News ed Eventi
2016: analisi semi-seria di un anno bisestile

FACCIO I SELFIE MOSSI AL 2016!

04/01/2017
Simone Poletti

2016: analisi semi-seria di un anno bisestile

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Analisi semi-seria di un anno bisestile e degli accadimenti nel mondo della Fotografia e della Post-produzione.

 

A fine anno, o all’inizio di quello dopo, va un sacco di moda fare bilanci.

Ecco, a me i bilanci non piacciono moltissimo e tendo ad evitarli.

Un po’ perché c’è sempre quello che tende a vedere tutto scuro, un po’ perché mi fanno ricordare anche gli errori che non mi va di ammettere, un po’ perché preferisco pensare a ciò che ho imparato.

Quindi iniziamo il 2017 con un elenco (semiserio) di quello che è successo nel 2016 di FotografiaProfessionale e di quello che ha imparato Simone Poletti (cioè io).

Sul mio profilo Facebook lo faccio spesso, elenco le “cose che ho imparato di…” o il “riassunto del mese di…”

 

Carta e penna pronte, ecco quindi il magnifico:

Cose che ho imparato del 2016 e riassunto degli eventi principali

 

Gennaio 2016 - Formazione a Cuneo
Gennaio 2016 – Formazione a Cuneo

1.

Il 2016 è iniziato con un fantastico weekend di Formazione a Cuneo (nell’immagine tratta dalla nostra pagina Facebook una testimonianza del viaggio). A Cuneo in gennaio fa un freddo terrificante ma c’era una sala pienissima per il seminario di sabato e abbiamo dovuto aggiungere due tavoli anche per il workshop di domenica. La cosa più fica di tutto questo è che alcuni dei ragazzi e delle ragazze presenti a quel seminario e a quel workshop sono poi diventati allievi dell’Accademia di Post!

A Cuneo ho imparato che nelle sale comunali piemontesi “quelli lì” (i Macintosh) non funzionano e che il Monviso sembra proprio la montagna della Paramount (e dell’acqua, ma non si dice quale). Ho imparato anche i piemontesi hanno un sacco di voglia di fotografia e post e che quando si mettono in moto non li ferma più nessuno.

 

2.

Durante una pausa del seminario di Cuneo si sono avvicinate due ragazze giovanissime: mi sorridono, si presentano e mi dicono “Ciao, noi vorremmo venire a fare uno stage in FotografiaProfessionale“. E io penso “Sì sì… Ma vuoi che si spostino fino a Reggio Emilia per uno stage?“.

Una di quelle due ragazze era Elisa, che ha effettivamente fatto qualche mese di stage con noi, poi si è iscritta all’Accademia e ora sta concludendo il suo percorso. Ma soprattutto si è laureata da poco, rendendoci tutti molto orgogliosi 🙂

 

Il 2016 ed Elisa mi hanno insegnato che “i giovani d’oggi” (che spesso sottovaluto) sanno essere parecchio svegli, concreti a cazzuti!

 

3.

Nel 2016 ho scoperto anche che Steve McCurry non fa vera fotografia, ma è uno di quelli che “trucca la immagini con Photoshop“. 🙂

 

Cuba, 2014 (©Steve McCurry - Magnum Photo)
Cuba, 2014 (©Steve McCurry – Magnum Photo)

 

È ormai celebre la polemica esplosa dopo la pubblicazione di un post, da parte di un amico fotografo piemontese (sempre questi piemontesi) che fra l’altro era al seminario di cui parlavo prima. Paolo (questo il nome del fotografo), va a vedere la mostra di McCurry a Venaria Reale, si accorge di alcuni ritocchi maldestri in uno scatto “cubano” e posta un articolo sul suo blog e su Facebook.

Immediatamente condiviso da centinaia di persone in tutto il mondo, l’articolo porta Mc Curry a scusarsi per l’accaduto e a licenziare il ritoccatore.

Ho difeso McCurry in questo articolo “Io sto con McCurry e ti spiego perché” ma devo dire che sono rimasto molto deluso dal licenziamento del ritoccatore. Quante volte quel ritoccatore avrà “salvato il culo” al buon Steve aiutandolo ad ottenere il successo che ha? E al primo errore (erroraccio certo, ma umano è) lo licenzi? Avrebbe fatto più bella figura se lo avesse difeso fino alla fine 😉

Anche perché sono convinto che la responsabilità del risultato finale sia comunque di chi ci mette faccia e nome, cioè del buon Steve. Quella immagine ha quegli errori perché il ritoccatore ha sbagliato, ma soprattutto perché chi doveva controllare e chi aveva la responsabilità dello scatto (Steve McCurry), non ha vigilato come doveva.

Il 2016 e McCurry mi hanno insegnato che puoi essere famoso e bravissimo, hai comunque il diritto di sbagliare.

Ma poi assumiti le tue responsabilità e accettane le conseguenze, altrimenti…

 

4.

Il 2016 è stato per me anche il primo anno da relatore allo Stand Out Photography Forum, un evento fighissimo e una giornata fantastica.

 

Un momento dell'intervento di Simone Poletti allo Stando Out 2016
Un momento dell’intervento di Simone Poletti allo Stando Out 2016

 

Stand Out 2016 è stata un’occasione incredibile per conoscere dal vivo tantissimi fotografi con i quali ero in contatto da tempo.

Ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare: sistemi digitali Phase One da 100 MP, gusci sottomarini Nimar per sistemi digitali da 100 MP, fotografi americani che vivono in Sardegna e parlano un italo-spanglish meraviglioso, reportagisti incredibili. E soprattutto un pubblico bellissimo e appassionato di pro (e non pro) con carriere e aziende in ottima salute e una gran voglia di crescere ed imparare. Che figata!

Ho scritto un report piuttosto corposo di quella bellissima giornata che trovi in questo articolo: “Stand Out From the Crowd!”

In un anno durante il quale ho scoperto che (scusa se mi auto-cito):

“Ogni mattina un fotografo si sveglia e si prepara a scattare le sue fotografie. E sa che dovrà essere più bravo e più veloce.

Ogni mattina un fotoritoccatore si sveglia e inizia a correggere le immagini di un fotografo. E sa che dovrà essere più bravo e più veloce.

Non importa che tu sia un fotografo o un ritoccatore, non importa che tu pubblichi una foto, un articolo, un ritocco, un post di auguri, un corso di Photoshop o un selfie del tuo gatto:
ci sarà sempre un rompicoglioni pronto a commentare “Questa non è vera fotografia!”

Ecco, in un anno in cui ho scoperto che un sacco di gente preferisce criticare che fare e un sacco di fotografi danno la colpa del proprio insuccesso al successo degli altri, ho anche la conferma (se mai ce ne fosse stato bisogno) che quelli che costruiscono il proprio successo sui fatti sono spesso persone fantastiche, disponibili e sempre alla ricerca di uno spunto per crescere.

Dal 2016 e dallo Stand Out ho imparato che il talento, l’impegno, il lavoro, la competenza e anche un po’ di sana FACCIA DA CULO… pagano. E portano grandi soddisfazioni.

 

Chi ti racconta che in Italia paga solo il clientelismo e non serve avere talento ma basta leccare culi, spesso (non sempre, spesso) ha gettato la spugna troppo presto o cerca un alibi per i propri fallimenti.

 

5.

Il 2016 è stato anche l’anno in cui abbiamo diplomato la seconda e la terza dell’Accademia di Post e stiamo per concludere la quarta.

Gruppi di lavoro in Accademia
Gruppi di lavoro in Accademia

 

Dalle Balene dell’Accademia di Post ho imparato che si può lavorare 10 ore al giorno, tornare a casa ed occuparsi della famiglia, studiare fino a tarda notte, fare i compiti per quel rompic*****ni di Poletti e il weekend venire ai workshop. La forza scorre potente in questi uomini e donne, ragazzi e ragazze!

Una delle cose più belle di questo 2016 è stato vedere molti di loro costruire qualcosa di concreto.

Grazie baleni! 🙂

 

6.

Ecco, prendendo proprio le Balene dell’Accademia come esempio, devo dire che il 2016 è stato decisamente l’anno in cui abbiamo stabilito che i famosi “sogni nel cassetto” servono a pochissimo.

Continuo a sentire un sacco di gente che “insegue i propri sogni” o che mi scrive cose del tipo “ho un sogno nel cassetto che temo rimarrà tale” ecc… ecc..

Ma il 2016 mi ha dimostrato (come tutti gli anni precedenti, ma prima facevo finta di non capire) che l’unico modo per realizzare un sogno è… realizzarlo. Cioè trasformalo da sogno in obiettivo, in progetto concreto e portarlo fino in fondo.

In fondo anche FotografiaProfessionale è un sogno realizzato, l’Accademia di Post è un sogno realizzato, la Membership di FotografiaProfessionale è un sogno realizzato e ce ne sono tanti altri negli ultimi anni del nostro team. Solo che preferisco chiamarli obiettivi raggiunti 😉

Per questo insegnamento devo ringraziare tutti gli ostacoli e le difficoltà che questi 12 mesi ci hanno messo di fronte.

Il 2016 e i suoi ostacoli mi hanno insegnato che i sogni sono belli, ma i progetti portati a termine sono molto meglio. Nei cassetti ci tengo le mutande e la biancheria pulita.

Le persone che ho incontrato in questi mesi e in questi anni mi hanno anche dimostrato e insegnato che i tuoi obiettivi te li devi porre da solo e devi raggiungerli grazie al tuo lavoro.

Farsi assumere da FotografiaProfessionale non è un obiettivo. O, per lo meno, può esserlo ma si raggiunge solo attraverso le competenze e il lavoro.

Mi spiego meglio: se il tuo obiettivo è “diventare un grande fotografo” non puoi rinunciare solo perché “ho contattato 100 fotografi per fare loro da assistente e non mi prende nessuno“.

Prima di tutto chiediti perché nessuno ti prende, poi smettila di dare loro la responsabilità del fallimento del TUO obiettivo. Se quella strada non va, trovane un’altra 😉

 

7.

Il 2016 è stato l’anno in cui Simone Conti si è sposato e trasferito negli Stati Uniti, per la precisione a San Francisco

 

1160 Filbert Street - San Francisco
1160 Filbert Street – San Francisco

 

 

Ora, FotografiaProfessionale non è un team di 20 persone, chi realmente lavora ogni giorno per FP siamo io, Gloria, Simone e da poche settimane Caterina.

Quindi quando un tuo socio (e il fotografo principale del team) ti dice “Sai, ho deciso di trasferirmi a San Francisco” hai davanti una nuova sfida, imprevista e bella tosta!

Ho visto società scogliersi per molto meno e aziende andare in grossa crisi.

Oggi, dopo 6 mesi dal trasferimento effettivo di Simone, devo dire che siamo felici.

