7 Samurai, regole zen per realizzare un fotomontaggio perfetto e sopravvivere nel mondo della postproduzione.
È uscito in questi giorni e ha già riscosso un notevole successo, il mio primo ebook: “7Samurai”.
7Samurai era in realtà già uscito alcuni mesi fa, ma solo per ci fortunati acquirenti del corso Tecniche Avanzate di PostProduzione Estrema. Oggi “cammina con le sue gambe”, andando a costituire un altro tassello del programma didatico di FotografiaProfessionale “Advanced Photoshop”.
Questo libro affronta un tema spesso sottovalutato, e cioè il corretto approccio al fotomontaggio e alla composizione digitale. Non è un testo infarcito di nozioni, comandi e shortcut da tastiera, ma piuttosto una passeggiata in compagnia attraverso i passi fondamentali per realizzare una composizione digitale di grande qualità.
Il libro è stato pensato e creato come un “assistente personale”, utilizzando una metaforoa golfistica: un caddy che vi accompagna per il campo portando le mazze e consigliando il ferro migliore per andare in buca. Sarà come avere seduto di fianco a voi un ritoccatore professionista, che fra lezioni, aneddoti e consigli, vi metterà a disposizione la propria esperienza e i propri appunti personali. Attraverso questa passeggiata, vi insegnerò come trasformare i 7 gradini della scala che conduce alla postproduzione felice in 7 allegati magnifici e potentissimi, 7Samurai che vi aiuteranno, da oggi in poi, nel lavoro di ogni giorno.
Io mi sono divertito tantissimo a scriverlo, spero che voi vi divertirete a leggerlo, e che lo troverete utile quanto credo sia.
Siete pronti? I 7Samurai aspettano voi.
Simone Poletti
Pillole: “Il Paesaggio” (Parte 1)
Quante volte ti sei trovato davanti ad un panorama mozzafiato e hai desiderato poter portarlo a casa, con te, in uno scatto? Magari hai visto una foto raffigurante un bellissimo tramonto sulla spiaggia e ti sei chiesto… perché la mia foto, magari su quella stessa spiaggia al tramonto, non risulta altrettanto emozionante?
Nelle prossime settimane vorrei parlare anche di fotografia paesaggistica e condividere con te i “segreti” per riuscire a realizzare lo scatto perfetto. Poco alla volta, passo passo, tra consigli di esecuzione tecnica, spunti sulla composizione e la gestione della luce/colore, diventeremo assieme sempre più esperti.
Qualcuno ti ha mai messo in guardia? Ti ha mai detto che i paesaggisti Pro fanno una vitaccia? Non dormono, soffrono freddo e caldo, tutto a costo dello scatto perfetto!
Premesso che, nessuno ti impedisce di scattare una bella foto anche al pomeriggio, anzi, spesso si possono fare scatti veramente interessanti, ti posso garantire che lo stesso scatto fatto al tramonto o all’alba avrà un sapore tutto suo… particolare, caldo… quasi sensuale.
Provare per credere!!!
Sei pronto, quindi, a monitorare i ritmi circadiani e svegliarti prima dell’alba o attendere il momento perfetto al tramonto con lo stomaco che reclama la cena?
Se la risposta è si, allora siamo perfettamente in linea con quanto sto per dirti.
Il paesaggio non rientra tra le tipologia di foto che amo maggiormente, ma in certe situazioni questo tipo di fotografia è in grado di regalare grandi emozioni. Quest’estate, ad esempio, la mia meta vacanziera mi ha permesso di vivere una meravigliosa esperienza fotografica. L’Islanda, come le zone più a nord del mondo, gode durante l’estate di lunghe giornate durante le quali l’alba e il tramonto si fondono quasi in un’unica fase crepuscolare. La situazione ideale per scattare lunghi tramonti ed albe… oltretutto in un contesto naturalistico mozzafiato!
Non potendo disporre di queste condizioni in ogni location o in ogni momento dell’anno, dovrai premurati di monitorare gli orari del tramonto e dell’alba relativi alla location in cui desideri scattare o, più semplicemente, controllare on-line su uno dei vari siti che offrono questo servizio, ricordandoti di inserire il giorno e la posizione esatti. Magari, se ti è possibile, fai anche un sopralluogo il giorno prima per avere un’idea esatta della luce che troverai e scegliere già l’angolazione perfetta da cui scattare.
