News ed Eventi
Le mostre fotografiche di Settembre 2019

FOTOGRAFIA DI STEVE MCCURRY

04/09/2019
Francesca Pone

Le mostre fotografiche di Settembre 2019

Tutte le mostre fotografiche in Italia a Settembre 2019!

(se vuoi segnalarci altre iniziative, scrivi un commento e le aggiungeremo alla lista)

 

* I n a u g u r a n o *

 

Steve McCurry. Leggere 

Dal 13 Settembre al 6 Gennaio 2020

Gallerie Estensi – Modena

https://www.gallerie-estensi.beniculturali.it/mostre/mccurry/

 

Steve McCurry. Cibo 

Dal 21 Settembre al 6 Gennaio 2020

Museo San Domenico – Forlì

http://www.forlitoday.it/cronaca/mostra-cibo-steve-mccurry-forli-san-domenico-21-settembre-2019-informazioni-presentazione.html

 

* I n  C h i u s u r a *

 

Berenice Abbott. Topographies

Fino all’8 Settembre

Palazzo delle Paure – Lecco

https://lecconotizie.com/cultura/le-fotografie-di-berenice-abbott-in-mostra-a-palazzo-delle-paure/

 

Nobuyoshi Araki. Araki’s Paradise

Fino al 30 Settembre

Santa Maria della Scala – Siena

https://www.santamariadellascala.com/it/mostre/effetto-araki/

 

* I n  C o r s o *

 

Animals. Steve McCurry 

Fino al 6 Ottobre

Centro Saint Bénin – Aosta

https://www.lovevda.it/it/banca-dati/2/mostre/aosta/animals-di-steve-mccurry/76780

 

Emiliano Mancuso. Una diversa bellezza: Italia 2003 – 2018 

Fino al 6 Ottobre

Museo di Roma in Trastevere – Roma

http://www.museodiromaintrastevere.it/it/mostra-evento/emiliano-mancuso-una-diversa-bellezza-italia-2003-2018

 

Buone mostre 🙂

 

Francesca

News ed Eventi
Il Metodo SPRITZ! per Photoshop e il fotoritocco

UNO SPRITZ FOTOGRAFATO DA GIORGIO CRAVERO

02/08/2019
Simone Poletti

Il Metodo SPRITZ! per Photoshop e il fotoritocco

Per dieci anni tutti hanno insegnato Photoshop e il fotoritocco come si insegna matematica a scuola.

Beh, sai cosa? Non funziona!

È il momento di cambiare approccio e diventare dei fighi della post in modo semplice e divertente!

Ti è mai capitato di partecipare ad uno di quei workshop di Photoshop in cui ti fanno sedere tutti in fila (come a scuola), poi un tizio inizia a parlare e lo fa per ore e ore (come a scuola)?

Sempre lo stesso tizio (o tizia) ti spara lì 200/300 nozioni che non capisci (come a scuola) e nel frattempo cerchi di prendere appunti, seguire quello che dice, guardare la proiezione, ecc…

Alla fine della lezione non ci hai capito un cazzo (come a scuola) e con ogni probabilità dovrai chiedere ad un amico di darti ripetizioni.

Come a scuola appunto 😉

(In alcuni di questi workshop mi hanno detto che non si possono nemmeno fare domande durante la lezione… Minchia! Neanche a scuola!)

C’è un piccolo problema: Photoshop non si impara a memoria e un corso fatto come una lezione delle medie è davvero inutile. Oltre che faticoso e noioso.

Lo ammetto, all’inizio anche io ho fatto i corsi a “lezione frontale”.

Però ho capito molto presto che non funzionava come volevo (anche se tutti mi facevano i complimenti) e che si poteva fare meglio.

Così ho reso i workshop dal vivo più interattivi, facendo domande e chiedendo agli allievi di farne tante, il più possibile.

Ho inserito esercitazioni progressive, commentando insieme risultati, lavorando in gruppo per alcune parti più “creative”.

Abbiamo messo a disposizione degli allievi monitor EIZO e tavolette Wacom, li ho “sfidati” a creare immagini insieme.

Insomma, come sempre in FotografiaProfessionale, cambiamo le cose di continuo per farle funzionare meglio 😉

Si può fare ancora meglio, così ho creato il Metodo SPRITZ! per imparare Photoshop e il fotoritocco in modo divertente e veloce!

Ogni tanto mi fisso con qualcosa e inizio a studiare (mai fatto a scuola, ma per ciò che mi appassiona sì).

Così ho approfondito le discipline per l’apprendimento attivo, di cui si parla molto da anni soprattutto nelle scuole materne ed elementari.

Ho anche due amiche, Monica e Valentina, che si occupano di questo: Monica ha una scuola bilingue che utilizza questi metodi e Valentina li insegna a genitori ed insegnanti.

Mi sono chiesto “Può essere utile e rendere la cose più semplici a chi studia fotografia e post?” Mi sembrava di sì, quindi ho sfruttato le mie conoscenze e mi sono dato da fare 🙂

Ho scoperto che tante delle cose che fanno parte dei fondamenti di questo metodo di insegnamento e apprendimento le facevamo già. Altre erano alla base dei corsi di Ekis, alcuni tenuti dal mio socio Andrea Grassi. Ma altre cose non le avevo mai sperimentate o l’avevo fatto in modo molto limitato.

L’Apprendimento Attivo: imparare divertendosi e partecipando.

L’Active Learning è una forma di apprendimento in cui l’insegnante si impegna a coinvolgere direttamente gli studenti nel processo di apprendimento attraverso la partecipazione attiva alla lezione, la discussione dei materiali di lavoro, l’impegno in giochi di ruolo, casi di studio, brevi esercizi scritti, autovalutazione, ecc…

L’Apprendimento Attivo può prevedere anche esercizi e giochi, diverse disposizioni dell’aula in base all’obiettivo della lezione, la suddivisione in gruppi di lavoro autonomi.

