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JpegMini… qualità Maxi?

JPEGMINI – QUALITÀ MAXI?

21/12/2016
Simone Conti
1 commento ]

JpegMini… qualità Maxi?

JpegMini è un software che ottimizza sia la dimensione dei file sia i tempi di chi lavora con le immagini, senza rinunciare alla qualità.
L’ho provato e sono pronto a rispondere ad una domanda:

è proprio così?

 

Erano settimane, forse mesi, che sulla mia bacheca Facebook venivo bombardato da annunci pubblicitari relativi a un software per l’ottimizzazione della compressione Jpeg.

Ad Ottobre ho partecipato al Photo Plus di New York (ne ho parlato nella recensione del Profoto D2 500 AirTTL e in quella di NiSi & IRIX 15mm f/2.4) e, dopo tanti annunci, proprio lì mi sono trovato a una persona in carne ossa che mi ha chiesto: «Hai mai sentito parlare di JpegMini?»

Apriti cielo! Gli ho risposto che erano SETTIMANE INTERE che non facevo altro che vedere i loro video e i loro annunci pubblicitari su Facebook… non ne potevo più! 😀

La risposta che ho ricevuto è stata semplice, disarmante e molto efficace: «Sì, ok! Grazie per avere validato l’efficacia del nostro targeting su Facebook, ma alla fine l’hai provato?»

Dani, il ragazzo con cui parlavo, ha continuato:

«Se consegni grosse quantità di foto via web, hai un archivio online con file Jpeg pronti da scaricare per i clienti oppure devi mandare in stampa delle foto è uno strumento utilissimo perché ti fa risparmiare spazio senza minimamente rinunciare alla qualità percepita! Anzi, guarda… abbiamo qui un album di foto dove fianco a fianco puoi vedere il file originale e quello elaborato da JpegMini stampate… ti sfido a trovare le differenze!»

Il mio cervello durante il processo di traduzione dall’Inglese all’Italiano e poi al “Simonese” (il mio personale linguaggio di elaborazione interna) si era arrestato su due punti nevralgici (segue ‘stream of consciousness in Simonese’):

 

  • “Cavoli, mi sto comportando come le persone che giudicano un software, un prodotto, un video-corso ( 😀 ) senza averlo mai provato… Devo cambiare istantaneamente questo mio comportamento da beota! Prima di dire che non mi serve o non mi soddisfa… devo provarlo!
  • “Ma perché mi mostra delle foto stampate (anche dei bei 30×40, eh) quando, ovviamente, la stampa fotografica Type-C (cioè la classica stampa fotografica alla quale siamo abituati) “ammazza” ogni tipo di dettaglio e rende totalmente inutile il confronto? Anche due Jpeg stampati partendo da file con livelli di compressione molto differenti sono generalmente indistinguibili… mi starà ‘perculando’?”

 

L’immediata conseguenza di queste due riflessioni è stata decidere che avrei sicuramente provato JpegMini, cercando di capire cosa fa e come lo fa.

La prima domanda che ho fatto a Dani invece è stata proprio sulle modalità di lavoro del software. Volevo sapere se si trattasse solo di una semplice ottimizzazione della tabella di Huffman o di qualcosa di più articolato.

Per tutta risposta ho ottenuto uno sguardo perplesso, ma curioso… seguito dalla verbalizzazione di quel dubbio ancora inespresso:

«Ma tu fai il fotografo?»

Mi succede spesso… quasi sempre! È il risvolto di avere un background non solo come fotografo… mi piacciono le domande difficili e sono curioso di trovare le risposte!

 

Dani mi spiega che JpegMini è molto più di un semplice ottimizzatore, è una specie di “intelligenza artificiale” che fa più velocemente e meglio il lavoro che potrebbe fare chiunque attraverso vari tentativi. Praticamente il software fa tutte le ottimizzazioni del caso sull’algoritmo di compressione Jpeg e prova “automagicamente” tutte le combinazioni possibili per ridurre lo spazio occupato su disco.

Grazie a un algoritmo di analisi dell’immagine è in grado di capire se c’è differenza percepibile tra un’immagine da lui elaborata e l’originale… a parità di qualità sceglie quella che occupa meno spazio!

 

Terminata la spiegazione e creata un poco più di confidenza termina con: «Lo so che mostrare le stampe tecnicamente non ha alcun senso, occorrerebbe guardare i pixel e come il file viene codificato, ma mostrare le stampe è l’unico modo che abbiamo trovato per attirare l’attenzione dei fotografi: generalmente sono più “visivi” che tecnici!»

Devo ringraziare Dani Megrelishvili e tutto il team di JpegMini per avermi inondato di messaggi pubblicitari e per avermi regalato una licenza di JpegMini Pro da testare… perché se non fosse stato per loro non mi sarei forse fermato al loro stand, mi sarei perso una piacevole chiacchierata e avrei perso l’opportunità di provare senza alcuna spesa un prodotto riguardo al quale ero decisamente scettico.

 

Senza titolo-1

Come ho eseguito i test?

 

1.

Ho stabilito un campione di 10 immagini di varie dimensioni salvate in Jpeg e tutte alla stessa risoluzione, tanto la risoluzione per questa prova non conta (maggiori info su questo dettaglio le trovi in un eBook di Simone Poletti… “Dallo Scatto alla Stampa”).

2.

Visto che JpegMini, oltre ad ottimizzare la dimensione dei file ha come scopo quello di ottimizzare i tempi di chi lavora con le immagini, ho cercato di capire quanto sia migliore del mio normale modello di lavoro: lavori batch in Photoshop. Ho creato un paio di azioni da poter eseguire in batch utilizzando sia la normale funzionalità “Salva…” che “Salva per Web…” avendo l’accortezza di includere e rispettare il profilo colore di partenza in ambedue i casi (JpegMini lo fa di default).

3.

Ho cronometrato i tempi che occorrono per passare da una cartella di immagini “non trattate” a una cartella di immagini ottimizzate.

Ecco i risultati:

 

File OriginaliPhotoshop
“Salva…”
Photoshop
“Salva per Web…”
JpegMini
Tempo richiesto per iniziare il processoN/A≈19s≈19s0s
Tempo totale dell’operazione per le 10 immaginiN/A44.22s58.11s31.41s
Spazio totale su disco della cartella immagini248.0MB74.7MB109.7MB90MB
Spazio risparmiato0.00%69.88%55.77%63.71%

 

JpegMini si presenta come l’alternativa più rapida per ottenere lo scopo, ma non la migliore per quanto riguarda l’occupazione su disco.

Mi aspetto però, grazie alla sua modalità di funzionamento, il miglior risultato per quanto riguarda l’assenza di artefatti e qualità in generale delle immagini.

Con Photoshop mi sono affidato a settaggi standard per il salvataggio (Qualità 10 con Baseline ottimizzata per “Salva…” e qualità a 85 con sfoca 0,1 per “Salva per Web…”) di tutte le immagini quindi nessuna ottimizzazione è stata fatta rispetto a contenuto, risoluzione e grana dell’immagine. Diamo quindi uno sguardo ai risultati facendo quello che gli Americani chiamano “Pixel Peeping” che anche in Italiano assume un suo senso… il “Pixel Pipping”… “farsi le pippe” con i pixel 😀

 

JpegMini Vs Photoshop “Salva” Vs Photoshop “Salva per Web”
JpegMini Vs Photoshop “Salva” Vs Photoshop “Salva per Web”

 

Se guardi con attenzione il composit di ritagli che ho messo qui sopra (se vuoi puoi scaricare il file TIFF da qui per essere sicuro di vedere “i pixel giusti”!) noterai come il metodo 1 porti ad una leggere accentuazione del contrasto del dettaglio sugli artefatti Jpeg, il metodo 2 “impasti” un po’ il dettaglio e il metodo 3 rispetti in modo abbastanza accurato l’originale.

Avrai anche notato che, se non hai scaricato il file TIFF dal link qui sopra e non hai osservato l’immagine almeno al 200% dell’ingrandimento, le differenze sono NULLE.

Questo significa che “ambetre” (lo so che non si dice!) i metodi, a mio modo di vedere, sono perfettamente validi sia per l’uso su web che per la stampa in qualità fotografica: in una stampa fotografica (se non si ricampiona e si usa una risoluzione di almeno 200dpi) si può tranquillamente utilizzare un qualsiasi metodo di compressione.

 

Dai uno sguardo al confronto qui sotto! Si tratta di una delle immagini di partenza salvata per il web da Photoshop comparata side-by-side con il risultato ottenuto da JpegMini (RICOMPRIMENDO la stessa immagine con cui viene confrontato!)… Cosa te ne pare?

Salva per Web... (521 KBytes) Vs. JpegMini (264 KBytes)

 

A questo punto, ho due domande per te:

  • perché non usare il metodo più veloce o quello che comprime maggiormente (a seconda delle priorità), soprattutto se si devono gestire molte migliaia di immagini come nel caso dei fotografi sportivi, di moda per le sfilate o dei matrimonialisti?
  • quale dei tre metodi sceglieresti per comprimere e ottimizzare ancora meglio i tuoi file Jpeg per la consegna finale?

 

Eh, sì… lo so… vorresti sapere quale dei tre è JpegMini, vero? Mi spiace, ma non te lo dirò (non subito almeno). Per fare in modo che anche la tua percezione sia totalmente scevra da ogni preconcetto vorrei che tu ragionassi e decidessi semplicemente osservando i risultati… visto che sono quelli che contano realmente! Non credi?

