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News ed Eventi
2016: analisi semi-seria di un anno bisestile

FACCIO I SELFIE MOSSI AL 2016!

04/01/2017
Simone Poletti

2016: analisi semi-seria di un anno bisestile

Analisi semi-seria di un anno bisestile e degli accadimenti nel mondo della Fotografia e della Post-produzione.

 

A fine anno, o all’inizio di quello dopo, va un sacco di moda fare bilanci.

Ecco, a me i bilanci non piacciono moltissimo e tendo ad evitarli.

Un po’ perché c’è sempre quello che tende a vedere tutto scuro, un po’ perché mi fanno ricordare anche gli errori che non mi va di ammettere, un po’ perché preferisco pensare a ciò che ho imparato.

Quindi iniziamo il 2017 con un elenco (semiserio) di quello che è successo nel 2016 di FotografiaProfessionale e di quello che ha imparato Simone Poletti (cioè io).

Sul mio profilo Facebook lo faccio spesso, elenco le “cose che ho imparato di…” o il “riassunto del mese di…”

 

Carta e penna pronte, ecco quindi il magnifico:

Cose che ho imparato del 2016 e riassunto degli eventi principali

 

Gennaio 2016 - Formazione a Cuneo
Gennaio 2016 – Formazione a Cuneo

1.

Il 2016 è iniziato con un fantastico weekend di Formazione a Cuneo (nell’immagine tratta dalla nostra pagina Facebook una testimonianza del viaggio). A Cuneo in gennaio fa un freddo terrificante ma c’era una sala pienissima per il seminario di sabato e abbiamo dovuto aggiungere due tavoli anche per il workshop di domenica. La cosa più fica di tutto questo è che alcuni dei ragazzi e delle ragazze presenti a quel seminario e a quel workshop sono poi diventati allievi dell’Accademia di Post!

A Cuneo ho imparato che nelle sale comunali piemontesi “quelli lì” (i Macintosh) non funzionano e che il Monviso sembra proprio la montagna della Paramount (e dell’acqua, ma non si dice quale). Ho imparato anche i piemontesi hanno un sacco di voglia di fotografia e post e che quando si mettono in moto non li ferma più nessuno.

 

2.

Durante una pausa del seminario di Cuneo si sono avvicinate due ragazze giovanissime: mi sorridono, si presentano e mi dicono “Ciao, noi vorremmo venire a fare uno stage in FotografiaProfessionale“. E io penso “Sì sì… Ma vuoi che si spostino fino a Reggio Emilia per uno stage?“.

Una di quelle due ragazze era Elisa, che ha effettivamente fatto qualche mese di stage con noi, poi si è iscritta all’Accademia e ora sta concludendo il suo percorso. Ma soprattutto si è laureata da poco, rendendoci tutti molto orgogliosi 🙂

 

Il 2016 ed Elisa mi hanno insegnato che “i giovani d’oggi” (che spesso sottovaluto) sanno essere parecchio svegli, concreti a cazzuti!

 

3.

Nel 2016 ho scoperto anche che Steve McCurry non fa vera fotografia, ma è uno di quelli che “trucca la immagini con Photoshop“. 🙂

 

Cuba, 2014 (©Steve McCurry - Magnum Photo)
Cuba, 2014 (©Steve McCurry – Magnum Photo)

 

È ormai celebre la polemica esplosa dopo la pubblicazione di un post, da parte di un amico fotografo piemontese (sempre questi piemontesi) che fra l’altro era al seminario di cui parlavo prima. Paolo (questo il nome del fotografo), va a vedere la mostra di McCurry a Venaria Reale, si accorge di alcuni ritocchi maldestri in uno scatto “cubano” e posta un articolo sul suo blog e su Facebook.

Immediatamente condiviso da centinaia di persone in tutto il mondo, l’articolo porta Mc Curry a scusarsi per l’accaduto e a licenziare il ritoccatore.

Ho difeso McCurry in questo articolo “Io sto con McCurry e ti spiego perché” ma devo dire che sono rimasto molto deluso dal licenziamento del ritoccatore. Quante volte quel ritoccatore avrà “salvato il culo” al buon Steve aiutandolo ad ottenere il successo che ha? E al primo errore (erroraccio certo, ma umano è) lo licenzi? Avrebbe fatto più bella figura se lo avesse difeso fino alla fine 😉

Anche perché sono convinto che la responsabilità del risultato finale sia comunque di chi ci mette faccia e nome, cioè del buon Steve. Quella immagine ha quegli errori perché il ritoccatore ha sbagliato, ma soprattutto perché chi doveva controllare e chi aveva la responsabilità dello scatto (Steve McCurry), non ha vigilato come doveva.

Il 2016 e McCurry mi hanno insegnato che puoi essere famoso e bravissimo, hai comunque il diritto di sbagliare.

Ma poi assumiti le tue responsabilità e accettane le conseguenze, altrimenti…

 

4.

Il 2016 è stato per me anche il primo anno da relatore allo Stand Out Photography Forum, un evento fighissimo e una giornata fantastica.

 

Un momento dell'intervento di Simone Poletti allo Stando Out 2016
Un momento dell’intervento di Simone Poletti allo Stando Out 2016

 

Stand Out 2016 è stata un’occasione incredibile per conoscere dal vivo tantissimi fotografi con i quali ero in contatto da tempo.

Ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare: sistemi digitali Phase One da 100 MP, gusci sottomarini Nimar per sistemi digitali da 100 MP, fotografi americani che vivono in Sardegna e parlano un italo-spanglish meraviglioso, reportagisti incredibili. E soprattutto un pubblico bellissimo e appassionato di pro (e non pro) con carriere e aziende in ottima salute e una gran voglia di crescere ed imparare. Che figata!

Ho scritto un report piuttosto corposo di quella bellissima giornata che trovi in questo articolo: “Stand Out From the Crowd!”

In un anno durante il quale ho scoperto che (scusa se mi auto-cito):

“Ogni mattina un fotografo si sveglia e si prepara a scattare le sue fotografie. E sa che dovrà essere più bravo e più veloce.

