Archive for the 'Interviste' Category


Nel blu, dipinto di blu!!!

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1 dicembre 2011  posted by Ingrid Iotova
Uno sguardo sul golfo
© Pasquale Vassallo

Oggi vorrei presentavi un fotografo, amico di FotografiaProfessionale, decisamente speciale… speciale per due motivi:

Il primo: National Geographic Italia ha premiato con il secondo posto una delle sue foto, nell’ambito del concorso fotografico Nat Geo Italia, che ogni anno viene indetto dalla notissima testata. Quest’anno sono 14mila le foto pervenute, e Pasquale si è guadagnato con una delle sue fotografie il secondo posto nella categoria “Natura”, una delle quattro in cui è suddiviso il concorso.

Il secondo: le sue foto sono molto speciali… eh già, Pasquale, come buona norma per il fotografo paesaggista, fa davvero tanta fatica per scattare le sue foto e per farlo si avvale di attrezzatura appositamente dedicata.

Curiosi?

Facciamoci dire da Pasquale Vassallo, come e dove scatta le sue foto.

FP: Ciao Pasquale, benvenuto su FotografiaProfessionale. Da quanto tempo scatti, e qual’è la tua location preferita?

Pasquale: Ciao a tutti gli amici di FotografiaProfessionale.

Ho iniziato molto presto a scattare… sott’acqua… con una Nikonos III , per poi passare ad acquistare i primi  scafandri con varie macchine fotografiche (Nikon F 90,F100), fino ad arrivare ad oggi nell’era del digitale con la Canon 5d MarkII.

La stragrande maggioranza dei miei scatti sono effettuati nel mediterraneo e in particolare nel golfo di Napoli. La passione e la ricerca di organismi marini diversi mi ha portato a viaggiare tanto e a conoscere luoghi lontani (Indonesia, Malesia, Filippine, Papua, SudAfrica…).

Ma, in definitiva, posso affermare che non occorre spostarsi tanto o recarsi nei mari più splendidi della Terra per poter scorgere mondi meravigliosi.

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Intervista a Simone Scurzoni

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30 settembre 2010  posted by Simone Poletti

Nella serie di interviste di FotografiaProfessionale dedicata a fotografi professionisti specializzati nei diversi campi, dopo Max Costoli (Moda) e Alessandro Rizzi (Street & Reportage),

incontriamo oggi un giovane fotografo che ha fatto un percorso piuttosto singolare, riuscendo a trasformare una passione in un lavoro, Simone Scurzoni.

Simone si dedica principalmentre alla fotografia di matrimonio, con un approccio inusuale e innovativo per il mercato italiano, più assimilabile al reportage che alla foto di cerimonia classica.

Abbiamo chiesto a Simone di rispondere a qualche domanda proprio perchè la sua storia professionale rispecchia un po’ quella di molti di voi,
appassionati di fotografia che, con impegno, dedizione e buone idee, cercano di trasformare la passione in un lavoro vero e proprio.

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Fotografia Europea 2010

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6 maggio 2010  posted by Simone Conti

