Tecnica Post-Produzione

7 SAMURAI, REGOLE ZEN PER REALIZZARE UN FOTOMONTAGGIO PERFETTO E SOPRAVVIVERE NEL MONDO DELLA POSTPRODUZIONE.

21/09/2011
Simone Poletti

7 Samurai, regole zen per realizzare un fotomontaggio perfetto e sopravvivere nel mondo della postproduzione.

È uscito in questi giorni e ha già riscosso un notevole successo, il mio primo ebook: “7Samurai”.

7Samurai era in realtà già uscito alcuni mesi fa, ma solo per ci fortunati acquirenti del corso Tecniche Avanzate di PostProduzione Estrema. Oggi “cammina con le sue gambe”, andando a costituire un  altro tassello del programma didatico di FotografiaProfessionale “Advanced Photoshop”.

Questo libro affronta un tema spesso sottovalutato, e cioè il corretto approccio al fotomontaggio e alla composizione digitale. Non è un testo infarcito di nozioni, comandi e shortcut da tastiera, ma piuttosto una passeggiata in compagnia attraverso i passi fondamentali per realizzare una composizione digitale di grande qualità.

Il libro è stato pensato e creato come un “assistente personale”, utilizzando una metaforoa golfistica: un caddy che vi accompagna per il campo portando le mazze e consigliando il ferro migliore per andare in buca. Sarà come avere seduto di fianco a voi un ritoccatore professionista, che fra lezioni, aneddoti e consigli, vi metterà a disposizione la propria esperienza e i propri appunti personali. Attraverso questa passeggiata, vi insegnerò come trasformare i 7 gradini della scala che conduce alla postproduzione felice in 7 allegati magnifici e potentissimi, 7Samurai che vi aiuteranno, da oggi in poi, nel lavoro di ogni giorno.

Io mi sono divertito tantissimo a scriverlo, spero che voi vi divertirete a leggerlo, e che lo troverete utile quanto credo sia.

Siete pronti? I 7Samurai aspettano voi.

Simone Poletti

Tecnica Post-Produzione

POSTPRODUZIONE ESTREMA, ECCO IL MIO NUOVO CORSO, OLTRE LA REALTà!

10/05/2011
Simone Poletti
4 commenti ]

PostProduzione Estrema, ecco il mio nuovo corso, oltre la realtà!

Ciao a tutti,

da oggi è finalmente disponibile il mio nuovo corso, dedicato alla PostProduzione, Tecniche Avanzate di PostProduzione Estrema!

Questo corso è la risposta a quanti fra voi, e non sono pochi, mi chiedono come sia possibile ottenere i risultati di fotografi come Dave Hill, Tom Nagy, Andrzeij Dragan… e tanti altri, che hanno trasformato le loro immagini in piccole opere d’arte facendo della postproduzione la loro arma più potente!

In questo corso, di quasi 4 ore, vi insegnerò a trasformare fotografie normali in immagini incredibili, andando al di là della realtà, costruendo l’impossibile, creando con il fotoritocco ciò che in fotografia non si può ottenere!

Siete pronti ad imparare a dipingere sulle vostre immagini? Siete pronti a “dare fuoco” alle vostre fotografie???

Questo è il corso che vi permetterà di raggiungere i risultati che avete sempre sognatoTecniche Avanzate di PostProduzione Estrema, fino a Venerdì notte, in prevendita ad un prezzo scontatissimo!

Ciao a tutti e buon lavoro,

aspetto i vostri esperimenti di post estrema!

Simone Poletti

Tecnica Post-Produzione

IMMAGINI INCREDIBILI: DAVE HILL E GLI HOOLIGAN DELLA POSTPRODUZIONE

18/04/2011
Simone Poletti
1 commento ]

Immagini incredibili: Dave Hill e gli hooligan della postproduzione

Mi è capitato spesso, negli ultimi tempi, di essere messo di fronte ad un’immagine di Dave Hill accompagnata dalla solita domanda… come fa?

 

Dave Hill, americano, giovane e rampante, è uno dei nuovi fenomeni della fotografia mondiale, grazie alle sue immagini dall stile inconfodibile, aggressive e potenti, caratterizzate da una postproduzione esasperata e di grande impatto.

In molti, a partire da maestri come Scott Kelby, hanno analizzato il suo modo di ritoccare le immagini, cercando di riprodurne i risultati… non sempre con successo.

Ho letto e sentito dire di tutto, da “Dave Hill mago dell’HDR” (mai nulla di più sbagliato) a “Ecco i filtri di Dave Hill” ecc… ecc… Mi sembra che si ripercorra, qualche anno dopo, la stessa strada toccata ad Andrzej Dragan, idolatrato e copiato fino a diventare un “metodo”, un tipo di filtro “Draganize” che ha invaso il web per anni. Nel caso di Dragan fu commesso un errore madornale, quello di considerare le sue tecniche e il suo lavoro frutto dell’uso di filtri e metodi standardizzati… riducendo ad “azioni” e “filtri” perconfezionati il lavoro di ore, manuale, specifico ed attento realizzato su ogni immagine dal fotografo/fisico polacco. Questo ha portato moltissimi a dimenticare l’approccio certosino e altamente professionale e a buttarsi sugli automatismi, ottenendo spesso risultati scadenti e comunque sempre standardizzati e scarsamente originali.

