Post-produzione
Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

COME EVITARE DI PRENDERE UN “PACCO”?

22/09/2016
Simone Poletti
3 commenti ]

Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

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Lavoro in un’azienda che fa corsi di formazione, quindi ti avverto fin dall’inizio: in questo articolo non mi sentirai parlar male di chi fa corsi.

Ma, facendo formazione da diversi anni, mi rendo conto ogni giorno di più che molti sono un po’ disorientati dalla presenza sul mercato di un’enormità di workshop e corsi di fotografia e di post-produzione.

Diciamoci la verità: tanti fotografi che facevano un po’ fatica a “tirare fine mese” si son messi a fare corsi, forse invogliati dal successo di team più strutturati, come il nostro o altri che sono su questo mercato da anni.

Ci sono anche tanti fotografi che hanno iniziato a fare corsi spinti dai loro amici e conoscenti, perché sono semplicemente bravi ad insegnare!

Ci sono poi tanti che vengono ai workshop o acquistano video-corsi e pensano “Posso farlo anche io!“. Così il giorno dopo aprono una pagina Facebook e si mettono a distribuire tutorial o a vendere corsi live.

Chiariamo subito un punto: non c’è niente di male. Chiunque si lanci in una nuova impresa ha la mia solidarietà.

Anzi, alcuni sono davvero bravi e la concorrenza fa solo e sempre bene: tiene “alta l’asticella” e ti ricorda ogni giorno che devi migliorare costantemente e tenerti aggiornato.

Il successo di FotografiaProfessionale è dovuto a tre fattori: alla nostra bravura (scusa l’immodestia, ma è vero), al sostegno e allo sprone dei nostri utenti (fantastici!) e al fatto che ci sono tanti colleghi bravissimi che ci costringono a fare sempre meglio.

 

Poi, come è sempre accaduto in ogni campo (anche nella fotografia, è solo questione di tempo), quelli bravi rimangono e hanno successo, quelli scarsi scompaiono nel nulla e cambiano mestiere.

Quindi, se il problema non è la concorrenza o il fatto che ci siano tanti fotografi che fanno corsi e workshop, qual è?

Il problema è che tu, come utente interessato a questi workshop o a questi corsi, spesso non trovi gli strumenti per capire cosa è valido e cosa no.

Spesso ai miei workshop mi sento dire “Ho fatto decine di corsi prima di trovare voi, provavo un po’ a caso prendendo anche grosse fregature”.

Come fare ad evitare quelle fregature e andare dritto al punto, trovando subito il corso o il workshop che fanno per te?

Beh, credo che si possa stilare un piccolo “Vademecum dell’aspirante allievo”, una serie di piccoli ma utili consigli per facilitare la tua scelta.

Non ti preoccupare, sarò breve e non dovrai studiare un tomo di 1000 pagine per imparare quattro banalità. Mi affiderò all’esperienza, al buonsenso e… alla sintesi 😉

Sarò breve e sintetico
Sarò breve e sintetico

10 semplici regole per scegliere un video-corso o un workshop di qualità e non prendere pacchi

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Tecnica Post-Produzione
Photoshop o Lightroom? 10 modi per scoprire quello giusto per te!

PHOTOSHOP VS LIGHTROOM

24/08/2015
Simone Poletti

Photoshop o Lightroom? 10 modi per scoprire quello giusto per te!

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È una delle domande che mi sento fare più spesso, soprattutto da chi muove i primi passi nella post, ma anche da insospettabili piuttosto esperti: Quale software è meglio per la mia post? Photoshop o Lightroom?

Le prime volte la cosa mi irritava un po’, lo ammetto, e fra poco ti spiegherò il perché. Poi ho capito che, se questo dubbio esiste e permane, è soprattutto per colpa nostra, cioè di chi dovrebbe fare cultura della post e quindi anche spiegare meglio le differenze fra i software. Quindi ho deciso di scrivere questo articolo proprio per aiutarti a capire quali sono le differenze fra Photoshop e Lightroom e per aiutarti a scegliere il compagno (di lavoro) giusto per te 😉

Perché la cosa mi irritava tanto? Beh, perché la prima cosa che voglio chiarire è proprio questa: Lightroom e Photoshop sono due software che si occupano di postproduzione, ma agiscono in due campi diversi e non sono sovrapponibili, se non per piccole parti del lavoro. Sono software COMPLEMENTARI E NON ALTERNATIVI. Quindi io credevo che la domanda non avesse senso e che lo avesse solo per gli equivoci creati in primis da Adobe e poi dalla mancanza di informazione alla quale cercherò di porre rimedio oggi 😉

Perché dico che non sono alternativi ma complementari?

