Il tempo… è denaro!

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7 ottobre 2011  posted by Simona Giglioli


Ciao,
spesso si discute in merito al lavoro di postproduzione. Quanto dedichi allo sviluppo e al ritocco delle immagini?

Un buon fotografo è in grado di valutare il tempo che deve dedicare ad ogni immagine, cercando di ottenere un buon risultato, il più rapidamente possibile. Ogni fotografo per essere competitivo sul mercato deve essere in grado di postprodurre le sue immagini, di farlo bene e di farlo velocemente. Si… perchè il cliente non va fatto aspettare e perchè quel lavoro di correzione, che ti occupa tanto, spesso è sottovalutato o non remunerato in giusta misura. Quindi più tempo impieghi… meno guadagni… eh già… sembrerà banale ma il tempo è denaro. Non credi? Sia che si tratti di sviluppo digitale che di postproduzione, l’importante è ottimizzare le risorse. Riuscire a lavorare poche ore su di un immagine permette di poter intervenire su altre… o… di avere più tempo libero per noi. ;)
E quello che fa più innervosire quando le ore sono poche, è che spesso i passaggi che dobbiamo fare su ogni foto sono sempre gli stessi e magari le foto sono davvero tante… come fare?

Esiste un modo per andare più veloci? È una questione di organizzazione personale o ci sono semplici soluzioni che ci vengono in aiuto?

Beh mi sa che te ne parlo la prossima volta… ti ho rubato già fin troppo tempo. ;)

Ciao, Simona.

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Pillole: “Il Paesaggio” (Parte 2)

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30 settembre 2011  posted by Simone Conti

Nella scorsa pillola, ti ho dato alcuni suggerimenti sul timing ideale per scattare i panorami. Oggi vorrei parlare un po’ dell’attrezzatura.

La “Golden Hour” aiuta a dare enfasi allo scatto, ma non è un obbligo: puoi decidere di scattare il tuo panorama in qualsiasi ora del giorno e della notte. Credo però sia indispensabile avere sempre con sé il giusto “necessaire” per poter scattare in qualsiasi condizione di luce e qualsiasi tipo di panorama.
Vorrei quindi condividere con te il mio personale elenco dei “must have” per scattare panorami in “sicurezza”. ;-)

On the Way to Vík – Stich di 126 immagini

 

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Ritoccare il corpo: si o no?

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30 settembre 2011  posted by Simone Poletti

E se si, quando? E come?

Ho affrontato queste discussione tante volte, con amici fotografi e ritoccatori, e oggi vorrei riproporre a voi l’arduo quesito. Ritoccare un corpo è sempre necessario o è meglio non farlo mai?

Ho pensato di coinvolgere nella discussione Simona Giglioli, ritoccatrice professionista e trainer di FotografiaProfessionale, autrice dell’ultimo corso “Basi di ritocco Morfologico e Digital MakeUp”.


 

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Digital retouch… quante volte ci avete pensato?

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23 settembre 2011  posted by Simona Giglioli

Ciao,

hai mai stentito parlare di ritocco morfologico?

Ebbene si… non sto parlando di ritocchi legati alle imperfezioni della pelle o al colore dell’incarnato, ma di un vero e proprio cambiamento delle linee del volto.

Ti è mai capitato di avere a che fare con immagini che presentano dei problemi di natura estetica, dati dalla modalità di scatto, o dal soggetto stesso che stiamo fotografando?

Volto asimmetrico, occhi di diverse dimensioni, orecchie sproporzionate… attenzione… non sto parlando di nuovi mostri, ma semplicemente di difetti che emergono una volta scattata la foto, e che rendono l’immagine decisamente antiestetica.

Cosa questa che capita abbastanza spesso soprattutto quando si scattano immagini moda o ritratti del cliente (ricordo di un intervento effettuato su una modella che era venuta sul set con “qualche chiletto in più” rispetto al book presentato dall’agenzia)… e qui viene il problema…

Come fare?… Buttiamo la foto? o buttiamo i soggetti? ;)

Un’immagine con queste problematiche richiederebbe l’intervento di un ritoccattore per poter essere pubblicata, o stampata o semplicemente salvata.

Non so se tu sei un purista dello scatto… che non si permetterebbe mai di correggere i “difetti” di una persona…  a volte però, per lavoro è necessario intervenire per poter raggiungere certi risultati e soddisfare il cliente, e spesso l’obiettivo più grande è cercare di ottenere il meglio, mantenendo il naturale aspetto del soggetto, senza dover perdere troppo tempo… (anche perchè magari le foto scattate sono più di una).

