Fotografia
Questa foto fa schifo! (Gestire le critiche senza passare alle mani)

QUESTA FOTO FA SCHIFO!

29/09/2016
Simone Poletti

Questa foto fa schifo! (Gestire le critiche senza passare alle mani)

“Le critiche sono fondamentali per la tua crescita”.

Tutti lo diciamo, ma spesso facciamo fatica ad accettarle.

Ecco alcuni consigli utili per gestire le critiche (anche quelle ingiuste),

senza farsi arrestare per aggressione!

 

Ieri sera stavo guardando una puntata registrata di Master of Photography.

Parleremo un’altra volta della trasmissione TV e di come questa si rapporti con la fotografia e con la post, la cosa che mi ha colpito è un’altra.

Durante la puntata il fotografo Bruce Gilden critica le immagini di uno dei concorrenti chiedendogli “Perché hai realizzato un’immagine così scarsa?“. E alla reazione piccata del concorrente risponde: “Bene, ecco perché tu sei lì e io sono qui…

Facciamo un salto indietro di qualche giorno, siamo nell’aula dove svolgiamo i nostri workshop e le lezioni dell’Accademia di Post. È la giornata finale di HiSpeed Photoshop, il nostro workshop sulle tecniche rapide di post-produzione.

Giro fra i tavoli al termine di un’esercitazione e una delle allieve chiude il monitor dicendo “No, no, non voglio che le vedi, le mie foto fanno schifo“.

 

Oggi, ripensando a questi due episodi mi sono chiesto

Perché i fotografi fanno così fatica ad accettare le critiche altrui?

Perché scegliere un mestiere (o una passione) che espone le tue immagini,

la tua visione più intima e personale, al pubblico

se poi non sei in grado di gestirne il giudizio?

 

Ti è mai capitato di sentirti dire “Questa foto fa schifo?”

Se sì, fai parte del 99% dei fotografi, quelli che fanno vedere le loro foto anche ad altri, oltre che a se stessi 😉

Le critiche sono normali, fanno parte della vita e del percorso di ogni professione e ogni passione. E fa parte di tutto ciò anche il fatto che arrivino critiche ingiuste, da persone che non rispettiamo o che non riteniamo degne di esprimere un giudizio. Ma cerchiamo di mettere in chiaro alcuni punti:

  1. Se scegli di fare il fotografo e di mostrare le tue foto ad altri, devi mettere in conto che non a tutti debbano per forza piacere.
  2. Se metti le tue foto su Facebook, lo fai per esporle all’attenzione del mondo. Non esiste attenzione senza giudizio.
  3. I social, Facebook forse più degli altri, sono popolati da un campione vasto e variegato di umanità. Tutti loro sono il tuo pubblico.
  4. Se vuoi fare il fotografo/la fotografa professionista devi accettare il fatto che le tue foto saranno valutate e, a volte, anche stroncate.
  5. Soprattutto nell’ambito professionale, ma anche in quello dell’arte, non c’è tempo per i convenevoli e per girare intorno alle cose. Chi ti giudicherà sarà diretto.
  6. Almeno una volta nella vita hai fatto davvero uno foto schifosa. Probabilmente più di una 😉
  7. Un giudizio negativo non significa che TUTTO il tuo lavoro faccia schifo.
  8. Chi ti stronca su Facebook di solito non è nella giuria del WPP.
  9. Tu hai mai pensato “Questa foto fa schifo” di una con duecento like? Il giudizio popolare non è sempre equilibrato.
  10. Devi mettere in conto la possibilità, seppur remota, che la fotografia non sia la tua strada.
Tutto il mondo è il tuo pubblico
Tutto il mondo è il tuo pubblico

 

Ma partiamo dall’inizio.

Chi ha detto che fa schifo!!!???

Faccio il direttore creativo in un’agenzia di comunicazione e lavoro nel mondo delle agenzie e della pubblicità dal 1990.

