Tecnica Fotografica
È ora di ammetterlo! Parliamo di flash a slitta

USO CREATIVO DEL FLASH!

21/10/2016
Gloria Soverini

È ora di ammetterlo! Parliamo di flash a slitta

C’è un momento nella vita di un fotografo professionista che, prima o poi, arriva: quello in cui deve ammettere di dover utilizzare il flash a slitta 🙂

 

Scianna ha dichiarato

Il fotografo è un interprete, non è un creatore, non è uno scrittore di luce“.

Ora, non voglio certo contraddirlo ma… io NON MI ACCONTENTO della luce che mi ritrovo nelle varie situazioni, soprattutto se devo fotografare un evento notturno, o il momento dei balli durante un matrimonio e tutto si fa buio.

Certo, durante la preparazione della sposa spero sempre di ritrovarmi in una camera con delle grandi finestre, il cielo nuvoloso per avere una “grande softbox” naturale; luci drammatiche, ombre morbide.
Ma non sempre le proprie richieste vengono esaudite 🙂
Soprattutto, le ore del giorno trascorrono e prima o poi il sole tramonta

Se sei fra quelli che “No, il flash fa schifo, preferisco la luce naturale“, in casi come questi cosa fai, smetti di scattare?
Stressi il sensore al massimo alzando gli ISO all’inverosimile? Abbassi i tempi così tanto che le foto potrebbero essere oggetto di studio a “Mistero”?

Il fotografo professionista è sì un interprete, ma fortunatamente è anche un creatore… anzi, è un CREATIVO!

 

C’è un momento nella vita di un fotografo professionista specializzato in matrimoni ed eventi che, se non si accontenta del livello cui è giunto e vuole migliorare la qualità del proprio lavoro, prima o poi arriva: quello in cui deve ammettere di aver bisogno del flash a slitta.

Può essere dura, lo so, ma i benefici sono troppo grandi per ignorare questa “chiamata interiore” (chiamata interiore: più qualità > più lavoro > clienti più soddisfatti > più guadagno)

Anni fa è arrivato quel fatidico momento anche per me, e alla fine l’ho ammesso: non potevo più ignorare l’utilizzo del flash, né continuare a trovare scuse come “Le foto con il flash sono orrende” – certo, a meno che tu non prenda come esempio le foto di chi non lo padroneggia al massimo, ma se devi migliorare bisogna seguire l’esempio di chi è davvero bravo, no? 🙂

Avevo trovato lavoro presso lo studio di un fotografo matrimonialista: sviluppavo e ritoccavo le foto scattate dagli altri, ma volevo essere parte attiva dei servizi; sapevo però di non poterlo fare finché non avessi imparato l’uso del flash, fondamentale per un campo del genere.

Dovevo imparare velocemente ma, soprattutto, con una certa sicurezza che sapevo mancarmi come autodidatta.
Dopo i primi tentativi fallimentari (perché le mie foto erano alla stregua di quelle che criticavo, quelle del “il flash fa schifo”, per intenderci), ho iniziato a guardarmi attorno e ho trovato quello che faceva al caso mio:
mi sono iscritta al workshop di Simone Conti “Flash My Life” quando ancora non lavoravo in FotografiaProfessionale – in realtà, era il terzo che frequentavo!

Da lì è stato amore 🙂
(grazie Simo!!!)

Ho capito finalmente che il flash a slitta è uno strumento fondamentale per due motivi:

  • per riuscire a scattare in ogni situazione;
  • per farlo con una marcia in più!

Credimi se ti dico che, poi, ci si diverte un casino :))

Il risultato è stato che

  1. Ho iniziato a fotografare i matrimoni senza temere di restare bloccata al calar del sole.
  2. Ho iniziato a realizzare shooting di varia natura (ritratti business e studi dentistici).
  3. Ho fotografato cene aziendali in location DA PAURA 😀
  4. Ho fotografato decine e decine di persone durante i balli dei matrimoni e degli eventi, come il Food Immersion Festival di quest’anno del quale vedi una foto (grazie a Carolina, la meravigliosa ballerina che la fa da soggetto splendido splendente).
    In quel momento c’erano pochissime luci a disposizione, ma non volevo certo farmi scappare i balli scatenati di questi ragazzi!
  5. Ho iniziato a definirmi “la regina della seconda tendina“, che quasi quasi potrei anche aggiungere al BDV.
Tutto questo mi ha permesso di crescere come professionista, di essere più sicura e di vedere un sacco di sorrisi che, al buio, non avrei visto :))

Ergo, se fino ad ora hai detto che il flash fa schifo forse è giunto il momento di mettere da parte le tue remore e di dare a te e alla tua fotografia una spinta in più:
passa al lato luminoso degli eventi, iscriviti a Flash My Life!

