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La fotografia come arte e strumento per le arti: la magia di Norman Rockwell

NORMAN ROCKWELL, LA FOTO PREPARATORIA E IL RISULTATO PITTORICO

25/01/2014
Simone Poletti
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La fotografia come arte e strumento per le arti: la magia di Norman Rockwell

Norman Rockwell è stato uno dei più importanti illustratori della storia, forse il più grande fra i contemporanei, sicuramente quello che, più di tutti, ha saputo interpretare una certa America rurale e provinciale.

Un’America fatta di buoni sentimenti e piccoli gesti meravigliosi, rivisti a volte con un’ironia acuta e dolcissima. Anche se non sono particolarmente sensibile alla retorica e anche se alcuni soggetti suonano, oggi, forse un po’ ingenui, devo dire che amo tantissimo Rockwell e la sua visione del mondo.

Rockwell mi ha accompagnato nei miei primi anni da giovane illustratore inesperto e acerbo, le sue fantastiche scene corali mi hanno prima motivato enormemente nell’intraprendere la strada dell’illustrazione e poi, in seguito, mi hanno fatto capire che non possedevo lo stesso talento e che non avrei mai potuto ambire a quei risultati. E se non potevo diventare bravo come lui, che senso aveva fare l’illustratore? Insomma, se ho fatto il pubblicitario invece dell’illustratore, se sono diventato un ritoccatore professionista e se oggi sono qui a tediarti con tecniche di post-produzione e sproloqui sulla bellezza delle maschere e dei livelli… beh, è colpa di Norman Rockwell e del suo inarrivabile talento 🙂

Il negozio del barbiere in tutta la sua magia © Rockwell Museum

Ancora oggi, non posso trattenere un sorriso e una mezza lacrimuccia quando vedo i suoi bellissimi e paciosi Babbo Natale, intenti a leggere le letterine dei bambini o a consegnare migliaia di pacchi.

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Fotografia
Ambarabàciccìcoccò…

FARE LA CONTA

24/06/2013
Simone Poletti

Ambarabàciccìcoccò…

Ricordi di essere stato fra i giocatori scelti per una partita di pallone, o di pallavolo, o di basket in uno di quei fantastici campetti di terra o d’asfalto, senza reti e con i pali un po’ storti?

Beh, credo che sia capitato a tutti, almeno una volta nella vita,  di essere fra quelli in attesa di sapere se sarebbero stati scelti per primi o per ultimi, con quella sottile ansia e quel mantra nella testa “sceglimè sceglimè sceglimè”.

E forse ti sarà capitato anche di essere “dall’altra parte del dito” e cioè fra quelli, i “Capitani”, che sceglievano gli amici dividendoli in due squadre. E allora, chi scegliere? Meglio Marco che è il tuo miglior amico o Andrea che è il più grosso di tutti e nessuno riesce a fermarlo? Meglio Paola che ha un bagher infallibile o Sara che ieri ti ha regalato la sua merenda?

Ricordi? In base a cosa sceglievi? Amicizia, simpatie e antipatie, in base all’umore del giorno o dopo una accuratissima disamina tecnico tattica delle risorse umane a disposizione? Oppure facendo una di quelle fantastiche conte in rima? Ambarabàciccìcoccò… LEGGI TUTTO >>