Siamo felici perché è felice lui e ha trovato una dimensione che lo soddisfa e lo gratifica, rimanendo comunque una colonna di FotografiaProfessionale e parte integrante del team.

Siamo felici perché noi come team ce la siamo cavata egregiamente e siamo cresciuti (come ogni anno dalla nascita di FP) anche di fronte a queste difficoltà.

Abbiamo imparato a fare cose che non sapevamo fare, abbiamo colto l’occasione per migliorare alcuni processi e per creare una FotografiaProfessionale più bella ed efficace.

Siamo felici perché il gatto Lucio (il gatto di Simone Conti) si è adattato perfettamente alla sua nuova vita americana.

Siamo felici perché siamo un po’ più internazionali e fare i collegamenti da continente a continente via Skype durante i workshop è divertente 🙂

Il 2016 e il trasferimento di Simone negli USA mi ha insegnato che nulla è scontato e nulla è conquistato per sempre, devi sempre essere disposto a rimetterti in gioco.

Ma una grossa difficoltà può diventare una bellissima sfida e vincerla può renderti il doppio più forte.

 

8.

Come dicevo anche sopra, il 2016 mi ha insegnato che puoi anche improvvisamente perdere cose a cui tieni immensamente e a cui non credevi di dover rinunciare.

Mi ha insegnato che non esistono pilastri inamovibili e che devi essere pronto a “far senza” anche di ciò che ti aiutava a sorridere ogni mattina.

Non voglio diventare improvvisamente serio, perché questa è una cronaca un po’ “cazzeggiante” ma a volte ci sono lezioni che non vorresti dover prendere e che invece arrivano 😉

Il 2016 mi ha insegnato che a volte devi fermarti a respirare e a riposare. Non succede nulla.

A volte devi anche prenderti una pausa e dedicarti a ciò che conta oltre il lavoro e i progetti.

 

9.

Nel 2016 abbiamo avuto un’edizione per noi davvero speciale di Fotografia Europea!

Speciale perché abbiamo battuto ogni record di iscritti e di presenze effettive ai nostri seminari di Fotografia e Post. Non per fare i fenomeni, ma i fatti sono fatti: ogni anno facciamo più presenze noi che tutti gli altri seminari e corsi (gratuiti e a pagamento) di tutta la manifestazione messi insieme.

Quindi, circa 500 iscritti in totale con aule piene e sedute creative per riuscire a farci stare davvero tutti 😉

 

Fotografia Europea: aule strapiene e trofei vinti
Fotografia Europea: aule strapiene e trofei vinti

 

Qualcuno mi ha chiesto: “Ma come fate ad aggregare così tante persone?

La risposta è nella prima e nella seconda foto: siamo bravi nel nostro lavoro, credibili e concreti. Di solito “diamo” oltre le aspettative. E (seconda foto) non ci prendiamo troppo sul serio 🙂

Quest’anno io e Simone Conti ci siamo lanciati una sfida: “Chi fa più iscritti ai seminari di FotografiaEuropea vince un trofeo!” E il trofeo sarebbe stato svelato e consegnato proprio durante i seminari.

Ho vinto io! Ed eccomi, nella foto dell’amico Riccardo Balliano (Balena diplomata) con il mio fantastico trofeo: un salame di ottima qualità che ho poi affettato a fine seminario e diviso con alcuni dei partecipanti.

Il 2016 e FotografiaEuropea mi hanno insegnato che non devi essere per forza serioso per essere preso sul serio.

 

Ma non finisce qui, ho imparato anche un’altra cosa, non tanto nel 2016, ma in questi anni.

“Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna” è una delle più grosse stronzate sentite in giro. Di solito chi lo dice è uno che sa fare poco o è frustrato per i risultati.

È vero che i workshop e i corsi si sono moltiplicati negli ultimi anni, ma quelli davvero bravi e che hanno successo in questo lavoro si contano sulle dita di una mano.

Per insegnare devi saper fare e saper insegnare, che non vuol dire saper dire come fare, ma saper FAR CAPIRE COME FARE e COME RIPETERE con successo.

 

10.

Il 2016 è stato anche un anno in cui abbiamo ottenuto numeri davvero straordinari: l’ottavo anno di crescita costante consecutivo, 154.000 amici su Facebook, conquistati uno ad uno con pazienza e grazie a contenuti di qualità, tantissimi allievi in Accademia di Post e ai workshop.

È stato anche l’anno durante il quale la strategia di comunicazione di alcuni nostri colleghi sembra essersi focalizzata sul “parlar male” degli altri o “mettersi in competizione” proprio con FotografiaProfessionale.

Da quel tipo che da dei “ritardati” a quelli che non comprano il suo corso a quello che “li sta facendo infuriare”… Lasciamo perdere 🙂

 

 

A parte i pochi che dimostrano poco stile e poche idee (e che un po’ fanno ridere), ci sono però tantissimi colleghi che lavorano davvero bene e contribuiscono a migliorare la qualità dei fotografi e di ritoccatori italiani.

A loro va il mio ringraziamento, la mia stima e il mio rispetto.

Il fatto che questi colleghi esistano è un vantaggio per tutti, perché contribuiscono ad alzare la media e permettono a tutti noi di fare cose più difficili, più belle e più divertenti!

Quindi credo che l’insegnamento che mi ha dato questo 2016, e che mi hanno dato i miei colleghi valga anche per i fotografi e sia triplice.

Primo:

Parlar male dei tuoi colleghi (se ci tieni chiamali “concorrenti”) non ti farà vendere nemmeno un corso, una fotografia o un servizio in più.