Fotografia Europea 2010

È veramente tanto tempo che non mi prendo il tempo di postare sul blog… quasi un anno! Quale migliore occasione dell’avvicinarsi di Fotografia Europea 2010?
Come ogni anno a partire dal 2006 Reggio Emilia diventa teatro di una importante manifestazione a carattere internazionale dedicata al mondo della fotografia. L’Europa si riunisce per un weekend dedicato sia a chi fa fotografia, sia a chi ama la fotografia.
Alessandro Rizzi, Tokyo, Ginza, Febbraio 2010 © Alessandro Rizzi / Blob Art / Gallery Stock Courtesy Alessandro Rizzi
Alessandro Rizzi, Tokyo, Ginza, Febbraio 2010 © Alessandro Rizzi / Blob Art / Gallery Stock Courtesy Alessandro Rizzi
Per questo quinto appuntamento, la rassegna di Reggio Emilia sceglie come fil rouge l’incanto. Il titolo di Fotografia Europea 2010 è infatti “Incanto. Lo sguardo sul mondo”. Il confine tra magia, seduzione, meraviglia, suggestione e, d’altro canto, sortilegio e malia è quasi impercettibile. Comune, tuttavia, l’interpretazione emotiva di un soggetto, nella sua natura reale o immaginaria.
Tra i fotografi che si aggirano per Reggio Emilia anche Mario Cresci, Pio Tarantini, Gabriele Basilico, Ferdinando Scianna, Alain Willaume, Simona Ghizzoni, oltre che Mark Borthwick, Alessandra Spranzi, Richard Wentworth e Ange Leccia, i quattro artisti internazionali scelti dal curatore per rappresentare il nucleo centrale della rassegna, il nostro amico Alessandro Rizzi e il mitico Michael Kenna, di cui viene presentato un percorso antologico a cura di Sandro Parmiggiani.
Il vero “pezzo forte” della manifestazione è però Man Ray, a cui viene reso omaggio con la retrospettiva a Palazzo Casotti, curata dalla Fondazione Marconi di Milano. Read the rest of this entry »
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Da fotografo a ritoccatore, domande e risposte.

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20 dicembre 2009  posted by Simone Poletti

Come scrivo spesso, il successo di FotografiaProfessionale è costruito sull’interazione diretta e costante con voi. I corsi vengono modificati e perfezionati in base alle vostre richieste e ai vostri consigli e alle vostre indicazioni, e il blog vive dei vostri commenti e delle vostre domande. Per questo, quando qualche giorno fà ho ricevuto la mail di Fred, ho pensato che fosse gisuto pubblicare le sue domande e le relative risposte sul blog, per permettervi di commentare e partecipare alla discussione. Fred è un fotografo dai progetti interessanti, che dopo aver sperimentato i miei corsi di fotoritocco ha sentito l’esigenza di avere alcuni chiarimenti e di scambiare un po’ di idee su fotografia, postproduzione e ritocco. Eccovi le domande e le risposte, senza filtro, come sempre.

Fred: Molto semplice, io lavoro per comodità con una Nikon d70 circa 6-7Mpix, ora la prima domanda riguarda proprio questo, che risultati si possono ottenere con una macchina simile? Credi si possano raggiungere risultati altamente professionali,parlo di prodotti adv-beauty-fashion-still etc.etc. ??

Simone: Non conosco benissimo la Nikon d70, ma mi sono documentato presso alcuni amici fotografi ricevendone impressioni positive, limitatamente all’uso semi-professionale,
mi è stata descritta come una macchina abbastanza “rumorosa”, cioè con una grana piuttosto evidente e, anche se un po’ datata, con una buona qualità di scatto.
Ora, io credo che la macchina non faccia il fotografo. La fotografia è visione ed idea, saper cogliere l’emozione e l’attimo e saperli trasmettere… la tecnica e la tecnologia a mio parere
sono gli strumenti che permettono al fotografo di esprimere la propria visione e trasferire in immagine la propria idea.
Il risultato altamente professionale del quale parli tu, necessita chiaramente di immagini di alta qualità e di definizione perfetta, perchè se è l’idea che conta, anche la qualità “tecnica” dell’immagine deve essere adeguata. Proprio perchè si parla di risultato “altamente professionale” credo che non si possa prescindere da un’attrezzatura adeguata, che ti permetta di esprimere al meglio le tue capacità.
Questo non vuol dire che tu sia costretto a spendere migliaia di euro in macchina fotografica e ottiche, molti, moltissimi fotografi professionisti lavorano con attrezzature noleggiate da service.
Puoi tranquillamente noleggiare una macchina top di gamma, tutte le ottiche che ti servono e le luci da uno qualsiasi di questi service che sono diffusi su tutto il territorio nazionale,
senza affrontare l’investimento dell’acquisto.
Io ti consiglio di provare, prova a noleggiare la macchina migliore sul mercato, le ottiche che hai sempre sognato e due luci fantastiche, poi scatta lo stesso soggetto con la d70 e la tua attrezzatura e con l’attrezzatura noleggiata. A quel punto potrai valutare il risultato in maniera obiettiva. Io credo che, come ho già detto, la macchina non faccia il fotografo, ma un grande fotografo ha bisogno di una attrezzatura adeguata.romeo11

Fred: Vedo immagini veramente strabilianti, mi riferisco a Erwin Olaf, Eugenio Recuenco e simili, possibile che sia fatto tutto in fase di scatto??? Dimmi di no ti prego altrimenti lancio tutto dal balcone.