Te lo spiego cercando di stabilire cosa sono in effetti Lightroom e Photoshop e stabilendo alcuni punti fermi sui quali poi baseremo tutto il discorso. LEGGI TUTTO >>

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Tecnica Post-Produzione
Firma le tue foto con Lightroom: come fare… in pochi secondi

FIRMA I TUOI SCATTI

26/06/2015
Simone Poletti

Firma le tue foto con Lightroom: come fare… in pochi secondi

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È da qualche settimana che l’ufficio di FotografiaProfessionale vive un momento di stallo:

da una parte Gloria insiste – Voglio il tutorial!

e dall’altra io rispondo – No, prima finisco il video-corso…

Alla fine ho ceduto e, visto che molti di voi hanno chiesto – C’è un metodo per mettere la mia firma sulle foto rapidamente? – e visto che il video-corso (di Lightroom CC) l’ho finalmente terminato, ho preso una foto scattata qualche giorno fa ad Orvieto ed ecco il mio…

 

METODO RAPIDO PER INSERIRE FILIGRANA O WATERMARK NELLE TUE FOTO, IN SVILUPPO

Firma le tue foto con Lightroom seguendo il mio metodo, risparmierai un sacco di tempo e di stress… LEGGI TUTTO >>

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Tecnica Post-Produzione
Tips & Tricks: Aprire il diaframma con Photoshop!

APRIAMO IL DIAFRAMMA!!!

24/04/2015
Simone Poletti
6 commenti ]

Tips & Tricks: Aprire il diaframma con Photoshop!

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Quante volte ti è capitato di pensare: “come vorrei avere un 50 f1.2 per scattare questa foto“, oppure: “come vorrei avere scattato con il diaframma più aperto“?

Lo sfondo sfocato creato da uno scatto a diaframma apertissimo, oltre ad essere esteticamente più piacevole, garantisce anche un maggiore isolamento del soggetto e aiuta a nascondere gli eventuali difetti dello sfondo.

Se però non hai un’ottica abbastanza performante in apertura del diaframma o se in fase di scatto non hai potuto aprire quanto avresti voluto (magari c’era troppa luce e non avevi con te i filtri ND)… a quel punto come fai?

La soluzione potrebbe essere Photoshop, ma il lavoro da fare non è così semplice ed elementare come potrebbe sembrare ad un primo sguardo.

Come faccio ad aumentare la sfocatura sullo sfondo in una fotografia, ottenendo un risultato realistico?

Come apro il diaframma con Photoshop?

Ho scelto uno scatto di food realizzato da Simone Conti perché presenta le caratteristiche che ci servono, senza essere troppo complesso.

Vorrei sfocare di più lo sfondo, in modo progressivo, staccando di più il piatto dal resto e togliendo attenzione a tovagliolo e prezzemolo.

 

Ecco l'immagine originale (©Simone Conti)
Ecco l’immagine originale (©Simone Conti)

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Tecnica Post-Produzione
Lettera ad un vecchio amico, nel giorno della sua festa.

CARO AMICO TI SCRIVO

21/02/2015
Simone Poletti

Lettera ad un vecchio amico, nel giorno della sua festa.

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Ciao amico mio, ho deciso di scriverti, era tanto che non lo facevo e credo che sia il momento giusto per riprendere i contatti, anche in via epistolare.

Oggi è la tua festa, e quindi ti festeggio.

In realtà è stata un paio di giorni fa, ma io riesco a scriverti solo oggi e spero mi perdonerai.

Ho deciso di scriverti sul blog di FotografiaProfessionale.it, quindi non siamo soli. Questo solo per dire che, se ti sembro più freddo e compassato del solito, è solo perché non voglio metterti in imbarazzo davanti ad altri e non posso usare il nostro solito linguaggio 😉

Riprendo il filo, scusami, dicevo: oggi è la tua festa e quindi ti festeggio.

Ricordo quando ci siamo conosciuti (l’ho già raccontato su queste pagine), era una giornata di gennaio di tanti anni fa e ci presentò Pierluca, un amico comune.

Devo ammettere che in un primo momento non mi sei piaciuto, anzi, mi stavi proprio un po’ sulle balle (ecco vedi che non riesco a tenere un certo linguaggio…). Mi sei sembrato un tipo complicato, supponente e, diciamocelo, anche abbastanza inutile. Ma eravamo tutti e due piccoli, tu davvero giovanissimo, io avevo appena finito il militare, ero pieno di testosterone e volevo diventare il nuovo Norman Rockwell… quindi a cosa mi servivi tu? E come ti devo essere sembrato io? Inesperto e impacciato, goffo e presuntuoso.