Ti sembrerà strano ma un ritocco ben riuscito spesso è un ritocco che non si vede, quindi devi fare molta attenzione… devi essere in grando di lavorare con gli strumenti giusti e con una buona dose di buon senso, onde evitare di arrivare a fine intervento con un’immagine che, anzichè essere migliorata, è peggiorata (per non contare la perdita di tempo)!

Intervenire in modo semplice e non invasivo quindi è la cosa migliore… ricorda sempre… NON INVASIVO.

Basta un ritocco fatto male per cambiare l’espressione o la linea del volto di una persona… quindi… NON ESAGERARE!!

Per rispondere a queste esigenze da oggi potrai scaricare gratuitamente il mio nuovo corso “Basi di Ritocco Morfologico e Digital Make Up”.

In questo video corso di oltre mezzora, ti spiegherò come funzionano i metodi di fusione di Photoshop (utili anche per le postproduzioni più complesse),  realizzeremo insieme un rapido ritocco morfologico e alcune operazioni di digital make up.  Intervenire su di un immagine può essere fatto in svariati modi… io ti insegnerò quelli base, fondamentali per approcciare i metodi avanzati… ti renderai conto che correggere difetti visibili, non vuol dire stravolgere la fisionomia di una persona, ma semplicemente migliorala con pochi passaggi.

E se non sei soddisfatto e desideri agire in modo più estremo… un pò di pazienza… a breve una sorpresa!

Ciao, a presto!

Simona

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È uscito in questi giorni e ha già riscosso un notevole successo, il mio primo ebook: “7Samurai”.

7Samurai era in realtà già uscito alcuni mesi fa, ma solo per ci fortunati acquirenti del corso Tecniche Avanzate di PostProduzione Estrema. Oggi “cammina con le sue gambe”, andando a costituire un  altro tassello del programma didatico di FotografiaProfessionale “Advanced Photoshop”.

Questo libro affronta un tema spesso sottovalutato, e cioè il corretto approccio al fotomontaggio e alla composizione digitale. Non è un testo infarcito di nozioni, comandi e shortcut da tastiera, ma piuttosto una passeggiata in compagnia attraverso i passi fondamentali per realizzare una composizione digitale di grande qualità.

Il libro è stato pensato e creato come un “assistente personale”, utilizzando una metaforoa golfistica: un caddy che vi accompagna per il campo portando le mazze e consigliando il ferro migliore per andare in buca. Sarà come avere seduto di fianco a voi un ritoccatore professionista, che fra lezioni, aneddoti e consigli, vi metterà a disposizione la propria esperienza e i propri appunti personali. Attraverso questa passeggiata, vi insegnerò come trasformare i 7 gradini della scala che conduce alla postproduzione felice in 7 allegati magnifici e potentissimi, 7Samurai che vi aiuteranno, da oggi in poi, nel lavoro di ogni giorno.

Io mi sono divertito tantissimo a scriverlo, spero che voi vi divertirete a leggerlo, e che lo troverete utile quanto credo sia.

Siete pronti? I 7Samurai aspettano voi.

Simone Poletti

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Pillole: “Il Paesaggio” (Parte 1)

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16 settembre 2011  posted by Simone Conti
Midnight at the Blue Lagoon by Simone Conti (ITnok) on 500px.com
Midnight at the Blue Lagoon

Quante volte ti sei trovato davanti ad un panorama mozzafiato e hai desiderato poter portarlo a casa, con te, in uno scatto? Magari hai visto una foto raffigurante un bellissimo tramonto sulla spiaggia e ti sei chiesto… perché la mia foto, magari su quella stessa spiaggia al tramonto, non risulta altrettanto emozionante?

 

Nelle prossime settimane vorrei parlare anche di fotografia paesaggistica e condividere con te i “segreti” per riuscire a realizzare lo scatto perfetto. Poco alla volta, passo passo, tra consigli di esecuzione tecnica, spunti sulla composizione e la gestione della luce/colore, diventeremo assieme sempre più esperti.

 

Qualcuno ti ha mai messo in guardia? Ti ha mai detto che i paesaggisti Pro fanno una vitaccia? Non dormono, soffrono freddo e caldo, tutto a costo dello scatto perfetto! :-)

Premesso che, nessuno ti impedisce di scattare una bella foto anche al pomeriggio, anzi, spesso si possono fare scatti veramente interessanti, ti posso garantire che lo stesso scatto fatto al tramonto o all’alba avrà un sapore tutto suo… particolare, caldo… quasi sensuale.
Provare per credere!!!

