Interviste
Clownville e i ritratti creativi di Eolo Perfido

EOLO PERFIDO “ANGEL TURNER PORTRAIT”

05/03/2012
Ingrid Iotova
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Clownville e i ritratti creativi di Eolo Perfido

Ben tornati tra le pagine di FotografiaProfessionale.it.

Ho il piacere di presentarti oggi un giovane fotografo italiano. Francese di nascita, risiede a Roma e lavora in tutto il mondo.

Buon giorno Eolo e benvenuto su FotografiaProfessionale.it

Da quanto tempo scatti? Quando è nata la passione per la fotografia? Quando la passione si è trasformata in professione? Hai fatto studi particolari inerenti alla fotografia?

 

Eolo:
Ho scoperto la fotografia a 28 anni. A quel tempo lavoravo in una società che si occupava di sviluppo di contenuti per il web e marketing online. Non avevo mai dimostrato una spiccata predisposizione per la fotografia, ma ero da sempre appassionato di illustrazione e grafica. Quando è scoppiata la passione ho cercato di assecondarla con la giusta maturità di un quasi trentenne ed ho iniziato un percorso di apprendimento basato per lo più su una grande quantità di esperimenti e tentativi. Lavorando anche 10 ore al giorno non potevo permettermi una scuola o un corso di specializzazione, così ho progettato da solo la mia formazione leggendo molti libri e cercando di copiare per quanto possibile i fotografi che man mano scoprivo su internet. A 32 mi sono sentito abbastanza sicuro e consapevole per poter pensare alla fotografia come una professione ed ho iniziato a propormi per piccoli assignment. Il tempo ed una buona dose di fortuna hanno poi premiato questo approccio e sono arrivate sempre più opportunità.

FP:
Professionalmente, in quali tipi di fotografia sei specializzato?

Eolo:
Ritratto, Pubblicità e Progetti personali di fotografia creativa.

 

"Arkhee Dogma" - © Eolo Perfido

FP:
Qual è il tipo di fotografia che ti appassiona al di fuori del contesto lavorativo?

Eolo:
I miei progetti personali. Fotografie che probabilmente prendono spunto da un immaginario che si è costruito negli anni collezionando libri d’illustrazione e fumetti. Serie come Propaganda, Clownville o Arkhee prendono sicuramente spunto ed ispirazione dal mondo dell’illustrazione, del cinema e dei comics.
Ho inoltre una grande passione per la Street Photography per cui quando posso esco con la macchina al collo e mi faccio delle lunghe passeggiate.

 

FP:
Quali sono stati i fotografi che maggiormente hanno influenzato il tuo stile e quali, quelli che oggi ritieni essere gli “astri nascenti” della fotografia?

Eolo:
Amo moltissimi fotografi, probabilmente troppi per poterli nominare tutti. Alcuni sono molto conosciuti mentre altri sono degli appassionati con account sui vari Flickr o 500px. Basta dedicare qualche ora su Internet alla ricerca di fotografi per capire senza ombra di dubbio che di autori veramente bravi ce ne sono davvero tantissimi sia tra professionisti che tra gli appassionati. Mi prendo invece la libertà di nominare alcuni illustratori i cui libri spesso divoro in cerca di ispirazione per le mie fotografie: Juan Gimenez, Otomo, Azpiri, Moebious, Miyazaki, Jim Lee, Enki Bilal.

 

FP:
Veniamo alla tecnica.
Come scatti? Come si sviluppa di solito la tua giornata di lavoro? Sei un pianificatore o un istintivo? Cosa ti fa decidere quando scattare (compatibilmente con gli obblighi dettati dalla pianificazione di uno shooting)?

Eolo:
Sono sostanzialmente un pianificatore nelle fasi di pre-shooting. Mi piace arrivare al giorno dello scatto ben preparato. Faccio sempre una o due riunioni prima di ogni servizio fotografico e per quanto possibile seguo tutte le fasi di produzione.