Cos’è il Metodo SPRITZ? Come funziona?

Il metodo SPRITZ! per imparare Photoshop e il Fotoritocco è il riassunto di tutta la mia esperienza sul campo come ritoccatore professionista e soprattutto come formatore.

S sta per STRATEGIA: approccio strategico al fotoritocco.

Perché quando hai davanti un’immagine non sai mai da dove iniziare per correggerla?
Perché tutti ti insegnano un approccio “tattico” fatto di tecniche separate o di “segreti” che funzionano solo con quei valori e quelle immagini.
La correzione delle immagini richiede un approccio STRATEGICO: per fare sì che ogni tecnica e ogni regolazione vada nella giusta direzione, all’interno di un piano preciso!

Avere un approccio strategico ti consentirà di sfruttare al meglio le tue risorse ed essere più veloce ed efficace.

P sta per PRATICA: Photoshop si impara con tanta pratica.

Pratica, tanta tanta pratica. Nulla più dell’esperienza diretta ti consentirà di ottenere risultati.

Nel metodo SPRITZ! ogni tecnica viene spiegata, mostrata e messa subito in pratica.
Esercitazioni, prove, errori e correzioni: è così che otterrai risultati più in fretta!

R sta per RIPETIZIONE: la ripetizione rende perfetti (o quasi 😉 ).

Non c’è arma più potente della pratica e della ripetizione per far sì che una cosa entri a far parte di te. Ogni cosa e ogni tecnica viene ripetuta e utilizzata di continuo per tutto il corso in combinazione con quelle nuove.
Così non impari solo le tecniche: scopri come metterle insieme nel tuo flusso di lavoro!

I sta per IMMERSIONE: immersione in un ambiente professionale.

Il modo migliore per raggiungere un livello da Pro è lavorare con professionisti veri e con strumenti e tecniche professionali.
Per questo in ogni corso il team di professionisti di FotografiaProfessionale è lì per supportarti in ogni momento.

Ambiente professionale vuol dire anche attrezzature professionali: monitor EIZO, fotocamere FujiFilm, tavolette Wacom, luci e attrezzatura Apromastore.

T sta per TECNICA: tecniche semplici per risultati professionali.

La pratica comanda, ma la tecnica è fondamentale.
Le mie tecniche personali per ottenere risultati professionali in tempi ridottissimi.
Photoshop non è fatto di tecniche complicatissime da fisico termonucleare ma di tecniche SEMPLICI, che combinate insieme ti permetteranno risultati incredibili!

E la Z? Z sta per ZOT!, i “colpi di fulmine” per dominare Photoshop!

Gli ZOT! sono tecniche velocissime e super efficaci, consigli e trucchi del mestiere da vero ritoccatore che ti insegnerò durante questo corso.
Non solo: per ogni ZOT! ho creato una scheda fisica (di cartoncino) fighissima con ogni passaggio della tecnica illustrato, con tanto di scorciatoie da tastiera e consigli.

Cosa succede in un corso SPRITZ?

Beh, per prima cosa non è detto che succeda ciò che ti aspetti 😉
I corsi dal vivo fatti con il metodo SPRITZ! cambiano ogni anno, ma sicuramente ti puoi aspettare che:

1) I tavoli saranno divisi a gruppi di 4 postazioni o magari a ferro di cavallo, o in cerchio.

2) Parteciperai attivamente alla decisione degli argomenti da trattare: c’è un programma, ma sarà sempre tagliato “su misura” del gruppo.

3) Lavorerai INSIEME ai tuoi colleghi: vi confronterete per tutta la durata del corso, imparando l’uno dall’altro.

4) Farai esercitazioni e lavoro pratico, correggerai le esercitazioni dei tuoi colleghi e loro le tue.

5) Imparerai divertendoti e facendo esperienza diretta.

6) Potrai fare TUTTE le domande che vuoi. Anzi, iniziamo subito, hai domande? Scrivile qui sotto 🙂

7) Mano a mano che ci addentriamo in Photoshop e nel fotoritcco imparerai tecniche progressivamente più fighe!

8) Per ogni tecnica e concetto fondamentale riceverai una scheda ZOT! con tutte le info che ti servono per essere autonomo.

9) Sceglierai le immagini da correggere e se vuoi puoi portare le tue.

10) Alla fine raggiungerai un livello che ora non ti aspetti neanche.

Tutto questo e tanto tanto altro è il Metodo SPRITZ!

Ti assicuro che sarà divertente, intenso, impegnativo e diverso da tutto quello che hai provato fino ad oggi.

Non vedi l’ora di provare?

Bene, il prossimo corso è proprio Photoshop SPRITZ! a novembre, a Parma.

Clicca qui sotto per iscriverti!

Ci vediamo fra Spritz e livelli,

a presto 😉

 

Simone Poletti

News ed Eventi
Le mostre fotografiche di Agosto 2019

© STEVE MCCURRY

01/08/2019
Francesca Pone

Le mostre fotografiche di Agosto 2019

Tutte le mostre fotografiche in Italia a Agosto 2019!

