News ed Eventi
World Press Photo 2017: vincitori e polemiche

L’ISOLA DELLA SALVEZZA © FRANCESCO COMELLO

14/02/2017
Gloria Soverini

World Press Photo 2017: vincitori e polemiche

Sono stati annunciati i vincitori della Sessantesima edizione del Concorso del World Press Photo, scelti fra 80.408 immagini scattate da 5.034 fotografi provenienti da oltre 125 paesi.

La polemica sulla “World Press Photo of the Year”: a che punto siamo?

 

La Fondazione del World Press Photo è nata nel 1955 grazie ad un gruppo di fotografi olandesi, uniti dall’intento di sviluppare e promuovere il lavoro dei fotogiornalisti, grazie anche ad una serie di attività ed iniziative internazionali, la prima delle quali è stato proprio il Concorso annuale organizzato per far conoscere il proprio lavoro ai colleghi di altre nazionalità.

Lavoriamo per sviluppare e promuovere il fotogiornalismo di qualità perché le persone meritano di vedere il proprio mondo e di esprimersi liberamente.
Libertà di informazione, libertà di ricerca e libertà di parola sono sempre più importanti, ed un giornalismo visivo qualitativamente valido è essenziale per riportare in modo preciso ed indipendente proprio i fatti che rendono possibili queste libertà.
In un momento in cui il mondo, la stampa e la fotografia stessa stanno subendo dei cambiamenti profondi, ci stiamo sforzando di aiutare sia i fotogiornalisti che il pubblico a capire e a rispondere a queste trasformazioni in modo che tali libertà continuino ad essere garantite.

È con questo intento che è importante approcciarsi a quello che è il concorso di fotogiornalismo più importante del mondo, con le sue motivazioni profonde e le sue diversità intrinseche – le stesse che accompagnano la cronaca quotidiana di ogni paese, tanto che non mancano mai le polemiche per le scelte della giuria.

 

Mary F. Calvert, che fa parte della giuria, ha detto che la foto vincitrice di quest’anno rappresenta al meglio il significato e la definizione del World Press Photo:

 

«È stata una decisione molto molto difficile, ma alla fine abbiamo ritenuto che la foto dell’anno fosse un’immagine esplosiva che parlasse davvero dell’odio dei nostri tempi. Ogni volta che arrivava sullo schermo dovevi quasi spostarti indietro, tanto è forte quell’immagine».
(fonte: Il Post)

 

World Press Photo of the Year © Burhan Ozbilici
World Press Photo of the Year © Burhan Ozbilici

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Fotografia
Fotogiornalismo professionale VS Citizen Journalism: chi vincerà? (3/3)

COME TE LA CAVI CON L’EQUILIBRIO?

05/06/2015
Gloria Soverini

Fotogiornalismo professionale VS Citizen Journalism: chi vincerà? (3/3)

Sono arrivata alla terza parte di questa serie di articoli sul fotogiornalismo professionale e sul punto interrogativo che pende sulla sua testa come una grande spada di Damocle.

Prima di proseguire, ti faccio una domanda anche io: come te la cavi a stare in equilibrio su un cavo sospeso?
Presto capirai cosa intendo…

Nel primo articolo ti ho un po’ provocato (ma a ragion veduta) dicendo che, ormai, il fotogiornalismo è morto; nel secondo, invece, ho riportato a galla questa professione, motivando il recupero con i risultati ottenuti dagli studi sull’Eye Tracking. Ricordi? 🙂

Beh, proprio i commenti che Mauro e Claudio hanno scritto per rispondere al secondo articolo hanno anticipato la chiusura, la sintesi delle posizioni che ho trattato. “In medio stat virtus“, diceva quello, e ha ancora parecchia ragione secondo me.
È un po’ come camminare in equilibrio su un cavo sospeso: da una parte ti attende una distesa di ortiche, dall’altra un bel prato con dell’erba soffice (e un materasso molto grande!)

