Tecnica Fotografica
Ho bisogno di un pannello riflettente… Mi passi lo stampo da forno?

“AUTUNNO”… SERVITO CON VERA NEBBIA EMILIANA!

29/01/2014
Simone Conti
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Ho bisogno di un pannello riflettente… Mi passi lo stampo da forno?

Lo so che bisogna avere sempre con sé tutto il necessario. Lo continuo a dire a tutti, anche a me stesso. Consiglio sempre, a chi mi chiede un parere, di portare con sé tutto il necessario e anche ciò che non è strettamente indispensabile, ma potrebbe servire. Regolarmente però mi trovo coinvolto in situazioni che mi vedono impiegato in attività da “trasformista”: come Superman cerco una cabina telefonica (non ti sto a dire la difficoltà a trovarne una di questi tempi! 😉 ) e ne esco trasformato. Dalla cabina telefonica esco biondo, con i capelli pettinati stile anni ’80, i Ray-Ban a goccia… e un coltellino svizzero in pugno.

Divento McGyver! 😀

Ti ho parlato varie volte della mia passione per il “McGyvering” (nello scatto still life quando non si hanno grandi mezzi a disposizione, oppure quando è necessario sorreggere qualcosa), ma questa volta voglio presentarti un caso reale. Mi è successo pochi giorni fa, non ho trovato una cabina telefonica e non avevo con me nemmeno un coltellino svizzero, ma la soluzione ho dovuto trovarla ugualmente! 😉

Simone Poletti, nella sua serie di articoli dedicata all’organizzazione di uno shooting perfetto, ci dà consigli preziosi per organizzare l’attrezzatura (trovi la serie completa di articoli in questo ebook gratuito), ma oggi vorrei aggiungere un paio di suggerimenti.

I due “accessori” che, devi avere sempre con te sono essenzialmente due:

Lunedì dovevo realizzare un paio di ritratti per uno chef “stellato” nel suo ristorante e così, mentre si parlava del più e del meno, durante gli scatti è venuto fuori che avrebbe gradito se gli avessi realizzato uno scatto per un suo nuovo dessert.

Fantastico, vero?

Beh, certo, però… non avevo con me flash da studio (per i ritratti in location utilizzo abitualmente solo flash a slitta), mi ero spostato con poca attrezzatura e non avevo la minima idea che mi sarei ritrovato a realizzare uno scatto still life. Rinunciare? GIAMMAI!

Ho chiesto di avere un tavolo del ristorante a disposizione, ho montato due piccole softbox 30×40 cm che avevo portato con me per sicurezza (e che non avevo utilizzato per i ritratti) e mi sono fatto dare un piatto per verificare l’illuminazione che sarei riuscito ad ottenere prima di dare il benestare alla preparazione del piatto per la foto.

Dopo il primo scatto di prova mi sono accorto che la cosa si poteva realizzare tranquillamente. L’unica cosa che mi mancava era un pannello riflettente, sfortunatamente l’avevo dimenticato in studio: il Lastolite che è sempre nella mia “valigia dei trucchi”… non c’era. Ancora più grave e preoccupante è stato accorgersi di avere finito il rotolo di nastro adesivo!

L’unico accessorio indispensabile rimasto a mia disposizione era la creatività! 😀

Quindi ho fatto la cosa più naturale del mondo… ho chiesto in prestito uno stampo da forno e un po’ di carta da cucina! Non credi sia assolutamente naturale? 😉

Come vedi dalle immagini ho semplicemente avvolto un po’ di carta da cucina a uno stampo da forno, fissandola con del nastro adesivo (che, mannaggia, mi son dovuto far prestare). Ho messo il “riflettore professionale” così ottenuto sulla destra del piatto per ridurre l’incidenza dell’ombra e rendere la luce più delicata, “rotonda” e omogenea.

Tempo di realizzazione dello scatto dall’idea alla realizzazione? meno di 20 minuti… realizzazione del riflettore compresa! 🙂

Spesso si utilizzano gli oggetti più impensabili per realizzare uno scatto fotografico, non trovi?

A te cosa è capitato di utilizzare? In quale frangente?

