti dall’utente Nitroglicerina (fonte: www.paolovigliole.it)

 

1. Io sto con McCurry perché non mi piacciono le sommosse di popolo e nemmeno le urla “al mostro al mostro”. Perché è troppo facile scagliarci contro chi fino a ieri era un nostro mito e oggi, come un branco di stupide iene, aggrediamo e additiamo. McCurry è lì, esposto a Venaria come in tutto il mondo, perché ha fatto fotografie meravigliose che tutti abbiamo amato e ammirato.

Oggi scagliarsi contro di lui per un montaggio sbagliato fa un po’ ridere, come se prima non ci fossimo accorti della post che realizza sulle immagini.

(PS: lo dico con cognizione di causa, mi è capitato di avere l’onore di lavorare un suo RAW, grazie ad Hasselblad Italia, e l’aspetto dell’immagine originale è evidentemente differente rispetto al file elaborato.)

Mi pare che sia davvero un modo molto semplice per sfogare le proprie frustrazioni contro la celebrità di turno, come dare dello “sfigato” al campione che sbaglia un rigore… ecco, solo che lui rimane un campione e a tirare quel rigore (come ad esporre in tutto il mondo) c’è arrivato per meriti suoi…

 

2. Io sto con McCurry perché faccio questo lavoro (il ritoccatore) da 20 anni e di cazzate ne ho fatte a decine, di errori ne ho commessi tantissimi come ne commettono tutti, compreso McCurry e il suo ritoccatore 😉 Chi oggi si scaglia contro McCurry, evidentemente di errori non ne ha mai fatti o pensa che l’errore di un “famoso” sia più grave di quello di un normale professionista. Perché?

Gli errori fanno parte del lavoro. Solo chi non fa non sbaglia.

Questa misera pornografia dell’errore è davvero svilente per chi la fa e per chi la legge.

Ho visto stampe tratte da “negativi ritrovati” di Henry Cartier Bresson esposte in mostra… erano ORRIBILI e forse per questo LUI non le aveva mai stampate. Anche HCB sbagliava uno scatto ogni tanto, quindi… 😉

Fra parentesi, diceva Michael Jordan (uno che di vittorie qualcosa ne sa)

“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri,

ho perso quasi trecento partite,

ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato.

Ho fallito molte volte.

Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.”

 

3. Io sto con McCurry perché la foto di reportage e il fotogiornalismo stavolta non c’entrano proprio niente! Sono d’accordo con il fatto che una foto “giornalistica” non andrebbe MAI ritoccata, ma ormai è chiaro che buona parte degli scatti “verità” che vincono tanti premi sono foto posate… quindi davvero il problema sarebbero tre personaggi minuscoli in terzo piano spostati solo per eccesso di perfezionismo? Dai, non scherziamo.

La modifica fatta su quella foto non ne modifica in alcun modo il valore, né il significato e tantomeno il messaggio.

 

4. Io sto con McCurry perché ultimamente mi annoia a morte! Non lo sopporto più, me lo fanno vedere ovunque e i suoi codici sono sempre gli stessi. Criticatelo perché è noioso, non per due errorini sullo sfondo.

Detto questo, anche se ormai mi ha annoiato (più che altro per sovraesposizione), alcune sue immagini mi hanno emozionato in modo incredibile e sempre meglio annoiarsi con la bellezza (che rimane) delle sue foto che con i commenti su Facebook.

 

5. Io sto con il ritoccatore di McCurry (o lui se ha fatto da solo, ma non credo) perché ha già preso il suo cazziatone e forse ha perso un cliente piuttosto importante. Non credo proprio meriti di essere sottoposto al pubblico ludibrio.

 

6. Io sto con McCurry e con Paolo Viglione, che ringrazio per il post, per la delicatezza e per la leggerezza con cui ha svelato il piccolo segreto di un grande fotografo.

 

A presto,

buone foto, buona post e buoni errori 😉

 

Simone Poletti

Tecnica Post-Produzione
Come fai ad ottenere un ritocco di qualità in Photoshop?

COSA CONTA DAVVERO?

08/01/2016
Simone Poletti
2 commenti ]

Come fai ad ottenere un ritocco di qualità in Photoshop?

Come fai ad ottenere immagini di qualità con il ritocco in Photoshop? Come fai a fare post come X e a raggiungere i risultati di Y?

Sostituisci X e Y con il nome di due fotografi che ti piacciono e il gioco è fatto 😉

È una di quelle domande che io mi sento fare piuttosto spesso, forse quella più gettonata fra le email che mi arrivano ogni giorno.

È normale e credo anche giusto: tutti prendiamo ad esempio i fotografi e i ritoccatori migliori e cerchiamo di carpire i loro segreti: in fotografia contano luce e tecnica di scatto, creatività, costruzione dell’immagine, inquadratura ecc… E in post?
Detto che il 90% delle volte la risposta è sempre la stessa: “Fai grandi scatti, la post conta per il 10%, come si fa ad ottenere grandi risultati in quel 10% di post?

Cosa distingue davvero un ritoccatore di grande livello da uno scarso?

Secondo me ci sono 5 fattori che contano nel ritocco di un’immagine e hanno un peso diverso sul risultato finale… ecco un po’ di percentuali.

 

45% FORMAZIONE TECNICA
È fondamentale conoscere la tecnica: non puoi pensare di affrontare il ritocco a livello professionale se non hai studiato. E non si finisce mai di studiare. Più diventi bravo/a e più cose da studiare ed imparare avrai, perché ogni nuova tecnica apre altri orizzonti da esplorare e altre possibilità. Comincia dalle basi di Lightroom, Capture One e Photoshop, senza dar per scontato nulla, e non fermarti mai: il giorno in cui smetterai di imparare sarai come un’auto da corsa ferma in mezzo alla pista… in attesa di essere sorpassata da tutte le altre in arrivo 😉

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