Scrivi qui sotto nei commenti (QUI SOTTO nei commenti dell’articolo sul blog, non su Facebook) cosa ne pensi e quali sono le corrispondenze tra metodo 1, metodo 2 e metodo 3 con i relativi approcci usati per l’ottimizzazione.

Tu quale dei tre sceglieresti se avessi bisogno di comprimere e ottimizzare ulteriormente i tuoi file Jpeg?

Sono ansioso di leggere cosa ne pensi!

Simone Conti

 

P.S.: Se vuoi approfondire un po’ il tema dell’ottimizzazione dei file in Jpeg e anche il mondo dell’automazione di Photoshop ti consiglio di dare uno sguardo a questi 2 corsi realizzati da Simone Poletti:

Tecnica Post-Produzione
12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (2a Parte)

12 COSE DA EVITARE: LA SECONDA PARTE!

04/11/2016
Simone Poletti
1 commento ]

12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (2a Parte)

Ci sono altre 6 cose da evitare nella post di una fotografia. Altre 6 tremende “trappole”!

 

Qualche giorno fa ho iniziato ad elencarti quelle che, secondo me, sono le 12 cose da evitare per ottenere una post di qualità, quelle che devi fuggire come la peste se vuoi che le tue immagini siano belle, salve e naturali 😉

Le prime 6 “Cose da Evitare” le trovi qui, nella prima parte di questo articolo, ma ricapitoliamole brevemente:

  1. Non sfruttare al meglio le potenzialità del RAW
  2. Applicare regolazioni contrastanti
  3. Non considerare i Profili Colore
  4. Schiarite locali con effetto “Luce Divina”
  5. Desaturazione selettiva
  6. Colori iper-saturi e innaturali

Sono tutte cose che anche io ho fatto, almeno una volta, per poi capire che erano dannose, quindi se anche tu hai una foto che fa parte della lista… non te ne vergognare!

Da anni mi occupo di editing delle immagini e di formazione nel campo della post, e so che esistono le mode e alcune cose sono irresistibili…

Tutti abbiamo maltrattato un HDR, almeno una volta nella vita.

È un passaggio importante nella vita di ogni fotografo/ritoccatore.

Un trauma dal quale si deve guarire, uscendone migliori 😉

Ma capita che qualcuno rimanga catturato nella rete degli aloni e della iper-saturazione, quindi può essere utile che io finisca la mia lista e ti elenchi le

Altre 6 cose che dovresti sempre evitare quando correggi le tue foto (Seconda parte da 7 a 12)

PS: Come nel precedente articolo, userò degli esempi pratici, torturando appositamente alcune fotografie di Simone Conti.

Se sei una persona sensibile e dallo spiccato senso estetico… non proseguire nella lettura, potresti soffrire molto.

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Tecnica Post-Produzione
12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (1a Parte)

DESATURAZIONE SELETTIVA? NON LO FARE!

13/10/2016
Simone Poletti

12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (1a Parte)

Ci sono 12 cose da evitare, cose che possono rovinare la post di una fotografia anche solo a nominarle.

 

Proviamo: “Desaturazione Selettiva“. Ecco, vedi?

Ogni tanto incontro un amico di vecchia data o mi presentano qualcuno e mi viene chiesto “Cosa fai nella vita?

Ho riformulato la risposta tante volte, in base all’evoluzione del mio ruolo professionale e in base all’umore del periodo. Ultimamente rispondo:

“Fra le altre cose, insegno ai fotografi ad usare Photoshop senza farsi male”.

La definizione è riduttiva e non spiega nel dettaglio cosa faccio io o cosa fa FotografiaProfessionale, ma ha tre grandi pregi:

1) chiarisce il “succo”

2) è sintetica e soprattutto…

3) la capiscono tutti 😉

Nel mio ruolo di “Istruttore di Anti-Infortunistica per Photoshop“, mi capita spesso di parlare con fotografi e ritoccatori. Durante i workshop, durante le giornate di Accademia, in occasione dei seminari e degli eventi a cui partecipo in giro per l’Italia, ma anche rispondendo a post su Facebook, email e messaggi privati.

E capita sempre più di frequente di discutere di questa o quella tecnica, di certi effetti e certe mode tipiche del ritocco.

Soprattutto durante le lezioni dell’Accademia di Post cerco di indirizzare i miei allievi il più lontano possibile dagli “scogli” che possono essere davvero dannosi per le loro fotografie e per la qualità della loro post.

Ho cercato di riassumere i consigli che do di solito in Accademia in alcuni punti, alcune cose che secondo me un fotografo non dovrebbe fare mai, o dovrebbe smettere di fare subito! Eccole qui insieme a qualche esempio di immagine devastata dal ritocco.

12 Cose che dovresti sempre evitare quando correggi le tue foto (Prima parte: da 1 a 6)

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