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News ed Eventi
Ragazzi della curva, entrate nel Club!

NASCE IL CLUB DI FOTOGRAFIAPROFESSIONALE

14/12/2016
Simone Poletti

Ragazzi della curva, entrate nel Club!

Volevamo dare qualcosa di più alla nostra “curva“, volevamo che fosse speciale e che rispondesse ai desideri dei nostri utenti più affezionati: così abbiamo creato il Club Membership Program di FotografiaProfessionale.

 

“Walk on, walk on
With hope in your hearts
And you’ll never walk alone
You’ll never walk alone”

 

Quest’anno, dopo tanto tempo, ho fatto di nuovo l’abbonamento alla mia squadra del cuore.

Erano anni che rinunciavo perché tanto la domenica lavoro quasi sempre, fra workshop e Accademia di Post, ma quest’anno ho deciso di farlo comunque: ne valeva la pena.

Ci sono tanti motivi per scegliere di abbonarsi ad una squadra, come ad un servizio o a un programma (penso a Sky o a Netflix, o all’abbonamento in palestra):

  1. La passione è così tanta da voler essere sicuro di non perderti nulla

  2. Il prezzo è davvero conveniente

  3. I benefici per l’abbonato sono eccezionali

  4. La comodità di avere già tutto senza dover ogni volta acquistare il singolo prodotto/partita/lezione

 

Come un club professionistico, anche FotografiaProfessionale ha la sua grande forza nel suo pubblico, i nostri “tifosi”, tu e tutti gli altri della “curva” 🙂

E fin dal primo giorno abbiamo deciso di ascoltare “la voce della curva” e di migliorare seguendo proprio le richieste di chi maggiormente ci ha sostenuto fin dall’inizio.

Grazie a questo rapporto di reciproco scambio di opinioni e consigli, credo che FotografiaProfessionale sia migliorata davvero tanto rispetto ai suoi inizi. Anche i nostri utenti sono cresciuti, non solo in numero, ma in qualità e preparazione.

Per questo, ogni mese ci fermiamo a fare il punto della situazione e… cambiamo! Cambiamo in base alle richieste della curva di FP e in base alle indicazioni che i nostri utenti ci danno.

E, a volte, abbiamo delle idee davvero geniali! 😀 (A volte)

 

Idee geniali a go-go :)
Idee geniali a go-go 🙂

 

 

Le richieste più frequenti e vivaci sono state queste (in ordine di apparizione):

  1. Maggiori sconti per chi acquista tanti corsi

  2. Accesso via mobile (smartphone e tablet) a corsi ed eBook

  3. Ancora maggiore facilità di accesso ai contenuti, anche senza download

  4. Avere a disposizione un percorso didattico completo on-line

  5. Iscriversi una volta e non pensarci più

 

In effetti abbiamo ormai quasi 100 video-corsi per oltre 150 ore di lezione e tantissimi eBook per centinaia di pagine di contenuti. La cosa fantastica è che molti dei nostri utenti hanno più di 10 video-corsi, alcuni (quelli del “gruppo storico” della curva) li hanno proprio tutti!

Come fare a rispondere alle richieste che abbiamo ricevuto dai nostri utenti più affezionati e, contemporaneamente, premiare quelli che ci seguono con maggiore passione e fedeltà?

Abbiamo pensato ad una “carta fedeltà” a punti, ma era troppo complicato. E poi quelle richieste di “iscriversi una volta e non pensarci più”, e di “maggiore facilità di accesso” andavano assolutamente soddisfatte!

 

Per questo abbiamo deciso di creare un vero e proprio abbonamento annuale, che permetta ai “ragazzi e alle ragazze della curva” di iscriversi una volta e non pensarci più. In modo da avere accesso ai corsi e agli eBook ovunque siano, a qualsiasi ora e anche con il telefono. Così la domenica, mentre segui la tua squadra del cuore, puoi anche guardare i corsi di FotografiaProfessionale (magari nell’intervallo 😉 ).

 

Così nasce il Club Membership Program di FotografiaProfessionale, un vero e proprio programma formativo on-line con caratteristiche uniche ed esclusive!