Il mio lavoro è sottoposto ogni giorno al giudizio di tantissime persone, spesso senza alcun tatto e a volte senza alcuna qualifica, che non sia la riga scritta sotto al nome sul biglietto da visita: “Assistente Marketing“.

Chiariamoci, a volte gli uffici marketing delle aziende sono popolati da veri idioti. Capita che, in un’azienda di famiglia, il figlio intelligente finisca per ereditare la responsabilità della produzione. E quello scemo? Quello scemo va al marketing!

Ma non è sempre così, anzi, non è così nemmeno spesso.

Ti svelo un segreto, una cosa che ho scoperto:

i dirigenti delle aziende, anche i direttori marketing, nonostante ciò che trovi scritto su Facebook, di solito non sono degli idioti. Di solito chi gestisce milioni di euro ha competenze, capacità e una visione abbastanza chiara della strada che il proprio brand e il proprio prodotto devono intraprendere.

A volte si ha a che fare con persone incompetenti e con “figli scemi“, ma non è quasi mai così. Molto più spesso dalle critiche e dalle stroncature che ricevi dagli uffici marketing puoi imparare tantissimo e ascoltare quelle “voci spiacevoli” può essere molto istruttivo.

Ho visto immagini e proposte di una campagna pubblicitaria sulle quali avevo lavorato per settimane, eliminate in 3 secondi con commenti sprezzanti.

Ho visto fotografi che adoro, e che avevo presentato con molta enfasi all’attenzione del cliente, scartati in favore di altri con meno talento.

Ho ricevuto critiche durissime, fuori e dentro il mio team, dovendo accettare anche che quella che ritenevo la “proposta migliore” non venisse nemmeno presentata al cliente.

Così, in tutti questi anni, ho imparato a gestire le critiche e i giudizi altrui.

È stato fondamentale per la mia crescita ed è tutt’ora fondamentale per la mia serenità.

Ogni tanto mi arrabbio e per cinque minuti anche io me la prendo con “l’ignoranza” e “l’incompetenza”, è umano. Ma poi ci rifletto su e cerco di trasformare quelle critiche in spunti per fare meglio e convincere il cliente.

Quindi, se posso, ecco alcuni consigli utili per affrontare le critiche 😉

 

Gestire le critiche e le stroncature

 

1. Se non vuoi critiche, non fare il fotografo.

Se non ti piace che le tue immagini siano criticate, fai altro. Oppure scattale e non farle vedere a nessuno.

Se invece vuoi dedicarti alla fotografia, anche solo per passione, devi accettare che le tue fotografie verranno giudicate.

Ho sentito spesso dire cose del tipo “Le critiche costruttive sono ben accette ma nessuno ha il diritto di giudicare“.

Che cazzata! (Scusa il termine)

Non so cosa ne pensi tu, anzi scrivimelo nei commenti se ti va. Io credo che, nel momento nel quale rendi pubblica un’immagine devi accettare il fatto che questa venga giudicata e non puoi essere tu a definire i parametri del giudizio.

Se vuoi fare il fotografo e vuoi che le tue foto siano apprezzate, magari vuoi anche diventare ricco e famoso con la fotografia… allora devi RICERCARE il giudizio degli altri con entusiasmo! Più sarai giudicato (anche ingiustamente) e più opportunità avrai per crescere, e più chi ti apprezza si appassionerà al tuo lavoro difendendoti dalle critiche.

Se vuoi fare il fotografo e non essere criticato, puoi fare solo due cose: o non mostri a nessuno le tue fotografie, oppure diventi il nuovo Kim Jong Un (il leader della Corea del Nord) e obblighi tutti ad applaudirti a comando… 😉

 

Kim Jong Un (fonte: Velvetmag.it)
Kim Jong Un (fonte: Velvetmag.it)

2. I Social sono un’arena, se vuoi popolarità, fai collezione di pomodori.

Come dicevo, quando rendi pubblica un’immagine, non puoi essere tu a definire i parametri del giudizio.

I social network hanno un grande pregio: sono totalmente democratici (o quasi dai) e ognuno può dire ciò che pensa.