 

Secondo:

Se vuoi rispetto dai rispetto, se vuoi essere credibile e avere successo dai qualità, professionalità, BENEFICI REALI E CONCRETI ai tuoi clienti.

 

E infine:

I lupi non perdono il sonno per il belare delle pecore.

Lascia che i pecoroni parlano e tu occupati dei risultati 😉

 

Infine:

Il 2016 mi ha insegnato che ci sono persone fantastiche in giro.

Un gruppo lo vedete qui sotto e sono quei fighi dell’Accademia III 😉

 

Balene del III corso in attesa dell'esito dell'Esame
Balene del III corso in attesa dell’esito dell’Esame

 

Mentre continuo a vedere un sacco di astio e nervosismo nel mondo della Fotografia e della Post e anche in generale.

Gente che si “scanna” sui social, neanche fosse vita vera.

Fotografi che si parlano dietro, piccole lotte di quartiere fra frustrati.

Chi incolpa l’altro, chi accusa quello, chi sfotte, chi dà di matto.

E i “photographers” e “le modelle” e gli artisti… che palle!

Il 2016 mi ha insegnato che è fantastico frequentare persone vere, lavorare con persone vere, che ho scelto, che apprezzo e a cui voglio bene.

 

Nel 2016 ho incontrato tantissimi di voi e ho scoperto che il mondo della Fotografia e della Post è pieno di persone davvero interessanti, simpatiche, appassionate e di talento.

Ecco, visto che in questi giorni tutti facciamo buoni propositi per il 2017, proviamo con uno:

Nel 2017 proviamo a passare meno tempo a fare la guerra dei photographers su Facebook e meno tempo a parlar male degli altri.

E proviamo a investire quel tempo a costruire un network di collaborazioni con persone vere e con colleghi di talento.

Alla fine può darsi che ci ritroviamo anche più ricchi, sicuramente più sorridenti 😉

 

Buon anno e buon divertimento.

A presto

 

Simone Poletti

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
News ed Eventi
Ragazzi della curva, entrate nel Club!

NASCE IL CLUB DI FOTOGRAFIAPROFESSIONALE

14/12/2016
Simone Poletti

Ragazzi della curva, entrate nel Club!

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Volevamo dare qualcosa di più alla nostra “curva“, volevamo che fosse speciale e che rispondesse ai desideri dei nostri utenti più affezionati: così abbiamo creato il Club Membership Program di FotografiaProfessionale.

 

“Walk on, walk on
With hope in your hearts
And you’ll never walk alone
You’ll never walk alone”

 

Quest’anno, dopo tanto tempo, ho fatto di nuovo l’abbonamento alla mia squadra del cuore.

Erano anni che rinunciavo perché tanto la domenica lavoro quasi sempre, fra workshop e Accademia di Post, ma quest’anno ho deciso di farlo comunque: ne valeva la pena.

Ci sono tanti motivi per scegliere di abbonarsi ad una squadra, come ad un servizio o a un programma (penso a Sky o a Netflix, o all’abbonamento in palestra):

  1. La passione è così tanta da voler essere sicuro di non perderti nulla

  2. Il prezzo è davvero conveniente

  3. I benefici per l’abbonato sono eccezionali

  4. La comodità di avere già tutto senza dover ogni volta acquistare il singolo prodotto/partita/lezione

 

Come un club professionistico, anche FotografiaProfessionale ha la sua grande forza nel suo pubblico, i nostri “tifosi”, tu e tutti gli altri della “curva” 🙂

E fin dal primo giorno abbiamo deciso di ascoltare “la voce della curva” e di migliorare seguendo proprio le richieste di chi maggiormente ci ha sostenuto fin dall’inizio.

Grazie a questo rapporto di reciproco scambio di opinioni e consigli, credo che FotografiaProfessionale sia migliorata davvero tanto rispetto ai suoi inizi. Anche i nostri utenti sono cresciuti, non solo in numero, ma in qualità e preparazione.

Per questo, ogni mese ci fermiamo a fare il punto della situazione e… cambiamo! Cambiamo in base alle richieste della curva di FP e in base alle indicazioni che i nostri utenti ci danno.

E, a volte, abbiamo delle idee davvero geniali! 😀 (A volte)

 

Idee geniali a go-go :)
Idee geniali a go-go :)

 

 

Le richieste più frequenti e vivaci sono state queste (in ordine di apparizione):

  1. Maggiori sconti per chi acquista tanti corsi

  2. Accesso via mobile (smartphone e tablet) a corsi ed eBook

  3. Ancora maggiore facilità di accesso ai contenuti, anche senza download

  4. Avere a disposizione un percorso didattico completo on-line

  5. Iscriversi una volta e non pensarci più

 

In effetti abbiamo ormai quasi 100 video-corsi per oltre 150 ore di lezione e tantissimi eBook per centinaia di pagine di contenuti. La cosa fantastica è che molti dei nostri utenti hanno più di 10 video-corsi, alcuni (quelli del “gruppo storico” della curva) li hanno proprio tutti!

Come fare a rispondere alle richieste che abbiamo ricevuto dai nostri utenti più affezionati e, contemporaneamente, premiare quelli che ci seguono con maggiore passione e fedeltà?

Abbiamo pensato ad una “carta fedeltà” a punti, ma era troppo complicato. E poi quelle richieste di “iscriversi una volta e non pensarci più”, e di “maggiore facilità di accesso” andavano assolutamente soddisfatte!