Fammi sapere! Sono veramente curioso di ampliare la mia cultura sul “McGyvering” fotografico!

Ciao e buone foto

Simone Conti

 

P.S.: Il piatto che vedi come immagine dell’articolo è “l’opera” dello Chef Franco Madama. Questo dessert si chiama Autunno e la sua caratteristica e che viene servito al tavolo accompagnato da VERA NEBBIA Emiliana!

Tecnica Fotografica
Mi manca sempre una mano… ci vorrebbe una chela!

DUE GROSSI SCAMPI, MILLERIGHE DI VERDURA E NIDO DI PATATE

21/06/2013
Simone Conti
1 commento ]

Mi manca sempre una mano… ci vorrebbe una chela!

Per prima cosa vorrei tranquillizzarti. Ho ancora ambedue le mani e non ho difficoltà ad usarle entrambe, anzi sono praticamente ambidestro quindi per me c’è poca differenza tra destra e sinistra. Non sono nemmeno come quel personaggio di Stefano Benni che in “Comici, Spaventati, Guerrieri” viene soprannominato Astice! Il problema è che ultimamente mi accorgo sempre più spesso che mi servirebbe un’altra mano, a volte altre due!

Soprattutto nei setup luci più complessi, magari in studio o quando ci si trova a mescolare luci da studio con flash a slitta (cosa che mi trovo a fare molto spesso) ci si trova spesso a dover reggere qualcosa in un determinato punto, proprio in quella angolazione.

Realizzando nelle ultime settimane diversi scatti still life sia in studio che in location mi è sembrato un argomento interessante. Cosa ne dici?

Non pensi anche tu che ogni tanto ci vorrebbe una chela, una pinza, un supporto… una mano in più?

A questo punto mi dirai: «beh, per quello c’è l’assistente di studio, no?»

In realtà no, per varie ragioni. Per prima cosa l’assistente di studio è una risorsa molto più preziosa se impiegata a fare cose utili alla gestione dello studio piuttosto che usato come stativo umano. In secondo luogo si dovrebbe obbligare una persona a rimanere in posizioni decisamente scomode e per lungo tempo… e non mi piace come approccio. La terza ragione è che malgrado una persona possa avere estrema buona volontà e dedizione non avrà mai la precisione e la pazienza che può avere uno strumento meccanico.

Sì, perché oltre agli stativi per fondali e luci, ai boom stand per pannelli e gobo, magari alle volte hai proprio bisogno di tenere fermo qualcosa in un punto, con una certa angolazione e non sai mai come fare.

Io ho due soluzioni a questo problema una efficace e professionale, l’altra… ecco l’altra… l’altra McGyver!

A volte semplicemente non è possibile avere la migliore soluzione, perché non c’è tempo o non si ha con se il giusto accessorio. Per tutti questi casi, se mi conosci, sai che sono un grande fan del McGyvering. Il McGyvering mi piace pensare sia “una scienza alquanto inesatta” che studia il modo per risolvere problemi estemporanei con quello che si ha a disposizione.

Gaffer tape – nastro telato Tesa Nero

Quando mi manca una mano (e non ho un coltellino svizzero con me! 😉 ) i miei migliori amici sono sempre il gaffer tape (o anche il duct tape) e le fascette da elettricista. Nella mia borsa non mancano mai e in più di una situazione mi hanno salvato decisamente il… lavoro.

In Italia non c’è praticamente differenza tra gaffer tape e duct tape (come siamo poco forniti! 🙁 ) e in ogni caso viene semplicemente chiamato nastro adesivo telato o nastro adesivo americano. La reale differenza tra gaffer tape e duct tape è semplicemente la finezza della grana della telatura (nel gaffer è più fine) e la finitura della copertura (nel gaffer è opaca e nel duct è lucida, vinilica, riflettente). Lo puoi trovare in praticamente tutti i negozi per il fai-da-te e il bricolage. Il mio preferito è quello prodotto da Tesa e ne ho sempre un rotolo di colore nero e un rotolo di colore giallo con me!

Il bello è che è molto resistente (anche ai carichi), è molto semplice da tagliare (si strappa senza necessità di forbici) e soprattutto non lascia fastidiosi e indesiderati residui di colla sulle superfici. Spesso, quando mi manca una mano, si rivela essere un’ottima soluzione!

