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Tecniche Avanzate Ritocco Pelle: i ritocchi di Haller!

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17 agosto 2009  posted by Simone Poletti

Come promesso, anche se con qualche giorno di ritardo, iniziamo a pubblicare i ritocchi realizzati da voi, dagli utenti del corso “Tecniche Avanzate per il Ritocco della Pelle”.

Abbiamo ricevuto molti feedback positivi e anche qualche critica, utilissima per migliorare il corso e renderlo sempre più utile e rispondente alle necessità di chi lavora con il fotoritocco, ma anche adatto alle esigenze di chi ritocca per passione o per divertimento.

Il corso è stato aggiornato e tutti i precedenti acquirenti hanno ricevuto i link per scaricare nuove texture e nuovi pattern, oltre ad una azione per il ritocco rapido della pelle molto utile per velocizzare le fasi di lavoro più standard. Continueremo a migliorare ed aggiornare i nostri corsi, e a seguire (quando possibile) tutti i vostri consigli. Grazie a tutti per il contributo!

imm-pelle-avanzata_redCome dicevo abbiamo ricevuto molti feedback, e anche molte immagini ritoccate da voi seguendo i metodi ed utilizzando le tecniche del corso, iniziamo oggi a pubblicare le immagini ritoccate da Haller, fotografo con una mano notevole per lo still-life (potete trovare i suoi scatti su Fotolia), e un ottima applicazione al ritocco.

Pubblichiamo i sui ritocchi cogliendo l’occasione per fare così i commenti del caso e inidicare qualche possibile miglioramento nell’uso delle tecniche.

Iniziamo dalla foto contenuta nel package di “Tecniche avanzate per il ritocco della pelle”, sulla quale vengono effettuati tutti i ritocchi del corso stesso.

Il lavoro di ritocco è sciuramente ben fatto, il viso è piulito e i difetti più importanti sono stati eliminati, la cromia dell’incarnato è piacevole. Il risultato nel complesso ben riuscito.

Un paio di cose sono però migliorabili: la differenza di evidenza della texture pelle fra zone in luce e zone in ombra del viso è eccessiva. Nelle zone in ombra la texture è molto evidente, nelle zone in luce spesso scompare. Io alleggerirei appena la texture sul lata dx (della modella) del viso, in oparticolare di fianco alla bocca, e riporterei invece un accenno di texture sul lato sx (della modella) del naso e del mento.

Inoltre eliminerei i due piccoli nei sul collo e cercherei di correggere le piccole imperfezioni che si possono notare nelle aree vicino alla linea dei capelli sulla sx (della modella) del viso.

Si tratta di piccoli dettagli, lo ripeto, nel complesso di un ritocco ben fatto. Mi sembra giusto però, una volta raggiunto un buon livello, lavorare per il raggiungimento di un livello superiore, ed essere esigenti con chi, come Haller, dimostra buona tecnica e ottimi risultati.

08redProcediamo quindi con la seconda immagine, scaricate dal web.

Si tratta della foto di una modella con evidenti difetti morfologici, un naso piuttosto grande che contrasta con il mento sfuggente, che possiamo ritoccare o meno, a seconda della nostra “filosofia” personale e del nostro gusto.

In questo caso il ritocco sull’incarnato è stato probabilmente eccessivo, la differenza fra la texture del viso e quella del collo è troppo evidente. Pur essendo il risultato piacevole, sarebbe bene riportare ad un aspetto più realistico il viso, in due possibili modi: a) inserendo una texture pelle più “allargata” in modo da ottenere pori più grandi e una texture più “grezza” oppure, b) abbssando l’opacità dei livelli di texture e sfocatura per riportare in superficie un po’ della texture originale.

Inoltre è il caso di ritoccare i piccoli difetti del collo per attenuare ulteriormente la differenza fra le due aree.