(se vuoi segnalarci altre iniziative, scrivi un commento e le aggiungeremo alla lista)

 

 

* I n  C h i u s u r a *

 

Letizia Battaglia. Fotografia come scelta di vita

Fino al 18 Agosto

Casa dei Tre Oci – Venezia

https://www.themammothreflex.com/grandi-fotografi/2018/12/19/letizia-battaglia-mostra-fotografia-venezia/

 

Franco Fontana. Sintesi

Fino al 25 Agosto

Palazzo Santa Margherita – Modena

https://zero.eu/it/news/una-grande-mostra-omaggio-a-franco-fontana-a-modena/

 

 

* I n  C o r s o *

 

Helmut Newton

Fino al 1° Settembre

Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea – San Gimignano

https://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1279130208.html

 

Tina Modotti

Fino al 1° Settembre

Palazzo Bisaccioni – Jesi

http://www.arte.it/calendario-arte/ancona/mostra-tina-modotti-fotografa-e-rivoluzionaria-59247

 

Berenice Abbott. Topographies

Fino all’8 Settembre

Palazzo delle Paure – Lecco

https://lecconotizie.com/cultura/le-fotografie-di-berenice-abbott-in-mostra-a-palazzo-delle-paure/

 

Nobuyoshi Araki. Araki’s Paradise

Fino al 30 Settembre

Santa Maria della Scala – Siena

https://www.santamariadellascala.com/it/mostre/effetto-araki/

 

Animals. Steve McCurry 

Fino al 6 Ottobre

Centro Saint Bénin – Aosta

https://www.lovevda.it/it/banca-dati/2/mostre/aosta/animals-di-steve-mccurry/76780

 

 

Buone mostre 🙂

 

Francesca

Storia della fotografia
Storia della Fotografia: Ansel Adams

ANSEL ADAMS

17/07/2019
Francesca Pone

Storia della Fotografia: Ansel Adams

Eccoci di nuovo con il nostro appuntamento tutto dedicato alla Storia della Fotografia 🙂

Non te ne sarai mica dimenticato perché troppo preso dalle ferie, vero?! ⛱

Oggi parliamo di…

Ansel Adams!

 

 

 

Ansel Adams
Ansel Adams

 

 

Ansel Adams potrebbe essere definito uno dei padri fondatori della fotografia paesaggistica, un fotografo da idee e stili innovativi che ancora oggi riscuotono grande successo.

Adams nasce nel 1902 a San Francisco e, a pochi anni dalla sua nascita, conosce sulla propria pelle l’inaudita violenza e forza che può avere la natura: nel 1906, infatti, il Paese fu scosso da un violento terremoto che segnò la sua vita… e il suo volto!

Fu proprio durante questo accaduto, infatti, che Adams cadde e si fratturò il naso; questo gli causò una deformazione del setto nasale, che lo contraddistinguerà per il resto dei suoi giorni.

 

Ansel non dimenticò mai la brutale forza della natura e, pian piano, si innamorò letteralmente della sua maestosità.

 

 

Fotografia di Ansel Adams
Fotografia di Ansel Adams

 

 

La sua relazione con la Fotografia iniziò a 14 anni, quando ricevette in regalo una Kodak Brownie, e visitò il Yosemite National Park per poter immortalare i suoi primi paesaggi.

La grande passione per la fotografia, per i paesaggi e la natura sarà la costante eterna che caratterizzerà la vita di Ansel Adams.

 

 

Non ci sono regole per una buona foto, ci sono solo buone fotografie

 

 

Ansel non era uno studente modello, anzi.

Non amava andare a scuola e a 17 anni si rivelò un pessimo studente.

 

Dopo essere guarito dall’influenza spagnola che aveva ucciso milioni di persone, Ansel Adams si iscrisse al Sierra Club, un’organizzazione ambientalista che si occupava di pianificare e progettare gite annuali alla scoperta della natura: fu in quelle occasioni che il fotografo raccolse grandi scatti e perfezionò, man mano, la sua tecnica fotografica e i suoi scatti… Rigorosamente in bianco e nero 😉

 

Lo stile di Ansel Adams è unico, delicato, dall’aspetto pittoresco. A piccoli passi, il fotografo si immerge in un contesto naturale, lo scopre, ne mette in luce i propri particolari, lo immortala e lo presenta all’osservatore implicito come un soggetto mai stravolto, consueto.

 

 

Fotografia di Ansel Adams
Fotografia di Ansel Adams

 

 

Uno dei momenti più importanti della carriera e della storia di Ansel Adams è la fondazione del gruppo f/64 nel 1932.

Il nome è dovuto alla minima apertura del diaframma, una tecnica sì complessa ma che permette di allargare la profondità di campo riducendo lo sfumato dello sfondo e risaltandone i dettagli.

Questa, infatti, è una delle regole della fotografia paesaggistica tanto cara ad Adams 🙂

 

Nel frattempo, il fotografo continuò a prendere parte alle escursioni organizzate dal Sierra Club e, nel corso degli anni, molti dei suoi scatti divennero fonti ufficiali per mettere in luce alcune problematiche ambientali.

Ansel, infatti, era in grado di dare vita a fotografie vere e senza filtri, essenziali per poter far conoscere al mondo come la natura si stava evolvendo.

 

 

Fotografia di Ansel Adams
Fotografia di Ansel Adams

 

 

 

Ho sempre pensato che la fotografia sia come una barzelletta: se la devi spiegare non è venuta bene

 

 

Ancora oggi, Ansel Adams è molto studiato nelle scuole di Fotografia per l’invenzione del sistema zonale.

Si tratta di una tecnica nata per la fotografia in bianco e nero, che oggi può essere usata sia dalla fotografia digitale che da quella analogica. Questa tecnica prevede lo studio dell’esposizione per sviluppare tutta la sfera di toni che fanno parte di una scena.

Lo scopo della tecnica è quello di offrire un’immagine il più fedele possibile a quella reale, oltre che facilitare il lavoro del fotografo durante il settaggio della macchina fotografica.