 

Per questo abbiamo deciso di creare un vero e proprio abbonamento annuale, che permetta ai “ragazzi e alle ragazze della curva” di iscriversi una volta e non pensarci più. In modo da avere accesso ai corsi e agli eBook ovunque siano, a qualsiasi ora e anche con il telefono. Così la domenica, mentre segui la tua squadra del cuore, puoi anche guardare i corsi di FotografiaProfessionale (magari nell’intervallo 😉 ).

 

Così nasce il Club Membership Program di FotografiaProfessionale, un vero e proprio programma formativo on-line con caratteristiche uniche ed esclusive!

Ho preparato un video insieme ad Andrea per spiegarti meglio cosa abbiamo fatto 😉

 

 

Il Club Membership Program di FotografiaProfessionale ti mette a disposizione tutto il know-how del nostro team di professionisti nel campo della Fotografia, della PostProduzione e del Video-making.

Una unica ed enorme “libreria e videoteca virtuale”, accessibile da ogni luogo, 24h al giorno per 365 giorni l’anno. Potrai trovare tutte le tecniche che ti servono per migliorare la tua fotografia e la tua post, anche se parti dalle basi.

Il nostro Club è un contenitore di video-corsi ed eBook in costante evoluzione e crescita.

 

Tantissimi corsi divisi per argomento e livello
Tantissimi corsi divisi per argomento e livello

 

Una piattaforma streaming web grazie alla quale potrai vedere tutti i nostri corsi senza scaricarli, in ogni momento e ovunque ti trovi!

 

In ogni categoria tutto ciò che ti serve per imparare, passo dopo passo
In ogni categoria tutto ciò che ti serve per imparare, passo dopo passo

 

Ti basterà iscriverti, scegliendo la sottoscrizione mensile o annuale. Avrai immediatamente accesso a tutti i contenuti già caricati, a tutti quelli che realizzeremo durante l’anno e ai materiali esclusivi per il Club!

 

Puoi vedere le lezioni quando vuoi, seguendo il percorso o saltando da un argomento all'altro
Puoi vedere le lezioni quando vuoi, seguendo il percorso o saltando da un argomento all’altro

 

Potrai inziare da zero o completare la tua formazione con tutte le migliori tecniche per la fotografia e la postproduzione, sempre aggiornate e rinnovate.

E come iscritto al Club sarai il primo ad avere accesso ai nuovi corsi e non dovrai aggiungere nemmeno un euro al tuo abbonamento annuale!

Se ti interessa saperne di più, nella pagina del Club troverai tutte le informazioni che ti servono.

Ah, c’è un’altra novità!

Da quest’anno puoi regalare tutti i nostri corsi a chi vuoi tu. E anche l’iscrizione al Club Membership Program può essere un fantastico regalo di Natale! 🙂

 

Occhio però, abbiamo deciso di CHIUDERE LE ISCRIZIONI il 31 Dicembre, proprio l’ultimo dell’anno… quindi non manca molto.

Direi che ti ho raccontato quasi tutto, non mi resta che augurarti buone feste e… ti aspetto in curva 😉

A presto

Simone Poletti

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
News ed Eventi
Anarchy in the WPP: il World Press Photo senza regole

ANARCHY IN THE WPP: IL WORLD PRESS PHOTO SENZA REGOLE (FOTO: EVERETT COLLECTION)

27/10/2016
Gloria Soverini

Anarchy in the WPP: il World Press Photo senza regole

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Il World Press Photo ha annunciato la nascita di un concorso nel quale sarà possibile partecipare senza doversi preoccupare troppo delle regole

 

Ebbene sì: dopo che negli ultimi anni il WPP ha dovuto gestire la squalifica di numerose foto perché non rispettavano gli standard del concorso, dopo le critiche per la vittoria delle foto staged, dopo che ad ogni edizione nasce una guerra in merito all’uso della post… gli organizzatori hanno pensato ad una soluzione: ci sarà un concorso a sé la cui partecipazione non prevede regole.

 

L’annuncio è stato fatto ieri da Lars Boering, Direttore Esecutivo della Fondazione World Press Photo, nel comunicato relativo alle attività previste nel 2017; al punto #8 del programma si legge che

In October 2017 there will be a new contest for creative documentary photography. […] This contest will be for professional visual storytellers who, in wanting to communicate about actual people, events or issues, deploy creative techniques in constructing, processing and presenting images. This contest will not have rules limiting how images are produced, and will not have categories.

Ad ottobre 2017 ci sarà un nuovo concorso dedicato alla fotografia documentaria creativa. Potranno accedervi i visual-storyteller professionisti che, volendo trattare di personaggi, eventi o problematiche attuali, lo fanno attraverso l’uso di tecniche creative nella costruzione, nell’elaborazione e nella presentazione delle immagini. Questo concorso non avrà norme che limitano come le immagini vengono prodotte, e non avrà categorie]

 

A differenza di quanto avviene con il concorso tradizionale per fotogiornalisti, che l’hanno scorso ha visto la squalifica del 20% dei finalisti e la successiva implementazione di un Codice Etico, il nuovo concorso non sarà vincolato dalla più classica etica del fotogiornalismo.

I fotografi potranno partecipare presentando una foto singola o con una serie di immagini relative ad una storia; i giudici esamineranno le foto e assegneranno i premi per la migliore documentazione sociale, personale, per la presentazione più innovativa e altro ancora.

 

Questa ultima mossa del World Press Photo è la risposta al dibattito in corso riguardo agli standard in materia di fotografia e fotogiornalismo nell’era della fotografia digitale.