Ho preparato un video insieme ad Andrea per spiegarti meglio cosa abbiamo fatto 😉

 

 

Il Club Membership Program di FotografiaProfessionale ti mette a disposizione tutto il know-how del nostro team di professionisti nel campo della Fotografia, della PostProduzione e del Video-making.

Una unica ed enorme “libreria e videoteca virtuale”, accessibile da ogni luogo, 24h al giorno per 365 giorni l’anno. Potrai trovare tutte le tecniche che ti servono per migliorare la tua fotografia e la tua post, anche se parti dalle basi.

Il nostro Club è un contenitore di video-corsi ed eBook in costante evoluzione e crescita.

 

Tantissimi corsi divisi per argomento e livello
Tantissimi corsi divisi per argomento e livello

 

Una piattaforma streaming web grazie alla quale potrai vedere tutti i nostri corsi senza scaricarli, in ogni momento e ovunque ti trovi!

 

In ogni categoria tutto ciò che ti serve per imparare, passo dopo passo
In ogni categoria tutto ciò che ti serve per imparare, passo dopo passo

 

Ti basterà iscriverti, scegliendo la sottoscrizione mensile o annuale. Avrai immediatamente accesso a tutti i contenuti già caricati, a tutti quelli che realizzeremo durante l’anno e ai materiali esclusivi per il Club!

 

Puoi vedere le lezioni quando vuoi, seguendo il percorso o saltando da un argomento all'altro
Puoi vedere le lezioni quando vuoi, seguendo il percorso o saltando da un argomento all’altro

 

Potrai inziare da zero o completare la tua formazione con tutte le migliori tecniche per la fotografia e la postproduzione, sempre aggiornate e rinnovate.

E come iscritto al Club sarai il primo ad avere accesso ai nuovi corsi e non dovrai aggiungere nemmeno un euro al tuo abbonamento annuale!

Se ti interessa saperne di più, nella pagina del Club troverai tutte le informazioni che ti servono.

Ah, c’è un’altra novità!

Da quest’anno puoi regalare tutti i nostri corsi a chi vuoi tu. E anche l’iscrizione al Club Membership Program può essere un fantastico regalo di Natale! 🙂

 

Occhio però, abbiamo deciso di CHIUDERE LE ISCRIZIONI il 31 Dicembre, proprio l’ultimo dell’anno… quindi non manca molto.

Direi che ti ho raccontato quasi tutto, non mi resta che augurarti buone feste e… ti aspetto in curva 😉

A presto

Simone Poletti

Post-produzione
Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

COME EVITARE DI PRENDERE UN “PACCO”?

22/09/2016
Simone Poletti
3 commenti ]

Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

Lavoro in un’azienda che fa corsi di formazione, quindi ti avverto fin dall’inizio: in questo articolo non mi sentirai parlar male di chi fa corsi.

Ma, facendo formazione da diversi anni, mi rendo conto ogni giorno di più che molti sono un po’ disorientati dalla presenza sul mercato di un’enormità di workshop e corsi di fotografia e di post-produzione.

Diciamoci la verità: tanti fotografi che facevano un po’ fatica a “tirare fine mese” si son messi a fare corsi, forse invogliati dal successo di team più strutturati, come il nostro o altri che sono su questo mercato da anni.

Ci sono anche tanti fotografi che hanno iniziato a fare corsi spinti dai loro amici e conoscenti, perché sono semplicemente bravi ad insegnare!

Ci sono poi tanti che vengono ai workshop o acquistano video-corsi e pensano “Posso farlo anche io!“. Così il giorno dopo aprono una pagina Facebook e si mettono a distribuire tutorial o a vendere corsi live.

Chiariamo subito un punto: non c’è niente di male. Chiunque si lanci in una nuova impresa ha la mia solidarietà.

Anzi, alcuni sono davvero bravi e la concorrenza fa solo e sempre bene: tiene “alta l’asticella” e ti ricorda ogni giorno che devi migliorare costantemente e tenerti aggiornato.

Il successo di FotografiaProfessionale è dovuto a tre fattori: alla nostra bravura (scusa l’immodestia, ma è vero), al sostegno e allo sprone dei nostri utenti (fantastici!) e al fatto che ci sono tanti colleghi bravissimi che ci costringono a fare sempre meglio.

