Interviste
Fotografia e video: parliamone con MaGestic Film

FOTOGRAFIA E VIDEO: COME CAMBIA IL MERCATO

30/11/2015
Gloria Soverini

Fotografia e video: parliamone con MaGestic Film

Da sempre, FotografiaProfessionale si è occupata di due argomenti principali: fotografia e post-produzione (del resto, il nome dice tutto!).
Grazie alle tecnologie che mutano cambiano anche di fatto gli scenari di mercato e, conseguentemente, il modo di fare comunicazione; uno dei cambiamenti più grandi avvenuto sotto gli occhi di tutti riguarda un campo che è ormai impossibile da ignorare.
A cosa mi riferisco?
Al video!

C’è chi resta a guardare l’orizzonte che si arricchisce ulteriormente, e chi, invece, ha cominciato da tempo a darsi da fare e a muoversi in questa realtà che è entrata con grande forza anche nel mondo della fotografia.

Ad esempio, sono molti i fotografi che hanno arricchito le loro competenze in questo senso; proprio in un’intervista che ho realizzato a luglio dello scorso anno, che puoi leggere qui, Mustafa Sabbagh così si esprimeva riguardo al video:

Sono entrambi figli del lavoro sull’immagine, l’uno dinamico, l’altro statico. Dello scatto amo la sintesi, la sua ferita immediata, il piacere che ritrovo nella subitaneità; d’altro canto, il video è piacere prolungato…

Mustafa si occupa infatti da tempo non solo di fotografia ma anche di produzioni video, come cortometraggi, campagne pubblicitarie e video musicali.

Secondo il Visual Networking Index del 2014 di Cisco, il 64% del traffico internet è da imputare ai video ed è prevista una crescita all’80% entro il 2019.
Il motivo di una crescita tanto rapida nella comunicazione tramite il video è la sua efficacia: se una foto vale mille parole, un video ne vale ancora di più. La Forrester, una compagnia americana che si occupa di ricerche di mercato, ha stimato che un minuto di video equivale ad 1,8 milioni di parole testuali (qui puoi leggere l’articolo in inglese)

 

Crescita potenziale dei video, eMarketer 2015
Crescita potenziale dei video, eMarketer 2015

 

Sull’onda di questi numeri e dell’effettiva crescita del video come forma di comunicazione, macchine fotografiche e persino cellulari stanno facendo grandi progressi in questa direzione; molti smartphone sono in grado di registrare video in 4K, e dopo il boom dei droni anche la GoPro ha intenzione di lanciarne uno sul mercato nel corso del 2016. Persino la Leica, con la sua nuova SL, si è avvicinata al mondo del video grazie alla possibilità di girare filmati in 4k.

Lo sviluppo in questo senso, insomma, è davvero inarrestabile! Ma, al di là delle ricerche di mercato e dei numeri statistici, abbiamo deciso di chiedere a dei professionisti del mestiere di darci la loro opinione in merito per capire più da vicino che cosa sta succedendo.
Si tratta del team di MaGestic Film, un trio che conoscerai presto da più vicino… non ti svelo altro!
Ecco, intanto, l’intervista che abbiamo realizzato 😉

1. Ciao ragazzi! Cosa direste se vi chiedessi di parlare un po’ di MaGestic Film?
MaGestic: Il cuore pulsante di MaGestic Film è composto da 3 persone, Stefano, Nicolò e Silvia. Proveniamo da esperienze, sia professionali che personali, molto diverse tra loro. Si va da una formazione più orientata alla direzione registica, all’informatica fino a una carriera mancata nella storiografia. Questo mix alquanto improbabile forse è la ricetta segreta che riesce a farci andare avanti, apportando in ogni nostro lavoro le competenze di ciascuno. Una cosa che ci accomuna c’è, però: amiamo il cinema ed è da questo che è nato tutto. Alcuni sono divoratori seriali di film, altri meno… basta che ogni tanto ci sia qualche esplosione per farci contenti! 🙂

2. Com’è nato questo progetto?
MaGestic: Come sono nate tante altre attività spinte in avanti dalla passione di un gruppo di amici: da un garage. Un garage nel quale siamo passati dal creare video decisamente amatoriali fino alla gestione dei primi lavori.

3. Con chi avete lavorato e quali sono i progetti in arrivo?
MaGestic: Durante la nostra storia professionale abbiamo avuto modo di lavorare, sia sul campo che in post produzione, per diversi clienti dell’ambito food e fashion come Fratelli Beretta e Blumarine. Attualmente siamo al lavoro su un progetto 3D riguardante un nuovo prototipo di lavastoviglie Whirlpool e sul mastering digital cinema di “Wilde Salome” di Al Pacino, prossimamente al cinema.

