Storia della fotografia
20 Fotografi di Moda che non puoi non conoscere: Kristian Schuller

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03/11/2020
Elisa Schininà

20 Fotografi di Moda che non puoi non conoscere: Kristian Schuller

Un nuovo appuntamento settimanale nel mondo della moda!

”Voglio creare storie, voglio spiegare e dare forma ai personaggi con le mie storie che sedurranno le persone” – Kristian Schuller

 

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GLI INIZI

Nato in Romania, Kristian Schuller è emigrato con la famiglia in Germania in tenera età, trasferimento che gli ha permesso gli studi in fashion design con Vivienne Westwood, fashion designer che segnerà l’era del punk,
ma ciò non lo ferma dalla volontà di studiare anche fotografia all’Università di Belle Arti di Berlino.
Dopo la laurea, la confusione tra i due campi di formazione, fotografia e moda,lo porta a decidere di unire queste due ambizioni e di fare il grande passo diventando un fotografo di moda.
Grazie all’editor Isabella Blow, i suoi debutti sono piuttosto significativi fin dal suo arrivo alla Condé Nast Publications di Londra.

 

Kristian Schuller porta avanti il ​​suo lavoro su scala internazionale principalmente attraverso diverse riviste di moda come Vogue, Harper Bazaar, Elle e Glamour.
I suoi numerosi viaggi in giro per il mondo danno ritmo alla sua vita. L’artista trotta tra Londra, Parigi, New York e Berlino. Come afferma lui stesso, l’arte imita la vita.

 

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LO STILE

 

Kristian Schuller è un fotografo guidato dalla composizione, dalla padronanza del fulmine ma anche dalla precisione del movimento.
Un movimento che aggiunge energia e consistenza alle sue stampe: tempeste di tessuti, vortici di fumo, macchie d’acqua o esplosioni di polvere.

 

 

La gente dice che non sono un minimalista! Mi piace raccontare storie.
Direi che sono più un narratore; qualcuno che creerà una storia, come un film, che fissa l’eternità, cattura un’immagine, cattura un momento.
Mi piace che ci sia, proprio come al cinema, un prima e un dopo.

 

Ispirato anche da Ancient Photography o dai film di Federico Fellini, Kristian Schuller incoraggia indiscutibilmente la grandezza della teatralità a trovare la sua strada verso il suo obiettivo
Si può riconoscere Schuller attraverso una tecnica perfetta e una creatività unica che ha messo in luce alcune delle top model quali Gisele Bundchen, Amber Arbucci o Heidi Klum.
Schuller è il fotografo di moda che afferma di non essere “spigoloso“.

 

 

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Non ridurrò mai il mio lavoro all’aspetto fashion
Non nascondo che provengo dall’industria della moda, sono affascinato dalla donna, ma alla fine sono un fotografo.
Gli uomini e le donne che fotografo li amo così come sono, ma mi piace che la moda li sublimi, anzi li enfatizzi.
La moda è creativa, ma il punto centrale delle mie immagini sta nella persona, nella modella e non in ciò che indossa.

 

Mi piace ascoltare le cose della vita quotidiana, tutto ciò che mi circonda.
Non importa cosa succede, sono i piccoli momenti, quei brevi momenti che prendi e ne trai idee.
Voglio creare storie, voglio spiegare e creare personaggi con le mie storie che sedurranno le persone.

 

 

 

 

 

 

Ti sei perso gli appuntamenti precedenti?

Li trovi qui 😉

Steven Meisel
Giampaolo Sgura

 

Noi ci vediamo al prossimo appuntamento con un nuovo fotografo!

 

 

 

Elisa

Storia della fotografia
20 Fotografi di Moda che non puoi non conoscere: Giampaolo Sgura

20-FOTOGRAFI-DI-MODA-DEVI-CONOSCERE-GIAMPAOLO-SGURA

27/10/2020
Elisa Schininà

20 Fotografi di Moda che non puoi non conoscere: Giampaolo Sgura

Un nuovo appuntamento settimanale nel mondo della moda!