La stessa cosa sta succedendo con Dave Hill e con altri fotografi della sua generazione.

Dave Hill fa parte di una scuola relativamente nuova di fotografi che sfrutta al massimo le possibilità della post-produzione, veri Hooligan della post che accentuano il contrasto in modo esagerato, ritoccano le luci, montano decine di immagini insieme, esasperano l’effetto grandangolare delle immagini, utilizzano tecniche di matte painting nel ritocco, spremono la propria attrezzatura fotografica e Photoshop per realizzare immagini incredibili. Alcuni di loro, con un profilo che io ritengo anche più alto, come ad esempio Douglas Fisher, sfruttano anche la manipolazione 3D, con risultati davvero straordinari.

Questo genere di immagini, che possiamo considerare a buon diritto “Computer Generated Images” saranno argomento di due corsi ed un ebook in arrivo su FotografiaProfessionale.it,

corsi ed ebook che ci porteranno nel mondo della post-produzione estrema, dallo scontorno per la realizzazione di fotomontaggi perfetti, fino alla gestione pittorica delle luci e alle tecniche di Matte Painting. Seguiteci in questo percorso e scopriremo insieme come realizzare immagini degen di Dave Hill, e della vostra creatività!

A presto con grandi novità!

Simone Poletti

Tecnica Post-Produzione

UN FOTOMONTAGGIO DI QUALITà – PARTE 1 – ANALISI DELL’IMMAGINE

20/09/2010
Simone Poletti
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Un fotomontaggio di qualità – Parte 1 – Analisi dell’immagine

Abbiamo parlato di “fotomontaggio di qualità” e di quanto sia importante mantenere alti gli standard per ottenere un risultato professionale.

Qui potete vedere un matte painting che ho realizzato qualche tempo fa, per divertimento, immaginando la costruzione di un castello di carte al posto del famoso Neuschwanstein. Alla base di questo lavoro, c’è un semplice fotomontaggio, sul quale poi ho costruito tutta la composizione, e al quale ho aggiunto, con procedimento pittorico, quello che non potevo montare.

Ho pubblicato sia l’immagine originale che il risultato finale, per farvi capire meglio quali siano le potenzialità del fotomontaggio, se realizzato nel modo corretto.

Il Fotomontaggio è la base di ogni elaborazione complessa delle immagini, il primo passo da compiere, e proprio per questo necessita di “appoggi” solidi e ben strutturati.

Quindi inizamo a vedere da oggi quali sono questi “appoggi” le basi sulle quali fondare il nostro lavoro.

Innanzi tutto partiamo da un concetto importante, che deve essere ben chiaro: ogni fotomontaggio, anche il più complesso, è la fusione di due immagini, uno sfondo e un’immagine montata.

Anche un’immagine complessa, con decine di elementi, non è altro che la ripetizione della stessa operazione di montaggio fra uno sfondo e un’immagine.

In un montaggio complesso dovremo poi tenere conto di una serie di ulteriori fattori, ma è un problema che affronteremo a tempo debito.

Quindi, nell’affrontare un fotomontaggio di cosa dobbiamo tenere conto? Cosa dobbiamo fare? Qual’è il primo passo da compiere?

La prima cosa da fare è: analizzare l’immagine di partenza.

C’è sempre un’immagine di partenza, può essere lo sfondo, o il soggetto principale. È, in sintesi, l’immagine che scegliamo per prima. Se è lo sfondo, cercheremo poi una serie di altre immagini per completarlo, se invece si tratta del soggetto, andremo subito alla ricerca di uno sfondo per “ambientarlo”.

Quindi, razionalizzando le “regole” per un buon fotomontaggio:

1) ANALISI DELL’IMMAGINE

L’immagine di partenza va analizzata in tutte le sue parti, i dati che raccolglieremo ci servirannoper confrontare l’immagine con tutte le altre che andremo amontare, in modo che siano coerenti e compatibili. In particolare dovremo controllare: le dimensioni (in pixel , o metriche ad una risoluzione di 300dpi) che non dovrebbero scendere, per un lavoro di qualità, sotto i 2500×3500 pixel (circa un A4 a 300dpi).

Dovremo analizzare la grana dell’immagine, capire se l’immagine è disturbata o no, se presenta “aberrazioni Jpeg” (quell’effetto a quadrettini di pixel tipico della compressione jpeg), ecc…

Sarà poi importante capire se l’immagine ha subito ritocchi o lavorazioni di post-produzione particolarmente pesanti precedenti al nostro lavoro. La scelta dovrebbe ricadere su immagini “vergini”, cioè non ritoccate in precedenza (almento non pesantemente) per risparmiarci il lavoro di replicazione degli effetti su ognuna delle immagini da montare.