 

Sei pronto, quindi, a monitorare i ritmi circadiani e svegliarti prima dell’alba o attendere il momento perfetto al tramonto con lo stomaco che reclama la cena?
Se la risposta è si, allora siamo perfettamente in linea con quanto sto per dirti.

 

Il paesaggio non rientra tra le tipologia di foto che amo maggiormente, ma in certe situazioni questo tipo di fotografia è in grado di regalare grandi emozioni. Quest’estate, ad esempio, la mia meta vacanziera mi ha permesso di vivere una meravigliosa esperienza fotografica. L’Islanda, come le zone più a nord del mondo, gode durante l’estate di lunghe giornate durante le quali l’alba e il tramonto si fondono quasi in un’unica fase crepuscolare. La situazione ideale per scattare lunghi tramonti ed albe… oltretutto in un contesto naturalistico mozzafiato!

 

Non potendo disporre di queste condizioni in ogni location o in ogni momento dell’anno, dovrai premurati di monitorare gli orari del tramonto e dell’alba relativi alla location in cui desideri scattare o, più semplicemente, controllare on-line su uno dei vari siti che offrono questo servizio, ricordandoti di inserire il giorno e la posizione esatti. Magari, se ti è possibile, fai anche un sopralluogo il giorno prima per avere un’idea esatta della luce che troverai e scegliere già l’angolazione perfetta da cui scattare.

Definiti gli orari, sia tu voglia scattare all’alba o che tu preferisca il tramonto, ricordateti che avrai un range di non più di 60 minuti a cavallo di entrambi i momenti, cioè mezz’ora prima e mezz’ora dopo l’alba o il tramonto, a seconda. Quella che le popolazioni di lingua anglosassone chiamano la “Golden Hour”.

 

L’esperienza e il tempo, come sempre, ti aiuteranno man mano a capire quando ti sarai svegliato troppo tardi o quando il tempo per preparare l’attrezzatura sarà stato… troppo lungo!!! ;-)

 

Nella prossima “pillola di fotografia” ci soffermeremo sulle attrezzature indispensabili per lo scatto paesaggistico e, soprattutto, sul loro ottimale utilizzo.

 

A presto e… Buone foto! :-)

 

Simone Conti

 

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Non so come sia stata quest’esate per voi, per me è stata un’estate di riposo (ci voleva) di fotografia e di corsi.

Il mio “pane” è il fotoritocco, mi trovo benissimo con una tavoletta davanti e lo scatto di un gran fotografo da correggere…. la fotografia invece richiede, per me, un’applicazione costante per ottenere risultati apprezzabili. Come già detto in passato, dopo 20 anni dedicati alla postproduzione di immagini di altri, da qualche anno ho deciso di avvicinarmi alla fotografia con un approccio più pragmatico e professionale. Questo per capire meglio i processi che stanno dietro alla creazione dell’immagini ed essere poi più professionale ed efficace al momento della post-produzione.

Quello che era un approccio se vogliamo “utilitaristico” mi ha portato però a scoprire un sacco di cose della fotografia che non conoscevo, e che mi hanno rapito. Il fatto poi di essere circondato da fotografi Pro, sia nel lavoro di ritoccatore, sia nel team di FotografiaProfessionale, mi ha messo di fronte a “termini di paragone” piuttosto alti e difficili da eguagliare. Sono uno a cui non piace perdere (non sono proprio capace in realtà :) e quindi l’unica soluzione è imparare, in fretta e bene. La combinazione fra curiosità e frustrazione ha trasformato rapidamente la fotografia in una passione, ho iniziato a divertirmi davvero tantissimo e in un paio d’anni sono “entrato nel tunnel” di corsa, facendomi prendere dalla “febbre” della fotografia…

Avere tanti fotografi professionisti fra gli amici e i collaboratori di FotografiaProfessionale, oltre ad essere uno sprone a migliorare, è anche una gran risorsa: una miniera di consigli e “dritte”, una fonte inesauribile di aggiornamenti, un magazzino enorme di attrezzature da farsi prestare :)

Quindi è per me è stata l’estate della sperimentazione degli accessori per il flash: bouncer, riflettenti e un sacco di oggetti utilissimi che mi hanno permesso di ottenere dal mio Speedlite una varietà di luce che non credevo possibile.

È stata l’estate dei filtri ND, dell’acqua in movimento e dei tempi lunghi, dei ruscelli di montagna e dei piedi a bagno :)

È stata l’estate del corpo macchina nuovo e delle nuove ottiche… insomma, un’estate fotograficamente intensa, che per un ritoccatore è già un bell’impegno.