Questo caso è abbastanza tipico, su immagini non enormi, scaricate magari dal web, capita che l’applicazione “letterale” della tecnica di “reskinning” porti ad un effetto troppo pulito e unifoprme sull’incarnato. Modificate le dimensioni e l’incidenza della texture per ottenere risultati più realistici.

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Passiamo quindi al terzo scatto. In questo caso mi sento di aver veramente poco da consigliare ad Haller, la correzione è ben fatta, il risultato piacevole, il tono dell’incarnato è stato modificato, tendo però conto anche dei toni in tutta l’immagine, con un risultato più caldo che a me piace molto. A seconda dei gusti personali c’è chi potrebbe trovare in questa immagine un eccesso di toni gialli e magenta, e la base di partenza già buona ha sicuramente aiutato, ma il risultato è sicuramente ottimo.

Concludiamo con un “esperimento” cha Haller ha voluto tentare, interessante, e utile per ricordare a tutti un paio di accorgimenti importanti.

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Come ho già scritto, la tecnica del reskinning può essere utilizzata per applicare alla pelle una qualsiasi texture, anche di animale, o di frutto… In questo caso si è preferito procedere con la corezione della pelle per poi applicare un “colorize” all’incarnato. Se l’effetto che si vuole ottenere è quello della ragazza “vegetale”, cioè con la pelle verde, allora è necessario stare più attenti alla maschera, per evitare i piccoli buchi e le imperfezioni, e lavorare anche sul resto dell’immagine in modo che i toni non siano così diversi, il verde deve incidere anche sull’interno della palpebra e nell’area delle sopracciglia.

Se invece (come credo più probabile vista la perizia dimostrata da haller in altri casi) l’intezione era quella di dare un effetto di viso colorato, mascherato, pitturato con i colori a dito… allora andiamo meglio, ma… perchè c’è un ma…

Ma è necessario lavorare meglio sui particolari. È giusto lasciare qualche area non colorata per dare l’efetto della colorazione manuale, ma devono essere aree più grandi, più evidenti e dai contorni più irregolari. Il contorno delle sopracciclia e degli occhi deve essere più impreciso, si potrebbe escludere dalla colorazione qualche piccola area sotto al naso.

Inoltre l’effetto della vernice sulla pelle deve esere più lucido e “plastico”… come?

Inpareremo presto una tecnica per rafforzre le alte luci in una immagine per dare alla pelle un effetto più lucido e “metallico”,

intando provate così: Aggiungete un livello di riempimento completamente bianco, poi andate ad agire sulle “blending options” (le trovate in basso nella palette del livello sotto l’icona fx).

Andate a modificare l’incidenza del livello bianco muovendo verso destra l’indicatore nero a sx della banda “Underlaying layer” per circa 1/3 della su lunghezza. Poi cliccate sul’indicatore stesso tenedo premuto Alt/Option e spostatevi ancora di un terzo verso destra. Vedrete che l’indicatore si divide in due parti permettendovi di “ammorbidire” l’incidenza del livello bianco.

Il risultato finale dovrebbe essere circa così…

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Concludo facendo ancora i comlimenti ad Haller per il buon lavoro svolto, e rimango in attesa di altri elaborati per confrontarci ulteriormente sui progressi fatti e su quelli ancora da fare. Non ho pubblicato tutte le immagini ricevute, per evitare di “monopolizzare” il blog con un solo post, mi sono limitato a quelle che potevano dare buoni spunti per commenti e critiche costruttive.

Presto pubblicherò anche i ritocchi di Tiziano Mayles  e di altri, così da parmetervi di confronatre i vostri risultati con quelli degli altri utenti del corso e, per chi ancora non ha acquistato “tecniche avanzate per il ritocco della pelle”, per capire cosa si può fare con un buon corso e un po’ di esercizio.

Ciao a tutti e buon lavoro!

Simone


Intervista a Massimo Costoli

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25 luglio 2009  posted by Simone Poletti

Come promesso iniziamo oggi una serie di incontri e interviste con fotografi e professionisti del settore. Queste interviste ci accompagneranno lungo un percorso che toccherà diversi stili e diverse “sponde” del mare della fotografia professionale italiana ed estera.

Il nostro percorso inizia con una lunga intervista a Massimo Costoli, fotografo italiano che ha firmato scatti per grandi firme della moda italiana, da Moschino a La Perla, Guru e tanti altri, e campagne Adv per grandi marche, oltre a decine di editoriali per le più importanti riviste del settore fashion.

Max è anche un amico, ed era naturale che il primo a trovare spazio su FotografiaProfessionale.it fosse proprio lui.

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_mg_6438FP: Ciao Max, molti ti conoscono già per aver visto il tuo lavoro, ma raccontaci un po’ chi è Massimo Costoli?

MC: Sono Nato a Reggio Emilia, nel 1968, dopo il diploma ho iniziato a lavorare come assistente in uno studio di fotografia pubblicitaria della mia città. Ma sono durato poco, dopo un anno ero già sulla strada per Milano per continuare a fare esperienza nel mondo della fotografia e allargare i miei orizzonti, cercare nuove opportunità.
Dopo due anni sono tornato in emilia, a Parma, e ho collaborato con un importante fotografo pubblicitario e di still-life, al quale devo tutto quel che so del mestiere di fotografo.
Ora lavoro fra Reggio e Milano, e trascorro le settimane libere in Salento, per ricaricare le pile…

FP: Un storia professionale in continua evoluzione quindi, ma come hai scoperto la fotografia?
MC: Per caso, fu mia madre a regalarmi la prima macchina fotografica… neanche il tempo di capirne il funzionamento e stavo già scattando come un ossesso, fotografando tutto quello che avevo intorno… si può dire che fu un colpo di fulmine…
E fu sempre mia madre, al termine dell’ultimo anno di superiori, a presentarmi un suo amico fotografo, che ebbe la folle idea di assumermi come assistente tuttofare.

FP: Hai scattato per le più importanti riviste di moda, e per aziende come Moschino, La Perla ecc… Come è avvenuto il tuo “incontro” con il mondo della moda?
È stato un colpo di fortuna, una cosa improvvisa o una conquista ottenuta con anni di gavetta?

MC: Anche questo fu un caso: un mio amico che faceva lo stilista doveva realizzare un catalogo, e non aveva un gran budget a disposizione. Quindi mi chiese di ritrarre alcuni soggetti che indossavano i suoi capi… forse uno dei miei lavori più belli… e da lì è iniziato tutto. Read the rest of this entry »


intuos42Wacom ha lanciato in queste settimane la nuova generazione di tavolette grafiche Intuos 4, aggiornamento di una serie già conosciuta e apprezzata da grafici, illustratori e fotoritoccatori di tutto il mondo.

Come sempre FotografiaProfessionale.it cerca di darvi una visione il più possibile ampia degli strumenti e delle tecniche a disposizione dei professionisti della fotografia e del fotoritocco, quindi mi sembrava utile tenervi aggiornati sulle novità nel mondo delle tavolette grafiche, sempre più d’uso comune e quotidiano nel nostro ambiente.

Premetto che, pur non prendendo un centesimo da Wacom (possiamo provvedere per favore? :)), sono assolutamente parziale.

Sono un utente Wacom affezionato e fedele, possessore di una Intuos 3 (A5 Wide) e di una Cintiq 21UX che hanno cambiato completamente il mio modo di lavorare, quindi ammetto con candore che l’arrivo sulla mia scrivania di una nuovissima Intuos 4 Large è stato festeggiato con la stessa enfasi e lo stesso entusiasmo dedicati alla liquefazione del sangue di San Gennaro!

Poi, asciugati gli occhi dalle lacrime di commozione, come tutti i bambini che ricevono un gioco nuovo, ho attaccato la presa USB e mi sono messo immediatamente al lavoro! Read the rest of this entry »