 

Poi, come è sempre accaduto in ogni campo (anche nella fotografia, è solo questione di tempo), quelli bravi rimangono e hanno successo, quelli scarsi scompaiono nel nulla e cambiano mestiere.

Quindi, se il problema non è la concorrenza o il fatto che ci siano tanti fotografi che fanno corsi e workshop, qual è?

Il problema è che tu, come utente interessato a questi workshop o a questi corsi, spesso non trovi gli strumenti per capire cosa è valido e cosa no.

Spesso ai miei workshop mi sento dire “Ho fatto decine di corsi prima di trovare voi, provavo un po’ a caso prendendo anche grosse fregature”.

Come fare ad evitare quelle fregature e andare dritto al punto, trovando subito il corso o il workshop che fanno per te?

Beh, credo che si possa stilare un piccolo “Vademecum dell’aspirante allievo”, una serie di piccoli ma utili consigli per facilitare la tua scelta.

Non ti preoccupare, sarò breve e non dovrai studiare un tomo di 1000 pagine per imparare quattro banalità. Mi affiderò all’esperienza, al buonsenso e… alla sintesi 😉

Sarò breve e sintetico
Sarò breve e sintetico

10 semplici regole per scegliere un video-corso o un workshop di qualità e non prendere pacchi

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Post-produzione
Il tuo Post in Accademia…

GLI ALLIEVI DELLA PRIMA ACCADEMIA BRINDANO ALL’ESAME SUPERATO

06/09/2016
Simone Poletti
3 commenti ]

Il tuo Post in Accademia…

Ok, non ho resistito, scusa per il gioco di parole ma… il tuo Post in Accademia di Post: era troppo stupido per non scriverlo 🙂

Sabato 8 Ottobre inizia il 4° corso di Accademia di Post e questo mese di attesa evidentemente influisce sul mio umorismo.

Prima di tutto, sai cos’è l’Accademia di Post, vero?

Riassumendo brevemente: l’Accademia di PostProduzione di FotografiaProfessionale è un percorso didattico di circa 4 mesi, pensato e strutturato per chi non ha tantissimo tempo: fra lezioni in diretta via web, “compiti a casa” con correzione in video, giornate di workshop dal vivo, video-corsi, ecc… ecc…

 

Quella che noi chiamiamo Accademia, o “Acca”, è uno strumento progettato per i ritoccatori, per chi vuole trasformare la Post in una professione, ma anche per il fotografo che desidera migliorare le sue conoscenze e rendere più veloce e professionale il suo flusso di lavoro.

 

Ad oggi l’Accademia di Post è stata frequentata da circa 50 allievi (i corsi sono a numero chiuso) e fra di essi abbiamo avuto: fotografi professionisti, ritoccatori e grafici pubblicitari, assistenti digitali, fotografi matrimonialisti, appassionati di fotografia, studenti… L’unica caratteristica comune è sempre quella: tanta voglia di crescere e di prendere in mano le cose.

Fare. Credo che sia la parola più usata in Accademia.

Gruppi di lavoro in Accademia
Gruppi di lavoro in Accademia

 

La didattica è importante, le tecniche sono importanti, lo studio è fondamentale, ma imparare a “fare”, a mettere in pratica e a trasformare le conoscenze in progetti concreti e remunerativi è la cosa sulla quale in Accademia insistiamo di più.

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Tecnica Post-Produzione
Come scegliere la tavoletta grafica giusta per te?

QUALE TAVOLETTA GRAFICA SCEGLIERE? (PHOTO: WACOM.COM)

26/08/2016
Simone Poletti
9 commenti ]

Come scegliere la tavoletta grafica giusta per te?

Da quando ho comprato la mia prima tavoletta grafica, ogni volta che la tiro fuori dalla borsa la domanda è sempre la stessa:

Hey, anche io devo comprare la tavoletta grafica, quale mi consigli?

Con questo breve articolo vorrei aiutarti a stabilire alcuni parametri che possano guidare la tua scelta nel migliore dei modi, ma non basta… FotografiaProfessionale è una grande community, quindi vorrei che, tutti insieme, costruissimo grazie a questo post uno strumento utile per chi deve scegliere una tavoletta grafica!