 

4. Da quando avete cominciato, quanto è cambiato l’orizzonte del video?
MaGestic: Quando abbiamo cominciato il mondo del video era molto diverso, non erano ancora avvenute le due grandi rivoluzioni che hanno portato il video a essere quello che è oggi. La prima è stata sicuramente l’introduzione della 5D Mark II, la quale ha dimostrato quasi per caso al mondo che una reflex poteva essere utilizzata anche per creare video di una qualità percepita impensabile per quel budget. Il panorama da quel momento in poi è cambiato radicalmente un’altra volta quando il web è stato legittimato come mezzo di diffusione e distribuzione di ogni genere di prodotto video, quasi a lasciare in disparte la TV come mezzo privilegiato. Riassumeremmo questo cambiamento come una democratizzazione di molti dei processi di produzione e distribuzione di un prodotto video.

5. Perché il video come mezzo di comunicazione?
MaGestic: La forza e la capacità narrativa che ha un video è indubbia. Pensiamo solamente alla fascinazione dei tanti film che fin da bambini abbiamo visto e sono rimasti impressi nei nostri ricordi. Il film è la Favola moderna che ci è stata raccontata soprattutto negli ultimi 30/40 anni. Questa breve premessa per sottolineare la potenzialità enorme del “prodotto” video, sia esso un video aziendale, un film o un videoclip. Proprio tale potenzialità rende anche insidiosa la comunicazione video che, ad esempio, è sempre più utilizzata a livello aziendale e su diverse piattaforme. Alla luce del nostro percorso lavorativo personalmente non ci sentiremmo di considerare il video un mezzo di comunicazione in assoluto necessario: il rischio che si corre è, da un lato, un’inevitabile inflazione nella produzione di contenuti video, dall’altro di creare contenuti video di scarsa qualità, sia tecnica che creativa. Esiste piuttosto il mezzo di comunicazione “efficace”: può essere il video, un servizio fotografico, così come un sito internet, purché serva veramente e se ne sfrutti appieno la potenzialità.

6. Differenze principali fra video e fotografia: stesso linguaggio o linguaggi diversi?
MaGestic: Si possono definire linguaggi molto diversi ma nati dalla stessa radice. Nella fotografia possiamo fermare un istante per poi presentarlo in maniera statica, dove lo spettatore può stare ad osservare la foto per pochi secondi come per molti minuti. Nel caso del video invece siamo noi a dover guidare lo spettatore agendo attivamente nel decidere per quanto tempo mostrare qualcosa per poi passare a mostrare altro.

 

7. Dopo le differenze, quali sono i punti di contatto fra questi due mondi?
MaGestic: La preparazione di una fotografia e di una ripresa video possono essere molto simili fra di loro in quanto abbiamo gli stessi strumenti a disposizione per disegnare una bella immagine: luci, ombre, colori, fuoco e contrasti. È dopo aver premuto il pulsante di “scatto” che questi due mondi divergono di nuovo.

8. Quanto è importante per un fotografo essere in grado di girare anche video?
MaGestic: In questo caso discernere tra chi si occupa di fotografia a livello professionale e chi se ne occupa per passione è fondamentale. Ormai sempre più spesso qualsiasi cliente (dalla piccola azienda fino alla coppia intenta a organizzare il proprio matrimonio) tende a richiedere dei pacchetti di servizi a 360 gradi, dalla realizzazione di un sito, alle foto fino a prodotti video anche assai diversificati (spot, video corporate, viral, etc). È dunque fondamentale poter soddisfare le richieste di un cliente. Nella nostra attività professionale, per fare un esempio concreto, molto spesso ci è capitato di affidare dei lavori fotografici a dei nostri collaboratori; semplicemente perché un cliente che si era rivolto a noi per un video, in un secondo momento ha optato anche per un servizio fotografico. E, viceversa, è capitato che un fotografo o un’agenzia fotografica ci contattasse perché il proprio cliente aveva necessità di un video.
Non c’è infine da dimenticare che nella quasi totalità dei casi realizzare foto e video sono attività mutualmente esclusive se dovessero essere eseguite contemporaneamente, quindi sapere cosa comporta girare un video aiuta molto nel caso si debba parlare con altri colleghi per spiegare cosa si vuole e come lo si vuole.

9. La giusta formazione: secondo voi, quali sono i percorsi da seguire per diventare dei bravi professionisti?
MaGestic: Seguire corsi è un ottimo modo per evitarsi buona parte del processo di “trial and error” che si deve affrontare ogni volta che ci si approccia ad un mondo completamente nuovo. Inoltre frequentare dei workshop può essere un’esperienza molto valorizzante, grazie alle esperienze sul campo guidate da professionisti. Sicuramente ciò che ci sentiamo di consigliare spassionatamente è di iniziare a cimentarsi quanto prima, sbagliando, riprovando e riprovando. In Italia esistono molti corsi, soprattutto in campo cinematografico, ma qualunque corso, anche il migliore, non servirà a nulla se non vi sono la necessaria predisposizione e il talento.

Grazie a Stefano, Nicolò e Silvia per aver condiviso la loro visione!
Se vuoi approfondire i lavori di MaGestic Film, visita il sito: www.magesticfilm.com

E tu, vuoi condividere la tua visione riguardo questo argomento? 😉
Aspetto i tuoi commenti!
Gloria