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><channel><title>FotografiaProfessionale.it</title> <atom:link href="http://www.fotografiaprofessionale.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.fotografiaprofessionale.it</link> <description>Soluzioni e Tecniche dai Professionisti della Fotografia e della Postproduzione</description> <lastBuildDate>Mon, 20 May 2013 08:49:10 +0000</lastBuildDate> <language>it-IT</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.4.2</generator> <item><title>FotografiaEuropea 2013: se vi siete divertiti la metà di noi&#8230;</title><link>http://www.fotografiaprofessionale.it/fotografiaeuropea-2013-se-vi-siete-divertiti-la-meta-di-noi/</link> <comments>http://www.fotografiaprofessionale.it/fotografiaeuropea-2013-se-vi-siete-divertiti-la-meta-di-noi/#comments</comments> <pubDate>Mon, 20 May 2013 07:49:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Simone Poletti</dc:creator> <category><![CDATA[Tecnica Post-Produzione]]></category> <category><![CDATA[canon]]></category> <category><![CDATA[CMYK]]></category> <category><![CDATA[color LAB]]></category> <category><![CDATA[consigli]]></category> <category><![CDATA[coorezione cromatica]]></category> <category><![CDATA[correzione cromatica]]></category> <category><![CDATA[correzione pelle]]></category> <category><![CDATA[corsi]]></category> <category><![CDATA[corsi photoshop]]></category> <category><![CDATA[corso di photoshop]]></category> <category><![CDATA[corso fotoritocco]]></category> <category><![CDATA[corso photoshop]]></category> <category><![CDATA[corso ritocco]]></category> <category><![CDATA[Dave Hill]]></category> <category><![CDATA[Dragan]]></category> <category><![CDATA[Draganize]]></category> <category><![CDATA[Effetto Dragan]]></category> <category><![CDATA[foto]]></category> <category><![CDATA[Fotografia]]></category> <category><![CDATA[fotografia digitale]]></category> <category><![CDATA[Fotografia Europea]]></category> <category><![CDATA[Fotografia Europea 2013]]></category> <category><![CDATA[fotografia professionale]]></category> <category><![CDATA[gestione colore]]></category> <category><![CDATA[Grazie]]></category> <category><![CDATA[lightroom]]></category> <category><![CDATA[nagy]]></category> <category><![CDATA[nikon]]></category> <category><![CDATA[Photoshop]]></category> <category><![CDATA[Photoshop Certified Expert]]></category> <category><![CDATA[Photoshop CS5]]></category> <category><![CDATA[post-produzione]]></category> <category><![CDATA[postproduzione]]></category> <category><![CDATA[postproduzione estrema]]></category> <category><![CDATA[RGB]]></category> <category><![CDATA[ritocco]]></category> <category><![CDATA[Ritrattistica]]></category> <category><![CDATA[ritratto]]></category> <category><![CDATA[seminario]]></category> <category><![CDATA[simona giglioli]]></category> <category><![CDATA[simone poletti]]></category> <category><![CDATA[Tutorial]]></category> <category><![CDATA[workshop]]></category> <category><![CDATA[workshop eShop FOTOGRAFIA TECNICA FOTOGRAFICA POSTPRODUZIONE TECNICA POSTPRODUZIONE RECENSIONI INTERVISTE NEWS & EVENTI STORIA DELLA FOTOGRAFIA CRONOLOGIA ARTICOLI Calendario Workshop 25/26 MAGGIO]]></category><guid
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width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/130511-Postproduzione_Primo_Dan-DSF_3540OK-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Quando, qualche mese fa, abbiamo deciso di rinnovare la nostra partecipazione a FotografiaEuropea con due seminari gratuiti, lo abbiamo fatto principalmente per ringraziare tutti coloro avevano partecipato al seminario e al corso del 2012 e tutti i fotografi che ogni giorno ci sostengono e ci stimolano a fare meglio.Così, abbiamo affrontato l'avventura di questi due nuovi seminari con la voglia di trasmettere ciò che sappiamo ma soprattutto di condividere con voi le rispettive esperienze, problematiche e i rispettivi modi di vedere il mondo della fotografia e della post-produzione. <strong>Abbiamo deciso quindi di proporre <a
title="Per me, la corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca…" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/per-me-la-corazzata-kotiomkin-e-una-cagata-pazzesca/">un seminario dedicato alla fotografia di ritratto, tenuto da Simone Conti</a>, Domenica 5 Maggio e un seminario di basi di postproduzione, tenuto da me, Sabato 11 Maggio.</strong>[caption id="attachment_7957" align="alignleft" width="300"]<a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/fotografiaeuropea-2013-se-vi-siete-divertiti-la-meta-di-noi/130511-postproduzione_primo_dan-dsf_3529ok/" rel="attachment wp-att-7957"><img
class="size-medium wp-image-7957" title="Riflessi di Post-Produzione Primo Dan" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/130511-Postproduzione_Primo_Dan-DSF_3529OK-300x200.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="200" /></a> Riflessi di Post-Produzione Primo Dan[/caption]Non peccherò di falsa modestia dicendo che non ci aspettavamo il successo ottenuto. <strong>Eravamo convinti dell'interesse che questi argomenti avrebbero potuto suscitare in tutti i fotografi</strong> e in tutti gli amici di FotografiaProfessionale, e ci aspettavamo di avere lo stesso numero di partecipanti del seminario 2012 (Ho visto la luce!), moltiplicati per due :)Bene, siamo andati ben oltre le aspettative! È il punto non sono i numeri, non solo almeno. <strong>Ognuno dei due seminari ha singolarmente stracciato i numeri dei precedenti seminari, e abbiamo fatto (mediamente) 5 volte i partecipanti di un seminario "di successo" all'interno di FotografiaEuropea.</strong> Già questo sarebbe motivo di orgoglio e soddisfazione, ma non è stato sicuramente il fattore più importante.<span
id="more-7952"></span><strong>La cosa che ci ha reso più felici e della quale oggi voglio ringraziarvi (lo farei di persona, come fatto al termine del seminario, ma la distanza mi impedisce di ripetermi) è stata la qualità della partecipazione di ogni singolo utente dei seminari. Abbiamo sentito un entusiasmo e una voglia di imparare, sperimentare e condividere che ci ha, onestamente, reso davvero orgogliosi.</strong>Credo che tanti siano capaci di creare un nome e una bella immagine per un corso, promettere la luna e riempire una sala. Forse non tutti, ma tanti sarebbero in grado di farlo. Molto diverso è, invece, dopo aver riempito quella sala, riuscire a coinvolgere tutti e ricevere gli stimoli e gli spunti che voi ci avete regalato durante "Consigli luminosi per ritratti illuminanti" e durante "PostProduzione Primo Dan".È stata una soddisfazione immensa vedervi rispondere agli inviti e alle domande e percepire tanta partecipazione attiva e propositiva. Credo che ognuno dei presenti, da noi trainer all'ultimo dei partecipanti, abbia "portato a casa" i benefici di un'esperienza breve ma interessante e davvero divertente.[caption id="attachment_7958" align="alignleft" width="300"]<a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/fotografiaeuropea-2013-se-vi-siete-divertiti-la-meta-di-noi/130511-postproduzione_primo_dan-dsf_3548ok/" rel="attachment wp-att-7958"><img
class="size-medium wp-image-7958" title="Partecipanti a PostProduzione Primo Dan" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/130511-Postproduzione_Primo_Dan-DSF_3548OK-300x200.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="200" /></a> Partecipanti a PostProduzione Primo Dan[/caption]Noi speriamo di avervi regalato qualche tecnica e qualche trucco utile, ma soprattutto di avervi trasmesso l'entusiasmo e la passione che mettiamo ogni giorno in ciò che facciamo.<strong>Da parte nostra, torniamo da FotografiaEuropea con la voglia di fare sempre meglio e di mettervi a disposizione quegli strumenti che possano dare alla vostra fotografia "quel qualcosa in più" e trasformare la vostra passione in un lavoro.</strong>Grazie ancora a chi ha partecipato e arrivederci alla prossima occasione, per chi non c'era... beh, avrete altre occasioni per recuperare ;)&nbsp;Ciao e buon lavoro&nbsp;Simone Poletti]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/130511-Postproduzione_Primo_Dan-DSF_3540OK-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Quando, qualche mese fa, abbiamo deciso di rinnovare la nostra partecipazione a FotografiaEuropea con due seminari gratuiti, lo abbiamo fatto principalmente per ringraziare tutti coloro avevano partecipato al seminario e al corso del 2012 e tutti i fotografi che ogni giorno ci sostengono e ci stimolano a fare meglio.Così, abbiamo affrontato l'avventura di questi due nuovi seminari con la voglia di trasmettere ciò che sappiamo ma soprattutto di condividere con voi le rispettive esperienze, problematiche e i rispettivi modi di vedere il mondo della fotografia e della post-produzione. <strong>Abbiamo deciso quindi di proporre <a
title="Per me, la corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca…" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/per-me-la-corazzata-kotiomkin-e-una-cagata-pazzesca/">un seminario dedicato alla fotografia di ritratto, tenuto da Simone Conti</a>, Domenica 5 Maggio e un seminario di basi di postproduzione, tenuto da me, Sabato 11 Maggio.</strong>[caption id="attachment_7957" align="alignleft" width="300"]<a
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id="more-7952"></span><strong>La cosa che ci ha reso più felici e della quale oggi voglio ringraziarvi (lo farei di persona, come fatto al termine del seminario, ma la distanza mi impedisce di ripetermi) è stata la qualità della partecipazione di ogni singolo utente dei seminari. Abbiamo sentito un entusiasmo e una voglia di imparare, sperimentare e condividere che ci ha, onestamente, reso davvero orgogliosi.</strong>Credo che tanti siano capaci di creare un nome e una bella immagine per un corso, promettere la luna e riempire una sala. Forse non tutti, ma tanti sarebbero in grado di farlo. Molto diverso è, invece, dopo aver riempito quella sala, riuscire a coinvolgere tutti e ricevere gli stimoli e gli spunti che voi ci avete regalato durante "Consigli luminosi per ritratti illuminanti" e durante "PostProduzione Primo Dan".È stata una soddisfazione immensa vedervi rispondere agli inviti e alle domande e percepire tanta partecipazione attiva e propositiva. Credo che ognuno dei presenti, da noi trainer all'ultimo dei partecipanti, abbia "portato a casa" i benefici di un'esperienza breve ma interessante e davvero divertente.[caption id="attachment_7958" align="alignleft" width="300"]<a
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class="size-medium wp-image-7958" title="Partecipanti a PostProduzione Primo Dan" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/130511-Postproduzione_Primo_Dan-DSF_3548OK-300x200.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="200" /></a> Partecipanti a PostProduzione Primo Dan[/caption]Noi speriamo di avervi regalato qualche tecnica e qualche trucco utile, ma soprattutto di avervi trasmesso l'entusiasmo e la passione che mettiamo ogni giorno in ciò che facciamo.<strong>Da parte nostra, torniamo da FotografiaEuropea con la voglia di fare sempre meglio e di mettervi a disposizione quegli strumenti che possano dare alla vostra fotografia "quel qualcosa in più" e trasformare la vostra passione in un lavoro.</strong>Grazie ancora a chi ha partecipato e arrivederci alla prossima occasione, per chi non c'era... beh, avrete altre occasioni per recuperare ;)&nbsp;Ciao e buon lavoro&nbsp;Simone Poletti]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fotografiaprofessionale.it/fotografiaeuropea-2013-se-vi-siete-divertiti-la-meta-di-noi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>12</slash:comments> <enclosure
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width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/GENESI-©-Sebastião-Salgado-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Per gli amanti del Bianco e Nero da questo mese e per tutta l'estate Roma offre, tra le innumerevoli, <strong>due mostre dominate dal Bianco e Nero</strong>.<strong>Inaugurerà il 15 maggio a Roma presso il Museo dell’Ara Pacis la mostra "Genesi"</strong>.Promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico –
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Camera di Commercio di Roma con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, realizzata da Amazonas Images e prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, a cura di Lélia Wanick Salgado, <strong>Genesi si svolge in contemporanea in altre grandi capitali</strong> (Londra, Rio De Janeiro e Toronto).Da queste città proseguirà il suo cammino attraverso altre tappe che la porteranno a raggiungere tutte le maggiori metropoli del mondo. <strong>A Roma</strong> resterà aperta <strong>fino al 15 settembre 2013</strong>.
Genesi è presentata grazie al sostegno di Vale, Brasile.[caption id="attachment_7944" align="aligncenter" width="640"]<img
class="size-full wp-image-7944" title="GENESI © Sebastião Salgado" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/GENESI-©-Sebastião-Salgado_001.jpg?e116a5" alt="" width="640" height="471" /> GENESI © Sebastião Salgado[/caption]Genesi è l’ultimo grande lavoro di <strong>Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo</strong>: uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro più grande e prezioso patrimonio, il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.<strong>Il mondo come era, il mondo come è; la terra come risorsa magnifica da contemplare, conoscere, amar</strong>e.
Questo è lo scopo e il valore dell’ultimo <strong>straordinario progetto di Sebastião Salgado</strong>.In mostra si potranno visionare oltre 200 fotografie eccezionali: dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia.<strong>Genesi di Sebastão Salgado è un viaggio fotografico nei cinque continenti</strong>.[caption id="attachment_7941" align="aligncenter" width="640"]<img
class="size-full wp-image-7941" title="GENESI © Sebastião Salgado" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/GENESI-©-Sebastião-Salgado_002.jpg?e116a5" alt="" width="640" height="468" /> GENESI © Sebastião Salgado[/caption]<span
style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Salgado ha realizzato le fotografie che saranno esposte all’Ara Pacis andando alla <strong>ricerca di quelle parti del mondo ancora incontaminate</strong>, di quei segmenti di <strong>vita ancora intatta</strong>, in cui il nostro pianeta appare ancora nella sua grandiosa bellezza e dove gli elementi, la terra, la flora, gli animali e l’uomo, vivono in <strong>un’armonia miracolosa</strong>, come in una <strong>perfetta sinfonia della natura</strong>.</span>Il secondo appuntamento: ha inaugurato il 9 Maggio, e si protrarrà fino all'8 Settembre <span
style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong>“IN VIAGGIO CON T.R.I.P." presso i Mercati di Traiano</strong>: opere di Simon Norfolk, Elaine Ling, Giancarlo Ceraudo, Cristina De Middel. Mostra Fotografica a cura di Arianna Rinaldo.</span>[caption id="attachment_7946" align="aligncenter" width="650"]<img
class="size-full wp-image-7946" title="TRIP © Giancarlo Ceraudo" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/TRIP-©-Giancarlo-Ceraudo.jpg?e116a5" alt="" width="650" height="432" /> © Giancarlo Ceraudo - TRIP[/caption]Quattro viaggi differenti, quattro modi e stili diversi di percepire e interpretare la fotografia “on the road”.Tutto rigorosamente in Bianco e Nero.Ulteriori informazioni sulle due mostre le puoi trovare ai seguenti link:<a
title="GENESI. Fotografie di Sebastião Salgado" href="http://www.arapacis.it/mostre_ed_eventi/mostre/genesi_fotografie_di_sebastiao_salgado" target="_blank">http://www.arapacis.it/</a><a
title="T.R.I.P. - Travel Routes in Photography" href="http://www.mercatiditraiano.it/mostre_ed_eventi/mostre/t_r_i_p_travel_routes_in_photography" target="_blank">http://www.mercatiditraiano.it/</a>E se tutte le strade portano a Roma, credo ti sarà facile capitare nella capitale nei prossimi mesi!
;)Ingrid&nbsp;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/GENESI-©-Sebastião-Salgado-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Per gli amanti del Bianco e Nero da questo mese e per tutta l'estate Roma offre, tra le innumerevoli, <strong>due mostre dominate dal Bianco e Nero</strong>.<strong>Inaugurerà il 15 maggio a Roma presso il Museo dell’Ara Pacis la mostra "Genesi"</strong>.Promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico –
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Camera di Commercio di Roma con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, realizzata da Amazonas Images e prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, a cura di Lélia Wanick Salgado, <strong>Genesi si svolge in contemporanea in altre grandi capitali</strong> (Londra, Rio De Janeiro e Toronto).Da queste città proseguirà il suo cammino attraverso altre tappe che la porteranno a raggiungere tutte le maggiori metropoli del mondo. <strong>A Roma</strong> resterà aperta <strong>fino al 15 settembre 2013</strong>.
Genesi è presentata grazie al sostegno di Vale, Brasile.[caption id="attachment_7944" align="aligncenter" width="640"]<img
class="size-full wp-image-7944" title="GENESI © Sebastião Salgado" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/GENESI-©-Sebastião-Salgado_001.jpg?e116a5" alt="" width="640" height="471" /> GENESI © Sebastião Salgado[/caption]Genesi è l’ultimo grande lavoro di <strong>Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo</strong>: uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro più grande e prezioso patrimonio, il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.<strong>Il mondo come era, il mondo come è; la terra come risorsa magnifica da contemplare, conoscere, amar</strong>e.
Questo è lo scopo e il valore dell’ultimo <strong>straordinario progetto di Sebastião Salgado</strong>.In mostra si potranno visionare oltre 200 fotografie eccezionali: dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia.<strong>Genesi di Sebastão Salgado è un viaggio fotografico nei cinque continenti</strong>.[caption id="attachment_7941" align="aligncenter" width="640"]<img
class="size-full wp-image-7941" title="GENESI © Sebastião Salgado" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/GENESI-©-Sebastião-Salgado_002.jpg?e116a5" alt="" width="640" height="468" /> GENESI © Sebastião Salgado[/caption]<span
style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Salgado ha realizzato le fotografie che saranno esposte all’Ara Pacis andando alla <strong>ricerca di quelle parti del mondo ancora incontaminate</strong>, di quei segmenti di <strong>vita ancora intatta</strong>, in cui il nostro pianeta appare ancora nella sua grandiosa bellezza e dove gli elementi, la terra, la flora, gli animali e l’uomo, vivono in <strong>un’armonia miracolosa</strong>, come in una <strong>perfetta sinfonia della natura</strong>.</span>Il secondo appuntamento: ha inaugurato il 9 Maggio, e si protrarrà fino all'8 Settembre <span
style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong>“IN VIAGGIO CON T.R.I.P." presso i Mercati di Traiano</strong>: opere di Simon Norfolk, Elaine Ling, Giancarlo Ceraudo, Cristina De Middel. Mostra Fotografica a cura di Arianna Rinaldo.</span>[caption id="attachment_7946" align="aligncenter" width="650"]<img
class="size-full wp-image-7946" title="TRIP © Giancarlo Ceraudo" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/TRIP-©-Giancarlo-Ceraudo.jpg?e116a5" alt="" width="650" height="432" /> © Giancarlo Ceraudo - TRIP[/caption]Quattro viaggi differenti, quattro modi e stili diversi di percepire e interpretare la fotografia “on the road”.Tutto rigorosamente in Bianco e Nero.Ulteriori informazioni sulle due mostre le puoi trovare ai seguenti link:<a
title="GENESI. Fotografie di Sebastião Salgado" href="http://www.arapacis.it/mostre_ed_eventi/mostre/genesi_fotografie_di_sebastiao_salgado" target="_blank">http://www.arapacis.it/</a><a
title="T.R.I.P. - Travel Routes in Photography" href="http://www.mercatiditraiano.it/mostre_ed_eventi/mostre/t_r_i_p_travel_routes_in_photography" target="_blank">http://www.mercatiditraiano.it/</a>E se tutte le strade portano a Roma, credo ti sarà facile capitare nella capitale nei prossimi mesi!
;)Ingrid&nbsp;]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fotografiaprofessionale.it/unestate-romana-in-bianco-e-nero/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <enclosure
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width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/130427-Escape_the_Rope-IMG_9627Lr-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />la frase, "storicamente" tratta dal film “Il secondo tragico Fantozzi” interpretato dal mitico Paolo Villaggio fu seguita da 92 minuti di applausi.Domenica scorsa, presso l'aula 2 dell'Università di Reggio Emilia ho tenuto un breve <strong>seminario sulla fotografia di ritratto in collaborazione con l'organizzazione di <a
title="Fotografia Europea 2013" href="http://www.fotografiaeuropea.it/" target="_blank">Fotografia Europea 2013</a>.</strong> Il seminario lo avevo intitolato <strong>“Consigli luminosi per ritratti illuminati”</strong>. L'aula è la più grande del polo universitario tra quelle di uso comune, seconda sola all'aula magna e le quasi 130 persone intervenute non erano proprio "pigiate", ma facevano proprio un bell'effetto!&nbsp;<img
class="aligncenter  wp-image-7895" title="consigli_luminosi-fotografia_europea" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/consigli_luminosi-fotografia_europea.png?e116a5" alt="" width="600" height="80" />&nbsp;Ho parlato di ritratto, di occhi, ma fortunatamente non di occhi della madre, di stivali dei soldati o di carrozzelle con il bambino. Insomma il finale è stato decisamente opposto a quello di Fantozzi, sembra proprio che non sia stata “una cagata pazzesca”! Una cosa in comune c'è stata... i “92 minuti di applausi”! ;-)<span
id="more-7889"></span>Ok, non sono stati proprio 92 minuti, ma <strong>un'applauso letteralmente scrosciante a "scena aperta" in conclusione del seminario proprio non me lo aspettavo!</strong> È stata una felicissima e gradita sorpresa come lo sono state le tante persone passate, prima di uscire dall'aula, per complimentarsi e ringraziarmi per la lezione tenuta.Cosa dire?Non ricordo i nomi di tutti, non potendo ringraziare tutti di persona e nel dovuto modo, oggi dedico questo spazio in cui posso scrivere di fotografia a un altro argomento. Uso questo spazio per ringraziare per iscritto tutte le persone che sono intervenute al seminario.A tutti i fotografi appassionati, professionisti o amatori. A tutti voi un...<h1>Grandissimo GRAZIE!</h1> <strong>La buone riuscita del seminario, devo dirlo, è stata dovuta in gran parte al pubblico!</strong> Mai trovato una platea così “calda” e collaborativa, pronta a rispondere agli stimoli e partecipi in ogni istante. <strong>Tanti gli interventi, le mani alzate, le domande e i contributi forniti dal pubblico</strong> per arricchire la trattazione che avevo preparato.Ancora più piacevole è ricevere oggi, a un giorno di distanza, messaggi via email, su twitter e attraverso facebook che ribadiscono i complimenti, i ringraziamenti e ne decretano il successo.Eccone solo tre (non me ne volere sei mi hai scritto e non vedi il tuo messaggi otra questi 3... è solo per ragioni di spazio):Dario mi ha scritto:«[...]ero presente al seminario di ieri.