Simone:Erwin Olaf è uno dei fotografi che ammiro maggiormente, e Recuenco ha una fantasia nella composizione che invidio.
Le loro immagini sono ritoccate, post-prodotte con grande attenzione e cura da professionisti capaci e competenti. Un’immagine come quelle di Olaf e Recuenco parte però da un processo creativo complesso, si parte da un’idea iniziale che viene poi sviluppata attraverso un lavoro in fase di scatto che deve già tenere conto della post-produzione che verrà applicata.

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Intervista ad Alessandro Rizzi, visioni da un altro pianeta…

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31 ottobre 2009  posted by Simone Poletti

Alessandro Rizzi, dopo averlo conosciuto di persona, lo riconosci nelle sue fotografie.

Riconosci quella tranquillità e quella serenità curiosa, quella pacatezza solo superficiale, che nasconde un mare di idee, intuizioni, progetti in continua evoluzione. Alessandro è come le sue fotografie, che sembrano tranquille e quasi “addormentate” ma portano con sè una quantità di sottotesti, di interpretazioni, di contenuti, che le rendono uniche ed affascinanti.

Ora, non voglio annoiarvi con una pagina di sperticate lodi, vi lascio all’intervista e alle foto di Alessandro, dopo una piccola biografia che può aiutarvi a capire di chi parliamo.

Alessandro Rizzi è nato in Emilia nel 1973. Nel 2002 vince il premio 3M come Miglior Fotografo Italiano under 30, fotografo dell’agenzia Grazia Neri è pubblicato nelle collection più prestigiose di Getty Images. Nel 2006 pubblica il libro fotografico Vision from Another World.

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FP: Ciao Alessandro, e benvenuto su fotografiaprofessionale.it

Iniziamo dalle presentazioni, raccontaci chi è Alessandro Rizzi.

AR: Autodefinirsi non è facile ma partiamo dalle cose sicure:
Maschio, anni 35, emiliano, fotografo, base in un piccolo paese tra Reggio Emilia e Parma dove sono nato.
Costruisco per me piccoli impianti valvolari per jazz e musica da camera e ho una passione per le macchine fotografiche a telemetro e i  libri di fotografia.
Ho iniziato a fotografare quando trovai una vecchia Minolta di mio padre nell’armadio di casa, nascosto da maglioni e camicie. Quella fu la folgorazione immediata, il fascino per l’oggetto e la curiosità di capirne il funzionamento.

FP: Su FotografiaProfessionale.it fino ad oggi ci siamo occupati più che altro di fotografia di moda e per l’Adv, il tuo mondo invece è principalmente quello del reportage. Come si svolge il tuo lavoro? Come ricevi un incarico e come lavori sul campo?

AR: Negli ultimi anni la fotografia di reportage e di Street che è quella che pratico io è entrata di forza nel campo dell’ADV  sconfinando dalla propria collocazione storica.
Mentre fino a pochi tempo fa i commissionati per riviste e clienti avvenivano quasi esclusivamente con la mediazione delle agenzie che rappresentano il fotografo, ora molto del lavoro arriva direttamente dai clienti e dai photoeditor delle riviste. Il ruolo delle agenzie sta venendo ripensato e trasformato.

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FP: Hai scattato per alcune delle più importanti riviste del mondo, hai vinto il premio 3M come Miglior Fotografo Italiano under 30 nel 2002, quindi sei la persona più indicata alla quale rivolgere la domanda più difficile. Come si trasforma la passione in lavoro e il lavoro in successo? Come è successo per te?