È stata anche l’estate in cui ho continuato a restituire il favore…

Mentre gli amici Pro contribuiscono alla mia formazione come fotografo, io continuo a contribuire, da Pro della post-produzione, alla formazione dei fotografi nel ritocco delle immagini.

Quindi è stata anche un’estate di nuovi corsi, a partire da Tecniche Avanzate di HDR, uscito alla fine del mese di luglio. Un corso molto interessante che affronta (finalmente) l’utilizzo dell’HDR in modo professionale e completo.

L’HDR è una di quelle tecniche che, a causa di un successo improvviso e di una popolarità inattesa, è diventata “di moda” e si è diffusa molto rapidamente. Tanto rapidamente da perdere di vista la qualità a beneficio della rapidità e da ignorare le basi tecniche necessarie ad ottenere un prodotto di livello professionale. HDR è diventata una parola di uso comune, ma le tecniche corrette per realizzare un HDR di qualità sono state ignorate, a favore di filtri e software che promettono risultati istantanei.

Questo corso rimette il treno sui binari, ristabilisce i giusti confini e prepara le fondamente per trasformare l’HDR in una tecnica in grado di produrre immagini di grande effetto e di grande qualità.

Questo corso porta avanti questo scambio fantastico di conoscenze e tecniche; uno scambio che permetterà a molti appassionati di fotografia di diventare fotografi di qualità e permetterà anche a molti eccellenti fotografi di padroneggiare la postproduzione allo stesso modo in cui padroneggiano lo scatto.

Avanti così, grandi novità stanno arrivando!

Per ora, buon lavoro a tutti!

Simone Poletti

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Vacanze finite… Sarà un autunno caldissimo!

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8 settembre 2011  posted by Simone Poletti

Ciao e bentornati! Dopo un’estate ricca di esperienze e fotografie, si preannuncia un autunno di fuoco, non solo per noi di FotografiaProfessionale, ma per tutto il mondo della fotografia.

FotografiaProfessionale vi proporrà presto molte novità interessanti, sia per quanto riguarda i corsi, sia per quanto riguarda il sito e tutti i contenuti che settimanalmente vengono condivisi su queste pagine. L’attività di FotografiaProfessionale continua, sempre più interessante e coinvolgente, anche su Facebook (dove potete trovare una fan page ricca di contenuti esclusivi) e su Linkedin (dove troverete invece un gruppo estremamente attivo di professionisti e appassionati di fotografia).

Ma l’autunno, come dicevo, non sarà caldo solo per FotografiaProfessionale: fino al 9 ottobre avete ancora la possibilità di visitare la mostra “Cartier Bresson – Photographe” a Verona. Una bella esposizione con oltre 130 foto nel suggestivo contesto degli Scavi Scaligeri. Cartier Bresson è sempre fonte di ispirazione e meraviglia e la mostra è l’ottima occasione per una gita in una città magnifica.

Ancor prima che termini la mostra di Bresson a Verona, inaugura a Modena una incredibile retrospettiva dedicata ad Ansel Adams (1902-1984), fotografo americano, maestro assoluto della foto di paesaggio. Le sue immagini in bianco e nero dei Grandi Parchi degli Stati Uniti costituiscono ancora oggi un patrimonio infinito di bellezza e capacità interpretativa. Noi di FotografiaProfessionale andremo a visitare la mostra quanto prima (l’inaugurazione è fissata per il 16 settembre) e avremo sicuramente modo di riparlarne su queste pagine.

Ci sono altre novità in arrivo, altri eventi di cui parlare, ma avremo modo di farlo nei prossimi post, non voglio rovinarvi la sorpresa :)

Ciao a tutti e buon lavoro.

Simone Poletti

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PostProduzione Estrema: la “sirena celtica” di Marcello

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20 giugno 2011  posted by Simone Poletti

Ciao a tutti, dopo un periodo di assenza dal blog, rieccomi qui. L’occasione mi è data da una bellissima immagine ricevuta da Marcello, fotografo e ritoccatore che segue con attenzione e (come vedrete) ottimi risultati i corsi di FotografiaProfessionale.it.