 

 

Fotografia di Ansel Adams
Fotografia di Ansel Adams

 

 

Nella sua vita non si occupò solo di ritrarre la tanto amata natura, ma si dedicò anche a qualche reportage: uno dei più importanti fu quello realizzato durante la visita al Manzanar War Relocation Center, dove vennero internati tutti i nippo-americani durante l’attacco bellico di Pearl Harbour.

Ansel Adams visitò il centro e documentò le serene condizioni di vita dei nippo-americani, totalmente diverse rispetto a quelle documentate qualche anno prima dalla fotografa Dorothea Lange.

Le foto di Adams vennero poi esposte al MoMa di New York e non si risparmiarono a critiche e polemiche a causa dell’avanzare della Seconda Guerra Mondiale e del risentimento provato dagli americani nei confronti dei loro connazionali.

 

 

Fotografia di Ansel Adams
Fotografia di Ansel Adams

 

 

Secondo Ansel, la fotografia è il riflesso del proprio autore.

Più studi, più leggi, più ascolti musica e scatterai fotografie, più sarai in grado di fare la differenza nel tuo campo ed emergere.

Nessuno potrà mai ottenere la tua stessa fotografia, perché questa non è solo frutto di settaggi o di luce, ma è soprattutto frutto dell’anima del fotografo 🙂

 

Grazie alle sue fotografie, Adams è stato in grado di raccontarci la maestosità e la grandezza della natura. Tutto questo senza emozioni vere e proprie da immortalare, ma solo da farci provare.

Le sue foto ci parlano e ci raccontano quella che nel tempo è stata ed è la natura, oggi un tema a noi così caro e tutt’altro che banale 🙂

 

 

L’assoluta facilità con cui possiamo produrre un’immagine banale porta spesso ad una totale mancanza di creatività

 

 

Francesca

Interviste
Intervista a Nicola Montanari

FOTOGRAFIA DI NICOLA MONTANARI

12/07/2019
Francesca Pone

Intervista a Nicola Montanari

Negli scorsi mesi abbiamo lavorato assieme al fotografo Nicola Montanari per la realizzazione dei nuovi video-corsi sulla fotografia di ritratto 🙂

 

Siamo entusiasti dei nuovi progetti e non vediamo l’ora di farteli vedere.

 

E assieme a noi, anche Nicola Montanari 😉

Tra uno shooting e l’altro, ho potuto conoscerlo un po’ più a fondo…

 

LEGGI TUTTO >>

Interviste
La Post secondo Martina Romano

FOTOGRAFIA DI LETIZIA TOSCANO, FOTORITOCCO DI MARTINA ROMANO

22/02/2019
Francesca Pone

La Post secondo Martina Romano

Nei giorni scorsi, assieme al team di FotografiaProfessionale, mi trovavo a Torino per lavorare sulle riprese di un nuovo video-corso con il fotografo Giorgio Cravero 🙂

Allora ho colto la palla al balzo e ho chiamato Martina Romano per parlare del suo intervento al Photography PRO Day: e allora perché non intervistarla? 🙂

Ci siamo sedute in studio e, tra qualche risata e qualche gaffe, abbiamo iniziato a parlare di lei e della sua professione.

 

 

Martina Romano
Martina Romano

 

FP: Ciao Martina, intanto grazie per aver accettato l’intervista. Parlaci di te e presentati!

MR: Sono Martina Romano, una ritoccatrice di Torino specializzata in Fashion e Beauty Photography. Ho iniziato circa quattro o cinque anni fa la mia carriera da freelance e lavoro con diversi fotografi: ho iniziato prima su Torino, ma da un po’ collaboro con fotografi da tutta Italia e anche all’estero.

Ultimamente sto uscendo un po’ dai miei schemi e sto allargando il mio lavoro alla Post-produzione Automotive e Still Life: sono dei campi che mi interessa esplorare, soprattutto perché voglio approfondire la post-produzione a 360°.

Da poco tempo, inoltre, sono una docente allo IED di Torino per un corso di Design in cui ovviamente insegno Photoshop; spesso contribuisco come relatrice a Workshop e seminari di altre realtà, infatti sarò presente anche al Photography PRO Day: grazie per l’invito!

 

Fotografia di Francesco Italia, fotoritocco di Martina Romano
Fotografia di Francesco Italia, fotoritocco di Martina Romano

 

FP: Quando è stata la prima volta in cui ti sei approcciata alla post-produzione?

MR: La prima volta che mi sono approcciata alla post-produzione è stato poco prima dell’università: ho lavorato per due anni come fashion designer per un brand italiano e lì ho imparato ad usare Photoshop e me ne sono innamorata. Non avevo mai utilizzato questo software: lì in azienda dovevo utilizzarlo più che altro per disegnare abiti, quindi più sul design. Per conto mio allora ho iniziato a lavorare sulle fotografie di moda che trovavo in azienda e da lì è stato un colpo di fulmine con la post-produzione.

Pian piano ho capito che non mi interessava tanto la progettazione degli abiti, piuttosto le fotografie degli abiti e la fotografia di moda; allora mi sono iscritta all’università di Firenze laureandomi in Comunicazione Visiva. Poi sono tornata a Torino e ho pensato a come poter far diventare la post-produzione una carriera a tempo pieno. Ho impiegato diversi mesi a realizzare un buon portfolio: per realizzarlo ho chiesto in prestito ad amici e fotografi le loro immagini, su cui ho potuto fare pratica.

 

Fotografia di Erika Banchio, fotoritocco di Martina Romano
Fotografia di Erika Banchio, fotoritocco di Martina Romano

 

FP: Quanto pensi sia indispensabile costruirsi un buon portfolio?