Purtroppo sono dovuto andare via subito appena finito,
mi aspettava qualche centinaio di km per tornare a casa...
Volevo farti i complimenti per l'interessante incontro [...]»Andrea mi ha scritto:«[...] Ho partecipato ieri al vostro corso a Reggio; molto interessante e ben fatto. [...]»Davide ha scritto su Facebook all'interno del gruppo Nikonisti Milano:«Ieri abbiamo partecipato ad un workshop di FotografiaProfessionale.it sul ritratto tenuto dal master Simone Conti. Interessanti gli argomenti trattati, master molto preparato assolutamente un esperienza positiva. [...]»Ma io dico... lo sanno vero che io scatto abitualmente con Canon? :-DScherzi a parte, domenica è stata una giornata dura: sono rientrato sabato notte da un lavoro alle 03:00 dopo quasi 14 ore di shooting matto e frenetico (però, come sempre, mi sono divertito un sacco!), a letto alle 3:30, sveglia alle 07:30, gli ultimi ritocchi alle slide e poi il seminario... ma visto il risultato ne è decisamente valsa la pena!<strong>Il prossimo sabato sarà il turno di Simone Poletti con il suo <a
title="Post-produzione Primo Dan" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/prodotti/seminario-postproduzione-primo-dan.html" target="_blank">seminario dedicato alla post-produzione “Post-produzione Primo Dan”</a>.</strong> Gli iscritti sono già tantissimi, ma qualche posto è ancora disponibile (non molti!). Se non l'hai già fatto, <a
title="Post-produzione Primo Dan" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/prodotti/seminario-postproduzione-primo-dan.html" target="_blank">ti consiglio di iscriverti</a>: sarà interessante e gratuito! <strong>NON PUOI MANCARE!!!</strong> ;-)[caption id="attachment_7901" align="aligncenter" width="600"]<a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/prodotti/seminario-postproduzione-primo-dan.html"><img
class=" wp-image-7901  " title="Seminario Gratuito - Post-Produzione Primo Dan" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/Post-produzione_Primo_Dan-Fotografia_Europea_2013-1024x397.jpg?e116a5" alt="" width="600" height="233" /></a> Seminario Gratuito - Post-Produzione Primo Dan[/caption]L'aula è la stessa, gli iscritti sono già tantissimi e sono sicuro che anche il successo del suo seminario sarà uguale se non superiore al mio!<strong>Se hai già visitato le tantissime mostre di Fotografia Europea 2013, potrebbe essere un'occasione per vedere anche quelle mancanti!</strong>In particolare <strong>te ne consiglio 3</strong> tra quelle che ho già visitato (non ho ancora terminato il lungo tour! :-) ):<ul><li><a
title="Theater translation" href="http://www.fotografiaeuropea.it/fe2013/alessandro-rizzi/" target="_blank">“Theater translation”</a> del mio grande amico Alessandro Rizzi</li><li><a
title="The Afronauts" href="http://www.fotografiaeuropea.it/fe2013/cristina-de-middel/" target="_blank">“The Afronauts”</a> di Cristina De Middel</li><li>“In Between” spettacolare lavoro di Julia Fullerton-Batten (all'intero della collettiva <a
title="Vita Nova" href="http://www.fotografiaeuropea.it/fe2013/vita-nova/" target="_blank">“Vita Nova”</a>)</li></ul> Ciao, a prestissimo e... Buone foto!Simone ContiP.S.: Se non hai colto la citazione cinematografica, <a
title="Per me, la corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca..." href="http://youtu.be/2a_ajsIVxyU" target="_blank">fa click qui per guardare l'estratto dal film</a>.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/130427-Escape_the_Rope-IMG_9627Lr-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />la frase, "storicamente" tratta dal film “Il secondo tragico Fantozzi” interpretato dal mitico Paolo Villaggio fu seguita da 92 minuti di applausi.Domenica scorsa, presso l'aula 2 dell'Università di Reggio Emilia ho tenuto un breve <strong>seminario sulla fotografia di ritratto in collaborazione con l'organizzazione di <a
title="Fotografia Europea 2013" href="http://www.fotografiaeuropea.it/" target="_blank">Fotografia Europea 2013</a>.</strong> Il seminario lo avevo intitolato <strong>“Consigli luminosi per ritratti illuminati”</strong>. L'aula è la più grande del polo universitario tra quelle di uso comune, seconda sola all'aula magna e le quasi 130 persone intervenute non erano proprio "pigiate", ma facevano proprio un bell'effetto!&nbsp;<img
class="aligncenter  wp-image-7895" title="consigli_luminosi-fotografia_europea" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/consigli_luminosi-fotografia_europea.png?e116a5" alt="" width="600" height="80" />&nbsp;Ho parlato di ritratto, di occhi, ma fortunatamente non di occhi della madre, di stivali dei soldati o di carrozzelle con il bambino. Insomma il finale è stato decisamente opposto a quello di Fantozzi, sembra proprio che non sia stata “una cagata pazzesca”! Una cosa in comune c'è stata... i “92 minuti di applausi”! ;-)<span
id="more-7889"></span>Ok, non sono stati proprio 92 minuti, ma <strong>un'applauso letteralmente scrosciante a "scena aperta" in conclusione del seminario proprio non me lo aspettavo!</strong> È stata una felicissima e gradita sorpresa come lo sono state le tante persone passate, prima di uscire dall'aula, per complimentarsi e ringraziarmi per la lezione tenuta.Cosa dire?Non ricordo i nomi di tutti, non potendo ringraziare tutti di persona e nel dovuto modo, oggi dedico questo spazio in cui posso scrivere di fotografia a un altro argomento. Uso questo spazio per ringraziare per iscritto tutte le persone che sono intervenute al seminario.A tutti i fotografi appassionati, professionisti o amatori. A tutti voi un...<h1>Grandissimo GRAZIE!</h1> <strong>La buone riuscita del seminario, devo dirlo, è stata dovuta in gran parte al pubblico!</strong> Mai trovato una platea così “calda” e collaborativa, pronta a rispondere agli stimoli e partecipi in ogni istante. <strong>Tanti gli interventi, le mani alzate, le domande e i contributi forniti dal pubblico</strong> per arricchire la trattazione che avevo preparato.Ancora più piacevole è ricevere oggi, a un giorno di distanza, messaggi via email, su twitter e attraverso facebook che ribadiscono i complimenti, i ringraziamenti e ne decretano il successo.Eccone solo tre (non me ne volere sei mi hai scritto e non vedi il tuo messaggi otra questi 3... è solo per ragioni di spazio):Dario mi ha scritto:«[...]ero presente al seminario di ieri.
Purtroppo sono dovuto andare via subito appena finito,
mi aspettava qualche centinaio di km per tornare a casa...
Volevo farti i complimenti per l'interessante incontro [...]»Andrea mi ha scritto:«[...] Ho partecipato ieri al vostro corso a Reggio; molto interessante e ben fatto. [...]»Davide ha scritto su Facebook all'interno del gruppo Nikonisti Milano:«Ieri abbiamo partecipato ad un workshop di FotografiaProfessionale.it sul ritratto tenuto dal master Simone Conti. Interessanti gli argomenti trattati, master molto preparato assolutamente un esperienza positiva. [...]»Ma io dico... lo sanno vero che io scatto abitualmente con Canon? :-DScherzi a parte, domenica è stata una giornata dura: sono rientrato sabato notte da un lavoro alle 03:00 dopo quasi 14 ore di shooting matto e frenetico (però, come sempre, mi sono divertito un sacco!), a letto alle 3:30, sveglia alle 07:30, gli ultimi ritocchi alle slide e poi il seminario... ma visto il risultato ne è decisamente valsa la pena!<strong>Il prossimo sabato sarà il turno di Simone Poletti con il suo <a
title="Post-produzione Primo Dan" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/prodotti/seminario-postproduzione-primo-dan.html" target="_blank">seminario dedicato alla post-produzione “Post-produzione Primo Dan”</a>.</strong> Gli iscritti sono già tantissimi, ma qualche posto è ancora disponibile (non molti!). Se non l'hai già fatto, <a
title="Post-produzione Primo Dan" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/prodotti/seminario-postproduzione-primo-dan.html" target="_blank">ti consiglio di iscriverti</a>: sarà interessante e gratuito! <strong>NON PUOI MANCARE!!!</strong> ;-)[caption id="attachment_7901" align="aligncenter" width="600"]<a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/prodotti/seminario-postproduzione-primo-dan.html"><img
class=" wp-image-7901  " title="Seminario Gratuito - Post-Produzione Primo Dan" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/Post-produzione_Primo_Dan-Fotografia_Europea_2013-1024x397.jpg?e116a5" alt="" width="600" height="233" /></a> Seminario Gratuito - Post-Produzione Primo Dan[/caption]L'aula è la stessa, gli iscritti sono già tantissimi e sono sicuro che anche il successo del suo seminario sarà uguale se non superiore al mio!<strong>Se hai già visitato le tantissime mostre di Fotografia Europea 2013, potrebbe essere un'occasione per vedere anche quelle mancanti!</strong>In particolare <strong>te ne consiglio 3</strong> tra quelle che ho già visitato (non ho ancora terminato il lungo tour! :-) ):<ul><li><a
title="Theater translation" href="http://www.fotografiaeuropea.it/fe2013/alessandro-rizzi/" target="_blank">“Theater translation”</a> del mio grande amico Alessandro Rizzi</li><li><a
title="The Afronauts" href="http://www.fotografiaeuropea.it/fe2013/cristina-de-middel/" target="_blank">“The Afronauts”</a> di Cristina De Middel</li><li>“In Between” spettacolare lavoro di Julia Fullerton-Batten (all'intero della collettiva <a
title="Vita Nova" href="http://www.fotografiaeuropea.it/fe2013/vita-nova/" target="_blank">“Vita Nova”</a>)</li></ul> Ciao, a prestissimo e... Buone foto!Simone ContiP.S.: Se non hai colto la citazione cinematografica, <a
title="Per me, la corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca..." href="http://youtu.be/2a_ajsIVxyU" target="_blank">fa click qui per guardare l'estratto dal film</a>.]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fotografiaprofessionale.it/per-me-la-corazzata-kotiomkin-e-una-cagata-pazzesca/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>25</slash:comments> <enclosure
url="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/130427-Escape_the_Rope-IMG_9627Lr.jpg" length="507403" type="image/jpg" /> <media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/130427-Escape_the_Rope-IMG_9627Lr.jpg" width="1800" height="1200" medium="image" type="image/jpeg"> <media:copyright>FotografiaProfessionale.it</media:copyright> </media:content> </item> <item><title>Hai mosso i primi scatti&#8230;</title><link>http://www.fotografiaprofessionale.it/hai-mosso-i-primi-scatti/</link> <comments>http://www.fotografiaprofessionale.it/hai-mosso-i-primi-scatti/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 May 2013 15:55:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Simona Giglioli</dc:creator> <category><![CDATA[Tecnica Fotografica]]></category> <category><![CDATA[analisi fotografica]]></category> <category><![CDATA[consigli]]></category> <category><![CDATA[corsi photoshop]]></category> <category><![CDATA[corso di photoshop]]></category> <category><![CDATA[corso fotografia]]></category> <category><![CDATA[foto]]></category> <category><![CDATA[Fotografia]]></category> <category><![CDATA[Photoshop]]></category> <category><![CDATA[post-produzione]]></category> <category><![CDATA[regole]]></category> <category><![CDATA[ritocco]]></category> <category><![CDATA[Tecnica Post-Produzione]]></category> <category><![CDATA[tecniche e consigli per foto]]></category> <category><![CDATA[Tutorial]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.fotografiaprofessionale.it/?p=7873</guid> <description><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/primi-scatti-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Quante persone conosci che hanno la passione della fotografia e che posseggono una reflex? ... il mondo dei fotografi amatori e appassionati si allarga sempre di più. In tanti si avvicinano al mondo della fotografia grazie anche a Reflex a portata di portafoglio, compatte sempre più comode ed efficienti e compatte con obiettivi intercambiabili che diventano quel giusto compromesso tra la compattina e la più ingombrante reflex. In ogni caso, per tutti gli amatori e i professionisti, <strong>la fotografia è un mondo affascinante e stimolante che però spesso riserva brutte delusioni. Infatti non è facile come sembra ottenere un buono scatto.</strong> <strong>Bisogna considerare diversi elementi.</strong> Si ok... oggi i telefonini hanno dei filtri tramite i quali è facile "mimetizzare" una foto normale... o renderla comunque più interessante... ma quelli sono i telefonini ed è un'altra musica... Resta il fatto che <strong>qualsiasi strumento si utilizzi... dal più semplice al più professionale, bisogna fare i conti con delle regole base.</strong><span
id="more-7873"></span>Non basta scattare... <strong>bisogna pensare</strong>, altrimenti otterremo delle foto che pur corrette ma che per un motivo o per l'altro necessitano di un intervento di postproduzione.Le tue foto sono tutte perfette? Bene, vuol dire che fai un buon lavoro. Non è così per tutti però... soprattutto per chi si sta avvicinando alla macchina fotografica.<strong>Esposizione, micromosso... e altro ancora... per i meno esperti (e non solo) le problematiche che può presentare una foto sono diverse e numerose, e la fretta di fotografare cogliendo l'attimo, porta a volte a sottovalutare l'importanza di certe scelte.</strong>C'è chi pensa... "non importa... tanto lo correggo in sviluppo con Lightroom o in Photoshop"... poi si accorge che le foto che ha scattato sono tante e che potevano essere "studiate" meglio, e che ora per correggerle bisognerà perdere tempo... è proprio vero... previnere è meglio che curare!Come fare? <strong>Ecco alcuni rapidi consigli da seguire.</strong>1) Per prima cosa... <strong>metti via la fretta!</strong> La fotografia richiede tempo e pazienza.2) <strong>Controlla la tua attrezzatura prima di partire.</strong> Controlla di avere batterie e memoria, gli obiettivi che ti servono, flash ed eventuali filtri o altri accessori. Imposta già la tua macchina fotografica... (se non sai come si fa chiedi ad un fotografo o leggi il manuale... che tra l'altro è comunque sempre utile). Cerca di arrivare pronto alla situazione che ti troverai davanti... non aspettare l'ultimo momento per settare la macchina fotografica.3) <strong>Imposta ISO, diaframma e tempi in modo da ottenere il meglio e subito.</strong> Ricorda che l'elemento fondamentale del tuo scatto non è dato solo dal soggetto ma dalla luce. Un buon utilizzo della luce è fondamentale. Quindi guardala e valutala e fai degli esperimenti. Evita magari di scattare con luce dura e forte... le ore migliori sono al mattino e in tardo pomeriggio.4) <strong>Impara a gestire la profondità di campo e controlla la messa a fuoco.</strong> In generale nelle macchine fotografiche la messa a fuoco può anche essere impostata in manuale, ma se sei ai primi scatti ti consiglio di usarla in automatico.5) Fermi tutti! <strong>Impugna bene la macchina fotografica e appoggiati sempre a qualcosa soprattutto se sei in condizione di luce scarsa</strong>... (ricorda che in condizioni di luce scarsa se aumenti gli ISO rischi di ottenere più rumore sulla foto e meno nitidezza... qundi valuta cosa vuoi ottenere). <strong>Devi sempre cercare di scattare con polso stabile</strong>, soprattutto quando i tempi sono al limite... (da 1/60 in giù rischi di ottenere una foto mossa). <strong>Togliti il pensiero e porta con te un cavalletto o un treppiede, anche piccolo e magari snodabile</strong> (... non costa tanto e vedrai... ti tornerà più utile di quanto immagini).6) Controlla l'esposizione... <strong>la giusta esposizione è fondamentale per il risultato finale</strong>. In base a come imposti l'esposizione condizionerai in modo importante il risultato della foto. Modifica le impostazioni della macchina fotografica in base alle tue esigenze e all'obiettivo che vuoi ottenere. Considera che se scatti in manuale dovrai cambiare spesso i parametri, abituati a farlo e a prevedere come devono essere impostati in base alle diverse condizioni di luce.7) <strong>Scatta! Come? In RAW + Jpg ad alta</strong>... ti accorgerai di come il RAW contenga maggiori informazioni del jpg e possa dare migliori risultati in sviluppo con Lightroom.&nbsp;8) Non avere paura! <strong>Prova, prova e riprova a scattare... e controlla quello che fai.</strong> Verifica i tuoi scatti anche successivamente a monitor.<strong>E se sbagli?</strong> ad esempio... l'esposizione? <strong>Sbagliando si impara. Ma non ti preoccupare... tutto (o quasi) è risolvibile.</strong> He he... qui viene in aiuto Lightroom. Quando apri il file RAW per svilupparlo in Lightroom puoi gestire l'esposizione. Nel pannello sulla destra basta muovere la freccina dell'opzione "esposizione" (verso destra se si vuole aumentare... o verso sinistra... se si vuole diminire). Ricorda di non esagerare... bastano piccoli spostamenti... ed ecco fatto... il tuo errore è stato risolto... ma non farci l'abitudine. E se la foto è mossa? Si può risolvere se la situazione non è grave... intanto ricorda di non muoverti tu!9) <strong>Analizza le tue foto.</strong> <strong>Sei in grado? Una delle cose più importanti è imparare ad analizzare le tue foto e a riconoscere quali sono i motivi che ti portano a scartarle.</strong> <strong>Un buon fotografo è anche in grado di fare una buona analisi delle proprie foto.</strong> È importante capire perchè abbiamo scattato in quel modo e non ripetere l'errore. Lo so non è facile essere obiettivi e capire dove hai sbagliato... del resto se hai fatto quello scatto è perchè ti sembrava giusto. A volte però dall'altra parte del mirino non ci accorgiamo di alcuni particolari... e solo dopo aver visto la foto a monitor ci rendiamo conto dell'errore.<strong>Saper valutare e analizzare le problematiche di una foto è un ottimo modo per imparare a migliorare lo scatto in post produzione.</strong> Spesso ci si avvicina a una foto e si pensa... e adesso? come la correggo? E si perde un sacco di tempo in prove interminabili. Guardate i vostri scatti... guardate quelli degli altri e cercate di capira come migliorarle. I passi da fare per migliorare una foto in post sono semplici ma importanti e fondamentali per ottenere un buon risultato.<strong>A te la pratica... ma soprattutto l'analisi...  ;)</strong>&nbsp;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/05/primi-scatti-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Quante persone conosci che hanno la passione della fotografia e che posseggono una reflex? ... il mondo dei fotografi amatori e appassionati si allarga sempre di più. In tanti si avvicinano al mondo della fotografia grazie anche a Reflex a portata di portafoglio, compatte sempre più comode ed efficienti e compatte con obiettivi intercambiabili che diventano quel giusto compromesso tra la compattina e la più ingombrante reflex. In ogni caso, per tutti gli amatori e i professionisti, <strong>la fotografia è un mondo affascinante e stimolante che però spesso riserva brutte delusioni. Infatti non è facile come sembra ottenere un buono scatto.</strong> <strong>Bisogna considerare diversi elementi.</strong> Si ok... oggi i telefonini hanno dei filtri tramite i quali è facile "mimetizzare" una foto normale... o renderla comunque più interessante... ma quelli sono i telefonini ed è un'altra musica... Resta il fatto che <strong>qualsiasi strumento si utilizzi... dal più semplice al più professionale, bisogna fare i conti con delle regole base.</strong><span