Ogni mattina un fotoritoccatore si sveglia e inizia a correggere le immagini di un fotografo. E sa che dovrà essere più bravo e più veloce.

Non importa che tu sia un fotografo o un ritoccatore, non importa che tu pubblichi una foto, un articolo, un ritocco, un post di auguri, un corso di Photoshop o un selfie del tuo gatto:
ci sarà sempre un rompicoglioni pronto a commentare “Questa non è vera fotografia!”

Ecco, in un anno in cui ho scoperto che un sacco di gente preferisce criticare che fare e un sacco di fotografi danno la colpa del proprio insuccesso al successo degli altri, ho anche la conferma (se mai ce ne fosse stato bisogno) che quelli che costruiscono il proprio successo sui fatti sono spesso persone fantastiche, disponibili e sempre alla ricerca di uno spunto per crescere.

Dal 2016 e dallo Stand Out ho imparato che il talento, l’impegno, il lavoro, la competenza e anche un po’ di sana FACCIA DA CULO… pagano. E portano grandi soddisfazioni.

 

Chi ti racconta che in Italia paga solo il clientelismo e non serve avere talento ma basta leccare culi, spesso (non sempre, spesso) ha gettato la spugna troppo presto o cerca un alibi per i propri fallimenti.

 

5.

Il 2016 è stato anche l’anno in cui abbiamo diplomato la seconda e la terza dell’Accademia di Post e stiamo per concludere la quarta.

Gruppi di lavoro in Accademia
Gruppi di lavoro in Accademia

 

Dalle Balene dell’Accademia di Post ho imparato che si può lavorare 10 ore al giorno, tornare a casa ed occuparsi della famiglia, studiare fino a tarda notte, fare i compiti per quel rompic*****ni di Poletti e il weekend venire ai workshop. La forza scorre potente in questi uomini e donne, ragazzi e ragazze!

Una delle cose più belle di questo 2016 è stato vedere molti di loro costruire qualcosa di concreto.

Grazie baleni! 🙂

 

6.

Ecco, prendendo proprio le Balene dell’Accademia come esempio, devo dire che il 2016 è stato decisamente l’anno in cui abbiamo stabilito che i famosi “sogni nel cassetto” servono a pochissimo.

Continuo a sentire un sacco di gente che “insegue i propri sogni” o che mi scrive cose del tipo “ho un sogno nel cassetto che temo rimarrà tale” ecc… ecc..

Ma il 2016 mi ha dimostrato (come tutti gli anni precedenti, ma prima facevo finta di non capire) che l’unico modo per realizzare un sogno è… realizzarlo. Cioè trasformalo da sogno in obiettivo, in progetto concreto e portarlo fino in fondo.

In fondo anche FotografiaProfessionale è un sogno realizzato, l’Accademia di Post è un sogno realizzato, la Membership di FotografiaProfessionale è un sogno realizzato e ce ne sono tanti altri negli ultimi anni del nostro team. Solo che preferisco chiamarli obiettivi raggiunti 😉

Per questo insegnamento devo ringraziare tutti gli ostacoli e le difficoltà che questi 12 mesi ci hanno messo di fronte.

Il 2016 e i suoi ostacoli mi hanno insegnato che i sogni sono belli, ma i progetti portati a termine sono molto meglio. Nei cassetti ci tengo le mutande e la biancheria pulita.

Le persone che ho incontrato in questi mesi e in questi anni mi hanno anche dimostrato e insegnato che i tuoi obiettivi te li devi porre da solo e devi raggiungerli grazie al tuo lavoro.

Farsi assumere da FotografiaProfessionale non è un obiettivo. O, per lo meno, può esserlo ma si raggiunge solo attraverso le competenze e il lavoro.

Mi spiego meglio: se il tuo obiettivo è “diventare un grande fotografo” non puoi rinunciare solo perché “ho contattato 100 fotografi per fare loro da assistente e non mi prende nessuno“.

Prima di tutto chiediti perché nessuno ti prende, poi smettila di dare loro la responsabilità del fallimento del TUO obiettivo. Se quella strada non va, trovane un’altra 😉

 

7.

Il 2016 è stato l’anno in cui Simone Conti si è sposato e trasferito negli Stati Uniti, per la precisione a San Francisco

 

1160 Filbert Street - San Francisco
1160 Filbert Street – San Francisco

 

 

Ora, FotografiaProfessionale non è un team di 20 persone, chi realmente lavora ogni giorno per FP siamo io, Gloria, Simone e da poche settimane Caterina.

Quindi quando un tuo socio (e il fotografo principale del team) ti dice “Sai, ho deciso di trasferirmi a San Francisco” hai davanti una nuova sfida, imprevista e bella tosta!

Ho visto società scogliersi per molto meno e aziende andare in grossa crisi.

Oggi, dopo 6 mesi dal trasferimento effettivo di Simone, devo dire che siamo felici.

Siamo felici perché è felice lui e ha trovato una dimensione che lo soddisfa e lo gratifica, rimanendo comunque una colonna di FotografiaProfessionale e parte integrante del team.

Siamo felici perché noi come team ce la siamo cavata egregiamente e siamo cresciuti (come ogni anno dalla nascita di FP) anche di fronte a queste difficoltà.

Abbiamo imparato a fare cose che non sapevamo fare, abbiamo colto l’occasione per migliorare alcuni processi e per creare una FotografiaProfessionale più bella ed efficace.

Siamo felici perché il gatto Lucio (il gatto di Simone Conti) si è adattato perfettamente alla sua nuova vita americana.

Siamo felici perché siamo un po’ più internazionali e fare i collegamenti da continente a continente via Skype durante i workshop è divertente 🙂

Il 2016 e il trasferimento di Simone negli USA mi ha insegnato che nulla è scontato e nulla è conquistato per sempre, devi sempre essere disposto a rimetterti in gioco.

Ma una grossa difficoltà può diventare una bellissima sfida e vincerla può renderti il doppio più forte.

 

8.

Come dicevo anche sopra, il 2016 mi ha insegnato che puoi anche improvvisamente perdere cose a cui tieni immensamente e a cui non credevi di dover rinunciare.