AR: Dopo i primi anni nei quali viaggiavo per piccoli reportage tra est Europa e medio oriente ho incontrato a Milano,Grazia Neri. In modo rocambolesco ma travolgente.
Grazia Neri rappresentava da sempre il meglio della fotografia italiana, l’agenzia di riferimento per il mondo professionale e la sua competenza personale rimane indiscussa. Pochi minuti dopo l’incontro con Grazia e dopo averle mostrato alcune mie fotografie mi diede un appuntamento in agenzia  nei mesi successivi, una volta là le mostrai alcuni lavori inediti e ricordo ancora quando chiamò il suo braccio destro, l’attuale photoeditor dell’Espresso per  portare il contratto di rappresentanza, contratto che legava  il mio lavoro al nome Grazia Neri.
Da quel giorno cambiò tutto , prima fui presentato alle riviste italiane e poi negli anni successivi alle riviste americane, inglesi, francesi.
Grazia ha rappresentato la realizzazione dal sogno al mestiere sul campo..
.

FP: Guardando le tue foto ci si trova davanti a due anime, quella del fotografo e quella del viaggiatore, che sembrano convivere in grande armonia, quasi in simbiosi. C’è la grande curiosità del viaggiatore che scruta ogni angolo, ogni vetrina, ogni vicolo, e allo stesso tempo c’è anche l’istinto del fotografo pronto a scattare ogni attimo irripetibile, l’occhio che coglie inquadrature e soggetti mai banali.
Facciamo un gioco crudele. Puoi scegliere, passaporto o macchina fotografica, a cosa rinunci?

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Intervista a Massimo Costoli

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25 luglio 2009  posted by Simone Poletti

Come promesso iniziamo oggi una serie di incontri e interviste con fotografi e professionisti del settore. Queste interviste ci accompagneranno lungo un percorso che toccherà diversi stili e diverse “sponde” del mare della fotografia professionale italiana ed estera.

Il nostro percorso inizia con una lunga intervista a Massimo Costoli, fotografo italiano che ha firmato scatti per grandi firme della moda italiana, da Moschino a La Perla, Guru e tanti altri, e campagne Adv per grandi marche, oltre a decine di editoriali per le più importanti riviste del settore fashion.

Max è anche un amico, ed era naturale che il primo a trovare spazio su FotografiaProfessionale.it fosse proprio lui.

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_mg_6438FP: Ciao Max, molti ti conoscono già per aver visto il tuo lavoro, ma raccontaci un po’ chi è Massimo Costoli?

MC: Sono Nato a Reggio Emilia, nel 1968, dopo il diploma ho iniziato a lavorare come assistente in uno studio di fotografia pubblicitaria della mia città. Ma sono durato poco, dopo un anno ero già sulla strada per Milano per continuare a fare esperienza nel mondo della fotografia e allargare i miei orizzonti, cercare nuove opportunità.
Dopo due anni sono tornato in emilia, a Parma, e ho collaborato con un importante fotografo pubblicitario e di still-life, al quale devo tutto quel che so del mestiere di fotografo.
Ora lavoro fra Reggio e Milano, e trascorro le settimane libere in Salento, per ricaricare le pile…

FP: Un storia professionale in continua evoluzione quindi, ma come hai scoperto la fotografia?
MC: Per caso, fu mia madre a regalarmi la prima macchina fotografica… neanche il tempo di capirne il funzionamento e stavo già scattando come un ossesso, fotografando tutto quello che avevo intorno… si può dire che fu un colpo di fulmine…
E fu sempre mia madre, al termine dell’ultimo anno di superiori, a presentarmi un suo amico fotografo, che ebbe la folle idea di assumermi come assistente tuttofare.

FP: Hai scattato per le più importanti riviste di moda, e per aziende come Moschino, La Perla ecc… Come è avvenuto il tuo “incontro” con il mondo della moda?
È stato un colpo di fortuna, una cosa improvvisa o una conquista ottenuta con anni di gavetta?

MC: Anche questo fu un caso: un mio amico che faceva lo stilista doveva realizzare un catalogo, e non aveva un gran budget a disposizione. Quindi mi chiese di ritrarre alcuni soggetti che indossavano i suoi capi… forse uno dei miei lavori più belli… e da lì è iniziato tutto. Read the rest of this entry »

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