id="more-7873"></span>Non basta scattare... <strong>bisogna pensare</strong>, altrimenti otterremo delle foto che pur corrette ma che per un motivo o per l'altro necessitano di un intervento di postproduzione.Le tue foto sono tutte perfette? Bene, vuol dire che fai un buon lavoro. Non è così per tutti però... soprattutto per chi si sta avvicinando alla macchina fotografica.<strong>Esposizione, micromosso... e altro ancora... per i meno esperti (e non solo) le problematiche che può presentare una foto sono diverse e numerose, e la fretta di fotografare cogliendo l'attimo, porta a volte a sottovalutare l'importanza di certe scelte.</strong>C'è chi pensa... "non importa... tanto lo correggo in sviluppo con Lightroom o in Photoshop"... poi si accorge che le foto che ha scattato sono tante e che potevano essere "studiate" meglio, e che ora per correggerle bisognerà perdere tempo... è proprio vero... previnere è meglio che curare!Come fare? <strong>Ecco alcuni rapidi consigli da seguire.</strong>1) Per prima cosa... <strong>metti via la fretta!</strong> La fotografia richiede tempo e pazienza.2) <strong>Controlla la tua attrezzatura prima di partire.</strong> Controlla di avere batterie e memoria, gli obiettivi che ti servono, flash ed eventuali filtri o altri accessori. Imposta già la tua macchina fotografica... (se non sai come si fa chiedi ad un fotografo o leggi il manuale... che tra l'altro è comunque sempre utile). Cerca di arrivare pronto alla situazione che ti troverai davanti... non aspettare l'ultimo momento per settare la macchina fotografica.3) <strong>Imposta ISO, diaframma e tempi in modo da ottenere il meglio e subito.</strong> Ricorda che l'elemento fondamentale del tuo scatto non è dato solo dal soggetto ma dalla luce. Un buon utilizzo della luce è fondamentale. Quindi guardala e valutala e fai degli esperimenti. Evita magari di scattare con luce dura e forte... le ore migliori sono al mattino e in tardo pomeriggio.4) <strong>Impara a gestire la profondità di campo e controlla la messa a fuoco.</strong> In generale nelle macchine fotografiche la messa a fuoco può anche essere impostata in manuale, ma se sei ai primi scatti ti consiglio di usarla in automatico.5) Fermi tutti! <strong>Impugna bene la macchina fotografica e appoggiati sempre a qualcosa soprattutto se sei in condizione di luce scarsa</strong>... (ricorda che in condizioni di luce scarsa se aumenti gli ISO rischi di ottenere più rumore sulla foto e meno nitidezza... qundi valuta cosa vuoi ottenere). <strong>Devi sempre cercare di scattare con polso stabile</strong>, soprattutto quando i tempi sono al limite... (da 1/60 in giù rischi di ottenere una foto mossa). <strong>Togliti il pensiero e porta con te un cavalletto o un treppiede, anche piccolo e magari snodabile</strong> (... non costa tanto e vedrai... ti tornerà più utile di quanto immagini).6) Controlla l'esposizione... <strong>la giusta esposizione è fondamentale per il risultato finale</strong>. In base a come imposti l'esposizione condizionerai in modo importante il risultato della foto. Modifica le impostazioni della macchina fotografica in base alle tue esigenze e all'obiettivo che vuoi ottenere. Considera che se scatti in manuale dovrai cambiare spesso i parametri, abituati a farlo e a prevedere come devono essere impostati in base alle diverse condizioni di luce.7) <strong>Scatta! Come? In RAW + Jpg ad alta</strong>... ti accorgerai di come il RAW contenga maggiori informazioni del jpg e possa dare migliori risultati in sviluppo con Lightroom.&nbsp;8) Non avere paura! <strong>Prova, prova e riprova a scattare... e controlla quello che fai.</strong> Verifica i tuoi scatti anche successivamente a monitor.<strong>E se sbagli?</strong> ad esempio... l'esposizione? <strong>Sbagliando si impara. Ma non ti preoccupare... tutto (o quasi) è risolvibile.</strong> He he... qui viene in aiuto Lightroom. Quando apri il file RAW per svilupparlo in Lightroom puoi gestire l'esposizione. Nel pannello sulla destra basta muovere la freccina dell'opzione "esposizione" (verso destra se si vuole aumentare... o verso sinistra... se si vuole diminire). Ricorda di non esagerare... bastano piccoli spostamenti... ed ecco fatto... il tuo errore è stato risolto... ma non farci l'abitudine. E se la foto è mossa? Si può risolvere se la situazione non è grave... intanto ricorda di non muoverti tu!9) <strong>Analizza le tue foto.</strong> <strong>Sei in grado? Una delle cose più importanti è imparare ad analizzare le tue foto e a riconoscere quali sono i motivi che ti portano a scartarle.</strong> <strong>Un buon fotografo è anche in grado di fare una buona analisi delle proprie foto.</strong> È importante capire perchè abbiamo scattato in quel modo e non ripetere l'errore. Lo so non è facile essere obiettivi e capire dove hai sbagliato... del resto se hai fatto quello scatto è perchè ti sembrava giusto. A volte però dall'altra parte del mirino non ci accorgiamo di alcuni particolari... e solo dopo aver visto la foto a monitor ci rendiamo conto dell'errore.<strong>Saper valutare e analizzare le problematiche di una foto è un ottimo modo per imparare a migliorare lo scatto in post produzione.</strong> Spesso ci si avvicina a una foto e si pensa... e adesso? come la correggo? E si perde un sacco di tempo in prove interminabili. Guardate i vostri scatti... guardate quelli degli altri e cercate di capira come migliorarle. I passi da fare per migliorare una foto in post sono semplici ma importanti e fondamentali per ottenere un buon risultato.<strong>A te la pratica... ma soprattutto l'analisi...  ;)</strong>&nbsp;]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fotografiaprofessionale.it/hai-mosso-i-primi-scatti/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> <enclosure
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width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Photowalking-NYC-with-fellow-street-photographers_by_Dave-Ortiz-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Lo dico e scrivo a ragion veduta. <strong>Ho avuto degli obiettivi Sigma in passato, ho provato quelli dei miei colleghi e amici.</strong> Il risultato, il bilancio finale è sempre stato più o meno il medesimo. Basso prezzo, ma qualità spesso discutibile.Le peculiarità, a mio dire fastidiose, più frequenti che ho riscontrato erano: scarsa incisione a diaframma tutto aperto, scarso contrasto cromatico, problemi ricorrenti di backfocus, lentezza nella messa a fuoco (in particolare su Nikon). <strong>Per queste ragioni ed esperienze, nel tempo, sono arrivato a dire che non mi piacciono i Sigma.</strong>Quando mi viene chiesto consiglio su come comporre la proria attrezzatura (ultimamente capita abbastanza spesso :-) ) il consiglio che do sempre è: «meglio spendere su lenti di qualità e risparmiare qualcosa sul corpo macchina: le lenti sono molto più durature e longeve!».La domanda successiva in genere è: “Come faccio a distinguere una lente di qualità?”<span
id="more-7853"></span>La mia risposta è sempre stata che nel mondo della fotografia esiste ancora e permane una legge piuttosto antipatica ma consolidata: più costa, meglio è! Migliore è la qualità, migliori saranno le prestazioni, maggiore sarà il costo.Oggi mi "cospargo il capo di cenere" e devo riconoscere che esiste almeno una eccezione... che conferma la regola! :-)<strong>Sigma sembra che sia riuscita finalmente a fare quello che è sempre stato il suo obiettivo</strong> (perdona la "piegatura" e il gioco di parole. Ndr). <strong>È finalmente riuscita a creare un obiettivo che costi meno della concorrenza e performi in modo identico se non migliore.</strong> Sto parlando del nuovo Sigma 35mm f/1.4 DG HSM.[caption id="attachment_7863" align="aligncenter" width="405"]<img
class="size-full wp-image-7863" title="Sigma 35mm f/1.4 DG HSM (A)" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Sigma_art_35mm_f14_dg_hsm.jpg?e116a5" alt="" width="405" height="366" /> Sigma 35mm f/1.4 DG HSM (A)[/caption]Oggi mi trovo a scrivere una recensione per me un po' strana... sui generis! Un recensione poco tecnica e molto "di pancia"... ma ogni tanto ci vogliono anche queste!<strong>Sigma c'è riuscita! Mi ha costretto a rivedere le mie convinzioni e mi trovo a dire che questo Sigma mi piace un bel po'!</strong> Oltre a me lo dicono anche le prove di laboratorio oggettive e i test tecnici puramente ottici. Questo Sigma 35mm appartenente alla nuova linea Art annunciata al Photokina 2012 è veramente un passo avanti... a tutti!<strong>I test di laboratorio</strong> che sono riuscito a trovare (almeno un paio di fonti) <strong>dicono che questo obiettivo si comporti meglio dei suoi equivalenti Canon, Nikon e Sony.</strong> Ma non è tutto... questa è veramente la cosa più incredibile e sorprendente di tutte: sembra che i test di laboratorio per quanto riguarda <strong>l'incisione alla massima apertura e l'aberrazione cromatica del nuovo Sigma 35mm f1.4 siano perfino superiori al costosissimo e assolutamente meraviglioso Carl Zeiss Distagon T* 1,4/35.</strong> Credevo fosse impossibile eguagliare quella lente per qualità e resa ottica, ma i test sembrano darmi torto.La cosa ancora più meravigliosa e incredibile risulta essere il "riflesso" sulle nostre tasche:<ul><li><strong>Canon EF 35mm f/1.4L USM</strong> street price circa 1.400 Euro</li><li><strong>Nikon AF-S NIKKOR 35mm f/1.4G</strong> street price circa 1.700 Euro</li><li><strong>Sony Alpha 35mm F1.4 G</strong> street price circa 1.700 Euro</li><li><strong>Carl Zeiss Distagon T* 1,4/35</strong> street price circa 1.600 Euro</li><li><strong>Sigma 35mm f/1.4 DG HSM (A)</strong> street price circa 850 Euro</li></ul> Che dire? Costa la metà della "concorrenza", ha caratteristiche sulla carta, prestazioni testate sul campo e in laboratorio paragonabili se non superiori... serve altro?Sigma in passato ha peccato anche per qualità costruttiva. Certo gli obiettivi avevano un costo inferiore, ma qualitativamente i materiali, le plastiche le rifiniture non erano all'altezza con obiettivi equivalenti di altri produttori. Anche in questo caso <strong>con questa nuova linea Art Sigma si è superata e migliorata. Il 35mm f/1.4, tenuto in mano, ricorda molto da vicino la percezione di solida qualità delle lenti Carl Zeiss...</strong> nulla a che vedere con gli standard Nikon e Canon (spesso decisamente inferiori).Ma non è tutto! Il 35mm f/1.4 non è l'unica lente della nuova (e per me strabiliante) linea Art di Sigma. La settimana scorsa è stata presentata una nuova lente... epocale! Non è ancora in commercio e non è ancora stato dichiarato il prezzo che avrà, ma le caratteristiche parlano da sole. Si tratta di una lente che, considerato cosa è disponibile sul mercato da anni, sembrava impossibile da realizzare.<strong>Sto parlando del nuovo Sigma 18-35mm f/1.8 DC HSM. Esatto uno zoom grandangolo con massima apertura costante... pari a f/1.8!!!</strong>[caption id="attachment_7862" align="aligncenter" width="600"]<img
class=" wp-image-7862 " title="Sigma 18-35mm f/1.8 DC HSM (A)" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Sigma_18-35mm_f18_dc_hsm_art-1024x621.jpg?e116a5" alt="" width="600" height="364" /> Sigma 18-35mm f/1.8 DC HSM (A)[/caption]Generalmente il massimo che troviamo attualmente sul mercato è una apertura di f/2.8... <strong>f/1.8 significa più di uno stop di luce in più: mostruoso, incredibile... EPOCALE!</strong> Unico neo di questa lente è il formato: è adatta solo a macchine con sensore APS-C... ancora niente full frame purtroppo! :-(Comunque, se ancora non lo hai fatto ti consiglio di dare uno sguardo attento alla nuova linea Art di Sigma... magari trova il modo di provare un'obiettivo appartenente a questa linea: io ti consiglio il 35mm! ;-)<strong>Un mito della fotografia, per quanto mi riguarda, è stato abbattuto, disintegrato... non è più vero che più costa, meglio è!</strong>Soprattutto, devo riconoscere, che i Sigma iniziano a piacermi un bel po'!!! :-DCiao e buone fotoSimone Conti&nbsp;P.S.: Per chi è abituato a scattare con lenti Canon di qualità, il passaggio ai Sigma Art comporterà un notevole sforzo... nei Sigma Art non è presente la caratteristica riga rossa che, per chi usa Canon, è sinonimo di qualità. Io penso di poterne fare a meno... se tu non puoi o non ci riesci... puoi sempre acquistare un pennarello! ;-)]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Photowalking-NYC-with-fellow-street-photographers_by_Dave-Ortiz-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Lo dico e scrivo a ragion veduta. <strong>Ho avuto degli obiettivi Sigma in passato, ho provato quelli dei miei colleghi e amici.</strong> Il risultato, il bilancio finale è sempre stato più o meno il medesimo. Basso prezzo, ma qualità spesso discutibile.Le peculiarità, a mio dire fastidiose, più frequenti che ho riscontrato erano: scarsa incisione a diaframma tutto aperto, scarso contrasto cromatico, problemi ricorrenti di backfocus, lentezza nella messa a fuoco (in particolare su Nikon). <strong>Per queste ragioni ed esperienze, nel tempo, sono arrivato a dire che non mi piacciono i Sigma.</strong>Quando mi viene chiesto consiglio su come comporre la proria attrezzatura (ultimamente capita abbastanza spesso :-) ) il consiglio che do sempre è: «meglio spendere su lenti di qualità e risparmiare qualcosa sul corpo macchina: le lenti sono molto più durature e longeve!».La domanda successiva in genere è: “Come faccio a distinguere una lente di qualità?”<span
id="more-7853"></span>La mia risposta è sempre stata che nel mondo della fotografia esiste ancora e permane una legge piuttosto antipatica ma consolidata: più costa, meglio è! Migliore è la qualità, migliori saranno le prestazioni, maggiore sarà il costo.Oggi mi "cospargo il capo di cenere" e devo riconoscere che esiste almeno una eccezione... che conferma la regola! :-)<strong>Sigma sembra che sia riuscita finalmente a fare quello che è sempre stato il suo obiettivo</strong> (perdona la "piegatura" e il gioco di parole. Ndr). <strong>È finalmente riuscita a creare un obiettivo che costi meno della concorrenza e performi in modo identico se non migliore.</strong> Sto parlando del nuovo Sigma 35mm f/1.4 DG HSM.[caption id="attachment_7863" align="aligncenter" width="405"]<img
class="size-full wp-image-7863" title="Sigma 35mm f/1.4 DG HSM (A)" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Sigma_art_35mm_f14_dg_hsm.jpg?e116a5" alt="" width="405" height="366" /> Sigma 35mm f/1.4 DG HSM (A)[/caption]Oggi mi trovo a scrivere una recensione per me un po' strana... sui generis! Un recensione poco tecnica e molto "di pancia"... ma ogni tanto ci vogliono anche queste!<strong>Sigma c'è riuscita! Mi ha costretto a rivedere le mie convinzioni e mi trovo a dire che questo Sigma mi piace un bel po'!</strong> Oltre a me lo dicono anche le prove di laboratorio oggettive e i test tecnici puramente ottici. Questo Sigma 35mm appartenente alla nuova linea Art annunciata al Photokina 2012 è veramente un passo avanti... a tutti!<strong>I test di laboratorio</strong> che sono riuscito a trovare (almeno un paio di fonti) <strong>dicono che questo obiettivo si comporti meglio dei suoi equivalenti Canon, Nikon e Sony.</strong> Ma non è tutto... questa è veramente la cosa più incredibile e sorprendente di tutte: sembra che i test di laboratorio per quanto riguarda <strong>l'incisione alla massima apertura e l'aberrazione cromatica del nuovo Sigma 35mm f1.4 siano perfino superiori al costosissimo e assolutamente meraviglioso Carl Zeiss Distagon T* 1,4/35.</strong> Credevo fosse impossibile eguagliare quella lente per qualità e resa ottica, ma i test sembrano darmi torto.La cosa ancora più meravigliosa e incredibile risulta essere il "riflesso" sulle nostre tasche:<ul><li><strong>Canon EF 35mm f/1.4L USM</strong> street price circa 1.400 Euro</li><li><strong>Nikon AF-S NIKKOR 35mm f/1.4G</strong> street price circa 1.700 Euro</li><li><strong>Sony Alpha 35mm F1.4 G</strong> street price circa 1.700 Euro</li><li><strong>Carl Zeiss Distagon T* 1,4/35</strong> street price circa 1.600 Euro</li><li><strong>Sigma 35mm f/1.4 DG HSM (A)</strong> street price circa 850 Euro</li></ul> Che dire? Costa la metà della "concorrenza", ha caratteristiche sulla carta, prestazioni testate sul campo e in laboratorio paragonabili se non superiori... serve altro?Sigma in passato ha peccato anche per qualità costruttiva. Certo gli obiettivi avevano un costo inferiore, ma qualitativamente i materiali, le plastiche le rifiniture non erano all'altezza con obiettivi equivalenti di altri produttori. Anche in questo caso <strong>con questa nuova linea Art Sigma si è superata e migliorata. Il 35mm f/1.4, tenuto in mano, ricorda molto da vicino la percezione di solida qualità delle lenti Carl Zeiss...</strong> nulla a che vedere con gli standard Nikon e Canon (spesso decisamente inferiori).Ma non è tutto! Il 35mm f/1.4 non è l'unica lente della nuova (e per me strabiliante) linea Art di Sigma. La settimana scorsa è stata presentata una nuova lente... epocale! Non è ancora in commercio e non è ancora stato dichiarato il prezzo che avrà, ma le caratteristiche parlano da sole. Si tratta di una lente che, considerato cosa è disponibile sul mercato da anni, sembrava impossibile da realizzare.<strong>Sto parlando del nuovo Sigma 18-35mm f/1.8 DC HSM. Esatto uno zoom grandangolo con massima apertura costante... pari a f/1.8!!!</strong>[caption id="attachment_7862" align="aligncenter" width="600"]<img
class=" wp-image-7862 " title="Sigma 18-35mm f/1.8 DC HSM (A)" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Sigma_18-35mm_f18_dc_hsm_art-1024x621.jpg?e116a5" alt="" width="600" height="364" /> Sigma 18-35mm f/1.8 DC HSM (A)[/caption]Generalmente il massimo che troviamo attualmente sul mercato è una apertura di f/2.8... <strong>f/1.8 significa più di uno stop di luce in più: mostruoso, incredibile... EPOCALE!</strong> Unico neo di questa lente è il formato: è adatta solo a macchine con sensore APS-C... ancora niente full frame purtroppo! :-(Comunque, se ancora non lo hai fatto ti consiglio di dare uno sguardo attento alla nuova linea Art di Sigma... magari trova il modo di provare un'obiettivo appartenente a questa linea: io ti consiglio il 35mm! ;-)<strong>Un mito della fotografia, per quanto mi riguarda, è stato abbattuto, disintegrato... non è più vero che più costa, meglio è!</strong>Soprattutto, devo riconoscere, che i Sigma iniziano a piacermi un bel po'!!! :-DCiao e buone fotoSimone Conti&nbsp;P.S.: Per chi è abituato a scattare con lenti Canon di qualità, il passaggio ai Sigma Art comporterà un notevole sforzo... nei Sigma Art non è presente la caratteristica riga rossa che, per chi usa Canon, è sinonimo di qualità. Io penso di poterne fare a meno... se tu non puoi o non ci riesci... puoi sempre acquistare un pennarello! ;-)]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fotografiaprofessionale.it/non-mi-piacciono-i-sigma-piu-costa-meglio-e/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> <enclosure
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width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/colormunki_design_005-1-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />In questi giorni stiamo parlando tanto, tantissimo di colore e di calibrazione. È appena uscito un video-corso gratuito e credo molto interessante sulla <a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/gratis/calibrazione-del-monitor.html?utm_source=iContact&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Lancio%20Corr%20Colore%20Base&amp;utm_content=Lancio+Corr+Colore+Base" target="_blank">Calibrazione del Monitor</a>, e altri video-corsi sulla Calibrazione della Stampante e sulla Correzione del Colore sono in rampa di lancio!Qualche giorno fa discutevamo propio di colore, percezione del colore e diversi risultati della correzione in RGB e LAB, tutti argomenti che verranno approfonditi nei corsi di Tecniche Avanzate per la Correzione del Colore e già lo sono nel <a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/eshop/corsi-di-post-produzione/cromie-perfette-ebook-teoria-del-colore/" target="_blank">video-corso Cromie Perfette</a>.Essendo spesso impegnato nella gestione del colore, ho avuto a che fare in questi anni con diversi sistemi per la calibrazione dei monitor e delle stampanti, dal più vetusto e macchinoso fino agli ultimi sistemi di calibrazione compatti e multifunzione.<strong>Provando qualche calibratore nei giorni scorsi sono rimasto colpito dal ColorMunki</strong> (prodotto da X-Rite) nella sua versione Design, praticamente una variante della versione Photo e probabilmente la più costosa e "ricca" in commercio.[caption id="attachment_7813" align="alignleft" width="275"]<a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/recensione-colormunki-designphoto-calibrare-monitor-e-stampante/cm_design_product_rgb/" rel="attachment wp-att-7813"><img
class="size-medium wp-image-7813" title="COLORMUNKI DESIGN" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/cm_design_product_rgb-275x300.jpg?e116a5" alt="" width="275" height="300" /></a> COLORMUNKI DESIGN[/caption]<strong>Si tratta di un calibratore a spettrofotometro con la possibilità di calibrare e profilare Monitor e stampanti e con una serie di utility accessorie.</strong>Sul mercato esistono strumenti che utilizzano la tecnologia del <strong>colorimetro</strong> e strumenti a <strong>spettrofotometro</strong>. Come funzionano?Permettimi un'estrema semplificazione: diciamo che<strong> il colorimetro "vede" e misura il colore</strong>, come fosse un occhio umano, mentre <strong>lo spettrofotometro legge le radiazioni elettromagnetiche, in questo caso, le "onde luminose"</strong>. Per le diverse caratteristiche, <strong>il colorimetro è efficace principalmente nella misurazione del colore retroilluminato</strong>/proiettato e quindi utile per la calibrazione di monitor e proiettori, mentre <strong>lo spettrofotometro è in grado di misurare il colore sia retroilluminato/proiettato che stampato su supporto fisico.</strong>Mi sono documentato e diverse prove tecniche sembrano certificare che <strong>i colorimetri di qualità maggiore siano la scelta ottimale per la calibrazione del monitor</strong>, ma la qualità degli spettrofotometri più evoluti è in grado di rimanere al passo e la tecnoclogia differente permette di affidarsi ad un unico strumento per la calibrazione di tutte le proprie periferiche.<span