Quindi, se usi già una tavoletta, raccontami in un commento la tua esperienza e consiglia a chi deve scegliere lo strumento migliore, secondo te. Ad esempio: Marco, un allievo dell’Accademia di Post, ha appena comprato una tavoletta a schermo sensibile della Huion, altri usano da anni tavoletta Wacom. Credo che il punto di vista di tutti possa essere davvero utile!

Perché non esiste una sola tavoletta grafica giusta: dipende da quali sono le tue esigenze e da quale uso ne farai. Per questo non voglio liquidare la questione indicandoti un modello da comprare, preferisco metterti “in mano” gli strumenti per scegliere con consapevolezza.

Prima di tutto, esistono almeno tre tipi di tavoletta grafica, vediamole insieme per capire come sono fatte e a cosa servono:

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Tecnica Post-Produzione
Doppia esposizione in Photoshop, alcuni consigli per iniziare a provare!

DOPPIA ESPOSIZIONE

09/08/2016
Simone Poletti

Doppia esposizione in Photoshop, alcuni consigli per iniziare a provare!

È passato ormai qualche anno, ma ricordo con precisione il momento nel quale vidi per la prima volta la sigla di True Detective e le doppie esposizioni divennero improvvisamente una figata! 🙂

True Detective è una serie TV della HBO piuttosto visionaria e dalla fotografia molto curata; in particolare, le sigle di entrambe le stagioni finora prodotte si distinguono per un uso davvero creativo e bellissimo di una tecnica vecchia come la fotografia: la doppia esposizione.

Non ne ho la certezza, ma non credo di rischiare se dico che la doppia esposizione è nata grazie ad un errore: in una macchina analogica manuale era sufficiente dimenticarsi di mandare avanti la pellicola per sovrapporre irrimediabilmente due scatti sullo stesso frame.

Da sempre oggetto di esperimenti, innovazioni ed esercizio di grandi fotografi, da Anton-Giulio Bragaglia ad Edward Muybridge, la doppia (o multipla) esposizione è ritornata prepotentemente di moda proprio grazie ad una serie TV…

Pochi mesi dopo la prima messa in onda già si vedevano le prime elaborazioni con Photoshop e la cosa ha preso sempre più piede in questi mesi.

Al contrario di altre tecniche facilmente simulabili e ripetibili, la doppia esposizione in Photoshop richiede un minimo di conoscenza tecnica e un po’ di preparazione. Infatti molte tecniche “di moda” sono facili da realizzare nella loro variante più semplice, anche senza conoscere ben le basi di Photoshop, spesso grazie ad azioni o plug-in. Questo ha portato alla proliferazione di elaborazioni dozzinali e di pessima qualità (penso solo a certi HDR). Bene, la doppia esposizione, per ottenere risultati accettabili, prevede un minimo di conoscenza delle basi di Photoshop… Così ho pensato di darti due dritte per permetterti di affrontare al meglio le tue prime doppie esposizioni realizzate in Post.

Per farti un esempio pratico ho realizzato una velocissima doppia esposizione utilizzando due foto da banca immagini.

Ci sono diversi modi ed esistono diverse tecniche per realizzare una doppia esposizione, noi useremo il metodo più semplice 😉

Sull’argomento realizzerò presto un video-corso completo, in modo da approfondire aspetti e tecniche più avanzate che, per questioni di spazio, non mi è possibile trattare in un articolo sul blog.

Ma veniamo a noi:

Come si realizza una doppia esposizione con Photoshop?

 

1. Prima di tutto, fai una cosa semplice!

La cosa fondamentale quando realizzi una doppia o multipla esposizione per la prima volta è: falla semplice. Non complicarti la vita cercando di fare cose incredibili, all’inizio non ne avrai i mezzi e le conoscenze e rischi di produrre una schifezza (scusa il francesismo). Quindi: meglio che la tua “prima doppia” sia semplice e lineare.

Non tentare di mescolare elementi troppo complessi, parti con un ritratto, un soggetto in silhouette e un paesaggio da montare. Di solito si tende ad utilizzare ritratti a mezzobusto in silhouette o silhouette di animali, da mixare con paesaggi montani, alberi, skyline cittadini.

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Tecnica Post-Produzione
Io sto con McCurry, e ti spiego perché.