Niente sarà più come prima (buauauauaua… ehm) 😀

Gloria

Fotografia
Quanto costa una fotografia?

MONEY

07/10/2016
Simone Conti
9 commenti ]

Quanto costa una fotografia?

O meglio, quanto dovrebbe costare una fotografia?

E ancora… quanto dovrebbe costare una fotografia secondo un Cliente (leggi: quanto è disposto a spendere un Cliente)?
Tutte domande che credo ogni fotografo si sia fatto decine di volte: sono le stesse che ho ricevuto con grande frequenza sia di recente che in passato, e sono le stesse che ultimamente mi sto facendo io stesso per approcciare un mercato nuovo che non conosco, diverso da quello al quale ero abituato.

Prima di continuare nella lettura ti faccio due premesse:

  • Parlare di denaro e valore in modo aperto è una questione delicata. Molte persone sono sensibili a questo tema e i fotografi, per mia esperienza, lo sono ancora maggiormente: si infervorano, si arrabbiano e dissentono animatamente.
    Infervorarsi è inutile, arrabbiarsi tanto meno… dissentire è perfetto perché ognuno ha una situazione differente, vive in un ambiente diverso e ha riferimenti personali. Fai quindi i dovuti aggiustamenti alla tua situazione rispetto a quanto ti riporto per mia esperienza.
  • Nemmeno io ho una soluzione unica e definitiva al quesito proposto, ma ho una ricetta. La puoi aggiustare di sale, pepe e cottura secondo le tue necessità, il tuo ambiente… e la tua voglia di cimentarti nella sua applicazione.

Credo fermamente che tutto dipenda da come decidiamo di percepire e interpretare la realtà che abbiamo attorno.

A volte ci manca un riferimento, altre volte ci manca una conoscenza che l’Universo dà per scontata. Altre ancora semplicemente non abbiamo capito le regole del gioco che stiamo giocando… e quindi non riusciamo a vincere… oppure non capiamo come una risposta possa essere corretta e portare al successo quando ci appare palesemente errata (ma non lo è!).

Probabilmente pensi che sia la solita storia del “pensa positivo e otterrai risultati positivi”. Beh, no! Nonostante penso che emanare energia positiva porti a positività, in questo caso la mia teoria può essere esposta in modo totalmente matematico, certo e verificabile! Vuoi un esempio? Eccolo!

(more…)

Fotografia
Fortunatamente, il futuro è incerto!

DOVE STIAMO ANDANDO NON SERVONO STRADE

19/03/2015
Simone Poletti
7 commenti ]

Fortunatamente, il futuro è incerto!

Calma, calma, il mondo non sta per finire, non ci sono comete in arrivo e gli alieni non sono sbarcati sulla terra. Da quel che so, non è nemmeno in arrivo una crisi peggiore di quella che abbiamo già vissuto. Semplicemente, il futuro è incerto.

Mi capita, ormai da un po’, di sentire sempre più spesso colleghi ed amici lamentarsi della mancanza di certezze nel futuro. Forse la crisi economica (che ormai è presente da talmente tanto tempo da non essere più una “crisi” ma uno status), forse la mancanza di riferimenti, forse un retaggio culturale; non voglio entrare in discorsi troppo complessi e parlare di massimi sistemi, ma fatto sta che oggi l’incertezza e la paura dell’indeterminato la fanno da padroni.

Anche nella fotografia si respira la stessa aria: il cambiamento in atto e la mancanza di sicurezze (più che altro economiche) per chi fino a ieri aveva una posizione consolidata, hanno creato non pochi scompensi e paure.

Anche tu senti questo timore?

Anche tu senti questa mancanza di certezze come un problema ed un peso?

Beh, se è così, ti va di spiegarmi perché?