Ma, volenti o nolenti, siamo stati costretti a vederci tutti i giorni per ore e ore, a strettissimo contatto. Quando si parla di lavoro cerco di essere professionale, e cercavo di esserlo già da allora: eri parte di un impegno che mi ero preso e quindi decisi che ti avrei conosciuto e che, anche se tu facevi lo scontroso, avremmo trovato il modo di andare d’accordo.

Non te l’ho mai detto, ma la realtà è che già il secondo giorno avevo capito che saremmo diventati amici. Al terzo giorno avevo ben chiaro che avresti potuto essere importante nella mia vita. Dopo una settimana era ovvio che non ci saremmo più lasciati.

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Fotografia
Lavorare nel mondo della Fotografia: il ritoccatore e… il fotografo.

UN’IMMAGINE DI ERIK JOHANSSON © DELL’AUTORE

15/02/2015
Simone Poletti
5 commenti ]

Lavorare nel mondo della Fotografia: il ritoccatore e… il fotografo.

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Nelle scorse settimane ho iniziato un discorso che, con questo e con il prossimo post, porterò a conclusione: il mondo della fotografia ha subito, negli ultimi anni, un fortissimo cambiamento di cui tutti siamo testimoni. Siamo sicuri che questo cambiamento sia solo negativo, come molti sostengono? Io credo invece che il cambiamento porti con sé grandi opportunità e nuove strade, nuovi spazi professionali, come ho già scritto e argomentato nel primo post che puoi leggere qui.

Nel secondo articolo (che puoi leggere qui) ti ho spiegato come, secondo me, si possa trovare spazio come assistente digitale, un ruolo spesso sottovalutato ma molto ricercato e che richiede grande professionalità.

Oggi vorrei concludere il discorso parlandoti di due figure professionali molto interessanti e non così diverse fra loro come potrebbe sembrare, cioè la mia e la tua: il ritoccatore e il fotografo 🙂

Come come come? Ma non s’era detto che “il fotografo” è un ruolo sempre più difficile da svolgere e che lo spazio per i fotografi è difficile da trovare? Si, ma difficile non vuol dire impossibile, e seguendo una strategia ben impostata, io credo che un fotografo di talento possa avere successo, anche oggi. Lasciami qualche minuto e ti spiegherò come 😉

Ancora uno scatto creato da Erik Johannson

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Fotografia
Lavorare nel mondo della fotografia: l’Assistente Digitale

ASSISTENTE DIGITALE

04/02/2015
Simone Poletti

Lavorare nel mondo della fotografia: l’Assistente Digitale

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Qualche giorno fa ho pubblicato un articolo che affronta un tema a mio modo di vedere fondamentale: il cambiamento come opportunità professionale, personale e di business.

L’articolo lo puoi leggere qui e credo che possa essere interessante anche per te, se vuoi lavorare nel mondo della fotografia e della postproduzione o se stai già lavorando nell’ambiente e magari ti trovi, come tanti, in difficoltà nel trovare il tuo spazio e la tua collocazione.

Non è semplice, soprattutto oggi, trovare un lavoro che ti appassioni e ti dia soddisfazione e, allo stesso tempo, ti possa garantire il giusto riconoscimento economico.

Ora, dando per scontato che la nostra passione più grande è legata al mondo della fotografia e a tutto ciò che ad esso ruota intorno, ho cercato di fare un’analisi della situazione e di trovare delle soluzioni. Sì, delle soluzioni, perché le chiacchiere, scusa la franchezza, contano veramente poco e rimanendo su Facebook a lamentarsi non si trovano né clienti e nemmeno posti di lavoro 😉

Il punto, come scrivevo anche nel precedente articolo, è rendersi conto che i cambiamenti non sono reversibili e che il cambiamento che c’è stato nel mercato della fotografia ha modificato per sempre le regole di accesso e di remunerazione.

Per usare una metafora semplice semplice: è come trovarsi davanti ad una grande porta che anni fa era spalancata, negli ultimi tempi era socchiusa e oggi è sprangata. Puoi continuare a tirare testate contro la porta e farti venire una fortissima emicrania, oppure guardarti intorno… potresti scoprire che ci sono decine di finestre o di altre porticine aperte, che aspettano solo te.