Quindi, nella nostra analisi, dovremo individuare le linee prospettiche dell’immagine ( e se necessario tracciarle, in un livello superiore), capire dove si trova il punto di fuga e avere ben presente le prosepttive da rispettare nel montaggio.

Infine, dovremo individuare la profondità di campo e i piani di fuoco dell’immagine, cioè dovremo capire se l’immagine è tutta a fuoco, o se lo sfondo è sfocato, se il primo piano è a fuoco e il secondo piano leggermenet sfocato ecc…

Per facilitare il fotomontaggio sarebbe sempre meglio lavorare su un’immagine tutta a fuoco… ma un fotomontaggio su un’immagine con grande profondità di campo e diversi piani di fuoco, se ben riuscito, pur richiedendo molto più lavoro e impegno, sarà più realistico e vi darà grandi soddisfazioni.

Bene, abbiamo messo il primo punto nel procedimento per ottenere un fotomontaggio di qualità, dalla prossima puntata analizzeremo, una per una, le comparazioni necessarie fra le immagini di montare.

A presto, e buon lavoro.

Tecnica Post-Produzione

FOTOMONTAGGIO, OCCHIO ALLA QUALITà.

25/08/2010
Simone Poletti
2 commenti ]

Fotomontaggio, occhio alla qualità.

Ciao a tutti e ben tornati dalle vacanze estive!

Riprendiamo il filo di FotografiaProfessionale con un argomento che mi sta abbastanza cuore, la qualità del fotomontaggio.

Il fotomontaggio, cioè la fusione di due o più immagini per andare a costruire un’immagine nuova e impossibile da realizzare in scatto, ha una storia piuttosto antica, ed è una delle primissime tecniche di ritocco fotografico applicate, già dai tempi delle prime pellicole. Se un tempo il fotomontaggio avveniva tagliando e incollando letteralmente un’immagine sull’altra, da molti anni ormai Photoshop e altri software di ritocco mettono a disposizione di professionisti e appassionati strumenti potentissimi per la realizzazione di montaggi eccellenti.

Sento spesso parlare di MattePainting su immagini che in realtà sono semplicemente dei fotomontaggi complessi. Il Matte Painting è una tecnica che permette la realizzazione di immagini complesse mescolando fotoritocco, fotomontaggio e illustrazione, se manca la parte “pittorica”, nella quale si aggiungono dettagli e oggetti, DIPINGENDO sull’immagine, non si può definire l’immagine Matte Painting. Si tratta invece di un fotomontaggio, anche se il termine non va più molto di moda.

Avere nozioni chiare e precise, a acquisire una tecnica raffinata di fotomontaggio è quindi, secondo me, fondamentale per riuscire ad ottenere risultati eccellenti nella realizzazione di elaborati complessi.

Mi capita di vedere Mattepaintings e composizioni molto elaborate e complesse he mancano però delle minime basi di montaggio, errori banali e piuttosto evidenti vanificano così ore e ore di lavoro. Vedo paesaggi ultra complessi con 10/15 elementi aggiunti in fotomontaggio con evidentissimi errori di prospettiva e fuoco, scontorni imprecisi, distrazioni evitabili con solo un po’ di pazienza ed esercizio.

Per darvi un esempio di cosa può succedere (anche ad un professionista) se non si rispettano delle regole minime, e se non si presta la giusta attenzione, prendo in prestito alcune immagini da un blog fantastico: Photoshopdisasters (http://photoshopdisasters.blogspot.com/), che vi consiglio vivamente. Analizziamole brevemente.

Nell’immagine di gruppo, creando il motaggio, il ritoccatore ha dimenticato le gambe dei personaggi in secondo piano… corso di Photoshop al risparmio? Forse semplice disattenzione, ma occhio, si tratta di immagini pubblicate e utilizzate da aziende per la loro comunicazione istituzionale!

Nell’immagine della ragazza con il notebook in mano, è evidente come la prospettiva del computer e quella della ragazza siano molto differenti, il risultato è innaturale, approssimativo, decisamente brutto.

Infine, la copertina di MacDirectory, l’effetto può essere voluto (ma in questo caso…perchè???), comunque la ragazza e l’Ipad hanno evidentemente scale differenti. A meno che lei non sia alta tre metri…

Quindi, in sintesi, occhio alla qualità del fotomontaggio, potete rovinare un lavoro ben fatto con una distrazione. A volte (spesso) ci sono immagini che, semplicemente, NON POSSONO essere montate insieme. Approfondiremo l’argomento nei prossimi giorni e analizzeremo gli accorgimenti necessari per un buon fotomontaggio.

A presto, e buon lavoro!

Simone