id="more-7804"></span>Considerato anche che la maggioranza dei monitor in commercio e presenti negli studi di fotografi e grafici sono monitor da notebook o monitor entry-level delle marche più prestigiose, <strong>uno strumento più duttile e multifunzione mi sembra una scelta più sensata</strong>. Perchè? Perchè forse solo un monitor EIZO (o equivalenti) top di gamma, sarebbe in grado di far percepire la differenza di calibrazione fra un colorimetro e uno spettrofotometro di qualità, e solo misurandola con uno strumento.Questo <strong>ColorMunki</strong> è piuttosto compatto (10x10x4 cm circa) ma anche dotato di una serie di funzioni davvero intelligenti ed interessanti.Mi ha colpito da subito la scelta di riunire in uno strumento solo la possibilità di misurare: luce ambiente, colore su carta, campione di colore singolo, colore retroilluminato.Una volta aperta la scatola (si tratta, nel mio caso, di una versione creata apposta per Xerox) ci si trova di fronte ad un libretto di istruzioni stringato e semplicissimo, in diverse lingue. <strong>Lo strumento è davvero "plug &amp; play", cosa che sarà estremamente apprezzata dagli utenti Macintosh (come il sottoscritto) che non sono minimamente avvezzi alle installazioni complesse.</strong> Inserisci il CD, installi il software per la calibrazione/profilatura e colleghi il ColorMunki con il cavo USB, ed è pronto per l'uso!&nbsp;Appena aperti il software vengono proposte una serie di opzioni di calibrazione e profilatura.Ho iniziato testando lo strumento sulla <strong>calibrazione di un monitor</strong>: la procedura è completamente guidata ed assistita dal software, <strong>in pochissimi minuti si calibra il monitor ottenendo un profilo personalizzato e un netto miglioramento delle prestazioni (da monitor non calibrato)</strong>. La semplicità d'uso e la velocità sono davvero interessanti, unico neo è forse la necessità di utilizzare un astuccio con contrappesi per "appendere" lo strumento al monitor... di contro, <strong>l'impressione di aderenza allo schermo e di solidità è stata nettamente maggiore rispetto al calibratore 1D Display Pro della stessa X-Rite</strong> che ho provato solo qualche giorno fa.[caption id="attachment_7814" align="alignleft" width="275"]<a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/recensione-colormunki-designphoto-calibrare-monitor-e-stampante/cm_design_reqs-1/" rel="attachment wp-att-7814"><img
class="size-medium wp-image-7814" title="ColorMunki &quot;appeso&quot; al monitor" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/cm_design_reqs-1-275x300.jpg?e116a5" alt="" width="275" height="300" /></a> ColorMunki "appeso" al monitor[/caption]Una volta calibrato il monitor, in 10 minuti, mi sono dedicato alla <strong>calibrazione e profilatura di una stampante</strong>.Si tratta di un processo che ricordavo come lungo, fastidioso, spesso impreciso e dai risultati "ondivaghi". Bene, ancora una volta la combinazione fra un software intuitivo e supportante e uno strumento davvero semplice da usare, è stata vincente!<strong>Sono riuscito a calibrare la mia Xerox 7800 ottenendio un profilo ICC dedicato in meno di 10 minuti.</strong> L'incubo dei tassellini di colore da misurare è stato cancellato da striscie di 10 blocchi di colore sulle quale il ColorMunki scorre rapido ed indolore. È solo questione di trovare la velocità giusta... dopo 7/8 tentativi a bassa velocità mal digeriti dal software, ho provato ad accellerare il movimento sui campioni colori ottenendo rapidamente ciò che mi serviva. Ok ok, non è il primo strumento a lettura rapida sul mercato, <strong>ma velocità + efficacia fanno in ColorMunki una somma davvero notevole</strong>.Una volta fatta la prima parte di calibrazione su un color-checker standard, il software produce un secondo foglio stampa, con una serie di campioni che sono la risultanza della prima calibrazione. Ripeto l'operazione di misurazione del colore, stavolta al primo colpo e in pochissimi secondi... <strong>ed ecco il mio profilo ICC personalizzato e la stampante calibrata e pronta all'uso.</strong><a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/recensione-colormunki-designphoto-calibrare-monitor-e-stampante/colormunki_latiendadelcad-1/" rel="attachment wp-att-7815"><img
class="alignleft size-medium wp-image-7815" title="La misurazione dei campioni colore" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/ColorMunki_latiendadelcad-1-300x224.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="224" /></a>Sono curioso ora di testare questo ColorMunki su una stampante di qualità maggiore e credo che prenderò appuntamento con il mio stampatoire Fine Art per andare a "molestare" un po' i profili ICC della sua Epson, ma lasciami dire che la prima impressione è stata davvero eccellente.ColorMunki mette a disposizione anche una serie di ulteriori features, interagendo senza nessun problema con OGNI TIPO di MONITOR e con ogni tipo di stampante, CMYK o RGB che siano. permette l'ottimizzazione sul singolo colore e la creazione di una palette colori personalizzata, la lettura del colore spot stampato che può essere così riprodotto fedelmente. ColorMunki si interfaccia perfettamente con il sistema PANTONE COLOR MATCHING e tratta con disinvoltura anche l'ottimizzazione del bianco e nero... non male :)&nbsp;Bene, fino a questo punto ti starai chiedendo se sono pagato dalla X-Rite o se è solo entusiasmo sincero... nemmeno un difetto? Fughiamo ogni dubbio, la mia è una recensione da utente, e senza alcun rapporto con l'azienda, ma non solo... la mia è una recensione da scettico, non convintissimo dei risultati ottenuti con 1D Dispaly Pro e quindi piuttosto sospettoso nell'approccio a Color Munki.<strong>Il dispositivo è davvero notevole, intelligente e di facilissimo utilizzo... Questo non  significa che non abbia difetti ;)</strong>Del primo, piccolissimo, ne abbamo parlato, <strong>l'astuccio con i contrappesi è un oggetto in più, un'operazione in più da fare, un ingombro</strong>... ma niente di terribile, anzi.Il secondo difetto è sicuramente nel prezzo, <strong>la versione Photo costa 390,00 euro e la versione Design 490,00</strong>... non sono cifre folli se rapportate ai costi dei sistemi di misura professionali e se consideri l'utilità dello strumento e la tecnologia impiegata. Rimane però la sensazione di un prezzo troppo alto per uno strumento che viene erroneamente percepito come "un di più" dai fotografi e che dovrebbe invece essere diffuso quanto le compact flash!Ultimo difetto, <strong>la mancanza della calibrazione proiettore</strong> che è invece disponibile in strumenti di gamma inferiore (probabilmente perchè ritenuto meno efficace di un colorimetro?).&nbsp;<strong>In sintesi, uno strumento davvero ben fatto e di facile uso, efficace e preciso nella misurazione e fondamentale per chi voglia essere ragionevolemnte sicuro della resa dei colori delle proprie immagini su monitor e in stampa.</strong> Al costo di una lente di qualità medio-bassa, potrai assisurarti colori realistici e stampe bellissime per lungo tempo.La mia personale crociata a favore dei monitor calibrati continua, alla prossima puntata :)&nbsp;Simone P&nbsp;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/colormunki_design_005-1-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />In questi giorni stiamo parlando tanto, tantissimo di colore e di calibrazione. È appena uscito un video-corso gratuito e credo molto interessante sulla <a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/gratis/calibrazione-del-monitor.html?utm_source=iContact&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Lancio%20Corr%20Colore%20Base&amp;utm_content=Lancio+Corr+Colore+Base" target="_blank">Calibrazione del Monitor</a>, e altri video-corsi sulla Calibrazione della Stampante e sulla Correzione del Colore sono in rampa di lancio!Qualche giorno fa discutevamo propio di colore, percezione del colore e diversi risultati della correzione in RGB e LAB, tutti argomenti che verranno approfonditi nei corsi di Tecniche Avanzate per la Correzione del Colore e già lo sono nel <a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/eshop/corsi-di-post-produzione/cromie-perfette-ebook-teoria-del-colore/" target="_blank">video-corso Cromie Perfette</a>.Essendo spesso impegnato nella gestione del colore, ho avuto a che fare in questi anni con diversi sistemi per la calibrazione dei monitor e delle stampanti, dal più vetusto e macchinoso fino agli ultimi sistemi di calibrazione compatti e multifunzione.<strong>Provando qualche calibratore nei giorni scorsi sono rimasto colpito dal ColorMunki</strong> (prodotto da X-Rite) nella sua versione Design, praticamente una variante della versione Photo e probabilmente la più costosa e "ricca" in commercio.[caption id="attachment_7813" align="alignleft" width="275"]<a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/recensione-colormunki-designphoto-calibrare-monitor-e-stampante/cm_design_product_rgb/" rel="attachment wp-att-7813"><img
class="size-medium wp-image-7813" title="COLORMUNKI DESIGN" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/cm_design_product_rgb-275x300.jpg?e116a5" alt="" width="275" height="300" /></a> COLORMUNKI DESIGN[/caption]<strong>Si tratta di un calibratore a spettrofotometro con la possibilità di calibrare e profilare Monitor e stampanti e con una serie di utility accessorie.</strong>Sul mercato esistono strumenti che utilizzano la tecnologia del <strong>colorimetro</strong> e strumenti a <strong>spettrofotometro</strong>. Come funzionano?Permettimi un'estrema semplificazione: diciamo che<strong> il colorimetro "vede" e misura il colore</strong>, come fosse un occhio umano, mentre <strong>lo spettrofotometro legge le radiazioni elettromagnetiche, in questo caso, le "onde luminose"</strong>. Per le diverse caratteristiche, <strong>il colorimetro è efficace principalmente nella misurazione del colore retroilluminato</strong>/proiettato e quindi utile per la calibrazione di monitor e proiettori, mentre <strong>lo spettrofotometro è in grado di misurare il colore sia retroilluminato/proiettato che stampato su supporto fisico.</strong>Mi sono documentato e diverse prove tecniche sembrano certificare che <strong>i colorimetri di qualità maggiore siano la scelta ottimale per la calibrazione del monitor</strong>, ma la qualità degli spettrofotometri più evoluti è in grado di rimanere al passo e la tecnoclogia differente permette di affidarsi ad un unico strumento per la calibrazione di tutte le proprie periferiche.<span
id="more-7804"></span>Considerato anche che la maggioranza dei monitor in commercio e presenti negli studi di fotografi e grafici sono monitor da notebook o monitor entry-level delle marche più prestigiose, <strong>uno strumento più duttile e multifunzione mi sembra una scelta più sensata</strong>. Perchè? Perchè forse solo un monitor EIZO (o equivalenti) top di gamma, sarebbe in grado di far percepire la differenza di calibrazione fra un colorimetro e uno spettrofotometro di qualità, e solo misurandola con uno strumento.Questo <strong>ColorMunki</strong> è piuttosto compatto (10x10x4 cm circa) ma anche dotato di una serie di funzioni davvero intelligenti ed interessanti.Mi ha colpito da subito la scelta di riunire in uno strumento solo la possibilità di misurare: luce ambiente, colore su carta, campione di colore singolo, colore retroilluminato.Una volta aperta la scatola (si tratta, nel mio caso, di una versione creata apposta per Xerox) ci si trova di fronte ad un libretto di istruzioni stringato e semplicissimo, in diverse lingue. <strong>Lo strumento è davvero "plug &amp; play", cosa che sarà estremamente apprezzata dagli utenti Macintosh (come il sottoscritto) che non sono minimamente avvezzi alle installazioni complesse.</strong> Inserisci il CD, installi il software per la calibrazione/profilatura e colleghi il ColorMunki con il cavo USB, ed è pronto per l'uso!&nbsp;Appena aperti il software vengono proposte una serie di opzioni di calibrazione e profilatura.Ho iniziato testando lo strumento sulla <strong>calibrazione di un monitor</strong>: la procedura è completamente guidata ed assistita dal software, <strong>in pochissimi minuti si calibra il monitor ottenendo un profilo personalizzato e un netto miglioramento delle prestazioni (da monitor non calibrato)</strong>. La semplicità d'uso e la velocità sono davvero interessanti, unico neo è forse la necessità di utilizzare un astuccio con contrappesi per "appendere" lo strumento al monitor... di contro, <strong>l'impressione di aderenza allo schermo e di solidità è stata nettamente maggiore rispetto al calibratore 1D Display Pro della stessa X-Rite</strong> che ho provato solo qualche giorno fa.[caption id="attachment_7814" align="alignleft" width="275"]<a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/recensione-colormunki-designphoto-calibrare-monitor-e-stampante/cm_design_reqs-1/" rel="attachment wp-att-7814"><img
class="size-medium wp-image-7814" title="ColorMunki &quot;appeso&quot; al monitor" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/cm_design_reqs-1-275x300.jpg?e116a5" alt="" width="275" height="300" /></a> ColorMunki "appeso" al monitor[/caption]Una volta calibrato il monitor, in 10 minuti, mi sono dedicato alla <strong>calibrazione e profilatura di una stampante</strong>.Si tratta di un processo che ricordavo come lungo, fastidioso, spesso impreciso e dai risultati "ondivaghi". Bene, ancora una volta la combinazione fra un software intuitivo e supportante e uno strumento davvero semplice da usare, è stata vincente!<strong>Sono riuscito a calibrare la mia Xerox 7800 ottenendio un profilo ICC dedicato in meno di 10 minuti.</strong> L'incubo dei tassellini di colore da misurare è stato cancellato da striscie di 10 blocchi di colore sulle quale il ColorMunki scorre rapido ed indolore. È solo questione di trovare la velocità giusta... dopo 7/8 tentativi a bassa velocità mal digeriti dal software, ho provato ad accellerare il movimento sui campioni colori ottenendo rapidamente ciò che mi serviva. Ok ok, non è il primo strumento a lettura rapida sul mercato, <strong>ma velocità + efficacia fanno in ColorMunki una somma davvero notevole</strong>.Una volta fatta la prima parte di calibrazione su un color-checker standard, il software produce un secondo foglio stampa, con una serie di campioni che sono la risultanza della prima calibrazione. Ripeto l'operazione di misurazione del colore, stavolta al primo colpo e in pochissimi secondi... <strong>ed ecco il mio profilo ICC personalizzato e la stampante calibrata e pronta all'uso.</strong><a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/recensione-colormunki-designphoto-calibrare-monitor-e-stampante/colormunki_latiendadelcad-1/" rel="attachment wp-att-7815"><img
class="alignleft size-medium wp-image-7815" title="La misurazione dei campioni colore" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/ColorMunki_latiendadelcad-1-300x224.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="224" /></a>Sono curioso ora di testare questo ColorMunki su una stampante di qualità maggiore e credo che prenderò appuntamento con il mio stampatoire Fine Art per andare a "molestare" un po' i profili ICC della sua Epson, ma lasciami dire che la prima impressione è stata davvero eccellente.ColorMunki mette a disposizione anche una serie di ulteriori features, interagendo senza nessun problema con OGNI TIPO di MONITOR e con ogni tipo di stampante, CMYK o RGB che siano. permette l'ottimizzazione sul singolo colore e la creazione di una palette colori personalizzata, la lettura del colore spot stampato che può essere così riprodotto fedelmente. ColorMunki si interfaccia perfettamente con il sistema PANTONE COLOR MATCHING e tratta con disinvoltura anche l'ottimizzazione del bianco e nero... non male :)&nbsp;Bene, fino a questo punto ti starai chiedendo se sono pagato dalla X-Rite o se è solo entusiasmo sincero... nemmeno un difetto? Fughiamo ogni dubbio, la mia è una recensione da utente, e senza alcun rapporto con l'azienda, ma non solo... la mia è una recensione da scettico, non convintissimo dei risultati ottenuti con 1D Dispaly Pro e quindi piuttosto sospettoso nell'approccio a Color Munki.<strong>Il dispositivo è davvero notevole, intelligente e di facilissimo utilizzo... Questo non  significa che non abbia difetti ;)</strong>Del primo, piccolissimo, ne abbamo parlato, <strong>l'astuccio con i contrappesi è un oggetto in più, un'operazione in più da fare, un ingombro</strong>... ma niente di terribile, anzi.Il secondo difetto è sicuramente nel prezzo, <strong>la versione Photo costa 390,00 euro e la versione Design 490,00</strong>... non sono cifre folli se rapportate ai costi dei sistemi di misura professionali e se consideri l'utilità dello strumento e la tecnologia impiegata. Rimane però la sensazione di un prezzo troppo alto per uno strumento che viene erroneamente percepito come "un di più" dai fotografi e che dovrebbe invece essere diffuso quanto le compact flash!Ultimo difetto, <strong>la mancanza della calibrazione proiettore</strong> che è invece disponibile in strumenti di gamma inferiore (probabilmente perchè ritenuto meno efficace di un colorimetro?).&nbsp;<strong>In sintesi, uno strumento davvero ben fatto e di facile uso, efficace e preciso nella misurazione e fondamentale per chi voglia essere ragionevolemnte sicuro della resa dei colori delle proprie immagini su monitor e in stampa.</strong> Al costo di una lente di qualità medio-bassa, potrai assisurarti colori realistici e stampe bellissime per lungo tempo.La mia personale crociata a favore dei monitor calibrati continua, alla prossima puntata :)&nbsp;Simone P&nbsp;]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fotografiaprofessionale.it/recensione-colormunki-designphoto-calibrare-monitor-e-stampante/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> <enclosure
url="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/colormunki_design_005-1.jpg" length="130504" type="image/jpg" /> <media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/colormunki_design_005-1.jpg" width="1200" height="800" medium="image" type="image/jpeg"> <media:copyright>FotografiaProfessionale.it</media:copyright> </media:content> </item> <item><title>In partenza un nuovo laboratorio tutto dedicato al colore!</title><link>http://www.fotografiaprofessionale.it/in-partenza-un-nuovo-laboratorio-tutto-dedicato-al-colore/</link> <comments>http://www.fotografiaprofessionale.it/in-partenza-un-nuovo-laboratorio-tutto-dedicato-al-colore/#comments</comments> <pubDate>Tue, 09 Apr 2013 13:44:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Simone Poletti</dc:creator> <category><![CDATA[Tecnica Post-Produzione]]></category> <category><![CDATA[canon]]></category> <category><![CDATA[CMYK]]></category> <category><![CDATA[color LAB]]></category> <category><![CDATA[consigli]]></category> <category><![CDATA[coorezione cromatica]]></category> <category><![CDATA[correzione cromatica]]></category> <category><![CDATA[correzione pelle]]></category> <category><![CDATA[corsi]]></category> <category><![CDATA[corsi photoshop]]></category> <category><![CDATA[corso di photoshop]]></category> <category><![CDATA[corso fotoritocco]]></category> <category><![CDATA[corso photoshop]]></category> <category><![CDATA[corso ritocco]]></category> <category><![CDATA[Dave Hill]]></category> <category><![CDATA[Dragan]]></category> <category><![CDATA[Draganize]]></category> <category><![CDATA[Effetto Dragan]]></category> <category><![CDATA[foto]]></category> <category><![CDATA[fotografia digitale]]></category> <category><![CDATA[fotografia professionale]]></category> <category><![CDATA[gestione colore]]></category> <category><![CDATA[lightroom]]></category> <category><![CDATA[nagy]]></category> <category><![CDATA[nikon]]></category> <category><![CDATA[Photoshop]]></category> <category><![CDATA[Photoshop Certified Expert]]></category> <category><![CDATA[Photoshop CS5]]></category> <category><![CDATA[post-produzione]]></category> <category><![CDATA[postproduzione]]></category> <category><![CDATA[postproduzione estrema]]></category> <category><![CDATA[RGB]]></category> <category><![CDATA[ritocco]]></category> <category><![CDATA[simona giglioli]]></category> <category><![CDATA[simone poletti]]></category> <category><![CDATA[Tutorial]]></category> <category><![CDATA[workshop]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.fotografiaprofessionale.it/?p=7767</guid> <description><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Motocross-evidenza-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Era domenica pomeriggio, guidavo da Modena a Reggio Emilia quando il mio passeggero, una giovane fotografa, mi ha fatto notare i colori incredibili dei campi e del cielo alla nostra sinistra. Nuvole scure e minacciose incombevano sulle prime colline, mentre una lama di sole superstite illuminava i prati rendendoli verdissimi. Il verde acido dell'erba, il cielo quasi giallo sopra alle colline, le nuvole color antracite dai riflessi viola e bluastri. Bello.Non fosse per il numero quasi irritante di costruzioni e manufatti umani che si frappone fra un emiliano e il suo orizzonte, sarebbe valsa la pena di fermarsi e scattare una bella fotografia.<strong>Mentre continuavo il mio viaggio verso casa, mi sono ritrovato a riflettere sull'essenza "oggettiva" del colore in natura e sull'essenza "soggettiva" del colore in fotografia.</strong> Tranquillo, nessun "pippozzo" filosofico sulla percezione del colore, sull'emotività e sulla post-produzione che ha rovinato la fotografia (argomento "mai-più senza" per eccellenza).<strong>Semplicemente ragionavo sul fatto che, quel pomeriggio, entrambi abbiamo visto lo stesso verde acido, lo stesso tono favoloso di grigio scuro, e come noi centinaia di persone hanno percepito la stessa atmosfera e gli stessi toni cromatici... ma se avessi chiesto ad ognuno di scattare una fotografia di quella scena e di post-produrla al meglio, avremmo avuto come risultato centinaia di immagini differenti, con colori molto diversi fra loro.</strong><span