Mi ha insegnato che non esistono pilastri inamovibili e che devi essere pronto a “far senza” anche di ciò che ti aiutava a sorridere ogni mattina.

Non voglio diventare improvvisamente serio, perché questa è una cronaca un po’ “cazzeggiante” ma a volte ci sono lezioni che non vorresti dover prendere e che invece arrivano 😉

Il 2016 mi ha insegnato che a volte devi fermarti a respirare e a riposare. Non succede nulla.

A volte devi anche prenderti una pausa e dedicarti a ciò che conta oltre il lavoro e i progetti.

 

9.

Nel 2016 abbiamo avuto un’edizione per noi davvero speciale di Fotografia Europea!

Speciale perché abbiamo battuto ogni record di iscritti e di presenze effettive ai nostri seminari di Fotografia e Post. Non per fare i fenomeni, ma i fatti sono fatti: ogni anno facciamo più presenze noi che tutti gli altri seminari e corsi (gratuiti e a pagamento) di tutta la manifestazione messi insieme.

Quindi, circa 500 iscritti in totale con aule piene e sedute creative per riuscire a farci stare davvero tutti 😉

 

Fotografia Europea: aule strapiene e trofei vinti
Fotografia Europea: aule strapiene e trofei vinti

 

Qualcuno mi ha chiesto: “Ma come fate ad aggregare così tante persone?

La risposta è nella prima e nella seconda foto: siamo bravi nel nostro lavoro, credibili e concreti. Di solito “diamo” oltre le aspettative. E (seconda foto) non ci prendiamo troppo sul serio 🙂

Quest’anno io e Simone Conti ci siamo lanciati una sfida: “Chi fa più iscritti ai seminari di FotografiaEuropea vince un trofeo!” E il trofeo sarebbe stato svelato e consegnato proprio durante i seminari.

Ho vinto io! Ed eccomi, nella foto dell’amico Riccardo Balliano (Balena diplomata) con il mio fantastico trofeo: un salame di ottima qualità che ho poi affettato a fine seminario e diviso con alcuni dei partecipanti.

Il 2016 e FotografiaEuropea mi hanno insegnato che non devi essere per forza serioso per essere preso sul serio.

 

Ma non finisce qui, ho imparato anche un’altra cosa, non tanto nel 2016, ma in questi anni.

“Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna” è una delle più grosse stronzate sentite in giro. Di solito chi lo dice è uno che sa fare poco o è frustrato per i risultati.

È vero che i workshop e i corsi si sono moltiplicati negli ultimi anni, ma quelli davvero bravi e che hanno successo in questo lavoro si contano sulle dita di una mano.

Per insegnare devi saper fare e saper insegnare, che non vuol dire saper dire come fare, ma saper FAR CAPIRE COME FARE e COME RIPETERE con successo.

 

10.

Il 2016 è stato anche un anno in cui abbiamo ottenuto numeri davvero straordinari: l’ottavo anno di crescita costante consecutivo, 154.000 amici su Facebook, conquistati uno ad uno con pazienza e grazie a contenuti di qualità, tantissimi allievi in Accademia di Post e ai workshop.

È stato anche l’anno durante il quale la strategia di comunicazione di alcuni nostri colleghi sembra essersi focalizzata sul “parlar male” degli altri o “mettersi in competizione” proprio con FotografiaProfessionale.

Da quel tipo che da dei “ritardati” a quelli che non comprano il suo corso a quello che “li sta facendo infuriare”… Lasciamo perdere 🙂

 

 

A parte i pochi che dimostrano poco stile e poche idee (e che un po’ fanno ridere), ci sono però tantissimi colleghi che lavorano davvero bene e contribuiscono a migliorare la qualità dei fotografi e di ritoccatori italiani.

A loro va il mio ringraziamento, la mia stima e il mio rispetto.

Il fatto che questi colleghi esistano è un vantaggio per tutti, perché contribuiscono ad alzare la media e permettono a tutti noi di fare cose più difficili, più belle e più divertenti!

Quindi credo che l’insegnamento che mi ha dato questo 2016, e che mi hanno dato i miei colleghi valga anche per i fotografi e sia triplice.

Primo:

Parlar male dei tuoi colleghi (se ci tieni chiamali “concorrenti”) non ti farà vendere nemmeno un corso, una fotografia o un servizio in più.

 

Secondo:

Se vuoi rispetto dai rispetto, se vuoi essere credibile e avere successo dai qualità, professionalità, BENEFICI REALI E CONCRETI ai tuoi clienti.

 

E infine:

I lupi non perdono il sonno per il belare delle pecore.

Lascia che i pecoroni parlano e tu occupati dei risultati 😉

 

Infine:

Il 2016 mi ha insegnato che ci sono persone fantastiche in giro.

Un gruppo lo vedete qui sotto e sono quei fighi dell’Accademia III 😉

 

Balene del III corso in attesa dell'esito dell'Esame
Balene del III corso in attesa dell’esito dell’Esame

 

Mentre continuo a vedere un sacco di astio e nervosismo nel mondo della Fotografia e della Post e anche in generale.

Gente che si “scanna” sui social, neanche fosse vita vera.

Fotografi che si parlano dietro, piccole lotte di quartiere fra frustrati.

Chi incolpa l’altro, chi accusa quello, chi sfotte, chi dà di matto.

E i “photographers” e “le modelle” e gli artisti… che palle!

Il 2016 mi ha insegnato che è fantastico frequentare persone vere, lavorare con persone vere, che ho scelto, che apprezzo e a cui voglio bene.

 

Nel 2016 ho incontrato tantissimi di voi e ho scoperto che il mondo della Fotografia e della Post è pieno di persone davvero interessanti, simpatiche, appassionate e di talento.

Ecco, visto che in questi giorni tutti facciamo buoni propositi per il 2017, proviamo con uno:

Nel 2017 proviamo a passare meno tempo a fare la guerra dei photographers su Facebook e meno tempo a parlar male degli altri.

E proviamo a investire quel tempo a costruire un network di collaborazioni con persone vere e con colleghi di talento.

Alla fine può darsi che ci ritroviamo anche più ricchi, sicuramente più sorridenti 😉

 

Buon anno e buon divertimento.