L’Australian Professional Photography Awards (APPA) è stato recentemente al centro di questo dibattito dopo che il fotografo di rilievo Ken Duncan ha richiamato l’attenzione sul fatto che Lisa Saad, la vincitrice del concorso di quest’anno, abbia presentato un set di illustrazioni fotografiche.

Se questo nuovo concorso del World Press Photo senza regole guadagnerà rilievo nel settore, forse altri concorsi di prestigio ne seguiranno l’esempio.

Cosa ne pensi?
Scrivilo in un commento!

Gloria

I WANNA BE WPP!

(articolo liberamente tradotto da PetaPixel)

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Fotografia
Questa foto fa schifo! (Gestire le critiche senza passare alle mani)

QUESTA FOTO FA SCHIFO!

29/09/2016
Simone Poletti

Questa foto fa schifo! (Gestire le critiche senza passare alle mani)

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

“Le critiche sono fondamentali per la tua crescita”.

Tutti lo diciamo, ma spesso facciamo fatica ad accettarle.

Ecco alcuni consigli utili per gestire le critiche (anche quelle ingiuste),

senza farsi arrestare per aggressione!

 

Ieri sera stavo guardando una puntata registrata di Master of Photography.

C’è una cosa che mi ha colpito: durante la puntata il fotografo Bruce Gilden critica le immagini di uno dei concorrenti chiedendogli “Perché hai realizzato un’immagine così scarsa?“. E alla reazione piccata del concorrente risponde: “Bene, ecco perché tu sei lì e io sono qui…

Facciamo un salto indietro di qualche giorno, siamo nell’aula dove svolgiamo i nostri workshop e le lezioni dell’Accademia di Post. È la giornata finale di HiSpeed Photoshop, il nostro workshop sulle tecniche rapide di post-produzione.

Giro fra i tavoli al termine di un’esercitazione e una delle allieve chiude il monitor dicendo “No, no, non voglio che le vedi, le mie foto fanno schifo“.

 

Oggi, ripensando a questi due episodi mi sono chiesto:

 

Perché i fotografi fanno così fatica ad accettare le critiche altrui?

Perché scegliere un mestiere (o una passione) che espone le tue immagini,

la tua visione più intima e personale, al pubblico

se poi non sei in grado di gestirne il giudizio?

 

Ti è mai capitato di sentirti dire “Questa foto fa schifo“?

Se sì, fai parte del 99% dei fotografi, quelli che fanno vedere le loro foto anche ad altri, oltre che a se stessi 😉

LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Post-produzione
Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

COME EVITARE DI PRENDERE UN “PACCO”?

22/09/2016
Simone Poletti
3 commenti ]

Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Lavoro in un’azienda che fa corsi di formazione, quindi ti avverto fin dall’inizio: in questo articolo non mi sentirai parlar male di chi fa corsi.

Ma, facendo formazione da diversi anni, mi rendo conto ogni giorno di più che molti sono un po’ disorientati dalla presenza sul mercato di un’enormità di workshop e corsi di fotografia e di post-produzione.

Diciamoci la verità: tanti fotografi che facevano un po’ fatica a “tirare fine mese” si son messi a fare corsi, forse invogliati dal successo di team più strutturati, come il nostro o altri che sono su questo mercato da anni.

Ci sono anche tanti fotografi che hanno iniziato a fare corsi spinti dai loro amici e conoscenti, perché sono semplicemente bravi ad insegnare!

Ci sono poi tanti che vengono ai workshop o acquistano video-corsi e pensano “Posso farlo anche io!“. Così il giorno dopo aprono una pagina Facebook e si mettono a distribuire tutorial o a vendere corsi live.

Chiariamo subito un punto: non c’è niente di male. Chiunque si lanci in una nuova impresa ha la mia solidarietà.

Anzi, alcuni sono davvero bravi e la concorrenza fa solo e sempre bene: tiene “alta l’asticella” e ti ricorda ogni giorno che devi migliorare costantemente e tenerti aggiornato.

Il successo di FotografiaProfessionale è dovuto a tre fattori: alla nostra bravura (scusa l’immodestia, ma è vero), al sostegno e allo sprone dei nostri utenti (fantastici!) e al fatto che ci sono tanti colleghi bravissimi che ci costringono a fare sempre meglio.

 

Poi, come è sempre accaduto in ogni campo (anche nella fotografia, è solo questione di tempo), quelli bravi rimangono e hanno successo, quelli scarsi scompaiono nel nulla e cambiano mestiere.

Quindi, se il problema non è la concorrenza o il fatto che ci siano tanti fotografi che fanno corsi e workshop, qual è?

Il problema è che tu, come utente interessato a questi workshop o a questi corsi, spesso non trovi gli strumenti per capire cosa è valido e cosa no.

Spesso ai miei workshop mi sento dire “Ho fatto decine di corsi prima di trovare voi, provavo un po’ a caso prendendo anche grosse fregature”.

Come fare ad evitare quelle fregature e andare dritto al punto, trovando subito il corso o il workshop che fanno per te?

Beh, credo che si possa stilare un piccolo “Vademecum dell’aspirante allievo”, una serie di piccoli ma utili consigli per facilitare la tua scelta.

Non ti preoccupare, sarò breve e non dovrai studiare un tomo di 1000 pagine per imparare quattro banalità. Mi affiderò all’esperienza, al buonsenso e… alla sintesi 😉

Sarò breve e sintetico
Sarò breve e sintetico

10 semplici regole per scegliere un video-corso o un workshop di qualità e non prendere pacchi

LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Tecnica Post-Produzione
Come scegliere la tavoletta grafica giusta per te?