CUBA, 2014 (©STEVE MCCURRY – MAGNUM PHOTO)

26/04/2016
Simone Poletti

Io sto con McCurry, e ti spiego perché.

In questi giorni si è scatenata su internet una discreta shitstorm su Steve McCurry, fotografo tanto celebre e osannato quanto facilmente criticato per “reati fotografici” che vanno dall’uso della postproduzione al ritratto posato in reportage ecc…

La scintilla scatenante è stato un post del fotografo Paolo Viglione che puoi leggere qui: paoloviglione.it/quando-mccurry-inciampa-in-photoshop/

Paolo è un fotografo che ho avuto il piacere di conoscere a Cuneo, durante un seminario. Parlando con lui e confrontandomi sulla fotografia e sul mestiere del fotografo, Paolo mi è sembrato una persona intelligente, acuta e pratica: abbiamo parlato del suo modo di lavorare e scambiato un paio di mail in seguito. Insomma, mi ha fatto un’ottima impressione.

Per questo, quando ha pubblicato questo post, l’ho letto con attenzione e con curiosità.

I fatti, nel modo più asciutto possibile: Paolo Viglione si reca alla Reggia di Venaria a visitare la mostra “Il Mondo di Steve McCurry“. Si fa un giro in mezzo alle stampe in grande (a volte grandissimo) formato di McCurry e, guardando da vicino una fotografia per osservarne alcuni dettagli, si accorge di un errore.

Sullo sfondo una persona, una piccola figura nemmeno in secondo ma in terzo o quarto piano, è stata “spostata”. Però chi ha fatto il lavoro (in Photoshop, si presume) ha commesso un errore e ha lasciato un pezzo di palo giallo attaccato al piede del malcapitato.

Paolo torna a casa e scrive un post, a mio parere molto neutro ed equilibrato, nel quale fa notare l’errore e chiede ai suoi lettori cosa ne pensino.

Il tono del post di Paolo è tutt’altro che accusatorio e sembra quasi voler dire “Ehi! Guardate cosa ho scoperto, che figata! :)”… anzi, lo scrive proprio!

 

L'errore scoperto da Paolo (fonte: www.paoloviglione.it)
L’errore scoperto da Paolo (fonte: www.paoloviglione.it)

 

Continuiamo con i fatti: presto un altro utente si accorge di altri piccoli errori nella stessa area dell’immagine e li fa notare a Paolo e agli altri che iniziano a commentare.

E qui si scatena la tempesta di merda: i più teneri ci ridono su, ma altri si dichiarano delusi, si parla di “errore madornale”, di “figuraccia clamorosa”, c’è chi dice che gli è “caduto un mito”, ecc… ecc…

Presto i commenti diventano decine, poi centinaia, come centinaia sono le condivisioni: c’è chi difende il buon Steve come chi continua ad accusarlo di crimini contro l’umanità e la fotografia, condivisioni da tutto il mondo… e c’è stato chi mi ha anche chiesto cosa ne pensassi.

Bene, la risposta è semplice: io sto con McCurry, sempre e tutta la vita.

E adesso ti spiego perché!

 

Gli altri errori scoperti dall'utente Nitroglicerina (fonte: www.paolovigliole.it)
Gli altri errori scoperti dall’utente Nitroglicerina (fonte: www.paolovigliole.it)

 

1. Io sto con McCurry perché non mi piacciono le sommosse di popolo e nemmeno le urla “al mostro al mostro”. Perché è troppo facile scagliarci contro chi fino a ieri era un nostro mito e oggi, come un branco di stupide iene, aggrediamo e additiamo. McCurry è lì, esposto a Venaria come in tutto il mondo, perché ha fatto fotografie meravigliose che tutti abbiamo amato e ammirato.

Oggi scagliarsi contro di lui per un montaggio sbagliato fa un po’ ridere, come se prima non ci fossimo accorti della post che realizza sulle immagini.

(PS: lo dico con cognizione di causa, mi è capitato di avere l’onore di lavorare un suo RAW, grazie ad Hasselblad Italia, e l’aspetto dell’immagine originale è evidentemente differente rispetto al file elaborato.)