Però è un’arma a doppio taglio, perché Facebook non fa un test di ingresso e chiunque può dire ciò che vuole delle tue immagini, indipendentemente dal suo quoziente intellettivo o dalla sua cultura.

Occhio: prima di rispondere “Ci vorrebbe proprio un test di ingresso“, ripeti con me: “Sono così sicuro che lo supererei?

Come sai, la mia azienda FotografiaProfessionale.it, lavora tantissimo con i social e spesso dobbiamo accettare le critiche, anche ingiuste, di chi vede i nostri post.

A volte pubblichiamo un bellissimo workshop sulla composizione fotografica o un articolo su un nuovo software e troviamo sotto commenti del tipo “Tutti fotografi con il digitale” oppure “Photoshop è la morte della fotografia“… è evidente che chi ha scritto quei commenti non ha nemmeno finito di leggere la prima riga del post. Ma se volessimo evitarli ci sarebbe solo un modo: non pubblicare foto o post sui social.

Quindi, accetta il fatto che i social sono uno specchio perfetto del mondo reale: c’è una percentuale di persone che ti criticherà per partito preso o per frustrazione o perché quel giorno non ha nulla di meglio da fare, o per sentirsi importante e parte di qualcosa.

Ma il gioco è questo, se vuoi gli applausi devi accettare anche i pomodori, anzi, devi cercarli!

3. Ogni critica è un passo verso il successo.

È una frase estremamente banale e non sempre vera. Ma se prendi le critiche dal verso giusto, se le usi come sprone per migliorarti, allora può essere vero: ogni critica è un passo verso il successo.

Quando ricevi una critica, cerca di analizzarla in modo neutro e oggettivo. All’inizio non sarà facile, ma se riuscirai a far sbollire l’arrabbiatura iniziale e a giudicare (sì, anche tu) le critiche che ti vengono fatte in modo realistico… Beh, ti accorgerai che le critiche fanno parte di tre categorie.

a) Le critiche giuste, utili e costruttive: sono quelle che ti possono davvero aiutare a crescere e che devi tatuarti nel cervello per migliorare la qualità delle tue fotografie e della tua post

b) Le critiche giuste, ma inutili: sono quelle critiche che hanno un fondamento di verità, o sono anche tecnicamente giuste. Però sono fuori contesto e inutili alla tua crescita.

c) Le critiche senza senso, perché davvero ingiuste e senza alcun fondamento: sono la minima parte di quelle che ricevi, non lasciarti ingannare. Ma ci sono, e vanno ignorate con la massima serenità.

 

4. Una critica fatta a una tua foto è una critica alla foto, non a te.

Alle volte prendiamo le critiche come se fossero rivolte a noi e non al nostro lavoro.

Se ad una persona non piace una tua foto o trova l’inquadratura banale, se anche la foto gli fa davvero schifo… sta criticando l’immagine, il lavoro che hai fatto in quello scatto, non te. Non sta dicendo che TU fai schifo e che tutta la tua famiglia compresi gli avi e i discendenti non valgono nulla: sta dicendo che la tua foto non gli piace.

Non c’è niente di offensivo e nessuna onta da lavare nel sangue in un “La tua foto non mi piace“.

Tu hai mai fatto una fotografia che, rivista oggi, ti fa schifo?

Io tantissime.

Il problema è che sul momento, per una serie di motivi che non analizzeremo ora, non ci rendiamo conto della realtà.

Poi, a mente fredda, magari anche dopo anni, ecco che siamo in grado di essere oggettivi: fa proprio schifo!

Beh, la persona che te lo aveva detto per prima, quella che ti ha offeso a morte… forse aveva ragione no?

So che l’affetto che ti lega alle tue immagini è forte, ma non sono tuoi figli di luce… sono lavori che hai fatto. E ogni tanto (molto, molto di rado) fanno schifo 😉

 

5. Nell’ambito professionale le critiche sono fondamentali per la scelta.

Di solito presento ai miei clienti fra 3 e 7 proposte.