A presto

 

Simone Poletti

News ed Eventi
Ragazzi della curva, entrate nel Club!

NASCE IL CLUB DI FOTOGRAFIAPROFESSIONALE

14/12/2016
Simone Poletti

Ragazzi della curva, entrate nel Club!

Volevamo dare qualcosa di più alla nostra “curva“, volevamo che fosse speciale e che rispondesse ai desideri dei nostri utenti più affezionati: così abbiamo creato il Club Membership Program di FotografiaProfessionale.

 

“Walk on, walk on
With hope in your hearts
And you’ll never walk alone
You’ll never walk alone”

 

Quest’anno, dopo tanto tempo, ho fatto di nuovo l’abbonamento alla mia squadra del cuore.

Erano anni che rinunciavo perché tanto la domenica lavoro quasi sempre, fra workshop e Accademia di Post, ma quest’anno ho deciso di farlo comunque: ne valeva la pena.

Ci sono tanti motivi per scegliere di abbonarsi ad una squadra, come ad un servizio o a un programma (penso a Sky o a Netflix, o all’abbonamento in palestra):

  1. La passione è così tanta da voler essere sicuro di non perderti nulla

  2. Il prezzo è davvero conveniente

  3. I benefici per l’abbonato sono eccezionali

  4. La comodità di avere già tutto senza dover ogni volta acquistare il singolo prodotto/partita/lezione

 

Come un club professionistico, anche FotografiaProfessionale ha la sua grande forza nel suo pubblico, i nostri “tifosi”, tu e tutti gli altri della “curva” 🙂

E fin dal primo giorno abbiamo deciso di ascoltare “la voce della curva” e di migliorare seguendo proprio le richieste di chi maggiormente ci ha sostenuto fin dall’inizio.

Grazie a questo rapporto di reciproco scambio di opinioni e consigli, credo che FotografiaProfessionale sia migliorata davvero tanto rispetto ai suoi inizi. Anche i nostri utenti sono cresciuti, non solo in numero, ma in qualità e preparazione.

Per questo, ogni mese ci fermiamo a fare il punto della situazione e… cambiamo! Cambiamo in base alle richieste della curva di FP e in base alle indicazioni che i nostri utenti ci danno.

E, a volte, abbiamo delle idee davvero geniali! 😀 (A volte)

 

Idee geniali a go-go :)
Idee geniali a go-go 🙂

 

 

Le richieste più frequenti e vivaci sono state queste (in ordine di apparizione):

  1. Maggiori sconti per chi acquista tanti corsi

  2. Accesso via mobile (smartphone e tablet) a corsi ed eBook

  3. Ancora maggiore facilità di accesso ai contenuti, anche senza download

  4. Avere a disposizione un percorso didattico completo on-line

  5. Iscriversi una volta e non pensarci più

 

In effetti abbiamo ormai quasi 100 video-corsi per oltre 150 ore di lezione e tantissimi eBook per centinaia di pagine di contenuti. La cosa fantastica è che molti dei nostri utenti hanno più di 10 video-corsi, alcuni (quelli del “gruppo storico” della curva) li hanno proprio tutti!

Come fare a rispondere alle richieste che abbiamo ricevuto dai nostri utenti più affezionati e, contemporaneamente, premiare quelli che ci seguono con maggiore passione e fedeltà?

Abbiamo pensato ad una “carta fedeltà” a punti, ma era troppo complicato. E poi quelle richieste di “iscriversi una volta e non pensarci più”, e di “maggiore facilità di accesso” andavano assolutamente soddisfatte!

 

Per questo abbiamo deciso di creare un vero e proprio abbonamento annuale, che permetta ai “ragazzi e alle ragazze della curva” di iscriversi una volta e non pensarci più. In modo da avere accesso ai corsi e agli eBook ovunque siano, a qualsiasi ora e anche con il telefono. Così la domenica, mentre segui la tua squadra del cuore, puoi anche guardare i corsi di FotografiaProfessionale (magari nell’intervallo 😉 ).

 

Così nasce il Club Membership Program di FotografiaProfessionale, un vero e proprio programma formativo on-line con caratteristiche uniche ed esclusive!

Ho preparato un video insieme ad Andrea per spiegarti meglio cosa abbiamo fatto 😉

 

 

Il Club Membership Program di FotografiaProfessionale ti mette a disposizione tutto il know-how del nostro team di professionisti nel campo della Fotografia, della PostProduzione e del Video-making.

Una unica ed enorme “libreria e videoteca virtuale”, accessibile da ogni luogo, 24h al giorno per 365 giorni l’anno. Potrai trovare tutte le tecniche che ti servono per migliorare la tua fotografia e la tua post, anche se parti dalle basi.

Il nostro Club è un contenitore di video-corsi ed eBook in costante evoluzione e crescita.

 

Tantissimi corsi divisi per argomento e livello
Tantissimi corsi divisi per argomento e livello

 

Una piattaforma streaming web grazie alla quale potrai vedere tutti i nostri corsi senza scaricarli, in ogni momento e ovunque ti trovi!

 

In ogni categoria tutto ciò che ti serve per imparare, passo dopo passo
In ogni categoria tutto ciò che ti serve per imparare, passo dopo passo

 

Ti basterà iscriverti, scegliendo la sottoscrizione mensile o annuale. Avrai immediatamente accesso a tutti i contenuti già caricati, a tutti quelli che realizzeremo durante l’anno e ai materiali esclusivi per il Club!

 

Puoi vedere le lezioni quando vuoi, seguendo il percorso o saltando da un argomento all'altro
Puoi vedere le lezioni quando vuoi, seguendo il percorso o saltando da un argomento all’altro

 

Potrai inziare da zero o completare la tua formazione con tutte le migliori tecniche per la fotografia e la postproduzione, sempre aggiornate e rinnovate.

E come iscritto al Club sarai il primo ad avere accesso ai nuovi corsi e non dovrai aggiungere nemmeno un euro al tuo abbonamento annuale!

Se ti interessa saperne di più, nella pagina del Club troverai tutte le informazioni che ti servono.

Ah, c’è un’altra novità!