”Mai confondere la Moda con lo Stile, e il Sesso con l’Amore” – Giampaolo Sgura

 

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GQ Style UK

 

GLI INIZI

Giampaolo Sgura nasce in Puglia in una famiglia di agricoltori, produttori di olio di oliva.
Ricorda vivamente di essere fin da giovane affascinato dalla moda, senza avere purtroppo idea su come entrare in quel mondo elusivo.

Nessun progetto di carriera e l’ammissione sul non sapere come muoversi, lo portano a spostarsi a Milano per studiare Architettura, mondo che lo avvicina piano piano all’educazione alla moda, e successivamente alla fotografia, accreditandogli un’innegabile affinità per le riviste di moda che crescono.

La sua prima esibizione ebbe luogo all’Idriscalo Luna Park di Milano, girando un editoriale per l’Italian Glamour Magazine.
Dieci anni dopo, il fotografo, ora anche direttore creativo, vive a New York.

 

Vogue Japan – September 2015

 

 

LO STILE

 

Sgura cita Avedon e Irving Penn come fonti di ispirazione, ma è attento a sottolineare come la sua visione sia incentrata sul presente, in particolare con il suo lavoro in studio: dispone spesso di sfondi semplice per i ritratti, richiamo a Penn, mettendo a fuoco il suo obiettivo sulle donne e sui vestiti, ma alimentando la cornice con la sua fresca adrenalina, senza lasciare da parte il forte impatto della composizione, richiamo della sua conoscenza dell’architettura..

Non c’è nulla di meccanico nelle sue foto. Sgura afferma di non essere in grado di lavorare fino a quando non ha ‘sentito’ i vestiti, selezionato gli accessori e visto la modella pronta, pettinata e truccata e vestita con l’abito abbinato.

 

‘’Non posso entrare in uno studio, impostare l’illuminazione e poi chiedere al modello di arrivare. Non sono ‘’quel’’ tipo di fotografo, ho bisogno di costruire la scena, ed ogni scena è a sé diversa’’

spiega, rifiutando un set calcolato a favore di crude risposte emozionali.

 

Questi termini rigorosi ed autoimposti si focalizzano su un impegno fotografico che si fonde in modo forte con l’attività di vendita di abbigliamento.
E i suoi scatti vendono.

‘’Voglio essere commerciale, non è una parola negativa nel mio stile’’

Scelta di carriera intelligente, soprattutto se si considera che il sistema moda rimane, nonostante la sua facciata, un servizio mirato all’innovazione ed all’industria conservativa.
Questa sua decisione non gli ha negato il successo di apparire regolarmente su copertine internazioni quali Vogue Paris, Vogue Japan, Vogue Germany, Vogue Spain, Vogue Brazil, Teen Vogue, Allure Magazine, e l’elenco continua.

Ha rappresentato brand quali Dolce&Gabbana, Moschino, Versace, Roberto Cavalli. Le sue campagne ricevono risultati più eclatanti rispetto alle loro vetrine di moda.
Raccontano la storia del brand, e il suo heritage italiano ed il suo modo di osservare sono sicuramente parte del grande successo.

 

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Vogue Brazil – August 2014

 

ALCUNI LAVORI

Con Sgura prende vita la sua visione personale della donna: l’iconico scatto di una freddissima ragazza bionda che riassume il messaggio dei suoi lavori, un’illustrazione classica e un’emozione di fine suspance.

Quello che sappiamo della ‘’donna di Sgura’’ è che è alla costante ricerca di qualcosa, indossando abiti spettacolari.

‘’A mio parere, le mia foto non hanno bisogno di tante informazioni. È più interessante per me quando l’osservatore riesce ad utilizzare la sua immaginazione, e crea la sua storia partendo dalla mia immagine’’

Sicuramente, la figura che rimane in testa, è quella di una donna forte, potente, che richiama
la tradizione ed il fascino della donna italiana.

Sgura rifiuta l’essere definito un romantico, la genesi delle sue immagini è genuinamente basata sulla facciata superficiale del sistema moda, e questo lo rende sicuramente uno degli attuali fotografi leader di moda. 

