Recensioni
Noleggio di attrezzatura fotografica: la mia esperienza con Co-Rent

NOLEGGIARE ATTREZZATURA CON CO-RENT

17/08/2016
Gloria Soverini
1 commento ]

Noleggio di attrezzatura fotografica: la mia esperienza con Co-Rent

In Italia, il noleggio è percepito come un servizio per soli professionisti o per grandi produzioni; l’appassionato non crede di poterne usufruire, un po’ perché magari non conosce servizi di questo tipo, un po’ perché la spesa gli risulta eccessiva. Non è sempre così, e voglio raccontartelo attraverso la mia esperienza personale.

 

Il 16 giugno, poco più di due mesi fa, scrivevo sulla nostra pagina Facebook questo post:

Ogni giorno riceviamo tantissimi messaggi ed email da parte di persone che chiedono consigli su questa o quella macchina fotografica, sull’obiettivo “tuttofare” migliore o su quello più adatto alla fotografia di paesaggio.
Ecco 3 PUNTI per la scelta di un nuovo acquisto 🙂

  1. Sfatiamo un mito: NON esiste la macchina fotografica perfetta, così come NON esiste l’obiettivo perfetto.
    Esiste l’attrezzatura migliore PER TE, le tue esigenze e le tue tasche, quindi prima di tutto devi chiederti “Cosa ci devo fare?” e “Quanto sono disposto a spendere?”.
    Leggi questo articolo di Simone Conti per la scelta della fotocamera in tre facili step: http://www.fotografiaprofessionale.it/che-macchina-compro
  2. Il web offre tantissime recensioni sull’attrezzatura! Informati e confronta corpi macchina ed obiettivi: ti aiuterà a prendere maggior confidenza con le caratteristiche tecniche e ti obbligherà a valutare ancora più attentamente le tue priorità.
    Punti agli ISO? Alla velocità di messa a fuoco? All’incisione della lente? Alla leggerezza? È proprio il caso di scoprirlo 😉
  3. A meno che tu non soffra di G.A.S. (Gear Acquisition Syndrome), prima di acquistare un nuovo strumento… NOLEGGIALO! Si tratta di un investimento molto utile per darti la spinta finale e per testare con meno l’attrezzatura prima di acquistarla: potresti accorgerti che l’alternativa che hai scartato era in realtà la migliore, oppure potresti innamorarti del tutto del corpo macchina o dell’obiettivo di cui hai tanto letto on-line.

Fra i vari commenti ce ne sono stati 3 in particolare a cui ho pensato di dare seguito con questo articolo, scritti in risposta all’ultimo consiglio: quello sul noleggio 🙂
In Italia, infatti, il noleggio è percepito come un servizio per soli professionisti o per grandi produzioni; l’appassionato non crede di poterne usufruire, un po’ perché magari non conosce servizi di questo tipo, un po’ perché la spesa gli risulta eccessiva.

 

Commento FB noleggio attrezzatura - FotografiaProfessionale
Commento FB noleggio attrezzatura #2 - FotografiaProfessionale
Commento FB noleggio attrezzatura #3 - FotografiaProfessionale

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Fotografia
La fotografia che scende in piazza

LA FOTOGRAFIA CHE SCENDE IN PIAZZA

15/10/2014
Gloria Soverini

La fotografia che scende in piazza

È di luglio un articolo in cui mi e ti chiedevo “Siamo troppi?”, facendo una riflessione sul clima generale di pessimismo che ha coinvolto il mondo dei professionisti della fotografia – e non solo.
Oggi mi ritrovo a scriverne in modo più o meno collaterale, spinta dalla notizia di una manifestazione di fotografi professionisti a Roma il prossimo 11 novembre organizzata dall’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual.

Se il digitale ha aperto le porte ad un mondo sommerso in cui pescare tesori inaspettati (vedi la possibilità di accesso alla fotografia, prima molto meno democratica, così come le occasioni di miglioramento o le aperture verso nuovi orizzonti), ha anche fatto sì che tutto questo entusiasmo straripasse in maniera più o meno incontrollata verso situazioni indesiderate.

Mi riferisco al fatto che, cito una frase fin troppo ricorrente, “con il digitale oggi sono tutti fotografi”.
Perché lo stesso tipo di parallelismo non viene fatto in altri campi come la scrittura o la cucina? Perché non si dice “Con una penna in mano sono tutti scrittori” o “Con una bella padella antiaderente sono tutti cuochi”?
Cosa c’è di diverso fra la fotografia e le altre attività?

L’esperienza di un professionista (e qui, onde evitare chiarimenti successivi, dico il bravo professionista) non è paragonabile a chi svolge un’attività per hobby o a tempo perso; e qui aggiungerebbe pure “Che mi dici della partita IVA? Le spese, le tasse, i contributi dei collaboratori?”.
Certo, ed è proprio questo il disagio che la manifestazione di Roma vuole esprimere, ovvero quello dei professionisti che lamentano una progressiva perdita di clienti a causa di un crescente numero di persone che entra nel mondo del lavoro senza farsi carico degli oneri del mestiere. LEGGI TUTTO >>

Fotografia
Dottore, mi prescriva un po’ di Fotografia

“HIDDEN PSICHIATRIC HOSPITALS” © GEORGE GEORGIOU

03/09/2014
Gloria Soverini

Dottore, mi prescriva un po’ di Fotografia

“Ogni volta che facciamo una foto, anche con il cellulare, fermiamo un attimo e riveliamo il nostro mondo interiore almeno quanto quello esteriore; questo perché percepiamo l’80% degli stimoli sensoriali attraverso gli occhi e quindi la componente visiva è molto importante nelle esperienze emotive.”