Definiti gli orari, sia tu voglia scattare all’alba o che tu preferisca il tramonto, ricordateti che avrai un range di non più di 60 minuti a cavallo di entrambi i momenti, cioè mezz’ora prima e mezz’ora dopo l’alba o il tramonto, a seconda. Quella che le popolazioni di lingua anglosassone chiamano la “Golden Hour”.
L’esperienza e il tempo, come sempre, ti aiuteranno man mano a capire quando ti sarai svegliato troppo tardi o quando il tempo per preparare l’attrezzatura sarà stato… troppo lungo!!!
Nella prossima “pillola di fotografia” ci soffermeremo sulle attrezzature indispensabili per lo scatto paesaggistico e, soprattutto, sul loro ottimale utilizzo.
A presto e… Buone foto!
Simone Conti
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Un’estate di fotografia e corsi: ritoccatori che imparano a fotografare e fotografi che imparano a ritoccare.
Non so come sia stata quest’esate per voi, per me è stata un’estate di riposo (ci voleva) di fotografia e di corsi.
Il mio “pane” è il fotoritocco, mi trovo benissimo con una tavoletta davanti e lo scatto di un gran fotografo da correggere…. la fotografia invece richiede, per me, un’applicazione costante per ottenere risultati apprezzabili. Come già detto in passato, dopo 20 anni dedicati alla postproduzione di immagini di altri, da qualche anno ho deciso di avvicinarmi alla fotografia con un approccio più pragmatico e professionale. Questo per capire meglio i processi che stanno dietro alla creazione dell’immagini ed essere poi più professionale ed efficace al momento della post-produzione.
Quello che era un approccio se vogliamo “utilitaristico” mi ha portato però a scoprire un sacco di cose della fotografia che non conoscevo, e che mi hanno rapito. Il fatto poi di essere circondato da fotografi Pro, sia nel lavoro di ritoccatore, sia nel team di FotografiaProfessionale, mi ha messo di fronte a “termini di paragone” piuttosto alti e difficili da eguagliare. Sono uno a cui non piace perdere (non sono proprio capace in realtà
e quindi l’unica soluzione è imparare, in fretta e bene. La combinazione fra curiosità e frustrazione ha trasformato rapidamente la fotografia in una passione, ho iniziato a divertirmi davvero tantissimo e in un paio d’anni sono “entrato nel tunnel” di corsa, facendomi prendere dalla “febbre” della fotografia…
Avere tanti fotografi professionisti fra gli amici e i collaboratori di FotografiaProfessionale, oltre ad essere uno sprone a migliorare, è anche una gran risorsa: una miniera di consigli e “dritte”, una fonte inesauribile di aggiornamenti, un magazzino enorme di attrezzature da farsi prestare ![]()
Quindi è per me è stata l’estate della sperimentazione degli accessori per il flash: bouncer, riflettenti e un sacco di oggetti utilissimi che mi hanno permesso di ottenere dal mio Speedlite una varietà di luce che non credevo possibile.
È stata l’estate dei filtri ND, dell’acqua in movimento e dei tempi lunghi, dei ruscelli di montagna e dei piedi a bagno
È stata l’estate del corpo macchina nuovo e delle nuove ottiche… insomma, un’estate fotograficamente intensa, che per un ritoccatore è già un bell’impegno.
È stata anche l’estate in cui ho continuato a restituire il favore…
Mentre gli amici Pro contribuiscono alla mia formazione come fotografo, io continuo a contribuire, da Pro della post-produzione, alla formazione dei fotografi nel ritocco delle immagini.
Quindi è stata anche un’estate di nuovi corsi, a partire da Tecniche Avanzate di HDR, uscito alla fine del mese di luglio. Un corso molto interessante che affronta (finalmente) l’utilizzo dell’HDR in modo professionale e completo.
L’HDR è una di quelle tecniche che, a causa di un successo improvviso e di una popolarità inattesa, è diventata “di moda” e si è diffusa molto rapidamente. Tanto rapidamente da perdere di vista la qualità a beneficio della rapidità e da ignorare le basi tecniche necessarie ad ottenere un prodotto di livello professionale. HDR è diventata una parola di uso comune, ma le tecniche corrette per realizzare un HDR di qualità sono state ignorate, a favore di filtri e software che promettono risultati istantanei.