id="more-7767"></span>Questo è dovuto, certamente, alla sensibilità differente di ognuno di noi, alla volontà di ognuno di far risaltare il verde e la luce o il grigio e il buio, alla capacità di ognuno di ritoccare in modo più o meno professionale, alla volontà di ognuno di esagerare o meno con la post. Vero, ma c'è un altro motivo fondamentale: gli strumenti.Infatti <strong>ogni sensore funziona in modo differente dall'altro, ogni lente ha carratteristiche diverse, ogni modo di raggiungere la "corretta esposizione" influenza in modo differente il colore, ogni tipo di regolazione in  post-produzione porta ad un risultato differente.</strong>Proprio per questo motivo mi occupo da anni di gestione del colore in post, e porto avanti una personalissima "crociata" pro Monitor Calibrato :)Si, perchè <strong>l'unico modo per ottenere risultati realistici e di qualità nella correzione colore è: a) lavorare con un monitor calibrato e profilato a dovere e b) eseguire una correzione cromatica di qualità.</strong>Dedicandomi alla gestione e alla correzione professionale del colore, ho scoperto negli anni tanti metodi di lavoro differenti, ma solo uno mi ha permesso di ottenere i risultati che volevo. E questo "modo" di lavorare il colore, questo "spazio colore" privilegiato, è l'oggetto di una serie di corsi e di post attraverso i quali realizzaremo il <strong>Laboratorio del Colore di FotografiaProfessionale.it</strong>Di cosa si tratta? <strong>Si tratta di una serie di corsi, di articoli dedicati e di post sul sito e sulla pagina Facebook che affronteranno proprio la correzione del colore, sfruttando ed avendo come "campo di gioco" principale un metodo colore dedicato proprio alla gestione delle cromie: Color LAB.</strong>Perchè Color LAB? Perchè questo metodo colore ha una serie di caratteristiche fantastiche che lo rendono eccezionale nella correzione del colore. La più importante, a mio parere, è racchiusa nel nome stesso del metodo colore: L A B. Le tre lettere danno (come in RGB) il nome ai diversi canali: L per Luminosità, A e B sono invece canali compositi che contengono A: giallo e Blu e B: Rosso e Verde.Bene, qual'è la caratteristica eccezionale che traspare da questa divisione dei canali?Semplice: <strong>la luminosità è in un canale a parte e quindi può essere gestita autonomamente e così i colori.</strong><strong>FANTASTICO! Infatti in Color LAB puoi agire sulla luminosità dell'immagine senza influire sui colori e puoi anche modificare i colori senza toccare la luminosità.</strong>Sembrerà banale, ma negli altri metodi colore questo NON È POSSIBILE! Infatti, se provi ad aumentare il contrasto fra luci e ombre in RGB, avrai anche una maggiore saturazione dei colori! E se, al contrario, riduci il contrasto tonale, avrai anche colori meno saturi! Quindi, di fatto, in RGB (e in CMYK) non è possibile agire sul contrasto fra luci e ombre senza modificare il colore dell'immagine!In LAB invece, potrai lavorare solo sul canale L della luminosità per modificare il contrasto tonale e solo sui canali A e B per modificare i colori.[caption id="attachment_7777" align="alignleft" width="300"]<a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/in-partenza-un-nuovo-laboratorio-tutto-dedicato-al-colore/originale-2/" rel="attachment wp-att-7777"><img
class="size-medium wp-image-7777" title="(A) IMMAGINE ORIGINALE" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Originale-300x200.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="200" /></a> (A) IMMAGINE ORIGINALE[/caption]Per farti capire meglio cosa comporta tutto questo, <strong>ho provato a modificare un'immagine</strong>: partendo dalla prima fotografia (A) che vedi nella sua versione originale, senza alcuna modifica su toni e colori. A questa immagine ho poi applicato un Livello di Regolazione CURVE in RGB per aumentare il contrasto. La classica curva ad S, <strong>intensificando le aree scure e schiarendo invece le luci per aumentare la differenza tonale fra gli estremi nell'immagine.</strong>(Ho volutamente esagerato per farti percepire meglio il risultato, se ti capitasse di modificare un'immagine in questo modo, la tua "curva" dovrà essere MOLTO più "morbida" e meno accentuata :) )<strong>Puoi vedere il risultato nell'immagine (B): il contrasto tonale è aumentato, sicuramente, ma ho anche saturato tantissimo i colori</strong>. La saturazione dei colori può essere ritenuta piacevole da alcuni, ma è indubbio il fatto che questo mi ha fatto perdere molti dettagli (vedi il parafango rosso delle moto), ha trasformato il terreno e lo sfondo in una distesa gialla molto satura e "impastato" la resa cromatica dell'immagine.[caption id="attachment_7778" align="alignleft" width="300"]<a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/in-partenza-un-nuovo-laboratorio-tutto-dedicato-al-colore/curva-rgb/" rel="attachment wp-att-7778"><img
class="size-medium wp-image-7778" title="(B) IMMAGINE RGB e REGOLAZIONE CURVE" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Curva-RGB-300x200.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="200" /></a> (B) IMMAGINE RGB e REGOLAZIONE CURVE[/caption]<strong>Ho applicato il Livello di Regolazione CURVE per aumentare la "tridimensionalità" dell'immagine ed invece ho ottenuto un'immagine posterizzata e impastata nella quale molti dettagli rischiano di perdersi.</strong>Ecco cosa succede invece se applico un Livello di Regolazione CURVE identico al solo canale "Luminosità" in Color LAB, lo puoi vedere nell'immagine (C)!<strong>Ho convertito l'immagine orginale in LAB e ho applicato un Livello di Regolazione CURVE con una S molto accentuata</strong>, praticamente identica a quella applicata sui canali RGB... ed ecco che in LAB <strong>non ho praticamente nessuna modifica del colore, mantengo la saturazione corretta</strong>, da me scelta in precedenza, <strong>non perdo dettagli</strong> (se non ovviamente nelle ombre più scure che si "chiudono" aumentando il contrasto.)[caption id="attachment_7779" align="alignleft" width="300"]<a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/in-partenza-un-nuovo-laboratorio-tutto-dedicato-al-colore/curva-lab/" rel="attachment wp-att-7779"><img
class="size-medium wp-image-7779" title="(C) IMMAGINE COLOR LAB e REGOLAZIONE CURVE" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Curva-LAB-300x200.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="200" /></a> (C) IMMAGINE COLOR LAB e REGOLAZIONE CURVE[/caption]Lavorare con una curva su di un'immagine in Color LAB mi permette di "salvare" il colore della fotografia, anche se applico regolazioni esasperate come questa.E la stessa possibilità la ho, ovviamente, a parti invertite, lavorando sul colore senza intaccare il contrasto tonale.Questo è solo uno dei tanti vantaggi della correzione dell'immagine in Color LAB che esploreremo nel nostro Laboratorio del Colore di FotografiaProfessionale.it!<a
title="Video-Corso Gratuito sulla Calibrazione del Monitor" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/gratis/calibrazione-del-monitor.html" target="_blank"><strong>Per cominciare quindi, puoi scaricare on-line il primo VIDEO-CORSO GRATUITO sulla calibrazione del monitor, cliccando questo link.</strong></a> Se non l'hai ancora fatto, considera anche l<a
title="eBook Teoria del Colore" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/prodotti/la-teoria-del-colore.html" target="_blank">'<strong>eBook La Teoria del Colore - clicca questo link per saperne di più</strong></a> -, una raccolta delle regole base che governano la teoria del colore la cui conoscenza è indispensabile per comprendere e portare avanti correttamente il flusso di lavoro nella gestione del colore.In seguito proseguiremo con il nostro percorso formativo verso un colore perfetto!A presto e buon lavoro!&nbsp;Simone Poletti]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Motocross-evidenza-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Era domenica pomeriggio, guidavo da Modena a Reggio Emilia quando il mio passeggero, una giovane fotografa, mi ha fatto notare i colori incredibili dei campi e del cielo alla nostra sinistra. Nuvole scure e minacciose incombevano sulle prime colline, mentre una lama di sole superstite illuminava i prati rendendoli verdissimi. Il verde acido dell'erba, il cielo quasi giallo sopra alle colline, le nuvole color antracite dai riflessi viola e bluastri. Bello.Non fosse per il numero quasi irritante di costruzioni e manufatti umani che si frappone fra un emiliano e il suo orizzonte, sarebbe valsa la pena di fermarsi e scattare una bella fotografia.<strong>Mentre continuavo il mio viaggio verso casa, mi sono ritrovato a riflettere sull'essenza "oggettiva" del colore in natura e sull'essenza "soggettiva" del colore in fotografia.</strong> Tranquillo, nessun "pippozzo" filosofico sulla percezione del colore, sull'emotività e sulla post-produzione che ha rovinato la fotografia (argomento "mai-più senza" per eccellenza).<strong>Semplicemente ragionavo sul fatto che, quel pomeriggio, entrambi abbiamo visto lo stesso verde acido, lo stesso tono favoloso di grigio scuro, e come noi centinaia di persone hanno percepito la stessa atmosfera e gli stessi toni cromatici... ma se avessi chiesto ad ognuno di scattare una fotografia di quella scena e di post-produrla al meglio, avremmo avuto come risultato centinaia di immagini differenti, con colori molto diversi fra loro.</strong><span
id="more-7767"></span>Questo è dovuto, certamente, alla sensibilità differente di ognuno di noi, alla volontà di ognuno di far risaltare il verde e la luce o il grigio e il buio, alla capacità di ognuno di ritoccare in modo più o meno professionale, alla volontà di ognuno di esagerare o meno con la post. Vero, ma c'è un altro motivo fondamentale: gli strumenti.Infatti <strong>ogni sensore funziona in modo differente dall'altro, ogni lente ha carratteristiche diverse, ogni modo di raggiungere la "corretta esposizione" influenza in modo differente il colore, ogni tipo di regolazione in  post-produzione porta ad un risultato differente.</strong>Proprio per questo motivo mi occupo da anni di gestione del colore in post, e porto avanti una personalissima "crociata" pro Monitor Calibrato :)Si, perchè <strong>l'unico modo per ottenere risultati realistici e di qualità nella correzione colore è: a) lavorare con un monitor calibrato e profilato a dovere e b) eseguire una correzione cromatica di qualità.</strong>Dedicandomi alla gestione e alla correzione professionale del colore, ho scoperto negli anni tanti metodi di lavoro differenti, ma solo uno mi ha permesso di ottenere i risultati che volevo. E questo "modo" di lavorare il colore, questo "spazio colore" privilegiato, è l'oggetto di una serie di corsi e di post attraverso i quali realizzaremo il <strong>Laboratorio del Colore di FotografiaProfessionale.it</strong>Di cosa si tratta? <strong>Si tratta di una serie di corsi, di articoli dedicati e di post sul sito e sulla pagina Facebook che affronteranno proprio la correzione del colore, sfruttando ed avendo come "campo di gioco" principale un metodo colore dedicato proprio alla gestione delle cromie: Color LAB.</strong>Perchè Color LAB? Perchè questo metodo colore ha una serie di caratteristiche fantastiche che lo rendono eccezionale nella correzione del colore. La più importante, a mio parere, è racchiusa nel nome stesso del metodo colore: L A B. Le tre lettere danno (come in RGB) il nome ai diversi canali: L per Luminosità, A e B sono invece canali compositi che contengono A: giallo e Blu e B: Rosso e Verde.Bene, qual'è la caratteristica eccezionale che traspare da questa divisione dei canali?Semplice: <strong>la luminosità è in un canale a parte e quindi può essere gestita autonomamente e così i colori.</strong><strong>FANTASTICO! Infatti in Color LAB puoi agire sulla luminosità dell'immagine senza influire sui colori e puoi anche modificare i colori senza toccare la luminosità.</strong>Sembrerà banale, ma negli altri metodi colore questo NON È POSSIBILE! Infatti, se provi ad aumentare il contrasto fra luci e ombre in RGB, avrai anche una maggiore saturazione dei colori! E se, al contrario, riduci il contrasto tonale, avrai anche colori meno saturi! Quindi, di fatto, in RGB (e in CMYK) non è possibile agire sul contrasto fra luci e ombre senza modificare il colore dell'immagine!In LAB invece, potrai lavorare solo sul canale L della luminosità per modificare il contrasto tonale e solo sui canali A e B per modificare i colori.[caption id="attachment_7777" align="alignleft" width="300"]<a
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class="size-medium wp-image-7777" title="(A) IMMAGINE ORIGINALE" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Originale-300x200.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="200" /></a> (A) IMMAGINE ORIGINALE[/caption]Per farti capire meglio cosa comporta tutto questo, <strong>ho provato a modificare un'immagine</strong>: partendo dalla prima fotografia (A) che vedi nella sua versione originale, senza alcuna modifica su toni e colori. A questa immagine ho poi applicato un Livello di Regolazione CURVE in RGB per aumentare il contrasto. La classica curva ad S, <strong>intensificando le aree scure e schiarendo invece le luci per aumentare la differenza tonale fra gli estremi nell'immagine.</strong>(Ho volutamente esagerato per farti percepire meglio il risultato, se ti capitasse di modificare un'immagine in questo modo, la tua "curva" dovrà essere MOLTO più "morbida" e meno accentuata :) )<strong>Puoi vedere il risultato nell'immagine (B): il contrasto tonale è aumentato, sicuramente, ma ho anche saturato tantissimo i colori</strong>. La saturazione dei colori può essere ritenuta piacevole da alcuni, ma è indubbio il fatto che questo mi ha fatto perdere molti dettagli (vedi il parafango rosso delle moto), ha trasformato il terreno e lo sfondo in una distesa gialla molto satura e "impastato" la resa cromatica dell'immagine.[caption id="attachment_7778" align="alignleft" width="300"]<a
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class="size-medium wp-image-7778" title="(B) IMMAGINE RGB e REGOLAZIONE CURVE" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Curva-RGB-300x200.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="200" /></a> (B) IMMAGINE RGB e REGOLAZIONE CURVE[/caption]<strong>Ho applicato il Livello di Regolazione CURVE per aumentare la "tridimensionalità" dell'immagine ed invece ho ottenuto un'immagine posterizzata e impastata nella quale molti dettagli rischiano di perdersi.</strong>Ecco cosa succede invece se applico un Livello di Regolazione CURVE identico al solo canale "Luminosità" in Color LAB, lo puoi vedere nell'immagine (C)!<strong>Ho convertito l'immagine orginale in LAB e ho applicato un Livello di Regolazione CURVE con una S molto accentuata</strong>, praticamente identica a quella applicata sui canali RGB... ed ecco che in LAB <strong>non ho praticamente nessuna modifica del colore, mantengo la saturazione corretta</strong>, da me scelta in precedenza, <strong>non perdo dettagli</strong> (se non ovviamente nelle ombre più scure che si "chiudono" aumentando il contrasto.)[caption id="attachment_7779" align="alignleft" width="300"]<a
href="http://www.fotografiaprofessionale.it/in-partenza-un-nuovo-laboratorio-tutto-dedicato-al-colore/curva-lab/" rel="attachment wp-att-7779"><img
class="size-medium wp-image-7779" title="(C) IMMAGINE COLOR LAB e REGOLAZIONE CURVE" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Curva-LAB-300x200.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="200" /></a> (C) IMMAGINE COLOR LAB e REGOLAZIONE CURVE[/caption]Lavorare con una curva su di un'immagine in Color LAB mi permette di "salvare" il colore della fotografia, anche se applico regolazioni esasperate come questa.E la stessa possibilità la ho, ovviamente, a parti invertite, lavorando sul colore senza intaccare il contrasto tonale.Questo è solo uno dei tanti vantaggi della correzione dell'immagine in Color LAB che esploreremo nel nostro Laboratorio del Colore di FotografiaProfessionale.it!<a
title="Video-Corso Gratuito sulla Calibrazione del Monitor" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/gratis/calibrazione-del-monitor.html" target="_blank"><strong>Per cominciare quindi, puoi scaricare on-line il primo VIDEO-CORSO GRATUITO sulla calibrazione del monitor, cliccando questo link.</strong></a> Se non l'hai ancora fatto, considera anche l<a
title="eBook Teoria del Colore" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/prodotti/la-teoria-del-colore.html" target="_blank">'<strong>eBook La Teoria del Colore - clicca questo link per saperne di più</strong></a> -, una raccolta delle regole base che governano la teoria del colore la cui conoscenza è indispensabile per comprendere e portare avanti correttamente il flusso di lavoro nella gestione del colore.In seguito proseguiremo con il nostro percorso formativo verso un colore perfetto!A presto e buon lavoro!&nbsp;Simone Poletti]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fotografiaprofessionale.it/in-partenza-un-nuovo-laboratorio-tutto-dedicato-al-colore/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> <enclosure
url="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Motocross-evidenza.jpg" length="2761106" type="image/jpg" /> <media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/Motocross-evidenza.jpg" width="1800" height="1200" medium="image" type="image/jpeg"> <media:copyright>FotografiaProfessionale.it</media:copyright> </media:content> </item> <item><title>Cavalli MeFOTO&#8230; Oggi mi dedico &#8220;all&#8217;ippica&#8221;!</title><link>http://www.fotografiaprofessionale.it/cavalli-mefoto-oggi-mi-dedico-allippica/</link> <comments>http://www.fotografiaprofessionale.it/cavalli-mefoto-oggi-mi-dedico-allippica/#comments</comments> <pubDate>Tue, 02 Apr 2013 09:52:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Simone Conti</dc:creator> <category><![CDATA[Recensioni]]></category> <category><![CDATA[Alluminio]]></category> <category><![CDATA[Arca Swiss]]></category> <category><![CDATA[BENRO]]></category> <category><![CDATA[Carbonio]]></category> <category><![CDATA[cavalletto]]></category> <category><![CDATA[Fibra di Carbonio]]></category> <category><![CDATA[Fotografia di Viaggio]]></category> <category><![CDATA[Induro]]></category> <category><![CDATA[Manfrotto]]></category> <category><![CDATA[MeFOTO]]></category> <category><![CDATA[Slik]]></category> <category><![CDATA[testa a sfera]]></category> <category><![CDATA[treppiede]]></category> <category><![CDATA[Viaggi]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.fotografiaprofessionale.it/?p=7692</guid> <description><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-A1350Q1_Borsa-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Non so cosa farci, ma stento ad essere sempre al 100% soddisfatto del mio cavalletto o, come spesso lo chiamo, del mio "cavallo". Il mio treppiede storico è uno Slik in fibra di carbonio, ma dopo che ho provato l'<a
title="Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/un-cavallo-un-cavallo-il-mio-regno-per-un-cavallo-induro-ct214/">Induro Ct-214</a> mi sono deciso a dare molto più frequentemente uno sguardo attorno per scoprire cosa offra il mercato... c'è sempre spazio per migliorare!<strong>Una delle difficoltà che incontro, soprattutto quando è il momento di viaggiare, è il trasporto del cavalletto.</strong> Spesso è ingombrante, pesante, difficile da sistemare nel bagaglio a mano quando si sale in aereo. Trovo molto comodo, in svariato situazioni, anche l'uso del monopiede, ma soprattutto quando lo spazio è risicato sono costretto a scegliere e devo lasciarlo a casa... altrimenti in valigia non entrano gli abiti![caption id="attachment_7716" align="alignleft" width="300"]<img
class="size-medium wp-image-7716" title="MeFOTO" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-300x200.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="200" /> MeFOTO by BENRO[/caption]Generalmente sono piuttosto diffidente quando si tratta di attrezzatura tecnica e nella stessa frase compaiono i termini qualità e Cina, ma questa volta, devo ammetterlo, mi sono proprio e interamente ricreduto! Del resto anche il miglior computer portatile al mondo, il MacBook Pro (lo sappiamo entrambi... sono un "talebano" Apple! ;-) ) viene fabbricato in Cina, no?Ho avuto modo di toccare con mano due prodotti di un'azienda cinese, la <strong>BENRO, che produce cavalletti con il marchio MeFOTO, pensati appositamente per essere facilmente trasportabili, compatti e leggeri...</strong> devo dire che sono rimasto più che piacevolmente impressionato.<span
id="more-7692"></span>Come sempre, sei hai fretta <a
href="#technics">salta subito alle conclusioni</a>... altrimenti buona lettura! ;-)[caption id="attachment_7719" align="alignleft" width="200"]<img