Al termine del corso “PostProduzione Estrema”, vi ho invitato a inviare i vostri elaborati, realizzati con le tecniche spiegate nel corso e con la vosra interpretazione personale. Ho ricevuto diverse email e diverse immagini, tutte di qualità eccellente. Ho deciso di iniziare a pubblicare le vostre immagini partendo da quella di Marcello perchè si tratta di uno scatto molto diverso da quello utilizzato nel corso. Questo vi dimostra quindi come certe tecniche siano applicabili ad ogni tipo di scatto, con risultati comunque piacevoli e di grande effetto. Analizzando l’immagine di Marcello, appare immediatamente evidente come ci si trovi di fronte al lavoro di un ottimo ritoccatore. Il ritocco è stato eseguito con grande cura e perizia, con quell’attenzione per il dettaglio che vorrei vedere in ogni ritocco. Confrontando la foto originale con quella ritoccata, potrete rendervi conto di come ogni ombra ed ogni luce siano state curate con attenzione.

L’unico dettaglio leggermente imperfetto, come già detto a Marcello, è la prospettiva leggermente diversa del viso “montato” rispetto a quello originale… questo in realtà si nota solo vedendo le due immagini una a fianco dell’altra, la sensazione di “qualcosa che non va” nel viso dell’immagine ritoccata è veramente lievissima.

Quindi, un lavoro ottimamente eseguito, che mi regala una soddisfazione in più: Marcello infatti ha scattato lui stesso l’immagine originale, per poi ritoccarla e finalizzarla… un ottimo esempio di come un fotografo possa ottenere risultati eccellenti grazie ad una padronanza del ritocco che gli permetta di “pensare” l’immagine già ritoccata e rifinita.

Bene! Complimenti a Marcello, ora aspetto altre immagini da voi, la sfida è stata lanciata ;)

Ciao a tutti e buon lavoro.

Simone Poletti

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No ai compromessi… più spazio all’illuminazione!

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10 maggio 2011  posted by Simona Giglioli

Ciao a tutti,
spesso sentiamo parlare di HDR… ma cos’è?…
L’HDR è una tecnica utilizzata per poter avere range di illuminazione più ampi (Hig Dynamic Range).
Vi è mai capitato di trovarvi in condizioni di luce tale da costringervi ad effettuare una scelta determinante su dove impostare l’esposizione, scegliendo se penalizzare le ombre o le alte luci?
Scelta che porterà a valorizzare solo parte dell’immagine lasciando il resto non leggibile o con colori inadeguati?
Bene… Qualsiasi scelta noi faremo… sarà sempre un compromesso… e sacrificherà particolari importanti del paesaggio o del soggetto che vogliamo fotografare.
A meno che…
… e qui viene in aiuto la tecnica dell’HDR, che unisce più immagini con valori di esposizione diversi. Si ha quindi il totale controllo sull’immagine in ogni suo punto e senza limiti di illuminazione.
Le immagini in HDR infatti memorizzano i valori fisici della luminosità e della radianza che possono essere osservate nel mondo reale, non solo quelli che possono essere riprodotti sullo schermo. Rappresentando una gamma di illuminazione più elevata, richiedono un maggior numero di bit (16-32). Si consiglia quindi di scattare in RAW, così da avere a disposizione file di partenza con il maggior numero di informazioni possibile.
Ma come si deve fare per realizzare un HDR?
L’HDR va pensato e ragionato a partire dallo scatto… e non improvvisato.
Lo scatto deve essere sempre lo stesso… cioè fatto dallo stesso punto di vista (si consiglia il cavalletto)… a variare sarà l’esposizione (alcune macchine fotografiche danno la possibilità di effettuare il Braketing/BKT che crea una serie automatica di immagini con diverse esposizioni).
Per completare l’opera bisogna disporre di un programma adeguato di elaborazione, come Photomatix, Photoshop…
Il resto è molto semplice, e i programmi in questione ci danno molte possibilità di regolazione dell’immagine per ottenere risultati ottimi.
Ok tutto questo è molto bello… ma voi vi chiederete… se i monitor o le stampanti hanno range più bassi come lo visualizzo l’HDR? Avete ragione… ebbene si… bisogna modificare e comprimere il range HDR, e i programmi elencati sopra, tramite la mappatura dei toni (tone mapping), riescono a rendere compatibile l’immagine a gamme più ridotte riuscendo comunque a mantenere l’aspetto iniziale dell’immagine HDR!!! :D
La tecnica dell’HDR offre la possibilità di ottenere risultati spettacolari, che valorizzano tutta la gamma tonale dell’immagine con nitidezza dei particolari in ogni sua area. Una strada che permette ai fotografi di avere un controllo totale sui dettagli e sulle luci dell’immagine … senza dover effettuare scelte obbligate… e senza compromessi… :)

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