Una volta sul set, fermo restando gli obblighi a cui accennavi prima, mi piace lasciare libertà ai soggetti fotografati. In questo modo oltre che scattare quanto previsto in fase di pre-shooting, posso attingere ad una serie di pose ed espressioni inaspettate che potrebbero poi risultare migliori di quelle prestabilite. Il set è come un teatro mentre le indicazione date ai soggetti sono il copione. Diciamo che amo i soggetti che ci mettono del loro ed improvvisano. Dopotutto molte grandissime foto rimaste alla storia sono figlie di questi momenti di casualità ed improvvisazione.

"Propaganda: The Beast" - © Eolo Perfido

FP:
Con che macchina scatti? Come si compone la tua attrezzatura fotografica?

Eolo:
Per quanto riguarda l’attrezzatura ho due Canon 5DMKII ed una 7D. Un parco obiettivi completo che va dal 17-35 al 70-200 con molte focali fisse intermedie. Molte delle mie foto sono realizzate con il 24-70mm 2.8 ed il 100mm 2.8 macro. Non amo le costrizioni, per cui tranne in casi in cui è strettamente necessario, non uso il cavalletto. Per quanto riguarda le luci, scelgo di volta in volta, trovandomi a mio agio sia con la luce naturale che con i flash da studio. Negli ultimi mesi ho iniziato ad utilizzare molto spesso la luce continua led. La trovo molto naturale, di facile gestione e quindi flessibile. Quasi tutta la serie Clownville è realizzata con luci Led mischiate a luce naturale. Ho anche una Fuji X100 che porto ovunque e che prediligo quando faccio street photography, non tanto per la qualità fotografica che è comunque buona, quanto per l’immensa portabilità e silenziosità.

"Angel Turner Portrait" - © Eolo Perfido

 

FP:
Secondo te cosa fa la differenza fra un bravissimo appassionato di fotografia e un professionista? Qual è il passo da fare per salire quel gradino? È un passo più mentale o di tecnica pura?

Eolo:
Da un punto di vista creativo e di tecnica penso non ci siano grandi differenze. Conosco moltissimi amatori che potrebbero fare della loro passione una professione. Se per salire di gradino si intende trasformarlo in un lavoro, il passo da fare è quello di strutturare l’attività, la logistica, la pianificazione dei costi e dei ricavi e tutte quelle problematiche comuni a qualsiasi altra attività imprenditoriale.
Se invece per gradino intendi una crescita tecnico/creativa, il discorso è diverso. Ognuno di noi avrà un percorso diverso a secondo della propria cultura e delle opportunità che gli si presenteranno durante l’apprendimento. Di sicuro continuare a studiare, dedicare tempo alla sperimentazione sono cose fondamentali e dovrebbero rimanere costanti nella vita di un fotografo.

 

FP:
Che cosa consiglieresti oggi a un fotografo che voglia trasformare la passione in mestiere vero e proprio?

Eolo:
All’inizio sarà dura, specialmente se non si hanno contatti da trasformare in opportunità di lavoro. Se poi si hanno aspirazioni non unicamente legate ad un mercato locale (la propria città o regione) ma si aspira a riviste, campagne nazionali, libri, mostre allora una corretta pianificazione della propria crescita è fondamentale. Realizzare un sito internet, autoprodursi un portfolio di un certo livello, del markenting fatto a dovere, partecipare a concorsi e mostre collettive e infine moltissima fortuna sono sicuramente alcuni degli ingredienti fondamentali. Conosco moltissimi fotografi ed a tutti ho chiesto, quando ho avuto un po’ di confidenza, come hanno fatto a “fare il salto”. Non ho mai avuto due volte la stessa risposta, ma solo una serie di aneddoti che riportano a due matrici comuni: una grande passione ed un pizzico di fortuna.