class="size-medium wp-image-7719" title="MeFOTO-A0350Q0" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-A0350Q0-200x300.jpg?e116a5" alt="" width="200" height="300" /> MeFOTO A0350Q0 Arancio[/caption]Ho avuto tra le mani due modelli, il MeFOTO A1350Q1 e il MeFOTO A0350Q0. Si tratta di due treppiedi in alluminio concepiti con l'intento di essere il miglior compagno per il fotografo in viaggio che non vuole rinunciare alla scatto fermo, ma ha una valigia molto piccola. Scherzi a parte, non ho la minima idea del perché sia stata concepita questa linea di prodotto, ma si adatta perfettamente ai miei scopi. Ecco perché...Per prima cosa <strong>la confezione è molto curata esteticamente.</strong> Lo so che non serve a nulla e l'importante è il contenuto, ma anche l'estetica a mio modo di vedere non guasta e credo che una bella confezione denoti particolare attenzione al prodotto... quindi ne beneficia anche il contenuto. L'apertura della confezione in cartone porta con se immediatamente una gradita sorpresa: <strong>una bella e ben rifinita sacca per il trasporto.</strong> Ho acquistato diversi cavalletti nella mia vita e molto spesso la sacca per il trasporto è un optional. In questo caso non lo è e anche i materiali e le rifiniture sono di pregio. Si vede che la BENRO con questa linea MeFOTO vuole proprio "fare bene".<strong>Aperta la sacca per il trasporto inizia la vera sorpresa.</strong> La prima cosa che mi è venuto spontaneo dire è stata: <strong>«Porca miseria... che figo 'sto cavalletto»</strong>. Lo so cosa stai pensando. Stai pensando che l'estetica conta poco, l'importante è che un treppiede sia solido e stabile. Hai ragione, penso anche io la stessa cosa, ma se oltre a questo è anche bello da vedere?[caption id="attachment_7722" align="aligncenter" width="600"]<img
class=" wp-image-7722" title="MeFOTO-Testa_a_Sfera" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-Testa_a_Sfera-1024x682.jpg?e116a5" alt="" width="600" height="400" /> MeFOTO - La testa a sfera dotata di livella a bolla e pratiche regolazioni graduate[/caption]<strong>Tutti e due i modelli sono in alluminio anodizzato e sono disponibili in vari colori sgargianti e brillanti.</strong> Ancora una volta un segnale di cura del prodotto. Vuoi vedere che 'sti cinesi hanno capito da che parte andare e come fare veramente le cose per bene?<strong>La caratteristica più peculiare dei cavalletti MeFOTO è però il sistema di chiusura</strong>: attraverso il "ribaltamento" della gambe e lo scorrere della colonna riescono a ridurre lo spazio occupato (in posizione chiusa) in modo veramente notevole. La testa scompare tra le gambe e l'intero treppiede assume una forma decisamente più compatta e "regolare".[caption id="attachment_7712" align="aligncenter" width="600"]<img
class=" wp-image-7712 " title="MeFOTO-A1350Q1_Borsa_Ripiegato" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-A1350Q1_Borsa_Ripiegato-1024x682.jpg?e116a5" alt="" width="600" height="400" /> Il cavalletto MeFOTO A1350Q1 ripiegato e pronto per essere "stivato"[/caption]Solo questa caratteristica, per quanto mi riguarda, è assolutamente rivoluzionaria. Tutte le volte che devo mettere il mio cavalletto con la sua testa a sfera idrostatica mi tocca smontarlo per diminuirne l'ingombro.[caption id="attachment_7726" align="alignleft" width="200"]<img
class="size-medium wp-image-7726" title="MeFOTO-Sistema_di_blocco_inclinazione_gambe" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-Sistema_di_blocco_inclinazione_gambe-300x300.jpg?e116a5" alt="" width="200" height="200" /> MeFOTO - Il sistema di blocco dell'inclinazione delle gambe[/caption]Anche <strong>la scelta di aumentare la segmentazione, ad esempio, va nettamente in direzione della portabilità</strong>: il MeFOTO A1350Q1 ad esempio è solo 39cm chiuso e raggiunge la ragguardevole estensione di 156cm completamente aperto grazie alle gambe a 5 sezioni. Naturalmente c'è la possibilità di regolare l'apertura delle gambe in varie posizioni per ottenere svariate configurazioni di altezze e superfici di appoggio.I segmenti si sbloccano con una breve rotazione del fermo ricoperto in gomma morbida e <strong>l'apertura e chiusura del treppiede è una questione di pochi attimi.</strong>Questo vale sia per il MeFOTO A1350Q1 che per il MeFOTO o350Q0, ma c'è una caratteristica che ai miei occhi fa spiccare nettamente <strong>il modello A1350Q1: può diventare con il minimo sforzo e senza necessitare altro spazio in valigia... un monopiede!</strong>[caption id="attachment_7710" align="alignleft" width="200"]<img
class="size-medium wp-image-7710" title="MeFOTO-Sistema_Blocco_Gambe" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-Sistema_Blocco_Gambe-200x300.jpg?e116a5" alt="" width="200" height="300" /> MeFOTO - Sistema di serraggio dei segmenti delle gambe[/caption]Sfilando la colonna e smontando la gamba (quella caratterizzata dall'impugnatura in "schiuma") le si può combinare per ottenere appunto un monopiede.<a
id="technics" name="technics"></a> Le foto a corredo dell'articolo credo che già chiariscano abbastanza bene le caratteristiche del prodotto, ma vediamo quali siano a mio parere i pro e i contro di questi prodotti, oltre naturalmente alla solita tabella con le caratteristiche tecniche.<table
width="100%" border="0" cellspacing="1" cellpadding="5"><tbody><tr><td
width="24%"></td><td
width="38%"><h3><strong>MeFOTO A1350Q1 Blu</strong></h3></td><td
width="38%"><h3><strong>MeFOTO A0350Q0 Arancio</strong></h3></td></tr><tr
bgcolor="#F1F1F1"><td
width="24%"><h3><strong>PRO</strong></h3></td><td
valign="top" width="38%">CompattezzaLeggerezzaQualità costruttivaFlessibilità (diventa monopiede)Livella a bolla integrataGancio per zavorra retrattileBorsa per il trasporto&nbsp;</td><td
valign="top" width="38%">CompattezzaLeggerezzaQualità costruttivaLivella a bolla integrataGancio per zavorra retrattileBorsa per il trasporto</td></tr><tr
bgcolor="#F8F8F8"><td
width="24%"><h3><strong>CONTRO</strong></h3></td><td
valign="top" width="38%">Materiale (se fosse in carbonio sarebbe perfetto)Carico migliorabileSostituire la testa pregiudica "l'assetto da ripiegato"Testa disponibile solo con aggancio Arca-Swiss</td><td
valign="top" width="38%">Carico modesto (solo 4Kg)Colonna fissaScarsa estensioneSostituire la testa pregiudica "l'assetto da ripiegato"Testa disponibile solo con aggancio Arca-Swiss</td></tr></tbody></table> [caption id="attachment_7713" align="aligncenter" width="600"]<img
class=" wp-image-7713 " title="MeFOTO-Gancio_zavorra_retrattile" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-Gancio_zavorra_retrattile-1024x512.jpg?e116a5" alt="" width="600" height="300" /> MeFOTO - Il gancio per l'ancoraggio della zavorra è "a scomparsa"[/caption]<h1>Specifiche Tecniche</h1><table
width="100%" border="0" cellspacing="1" cellpadding="5"><tbody><tr><td
width="24%"></td><td
width="38%"><h3><strong>MeFOTO A1350Q1 Blu</strong></h3></td><td
width="38%"><h3><strong>MeFOTO A0350Q0 Arancio</strong></h3></td></tr><tr
bgcolor="#F1F1F1"><td><strong>Materiale</strong></td><td>Lega di Alluminio</td><td>Lega di Alluminio</td></tr><tr
bgcolor="#F8F8F8"><td><strong>Massimo Carico</strong></td><td>8 Kg</td><td>4 Kg</td></tr><tr
bgcolor="#F1F1F1"><td><strong>Massima Altezza</strong></td><td>1565 mm (compresa la colonna)</td><td>1300 mm (compresa la colonna)</td></tr><tr
bgcolor="#F8F8F8"><td><strong>Ingombro ripiegato</strong></td><td>490 mm</td><td>320 mm</td></tr><tr
bgcolor="#F1F1F1"><td><strong>Sezioni gambe</strong></td><td>5</td><td>5</td></tr><tr
bgcolor="#F8F8F8"><td><strong>Serraggio gambe</strong></td><td>Rapido a vite (1/2 giro)</td><td>Rapido a vite (1/2 giro)</td></tr><tr
bgcolor="#F1F1F1"><td><strong>Testa di serie</strong></td><td>a sfera</td><td>a sfera</td></tr><tr
bgcolor="#F8F8F8"><td><strong>Vite fissaggio testa</strong></td><td>3/8"-16</td><td>3/8"-16</td></tr><tr
bgcolor="#F1F1F1"><td><strong>Sgancio rapido</strong></td><td>Sì - Piastra Arca-Swiss</td><td>Sì - Piastra Arca-Swiss</td></tr><tr
bgcolor="#F8F8F8"><td><strong>Livella a bolla integrata</strong></td><td>Sì</td><td>Sì</td></tr><tr
bgcolor="#F1F1F1"><td><strong>Inclinazione laterale</strong></td><td>da -45° a +90°</td><td>da -45° a +90°</td></tr><tr
bgcolor="#F8F8F8"><td><strong>Rotazione panoramica</strong></td><td>360° - con blocco</td><td>360° - con blocco</td></tr><tr
bgcolor="#F1F1F1"><td
width="24%"><strong>Peso</strong></td><td
width="38%">1,6 Kg</td><td
width="38%">1,2 Kg</td></tr></tbody></table> Devo dire che <strong>se il MeFOTO A1350Q1 fosse disponibile anche in fibra di carbonio e non solo in alluminio non potrei assolutamente farne a meno.</strong> Oops... mi dicono che esista anche quello! Non è ancora disponibile in Italia, ma sembra che nelle prossime settimane lo sarà...Non ho più nessuna scusa... solo qualche settimana di attesa! :-)Tu cosa ne pensi? Se anche tu sei solito portare con te il cavalletto anche durante i tuoi viaggi credo che questa sia una ottima soluzione! Non credi?Ciao e buone fotoSimone Conti]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-A1350Q1_Borsa-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Non so cosa farci, ma stento ad essere sempre al 100% soddisfatto del mio cavalletto o, come spesso lo chiamo, del mio "cavallo". Il mio treppiede storico è uno Slik in fibra di carbonio, ma dopo che ho provato l'<a
title="Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/un-cavallo-un-cavallo-il-mio-regno-per-un-cavallo-induro-ct214/">Induro Ct-214</a> mi sono deciso a dare molto più frequentemente uno sguardo attorno per scoprire cosa offra il mercato... c'è sempre spazio per migliorare!<strong>Una delle difficoltà che incontro, soprattutto quando è il momento di viaggiare, è il trasporto del cavalletto.</strong> Spesso è ingombrante, pesante, difficile da sistemare nel bagaglio a mano quando si sale in aereo. Trovo molto comodo, in svariato situazioni, anche l'uso del monopiede, ma soprattutto quando lo spazio è risicato sono costretto a scegliere e devo lasciarlo a casa... altrimenti in valigia non entrano gli abiti![caption id="attachment_7716" align="alignleft" width="300"]<img
class="size-medium wp-image-7716" title="MeFOTO" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-300x200.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="200" /> MeFOTO by BENRO[/caption]Generalmente sono piuttosto diffidente quando si tratta di attrezzatura tecnica e nella stessa frase compaiono i termini qualità e Cina, ma questa volta, devo ammetterlo, mi sono proprio e interamente ricreduto! Del resto anche il miglior computer portatile al mondo, il MacBook Pro (lo sappiamo entrambi... sono un "talebano" Apple! ;-) ) viene fabbricato in Cina, no?Ho avuto modo di toccare con mano due prodotti di un'azienda cinese, la <strong>BENRO, che produce cavalletti con il marchio MeFOTO, pensati appositamente per essere facilmente trasportabili, compatti e leggeri...</strong> devo dire che sono rimasto più che piacevolmente impressionato.<span
id="more-7692"></span>Come sempre, sei hai fretta <a
href="#technics">salta subito alle conclusioni</a>... altrimenti buona lettura! ;-)[caption id="attachment_7719" align="alignleft" width="200"]<img
class="size-medium wp-image-7719" title="MeFOTO-A0350Q0" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-A0350Q0-200x300.jpg?e116a5" alt="" width="200" height="300" /> MeFOTO A0350Q0 Arancio[/caption]Ho avuto tra le mani due modelli, il MeFOTO A1350Q1 e il MeFOTO A0350Q0. Si tratta di due treppiedi in alluminio concepiti con l'intento di essere il miglior compagno per il fotografo in viaggio che non vuole rinunciare alla scatto fermo, ma ha una valigia molto piccola. Scherzi a parte, non ho la minima idea del perché sia stata concepita questa linea di prodotto, ma si adatta perfettamente ai miei scopi. Ecco perché...Per prima cosa <strong>la confezione è molto curata esteticamente.</strong> Lo so che non serve a nulla e l'importante è il contenuto, ma anche l'estetica a mio modo di vedere non guasta e credo che una bella confezione denoti particolare attenzione al prodotto... quindi ne beneficia anche il contenuto. L'apertura della confezione in cartone porta con se immediatamente una gradita sorpresa: <strong>una bella e ben rifinita sacca per il trasporto.</strong> Ho acquistato diversi cavalletti nella mia vita e molto spesso la sacca per il trasporto è un optional. In questo caso non lo è e anche i materiali e le rifiniture sono di pregio. Si vede che la BENRO con questa linea MeFOTO vuole proprio "fare bene".<strong>Aperta la sacca per il trasporto inizia la vera sorpresa.</strong> La prima cosa che mi è venuto spontaneo dire è stata: <strong>«Porca miseria... che figo 'sto cavalletto»</strong>. Lo so cosa stai pensando. Stai pensando che l'estetica conta poco, l'importante è che un treppiede sia solido e stabile. Hai ragione, penso anche io la stessa cosa, ma se oltre a questo è anche bello da vedere?[caption id="attachment_7722" align="aligncenter" width="600"]<img
class=" wp-image-7722" title="MeFOTO-Testa_a_Sfera" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-Testa_a_Sfera-1024x682.jpg?e116a5" alt="" width="600" height="400" /> MeFOTO - La testa a sfera dotata di livella a bolla e pratiche regolazioni graduate[/caption]<strong>Tutti e due i modelli sono in alluminio anodizzato e sono disponibili in vari colori sgargianti e brillanti.</strong> Ancora una volta un segnale di cura del prodotto. Vuoi vedere che 'sti cinesi hanno capito da che parte andare e come fare veramente le cose per bene?<strong>La caratteristica più peculiare dei cavalletti MeFOTO è però il sistema di chiusura</strong>: attraverso il "ribaltamento" della gambe e lo scorrere della colonna riescono a ridurre lo spazio occupato (in posizione chiusa) in modo veramente notevole. La testa scompare tra le gambe e l'intero treppiede assume una forma decisamente più compatta e "regolare".[caption id="attachment_7712" align="aligncenter" width="600"]<img
class=" wp-image-7712 " title="MeFOTO-A1350Q1_Borsa_Ripiegato" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-A1350Q1_Borsa_Ripiegato-1024x682.jpg?e116a5" alt="" width="600" height="400" /> Il cavalletto MeFOTO A1350Q1 ripiegato e pronto per essere "stivato"[/caption]Solo questa caratteristica, per quanto mi riguarda, è assolutamente rivoluzionaria. Tutte le volte che devo mettere il mio cavalletto con la sua testa a sfera idrostatica mi tocca smontarlo per diminuirne l'ingombro.[caption id="attachment_7726" align="alignleft" width="200"]<img
class="size-medium wp-image-7726" title="MeFOTO-Sistema_di_blocco_inclinazione_gambe" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-Sistema_di_blocco_inclinazione_gambe-300x300.jpg?e116a5" alt="" width="200" height="200" /> MeFOTO - Il sistema di blocco dell'inclinazione delle gambe[/caption]Anche <strong>la scelta di aumentare la segmentazione, ad esempio, va nettamente in direzione della portabilità</strong>: il MeFOTO A1350Q1 ad esempio è solo 39cm chiuso e raggiunge la ragguardevole estensione di 156cm completamente aperto grazie alle gambe a 5 sezioni. Naturalmente c'è la possibilità di regolare l'apertura delle gambe in varie posizioni per ottenere svariate configurazioni di altezze e superfici di appoggio.I segmenti si sbloccano con una breve rotazione del fermo ricoperto in gomma morbida e <strong>l'apertura e chiusura del treppiede è una questione di pochi attimi.</strong>Questo vale sia per il MeFOTO A1350Q1 che per il MeFOTO o350Q0, ma c'è una caratteristica che ai miei occhi fa spiccare nettamente <strong>il modello A1350Q1: può diventare con il minimo sforzo e senza necessitare altro spazio in valigia... un monopiede!</strong>[caption id="attachment_7710" align="alignleft" width="200"]<img
class="size-medium wp-image-7710" title="MeFOTO-Sistema_Blocco_Gambe" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-Sistema_Blocco_Gambe-200x300.jpg?e116a5" alt="" width="200" height="300" /> MeFOTO - Sistema di serraggio dei segmenti delle gambe[/caption]Sfilando la colonna e smontando la gamba (quella caratterizzata dall'impugnatura in "schiuma") le si può combinare per ottenere appunto un monopiede.<a
id="technics" name="technics"></a> Le foto a corredo dell'articolo credo che già chiariscano abbastanza bene le caratteristiche del prodotto, ma vediamo quali siano a mio parere i pro e i contro di questi prodotti, oltre naturalmente alla solita tabella con le caratteristiche tecniche.<table
width="100%" border="0" cellspacing="1" cellpadding="5"><tbody><tr><td
width="24%"></td><td
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width="38%"><h3><strong>MeFOTO A0350Q0 Arancio</strong></h3></td></tr><tr
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width="24%"><h3><strong>PRO</strong></h3></td><td
valign="top" width="38%">CompattezzaLeggerezzaQualità costruttivaFlessibilità (diventa monopiede)Livella a bolla integrataGancio per zavorra retrattileBorsa per il trasporto&nbsp;</td><td
valign="top" width="38%">CompattezzaLeggerezzaQualità costruttivaLivella a bolla integrataGancio per zavorra retrattileBorsa per il trasporto</td></tr><tr
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width="24%"><h3><strong>CONTRO</strong></h3></td><td
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class=" wp-image-7713 " title="MeFOTO-Gancio_zavorra_retrattile" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-Gancio_zavorra_retrattile-1024x512.jpg?e116a5" alt="" width="600" height="300" /> MeFOTO - Il gancio per l'ancoraggio della zavorra è "a scomparsa"[/caption]<h1>Specifiche Tecniche</h1><table
width="100%" border="0" cellspacing="1" cellpadding="5"><tbody><tr><td
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bgcolor="#F1F1F1"><td><strong>Sezioni gambe</strong></td><td>5</td><td>5</td></tr><tr
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bgcolor="#F1F1F1"><td><strong>Sgancio rapido</strong></td><td>Sì - Piastra Arca-Swiss</td><td>Sì - Piastra Arca-Swiss</td></tr><tr
bgcolor="#F8F8F8"><td><strong>Livella a bolla integrata</strong></td><td>Sì</td><td>Sì</td></tr><tr
bgcolor="#F1F1F1"><td><strong>Inclinazione laterale</strong></td><td>da -45° a +90°</td><td>da -45° a +90°</td></tr><tr
bgcolor="#F8F8F8"><td><strong>Rotazione panoramica</strong></td><td>360° - con blocco</td><td>360° - con blocco</td></tr><tr
bgcolor="#F1F1F1"><td
width="24%"><strong>Peso</strong></td><td
width="38%">1,6 Kg</td><td
width="38%">1,2 Kg</td></tr></tbody></table> Devo dire che <strong>se il MeFOTO A1350Q1 fosse disponibile anche in fibra di carbonio e non solo in alluminio non potrei assolutamente farne a meno.</strong> Oops... mi dicono che esista anche quello! Non è ancora disponibile in Italia, ma sembra che nelle prossime settimane lo sarà...Non ho più nessuna scusa... solo qualche settimana di attesa! :-)Tu cosa ne pensi? Se anche tu sei solito portare con te il cavalletto anche durante i tuoi viaggi credo che questa sia una ottima soluzione! Non credi?Ciao e buone fotoSimone Conti]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fotografiaprofessionale.it/cavalli-mefoto-oggi-mi-dedico-allippica/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> <enclosure
url="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-A1350Q1_Borsa.jpg" length="353398" type="image/jpg" /> <media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/04/MeFOTO-A1350Q1_Borsa.jpg" width="1800" height="1200" medium="image" type="image/jpeg"> <media:copyright>FotografiaProfessionale.it</media:copyright> </media:content> </item> <item><title>“S” come&#8230; Evolusione!</title><link>http://www.fotografiaprofessionale.it/s-come-evolusione/</link> <comments>http://www.fotografiaprofessionale.it/s-come-evolusione/#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 Mar 2013 11:40:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Simone Conti</dc:creator> <category><![CDATA[Recensioni]]></category> <category><![CDATA[5D Mark III]]></category> <category><![CDATA[Canon 5D MkIII]]></category> <category><![CDATA[Canon EOS]]></category> <category><![CDATA[compatta]]></category> <category><![CDATA[Compatte]]></category> <category><![CDATA[DSLR]]></category> <category><![CDATA[EVIL]]></category> <category><![CDATA[fuji]]></category> <category><![CDATA[Fujifilm]]></category> <category><![CDATA[Macchina Digitale]]></category> <category><![CDATA[Macchina Fotografica]]></category> <category><![CDATA[Mirrorless]]></category> <category><![CDATA[Reflex]]></category> <category><![CDATA[X]]></category> <category><![CDATA[x100]]></category> <category><![CDATA[x100s]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.fotografiaprofessionale.it/?p=7655</guid> <description><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/03/ff_x100s_001-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Sono nuovamente ammalato. Purtroppo non esiste vaccino. La cura è costosa, ma poi nemmeno così tanto... in realtà sto già tentando di fare "autoconvincimento inconscio". In questo caso il tempo fatica a lenire le sofferenze. <strong>La mia è una malattia grave, soprattutto presta attenzione, perché è contagiosa.</strong> La malattia è così virulenta che solo la lettura di quanto segue potrebbe trasmetterti l'infezione.<strong>Se vuoi restare sano e vuoi evitare di contrarre il virus anche tu, ti invito a NON LEGGERE oltre.</strong> La situazione è seria, il pericolo di contagio reale. Lo dico per la tua salute... NON PROSEGUIRE nella lettura!<span