Se la porta sprangata è il ruolo di fotografo come veniva concepito qualche anno, le diverse porte e finestre aperto sono:

– nuove tipologie di fotografi, più organizzati e competenti su diversi aspetti della gestione delle immagini e del business fotografia

figure professionali che sono borderline fra il fotografo e altri ruoli, ad esempio gli assistenti, che iniziano occupandosi di una parte del servizio per poi crearsi delle opportunità come fotografi vero e proprio o specilizzandosi PROPRIO COME ASSISTENTI

Sul set sono necessarie diverse professionalità

Già, perché quella di assistente è una professione vera e propria con delle caratteristiche peculiari, delle competenze necessarie e addirittura delle agenzie specializzate.

Infatti l’avvento del digitale ha sì aumentato la concorrenza nel mondo della fotografia (e alzato DRASTICAMENTE il livello medio dei fotografi “dilettanti”), ma anche creato spazio per una serie di figure professionali che prima non esistevano. Una di queste è sicuramente quella dell’Assitente Digitale.

Chi e che ruolo svolge un ASSISTENTE DIGITALE?

L’Assistente Digitale è un professionista che riunisce in sé una serie di caratteristiche tipiche del fotografo ed altre tipiche del ritoccatore: si occupa infatti della gestione delle attrezzature digitali e del controllo della qualità dell’immagine, lasciando così al fotografo la possibilità di concentrarsi COMPLETAMENTE sull’inquadratura e sul rapporto con il soggetto.

L’Assistente Digitale conosce le fotocamere più diffuse e i dorsi digitali più utilizzati in modo da essere un valido supporto per il fotografo. Se per uno shooting si sceglie di noleggiare un nuovissimo dorso digitale Phase One o l’ultima Hasselbald, dovrà essere l’Assistente Digitale a documentarsi sulle principali caratteristiche e sul funzionamento della fotocamera, in modo da rendere più semplice il lavoro del fotografo e da garantire risposte competenti e supporto qualificato in caso di problemi tecnici.

L’Assistente Digitale prepara la macchina e le schede di memoria per lo shooting e controlla che le batterie siano cariche, le ottiche in perfetto stato e il sistema di trasmissione da macchina a computer (se si lavora in acquisizione diretta) sia funzionante e performante. La cosa più fastidiosa che possa succedere sul set di uno shooting è perdere tempo perché il sistema digitale non funziona o è lento in fase di trasmissione dati.

L’Assistente Digitale deve essere il primo responsabile e consapevole della situazione, in modo da poter apportare i dovuti correttivi o suggerire al fotografo la giusta strategia operativa da seguire. Per questo il lavoro dell’assistente digitale comincia qualche giorno prima dello scatto, quando inizia a studiare l’attrezzatura che dovrà utilizzare e prepara le eventuali contromosse.

La “borsa” dell’assistente digitale è composta dall’attrezzatura A, dal piano B nel caso l’attrezzatura A dia problemi, dal piano C nel caso A e B non funzionino, dal piano D ecc… 🙂

Il vero valore aggiunto dell’Assistente Digitale entra in gioco al momento dello scatto. Grazie a sistemi per lo scatto in acquisizione diretta come Capture One di Phase One (giuro che non faccio pubblicità, è solo il più utilizzato dai professionisti con i quali ho avuto modo di lavorare), mentre il fotografo scatta, l’assistente può controllare, in tempo pressochè reale, tutte le caratteristiche dello scatto. L’Assistente Digitale è responsabile del controllo dell’esposizione, della messa a fuoco e di eventuali possibili problemi.

Sul set fotografo e assistente si interfacciano di continuo e fanno un briefing MOLTO PRECISO prima ancora di iniziare a scattare: in questa fase il fotografo potrà spiegare all’assistente che tipo di scatti ha intenzione di realizzare, se vuole l’esposizione in high-key o in low-key, così che l’assistente possa apportare i dovuti correttivi e dare indicazioni durante lo shooting. Non è raro sentire, durante un servizio, assistenti digitali che indicano al fotografo di “alzare di uno stop” o di “chiudere un po’ il diaframma” perché la messa a fuoco rischia di dare problemi. Se si scatta con Hasselblad e un tessuto crea problemi di moirée, deve essere l’assistente digitale ad accorgersene e deve essere lui (o lei) ad alzare la mano e a suggerire l’uso di un corpo macchina con filtro antialias più adatto per quello scatto.