Mi pare che sia davvero un modo molto semplice per sfogare le proprie frustrazioni contro la celebrità di turno, come dare dello “sfigato” al campione che sbaglia un rigore… ecco, solo che lui rimane un campione e a tirare quel rigore (come ad esporre in tutto il mondo) c’è arrivato per meriti suoi…

 

2. Io sto con McCurry perché faccio questo lavoro (il ritoccatore) da 20 anni e di cazzate ne ho fatte a decine, di errori ne ho commessi tantissimi come ne commettono tutti, compreso McCurry e il suo ritoccatore 😉 Chi oggi si scaglia contro McCurry, evidentemente di errori non ne ha mai fatti o pensa che l’errore di un “famoso” sia più grave di quello di un normale professionista. Perché?

Gli errori fanno parte del lavoro. Solo chi non fa non sbaglia.

Questa misera pornografia dell’errore è davvero svilente per chi la fa e per chi la legge.

Ho visto stampe tratte da “negativi ritrovati” di Henry Cartier Bresson esposte in mostra… erano ORRIBILI e forse per questo LUI non le aveva mai stampate. Anche HCB sbagliava uno scatto ogni tanto, quindi… 😉

Fra parentesi, diceva Michael Jordan (uno che di vittorie qualcosa ne sa)

“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri,

ho perso quasi trecento partite,

ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato.

Ho fallito molte volte.

Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.”

 

3. Io sto con McCurry perché la foto di reportage e il fotogiornalismo stavolta non c’entrano proprio niente! Sono d’accordo con il fatto che una foto “giornalistica” non andrebbe MAI ritoccata, ma ormai è chiaro che buona parte degli scatti “verità” che vincono tanti premi sono foto posate… quindi davvero il problema sarebbero tre personaggi minuscoli in terzo piano spostati solo per eccesso di perfezionismo? Dai, non scherziamo.

La modifica fatta su quella foto non ne modifica in alcun modo il valore, né il significato e tantomeno il messaggio.

 

4. Io sto con McCurry perché ultimamente mi annoia a morte! Non lo sopporto più, me lo fanno vedere ovunque e i suoi codici sono sempre gli stessi. Criticatelo perché è noioso, non per due errorini sullo sfondo.

Detto questo, anche se ormai mi ha annoiato (più che altro per sovraesposizione), alcune sue immagini mi hanno emozionato in modo incredibile e sempre meglio annoiarsi con la bellezza (che rimane) delle sue foto che con i commenti su Facebook.

 

5. Io sto con il ritoccatore di McCurry (o lui se ha fatto da solo, ma non credo) perché ha già preso il suo cazziatone e forse ha perso un cliente piuttosto importante. Non credo proprio meriti di essere sottoposto al pubblico ludibrio.

 

6. Io sto con McCurry e con Paolo Viglione, che ringrazio per il post, per la delicatezza e per la leggerezza con cui ha svelato il piccolo segreto di un grande fotografo.

 

A presto,

buone foto, buona post e buoni errori 😉

 

Simone Poletti

Tecnica Post-Produzione
Thursday Post: GuitarPlaying

LA POSTPRODUZIONE MENSILE DI MARZO

10/03/2016
Simone Poletti

Thursday Post: GuitarPlaying

Sono davvero felice di ricominciare, con oggi, una serie di appuntamenti che avevamo interrotto circa un anno fa: i Thursday Post!

Il Thursday Post, la Postproduzione Mensile di FotografiaProfessionale è una cosa che mi diverte molto e che in tanti mi hanno chiesto di riproporre (anche se fossero stati pochi avrei ricominciato lo stesso 😉 ). In cosa consiste? Beh, una volta al mese, di giovedì, pubblico un lavoro di ritocco o di fotomontaggio, o un matte painting, regalandoti la possibilità di scaricare il PSD e navigare fra i livelli per scoprire un po’ dei miei segreti e un po’ delle tecniche che uso per ottenere certi risultati.

Ci eravamo lasciati con un enorme ragazzino che si divertiva con il suo skate fra i palazzi di New York, nel Thursday Post GoodZilla Skate Boy Stops at the Traffic Lights.

Per riprendere il filo del discorso ho deciso di cominciare con uno scatto che ho fatto io e del quale, per una volta, sono piuttosto orgoglioso!