Qualsiasi cosa faccia, che sia un marchio o una campagna pubblicitaria, una proposta di composit in Photoshop o lo script di uno spot TV, presento sempre almeno tre idee diverse, prodotte da me e dal team dell’agenzia.

Quando piacciono tutte sono molto felice. Però alla fine qualcuno deve decidere, altrimenti rimaniamo in stallo. E se nessuno sceglie la proposta definitiva sai cosa succede?

  1. Aumenta ogni giorno la probabilità che le proposte stanchino o che qualcuno gli trovi un insulso difetto… e che alla fine non ne scelgano nessuna.
  2. Fino a quando non c’è una scelta non c’è un esecutivo, non c’è una fattura, non c’è un incasso 😉

Quindi, meglio che, su 5 proposte, una piaccia tantissimo, un paio piacciano “ma” e… le altre due possono anche essere aspramente criticate.

Andrea Grassi, mio socio e amico, mi ha insegnato una cosa: “Ogni rifiuto aumenta le probabilità del sì al prossimo tentativo, ogni no è una parte del successo“.

Inoltre, devo dire che dalle critiche ho imparato davvero tantissimo.

Ho avuto un cliente, il direttore marketing di una grossa azienda, con il quale era davvero difficilissimo lavorare.

Molto esigente, a volte critico in modo che non comprendevo. Si chiama Nino e gli devo molto.

Sì, perché dai nostri scontri, dalle sue critiche e dai suoi “no” è derivata un conseguenza: i miei standard e quelli della mia agenzia si sono alzati. Ogni volta.

Ad ogni singolo lavoro i nostri standard si sono alzati.

Così che, quando Nino è andato in pensione e il nuovo direttore marketing ci ha “messo in discussione” attraverso una gara, abbiamo vinto e riconfermato il cliente.

Solo una può essere scelte (Margaret Thatcher. Blackpool, England. 1981. Contact Sheet © Peter Parlow / Magnum)
Solo una può essere scelte (Margaret Thatcher. Blackpool, England. 1981. Contact Sheet © Peter Parlow / Magnum)

6. Non devi per forza piacere a tutti, neanche la tua fotografia.

Ci sono grandissimi fotografi e ritoccatori che non piacciono a tutti. Chi se ne frega.

Il gusto non è (non ancora) totalmente uniforme e ci sarà sempre (spero) lo spirito libero che alza la mano e dice “A me, questa cosa che piace a tutti, fa schifo!

Ci sono fotografi e grandi artisti osannati da pubblico e critica che fanno foto, secondo me, orribili.

Per esempio, io trovo la fotografia di Luigi Ghirri (mio conterraneo), mediamente brutta. Lo ritengo un artista, importante per la fotografia italiana, ma le sue foto non mi piacciono. Se per questo non mi piace neanche Picasso… (adesso mi linciano!” 🙂 )

Non c’è niente di male.

Così sarà anche per te: puoi essere il fotografo emergente del futuro, il Ghirri o il Gastel del 2020, e non piacere a tutti.

Come dice il motto: “i Lupi non perdono il sonno per le opinioni delle pecore“.

Ecco, se sei sicuro del lavoro che fai, se i professionisti che stimi ti apprezzano, se i clienti ti scelgono… chi se ne frega delle opinioni delle pecore.

7. Se tutti ti dicono che le tue foto fanno schifo… magari è vero 😉

I “sogni” hanno rovinato un sacco di gente.

C’è un video di Mike Rowe (il conduttore di “Lavori Sporchi”, te lo ricordi?) che dice una cosa illuminate: “Dont’ follow your passion!

Ma come?

Non devi seguire le tue passioni???. Ne ha anche scritto un articolo Gloria qui 😉

Pensaci: quante persone vanno a X-Factor convinte di essere grandi cantanti e di fronte a una stroncatura crollano in lacrime? “Io non mi farò fermare da un “no”, io continuerò a seguire la mia passione, perché se ci credi i sogni si avverano!