Il ruolo dell’Assistente Digitale non è non può essere semplicemente quello di un manichino che monta l’attrezzatura, il computer e se ne sta lì a guardare le foto che arrivano! DEVE essere un vero partner per il fotografo ed è, come dicevo all’inizio, una figura professionale fondamentale per la riuscita di un servizio.

L’Assistente Digitale è anche responsabile delle immagini scattate: non solo “cambia le schede” e scarica i file sul computer, ma divide gli scatti in cartelle secondo il sistema concordato con il fotografo ed effettua il back-up di tutti gli scatti. Non è un lavoro semplice, anzi! Serve professionalità, velocità e competenza operativa perché gran parte dei momenti fondamentali passano fra le mani dell’Assistente Digitale.

Il set di uno scatto di Annie Leibovitz per Lavazza @ degli autori

E non finisce qui!

L’Assistente Digitale concorda con il fotografo (ed eventualmente con il cliente) l’aspetto e l’atmosfera delle fotografie e lavora le immagini in sviluppo per realizzare una prima “bozza” degli scatti finiti. È una sorta di galleria Polaroid che l’assistente realizza con gli scatti scelti per ogni situazione, per dare al cliente (o al fotografo) un’idea più chiara e immediata del risultato finale del lavoro. Se le immagini scattate devono essere inserite in un fotomontaggio o in una gabbia grafica, l’Assistente Digitale realizza un pre-montaggio o un pre-inserimento nella gabbia grafica. Questo sviluppo e questa preview devono essere realizzate in pochi minuti, sul set, senza rallentare il lavoro e senza perdere di vista tutti gli altri aspetti.

Ho svolto il ruolo di Assistente Digitale decine di volte, l’ultima qualche settimana fa, sul set di uno scatto automotive: dovevo assistere il fotografo (Simone Conti), fare una rapida post degli scatti e scontornare velocemente l’auto per montarla in una serie di scatti ambientati. Questo lavoro era importantissimo perché dovevamo essere assolutamente certi che l’inclinazione e la prospettiva degli scatti fosse corretta.

Insomma, chi fino ad ora ha pensato che il ruolo di Assistente Digitale fosse, in fondo, un ripiego rispetto alla professione di fotografo o a quelle di assistente “classico”, credo abbia sottovalutato la professionalità e le capacità richieste. Conosco fotografi che, pur avendo grandissimo talento nel loro mestiere, sarebbero letteralmente persi senza il loro esperto assistente digitale, chiedete a loro se l’assistente digitale è davvero un ruolo marginale 😉

Non è raro vedere Gianluca (uno degli assistenti digitali di maggior talento che conosco e anche un eccellente fotografo) SCEGLIERE le foto al posto del fotografo. Scena vista più volte sul set: l’Assistente Digitale scorre le foto e mette le “flag” sugli scatti scegli, il fotografo è dietro di lui, in silenzio. Ogni tanto (di rado) l’assistente si gira e lo guarda, in dubbio se “tenere” o meno uno scatto, il fotografo risponde solo “si” o “no“. In tutto questo c’è di fondo un rapporto di grandissima fiducia e stima reciproca.

Ora rimane l’ultimo punto: come fare per diventare un Assistente Digitale di talento e con le giuste competenze?

Beh, la risposta è semplice: studiare, prepararsi con attenzione, costruire il proprio profilo professionale con grande cura e dedizione e mettersi a disposizione dei fotografi, delle agenzie specializzate e degli studi, facendo in modo che tutti lo sappiano!

Come? Puoi sicuramente iniziare dai nostri video-corsi, ma stiamo preparando una sorpresa davvero interessante per darti una mano a trovre nuove strade nel mondo della fotografia professionale 😉

Per ora è top-secret, ma non dovrai aspettare tanto…

A presto e buon lavoro!

Simone Poletti

Accademia di PostProduzione di FotografiaProfessionale

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Fotografia
Lavorare nel mondo della fotografia: un cambio di prospettiva

SUL SET NON C’è SOLO IL FOTOGRAFO

18/01/2015
Simone Poletti

Lavorare nel mondo della fotografia: un cambio di prospettiva

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Ieri ho ricevuto un’email da un iscritto a FotografiaProfessionale.

Gli avevo scritto, come a tutti, per annunciare i due workshop che terremo a Milano il 31 gennaio e il 1 Febbraio sulle basi della fotografia digitale e su Lightroom.

Mi ha risposto che non era interessato perché “La fotografia come professione è morta“.