Da quest’anno puoi regalare tutti i nostri corsi a chi vuoi tu. E anche l’iscrizione al Club Membership Program può essere un fantastico regalo di Natale! 🙂

 

Occhio però, abbiamo deciso di CHIUDERE LE ISCRIZIONI il 31 Dicembre, proprio l’ultimo dell’anno… quindi non manca molto.

Direi che ti ho raccontato quasi tutto, non mi resta che augurarti buone feste e… ti aspetto in curva 😉

A presto

Simone Poletti

Tecnica Post-Produzione
Come fai ad ottenere un ritocco di qualità in Photoshop?

COSA CONTA DAVVERO?

08/01/2016
Simone Poletti
2 commenti ]

Come fai ad ottenere un ritocco di qualità in Photoshop?

«Il giorno in cui smetterai di imparare sarai come un’auto da corsa ferma in mezzo alla pista… in attesa di essere sorpassata da tutte le altre in arrivo».

 

Come fai ad ottenere immagini di qualità con il ritocco in Photoshop?
Detto che il 90% delle volte la risposta è sempre la stessa: “Fai grandi scatti, la post conta per il 10%, come si fa ad ottenere grandi risultati in quel 10% di post?

Secondo me ci sono 5 fattori che contano nel ritocco di un’immagine e hanno un peso diverso sul risultato finale… ecco un po’ di percentuali.

 

Come fai a fare post come X e a raggiungere i risultati di Y?

Sostituisci X e Y con il nome di due fotografi che ti piacciono e il gioco è fatto 😉

È una di quelle domande che io mi sento fare piuttosto spesso, forse quella più gettonata fra le email che mi arrivano ogni giorno.

È normale e credo anche giusto: tutti prendiamo ad esempio i fotografi e i ritoccatori migliori e cerchiamo di carpire i loro segreti: in fotografia contano luce e tecnica di scatto, creatività, costruzione dell’immagine, inquadratura ecc… E in post?
Detto che il 90% delle volte la risposta è sempre la stessa: “Fai grandi scatti, la post conta per il 10%, come si fa ad ottenere grandi risultati in quel 10% di post?

Cosa distingue davvero un ritoccatore di grande livello da uno scarso?

Secondo me ci sono 5 fattori che contano nel ritocco di un’immagine e hanno un peso diverso sul risultato finale… ecco un po’ di percentuali.

 

45% FORMAZIONE TECNICA

È fondamentale conoscere la tecnica: non puoi pensare di affrontare il ritocco a livello professionale se non hai studiato. E non si finisce mai di studiare.

Più diventi bravo e più cose da studiare ed imparare avrai, perché ogni nuova tecnica apre altri orizzonti da esplorare e altre possibilità. Comincia dalle basi di Lightroom, Capture One e Photoshop, senza dar per scontato nulla, e non fermarti mai: il giorno in cui smetterai di imparare sarai come un’auto da corsa ferma in mezzo alla pista… in attesa di essere sorpassata da tutte le altre in arrivo 😉

LEGGI TUTTO >>

Tecnica Post-Produzione
Scegli la punta giusta! (Per la tavoletta grafica)

LA PUNTA GIUSTA? (PHOTO: ©DOUGLAS FISHER PER NIKE)

04/09/2015
Simone Poletti
2 commenti ]

Scegli la punta giusta! (Per la tavoletta grafica)

Scegliere la punta giusta è fondamentale!

Ne sanno qualcosa i tifosi della squadra di calcio della mia città, che da anni aspettano un centravanti da 15 goal e ne sanno qualcosa tutti gli Italiani che hanno seguito la chiusura del calciomercato in attesa di un “colpo” in attacco… ma non è di pallone, per fortuna, che ti voglio parlare oggi! 🙂

Infatti oggi parliano di punte sì, ma quelle per la penna della tua tavoletta grafica!

Perdonami quindi la scelta dell’immagine un po’ ruffiana, ma non ho resistito alla tentazione di pubblicare una foto (con gran post) di uno dei miei preferiti: Douglas Fisher.

 

Qualche giorno fa ho finalmente pubblicato il mio video-corso sull’installazione, l’impostazione e l’uso professionale della tavoletta grafica: è completamente gratuito e lo trovi qui!

Banner Tavoletta

 

 

Nel video-corso si affrontano tutti gli aspetti relativi alla tavoletta grafica (in questo caso una Wacom Intuos Pro M, ma il corso è utilissimo anche per chi possiede gli altri modelli), dal contenuto della scatola fino alle esercitazioni per riuscire ad abituare al meglio la propria mano all’uso della penna e alla realizzazione di tratti fluidi e sfumati; passando per l’impostazione di tutte le preferenze, gli strumenti e le express-keys della tavoletta.

Ammetto però di avere tralasciato un aspetto che invece ha la sua importanza: le punte!

Come dico spesso: FotografiaProfessionale la fanno gli utenti come te, prima di tutto, con i feedback e le richieste di supporto. Infatti, appena uscito il corso c’è stato subito chi mi ha chiesto: “Ma le punte che si trovano nel portapenne? A cosa servono? Qual è la differenza? Quali scegli e in quali occasioni?

Ecco quindi che le vostre domande hanno costituito lo stimolo per scrivere questo articolo che è l’ideale completamento del video-corso sull’uso della tavoletta!

Sì perché, se vuoi ottenere grandi risultati, scegliere la punta giusta è fondamentale 😉 LEGGI TUTTO >>

Tecnica Post-Produzione
Photoshop o Lightroom? 10 modi per scoprire quello giusto per te!

PHOTOSHOP VS LIGHTROOM

24/08/2015
Simone Poletti

Photoshop o Lightroom? 10 modi per scoprire quello giusto per te!

È una delle domande che mi sento fare più spesso, soprattutto da chi muove i primi passi nella post, ma anche da insospettabili piuttosto esperti: Quale software è meglio per la mia post? Photoshop o Lightroom?