QUALE TAVOLETTA GRAFICA SCEGLIERE? (PHOTO: WACOM.COM)

26/08/2016
Simone Poletti
5 commenti ]

Come scegliere la tavoletta grafica giusta per te?

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Da quando ho comprato la mia prima tavoletta grafica, ogni volta che la tiro fuori dalla borsa la domanda è sempre la stessa:

Hey, anche io devo comprare la tavoletta grafica, quale mi consigli?

Con questo breve articolo vorrei aiutarti a stabilire alcuni parametri che possano guidare la tua scelta nel migliore dei modi, ma non basta… FotografiaProfessionale è una grande community, quindi vorrei che, tutti insieme, costruissimo grazie a questo post uno strumento utile per chi deve scegliere una tavoletta grafica!

Quindi, se usi già una tavoletta, raccontami in un commento la tua esperienza e consiglia a chi deve scegliere lo strumento migliore, secondo te. Ad esempio: Marco, un allievo dell’Accademia di Post, ha appena comprato una tavoletta a schermo sensibile della Huion, altri usano da anni tavoletta Wacom. Credo che il punto di vista di tutti possa essere davvero utile!

Perché non esiste una sola tavoletta grafica giusta: dipende da quali sono le tue esigenze e da quale uso ne farai. Per questo non voglio liquidare la questione indicandoti un modello da comprare, preferisco metterti “in mano” gli strumenti per scegliere con consapevolezza.

Prima di tutto, esistono almeno tre tipi di tavoletta grafica, vediamole insieme per capire come sono fatte e a cosa servono:

LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Tecnica Post-Produzione
Doppia esposizione in Photoshop, alcuni consigli per iniziare a provare!

DOPPIA ESPOSIZIONE

09/08/2016
Simone Poletti

Doppia esposizione in Photoshop, alcuni consigli per iniziare a provare!

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

È passato ormai qualche anno, ma ricordo con precisione il momento nel quale vidi per la prima volta la sigla di True Detective e le doppie esposizioni divennero improvvisamente una figata! 🙂

True Detective è una serie TV della HBO piuttosto visionaria e dalla fotografia molto curata; in particolare, le sigle di entrambe le stagioni finora prodotte si distinguono per un uso davvero creativo e bellissimo di una tecnica vecchia come la fotografia: la doppia esposizione.

Non ne ho la certezza, ma non credo di rischiare se dico che la doppia esposizione è nata grazie ad un errore: in una macchina analogica manuale era sufficiente dimenticarsi di mandare avanti la pellicola per sovrapporre irrimediabilmente due scatti sullo stesso frame.

Da sempre oggetto di esperimenti, innovazioni ed esercizio di grandi fotografi, da Anton-Giulio Bragaglia ad Edward Muybridge, la doppia (o multipla) esposizione è ritornata prepotentemente di moda proprio grazie ad una serie TV…

Pochi mesi dopo la prima messa in onda già si vedevano le prime elaborazioni con Photoshop e la cosa ha preso sempre più piede in questi mesi.

Al contrario di altre tecniche facilmente simulabili e ripetibili, la doppia esposizione in Photoshop richiede un minimo di conoscenza tecnica e un po’ di preparazione. Infatti molte tecniche “di moda” sono facili da realizzare nella loro variante più semplice, anche senza conoscere ben le basi di Photoshop, spesso grazie ad azioni o plug-in. Questo ha portato alla proliferazione di elaborazioni dozzinali e di pessima qualità (penso solo a certi HDR). Bene, la doppia esposizione, per ottenere risultati accettabili, prevede un minimo di conoscenza delle basi di Photoshop… Così ho pensato di darti due dritte per permetterti di affrontare al meglio le tue prime doppie esposizioni realizzate in Post.

Per farti un esempio pratico ho realizzato una velocissima doppia esposizione utilizzando due foto da banca immagini.

Ci sono diversi modi ed esistono diverse tecniche per realizzare una doppia esposizione, noi useremo il metodo più semplice 😉

Sull’argomento realizzerò presto un video-corso completo, in modo da approfondire aspetti e tecniche più avanzate che, per questioni di spazio, non mi è possibile trattare in un articolo sul blog.

Ma veniamo a noi:

Come si realizza una doppia esposizione con Photoshop?

 

1. Prima di tutto, fai una cosa semplice!

La cosa fondamentale quando realizzi una doppia o multipla esposizione per la prima volta è: falla semplice. Non complicarti la vita cercando di fare cose incredibili, all’inizio non ne avrai i mezzi e le conoscenze e rischi di produrre una schifezza (scusa il francesismo). Quindi: meglio che la tua “prima doppia” sia semplice e lineare.

Non tentare di mescolare elementi troppo complessi, parti con un ritratto, un soggetto in silhouette e un paesaggio da montare. Di solito si tende ad utilizzare ritratti a mezzobusto in silhouette o silhouette di animali, da mixare con paesaggi montani, alberi, skyline cittadini.

LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Fotografia
La tua macchina fotografica è unica: solo una questione di copyright?

IL TUO SENSORE HA LE IMPRONTE DIGITALI! (FOTO: PETAPIXEL)

23/06/2016
Gloria Soverini
9 commenti ]

La tua macchina fotografica è unica: solo una questione di copyright?

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Lo sai che la tua macchina fotografica ha le sue impronte digitali?