Quella risposta mi ha ronzato in testa per tutta la serata e ammetto che mi ha piuttosto infastidito. Non tanto per il disinteresse nei confronti dei nostri workshop, non è un problema, i workshop sono fatti per chi è interessato a migliorarsi e ad imparare cose nuove, e non tutti, in tutti i campi, lo sono.

Mi ha infastidito leggere quella risposta perché presuppone sicuramente frustrazione per un lavoro che, evidentemente, non sta andando benissimo, ma soprattutto una buona dose di supponenza, perché si dà per scontato che le cose vadano male per tutti e che la colpa sia del mercato o, comunque, degli altri…

Personalmente non sono d’accordo, ma questo conta poco. Forse un po’ di più conta l’esperienza e gli esempi che posso portare di fotografi che oggi, con la crisi, la recessione, le catastrofi, gli ufo, il digitale, Photoshop e anche nonostante Simone Poletti e i suoi corsi, riescono ad aprire un’attività e ad avere un grande successo.

Non ti voglio raccontar cazzate (scusa il termine), so benissimo che le cose sono più difficili di una volta e lo provo ogni singolo giorno sulla mia pelle: sono socio di un’agenzia di comunicazione e PRIMA dei fotografi (le foto servono) vengono tagliate le spese in comunicazione. Quindi ho ben presente cosa voglia dire “portare a casa la pagnotta” e credo che molti fotografi abbiano esperienze da raccontare rispetto alla difficoltà di rapportarsi col mercato. Immagino che anche tu avrai la tua bella raccolta di aneddoti (poco) simpatici, vero? 😉

Shooting in spiaggia per un catalogo Moda Bambino

Ok, le cose sono più difficili, il mercato è più complesso, ci sono molti più fotografi in giro… ma è tutto qui? Davvero non ci sono altre opportunità per lavorare nel mondo della fotografia? LEGGI TUTTO >>

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News ed Eventi
Arriva il 2015: sarà un anno di grandi fotografie e di grandi corsi

ALCUNI PARTECIPANTI ALL’EDIZIONE 2014 DEL WORKSHOP “FOTOGRAFARE IL PAESAGGIO”

30/12/2014
Simone Poletti
3 commenti ]

Arriva il 2015: sarà un anno di grandi fotografie e di grandi corsi

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Ogni anno a Dicembre, come credo tutte le persone e tutte le aziende del mondo, anche io e il team di FotografiaProfessionale ci ritroviamo per fare un bilancio e per stabilire gli obiettivi e i programmi per l’anno successivo. In realtà, anche se i bilanci si fanno effettivamente a fine anno, già da parecchi mesi stiamo lavorando al programma dei workshop e dei corsi del 2015, e ad una grandissima novità di cui non posso ancora parlare e che ti svelerò solo fra qualche settimana 😉

Partiamo dai bilanci: io, Simone Conti, Gloria, Andrea e Paola ci siamo seduti intorno ad un tavolo e abbiamo analizzato non solo i numeri, ma tutte le esperienze del 2014, così da capire dove dobbiamo ancora migliorare e cosa possiamo fare per rendere la tua esperienza e quella degli utenti di FotografiaProfessionale ancora più positiva e soddisfacente.

Il 2014 è stato un anno per noi incredibile: ci siamo affermati come la prima realtà italiana nel campo della formazione per la fotografia e la post-produzione con oltre 40.000 utenti iscritti al sito, oltre 107.000 sulla pagina Facebook, almeno 120.000 video-corsi erogati (da quando teniamo il conto, quindi sono molti di più…), 215 partecipanti ai workshop dal vivo del 2014 e quasi 400 ai 2 seminari durante il weekend inaugurale Fotografia Europea.

Una delle Aule di Flash My Life

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Fotografia
Come farsi ingaggiare da un Art Director

COME FARSI SCEGLIERE?

26/11/2014
Simone Poletti
2 commenti ]

Come farsi ingaggiare da un Art Director

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Se frequenti il sito o la pagina Facebook di FotografiaProfessionale.it mi conosci come ritoccatore professionista e come trainer di post-produzione, ma il mio lavoro “ufficiale” è un altro. Infatti, sul mio biglietto da visita c’è scritto “Creative Director”. Sono, in sintesi, quella figura all’interno di un’agenzia di comunicazione che definisce e controlla la coerenza delle linee creative sia delle campagne dei clienti sia dell’agenzia stessa; in pratica il mio compito è fare in modo che il messaggio di comunicazione venga trasferito al meglio e che gli elaborati dell’agenzia risultino efficaci e produttivi per il cliente. Mi interfaccio con gli Art Director e con i Copywriters e partecipo alla definizione dei team di lavoro.