Le prime volte la cosa mi irritava un po’, lo ammetto, e fra poco ti spiegherò il perché. Poi ho capito che, se questo dubbio esiste e permane, è soprattutto per colpa nostra, cioè di chi dovrebbe fare cultura della post e quindi anche spiegare meglio le differenze fra i software. Quindi ho deciso di scrivere questo articolo proprio per aiutarti a capire quali sono le differenze fra Photoshop e Lightroom e per aiutarti a scegliere il compagno (di lavoro) giusto per te 😉

Perché la cosa mi irritava tanto? Beh, perché la prima cosa che voglio chiarire è proprio questa: Lightroom e Photoshop sono due software che si occupano di postproduzione, ma agiscono in due campi diversi e non sono sovrapponibili, se non per piccole parti del lavoro. Sono software COMPLEMENTARI E NON ALTERNATIVI. Quindi io credevo che la domanda non avesse senso e che lo avesse solo per gli equivoci creati in primis da Adobe e poi dalla mancanza di informazione alla quale cercherò di porre rimedio oggi 😉

Perché dico che non sono alternativi ma complementari?

Te lo spiego cercando di stabilire cosa sono in effetti Lightroom e Photoshop e stabilendo alcuni punti fermi sui quali poi baseremo tutto il discorso. LEGGI TUTTO >>

Recensioni
Catturare il colore con un click: ho scoperto Cube e l’ho provato per te!

COLORE AL CUBO?

20/07/2015
Simone Poletti

Catturare il colore con un click: ho scoperto Cube e l’ho provato per te!

Il rapporto con il colore per me è sempre stato meraviglioso quanto complesso: è uno di quegli amori travagliati, fatti di grandi attimi di passione e momenti bui, piccoli tradimenti, menzogne e mezze verità, ma anche attrazioni irresistibili e sguardi languidi.

Lo so, sembro un cretino, ma se lavori nel campo della post, della fotografia o della grafica puoi capirmi benissimo.

Il colore è una bellezza sfuggente, una sirena che nel buio ti mostra la coda e poi scappa via, lasciandoti con un palmo di naso.

Quante volte ho inseguito il colore perfetto, quante ore passate davanti ad un monitor acceso, Photoshop in Color Lab e un pezzo di tessuto o di rivestimento appoggiato sulla scrivania, da rendere perfettamente. Quanto tempo ed energia spesi nella ricerca della corrispondenza perfetta!

Per questo, quando qualche settimana fa ho incontrato Cube, me ne sono immediatamente interessato, come un cane da tartufo che annusa il prelibato tubero.

L’ho ordinato grazie ad un’offerta ricevuta via mail, ho pagato i miei 149,00 dollari USA e me lo sono ritrovato sulla scrivania pochi giorni dopo.

Ma… di cosa si tratta? Cos’è Cube?

Ecco il piccolo Cube
Ecco il piccolo Cube

LEGGI TUTTO >>

Tecnica Post-Produzione
Tips & Tricks: Aprire il diaframma con Photoshop!

APRIAMO IL DIAFRAMMA!!!

24/04/2015
Simone Poletti
6 commenti ]

Tips & Tricks: Aprire il diaframma con Photoshop!

Quante volte ti è capitato di pensare: “come vorrei avere un 50 f1.2 per scattare questa foto“, oppure: “come vorrei avere scattato con il diaframma più aperto“?

Lo sfondo sfocato creato da uno scatto a diaframma apertissimo, oltre ad essere esteticamente più piacevole, garantisce anche un maggiore isolamento del soggetto e aiuta a nascondere gli eventuali difetti dello sfondo.

Se però non hai un’ottica abbastanza performante in apertura del diaframma o se in fase di scatto non hai potuto aprire quanto avresti voluto (magari c’era troppa luce e non avevi con te i filtri ND)… a quel punto come fai?

La soluzione potrebbe essere Photoshop, ma il lavoro da fare non è così semplice ed elementare come potrebbe sembrare ad un primo sguardo.

Come faccio ad aumentare la sfocatura sullo sfondo in una fotografia, ottenendo un risultato realistico?

Come apro il diaframma con Photoshop?

Ho scelto uno scatto di food realizzato da Simone Conti perché presenta le caratteristiche che ci servono, senza essere troppo complesso.

Vorrei sfocare di più lo sfondo, in modo progressivo, staccando di più il piatto dal resto e togliendo attenzione a tovagliolo e prezzemolo.

 

Ecco l'immagine originale (©Simone Conti)
Ecco l’immagine originale (©Simone Conti)

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Tecnica Post-Produzione
Lettera ad un vecchio amico, nel giorno della sua festa.

CARO AMICO TI SCRIVO

21/02/2015
Simone Poletti

Lettera ad un vecchio amico, nel giorno della sua festa.

Ciao amico mio, ho deciso di scriverti, era tanto che non lo facevo e credo che sia il momento giusto per riprendere i contatti, anche in via epistolare.

Oggi è la tua festa, e quindi ti festeggio.

In realtà è stata un paio di giorni fa, ma io riesco a scriverti solo oggi e spero mi perdonerai.

Ho deciso di scriverti sul blog di FotografiaProfessionale.it, quindi non siamo soli. Questo solo per dire che, se ti sembro più freddo e compassato del solito, è solo perché non voglio metterti in imbarazzo davanti ad altri e non posso usare il nostro solito linguaggio 😉

Riprendo il filo, scusami, dicevo: oggi è la tua festa e quindi ti festeggio.

Ricordo quando ci siamo conosciuti (l’ho già raccontato su queste pagine), era una giornata di gennaio di tanti anni fa e ci presentò Pierluca, un amico comune.

Devo ammettere che in un primo momento non mi sei piaciuto, anzi, mi stavi proprio un po’ sulle balle (ecco vedi che non riesco a tenere un certo linguaggio…). Mi sei sembrato un tipo complicato, supponente e, diciamocelo, anche abbastanza inutile. Ma eravamo tutti e due piccoli, tu davvero giovanissimo, io avevo appena finito il militare, ero pieno di testosterone e volevo diventare il nuovo Norman Rockwell… quindi a cosa mi servivi tu? E come ti devo essere sembrato io? Inesperto e impacciato, goffo e presuntuoso.