 

"Clownville: Screamer" - © Eolo Perfido

FP:
FotografiaProfessionale.it si occupa di fotografia e di post-produzione.
Che rapporto hai con il fotoritocco? Che cosa pensi della post-produzione, e che uso ne fai? Ti occupi personalmente della post-produzione dei tuoi scatti?

Eolo:
La postproduzione esiste da sempre. La camera oscura è una versione analogica di Photoshop. Chi non lo ammette non fa bene a questa disciplina ed alimenta discussioni spesso prive di alcuno spessore oltre che dannatamente noiose. Non esiste un uso eccessivo di camera oscura, quindi non esiste un uso eccessivo di Photoshop. È questione unicamente di belle e brutte foto. Di risultati. Photoshop è uno strumento eccezionale per chi realizza immagini. Ti permette di migliorare, correggere, armonizzare o definire meglio una fotografia. Una foto troppo ritoccata non è una foto brutta. E’ solo una foto che può non piacere. Questione di gusto personale.
Ovviamente se la foto è un documento allora Photoshop è uno strumento che va usato in modo cauto e misurato. Non a caso, la fotografia di reportage è tra quelle che ne fanno meno uso. Fotoritocco personalmente tutte le mie foto, anche se sto formando da diversi mesi un collaboratore per farmi aiutare sui progetti più complessi.

 

FP:
Segui regolarmente corsi di aggiornamento, relativi alla fase di post-produzione fotografica?

Eolo:
Photoshop è un universo, ed anche la mia formazione è in continua evoluzione. Proprio in questi giorni ho iniziato un corso con un ritoccatore australiano con l’obiettivo di migliorare la mia tecnica con particolare attenzione ai nuovi strumenti offerti dall’ultima versione di Photoshop. Sono inoltre molto interessato a migliorare le mie qualità di brush painting, utilissime in certi tipi di ritocco.

"Clownville: Mein Klown" - © Eolo Perfido

FP:
Un progetto fotografico cui sei particolarmente “affezionato” e di cui ci vorresti parlare?

Eolo:
L’ultima serie di ritratti creativi che ho realizzato. La serie si chiama Clownville. Il make-up è a cura di Valeria Orlando che ringrazio per il grande lavoro e la pazienza con cui si è dedicata al questo progetto. Sono sempre stato affascinato dai Clown e da molti anni avevo voglia di realizzare un ritratto che vedesse un pagliaccio come protagonista. Il piacere di realizzare questo scatto mi ha portato a prendere in considerazione di farne una serie che è tutt’ora in progress. Tra i clown hanno prestato il volta amici, parenti ma anche attori e fotografi decisamente conosciuti. Non penso che rivelerò i nomi dei soggetti perché la maschera è bella fin tanto che resta sul viso. Sono inoltre così trasformati da essere praticamente irriconoscibili.
Le foto sono visibili nella sezione Project del mio sito.

 

FP:
Facciamo uno dei nostri giochi preferiti: stai partendo per un lungo viaggio. Puoi portare con te, oltre alla macchina fotografica, una sola ottica: quale sceglieresti e perché?

Eolo:
Il 17-300 1.8 che ovviamente non esiste :-) Diciamo che mi accontenterei di un 24-70mm 2.8 che copre gran parte delle mie necessità fotografiche. Se poi in un momento di ortodossia fotografica vogliamo vietare gli zoom direi che un 35mm o un 50mm molto luminosi, farebbero al caso mio.

 

FP:
C’è una domanda che non ti abbiamo fatto, cui vorresti rispondere?

Eolo:
Direi di no :-)

 

FP:
Grazie Eolo per la piacevole chiaccherata!

Eolo:
Grazie a voi, alla prossima.

 

Se vuoi puoi dare uno sguardo alle foto di Eolo Perfido sul suo sito www.eoloperfido.com (di cui hai visto una piccolissima selezione qui nell’articolo) e seguirlo sul suo blog www.eoloperfido.com/blog