Questo corso rimette il treno sui binari, ristabilisce i giusti confini e prepara le fondamente per trasformare l’HDR in una tecnica in grado di produrre immagini di grande effetto e di grande qualità.
Questo corso porta avanti questo scambio fantastico di conoscenze e tecniche; uno scambio che permetterà a molti appassionati di fotografia di diventare fotografi di qualità e permetterà anche a molti eccellenti fotografi di padroneggiare la postproduzione allo stesso modo in cui padroneggiano lo scatto.
Avanti così, grandi novità stanno arrivando!
Per ora, buon lavoro a tutti!
Simone Poletti
Vacanze finite… Sarà un autunno caldissimo!
Ciao e bentornati! Dopo un’estate ricca di esperienze e fotografie, si preannuncia un autunno di fuoco, non solo per noi di FotografiaProfessionale, ma per tutto il mondo della fotografia.
FotografiaProfessionale vi proporrà presto molte novità interessanti, sia per quanto riguarda i corsi, sia per quanto riguarda il sito e tutti i contenuti che settimanalmente vengono condivisi su queste pagine. L’attività di FotografiaProfessionale continua, sempre più interessante e coinvolgente, anche su Facebook (dove potete trovare una fan page ricca di contenuti esclusivi) e su Linkedin (dove troverete invece un gruppo estremamente attivo di professionisti e appassionati di fotografia).
Ma l’autunno, come dicevo, non sarà caldo solo per FotografiaProfessionale: fino al 9 ottobre avete ancora la possibilità di visitare la mostra “Cartier Bresson – Photographe” a Verona. Una bella esposizione con oltre 130 foto nel suggestivo contesto degli Scavi Scaligeri. Cartier Bresson è sempre fonte di ispirazione e meraviglia e la mostra è l’ottima occasione per una gita in una città magnifica.
Ancor prima che termini la mostra di Bresson a Verona, inaugura a Modena una incredibile retrospettiva dedicata ad Ansel Adams (1902-1984), fotografo americano, maestro assoluto della foto di paesaggio. Le sue immagini in bianco e nero dei Grandi Parchi degli Stati Uniti costituiscono ancora oggi un patrimonio infinito di bellezza e capacità interpretativa. Noi di FotografiaProfessionale andremo a visitare la mostra quanto prima (l’inaugurazione è fissata per il 16 settembre) e avremo sicuramente modo di riparlarne su queste pagine.
Ci sono altre novità in arrivo, altri eventi di cui parlare, ma avremo modo di farlo nei prossimi post, non voglio rovinarvi la sorpresa
Ciao a tutti e buon lavoro.
Simone Poletti
PostProduzione Estrema: la “sirena celtica” di Marcello

Ciao a tutti, dopo un periodo di assenza dal blog, rieccomi qui. L’occasione mi è data da una bellissima immagine ricevuta da Marcello, fotografo e ritoccatore che segue con attenzione e (come vedrete) ottimi risultati i corsi di FotografiaProfessionale.it.
Al termine del corso “PostProduzione Estrema”, vi ho invitato a inviare i vostri elaborati, realizzati con le tecniche spiegate nel corso e con la vosra interpretazione personale. Ho ricevuto diverse email e diverse immagini, tutte di qualità eccellente. Ho deciso di iniziare a pubblicare le vostre immagini partendo da quella di Marcello perchè si tratta di uno scatto molto diverso da quello utilizzato nel corso. Questo vi dimostra quindi come certe tecniche siano applicabili ad ogni tipo di scatto, con risultati comunque piacevoli e di grande effetto. Analizzando l’immagine di Marcello, appare immediatamente evidente come ci si trovi di fronte al lavoro di un ottimo ritoccatore. Il ritocco è stato eseguito con grande cura e perizia, con quell’attenzione per il dettaglio che vorrei vedere in ogni ritocco. Confrontando la foto originale con quella ritoccata, potrete rendervi conto di come ogni ombra ed ogni luce siano state curate con attenzione.
L’unico dettaglio leggermente imperfetto, come già detto a Marcello, è la prospettiva leggermente diversa del viso “montato” rispetto a quello originale… questo in realtà si nota solo vedendo le due immagini una a fianco dell’altra, la sensazione di “qualcosa che non va” nel viso dell’immagine ritoccata è veramente lievissima.