id="more-7655"></span>La mia malattia è iniziata <a
title="L’oggetto del desiderio… almeno il mio!" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/loggetto-del-desiderio-almeno-il-mio/">nei primi mesi del 2011 quando mi sono accorto della sua esistenza</a>. Come per molti virus letali ci si riferisce a questa malattia con una sigla composta da lettere e numeri. Nel mio caso la malattia si chiama X100! Sono stato contagiato e ho iniziato ad assumere la cura. La cura consiste nell'assumere frequentemente alte dosi di X100 nelle più disparate condizioni.Ora a due anni dall'iniziale contagio c'è stata una ricaduta pesante. Il virus si è evoluto e, non so se intenzionalmente o meno, hanno deciso di marchiare il nuovo stadio evolutivo con l'iniziale del mio nome. Il nuovo virus si chiama X100S. Esatto “S” come Simone, ma in questo preciso caso, come alcuni dicono qui in Emilia, “S” come "evoluSione"!Se sei un maniaco delle caratteristiche tecniche e vuoi <a
href="#technical">saltare alle conclusioni clicka qui</a>, se invece hai pazienza e hai voglia di leggere...Ovviamente credo tu abbia ormai capito che sto parlando di una malattia da fotografo. Quella malattia che consiste nell'amore morboso per un nuovo pezzo di tecnologia che permette di fare foto meglio, più a tuo agio, con maggiore qualità. In questo caso preciso sto parlando della nuova<h2>FujiFilm X100S</h2> Il modello precedente era già una macchina ottima, ma aveva alcuni innegabili caratteristiche migliorabili:<ul><li>velocità di messa a fuoco</li><li>velocità di elaborazione</li><li>praticità dei controlli</li></ul> [caption id="attachment_7673" align="alignleft" width="300"]<img
class="size-medium wp-image-7673" title="Fuji X100S" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/03/pic_additional_01-300x225.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="225" /> Fuji X100S[/caption]<strong>Con il nuovo modello X100S la Fuji è andata oltre</strong>: la nuova X100S è quanto di meglio ci si potesse aspettare!Il punto in assoluto più dolente della X100 era proprio la messa a fuoco. In condizioni di scarsa luminosità era difficile farla smettere di focheggiare e spesso si doveva ricorrere al fuoco manuale (per altro molto comodo!). La messa a fuoco non era <a
title="Diamo uno sguardo alla lettera “M”" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/diamo-uno-sguardo-alla-lettera-m/">così terribile come per la Canon EOS M</a>, ma comunque era decisamente bel lontana dalla prontezza di una reflex. <strong>Ora grazie al nuovo sistema di messa fuoco a rilevamento di fase la messa a fuoco avviene in modo preciso e rapido.</strong> Fuji dice che il tempo di messa a fuoco è di 0,08 secondi... direi che ci si può accontentare!Altra nota dolente era la velocità operativa. Già solo accendere la macchina richiedeva un tempo troppo lungo. Comunque più di un secondo. Per una macchina totalmente votata allo scatto street e pensata per "cogliere l'attimo" in modo discreto e poco invasivo sicuramente la velocità di startup è un dettaglio da non sottovalutare. <strong>La nuova Fuji X100S è notevolmente migliorata</strong> anche su questo fronte: <strong>ora in mezzo secondo è pronta a scattare.</strong> Non è ancora veloce come una reflex, ma la velocità di startup ora è decisamente buona.Anche per quanto riguarda <strong>la velocità di elaborazione dei file dopo lo scatto il cambiamento è sostanziale.</strong> Per elaborare un file e salvarlo sulla SD card dopo lo scatto la X100 impiegava alcuni secondi. Sembra poco... ma quando vuoi scattare a ritmo sostenuto quei pochi secondi sono la differenza tra il portare a casa il momento desiderato e lasciarlo scorrere via senza possibilità di catturarlo. Anche in questo caso l'evoluzione è notevole e il tempo di elaborazione pst-scatto è stato ridotto a mezzo secondo.[caption id="attachment_7674" align="alignleft" width="300"]<img
class="size-medium wp-image-7674" title="Fuji X100S Dorso" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/03/pic_additional_02-300x225.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="225" /> Fuji X100S Dorso[/caption]L'ergonomia dei controlli era già decisamente buona. Solo per il fatto di avere delle ghiere (reali e in metallo!) per regolare tempi e diaframma gia la X100 era molti passi avanti alla "concorrenza". Nulla è cambiato in questo senso, ma sono stati fatti miglioramenti ai tasti di accesso rapido alle funzioni. È stato spostato il comando per la funzione "drive" e collocato in posizione comoda il tasto "Q". <strong>Anche il selettore di messa a fuoco ora ha una nuova disposizione delle modalità che ne rende più semplice e immediato l'uso</strong> (la modalità AF scatto singolo è finalmente a un estremo e non più in mezzo a fuoco manuale e AF continuo!)<strong>La risoluzione è aumentata da 12 a 16 Megapixel.</strong> Il massimo valore di sensibilità ISO è stato aumentato a 25.600 ISO e il rapporto segnale/rumore è stato ulteriormente migliorato. Già la X100 aveva un rumore digitale ridottissimo... la X100S è ancora migliore e offre 1 stop in più di sensibilità ISO.Ma quello che io credo essere assolutamente il meglio, come dice un cantante famose delle mie parti... deve ancora venire!Il sensore è stato totalmente cambiato. Ora la X100S monta l'eccezionale CMOS X-Trans II. Grazie all'abbandono dell'array Bayer per organizzare i pixel e all'eliminazione del filtro antialias (proprio grazie al sensore X-Trans) la Fuji X100S offre immagini nitide e incise oltre ogni aspettativa, completamente prive di effetti moiré, con colori fantastici e con una grana che risulta molto simili a quella delle pellicole fotografiche (ben lontana dall'orrore di tutte le reflex... dalla prima all'ultima senza esclusione di marca o modello).Vogliamo fare un esempio? La Canon EOS 5D MkIII credo sia una delle DSLR attualmente sul mercato con le migliori prestazioni di risoluzione e qualità ad alto ISO. Usando poi il fantastico EF 85mm f/1.8 a f/11 si dovrebbe avere una resa eccezionale... ed è così! Ma guardiamo, a confronto un "tassello" di un jpeg (scattato a 12.800 ISO) della stessa scena fotografata da Fuji X100, Fuji X100S e Canon 5D MkIII...[caption id="attachment_7667" align="aligncenter" width="660"]<img
class="size-full wp-image-7667" title="Confronto X100 X100S 5DMkIII (File Jpeg SOOC)" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/03/Confronto-X100-X100S-5DMkIII.jpg?e116a5" alt="Confronto X100 X100S 5DMkIII (File Jpeg SOOC)" width="660" height="240" /> Confronto X100 X100S 5DMkIII (File Jpeg SOOC)[/caption]Lascio parlare le immagini. Dai uno sguardo all'incisione e alla definizione del chiaroscuro sul viso della Montessori sulle nostre vecchie 1000 Lire. A te il giudizio finale e l'onere di trarre le conclusioni.L'estetica? Nulla è cambiato. La Fuji X100S mantiene la sobrietà retrò della sua sorella X100 e l'unico dettaglio che la differenziaesteticamente è una “S” incisa nella parte frontale in basso a destra. Nulla è cambiato esteticamente... tutto è cambiato... e in meglio... all'interno e per le caratteristiche operative!Fuji riassume le caratteristiche della nuova X100S in questo "sfavillante" video... pure troppo "sfavillante" :-)<iframe
src="http://www.youtube.com/embed/IDcUEK2uy0w?rel=0" frameborder="0" width="640" height="360"></iframe> <a
id="technical" name="technical"></a>Se sei amante dei tecnicismi ecco la tabella con tutte le caratteristiche tecniche elencate:<table
style="border: 1px solid #485052;" width="500" align="center"><tbody><tr><th
valign="top" width="130"></th><td
align="center" width="280"><h1>X100</h1></td><td
align="center" width="280"><h1>X100S</h1></td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Corpo macchina</th><td>Scocca in alluminio</td><td>Scocca in alluminio</td></tr><tr><th
valign="top">Sensore</th><td>APS-C
CMOS 12.3 Megapixel effettivi
23,6 x 15,8 mm
3:2 aspect ratio</td><td>APS-C X-Trans II
CMOS 16.3 Megapixel effettivi
23,6 x 15,8 mm
3:2 aspect ratio</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Stabilizzazione in ripresa</th><td>Nessuna</td><td>Nessuna</td></tr><tr><th
valign="top">CPU</th><td>Processore Fujifilm EXR</td><td>Processore Fujifilm EXR II</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Dimensione scatti</th><td><strong>F.to 3:2</strong> 4288 x 2848
3072 x 2048
2176 x 1448</td><td><strong>F.to 3:2</strong> 4896 x 3264
3456 x 2304
2496 x 1664</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top"></th><td><strong>F.to 16:9</strong> 4288 x 2416
3072 x 1728
1920 x 1080</td><td><strong>F.to 16:9</strong> 4896 x 2760
3456 x 1944
2496 x 1408</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top"></th><td><strong>F.to Panorama</strong> 180° Verticale : 7680 x 2160
180° Orizzontale : 7680 x 1440
120° Verticale : 5120 x 2160
120° Orizzontale : 5120 x 1440</td><td><strong>F.to 1:1</strong> 3264 x 3264
2304 x 2304
1664 x 1664</td></tr><tr><th
valign="top">Filmati</th><td>1280 x 720 @ 24fps (HD 720p)
Stereo
Max lunghezza clip: 10 min.</td><td>1920 x 1080 @ 60/30fps (HD 1080p)
Stereo
Max lunghezza clip: 10 min.</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Formato File</th><td><strong>Foto</strong> JPEG (Exif Ver 2.3)
RAW
RAW + JPEG</td><td><strong>Foto</strong> JPEG (Exif Ver 2.3)
RAW
RAW + JPEG</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top"></th><td><strong>Video</strong> H.264
MOV
Stereo</td><td><strong>Video</strong> H.264
MOV
Stereo</td></tr><tr><th
valign="top">Obiettivo</th><td>Lente FUJINON
con Super EBC Coating
23mm, equivalente a 35mm
f/2 - f/16
8 elementi in 6 grouppi
1 elemento asferico
4 elementi ad alto indice di rifrazione
Filtro ND 3 stop incorporato</td><td>Lente FUJINON
con Super EBC Coating
23mm, equivalente a 35mm
f/2 - f/16
8 elementi in 6 grouppi
1 elemento asferico
4 elementi ad alto indice di rifrazione
Filtro ND 3 stop incorporato</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Auto focus</th><td>Sistema AF ad alta velocità basato sul contrasto della scena
49 punti AF selezionabili<strong>Modalità AF</strong> AF scatto singolo (S-AF)
AF continuo (C-AF)
Fuoco manuale (MF)</td><td>Sistema AF ad alta velocità basato sul contrasto della scena
49 punti AF selezionabili<strong>Modalità AF</strong> AF scatto singolo (S-AF)
AF continuo (C-AF)
Fuoco manuale (MF)</td></tr><tr><th
valign="top">Distanza focale</th><td>Normale : da circa 80 cm all'infinito
Macro: da circa 10 cm a 2 m</td><td>Normale : da circa 21 cm all'infinito
Macro: da circa 10 cm a 2 m</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Luce assistenza AF</th><td>Si</td><td>Si</td></tr><tr><th
valign="top">Modalità di esposizione</th><td>Program
Priorità di diaframmi
Priorità di tempi
Manuale</td><td>Program
Priorità di diaframmi
Priorità di tempi
Manuale</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Sensibilità ISO</th><td>ISO 200 - 6400 (standard)
ISO 100 o ISO 12800 (con amplificazione)</td><td>ISO 200 - 6400 (standard)
ISO 100 o ISO 25600 (con amplificazione)</td></tr><tr><th
valign="top">Funzioni esposimetro</th><td>Multi-pattern
Media pesata al centro
Spot</td><td>Multi-pattern
Media pesata al centro
Spot</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Blocco esposizione</th><td>Si</td><td>Si</td></tr><tr><th
valign="top">Compensazione esposizione</th><td>Fino a -/+ 2.0 EV con incrementi di 1/3 EV</td><td>Fino a -/+ 2.0 EV con incrementi di 1/3 EV</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Otturatore</th><td>30secondi - 1/4000 secondo + Posa B</td><td>30secondi - 1/4000 secondo + Posa B</td></tr><tr><th
valign="top">Modalità di scatto</th><td>Singolo
Raffica
Autoscatto (2 o 12 secondi)</td><td>Singolo
Raffica
Autoscatto (2 o 10 secondi)</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Scatto continuo</th><td>5 / 3 fps (selezionabile)
Fino a 10 JPEG
Fino a 8 RAW (o RAW + JPEG)</td><td>6 fps</td></tr><tr><th
valign="top">Flash incorporato</th><td>Flash automatico
(funzione Super Intelligent Flash) <strong>Raggio:</strong> da circa 50 cm a 9 m <strong>Modalità:</strong> Auto
Flash
No Flash
Slow Synchro
Riduzione occhi rossi</td><td>Flash automatico
(funzione Super Intelligent Flash) <strong>Raggio:</strong> da circa 50 cm a 9 m <strong>Modalità:</strong> Auto
Flash
No Flash
Slow Synchro
Riduzione occhi rossi</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Flash esterno</th><td>Contatto caldo</td><td>Contatto caldo</td></tr><tr><th
valign="top">Mirino ottico</th><td>Ingrandimento 0.5x
Copertura di circa 90%</td><td>Ingrandimento 0.5x
Copertura di circa 90%</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Mirino elettronico</th><td>LCD da 460,000 pixel
0.47 pollici
Copertura 100%</td><td>LCD da 460,000 pixel
0.47 pollici
Copertura 100%</td></tr><tr><th
valign="top">Monitor LCD</th><td>LCD a colori da 2.8 pollici
1,440,000 pixel
Copertura 100%</td><td>LCD a colori da 2.8 pollici
2,350,000 pixel
Copertura 100%</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Memoria</th><td>Slot per schede SD/SDHC/SDXC</td><td>Slot per schede SD/SDHC/SDXC</td></tr><tr><th
valign="top">Memoria interna</th><td>20MB</td><td></td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Connessioni</th><td>USB 2.0 (Hi Speed)
Mini HDMI</td><td>USB 2.0 (Hi Speed)
Mini HDMI</td></tr><tr><th
valign="top">Batteria</th><td>Ricaricabile
agli Ioni di Litio (NP-95)Durata
circa 300 scatti</td><td>Ricaricabile
agli Ioni di Litio (NP-95)Durata
circa 300 scatti</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Peso</th><td>405 g (senza batteria)
445 g (con batteria)</td><td>405 g (senza batteria)
445 g (con batteria)</td></tr><tr><th
valign="top">Dimensioni</th><td>125,5mm x 74,4mm x 53,9mm (obiettivo compreso)</td><td>125,5mm x 74,4mm x 53,9mm (obiettivo compreso)</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Accessori inclusi nella confezione</th><td>Batteria NP-95
Carica batteria BC-65N
Tracolla
Cavo USB
Copriobiettivo
Custodia protettiva
Software</td><td>Batteria NP-95
Carica batteria BC-65N
Tracolla
Cavo USB
Copriobiettivo
Custodia protettiva
Software</td></tr></tbody></table> Dalle caratteristiche tecniche sembra che la differenza sia veramente poca, ma <strong>alla prova dei fatti sembra proprio che le differenze, sia per praticità di utilizzo che per qualità di immagine, siano ben più rilevanti!</strong><strong>Se sei arrivato fino a qui a leggere credo che ormai tu sia definitivamente “infetto”.</strong> Sono quasi certo che dopo un po' di incubazione si manifesterà anche in te il virus! Rimane da chiarire solo un dettaglio... quanto costa la cura?<strong>La Fuji X100S ha un prezzo di listino di 1.190 Euro, ma sono sicuro che ci sarà qualche piccolo sconto e il reale "street price" sarà leggermente inferiore!</strong>Ciao, buone foto e... occhio al virus!Simone Conti]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/03/ff_x100s_001-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" />Sono nuovamente ammalato. Purtroppo non esiste vaccino. La cura è costosa, ma poi nemmeno così tanto... in realtà sto già tentando di fare "autoconvincimento inconscio". In questo caso il tempo fatica a lenire le sofferenze. <strong>La mia è una malattia grave, soprattutto presta attenzione, perché è contagiosa.</strong> La malattia è così virulenta che solo la lettura di quanto segue potrebbe trasmetterti l'infezione.<strong>Se vuoi restare sano e vuoi evitare di contrarre il virus anche tu, ti invito a NON LEGGERE oltre.</strong> La situazione è seria, il pericolo di contagio reale. Lo dico per la tua salute... NON PROSEGUIRE nella lettura!<span
id="more-7655"></span>La mia malattia è iniziata <a
title="L’oggetto del desiderio… almeno il mio!" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/loggetto-del-desiderio-almeno-il-mio/">nei primi mesi del 2011 quando mi sono accorto della sua esistenza</a>. Come per molti virus letali ci si riferisce a questa malattia con una sigla composta da lettere e numeri. Nel mio caso la malattia si chiama X100! Sono stato contagiato e ho iniziato ad assumere la cura. La cura consiste nell'assumere frequentemente alte dosi di X100 nelle più disparate condizioni.Ora a due anni dall'iniziale contagio c'è stata una ricaduta pesante. Il virus si è evoluto e, non so se intenzionalmente o meno, hanno deciso di marchiare il nuovo stadio evolutivo con l'iniziale del mio nome. Il nuovo virus si chiama X100S. Esatto “S” come Simone, ma in questo preciso caso, come alcuni dicono qui in Emilia, “S” come "evoluSione"!Se sei un maniaco delle caratteristiche tecniche e vuoi <a
href="#technical">saltare alle conclusioni clicka qui</a>, se invece hai pazienza e hai voglia di leggere...Ovviamente credo tu abbia ormai capito che sto parlando di una malattia da fotografo. Quella malattia che consiste nell'amore morboso per un nuovo pezzo di tecnologia che permette di fare foto meglio, più a tuo agio, con maggiore qualità. In questo caso preciso sto parlando della nuova<h2>FujiFilm X100S</h2> Il modello precedente era già una macchina ottima, ma aveva alcuni innegabili caratteristiche migliorabili:<ul><li>velocità di messa a fuoco</li><li>velocità di elaborazione</li><li>praticità dei controlli</li></ul> [caption id="attachment_7673" align="alignleft" width="300"]<img
class="size-medium wp-image-7673" title="Fuji X100S" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/03/pic_additional_01-300x225.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="225" /> Fuji X100S[/caption]<strong>Con il nuovo modello X100S la Fuji è andata oltre</strong>: la nuova X100S è quanto di meglio ci si potesse aspettare!Il punto in assoluto più dolente della X100 era proprio la messa a fuoco. In condizioni di scarsa luminosità era difficile farla smettere di focheggiare e spesso si doveva ricorrere al fuoco manuale (per altro molto comodo!). La messa a fuoco non era <a
title="Diamo uno sguardo alla lettera “M”" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/diamo-uno-sguardo-alla-lettera-m/">così terribile come per la Canon EOS M</a>, ma comunque era decisamente bel lontana dalla prontezza di una reflex. <strong>Ora grazie al nuovo sistema di messa fuoco a rilevamento di fase la messa a fuoco avviene in modo preciso e rapido.</strong> Fuji dice che il tempo di messa a fuoco è di 0,08 secondi... direi che ci si può accontentare!Altra nota dolente era la velocità operativa. Già solo accendere la macchina richiedeva un tempo troppo lungo. Comunque più di un secondo. Per una macchina totalmente votata allo scatto street e pensata per "cogliere l'attimo" in modo discreto e poco invasivo sicuramente la velocità di startup è un dettaglio da non sottovalutare. <strong>La nuova Fuji X100S è notevolmente migliorata</strong> anche su questo fronte: <strong>ora in mezzo secondo è pronta a scattare.</strong> Non è ancora veloce come una reflex, ma la velocità di startup ora è decisamente buona.Anche per quanto riguarda <strong>la velocità di elaborazione dei file dopo lo scatto il cambiamento è sostanziale.</strong> Per elaborare un file e salvarlo sulla SD card dopo lo scatto la X100 impiegava alcuni secondi. Sembra poco... ma quando vuoi scattare a ritmo sostenuto quei pochi secondi sono la differenza tra il portare a casa il momento desiderato e lasciarlo scorrere via senza possibilità di catturarlo. Anche in questo caso l'evoluzione è notevole e il tempo di elaborazione pst-scatto è stato ridotto a mezzo secondo.[caption id="attachment_7674" align="alignleft" width="300"]<img
class="size-medium wp-image-7674" title="Fuji X100S Dorso" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/03/pic_additional_02-300x225.jpg?e116a5" alt="" width="300" height="225" /> Fuji X100S Dorso[/caption]L'ergonomia dei controlli era già decisamente buona. Solo per il fatto di avere delle ghiere (reali e in metallo!) per regolare tempi e diaframma gia la X100 era molti passi avanti alla "concorrenza". Nulla è cambiato in questo senso, ma sono stati fatti miglioramenti ai tasti di accesso rapido alle funzioni. È stato spostato il comando per la funzione "drive" e collocato in posizione comoda il tasto "Q". <strong>Anche il selettore di messa a fuoco ora ha una nuova disposizione delle modalità che ne rende più semplice e immediato l'uso</strong> (la modalità AF scatto singolo è finalmente a un estremo e non più in mezzo a fuoco manuale e AF continuo!)<strong>La risoluzione è aumentata da 12 a 16 Megapixel.</strong> Il massimo valore di sensibilità ISO è stato aumentato a 25.600 ISO e il rapporto segnale/rumore è stato ulteriormente migliorato. Già la X100 aveva un rumore digitale ridottissimo... la X100S è ancora migliore e offre 1 stop in più di sensibilità ISO.Ma quello che io credo essere assolutamente il meglio, come dice un cantante famose delle mie parti... deve ancora venire!Il sensore è stato totalmente cambiato. Ora la X100S monta l'eccezionale CMOS X-Trans II. Grazie all'abbandono dell'array Bayer per organizzare i pixel e all'eliminazione del filtro antialias (proprio grazie al sensore X-Trans) la Fuji X100S offre immagini nitide e incise oltre ogni aspettativa, completamente prive di effetti moiré, con colori fantastici e con una grana che risulta molto simili a quella delle pellicole fotografiche (ben lontana dall'orrore di tutte le reflex... dalla prima all'ultima senza esclusione di marca o modello).Vogliamo fare un esempio? La Canon EOS 5D MkIII credo sia una delle DSLR attualmente sul mercato con le migliori prestazioni di risoluzione e qualità ad alto ISO. Usando poi il fantastico EF 85mm f/1.8 a f/11 si dovrebbe avere una resa eccezionale... ed è così! Ma guardiamo, a confronto un "tassello" di un jpeg (scattato a 12.800 ISO) della stessa scena fotografata da Fuji X100, Fuji X100S e Canon 5D MkIII...[caption id="attachment_7667" align="aligncenter" width="660"]<img