 

Twin Set Campaign

 

 

Dolce&Gabbana SS12

 

 

 

Just Cavalli FW12

 

 

Noi ci vediamo al prossimo appuntamento con un nuovo fotografo!

 

 

 

Elisa

Storia della fotografia
20 Fotografi di Moda che non puoi non conoscere: Steven Meisel

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29/09/2020
Elisa Schininà

20 Fotografi di Moda che non puoi non conoscere: Steven Meisel

Un nuovo appuntamento settimanale nel mondo della moda!

Visione e controversia nel mondo di Steven Meisel

 

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GLI INIZI

Meisel non nasce come fotografo, bensì come illustratore di moda, sua primordiale passione: all’inizio della sua carriera Steven Meisel non fotografava le donne per vivere,
le disegnava al Women’s Wear Daily, dove sedeva accanto al veterano illustratore di moda Kenneth Paul Block.
Negli anni ’70 la rivista specializzata in moda utilizzava ancora le illustrazioni sulla copertina, come facevano alcuni grandi magazzini per la pubblicità.

 

Meisel apprezzava la regolarità del suo lavoro d’ufficio, e le due serate settimanali in cui insegnava alla Parson, dove aveva studiato illustrazione.
Ma il richiamo di qualcosa di diverso si faceva sentire.
Iniziò a tirare fuori una macchina fotografica e prese l’abitudine di sorvegliare le agenzie di modelle per una breve possibilità di catturare quelle donne meravigliose.

 

Durante lo studio di una collezione femminile, si reca per la prima volta all’agenzia Elite dove viene autorizzato a fare provini fotografici alle modelle.
Da qui inizia una collaborazione e un doppio lavoro: in settimana si dedica alle collezioni,e nei weekend alle modelle (una di loro è Phoebe Cates).
Scatta le foto nel suo appartamento a Gramercy Park oppure per strada.

È solo poco tempo dopo, che alcune di queste modelle portano le foto alla redazione di Seventeen e i redattori ne rimangono conquistati.

 

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CENNI SULLA CARRIERA

Il successo di Meisel è in parte dovuto all’apprezzamento per il suo stile da parte di “regine della stampa” come le direttrici di Vogue Italia e Vogue USA, Franca Sozzani e Anna Wintour.

 

Per Vogue Italia è stato l’unico fotografo per la copertina negli ultimi 15 anni.
Ha curato campagne adv per VersaceValentinoD&GCalvin Klein (per il quale ha creato dei servizi fotografici molto controversi), PradaLanvinMulberry e Anna Sui.

 

Meisel è inoltre accreditato della scoperta di molte top model, tra cui Linda Evangelista e James Rousseau.
Ha reso famose Heather Bratton e Coco Rocha ritraendole spesso su Vogue Italia.
Tra le sue muse Stella TennantKaren Elson e Kristen McMenemy.

 

 

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Zara Spring 2020 Campaign by Steven Meisel

 

 

LO STILE

“Il mio stile lo definisco un po oltraggioso, un po’ pazzo o malato – quando mi è permesso fare quello che voglio”

Caratterizzato dal rigore, da un’essenziale formalità, da una perfezione distaccata Meisel vanta una estrema capacità visionaria e narrativa.
Non si possono immaginare gli anni ’90 senza il suo apporto estetico.
Il suo obiettivo ha fotografato le creazioni di griffe prestigiose indossate dalle donne più belle del mondo, che ha involontariamente contribuito a rendere indiscusse icone di bellezza a livello internazionale.

 

“I miei lavori preferiti sono quelli che mi permettono di dire qualcosa: la questione nera; quello che prende in giro le celebrità;
la cosa dei paparazzi; quello dell’istituto mentale; quelli a cui ho un minuto per pensare; tutti quelli che sono i più controversi in effetti.
Ma non è perché sono controversi che mi piacciono, ma perché dicono qualcosa di più di una bella donna con un bel vestito.
Anche questo mi piace, ma cercare di dire qualcosa è anche il mio obiettivo “.

 

 

ALCUNI LAVORI

CINEMATIC

Per le pagine del mensile Vogue Italia, Meisel ha ricostruito una serie di indimenticabili set di film in cui le donne sono vittime di violenza.