MR: È fondamentale: nessuno mi ha mai chiesto quale fosse il mio titolo di studio.

Il portfolio è essenziale perché è un biglietto da visita personalizzato, è ciò che fai vedere di te. Bastano poche immagini per costruire un portfolio di qualità: il trucco sta nello scremare i lavori realizzati, anche se inizialmente è difficile. La tendenza è quella di raccogliere più materiale possibile; bisogna studiare ogni singola immagine e pensare se quel lavoro potrebbe colpire l’attenzione del cliente.

Dobbiamo sempre ricordarci che noi parliamo con le immagini e le immagini devono comunicare; ce la si gioca tutta al primo impatto.

 

FP: Quanto conta la specializzazione per avere successo?

MR: All’inizio è fondamentale specializzarsi. Io ho seguito questa strada: inizialmente ho cercato di comprendere quale fotografia fosse più di mio interesse, allora ho scelto Beauty e Fashion perché erano i campi che mi piacevano di più. Specializzarsi è essenziale per conoscere a fondo il nostro settore e per fare sempre meglio il nostro lavoro.

Nel mio caso, ora che mi sento di conoscere completamente la post-produzione in campo Beauty e Fashion, ho deciso di allargare i miei confini. Il mio obiettivo è quello di fare post-produzione a 360° per trovare sempre nuovi stimoli.

 

Fotografia di Letizia Toscano, fotoritocco di Martina Romano
Fotografia di Letizia Toscano, fotoritocco di Martina Romano

 

FP: Come vedi il rapporto tra fotografia e post-produzione?

MR: Secondo me sono sorelle: sono nate insieme ed hanno un rapporto molto stretto. Sento spesso accusare la post-produzione di essere l’ultima arrivata che vuole stravolgere il mondo della fotografia, ma non è così: la post-produzione è vecchia tanto quanto la fotografia, perché nata in camera oscura con lo sviluppo dell’immagine.

Io vedo il fotoritocco in due modi: c’è quello affine alla fotografia, cioè come seconda fase di un processo unico; in quel caso se non c’è fotografia, non c’è post-produzione. Poi c’è la post-produzione che, personalmente, definisco più spinta: si tratta di una post che ti permette di creare un’immagine da zero. Anche questa è post, ma è svincolata dalla fotografia. Qui non si parla più di fotografia, ma di creazione di una nuova immagine.

 

FP: Che consigli daresti a chi vuole fare il ritoccatore oggi?

MR: Come detto prima, bisogna assolutamente costruirsi un valido portfolio: quando ho iniziato io ricordo che non avevo le idee ben chiare e nessuno mi aveva detto che potevo fare della post-produzione la mia professione; io la vedevo più come un divertirmi su Photoshop e non pensavo che potesse davvero essere un lavoro. Ho voluto provarci e mi sono applicata per mesi a creare un valido portfolio e un sito.

Pronto tutto il necessario, ho iniziato ad inviare il materiale ai fotografi torinesi: alcuni mi hanno risposto subito e ho fatto per loro dei test. Da quei contatti sono nate diverse collaborazioni.

Bisogna essere autocritici ed osservare il lavoro degli altri, facendo molta selezione: oggi con i social siamo bombardati da immagini e la post-produzione è ovunque. Bisogna distinguere la post-produzione mediocre da quella di alto livello: è essenziale fornirsi un’adeguata cultura dell’immagine.

Oggi tantissimi vogliono fare i ritoccatori, ma occorre la giusta formazione: quando ho iniziato io, non ho trovato corsi di formazione adatti alle mie esigenze. Poi ho scoperto qualche mese fa la vostra Accademia: è proprio quello che avrei voluto fare!

 

Fotografia di Ugo Ricciardi, fotoritocco di Martina Romano
Fotografia di Ugo Ricciardi, fotoritocco di Martina Romano

 

FP: Molti ritoccatori ascoltano musica lavorando. Tu che musica ascolti mentre lavori? Hai mai provato con gli audiolibri?

MR: Ho provato con gli audiolibri soprattutto durante i lavori più ripetitivi come possono essere i cataloghi, ma non ci sono mai riuscita. Ascolto sempre la musica: il mio artista preferito è Jhonny Cash ma mi piace anche il Country, il Blues, il Jazz, il Rock n’ Roll.

Ho iniziato anche a prendere lezioni di canto, così posso cantare mentre post-producoPer la gioia dei miei vicini!

 

FP: C’è qualcosa che vorresti dirmi che non ti ho chiesto?

MR: Beh che ho iniziato a prendere lezioni di canto non me l’hai chiesto… Ti inviterò alla mia prossima Jam Session 😀

Sono molto contenta di essere stata contattata per il Photography PRO Day 2019 e non vedo l’ora di poter condividere con voi le mie tecniche e le mie strategie: parlerò proprio di come gestire il marketing da freelance, quindi come trovare clienti e come porsi con le figure professionali con cui si collabora.

 

FP: Grazie per questa intervista, ci vediamo presto!

 MR: Grazie a voi, ci vediamo il 23 Marzo a Reggio Emilia 😉

 

Francesca

Recensioni
EIZO CG2730: Come un monitor mi ha cambiato la vi(s)ta

IO E IL MIO EIZO CG2730

29/01/2019
Simone Poletti

EIZO CG2730: Come un monitor mi ha cambiato la vi(s)ta

Come un Monitor mi ha cambiato la vi(s)ta: la storia d’amore fra me e il mio EIZO CG2730

ATTENZIONE: QUESTA È UNA RECENSIONE DEDICATA PRINCIPALMENTE ALLA USER EXPERIENCE DI UN FOTOGRAFO/RITOCCATORE, NON TROVERAI DATI TECNICI E SUPER-PIPPONI SULLE CARATTERISTICHE DEI MATERIALI, MA I MOTIVI CHE HANNO FATTO SCOCCARE LA SCINTILLA FRA ME E IL MIO CG2730

Se qualche anno fa mi avessero detto che avrei sofferto di nostalgia per un monitor, li avrei presi per matti.