Questo cosa c’entra con la fotografia e con i fotografi? Beh, in realtà il mio ruolo è spesso determinante per il business di un fotografo, perché faccio parte di quel team ristretto che, di concerto con il cliente, sceglie il fotografo giusto per realizzare il lavoro. Un fotografo professionista che voglia iniziare a lavorare con le agenzie deve mettere in conto di avere come primo compito quello di… convincere alcune persone fondamentali (a volte solo una) ad assumerlo! Questo capita sia con le agenzie di comunicazione sia con le aziende un minimo strutturate, per capirci: quelle aziende che hanno un ufficio marketing e nelle quali il titolare si avvale di professionisti che lo aiutano a decidere.

Ma non è forse la stessa cosa in ogni campo? In una coppia di sposi non c’è forse una persona che decide quale sarà il fotografo del loro matrimonio? Sì, e si tratta, di solito, della sposa 😉

Lo stesso modello può essere applicato ad ogni campo della fotografia, se a decidere un Direttore Creativo, un Art Director, una sposa o il Photo Editor di una rivista o di una banca immagini, il problema è lo stesso: devi convincerli a “comprarti”!

Quindi, se vuoi trasformare la tua passione per la fotografia in una professione o se vuoi portare la tua professione ad un livello superiore, è meglio che impari (in fretta) come proporti nel migliore dei modi a chi decide.

Ho pensato a questo articolo dopo aver riletto la bellissima intervista di Gloria a Stefano Pedretti, un bravissimo Art Director che è diventato un fotografo di grande talento, l’ideale sintesi di due figure professionali spesso in conflitto.

Questo articolo vuole essere un piccolo contributo dato da un insider: oggi sarò il tuo “uomo all’Havana” e ti svelerò dall’interno quali sono i criteri decisionali di un Art Director, di un Direttore Creativo e di un Direttore Marketing. Ovviamente si parla principalmente dei miei criteri decisionali, ma parlo spesso con colleghi e clienti… diciamo che i consigli che seguono se non saranno determinanti, quantomeno non faranno danni 😉

Il tutto si può riassumere in una serie brevissima di punti chiave:

1) Contatta la persona giusta nel modo giusto

2) Devi colpire e rimanere impresso

3) Non farti dimenticare, non scoraggiarti e non essere permaloso/a

4) Sii accessibile e disponibile

5) Rispetta il tuo cliente e il prodotto

Mmm… detta così sembra semplice, ma vediamo punto per punto cosa comportano per te queste semplici “regole”.

1) Contatta la persona giusta nel modo giusto

È totalmente inutile che tu perda tempo e denaro telefonando a tutte le agenzie e tutte le aziende Italiane alla ricerca di un appuntamento.

Gli Art Director non hanno tempo, si faranno negare ogni volta e tu non otterrai nulla. Se un Art Director ha tempo per ricevere tutti i fotografi che si propongono per telefono, o lavora poco (magari perché non è molto considerato) o lavora per un’agenzia o un’azienda in crisi. In ogni caso, perderai il tuo tempo.

Ovviamente ci sono delle eccezioni: ci sono Art Director bravissimi, molto organizzati e molto disponibili che ricevono tantissimi fotografi e fanno molto bene il loro lavoro… ma si contano sulle dita di una mano.

Per prima cosa, devi contattare CHI DECIDE, parlare con un intermediario o con una figura “collaterale” è inutile. È fondamentale che le tue foto vengano viste e valutate da chi sceglie i fotografi. Quindi cerca di capire chi è questa persona. A volte non è facile, soprattutto nelle grandi aziende tendono a non dare nominativi e indirizzi e-mail e rischi di essere rimbalzato/a da impiegate e assistenti efficientissimi! Come fare?

Con un po’ di pazienza, selezionando con cura POCHE agenzie e aziende con le quali vuoi FORTEMENTE collaborare, perché puntare nel mucchio è, ancora una volta, inutile.

Poi, come dicevo, con pazienza, cerca di trovare su internet il nome del tuo interlocutore ideale. Se non lo trovi, alza il telefono e chiama, chiedendo esplicitamente il nominativo e l’indirizzo e-mail di chi si occupa della selezione dei fotografi. Hai a che fare con professionisti, spesso oberati di lavoro, ma se sei gentile e simpatico/a, avrai ciò che cerchi. Sii sincero/a, non raccontare balle! “Salve, sono XY fotografo specializzato in ………… vorrei inviare un brevissimo portfolio alla persona che, all’interno della vostra azienda, si occupa della selezione dei fotografi con cui collaborare”. Sii gentile, chiacchiera con la persona che ti risponde e falle capire che hai selezionato la loro agenzia in base al lavoro che fanno e che credi di poter dare un apporto professionale e creativo. Vai a vedere il sito internet dell’agenzia/azienda prima di chiamare, documentati! Se capisco (io e i miei collaboratori) che mi hai scelto in base ad un elenco trovato a caso, NON HAI SPERANZE!