Dovevo scattare una serie di ritratti ad una band di miei amici (non sono un fotografo professionista, ma loro incredibilmente si fidano 😉 ) e ho scelto di realizzare un set molto semplice ma con uno schema luci che mi piace tantissimo. Poi, guarda caso, in quei giorni giaceva inutilizzato in ufficio un bel dorso digitale Phase One… e allora mi sono sfogato!

Ho fatto anche qualche scatto con la mia Canon 6D e l’85mm f/1.8, devo dire con ottimi risultati.

Qualche giorno fa ho pensato di riprendere in mano quelle foto e di realizzare un’immagine pubblicitaria che mettesse insieme il mio chitarrista preferito (dovreste sentirlo Fabrizio Forghieri!) e la mia chitarra preferita: una Gibson Les Paul vintage… Fabrizio usa una Fender, ma pare che non si sia offeso 😉

Per realizzare questo montaggio ho usato Capture One per lo sviluppo e Photoshop per tutto il lavoro di ritocco e aggiunta effetti. Il lavoro dall’ideazione alla conclusione ha richiesto circa 8 ore: oltre 4 per pensare l’immagine, trovare lo scatto giusto fra i circa 500 fatti alla band (all’inizio avevo in testa un altro soggetto che forse un giorno realizzerò) e, soprattutto, la ricerca della chitarra giusta con il giusto punto di vista. Alla fine ne sono servite due per creare questo Guitarenstein!!!

Ma vediamo insieme le fasi del lavoro!

1. SVILUPPO DEL RAW

In Capture One non ho fatto tantissimo, solo una rapida conversione in Bianco e Nero, un po’ di “Chiarezza” e un passaggio di quello straordinario strumento per il dettaglio che si chiama “Struttura“. Ho poi semplicemente schiarito leggermente le ombre e le alte luci per avere un’immagine leggibile e un bel contrasto tonale: mi piace il Bianco e Nero deciso!

In questa fase credo che la cosa più importante sia… non fare danni! Con tanto lavoro davanti, in sviluppo è fondamentale porre delle basi per il ritocco in Photoshop senza esagerare nel cercare subito un risultato conclusivo. Avere fretta di ottenere subito tutto il contrasto e la tridimensionalità che vuoi, può deteriorare irrimediabilmente il file.

 

Sviluppo del RAW con Capture One

 

2. PRIMI PASSI IN PHOTOSHOP – Schizzo e impostazione

Per realizzare un progetto come questo è importante avere un’idea del risultato finale: io di solito realizzo uno schizzo velocissimo su un livello trasparente, per avere i riferimenti delle dimensioni e dell’impostazione prospettica della mia composizione. Lo schizzo ha vita breve, serve solo per chiarirmi le idee 😉

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Tecnica Post-Produzione
Come fai ad ottenere un ritocco di qualità in Photoshop?

COSA CONTA DAVVERO?

08/01/2016
Simone Poletti
2 commenti ]

Come fai ad ottenere un ritocco di qualità in Photoshop?

«Il giorno in cui smetterai di imparare sarai come un’auto da corsa ferma in mezzo alla pista… in attesa di essere sorpassata da tutte le altre in arrivo».

 

Come fai ad ottenere immagini di qualità con il ritocco in Photoshop?
Detto che il 90% delle volte la risposta è sempre la stessa: “Fai grandi scatti, la post conta per il 10%, come si fa ad ottenere grandi risultati in quel 10% di post?

Secondo me ci sono 5 fattori che contano nel ritocco di un’immagine e hanno un peso diverso sul risultato finale… ecco un po’ di percentuali.

 

Come fai a fare post come X e a raggiungere i risultati di Y?

Sostituisci X e Y con il nome di due fotografi che ti piacciono e il gioco è fatto 😉

È una di quelle domande che io mi sento fare piuttosto spesso, forse quella più gettonata fra le email che mi arrivano ogni giorno.

È normale e credo anche giusto: tutti prendiamo ad esempio i fotografi e i ritoccatori migliori e cerchiamo di carpire i loro segreti: in fotografia contano luce e tecnica di scatto, creatività, costruzione dell’immagine, inquadratura ecc… E in post?
Detto che il 90% delle volte la risposta è sempre la stessa: “Fai grandi scatti, la post conta per il 10%, come si fa ad ottenere grandi risultati in quel 10% di post?