E invece…

 

Abbiamo una unit che si occupa di produzioni fotografiche e video, dall’organizzazione, alla creatività, fino allo staff sul set (ritoccatori, assistenti digitali, fotografi, ecc…) e al ritocco. Si chiama Flow.

Alcuni giorni fa il team di Flow è partito per un servizio fotografico di alcuni giorni e, come sempre, abbiamo fornito i monitor per il set, compreso il mio EIZO CG2730, con tutti i suoi adesivi 🙂

Io invece sono rimasto in ufficio, a registrare nuovi video-corsi e ad occuparmi di FotografiaProfessionale e del nostro nuovo gruppo Facebook “Diventa un PRO”.

 

Beh, dopo meno di mezza giornata, nonostante abbia a disposizione la mia Wacom Cintiq, sentivo già terribilmente la mancanza del mio monitor. Incredibile come un pannello di qualità possa cambiarti la vita professionale così tanto!

Questa non è una recensione tecnica, puoi trovarne tantissime su internet e io credo che sia invece molto più utile parlare dei benefici reali che un monitor di questo tipo può dare a chi fa il lavoro del ritoccatore e del fotografo e a chi fotografa e ritocca per passione, ma con la voglia di avere il miglior risultato possibile.

Quindi ti spiegherò come questo monitor è stato determinante per migliorare la mia esperienza professionale quotidiana!

Sono convinto che uno strumento di lavoro, che sia una macchina fotografica, un obiettivo, un computer, una tavoletta, un software o un monitor debba avere alcune caratteristiche fondamentali:

1) Permetterti un risultato di qualità superiore;

2) Rendere il tuo lavoro più veloce e più semplice;

3) Essere più veloce e performante di te: è lui che deve “aspettare” te e non tu che devi “aspettare” lui 😉

4) Aiutare a migliorare la tua vita lavorativa riducendo problemi di salute, postura, vista, ecc…

5) Durare a lungo;

6) Avere un costo coerente con le prestazioni e la durata.

Per questo, non sono minimamente interessato ai dati tecnici fini a se stessi, ma credo che sia comunque utile un riepilogo delle caratteristiche del monitor, che puoi trovare in fondo all’articolo.

L’EIZO CG2730 è un monitor della serie ColorEdge, di fascia medio alta, con tecnologia True Black. Diciamo che è superiore ai monitor della serie CS e inferiore al CG277 e al CG279 (il mio prossimo monitor).

Lo sto usando ormai da un anno in modo davvero intensivo e credo che sia giunto il momento di condividere con te quella che è diventata davvero una grande storia d’amore 🙂

COME L’EIZO CG2730 HA MIGLIORATO L’ERGONOMIA DEL MIO SPAZIO DI LAVORO

Mi occupo principalmente di quattro attività:

1) Creo corsi di post in video e faccio workshop di post dal vivo

2) Mi occupo della gestione di FotografiaProfessionale

3) Faccio ritocco in remoto e sul set per diverse aziende e fotografi

4) Sono il Direttore Creativo di un’agenzia di comunicazione

 

Per questo il mio spazio di lavoro deve comprendere una serie di attrezzature che mi consentano di “cambiare ruolo” molto rapidamente, più volte al giorno.

Ho un microfono per registrare corsi, risposte audio alle vostre domande e le lezioni in streaming dell’Accademia di Post.

Un Mac Book Pro che devo poter staccare da tutto il resto per portarlo con me ai workshop e alle lezioni di Photoshop che tengo allo IED Moda di Milano.

Una Wacom Cintiq Pro 24 per ritoccare meglio e più velocemente e soprattutto il mio monitor EIZO per avere una sicurezza assoluta nella correzione cromatica delle immagini che realizzo per i miei clienti e correggo per i fotografi con cui collaboro.

Grazie al design particolare del monitor, molto sottile e piuttosto alto alla massima estensione, con la sua palpebra profonda e anti-riflesso, ho potuto ottimizzare lo spazio.

Ho posizionato il monitor sopra alla Cintiq, così posso ritoccare in gran velocità e mi basta alzare lo sguardo rapidamente, di tanto in tanto, per controllare che cromie e toni siano a posto. La Cintiq ha un pannello davvero ottimo, che la posizionerebbe piuttosto in alto fra i monitor per il ritocco, ma ti assicuro che non è paragonabile all’affidabilità del CG2730.

Quando poi devo fare correzione cromatica mi basta spegnere la Wacom Cintiq e dedicare tutta la mia attenzione al monitor EIZO.

L’unico piccolo vero difetto è l’assenza nella scatola di un cavo HDMI. Ci sono tutti i cavi possibili ed immaginabili, ma non un cavo HDMI 😉

COME L’EIZO CG2730 MI HA SALVATO LA VISTA

Lavoro davanti ad un monitor per 8/10 ore al giorno da quasi 29 anni, spesso per 6 giorni alla settimana, anche 7 se ho un workshop nel weekend.

Sono miope, porto le lenti a contatto e ultimamente gli occhiali per leggere; sono allergico al pelo di gatto (e ho una gatta in casa) e questo mi fa gonfiare gli occhi e mi cancella la lacrimazione per due periodi all’anno.

Insomma, sono un vero disastro!!! 🙂

Fino a qualche tempo fa ero disperato, arrivavo a sera con gli occhi stanchissimi e con dei mal di testa FEROCI.