È una stronzata! (Ri-scusa il termine)

Se non sai cantare, se non hai il minimo talento, puoi sognare di diventare un grande cantante, ma probabilmente non succederà.

Allo stesso modo, se tutti (tutti tutti), soprattutto quelli che stimi, ti dicono che le tue foto fanno schifo… forse non è la tua strada 😉

Non devi smettere di scattare, anzi, può comunque essere un hobby, anche se ti viene male. Ma pensaci, magari stai sprecando un grande talento che hai, in una cosa che non è la fotografia 😉

La tua passione ti deve sempre accompagnare, in ogni cosa che fai. Ma non devi seguire lei, devi seguire le opportunità. Con passione!

 

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Grazie per l’attenzione, spero di averti dato degli spunti interessanti e spero che vorrai condividere con me la tua opinione.

Buon lavoro e buon divertimento.

Simone Poletti

 

  • Filiberto Mariani

    Condivido tutto 🙂

    • Simone Poletti

      Grazie Filiberto 🙂

      • Filiberto Mariani

        di nulla,
        ho preso anch’io la mia buona parte di critiche, impietose ma (purtroppo) giuste.
        Le mie foto fanno ancora schifo, ma almeno ho sviluppato sufficiente spirito critico per riconoscerlo con i miei occhi.

  • Calligaris Roberto

    grande lezione di vita

    • Simone Poletti

      Ciao Roberto. Non so se è una lezione di vita, sicuramente io non sono un maestro 😉 Ma a forza di esser criticato, di incazzarmi e di non ottenere nulla, qualcosa ho imparato, io per primo. Grazie mille per il commento 😉

  • miss stella del veneto

    molte volte le critiche le fanno i concorrenti che vogliono che tu chiuda quindi per loro tutto fa schifo eccetto loro stessi e spargono la voce perche tutti la pensino come loro. la gente e gran pecorona

    • Simone Poletti

      Molte volte le critiche sono figlie della frustrazione. Però meglio ascoltarle sempre, per poi curarsene solo se è il caso 😉

    • Beppe D’Altilia

      Permetti “l’intrusione”: si molti nel settore fanno come dici, ma poi vengono smettiti dai loro stessi clienti quando gli consegnano pessimi lavori a prezzi il più delle volte spropositati.

  • Maurizio Vassena

    Bell’articolo. Solo una cosa muoio dalla curiosità di conoscere la tua opinione su Master of Photography. Molte volte mi sono trovato in disaccordo con i giudici, ma … io sono qui e loro sono li.

    • Simone Poletti

      Ciao Maurizio. Non sono un fotografo, quindi la mia opinione su Master of Photography è da utente e da operatore del mondo della comunicazione.
      Sinceramente avevo trovato stucchevoli e assurde le critiche preventive fatte alla trasmissione molto prima che iniziasse. Trovo che sia un prodotto confezionato molto bene: bello lo studio, carina la formula, interessante il meccanismo e le prove. Alcuni dei concorrenti mi sembrano anche molto bravi, altri molto “artistoidi”, ma è una mia visione. In generale mi sono trovato spesso d’accordo con la visione dei giudici, meno con quella degli “esperti” di turno che fanno i tutor. Ma si tratta, in tutti i casi, di personaggi che hanno dimostrato con i fatti di avere qualità e talento (anche Toscani che personalmente non amo).

      In sintesi, mi sembra uno “spottone” fighissimo al mondo della fotografia e trovo anche molto “educativo” per chi si avvicina alla fotografia il fatto che molti dei concorrenti scelgano macchine compatte o comunque attrezzature ridotte per le prove, anche se sempre di ottima qualità.

      Sarà perché cerco di trovare il lato positivo in ogni cosa, ma dopo averne sentito parlare così male da un sacco di gente che non lo ha visto, trovo Master of Photography infinitamente più interessante delle polemiche sulla fotografia che leggo ogni giorno sul web 😉

      Grazie per il commento e a presto