Fascette in nylon colorate per cablaggio

Anche le fascette da elettricista sono quasi fondamentali. Sono quelle di colore nero o bianco, in nylon che gli elettricisti usano per effettuare i cablaggi. Io applicando l’arte del McGyvering ormai ho raggiunto una certa maestria nell’usarle a mio piacere per tenere insieme parti di attrezzatura sia in location che in studio. Si possono unire le une alle altre e, una volta strette, rimangono bloccate come se fossero delle funi con martinetto. Sono estremamente leggere, pratiche, solide e versatili. Per ancorare un flash a slitta al ramo di un albero spesso sono un toccasana! 😉

In entrambi i casi la spesa per l’acquisto di questi “accessori” è decisamente esigua. Si parla veramente di pochi euro e sono facilmente reperibili praticamente ovunque… anche in situazioni di emergenza.

Poi però, se il budget non è proprio così risicato e la situazione non è proprio di emergenza c’è la soluzione professionale. Tra l’altro, considerando quanto sia valida ed efficace, credo che valga decisamente la pena considerarla e inserirla a budget.

Manfrotto – Super Clamp 035

Più che una soluzione è una super soluzione. Si tratta della mano che vorrei sempre avere e che a volte manca. Quando c’è, però non nulla da fare o dire… è assolutamente super. Sto parlando di un accessorio a dir poco unico che produce un’azienda storica nel panorama della fotografia mondiale. Ovviamente se hai colto i riferimenti “velatissimi” sto parlando della Super Clamp di Manfrotto!

Si aggrappa praticamente ovunque, al bordo di un tavolo, sullo stelo di uno stativo, a una gamba del cavalletto e, se ben ancorata, riesce a sostenere un peso considerevole. Può sostenere fino a 15 Kg… altro che gaffer tape e fascette!!! 🙂

È sicuramente un po’ grandicella (circa il palmo di una mano) e un po’ pesante, ma è solida come una roccia e grazie al rivestimento morbido della ganascia non rovina ciò che stringe (ma occhio a non stringere troppo, io tendo sempre a esagerare! 😉 ).

Con l’aggiunta di uno spigot diventa il supporto ideale per bloccare al suo posto un flash (a slitta, ma anche da studio) in posizioni non convenzionali e con i vari accessori del sistema che Manfrotto ha sviluppato negli anni gli utilizzi sono molteplici… praticamente infiniti, limitati solo dalla fantasia!

Alla Super Clamp si può aggiungere un Magic Arm per avere un piccolo boom stand adattabile ad ogni situazione o, se il peso da sostenere è contenuto, il braccetto flessibile.

Per lo scatto still life è una risorsa veramente eccezionale, ma in generale è un accessorio che credo non possa mancare a nessuno impegnato in scatti con setup un po’ complessi o che si cimenti con le luci da studio: c’è sempre un riflettore, una flag… un qualcosa che non sai mai come sorreggere, no?

Considerando il costo veramente contenuto (meno di 50 Euro) e la grande utilità che la Super Clamp ha credo che non possa mancare nel tuo corredo!

Prova a dare uno sguardo al sito Manfrotto per vedere tutti gli accessori disponibili, poi come sempre ti lascio qui di seguito alcuni link ad alcuni degli accessori del sistema Super Clamp che trovi su Amazon.it in modo che tu possa fare l’usuale raffronto prezzi! 🙂

Manfrotto Super Clamp 035

Manfrotto 237HD braccetto Serie Flexible

Manfrotto 244N braccetto Magic Arm

Manfrotto 042 braccetto boom Super Clamp

Sei riuscito a trovare un prezzo migliore per alcuni di questi accessori da un tuo fornitore?

Fammelo sapere… devo giusto acquistarne un paio!

Ciao, a presto e buone foto

Simone Conti

 

P.S.: i “Due grossi scampi, millerighe di verdura e nido di patate” sono opera dell’eccezionale Chef Franco Madama del Ristorante Inkiostro di Parma. Se passi in zona… fermati per un assaggio!