Da un anno a questa parte, da quando ho sostituito il precedente monitor con il mio EIZO CG2730, la mia vita e la mia vista sono cambiate.

Non so come spiegartelo, andrebbe visto e provato, ma guardando questo monitor ti renderai conto che la QUALITÀ del contrasto e del dettaglio è diversa. Non è più contrastato, è semplicemente… migliore.

Dopo 8 ore di lavoro i miei occhi sono INCREDIBILMENTE meno stanchi e il mal di testa è molto meno frequente (non è sparito del tutto perché a volte, con certi clienti… 😉 ).

Questo intendo quando parlo di benefici!

L’incredibile qualità del pannello si traduce in un comfort operativo mai provato prima.

I tuoi occhi ti ringrazieranno, la tua cervicale farà la ola e sarai molto meno stanco.

COME L’EIZO CG2730 HA MIGLIORATO LA QUALITÀ DEL MIO LAVORO

Se ti occupi di fotografia e di post-produzione, l’affidabilità cromatica del tuo monitor è fondamentale.

L’EIZO CG2730 ti garantisce una resa davvero eccellente e ha alcune caratteristiche che ritengo fondamentali:

Sonda di calibrazione hardware interna e profilo legato al monitor

Questo significa che il tuo monitor ha una sonda interna, che esce quando richiamata dal software di calibrazione (Color Navigator), tarata specificamente sul TUO pannello. È la garanzia di una calibrazione e di una profilatura affidabile e costante nel tempo. Il fatto poi che la profilatura sia “interna” al monitor ti consente di staccare il monitor dal tuo computer, collegarlo ad un altro e avere comunque la stessa resa cromatica.

Possibilità di gestire diversi profili

Puoi calibrare e profilare il tuo EIZO CG2730 per la fotografia, per la stampa e per il web e avere sempre immediatamente a disposizione i diversi profili con un semplice click su un tasto del monitor.

Calibrazione Automatica ogni 200 ore di lavoro

Capita di solito la sera, quando spengo il computer, che il mio EIZO mi dice “Hey, io rimango acceso e mi calibro da solo” 😉 Così ogni 200 ore il CG2730 ripete la calibrazione e io ho sempre il monitor in ottima forma, con i suoi bei colori affidabili e corretti.

Non mi devo più ricordare di fare la calibrazione, non devo più avere una sonda hardware esterna, non mi devo più preoccupare di nulla, se non di accendere il mio monitor e lavorare al meglio.

 

Quanto costa?

Non pochissimo, ma il valore reale è decisamente superiore e se tieni d’occhio la pagina Facebook di EIZO Italia potrai trovare spesso delle offerte molto interessanti su monitor ex-fiera (o ex workshop di FotografiaProfessionale) con pochissime ore di lavoro, a prezzi incredibili 😉

l’EIZO CG2730 è uno strumento potentissimo, affidabile, preciso, che non ha bisogno di manutenzione o di interventi.

Mi ha permesso di migliorare la mia produttività, aumentare la qualità dei risultati e ha reso più semplice il mio lavoro.

Come ti avevo preannunciato, si tratta di una grande storia d’amore 🙂

Ho preferito parlarti della mia esperienza diretta proprio perché credo che sia molto importante sapere cosa questo monitor può fare per te, quali benefici reali e immediati può darti.

Quindi non mi resta che lasciarti alle caratteristiche tecniche e darti appuntamento al prossimo corso o al prossimo articolo sul sito FotografiaProfessionale.

Buon lavoro e buon divertimento.

 

Simone Poletti

CARATTERISTICHE TECNICHE (dal sito EIZO)

Il monitor propone un’elevata risoluzione di (2560 x 1440 Pixel), un ottimo rapporto di contrasto di 1500:1 e una luminosità di 350 cd/m2. In questo modo strutture e grafiche possono essere elaborate con grande precisione. I contorni dei caratteri sono chiari e nitidi. Il modulo LCD con tecnologia IPS (Wide Gamut) consente un angolo di visione di 178 per una visione senza perdita di cromaticità e contrasto anche dai lati.

  • LCD a 27“ Wide Gamut a 2560 x 1440 pixel (WQHD) per un gamut estremamente ampio
  • Circuito ASIC per una riproduzione cromatica precisa
  • Copertura del 99% dello spazio AdobeRGB e del 98% dello standard DCI P3
  • Sensore di calibrazione integrato nel cabinet
  • Calibrazione hardware del punto di bianco, della gamma e della luminosità
  • Digital Uniformity Equalizer – distribuzione luminosa omogenea su tutto lo schermo
  • Tabella colore a 16 bit e gestione del colore a 10 bit per canale
  • Correzione automatica del drift colore e della luminosità
  • Ingresso Display Port, DVI-D e HDMI
  • Set completo: software ColorNavigator per la calibrazione e palpebra luce in dotazione
Tecnica Post-Produzione
La regola del 5 per un fotoritocco di qualità

LA REGOLA DEL 5

14/08/2018
Simone Poletti

La regola del 5 per un fotoritocco di qualità

La Regola del 5 può salvarti da errori terribili nel fotoritocco, aiutarti a ottenere immagini migliori e a costruire un mondo più felice e accogliente!

 

Lo so, molti fotografi sono convinti che i ritoccatori siano esseri senza cuore e senza principi, occupati a trasformare tranci di pizza in modelle (se non hai capito di cosa sto parlando, cerca su YouTube “Photoshop has gone too far”) e a creare nuovi standard di bellezza irraggiungibili con la post.

Ma anche noi abbiamo una coscienza, dei sentimenti e soprattutto delle regole!