Nessun desiderio di scioccare, ma piuttosto di creare consapevolezza su quello che è un orrore da condannare!”.

Fa effetto leggere nella didascalia: “pizzo sangallo con gonna plissettata”, “raso, strecth con collo a fiocco”, “cady di seta con collo e polsini ricamati”.
Una storia reale su cui, per contrasto, il gioco del patinato dello scatto sottolinea la carnalità del reale, peggiore della fiction.
E conduce in una dimensione finemente ironica. Non è la prima volta che Vogue Italia decide di rappresentare la realtà, anche la più controversa, attraverso il suo linguaggio, che è l’estetica.

 

 

 

MAKEOVER MADNESS

Servizio fotografico iconico che presenta una serie di modelli, su cui spicca Linda Evangelista, che enfatizza la lotta che molti modelli affrontano quando si sottopongono ad un intervento chirurgico
per trasmettere l’idea di bellezza che il mondo della moda richiede, e quindi di farne parte quel mondo.
È una critica alla misura in cui le modelle (e le attrici del resto) faranno per farsi un nome in quel mondo complicato, e le riprese lo normalizzano.

Il servizio fotografico è curato nel dettaglio, tra inquadrature, styling, props, e patinatura tipica della moda. La satira di Meisel si ripropone anche in questo fantastico editoriale.

 

 

 

 

 

 

 

Insomma, non la ”solita” fotografia di moda, con questo artista 😉

Noi ci vediamo al prossimo appuntamento con un nuovo fotografo!

 

 

 

Elisa

Storia della fotografia
I 20 Fotografi di Moda che non puoi non conoscere!

20-FOTOGRAFI-DI-MODA-MERTMARCUS

21/09/2020
Elisa Schininà

I 20 Fotografi di Moda che non puoi non conoscere!

Un nuovo appuntamento settimanale nel mondo della moda!

 

Mert & Marcus – Gucci Campaign

 

 

Durante il percorso di Accademia, oltre a parlare di fotografia e di post-produzione, dedichiamo sempre del tempo a parlare di ‘nomi‘ della fotografia o del ritocco.
Non è scontato, ma un buona base di conoscenze  e di capacità in questi due campi si sviluppa grazie allo studio ed all’osservazione dei lavori che ci circondano.

 

 

Per questo è importante dare spazio, oltre alle tecniche fotografie e di ritocco, a delle liste di reference!
Nomi più o meno conosciuti a cui attingere per studiarne lo stile, la comunicazione, ampliare le conoscenze e, ultimo ma decisamente non meno importante,
da sfruttare per sviluppare la nostra creatività ed il nostro stile personale.

 

 

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Rankin – A focus on eyes

Questo appuntamento settimanale vuole parlarvi dei volti della moda:
credimi, aldilà dei fotografi ‘big’ super noti,
c’è un elenco di nomi che non puoi non conoscere 😉

 

 

 

Tenterò di stuzzicare la tua curiosità e te ne anticipo qualcuno…

 

…mai sentito parlare di Juergen Teller?
Giampaolo Sgura?
Mert & Marcus?
David Lachapelle?

Sarà un format interessante, io mi preparerei per prendere appunti! 😉

 

 

Elisa

Storia della fotografia
Storia della Fotografia: Man Ray

AUTORITRATTO DI MAN RAY

19/10/2018
Francesca Pone

Storia della Fotografia: Man Ray

Per qualche mese, alcuni fra gli scatti più noti del fotografo surrealista Man Ray sono stati in mostra a San Gimignano grazie ad un evento chiamato “Wonderful Visions”.

Se non hai avuto modo di conoscere da vicino la vita e l’operato di Man Ray, beh te ne parlo io 🙂

Con questo articolo inauguriamo un nuovo format di FotografiaProfessionale (spero resisterà 😁 ), che si focalizzerà sui personaggi che hanno fatto la storia della Fotografia.