Cosa distingue davvero un ritoccatore di grande livello da uno scarso?

Secondo me ci sono 5 fattori che contano nel ritocco di un’immagine e hanno un peso diverso sul risultato finale… ecco un po’ di percentuali.

 

45% FORMAZIONE TECNICA

È fondamentale conoscere la tecnica: non puoi pensare di affrontare il ritocco a livello professionale se non hai studiato. E non si finisce mai di studiare.

Più diventi bravo e più cose da studiare ed imparare avrai, perché ogni nuova tecnica apre altri orizzonti da esplorare e altre possibilità. Comincia dalle basi di Lightroom, Capture One e Photoshop, senza dar per scontato nulla, e non fermarti mai: il giorno in cui smetterai di imparare sarai come un’auto da corsa ferma in mezzo alla pista… in attesa di essere sorpassata da tutte le altre in arrivo 😉

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Tecnica Post-Produzione
Photoshop o Lightroom? 10 modi per scoprire quello giusto per te!

PHOTOSHOP VS LIGHTROOM

24/08/2015
Simone Poletti

Photoshop o Lightroom? 10 modi per scoprire quello giusto per te!

È una delle domande che mi sento fare più spesso, soprattutto da chi muove i primi passi nella post, ma anche da insospettabili piuttosto esperti: Quale software è meglio per la mia post? Photoshop o Lightroom?

Le prime volte la cosa mi irritava un po’, lo ammetto, e fra poco ti spiegherò il perché. Poi ho capito che, se questo dubbio esiste e permane, è soprattutto per colpa nostra, cioè di chi dovrebbe fare cultura della post e quindi anche spiegare meglio le differenze fra i software. Quindi ho deciso di scrivere questo articolo proprio per aiutarti a capire quali sono le differenze fra Photoshop e Lightroom e per aiutarti a scegliere il compagno (di lavoro) giusto per te 😉

Perché la cosa mi irritava tanto? Beh, perché la prima cosa che voglio chiarire è proprio questa: Lightroom e Photoshop sono due software che si occupano di postproduzione, ma agiscono in due campi diversi e non sono sovrapponibili, se non per piccole parti del lavoro. Sono software COMPLEMENTARI E NON ALTERNATIVI. Quindi io credevo che la domanda non avesse senso e che lo avesse solo per gli equivoci creati in primis da Adobe e poi dalla mancanza di informazione alla quale cercherò di porre rimedio oggi 😉

Perché dico che non sono alternativi ma complementari?

Te lo spiego cercando di stabilire cosa sono in effetti Lightroom e Photoshop e stabilendo alcuni punti fermi sui quali poi baseremo tutto il discorso. LEGGI TUTTO >>

Recensioni
Catturare il colore con un click: ho scoperto Cube e l’ho provato per te!

COLORE AL CUBO?

20/07/2015
Simone Poletti

Catturare il colore con un click: ho scoperto Cube e l’ho provato per te!

Il rapporto con il colore per me è sempre stato meraviglioso quanto complesso: è uno di quegli amori travagliati, fatti di grandi attimi di passione e momenti bui, piccoli tradimenti, menzogne e mezze verità, ma anche attrazioni irresistibili e sguardi languidi.

Lo so, sembro un cretino, ma se lavori nel campo della post, della fotografia o della grafica puoi capirmi benissimo.

Il colore è una bellezza sfuggente, una sirena che nel buio ti mostra la coda e poi scappa via, lasciandoti con un palmo di naso.

Quante volte ho inseguito il colore perfetto, quante ore passate davanti ad un monitor acceso, Photoshop in Color Lab e un pezzo di tessuto o di rivestimento appoggiato sulla scrivania, da rendere perfettamente. Quanto tempo ed energia spesi nella ricerca della corrispondenza perfetta!

Per questo, quando qualche settimana fa ho incontrato Cube, me ne sono immediatamente interessato, come un cane da tartufo che annusa il prelibato tubero.

L’ho ordinato grazie ad un’offerta ricevuta via mail, ho pagato i miei 149,00 dollari USA e me lo sono ritrovato sulla scrivania pochi giorni dopo.

Ma… di cosa si tratta? Cos’è Cube?

Ecco il piccolo Cube
Ecco il piccolo Cube

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