Passami la metafora, insomma, voglio dire che non puoi negare che esistano le ortiche solo per rassicurarti.
Per essere ancora più chiara, per quanto nel secondo articolo abbia scritto che le persone sono ancora in grado di distinguere una foto di un reporter professionista da una scattata da un “testimone oculare”, diciamo, che si è trovato nel posto giusto al momento giusto e ha immortalato un evento, magari importante, non si può far finta che l’editoria sia in crisi e che sempre più spesso siano proprio le redazioni a preferire le immagini pescate sul web piuttosto che remunerare un professionista assunto appositamente. LEGGI TUTTO >>

Fotografia
I migliori scatti del 2012 – I numeri delle Immagini

I-MIGLIORI-SCATTI-2012-I-NUMERI-DELLE-IMMAGINI

22/12/2012
Simone Conti
6 commenti ]

I migliori scatti del 2012 – I numeri delle Immagini

Manca pochissimo al Natale, i Maya hanno avuto un gran successo di pubblico con il loro calendario, il 2012 volge al termine e non è stato “la fine del mondo”. In genere sfrutto i giorni delle Festività Natalizie per fare un po’ di bilanci, pensare a nuovi progetti, pianificare le azioni da intraprendere nell’anno a venire e “ricaricare un po’ le batterie”. Ho anche un po’ più di tempo per alzare lo sguardo e osservare attorno con più calma.

Uno dei tormentoni di ogni fine anno sono le classifiche del tipo “Il Miglior XXX del 2012”. Ognuno di noi avrà la propria personale classifica dei propri scatti migliori, quelli di cui è più soddisfatto e quelli di maggior successo (spesso, incredibile a dirsi non coincidono!). Perché questo bisogno di classificare e mostrare a fine anno le classifiche? Di preciso non lo so, ma sono incappato recentemente in un interessante approfondimento fatto sulla base di una di queste classifiche che sento di dover assolutamente condividere con te! La nota agenzia Reuters ha recentemente pubblicato la classifica dei migliori scatti del 2012.

Ok, mi dirai. Quindi? Non lo fa tutti gli anni?

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Interviste
…c’è stato il terremoto

“… C’è STATO IL TERREMOTO”

13/11/2012
Ingrid Iotova
4 commenti ]

…c’è stato il terremoto

Vorrei iniziare l’intervista di oggi riportando il testo di presentazione della mostra del giovane fotografo che è oggi qui con noi.

Siamo nel cuore della notte, intorno alle 4 per essere più precisi, una fortissima scossa
di terremoto sorprende la popolazione nel sonno.
Nessuno si ricorda episodi analoghi avvenuti in passato, neanche gli anziani, custodi
della memoria storica di un territorio.
L’Emilia è sempre stata una terra generosa, abbondante, così come lo sono le persone che la abitano. Persone dalla tempra forte e dai piaceri genuini, grandi lavoratori e ottimi narratori, popolo sincero e cordiale. Già… Ma chi se lo aspettava il terremoto… Una scossa di magnitudo 5.8 ti sveglia nel cuore della notte, mentre sei più indifeso
di un bambino, avvolto dalle coperte ed abbracciato al tuo cuscino… E ti sconquassa, ti sbatte, tutto cade intorno a te e sbarri gli occhi mentre senti un boato mostruoso,
la terra che urla mentre sprigiona tutta la sua forza e tu ti senti piccolo piccolo…

“… c’è stato il terremoto”

La scossa sembra non finire mai ed ogni secondo che passa è la tua vita che scorre, sono i tuoi ricordi che vanno in pezzi accanto a te, è la tua casa che scricchiola, è la tua macchina sotto
il peso delle macerie, è la tua chiesa che si sgretola come la tua fede davanti alla certezza
di non trovare alcun disegno divino in tutto ciò. All’improvviso il silenzio. Dura un istante ed è come un limbo, una sospensione tra l’incubo
e la quiete.Poi gli allarmi che suonano, le persone che gridano e piangono e si riversano in strada afferrando qualche oggetto e stringendolo forte al petto insieme alla propria vita perché é tutto quello che gli è rimasto.

“…c’è stato il terremoto”

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