Ma, volenti o nolenti, siamo stati costretti a vederci tutti i giorni per ore e ore, a strettissimo contatto. Quando si parla di lavoro cerco di essere professionale, e cercavo di esserlo già da allora: eri parte di un impegno che mi ero preso e quindi decisi che ti avrei conosciuto e che, anche se tu facevi lo scontroso, avremmo trovato il modo di andare d’accordo.

Non te l’ho mai detto, ma la realtà è che già il secondo giorno avevo capito che saremmo diventati amici. Al terzo giorno avevo ben chiaro che avresti potuto essere importante nella mia vita. Dopo una settimana era ovvio che non ci saremmo più lasciati.

Fotografia
Lavorare nel mondo della Fotografia: il ritoccatore e… il fotografo.

UN’IMMAGINE DI ERIK JOHANSSON © DELL’AUTORE

15/02/2015
Simone Poletti
5 commenti ]

Lavorare nel mondo della Fotografia: il ritoccatore e… il fotografo.

Nelle scorse settimane ho iniziato un discorso che, con questo e con il prossimo post, porterò a conclusione: il mondo della fotografia ha subito, negli ultimi anni, un fortissimo cambiamento di cui tutti siamo testimoni. Siamo sicuri che questo cambiamento sia solo negativo, come molti sostengono? Io credo invece che il cambiamento porti con sé grandi opportunità e nuove strade, nuovi spazi professionali, come ho già scritto e argomentato nel primo post che puoi leggere qui.

Nel secondo articolo (che puoi leggere qui) ti ho spiegato come, secondo me, si possa trovare spazio come assistente digitale, un ruolo spesso sottovalutato ma molto ricercato e che richiede grande professionalità.

Oggi vorrei concludere il discorso parlandoti di due figure professionali molto interessanti e non così diverse fra loro come potrebbe sembrare, cioè la mia e la tua: il ritoccatore e il fotografo 🙂

Come come come? Ma non s’era detto che “il fotografo” è un ruolo sempre più difficile da svolgere e che lo spazio per i fotografi è difficile da trovare? Si, ma difficile non vuol dire impossibile, e seguendo una strategia ben impostata, io credo che un fotografo di talento possa avere successo, anche oggi. Lasciami qualche minuto e ti spiegherò come 😉

Ancora uno scatto creato da Erik Johannson

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Fotografia
Lavorare nel mondo della fotografia: l’Assistente Digitale

ASSISTENTE DIGITALE

04/02/2015
Simone Poletti

Lavorare nel mondo della fotografia: l’Assistente Digitale

Qualche giorno fa ho pubblicato un articolo che affronta un tema a mio modo di vedere fondamentale: il cambiamento come opportunità professionale, personale e di business.

L’articolo lo puoi leggere qui e credo che possa essere interessante anche per te, se vuoi lavorare nel mondo della fotografia e della postproduzione o se stai già lavorando nell’ambiente e magari ti trovi, come tanti, in difficoltà nel trovare il tuo spazio e la tua collocazione.

Non è semplice, soprattutto oggi, trovare un lavoro che ti appassioni e ti dia soddisfazione e, allo stesso tempo, ti possa garantire il giusto riconoscimento economico.

Ora, dando per scontato che la nostra passione più grande è legata al mondo della fotografia e a tutto ciò che ad esso ruota intorno, ho cercato di fare un’analisi della situazione e di trovare delle soluzioni. Sì, delle soluzioni, perché le chiacchiere, scusa la franchezza, contano veramente poco e rimanendo su Facebook a lamentarsi non si trovano né clienti e nemmeno posti di lavoro 😉

Il punto, come scrivevo anche nel precedente articolo, è rendersi conto che i cambiamenti non sono reversibili e che il cambiamento che c’è stato nel mercato della fotografia ha modificato per sempre le regole di accesso e di remunerazione.

Per usare una metafora semplice semplice: è come trovarsi davanti ad una grande porta che anni fa era spalancata, negli ultimi tempi era socchiusa e oggi è sprangata. Puoi continuare a tirare testate contro la porta e farti venire una fortissima emicrania, oppure guardarti intorno… potresti scoprire che ci sono decine di finestre o di altre porticine aperte, che aspettano solo te.

Se la porta sprangata è il ruolo di fotografo come veniva concepito qualche anno, le diverse porte e finestre aperto sono:

– nuove tipologie di fotografi, più organizzati e competenti su diversi aspetti della gestione delle immagini e del business fotografia

figure professionali che sono borderline fra il fotografo e altri ruoli, ad esempio gli assistenti, che iniziano occupandosi di una parte del servizio per poi crearsi delle opportunità come fotografi vero e proprio o specilizzandosi PROPRIO COME ASSISTENTI

Sul set sono necessarie diverse professionalità

Già, perché quella di assistente è una professione vera e propria con delle caratteristiche peculiari, delle competenze necessarie e addirittura delle agenzie specializzate.

Infatti l’avvento del digitale ha sì aumentato la concorrenza nel mondo della fotografia (e alzato DRASTICAMENTE il livello medio dei fotografi “dilettanti”), ma anche creato spazio per una serie di figure professionali che prima non esistevano. Una di queste è sicuramente quella dell’Assitente Digitale.

Chi e che ruolo svolge un ASSISTENTE DIGITALE?

L’Assistente Digitale è un professionista che riunisce in sé una serie di caratteristiche tipiche del fotografo ed altre tipiche del ritoccatore: si occupa infatti della gestione delle attrezzature digitali e del controllo della qualità dell’immagine, lasciando così al fotografo la possibilità di concentrarsi COMPLETAMENTE sull’inquadratura e sul rapporto con il soggetto.

L’Assistente Digitale conosce le fotocamere più diffuse e i dorsi digitali più utilizzati in modo da essere un valido supporto per il fotografo. Se per uno shooting si sceglie di noleggiare un nuovissimo dorso digitale Phase One o l’ultima Hasselbald, dovrà essere l’Assistente Digitale a documentarsi sulle principali caratteristiche e sul funzionamento della fotocamera, in modo da rendere più semplice il lavoro del fotografo e da garantire risposte competenti e supporto qualificato in caso di problemi tecnici.

