Fotografia
Fotografia, composizione e arte… culinaria – parte 2di3

IMMAGINE TRATTA DA “RICETTARIO LUMINOSO PER UNO STILL LIFE PIù GUSTOSO” © SIMONE CONTI

06/08/2013
Ingrid Iotova
3 commenti ]

Fotografia, composizione e arte… culinaria – parte 2di3

“[…] STRUTTURA
Ogni immagine ha una sua struttura, e per essere un’immagine forte, dovrà avere prima di tutto una struttura attraente.
Che vuol dire?
Se cerchi sul dizionario scopri che il concetto di struttura ha a che vedere con il modo in cui le parti di qualcosa sono disposte tra loro, cosicché i vari elementi vadano a costituire l’ossatura della cosa.
Il termine struttura è molto utilizzato anche in chimica.
Non sono un chimico, ma possiamo prendere in prestito un’immagine che tutti conosciamo in modo intuitivo, quella struttura di una molecola, dove i vari elementi sono legati tra loro e vanno a comporre una figura più complessa.
Bene, anche le immagini hanno una loro struttura.
In un’immagine la struttura è data dai vari elementi che la compongono e dal modo in cui sono disposti nella composizione, da come interagiscono tra loro andando a creare l’ossatura dell’immagine stessa.
Attenzione! Non importa che cosa siano questi elementi! Non importa se stiamo parlando di persone, oggetti, cieli, nuvole, o montagne (o cibo N.d.r.)!
Tutto ciò che compare, e anche ciò che non compare (vedremo poi che cosa intendo quando parleremo di spazio negativo) in un’immagine è un elemento di quell’immagine.
Quando analizziamo la struttura di un’immagine, tutti i suoi elementi diventano forme, linee, fasce di colori, e non ci importa (per ora) che cosa siano in realtà!”

Cit. Simone Scurzoni – eBook Shoot to Thrill.

Ho deciso di iniziare questa seconda puntata sul food styling e la food photography con una breve citazione da uno degli eBook di FotografiaProfessionale: Shoot To Thrill.
Oggetto dell’eBook è la composizione fotografica.

Ci sono alcuni elementi fondamentali, presenti in ogni immagine, sia essa fotografia o dipinto.
Questi elementi, quando presenti tutti insieme e sapientemente utilizzati, permettono all’immagine di diventare un’opera d’arte!

Imparare a conoscere ed utilizzare questi elementi, anche nella food photography, renderà sicuramente i tuoi piatti più appetitosi.

La composizione di uno scatto food, consiste di fatto nella sistemazione del soggetto primario dello scatto e di eventuali soggetti secondari in un frame di spazio predefinito. Rispetto allo scatto fotografico paesaggistico, o di street photography, dove i soggetti dell’immagine non sono facilmente riposizionabili a nostro piacimento e volere, secondo le regole compositive, scattare food permette di manovrare e spostare gli elementi dello scatto per ottenere composizioni equilibrate.

Per cominciare quindi, conosciamo da vicino i 6 elementi fondamentali che devono essere presenti e correttamente utilizzati in uno scatto, cominciando con l’elencarli:

Linee
Colore
Spazio
Profilo (o silhouette)
Forma
Texture

LINEE
Credo la definizione di linea ti sia già nota, perciò non ti annoierò con la definizione geometrica, ma bensì vorrei focalizzarmi sul suo uso in fotografia e più in generale in arte… Le linee sono usate nella maggior parte delle fotografie, a volte in maniera evidente a volte in maniera meno immediata… ma ci sono, anche come curve… che sono linee a pari merito! 😉

Osserva le due immagini qui sotto e cerca le linee, le curve.
Sono uno strumento compositivo potentissimo a tua disposizione. Imparare a posizionare i soggetti del tuo scatto, qualsiasi essi siano, in modo che le linee siano funzionali al tuo fine, ti permetterà di aggiungere forza compositiva al tuo “messaggio”.
Che le linee siano binari che guidano l’attenzione verso il soggetto principale, che demarchino i terzi, o che costituiscano semplicemente un elemento grafico ornamentale all’interno dell’immagine, o che siano meno evidenti ma comunque presenti, costituiscono elemento fondamentale a livello compositivo all’interno del tuo scatto.

Linee – Food Photography – © Simone Conti

COLORE
Contrasti cromatici e complementarietà assumono un ruolo chiave nello scatto food: una composizione colorata ben bilanciata da vita all’immagine facendola saltare all’occhio dell’osservatore. Un’immagine di paesaggio può avere grande impatto anche se in bianco e nero… pensa all’immagine qui sotto in bianco e nero… sarebbe ugualmente appetitosa agli occhi? Avrebbe la stessa forza?
Il colore, nella food photography, è fondamentale!
La tonalità del colore, la sua luminosità e la sua intensità (saturazione) devono essere propriamente gestiti sullo scatto: possono davvero fare la differenza.

Food Bianco e Nero – FotografiaProfessionale © Simone Conti

 

Food Colore – FotografiaProfessionale © Simone Conti

L’uso della teoria del colore aiuta a rafforzare il tuo messaggio, inserendo all’interno del fotogramma elementi cromatici che richiamano i colori del piatto, o utilizzando sfondi/fondi di colori complementari ai colori contenuti nel piatto da fotografare.
Al pari delle linee, il colore propriamente gestito ti permetterà di guidare l’occhio dell’osservatore verso il principale soggetto dell’immagine.

SPAZIO
Lo spazio nell’immagine è semplicemente l’area contenuta all’interno della “cornice”. Disporre propriamente di questo spazio può fare una differenza sostanziale sulla tua fotografia. Può distruggerla, se usato impropriamente, o darle una forza incredibile se propriamente usato.
Lo spazio all’interno dell’inquadratura è definito dall’uso e posizionamento del soggetto principale del tuo scatto.
Il rispetto di alcune delle regole universali di composizione, anche in questo caso, aiuta, come ci insegna Simone Scurzoni.
Viene definito spazio positivo, lo spazio occupato dal soggetto principale dell’immagine.
Tutto il resto intorno è lo spazio definito negativo.
Scegliere dove posizionare il soggetto principale, oltre ad essere fondamentale per la creazione di una composizione appealing, può essere anche funzionale all’utilizzo dell’immagine e di conseguenza dello spazio negativo: uno scatto destinato ad una campagna pubblicitaria dovrà considerare che lo spazio negativo è necessario per l’inserimento del lettering e la veicolazione del messaggio commerciale.
Il tutto deve essere quindi sapientemente composto perché l’immagine sia appetitosa e al contempo funzionale.

Spazio Positivo e Negativo – FotografiaProfessionale © Simone Conti

Ottimo esercizio è impratichirsi sull’uso di questi elementi affrontandoli prima singolarmente, per poi aggiungere uno alla volta gli altri.
Noterai strada facendo quanto possa cambiare l’immagine, giocando con linee, colore e spazio all’interno del fotogramma.

 

Nella terza ed ultima parte dedicata agli elementi artistici presenti nello scatto food, prenderemo in analisi profilo, forma e texture.

Buona lettura e… buon appetito… fotografico.

Ingrid

 

P.S.: Se leggendo l’articolo ti è venuta fame… di fotografia, prova a dare uno sguardo al nuovissimo “Ricettario Luminoso per uno Still Life più Gustoso” di Simone Conti

Fotografia
Fotografia, composizione e arte… culinaria – parte 1di3

© WILLIAM SMITH – FOOD STYLING

22/02/2013
Ingrid Iotova
2 commenti ]

Fotografia, composizione e arte… culinaria – parte 1di3

Quali sono le figure professionali indispensabili sul set quando il soggetto è un bel piatto di lasagne?
O meglio, quali sono le competenze richieste perché uno scatto food sia perfetto (parlo di competenze, perché spesso – per questioni di budget – ci si deve arrangiare da soli)?
Alcune di queste figure professionali/competenze, sono indispensabili per una vasta tipologia di scatti, tra cui anche lo scatto food.

Il primo, e più ovvio ruolo, è quello del FOTOGRAFO, affiancato da un FOOD STYLIST, che pensi lo scatto ancora prima che venga “impiattato” e scattato, che conosca a perfezione l’oggetto fotografato e che abbia un ottima conoscenza culinaria: sa quanto tempo deve essere bollita la carota perché la sua consistenza sia perfetta per “sostenere la posa” in scatto, senza sbriciolarsi durante la costruzione del piatto, o spezzarsi miseramente dopo pochi minuti.
Ti chiederai forse se questa competenza non sarebbe più propriamente attribuile allo CHEF… diciamo che queste due figure professionali, quando non sono la stessa persona, si complementano sul set: alcuni chef hanno specifiche competenze acquisite in corsi dedicati alle tecniche di “impiattamento” e presentazione dei piatti.
Certo è che occorre qualcuno che sappia cucinare! 🙂

Accanto al food stylist, il “PROP STYLIST” è un’altra figura cruciale… dall’inglese, “props” si riferisce agli oggetti di scena, che nel caso dello scatto food sono piatti, posate e tutta quella serie di complementi che aiutano a comporre lo scatto. Scegliere non è facile: il prop stylist, al pari del food stylist, deve conoscere perfettamente la teoria del colore, saper accostare il “prop” più indicato alla tipologia di texture e forma della pietanza, costruendo il perfetto back ground.

Molte produzioni fotografiche ricorrono al supporto di una PRODUZIONE, che sia una sola persona o un team – a secondo di quanto grossa è la commessa (su questo argomento Simone Poletti ha scritto una serie di articoli raccolti in un eBook gratuito che merita di essere letto prima di avventurarsi in qualsiasi produzione fotografica: puoi scaricarlo dal nostro ecommerce!). Il produttore ha l’arduo incarico di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle (modelli, location, equipe, fotografo, contatti con il cliente e … il budget).

© William Smith – Food Styling

Lo studio fotografico può diventare un labirinto, senza il supporto di un manager. Se lo studio è tuo (che si tratti della cantina, del garage o di una cameretta, sempre uno studio è se adibito allo scatto), è fondamentale che tu abbia chiaro in mente dove è collocata ogni cosa, sempre. L’ordine è fondamentale. La necessità imprevista può metterti in difficoltà, se non sei pronto. I grandi studi fotografici si avvalgono del supporto di un manager di studio, altresì detto “ASSISTENTE DI STUDIO”, che potrà aiutare ogni qual volta occorre reperire qualcosa. Se lo studio è ben organizzato, ne beneficiano fotografo, stylist e produzione.

Il braccio destro ed il braccio sinistro del fotografo, metaforicamente parlando, sono il DIGITAL ASSISTANT/SPECIALIST e l’ART DIRECTOR.
Il primo è spesso compagno di lavoro fidato di un fotografo, con il quale forma squadra fissa: il suo compito è quello di acquisire le immagini scattate, organizzarle propriamente attribuendo correttamente i nomi, archiviare e fare un back-up delle immagini e occuparsi della post-produzione, soprattutto se sono richieste particolari “expertize” in materia. Spesso e volentieri il fotografo stesso si occupa dell’editing delle immagini.

L’Art Director ha l’arduo compito di assicurare che gli scatti rispondano alle aspettative del cliente, combinando insieme skills comunicative (far capire al fotografo esattamente quello che il cliente ha chiesto, è fondamentale) e grande creatività. Fondamentale è anche il suo apporto in fase di editing dell’immagine.

© William Smith – Food Styling

Questo assetto è ovviamente ideale: la realtà è che spesso ci si deve arrangiare e si cura da soli tutte le fasi della lavorazione durante lo scatto food.
Per questo motivo, nei prossimi due capitoli di questa overview introduttiva sull’argomento “scatto food” (iniziata da Simone Conti nel suo articolo che trovi qui) vorrei condividere con te alcuni consigli fondamentali nella creazione dello styling del piatto, che prendono spunto dalle basi di composizione e corretto accostamento cromatico valide per ogni tipo di immagine.

Inoltre, avrai modo di conoscere in altri articoli sul sito, professionisti del settore che ti daranno il loro consiglio!
😉

Ciao,
Ingrid

in questo articolo si parla di...

, , ,
Fotografia
Mangiare con gli occhi

© WILLIAM SMITH – FOOD STYLIST

05/02/2013
Ingrid Iotova

Mangiare con gli occhi

Sono le 11:30 mentre scrivo… e inevitabilmente introdurre questo argomento mi ha portata ad attingere ad una delle mie scorte di snack nel cassetto!

Quante volte hai comprato un dolce confezionato dal banco-frigo di un supermercato, attirato dall’immagine appetitosa stampata sulla confezione?
Quante volte hai scelto un piatto al ristorante perché la sua immagine ti ha fatto venire voglia di provarlo, più che il contenuto?
E cosa dire di quei bellissimi libri di cucina, che compri perché ti invogliano a cucinare e ricreare quei piccoli pezzi d’arte e portarli sulla tua tavola (anche se non sempre il risultato è uguale 😉 )?

Credo che ti sia capitato, come a me, almeno una volta.

Negli ultimi anni i blog dedicati al cibo sono cresciuti esponenzialmente di numero e la diffusione della smartphotography ci porta ad assaggiare piatti prelibati di ristoranti lontani miglia di chilometri da casa nostra, semplicemente grazie ad una foto.

Tralasciando gli scatti amatoriali, vorrei oggi concentrarmi su una categoria fotografica davvero appetitosa, la food photography, o meglio ancora, di cosa sta’ dietro ad un bel piatto fotografato.

È innegabile il potere ammaliante di un “ritratto” perfetto di una meringa dorata ad arte e composta come una scultura, almeno tanto quanto è improbabile che tra le nostre mura domestiche l’effetto della meringa sia quello… la bontà non si mette in discussione, mentre l’effetto scenico si! (more…)

in questo articolo si parla di...

, , , ,