 

Dal 2015, il Prof. Enrico Magli del Politecnico di Torino ha lanciato il progetto “ToothPic“, acronimo di “Who Took This Picture”.

Ecco cosa dice in proposito in un video rilasciato proprio dal Politecnico:

Qualunque sensore fotografico, compresi quelli degli smartphone, quando scatta una foto lascia in ciascuna un’impronta che permette di identificare il dispositivo che l’ha scattata. Questo è possibile attraverso segnali che possono essere rilevati da algoritmi opportuni e utilizzati per verificare se una data fotografia sia stata scattata da una certa macchina fotografica oppure no.

 

Riconoscere la macchina fotografica che ha scattato una foto sarà presto possibile
Riconoscere la macchina fotografica che ha scattato una foto sarà presto possibile


L’impronta digitale della macchina fotografica nasce da imperfezioni del processo di fabbricazione dei sensori ottici: in un sensore ottico tutti i pixel dovrebbero essere identici, ma il processo di fabbricazione è leggermente imperfetto e fa sì che ciascun pixel venga fuori dalla fabbrica leggermente diverso da tutti gli altri.

LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Tecnica Fotografica
RAW vs JPEG: La guerra dei bit! Quale scegliere?

RAW O JPEG? QUESTO è IL DILEMMA…

05/04/2016
Simone Poletti
5 commenti ]

RAW vs JPEG: La guerra dei bit! Quale scegliere?

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

“Ma come è meglio scattare: in RAW o in Jpeg?”

Tutte le volte che qualcuno fa questa domanda si scatena “La Guerra del RAW”!
Se ne sentono di tutti i colori e ognuno ha (giustamente) la sua opinione, ma diventa molto difficile capire chi ha ragione perché tutti portano motivazioni valide, secondo la loro esperienza. Oppure, peggio, si finisce in una “rissa” e non si capisce più quali sono le caratteristiche REALI che devono portare a scegliere uno o l’altro.

Insomma, al di là delle opinioni, che rimangono tali e quindi tutte accettabili, qual è la differenza VERA?
Quando ha davvero senso scattare in RAW e quando è meglio scattare in jpeg?
E cosa comportano le due scelte?

Per aiutarti a capire meglio e per darti dei razionali veri e solidi ho realizzato un breve video, spero che ti sia utile!

 

 

LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Tecnica Post-Produzione
Lightroom: un piccolo profilo segreto per iniziare al meglio lo sviluppo

PROFILO DI CALIBRAZIONE, CHI ERA COSTUI?

21/01/2016
Simone Poletti
1 commento ]

Lightroom: un piccolo profilo segreto per iniziare al meglio lo sviluppo

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Ciao, oggi voglio darti un consiglio semplice, veloce ma davvero molto utile per migliorare la qualità del tuo sviluppo fin da subito.

Da quando esiste la fotografia digitale abbiamo tutti un rapporto con la tecnologia molto più stretto e simbiotico: forse perché un po’ tutto il mondo è cambiato e la tecnologia è entrata in ogni singolo ambito. La tendenza di molti, io per primo, è quella di dare per scontato che il prodotto che ci viene fornito sia già impostato nel modo migliore possibile.

Non discutiamo i settaggi della macchina fotografica perché, almeno all’inizio, diamo per scontato che sia già impostata nel modo giusto; come non resettiamo i canali del digitale terrestre “fino a quando si vedono” 😉

Insomma, un po’ per pigrizia e un po’ per paura di sbagliare, lasciamo tutto com’è, salvo poi lamentarci del risultato…

Riportato alla PostProduzione, questo è il motivo per il quale, di solito, nessuno controlla le Opzioni degli strumenti di Photoshop prima di usarli, con risultati spesso deludenti e con conseguente spreco di tempo per capire “cosa è successo???”

Ecco, il piccolo (grande) segreto che voglio svelarti oggi riguarda proprio la Post, in particolare lo sviluppo e una singola, piccola regolazione che può cambiare DRASTICAMENTE il risultato del tuo lavoro e la qualità della tua immagine.

Partiamo da un piccolo assunto, fondamentale per capire ciò che succede e perché succede.

Come al solito cercherò di privilegiare la chiarezza al linguaggio tecnico, qualche ingegnere si scandalizzerà, ma l’importante è che tutti capiamo al meglio la sostanza 😉

Il RAW è un file “grezzo” che contiene tutti i dati raccolti dal tuo sensore e che viene elaborato dallo sviluppatore RAW durante l’acquisizione per restituirti la migliore qualità possibile dell’immagine. I dati che il software “riceve”, vengono interpretati da un Algoritmo di Demosaicizzazione ed influenzati da un Profilo di Calibrazione Fotocamera che dovrebbe darne la miglior traduzione possibile, tenendo conto delle caratteristiche della tua macchina fotografica.

Trovi questo profilo in Lightroom, nel modulo sviluppo, nella sezione Calibrazione Fotocamera.

Lightroom è, in questo momento, il software più utilizzato per lo sviluppo e per la post in generale, negli ultimi anni ha superato anche Photoshop con il quale, a mio parere, costituisce una accoppiata molto ben assortita.

Video-corso Completo di Lightroom CC
Video-corso Completo di Lightroom CC

Di default in Lr questo profilo è impostato su Adobe Standard, cioè il profilo che Adobe ritiene il più adatto per ottenere la miglior qualità possibile nella traduzione del tuo RAW. Il fatto che questo profilo sia modificabile dovrebbe però farti venire qualche sospetto 😉 LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn