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Thomas Hoepker: la maledizione e la forza della fotografia

MUHAMMAD ALI © THOMAS HOEPKER

02/05/2012
Ingrid Iotova

“Essere lì: questa è la maledizione e la forza della fotografia. Un cronista può scrivere i suoi pezzi stando dietro le linee, a distanza di sicurezza, raccogliendo informazioni di seconda  mano o addirittura consultando un archivio.

Un fotografo, invece, non ha scelta: deve essere presente lì, esattamente dove le cose succedono, e questo richiede un carattere speciale. I buoni fotografi raramente sno dei corporativi: a volte sono rompiscatole, spesso degli emotivi. Molti hanno precise idee politiche, hanno un debole per gli oppressi, sono progressisti, e questo perché ogni giorno il loro lavoro li porta dall’altra parte della barricata, tra miseria, sofferenza, soprusi o semplicemente, tra la gente comune.

La fotografia è un lavoro pesante: piova o splenda il sole, faccia caldo o freddo, devi portarti sulle spalle chili di attrezzatura e a volte star lì, appostato, agli angoli delle strade: insomma, un’attività certamente non aristocratica.

Il fotogiornalismo consiste semplicemente nell’essere curiosi, uscire e vedere quel che succede. Dopo aver fotografato per un po’, magari approfondisci con le letture il soggetto su cui stai lavorando e allora ti rendi conto di quante cose hai perso. Ma all’inizio, è molto utile essere ingenui, naif e, semplicemente, andare.

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Storia Della Fotografia
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René Burri: il mondo oltre la montagna

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