Quindi, un lavoro ottimamente eseguito, che mi regala una soddisfazione in più: Marcello infatti ha scattato lui stesso l’immagine originale, per poi ritoccarla e finalizzarla… un ottimo esempio di come un fotografo possa ottenere risultati eccellenti grazie ad una padronanza del ritocco che gli permetta di “pensare” l’immagine già ritoccata e rifinita.
Bene! Complimenti a Marcello, ora aspetto altre immagini da voi, la sfida è stata lanciata
Ciao a tutti e buon lavoro.
Simone Poletti
No ai compromessi… più spazio all’illuminazione!
Ciao a tutti,
spesso sentiamo parlare di HDR… ma cos’è?…
L’HDR è una tecnica utilizzata per poter avere range di illuminazione più ampi (Hig Dynamic Range).
Vi è mai capitato di trovarvi in condizioni di
luce tale da costringervi ad effettuare una scelta determinante su dove impostare l’esposizione, scegliendo se penalizzare le ombre o le alte luci?
Scelta che porterà a valorizzare solo parte dell’immagine lasciando il resto non leggibile o con colori inadeguati?
Bene… Qualsiasi scelta noi faremo… sarà sempre un compromesso… e sacrificherà particolari importanti del paesaggio o del soggetto che vogliamo fotografare.
A meno che…
… e qui viene in aiuto la tecnica dell’HDR, che unisce più immagini con valori di esposizione diversi. Si ha quindi il totale controllo sull’immagine in ogni suo punto e senza limiti di illuminazione.
Le immagini in HDR infatti memorizzano i valori fisici della luminosità e della radianza che possono essere osservate nel mondo reale, non solo quelli che possono essere riprodotti sullo schermo. Rappresentando una gamma di illuminazione più elevata, richiedono un maggior numero di bit (16-32). Si consiglia quindi di scattare in RAW, così da avere a disposizione file di partenza con il maggior numero di informazioni possibile.
Ma come si deve fare per realizzare un HDR?
L’HDR va pensato e ragionato a partire dallo scatto… e non improvvisato.
Lo scatto deve essere sempre lo stesso… cioè fatto dallo stesso punto di vista (si consiglia il cavalletto)… a variare sarà l’esposizione (alcune macchine fotografiche danno la possibilità di effettuare il Braketing/BKT che crea una serie automatica di immagini con diverse esposizioni).
Per completare l’opera bisogna disporre di un programma adeguato di elaborazione, come Photomatix, Photoshop…
Il resto è molto semplice, e i programmi in questione ci danno molte possibilità di regolazione dell’immagine per ottenere risultati ottimi.
Ok tutto questo è molto bello… ma voi vi chiederete… se i monitor o le stampanti hanno range più bassi come lo visualizzo l’HDR? Avete ragione… ebbene si… bisogna modificare e comprimere il range HDR, e i programmi elencati sopra, tramite la mappatura dei toni (tone mapping), riescono a rendere compatibile l’immagine a gamme più ridotte riuscendo comunque a mantenere l’aspetto iniziale dell’immagine HDR!!! ![]()
La tecnica dell’HDR offre la possibilità di ottenere risultati spettacolari, che valorizzano tutta la gamma tonale dell’immagine con nitidezza dei particolari in ogni sua area. Una strada che permette ai fotografi di avere un controllo totale sui dettagli e sulle luci dell’immagine … senza dover effettuare scelte obbligate… e senza compromessi…
La potenza del fotomontaggio
Ciao a tutti,
come vi sarete resi conto è un po’ che si parla di fotomontaggio.
Ma… cos’è il fotomontaggio?
È un insieme di “ritagli” di diverse fotografie, accostate con tecniche differenti.
Al giorno d’oggi quando si parla di fotomontaggio si pensa subito all’utilizzo di programmi di grafica (tipo Photoshop), in realtà il fotomontaggio ha origini ben più remote, ed è stato introdotto quando ancora il digitale non esisteva.
La nascita del fotomontaggio viene attribuita al movimento dadaista intorno agli anni 20 (pensate un po’…), in quel periodo ovviamente non erano disponibili gli ampi mezzi che possiamo usare noi e i fotomontaggi venivano effettuati tramite un’unica stampa da più negativi. Il fotomontaggio era utilizzato come tecnica artistica per esprimere meglio certi concetti, quindi ragionato per ottenere certi fini.