(prima di creare degli equivoci apro una parentesi: sia chiaro che non ho nessuna intenzione di sottostimare i problemi di chi perde il lavoro da un giorno all’altro o di chi si trova in difficoltà, il mio obiettivo è quello di analizzare lo stato d’animo e stimolare la discussione fra quelli che sono in una situazione relativamente “tranquilla” ma si sentono comunque vittime dell’incertezza, e chiudo la parentesi)

Ho fatto la stessa domanda ad amici e colleghi, qualcuno mi ha risposto: «Eh, non è facile fare progetti per il futuro quando non sai cosa ti aspetta».

Un altro: «Da un giorno all’altro le cose possono cambiare improvvisamente, come fai a stare tranquillo e ad essere positivo?»

Non voglio giudicare né tantomeno criticare questo atteggiamento e queste paure, credo che facciano parte dell’animo umano e che siano fortemente indotte da un comportamento dei media ai limiti dello schizofrenico.

Ma vorrei provare a farti cambiare punto di vista solo per un secondo, se me lo permetti.

Per provarci, ti faccio un’altra domanda: Se provi ad immaginare un futuro positivo, felice e sereno, di grandi successi e soddisfazioni, come immagini l’ambiente che ti circonda?

Vedi grandi spazi, paesaggi verdi e assolati, montagne, laghi e cascate, magari grandi stanze luminose con panorami mozzafiato. Oppure vedi un bunker, un piccolo luogo angusto dalle spesse mura di cemento e con le inferriate alle finestre?

Non so te, ma io mi ritrovo di più con la prima visione. Il mio “futuro felice” è fatto di grandi spazi e stanze luminose.

Spazi ambi e stanze luminose - © home-designing.com
Spazi ambi e stanze luminose – © home-designing.com

Forse perché abbiamo un corpo e un cervello fatti per camminare, esplorare, scoprire cose nuove ed evolvere costantemente. Abbiamo una mente che ama gli spazi aperti e le scoperte.

Bene, proprio per questo dico che, il futuro è fortunatamente incerto!

Prova a pensare ora ad un mondo nel quale tutto fosse fisso e immutabile: le posizioni sociali rimangono invariate, chi nasce ricco rimane ricco per sempre, chi nasce povero, povero rimane; chi nasce in una famiglia disagiata non potrà mai studiare e così via.

Non ti ricorda vagamente la società a caste chiuse degli Egizi che abbiamo studiato a scuola?

Se malauguratamente NON nascessi figlio del Faraone, ti piacerebbe? 😉

Beh, per fortuna non è così.

Per fortuna i ruoli e le caste non sono fissi e immutabili e, anche se richiede tantissimo impegno, chiunque può ottenere grandissimi risultati.

Riportandolo al mondo della fotografia (e della post), questo significa che chi non nasce da genitori fotografi (o ritoccatori) può comunque avere un grande successo, se ha talento e voglia di mettersi in gioco. Significa che chiunque può mettere in campo le proprie capacità e le proprie competenze e, soprattutto oggi, grazie al web, può avere un’esposizione globale pressoché gratuita.

Prova a pensare al mondo della fotografia di qualche anno fa: le macchine professionali costavano una follia, per diventare fotografo professionista dovevi avere amici o genitori facoltosi in grado di regalartene una, oppure dovevi impegnare mesi e mesi del tuo stipendio per acquistarla. Poi ti aspettavano chilometri e chilometri a piedi, in auto o in treno per mostrare le tue immagini ad un editor o a un fotografo che ti volesse prendere “a bottega“, spesso gratis o malpagato. La nostra visione della fotografia “di una volta” è filtrata dal modo romantico in cui vogliamo vedere questo mondo pionieristico e indubbiamente affascinante. Ma la realtà del 99% dei fotografi era fatta di sacrifici spesso inutili, stipendi da fame e rullini bruciati e inservibili a causa di acidi vecchi e laboratori con scarsa perizia.

Per fortuna il futuro è diverso da come lo immaginavamo! Per fortuna il futuro è incerto e non esistono dogmi o posizioni acquisite, dipende tutto da te!

Non servono strade dove stiamo andando, serve immaginazione, creatività, voglia di fare e di mettersi in gioco.

Dipende tutto da te. Non è bellissimo?

 

Accademia di PostProduzione di FotografiaProfessionale