Regole che, se usate dal giusto lato della forza (questa volta dovresti sapere di cosa parlo… davvero 😉 ), possono permetterti di ottenere grandi risultati dalla post delle tue fotografie!

 

 

In particolare io utilizzo sempre la Regola del 5 e oggi voglio condividerla con te!

È un cosa molto semplice, niente formule astruse o sequenze da imparare ma tanta attenzione e un po’ di buonsenso, divise in tre parti 😉

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Post-produzione
Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

COME EVITARE DI PRENDERE UN “PACCO”?

18/01/2018
Simone Poletti
4 commenti ]

Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

10 semplici regole per scegliere un video-corso o un workshop di qualità e non prendere pacchi

 

Lavoro in un’azienda che fa corsi di formazione, quindi ti avverto fin dall’inizio: in questo articolo non mi sentirai parlar male di chi fa corsi 🙂

Ma, facendo formazione da diversi anni, mi rendo conto ogni giorno di più che molti sono un po’ disorientati dalla presenza sul mercato di un’enormità di workshop e corsi di fotografia e di post-produzione.

Diciamoci la verità: tanti fotografi che facevano un po’ fatica a “tirare fine mese” si son messi a fare corsi, forse invogliati dal successo di team più strutturati, come il nostro o altri che sono su questo mercato da anni.

Ci sono anche tanti fotografi che hanno iniziato a fare corsi spinti dai loro amici e conoscenti, perché sono semplicemente bravi ad insegnare!

Ci sono poi tanti che vengono ai workshop o acquistano video-corsi e pensano “Posso farlo anche io!“. Così il giorno dopo aprono una pagina Facebook e si mettono a distribuire tutorial o a vendere corsi live.

In particolare in questi primi giorni del 2018 ho visto comparire sui social una miriade di corsi, workshop, incontri di fotografia e di post: dal corso base di fotografia al workshop più evoluto.

Chiariamo subito un punto: non c’è niente di male. Chiunque si lanci in una nuova impresa ha la mia solidarietà e il mio “in bocca al lupo”.

Anzi, alcuni sono davvero bravi e la concorrenza fa solo e sempre bene: tiene “alta l’asticella” e ti ricorda ogni giorno che devi migliorare costantemente e tenerti aggiornato 😉

Il successo di FotografiaProfessionale è dovuto a tre fattori: alla nostra bravura (scusa l’immodestia, ma è vero), al sostegno e allo sprone dei nostri utenti (fantastici!) e al fatto che ci sono tanti colleghi bravissimi che ci costringono a fare sempre meglio.

 

Poi, come è sempre accaduto in ogni campo (anche nella fotografia, è solo questione di tempo), quelli bravi rimangono e hanno successo, quelli scarsi scompaiono nel nulla e cambiano mestiere.

Quindi, se il problema non è la concorrenza o il fatto che ci siano tanti fotografi che fanno corsi e workshop, qual è?

Il problema è che tu, come utente interessato a questi workshop o a questi corsi, spesso non trovi gli strumenti per capire cosa è valido e cosa no.

Spesso ai miei workshop mi sento dire “Ho fatto decine di corsi prima di trovare voi, provavo un po’ a caso prendendo anche grosse fregature”.

Come fai ad evitare quelle fregature e andare dritto al punto, trovando subito il corso o il workshop che fa per te?

Coma fai a distinguere cosa ti può essere davvero utile da una perdita di tempo e denaro?

Beh, credo che si possa stilare un piccolo “Vademecum dell’aspirante allievo“, una serie di piccoli ma utili consigli per facilitare la tua scelta.

Non ti preoccupare, sarò breve e non dovrai studiare un tomo di 1000 pagine. Mi affiderò all’esperienza, al buonsenso e… alla sintesi 😉

 

Sarò breve e sintetico
Sarò breve e sintetico

10 semplici regole per scegliere un video-corso o un workshop di qualità e non prendere pacchi

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Recensioni
Alla scoperta del pianeta Luminar

SCOPRIAMO INSIEME LUMINAR PER MAC

27/12/2016
Simone Poletti
4 commenti ]

Alla scoperta del pianeta Luminar

Ti guiderò nei primi passi sulla superficie di Luminar, il nuovo editor per le immagini dedicato agli utenti Apple, che sfida Lightroom Photoshop e Capture One.

 

Luminar è un software per l’editing delle tue fotografie prodotto da MacPhun, azienda che già ha “sul campo” plug-in e software per Mac come Intensify e Aurora HDR. MacPhun inoltre ha ricevuto da Apple il riconoscimento come “Best of the Year” per le proprie applicazioni per ben 5 anni consecutivi, dal 2012 ad oggi.

Luminar si presenta come una total-workflow app, cioè copre tutte le fasi del lavoro, dallo sviluppo del RAW al ritocco più complesso.

Con questi presupposti e una presentazione in pompa magna, devo dire che Luminar mi ha incuriosito parecchio 🙂

 

Una parte del sito MacPhun dedicata a Luminar
Una parte del sito MacPhun dedicata a Luminar

 

Mi ha anche un po’ insospettito, perché troppe volte ho sentito parlare del “nuovo Photoshop” o del “nuovo software professionale più potente sul mercato“, per poi trovarmi davanti a software con un evidente complesso di inferiorità che tentavano (al massimo) di essere al livello di Photoshop, senza proporre un vero punto di vista differente.

Mi spiego, ho provato Affinity Photo e tanti altri software che, negli anni, si sono proposti come “valida alternativa” o come appunto “the new Photoshop“. Spesso (per ora, sempre) questi software vengono pubblicizzati con iperboli e assoluti che sicuramente incuriosiscono, ma al acconto dei fatti i risultati sono sempre stati deludenti.

Perché?

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