Il fotomontaggio oggi invece, viene utilizzato in campi diversi, e sembra davvero accessibile a tutti. I programmi di grafica, Photoshop in particolare, sono molto potenti e spesso utilizzati senza criterio e senza buon senso, con risultati eccessivi… a volte disastrosi.
Vi siete mai imbattuti in improbabili accostamenti di immagini dove le proporzioni sono sbagliate?
Occhi troppo grandi? Fondi non verosimili, oggetti che fluttuano nell’aria? Ombre e luci improbabili?
Con i mezzi a disposizione infatti un fotografo può non solo correggere errori presenti nello scatto, ma anche cambiare alcuni elementi della foto, rendendo l’immagine meno disturbata, più affascinante e d’impatto e può ottenere, in postproduzione, risultati impossibili in fase di scatto.
Ok… abbiamo un potente mezzo a disposizione… MA USIAMOLO BENE!!!
I programmi di grafica sono… si decisamente potenti ed efficaci… ma anche difficili da usare (non tutti sono Photoshop experts come Poletti!!!
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E per realizzare un buon fotomontaggio (che è decisamente un’arma a doppio taglio se usata male), bisogna saper utilizzare il programma a disposizione, avere una buona conoscenza di luci, ombre e proporzioni, ma soprattutto non bisogna esagerare e farsi prendere la mano!!! …o rischieremo di trovarci dopo ore e ore di lavoro con un risultato disastroso e per niente soddisfacente. Ricordate che a volte bastano anche piccoli e semplici cambiamenti per rendere la nostra immagine speciale!!!
Chi invcece ha obiettivi più ardui da raggiungere e vuole apportare cambiamenti più radicali per rendere l’immagine più appealing… bene, buona idea, solo se però l’intervento viene fatto senza errori… quindi per i neofiti del fotomontaggio è meglio allenarsi e seguire consigli passo passo per apprendere quali sono i principi base del lavoro.
Ed è proprio grazie ad un fotomontaggio di qualità, realizzato con una buona preparazione, buon senso e misura che si possono creare immagini di forte impatto e contemporanemente corrette… magari anche oltre le vostre aspettative iniziali!
Buon lavoro allora!!!
La luce del mattino
Domenica mattina mi sono svegliato e, arrivato in soggiorno per la colazione… sono rimasto folgorato! La luce era meravigliosa, morbida, sobria e innegabilmente mattutina avvolgeva gli oggetti sul tavolo. Aveva un non so che di esilarante… da sola era in grado di “rendere felici”.
Ok, ubriaco non potevo essere, oltre ad essere mattina… sono astemio! Probabilmente domenica mattina ero particolarmente rilassato, ma nemmeno poi tanto visto che sapevo che mi aspettava la postproduzione di circa 200 scatti in consegna a breve… eppure quella luce ha lasciato il segno!

Il segno lasciato è così profondo che ieri sera di ritorno a casa, colto da “raptus fotografico” acuto ho deciso di mettere mano agli speedlites, alla reflex digitale e ricrearla.
Probabilmente una delle sfide più grandi che ciascun fotografo spesso si trova a fronteggiare è riuscire a tradurre in un’immagine le parole e i desideri del cliente. Potrebbe capitare che un cliente chieda una luce più consistente, oppure un mood più solare. Queste sono richieste alle quali è normale assistere e alle quali si deve sapere come rispondere. Anche io iniziando a scrivere questo articolo ho descritto la luce utilizzando termini più legati al tatto rispetto che alla vista. Spesso, proprio perché impalpabile (rieccoci!
), ci riferiamo alla luce con delle sinestesie. Spesso riuscire a tradurre i desideri del cliente è tutto meno che facile. Spesso tradurre le aspettative in realtà può diventare una vera sfida.
A volte però è bello anche porsi davanti alle stesse sfide… giusto per il gusto di provare! Se, ad esempio, ti chiedessero di riprodurre il “sapore” di una scena alle 8.00 del mattino di una domenica di Aprile?
Immagini incredibili: Dave Hill e gli hooligan della postproduzione
Mi è capitato spesso, negli ultimi tempi, di essere messo di fronte ad un’immagine di Dave Hill accompagnata dalla solita domanda… come fa?