L’Assistente Digitale prepara la macchina e le schede di memoria per lo shooting e controlla che le batterie siano cariche, le ottiche in perfetto stato e il sistema di trasmissione da macchina a computer (se si lavora in acquisizione diretta) sia funzionante e performante. La cosa più fastidiosa che possa succedere sul set di uno shooting è perdere tempo perché il sistema digitale non funziona o è lento in fase di trasmissione dati.

L’Assistente Digitale deve essere il primo responsabile e consapevole della situazione, in modo da poter apportare i dovuti correttivi o suggerire al fotografo la giusta strategia operativa da seguire. Per questo il lavoro dell’assistente digitale comincia qualche giorno prima dello scatto, quando inizia a studiare l’attrezzatura che dovrà utilizzare e prepara le eventuali contromosse.

La “borsa” dell’assistente digitale è composta dall’attrezzatura A, dal piano B nel caso l’attrezzatura A dia problemi, dal piano C nel caso A e B non funzionino, dal piano D ecc… 🙂

Il vero valore aggiunto dell’Assistente Digitale entra in gioco al momento dello scatto. Grazie a sistemi per lo scatto in acquisizione diretta come Capture One di Phase One (giuro che non faccio pubblicità, è solo il più utilizzato dai professionisti con i quali ho avuto modo di lavorare), mentre il fotografo scatta, l’assistente può controllare, in tempo pressochè reale, tutte le caratteristiche dello scatto. L’Assistente Digitale è responsabile del controllo dell’esposizione, della messa a fuoco e di eventuali possibili problemi.

Sul set fotografo e assistente si interfacciano di continuo e fanno un briefing MOLTO PRECISO prima ancora di iniziare a scattare: in questa fase il fotografo potrà spiegare all’assistente che tipo di scatti ha intenzione di realizzare, se vuole l’esposizione in high-key o in low-key, così che l’assistente possa apportare i dovuti correttivi e dare indicazioni durante lo shooting. Non è raro sentire, durante un servizio, assistenti digitali che indicano al fotografo di “alzare di uno stop” o di “chiudere un po’ il diaframma” perché la messa a fuoco rischia di dare problemi. Se si scatta con Hasselblad e un tessuto crea problemi di moirée, deve essere l’assistente digitale ad accorgersene e deve essere lui (o lei) ad alzare la mano e a suggerire l’uso di un corpo macchina con filtro antialias più adatto per quello scatto.

Il ruolo dell’Assistente Digitale non è non può essere semplicemente quello di un manichino che monta l’attrezzatura, il computer e se ne sta lì a guardare le foto che arrivano! DEVE essere un vero partner per il fotografo ed è, come dicevo all’inizio, una figura professionale fondamentale per la riuscita di un servizio.

L’Assistente Digitale è anche responsabile delle immagini scattate: non solo “cambia le schede” e scarica i file sul computer, ma divide gli scatti in cartelle secondo il sistema concordato con il fotografo ed effettua il back-up di tutti gli scatti. Non è un lavoro semplice, anzi! Serve professionalità, velocità e competenza operativa perché gran parte dei momenti fondamentali passano fra le mani dell’Assistente Digitale.

Il set di uno scatto di Annie Leibovitz per Lavazza @ degli autori

E non finisce qui!

L’Assistente Digitale concorda con il fotografo (ed eventualmente con il cliente) l’aspetto e l’atmosfera delle fotografie e lavora le immagini in sviluppo per realizzare una prima “bozza” degli scatti finiti. È una sorta di galleria Polaroid che l’assistente realizza con gli scatti scelti per ogni situazione, per dare al cliente (o al fotografo) un’idea più chiara e immediata del risultato finale del lavoro. Se le immagini scattate devono essere inserite in un fotomontaggio o in una gabbia grafica, l’Assistente Digitale realizza un pre-montaggio o un pre-inserimento nella gabbia grafica. Questo sviluppo e questa preview devono essere realizzate in pochi minuti, sul set, senza rallentare il lavoro e senza perdere di vista tutti gli altri aspetti.

Ho svolto il ruolo di Assistente Digitale decine di volte, l’ultima qualche settimana fa, sul set di uno scatto automotive: dovevo assistere il fotografo (Simone Conti), fare una rapida post degli scatti e scontornare velocemente l’auto per montarla in una serie di scatti ambientati. Questo lavoro era importantissimo perché dovevamo essere assolutamente certi che l’inclinazione e la prospettiva degli scatti fosse corretta.

Insomma, chi fino ad ora ha pensato che il ruolo di Assistente Digitale fosse, in fondo, un ripiego rispetto alla professione di fotografo o a quelle di assistente “classico”, credo abbia sottovalutato la professionalità e le capacità richieste. Conosco fotografi che, pur avendo grandissimo talento nel loro mestiere, sarebbero letteralmente persi senza il loro esperto assistente digitale, chiedete a loro se l’assistente digitale è davvero un ruolo marginale 😉

Non è raro vedere Gianluca (uno degli assistenti digitali di maggior talento che conosco e anche un eccellente fotografo) SCEGLIERE le foto al posto del fotografo. Scena vista più volte sul set: l’Assistente Digitale scorre le foto e mette le “flag” sugli scatti scegli, il fotografo è dietro di lui, in silenzio. Ogni tanto (di rado) l’assistente si gira e lo guarda, in dubbio se “tenere” o meno uno scatto, il fotografo risponde solo “si” o “no“. In tutto questo c’è di fondo un rapporto di grandissima fiducia e stima reciproca.

Ora rimane l’ultimo punto: come fare per diventare un Assistente Digitale di talento e con le giuste competenze?

Beh, la risposta è semplice: studiare, prepararsi con attenzione, costruire il proprio profilo professionale con grande cura e dedizione e mettersi a disposizione dei fotografi, delle agenzie specializzate e degli studi, facendo in modo che tutti lo sappiano!

Come? Puoi sicuramente iniziare dai nostri video-corsi, ma stiamo preparando una sorpresa davvero interessante per darti una mano a trovre nuove strade nel mondo della fotografia professionale 😉

Per ora è top-secret, ma non dovrai aspettare tanto…

A presto e buon lavoro!

Simone Poletti

Accademia di PostProduzione di FotografiaProfessionale

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