Queste sono le parole di Judy Weiser, psicologa ed arte-terapista, che nel 1975 scrive il primo articolo nel quale utilizza il termine “Fototerapia” per definire una tecnica di counseling in cui il terapista interagisce con il paziente attraverso le fotografie (di famiglia, autoscatti, foto scattate dal paziente o addirittura da altri) affinché possano riemergere ricordi sepolti e pensieri inconsci in maniera non-verbale.

Insomma, cosa significa?
Che una fotografia può evocare emozioni in maniera così forte e tangibile che, in alcuni casi, è possibile scoprire molto più di sé che non attraverso le parole 🙂
Forse anche tu avevi già avuto questo pensiero, proprio come me; ecco perché ho voluto approfondire l’argomento, andando a scovare qualche riferimento “scientifico” e storico che comprovasse una convinzione nata da un grande amore verso il mezzo fotografico.
Se hai mai pensato alla fotografia come “terapia”, da quale esperienza è scaturita questa opinione? LEGGI TUTTO >>

Fotografia
Siamo troppi?

MA QUANTI SIAMO? (FOTO: KUSHIMA.ORG)

23/07/2014
Gloria Soverini

Siamo troppi?

È una certezza, se sei qui, se mi leggi, se segui FotografiaProfessionale c’è sicuramente almeno una cosa che ci accomuna: la passione per la fotografia!
Un’altra cosa che abbiamo in comune è la curiosità: video-corsi, workshop dal vivo, articoli, tutto contribuisce a sfamare le tue domande, così come il continuo aggiornamento da parte del team aiuta ad aumentare le conoscenze che possiamo condividere con te. È uno stimolo continuo quello di volersi migliorare per offrirti spunti interessanti per il tuo lavoro e i tuoi interessi, e se sapessi quante email, commenti e messaggi riceviamo sulla nostra pagina Facebook di persone entusiaste, immagineresti anche quanto siamo felici di farlo 🙂

Siamo simili: sono sicura di poter dire che la fotografia ci rende felici, in modo diverso, ma lo fa. Non una felicità alla Robert Capa, che diceva “L’unica cosa alla quale sono legato è la mia macchina fotografica, poca cosa, ma mi basta per non essere completamente infelice“, perché per amare la propria macchina fotografica bisogna anche amare quello che si fotografa, credo; una felicità che è allo stesso tempo soddisfazione e volontà di superare i propri limiti; una felicità che ci fa sorridere quando otteniamo lo scatto desiderato, magari dopo tanto impegno… e non importa che si tratti di digitale o analogico!
Ognuno ha la sua manualità e il suo occhio, il mezzo con cui raggiungiamo i risultati prefissati è, appunto, solo un mezzo.

Sarà per il fatto che la fotografia allarga velocemente i suoi confini, che è più a portata di mano e che dà così tanta soddisfazione ma… ti è capitato di sentire o di leggere da professionisti del settore (o anche solo appassionati) che “la fotografia è morta“, oppure che “le nuove leve stanno rubando il lavoro ai professionisti”, o che “la fotografia è in crisi”, “i fotografi sono troppi, sono ovunque, tutti sono fotografi” e via dicendo?
A me, vuoi per il lavoro che faccio o per scelta (perché parlo di fotografia in continuazione a prescindere!), succede quotidianamente: leggo articoli sul web, commenti su Facebook, discussioni sui blog, e sempre più spesso quello che trovo è un’atmosfera di disillusione diffusa in modo allarmante. Si punta il dito alle attività che chiudono, ai professionisti che perdono il lavoro perché qualche “furbo” è riuscito a soffiar loro il posto o perché, lo sappiamo, i budget sono limitati e spesso bisogna rivedere i propri cachet se si vuole ottenere un lavoro. L’entusiasmo per la fotografia lascia il posto a sentimenti più negativi.
Possibile? LEGGI TUTTO >>

Interviste
I racconti di Jee Young Lee in 360 x 410 x 240 cm

MAIDEN VOYAGE © JEE YOUNG LEE

30/04/2014
Gloria Soverini
1 commento ]

I racconti di Jee Young Lee in 360 x 410 x 240 cm

Giorni fa mentre si lavorava in ufficio ognuno alla sua scrivania, spunta la testa di Simone Conti dallo schermo del computer, ed entusiasta sbotta con “Questa fotografa la dovremmo proprio intervistare!!!”, quindi mi mostra delle foto davvero assurde che sembrano costruite con grande maestria di ritoccatore.
E invece no perché, mi spiega, si tratta di effetti ottici dati dalla costruzione di un set realizzato ad hoc per la realizzazione di ogni scatto.
Dopo diversi minuti in cui vengo rapita da immagini al tempo stesso vivaci e toccanti, mi decido e mando la mia richiesta per sapere se l’artista in questione avrebbe voluto rispondere alle mie domande.
Beh… ecco il risultato del suo “sì” 😉

Jee Young Lee è una fotografa coreana che a 30 anni s’impone con la forza espressiva delle sue immagini e con una fantasia e un’abilità uniche: infatti, crea i set nel suo piccolo studio di Seoul, che misura solamente 360 x 410 x 240 cm. Un piccolo spazio che di volta in volta si trasforma secondo il volere di Jee Young secondo una preparazione che va da alcune settimane a diversi mesi di lavoro. LEGGI TUTTO >>