Dave Hill, americano, giovane e rampante, è uno dei nuovi fenomeni della fotografia mondiale, grazie alle sue immagini dall stile inconfodibile, aggressive e potenti, caratterizzate da una postproduzione esasperata e di grande impatto.
In molti, a partire da maestri come Scott Kelby, hanno analizzato il suo modo di ritoccare le immagini, cercando di riprodurne i risultati… non sempre con successo.
Ho letto e sentito dire di tutto, da “Dave Hill mago dell’HDR” (mai nulla di più sbagliato) a “Ecco i filtri di Dave Hill” ecc… ecc… Mi sembra che si ripercorra, qualche anno dopo, la stessa strada toccata ad Andrzej Dragan, idolatrato e copiato fino a diventare un “metodo”, un tipo di filtro “Draganize” che ha invaso il web per anni. Nel caso di Dragan fu commesso un errore madornale, quello di considerare le sue tecniche e il suo lavoro frutto dell’uso di filtri e metodi standardizzati… riducendo ad “azioni” e “filtri” perconfezionati il lavoro di ore, manuale, specifico ed attento realizzato su ogni immagine dal fotografo/fisico polacco. Questo ha portato moltissimi a dimenticare l’approccio certosino e altamente professionale e a buttarsi sugli automatismi, ottenendo spesso risultati scadenti e comunque sempre standardizzati e scarsamente originali.
La stessa cosa sta succedendo con Dave Hill e con altri fotografi della sua generazione.
Dave Hill fa parte di una scuola relativamente nuova di fotografi che sfrutta al massimo le possibilità della post-produzione, veri Hooligan della post che accentuano il contrasto in modo esagerato, ritoccano le luci, montano decine di immagini insieme, esasperano l’effetto grandangolare delle immagini, utilizzano tecniche di matte painting nel ritocco, spremono la propria attrezzatura fotografica e Photoshop per realizzare immagini incredibili. Alcuni di loro, con un profilo che io ritengo anche più alto, come ad esempio Douglas Fisher, sfruttano anche la manipolazione 3D, con risultati davvero straordinari.
Questo genere di immagini, che possiamo considerare a buon diritto “Computer Generated Images” saranno argomento di due corsi ed un ebook in arrivo su FotografiaProfessionale.it,
corsi ed ebook che ci porteranno nel mondo della post-produzione estrema, dallo scontorno per la realizzazione di fotomontaggi perfetti, fino alla gestione pittorica delle luci e alle tecniche di Matte Painting. Seguiteci in questo percorso e scopriremo insieme come realizzare immagini degen di Dave Hill, e della vostra creatività!
A presto con grandi novità!
Simone Poletti
Dominare il colore
Quanto è importante dominare il colore?
Oggi il mondo della ppost-produzione semi- professionale, sembra essere dominato da effetti cinematografici ed estremi, contrasti esasperati, toni iper-saturi o desaturati con “generosità”… e sempre più spesso mi sento chiedere “Ma perchè io non riesco ad ottenere quei risultati? problema di attrezzatura?”
No. Il problema non è l’attrezzatura. Fra qualche settimana vi mostrerò come, con una attrezzatura da poche centinaia di euro e una post-produzione accurata si possano ottenere risultati molto simili a quelli di Dave Hill, Dragan e altri celebrati fotografi contemporanei. Allora dov’è il problema?
Il problema è, spesso, nel colore. Dominare il colore, essere in grado di gestire le cromie, i contrasti tonali e cromatici delle proprie immagini è fondamentale… e purtroppo è un aspetto spesso sottovalutato dall’utente medio. Si pensa erroneamente che un post estrema e di grande effetto si possa ottenere facilmente con filtri e con un utilizzo al limite degli strumenti di regolazione… niente di più sbagliato… per ottenre risultati estremi e di grande impatto, dobbiamo essere prima di tutto in grado di controllare il colore in ogni sua parte, di gestire il toni e i contrasti.
Fra poche ore termina il periodo di promozione per il corso “Cromie perfette”, è un’occasione da non perdere per dominare il colore!
A presto e buon lavoro
Simone Poletti





