 

Man Ray e Salvador Dalì a Parigi (1934)
Man Ray e Salvador Dalì a Parigi (1934)

Emmanuel Radnitzky, in arte Man Ray, fu un fotografo statunitense classe 1890 sostenitore delle avanguardie, fra cui il Dadaismo. In realtà, però, non fu solo fotografo ma anche grafico, pittore e regista di film come L’étoile de mer (1928) che furono precursori del cinema surrealista.

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Interviste
MUSTAFA SABBAGH: OSSESSIONI E QUASI-VERITÀ

© MUSTAFA SABBAGH

08/07/2014
Gloria Soverini
1 commento ]

MUSTAFA SABBAGH: OSSESSIONI E QUASI-VERITÀ

A maggio Simone Poletti mi ha detto: “Ti porto a vedere la mostra di un fotografo che secondo me ti piace”, ed in effetti aveva così tanto ragione che ho pensato anche di intervistarlo…
Mustafa Sabbagh è stato immerso per anni nelle atmosfere della moda; è stato assistente di Richard Avedon, ed oggi si distingue per le sue immagini eleganti, ma allo stesso inquiete, disturbanti, ricercate. La volontà di conoscere meglio la persona dietro la macchina fotografica è stata esaudita dalle sue risposte cordiali e profonde, ma anche dalle pieghe dei suoi neri, dalla pelle dei suoi soggetti (a lui così cara), dal gusto così classico ma così moderno dei suoi set; forse mai come in questo caso ho sentito una certa vicinanza con il fotografo “interrogato”, sarà per i sorrisi che sono affiorati sulle mie labbra man mano che le risposte si svelavano, oppure per il modo concreto in cui riesce a concatenare riflessioni e concetti diversi fra loro, e a trasporli in immagini.
Insomma, un fotografo poliedrico con una solida base di pensiero che sfocia in un’azione conturbante dai risultati inaspettati.
Che dici, facciamo cominciare sì o no quest’intervista? 😉

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Interviste
Sensibilità al femminile: incontri con Marco Onofri

© MARCO ONOFRI

18/06/2014
Gloria Soverini
8 commenti ]

Sensibilità al femminile: incontri con Marco Onofri

Marco Onofri è un fotografo di Cesena; è romagnolo, scambiare quattro chiacchiere con lui è certamente divertente ma quando si guardano le sue foto si conosce un altro lato di lui, più riflessivo e personale.
È un professionista che ha uno sguardo ampio sul mondo che lo circonda, ha fatto del reportage il suo stile e le persone il filo conduttore dei suoi lavori; si esprime in molti campi, ma quando non si tratta di lavoro il ritratto femminile è la sua “valvola di sfogo”.
Il suo è un dialogo con la persona che sfocia in immagini poetiche e profonde, ma non voglio anticipare troppo… conosciamolo insieme 😉 LEGGI TUTTO >>

Interviste
Luca Manfredi

© LUCA MANFREDI_002

08/01/2013
Ingrid Iotova
2 commenti ]

Luca Manfredi

FP:
Ciao, benvenuto su FotografiaProfessionale.it
Da quanto tempo scatti? Quando è nata la passione per la fotografia? Quando la passione si è trasformata in professione? Hai fatto studi particolari inerenti alla fotografia? O l’evoluzione è stata diversa?
LM:
Grazie a voi!
Ho passato la mia prima giornata in camera oscura all’età di otto anni con mio padre,e devo dire tra la magia dell’immagine che si sviluppava e il buio della camera oscura,ricordo che mi sentivo a dir poco levitare in un altro mondo, fantastico… ti sto parlando dei primi anni ’70 e senz’altro tra le mie mura domestiche era appena arrivato il primo televisore. Negli anni ’80 ho iniziato a esercitare la professione di assistente fotografo moda, i primi ritratti a un giovanissimo Gianfranco Ferre’, alle prime campagne moda… stavano sbocciando nella città di Milano le prime pubblicità visive più estetiche al mondo. Il mondo della moda con la lettera maiuscola. Lo sbocciare della vera passione professionale della fotografia di moda è avvenuta molto più tardi anche perché allora, e non solo allora, fotografo di moda era sinonimo di ricchezza. Macchina fotografica, rullini, sviluppi etc… non erano alla portata di tutti.

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