class="size-full wp-image-7667" title="Confronto X100 X100S 5DMkIII (File Jpeg SOOC)" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/03/Confronto-X100-X100S-5DMkIII.jpg?e116a5" alt="Confronto X100 X100S 5DMkIII (File Jpeg SOOC)" width="660" height="240" /> Confronto X100 X100S 5DMkIII (File Jpeg SOOC)[/caption]Lascio parlare le immagini. Dai uno sguardo all'incisione e alla definizione del chiaroscuro sul viso della Montessori sulle nostre vecchie 1000 Lire. A te il giudizio finale e l'onere di trarre le conclusioni.L'estetica? Nulla è cambiato. La Fuji X100S mantiene la sobrietà retrò della sua sorella X100 e l'unico dettaglio che la differenziaesteticamente è una “S” incisa nella parte frontale in basso a destra. Nulla è cambiato esteticamente... tutto è cambiato... e in meglio... all'interno e per le caratteristiche operative!Fuji riassume le caratteristiche della nuova X100S in questo "sfavillante" video... pure troppo "sfavillante" :-)<iframe
src="http://www.youtube.com/embed/IDcUEK2uy0w?rel=0" frameborder="0" width="640" height="360"></iframe> <a
id="technical" name="technical"></a>Se sei amante dei tecnicismi ecco la tabella con tutte le caratteristiche tecniche elencate:<table
style="border: 1px solid #485052;" width="500" align="center"><tbody><tr><th
valign="top" width="130"></th><td
align="center" width="280"><h1>X100</h1></td><td
align="center" width="280"><h1>X100S</h1></td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Corpo macchina</th><td>Scocca in alluminio</td><td>Scocca in alluminio</td></tr><tr><th
valign="top">Sensore</th><td>APS-C
CMOS 12.3 Megapixel effettivi
23,6 x 15,8 mm
3:2 aspect ratio</td><td>APS-C X-Trans II
CMOS 16.3 Megapixel effettivi
23,6 x 15,8 mm
3:2 aspect ratio</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Stabilizzazione in ripresa</th><td>Nessuna</td><td>Nessuna</td></tr><tr><th
valign="top">CPU</th><td>Processore Fujifilm EXR</td><td>Processore Fujifilm EXR II</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Dimensione scatti</th><td><strong>F.to 3:2</strong> 4288 x 2848
3072 x 2048
2176 x 1448</td><td><strong>F.to 3:2</strong> 4896 x 3264
3456 x 2304
2496 x 1664</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top"></th><td><strong>F.to 16:9</strong> 4288 x 2416
3072 x 1728
1920 x 1080</td><td><strong>F.to 16:9</strong> 4896 x 2760
3456 x 1944
2496 x 1408</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top"></th><td><strong>F.to Panorama</strong> 180° Verticale : 7680 x 2160
180° Orizzontale : 7680 x 1440
120° Verticale : 5120 x 2160
120° Orizzontale : 5120 x 1440</td><td><strong>F.to 1:1</strong> 3264 x 3264
2304 x 2304
1664 x 1664</td></tr><tr><th
valign="top">Filmati</th><td>1280 x 720 @ 24fps (HD 720p)
Stereo
Max lunghezza clip: 10 min.</td><td>1920 x 1080 @ 60/30fps (HD 1080p)
Stereo
Max lunghezza clip: 10 min.</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Formato File</th><td><strong>Foto</strong> JPEG (Exif Ver 2.3)
RAW
RAW + JPEG</td><td><strong>Foto</strong> JPEG (Exif Ver 2.3)
RAW
RAW + JPEG</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top"></th><td><strong>Video</strong> H.264
MOV
Stereo</td><td><strong>Video</strong> H.264
MOV
Stereo</td></tr><tr><th
valign="top">Obiettivo</th><td>Lente FUJINON
con Super EBC Coating
23mm, equivalente a 35mm
f/2 - f/16
8 elementi in 6 grouppi
1 elemento asferico
4 elementi ad alto indice di rifrazione
Filtro ND 3 stop incorporato</td><td>Lente FUJINON
con Super EBC Coating
23mm, equivalente a 35mm
f/2 - f/16
8 elementi in 6 grouppi
1 elemento asferico
4 elementi ad alto indice di rifrazione
Filtro ND 3 stop incorporato</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Auto focus</th><td>Sistema AF ad alta velocità basato sul contrasto della scena
49 punti AF selezionabili<strong>Modalità AF</strong> AF scatto singolo (S-AF)
AF continuo (C-AF)
Fuoco manuale (MF)</td><td>Sistema AF ad alta velocità basato sul contrasto della scena
49 punti AF selezionabili<strong>Modalità AF</strong> AF scatto singolo (S-AF)
AF continuo (C-AF)
Fuoco manuale (MF)</td></tr><tr><th
valign="top">Distanza focale</th><td>Normale : da circa 80 cm all'infinito
Macro: da circa 10 cm a 2 m</td><td>Normale : da circa 21 cm all'infinito
Macro: da circa 10 cm a 2 m</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Luce assistenza AF</th><td>Si</td><td>Si</td></tr><tr><th
valign="top">Modalità di esposizione</th><td>Program
Priorità di diaframmi
Priorità di tempi
Manuale</td><td>Program
Priorità di diaframmi
Priorità di tempi
Manuale</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Sensibilità ISO</th><td>ISO 200 - 6400 (standard)
ISO 100 o ISO 12800 (con amplificazione)</td><td>ISO 200 - 6400 (standard)
ISO 100 o ISO 25600 (con amplificazione)</td></tr><tr><th
valign="top">Funzioni esposimetro</th><td>Multi-pattern
Media pesata al centro
Spot</td><td>Multi-pattern
Media pesata al centro
Spot</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Blocco esposizione</th><td>Si</td><td>Si</td></tr><tr><th
valign="top">Compensazione esposizione</th><td>Fino a -/+ 2.0 EV con incrementi di 1/3 EV</td><td>Fino a -/+ 2.0 EV con incrementi di 1/3 EV</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Otturatore</th><td>30secondi - 1/4000 secondo + Posa B</td><td>30secondi - 1/4000 secondo + Posa B</td></tr><tr><th
valign="top">Modalità di scatto</th><td>Singolo
Raffica
Autoscatto (2 o 12 secondi)</td><td>Singolo
Raffica
Autoscatto (2 o 10 secondi)</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Scatto continuo</th><td>5 / 3 fps (selezionabile)
Fino a 10 JPEG
Fino a 8 RAW (o RAW + JPEG)</td><td>6 fps</td></tr><tr><th
valign="top">Flash incorporato</th><td>Flash automatico
(funzione Super Intelligent Flash) <strong>Raggio:</strong> da circa 50 cm a 9 m <strong>Modalità:</strong> Auto
Flash
No Flash
Slow Synchro
Riduzione occhi rossi</td><td>Flash automatico
(funzione Super Intelligent Flash) <strong>Raggio:</strong> da circa 50 cm a 9 m <strong>Modalità:</strong> Auto
Flash
No Flash
Slow Synchro
Riduzione occhi rossi</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Flash esterno</th><td>Contatto caldo</td><td>Contatto caldo</td></tr><tr><th
valign="top">Mirino ottico</th><td>Ingrandimento 0.5x
Copertura di circa 90%</td><td>Ingrandimento 0.5x
Copertura di circa 90%</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Mirino elettronico</th><td>LCD da 460,000 pixel
0.47 pollici
Copertura 100%</td><td>LCD da 460,000 pixel
0.47 pollici
Copertura 100%</td></tr><tr><th
valign="top">Monitor LCD</th><td>LCD a colori da 2.8 pollici
1,440,000 pixel
Copertura 100%</td><td>LCD a colori da 2.8 pollici
2,350,000 pixel
Copertura 100%</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Memoria</th><td>Slot per schede SD/SDHC/SDXC</td><td>Slot per schede SD/SDHC/SDXC</td></tr><tr><th
valign="top">Memoria interna</th><td>20MB</td><td></td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Connessioni</th><td>USB 2.0 (Hi Speed)
Mini HDMI</td><td>USB 2.0 (Hi Speed)
Mini HDMI</td></tr><tr><th
valign="top">Batteria</th><td>Ricaricabile
agli Ioni di Litio (NP-95)Durata
circa 300 scatti</td><td>Ricaricabile
agli Ioni di Litio (NP-95)Durata
circa 300 scatti</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Peso</th><td>405 g (senza batteria)
445 g (con batteria)</td><td>405 g (senza batteria)
445 g (con batteria)</td></tr><tr><th
valign="top">Dimensioni</th><td>125,5mm x 74,4mm x 53,9mm (obiettivo compreso)</td><td>125,5mm x 74,4mm x 53,9mm (obiettivo compreso)</td></tr><tr
bgcolor="#d8d8d8"><th
valign="top">Accessori inclusi nella confezione</th><td>Batteria NP-95
Carica batteria BC-65N
Tracolla
Cavo USB
Copriobiettivo
Custodia protettiva
Software</td><td>Batteria NP-95
Carica batteria BC-65N
Tracolla
Cavo USB
Copriobiettivo
Custodia protettiva
Software</td></tr></tbody></table> Dalle caratteristiche tecniche sembra che la differenza sia veramente poca, ma <strong>alla prova dei fatti sembra proprio che le differenze, sia per praticità di utilizzo che per qualità di immagine, siano ben più rilevanti!</strong><strong>Se sei arrivato fino a qui a leggere credo che ormai tu sia definitivamente “infetto”.</strong> Sono quasi certo che dopo un po' di incubazione si manifesterà anche in te il virus! Rimane da chiarire solo un dettaglio... quanto costa la cura?<strong>La Fuji X100S ha un prezzo di listino di 1.190 Euro, ma sono sicuro che ci sarà qualche piccolo sconto e il reale "street price" sarà leggermente inferiore!</strong>Ciao, buone foto e... occhio al virus!Simone Conti]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fotografiaprofessionale.it/s-come-evolusione/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> <enclosure
url="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/03/ff_x100s_001.jpg" length="4519914" type="image/jpg" /> <media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/03/ff_x100s_001.jpg" width="4896" height="3264" medium="image" type="image/jpeg"> <media:copyright>FotografiaProfessionale.it</media:copyright> </media:content> </item> <item><title>27 anni di ritratti&#8230; gettati!</title><link>http://www.fotografiaprofessionale.it/27-anni-di-ritratti-gettati/</link> <comments>http://www.fotografiaprofessionale.it/27-anni-di-ritratti-gettati/#comments</comments> <pubDate>Mon, 25 Mar 2013 17:41:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Ingrid Iotova</dc:creator> <category><![CDATA[News ed Eventi]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.fotografiaprofessionale.it/?p=7634</guid> <description><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/03/Sepulveda-e-Mordinsk-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" /><em>"Cari amici,</em> <em> credetemi se vi dico che non ho altra scelta se non quella di scrivere qui questa storia, perché so, cari amici, che voi siete gli unici che possano capirmi...</em><em>L'indignazione e il dolore mi divorano e dico che 35 anni di ritratti a scrittori non meritavano questo, quello che sto per condividere con voi:</em><em>per oltre dieci anni ho utilizzato, grazie all'accordo tra El Paìs e Le Monde, ho utilizzato un ufficio al settimo piano del palazzo del giornale parigino, dove erano conservati 50 mila tra negativi e diapositive originali che sono scomparsi pochi giorni fa. Scomparsi, proprio così, scomparsi.</em><span
id="more-7634"></span><em>Miguel Mora, corrispondente di El Pais in Francia, è arrivato lo scorso 7 Marzo negli uffici di Le Monde, per scoprire che l'ufficio al settimo piano era stato completamente sgomberato, senza che ne io ne lui fossimo stati informati. Tutte le nostre cose erano sparite.</em><em>Nessuno sa, o vuole sapere, perché hanno deciso di far scomparire il lavoro di quasi tutta la mia vita. Migliaia di fotografie scattate in 27 anni e più. Ventisette anni di attese, notti insonni.</em><em>Al di là dell'ingiustizia e dell'assurdità della cosa, trovo paradossale che Le Monde, che offre tra i migliori titoli giornalistici in difesa della libertà di espressione in Asia, che ha raccontato e racconta le guerre in Afghanistan, Bosnia o in Mali, abbia potuto fare una cosa del genere.</em><em>Buttare nella spazzatura migliaia di fotografie che raccontano la storia della letteratura, e non solo, spagnola e sud americana degli ultimi 35 anni.</em><em>Così, senza informare nessuno, sena chiedere consulto a nessuno.</em><em>Ho bisogno del tuo aiuto: non c'è nulla che possa recuperare di quelle foto, ma vorrei almeno che quanto accaduto a Le Monde sia indelebilmente segnato nella memoria come qualcosa che va oltre alla negligenza: è un profondo disprezzo per un lavoro che fa parte della memoria della nostra cultura contemporanea, almeno nella misura in cui i protagonisti di quelle immagini sono gli scrittori che hanno dato, e tutt'ora danno, la natura e la dignità alla nostra lingua (spagnolo) ed al nostro mondo.</em><em>Si sono salvate soltanto le foto che ho digitalizzato per pubblicazioni o per mostre. Tutto il resto, scomparso!</em><em>Scusatemi, davvero, scusatemi se vi ho disturbati, ma so che capirete il mio dolore e la mia frustrazione!</em><em>Un grande abbraccio."</em>Si firma, <strong>Daniel Mordzinski</strong>, sulla homepage del suo sito: <a
href="http://www.danielmordzinski.com/" target="_blank">http://www.danielmordzinski.com/</a>Forse poco noto in Italia, Mordzinski ha dedicato gran parte della suo vita a ritrarre i grandi scrittori spagnoli e latinoamericani. Davanti al suo obiettivo hanno posato più o meno tutti i giganti della letteratura contemporanea in lingua castigliana.
Gabriel García Márquez, Luis Sepulveda, Enrique Vila-Matas, Manuel Vásquez Montalbán, Javier Marías, Javier Cercas, Carlos Fuentes, Eduardo Galeano, Ernesto Sabato, Jorge Luis Borges, Mario Benedetti, Mario Vargas Llosa, Octavio Paz, Osvaldo Soriano, Roberto Bolaño.
Una lista impressionante, nella quale non manca davvero nessuno: Mordzinski è stato l’occhio che li ha immortalati e, per molti di loro, il compagno di progetti fatti di intrecci di parole e immagini portati avanti nei quattro angoli del mondo.Detto questo, viene spontaneo chiedersi come sia stato possibile che <strong>un patrimonio di immagini di questo tipo sia potuto sparire nel nulla</strong>, o peggio, <strong>finire nella spazzatura</strong> proprio pochi giorni fa.A scoprire l'indegna fine di più di 50 mila immagini, tra negativi e diapositive, è stato Miguel Mora, suo collega e compagno di ufficio. Lo schedario nero, da Daniel stesso dipinto di nero 10 anni fa, era stato buttato nel magazzino del noto quotidiano francese... vuoto!In risposta all'indignazione di Mordzinski, le scuse di Le Monde, seguite da una serie di rivendicazioni e dalla precisazione che non è mai esistito un accordo scritto tra le parti che contemplasse la possibilità che Mordzinski conservasse i suoi archivi nell'ufficio in questione, ne Le Monde era stato mai messo al corrente della presenza di questi archivi all'interno del loro stabile.<strong>Rimbalzi di responsabilità, ma di fatto la memoria fotografica di 35 anni di lavoro, gettati senza nemmeno chiedersi cosa fossero o di chi fossero.</strong>Non ci sono parole per descrivere il gesto.Per quanto ci si possa chiedere perché quei negativi e quelle diapositive erano state "dimenticate" lì, in quell'ufficio, o come sia possibile buttare una scatola di negativi e diapositive senza nemmeno chiedersi di chi fossero, chiunque abbia mai scattato una foto, una foto a cui ha associato un pezzettino della propria vita, di un ricordo, sa quanto doloroso possa essere perdere le fotografie di una vita intera di lavoro.E se non l'hai ancora fatto, questo è un ottimo motivo per ricordarsi di salvare almeno 3 copie del tuo archivio, come <a
title="eBook Archiviazione Sicura - Simone Conti" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/prodotti/archiviazione_sicura.html" target="_blank">Simone Conti insegna nel suo eBook  gratuito "Archiviazione Sicura" che puoi scaricare da questo link!</a>&nbsp;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img
width="695" height="463" src="http://www.fotografiaprofessionale.it/wp-content/uploads/2013/03/Sepulveda-e-Mordinsk-695x463.jpg?e116a5" class=" wp-post-image" alt="" title="" /><em>"Cari amici,</em> <em> credetemi se vi dico che non ho altra scelta se non quella di scrivere qui questa storia, perché so, cari amici, che voi siete gli unici che possano capirmi...</em><em>L'indignazione e il dolore mi divorano e dico che 35 anni di ritratti a scrittori non meritavano questo, quello che sto per condividere con voi:</em><em>per oltre dieci anni ho utilizzato, grazie all'accordo tra El Paìs e Le Monde, ho utilizzato un ufficio al settimo piano del palazzo del giornale parigino, dove erano conservati 50 mila tra negativi e diapositive originali che sono scomparsi pochi giorni fa. Scomparsi, proprio così, scomparsi.</em><span
id="more-7634"></span><em>Miguel Mora, corrispondente di El Pais in Francia, è arrivato lo scorso 7 Marzo negli uffici di Le Monde, per scoprire che l'ufficio al settimo piano era stato completamente sgomberato, senza che ne io ne lui fossimo stati informati. Tutte le nostre cose erano sparite.</em><em>Nessuno sa, o vuole sapere, perché hanno deciso di far scomparire il lavoro di quasi tutta la mia vita. Migliaia di fotografie scattate in 27 anni e più. Ventisette anni di attese, notti insonni.</em><em>Al di là dell'ingiustizia e dell'assurdità della cosa, trovo paradossale che Le Monde, che offre tra i migliori titoli giornalistici in difesa della libertà di espressione in Asia, che ha raccontato e racconta le guerre in Afghanistan, Bosnia o in Mali, abbia potuto fare una cosa del genere.</em><em>Buttare nella spazzatura migliaia di fotografie che raccontano la storia della letteratura, e non solo, spagnola e sud americana degli ultimi 35 anni.</em><em>Così, senza informare nessuno, sena chiedere consulto a nessuno.</em><em>Ho bisogno del tuo aiuto: non c'è nulla che possa recuperare di quelle foto, ma vorrei almeno che quanto accaduto a Le Monde sia indelebilmente segnato nella memoria come qualcosa che va oltre alla negligenza: è un profondo disprezzo per un lavoro che fa parte della memoria della nostra cultura contemporanea, almeno nella misura in cui i protagonisti di quelle immagini sono gli scrittori che hanno dato, e tutt'ora danno, la natura e la dignità alla nostra lingua (spagnolo) ed al nostro mondo.</em><em>Si sono salvate soltanto le foto che ho digitalizzato per pubblicazioni o per mostre. Tutto il resto, scomparso!</em><em>Scusatemi, davvero, scusatemi se vi ho disturbati, ma so che capirete il mio dolore e la mia frustrazione!</em><em>Un grande abbraccio."</em>Si firma, <strong>Daniel Mordzinski</strong>, sulla homepage del suo sito: <a
href="http://www.danielmordzinski.com/" target="_blank">http://www.danielmordzinski.com/</a>Forse poco noto in Italia, Mordzinski ha dedicato gran parte della suo vita a ritrarre i grandi scrittori spagnoli e latinoamericani. Davanti al suo obiettivo hanno posato più o meno tutti i giganti della letteratura contemporanea in lingua castigliana.
Gabriel García Márquez, Luis Sepulveda, Enrique Vila-Matas, Manuel Vásquez Montalbán, Javier Marías, Javier Cercas, Carlos Fuentes, Eduardo Galeano, Ernesto Sabato, Jorge Luis Borges, Mario Benedetti, Mario Vargas Llosa, Octavio Paz, Osvaldo Soriano, Roberto Bolaño.
Una lista impressionante, nella quale non manca davvero nessuno: Mordzinski è stato l’occhio che li ha immortalati e, per molti di loro, il compagno di progetti fatti di intrecci di parole e immagini portati avanti nei quattro angoli del mondo.Detto questo, viene spontaneo chiedersi come sia stato possibile che <strong>un patrimonio di immagini di questo tipo sia potuto sparire nel nulla</strong>, o peggio, <strong>finire nella spazzatura</strong> proprio pochi giorni fa.A scoprire l'indegna fine di più di 50 mila immagini, tra negativi e diapositive, è stato Miguel Mora, suo collega e compagno di ufficio. Lo schedario nero, da Daniel stesso dipinto di nero 10 anni fa, era stato buttato nel magazzino del noto quotidiano francese... vuoto!In risposta all'indignazione di Mordzinski, le scuse di Le Monde, seguite da una serie di rivendicazioni e dalla precisazione che non è mai esistito un accordo scritto tra le parti che contemplasse la possibilità che Mordzinski conservasse i suoi archivi nell'ufficio in questione, ne Le Monde era stato mai messo al corrente della presenza di questi archivi all'interno del loro stabile.<strong>Rimbalzi di responsabilità, ma di fatto la memoria fotografica di 35 anni di lavoro, gettati senza nemmeno chiedersi cosa fossero o di chi fossero.</strong>Non ci sono parole per descrivere il gesto.Per quanto ci si possa chiedere perché quei negativi e quelle diapositive erano state "dimenticate" lì, in quell'ufficio, o come sia possibile buttare una scatola di negativi e diapositive senza nemmeno chiedersi di chi fossero, chiunque abbia mai scattato una foto, una foto a cui ha associato un pezzettino della propria vita, di un ricordo, sa quanto doloroso possa essere perdere le fotografie di una vita intera di lavoro.E se non l'hai ancora fatto, questo è un ottimo motivo per ricordarsi di salvare almeno 3 copie del tuo archivio, come <a
title="eBook Archiviazione Sicura - Simone Conti" href="http://www.fotografiaprofessionale.it/prodotti/archiviazione_sicura.html" target="_blank">Simone Conti insegna nel suo eBook  gratuito "Archiviazione Sicura" che puoi scaricare da questo link!</a>&nbsp;]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fotografiaprofessionale.it/27-anni-di-ritratti-gettati/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> <enclosure
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