Non chiedere direttamente un appuntamento, NON HANNO TEMPO, chiedi solo la mail alla quale inviare il portfolio. Se ti danno una mail generica, insisti gentilmente per avere un riferimento diretto, fai capire che è importante. Se continuano a darti solo una mail generica… sai già che hai un po’ di speranze in meno di cogliere nel segno 😉

Non ti arrendere, io ho lavorato con fotografi davvero tenaci, che hanno fatto la “corte” alla mia agenzia per anni prima di riuscire ad ottenere una commessa. Alla fine, prima o poi, se sei bravo/a verrà il tuo momento!

Portfolio

2) Devi colpire e rimanere impresso

Come dicevo, è inutile richiedere appuntamenti diretti, ed è poco utile (e molto costoso) inviare via posta un portfolio cartaceo. Un portfolio cartaceo è: difficile da mantenere aggiornato, impegnativo da impaginare, costoso da stampare e da inviare per posta… e spesso non arriva sulla scrivania giusta.

Invia un portfolio via e-mail! Ma attento a cosa spedisci e a come costruisci il tuo portfolio.

La tua mail deve avere alcune caratteristiche:

1) Essere breve

2) Essere personalizzata: “Gent.mo Art Director…” fa schifo! “Buongiorno Simone, perdonami se mi permetto di darti del tu, ma seguo il tuo lavoro e so che hai un approccio informale…” come incipit funziona decisamente di più!

3) Devi parlare dei bisogni del tuo cliente NON DEL TUO CURRICULUM. Perché? Perché a me interessa cosa puoi fare per me, non che scuole hai fatto.

4) La mail deve contenere un portfolio in PDF (NO Powerpoint, NO quintali di Jpeg, NO archivi compressi, NO video) che il tuo potenziale cliente possa aprire e vedere SENZA PROBLEMI.

5) La tua mail può, anzi deve contenere un link al tuo sito/portfolio on-line.

Ora veniamo al tuo portfolio in PDF: deve essere BREVE e BELLISSIMO!

Ti giochi tutto nelle prime 5 fotografie. È difficile che io dedichi tempo ad un portfolio che inizia male, quindi ricorda di mettere SUBITO i tuoi pezzi forti.

In totale il tuo portfolio deve contenere fra 20 e 30 immagini, con la possibilità poi di accedere ad un portfolio più esaustivo. Ma le 20/30 foto che metti a portfolio devono dire TUTTO il meglio della tua fotografia. Se hai 15 foto ECCEZIONALI e 5 belle, metti solo le prime 15!!! Le 5 migliori per prime 😉

Il tuo portfolio deve essere aggiornato, non mettere foto di 20 anni fa, anche se ci sei affezionato: ai tuoi potenziali clienti non interessano né l’archeologia né i “gioielli di famiglia”.

Verrai giudicato/a sia per il tuo scatto migliore, ma anche e soprattutto per il peggiore!

Se non hai abbastanza grandi foto da presentare… non sei pronto per questo tipo di clientela.

Infine, cerca di targettizzare: scrivi alle agenzie/aziende che trattano i settori merceologici nei quali puoi dare un vero valore aggiunto… non ha senso contattare una griffe di moda con un portfolio di MERAVIGLIOSI still-life di salumi e formaggi. A volte mi arrivano portfolio di fotografi bravissimi che fanno SOLO Automotive o SOLO foto di nudo. Ma la mia agenzia non ha fra i propri clienti produttori di automobili o di cosmetici per il corpo… bravi quindi, ma inutili.

DOPO che hai inviato la mail con il tuo BELLISSIMO portfolio alla persona GIUSTA, aspetta 10 giorni, alza il telefono e chiama per chiedere un appuntamento. Ti verrà rifiutato, ma persevera, come da punto 3 😉

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3) Non farti dimenticare, non scoraggiarti e non essere permaloso/a

Dopo avere inviato una mail e fatto una telefonata, non abbandonare l’impresa!

Perseverare è FONDAMENTALE. Come dicevo, mi è capitato di fare appuntamenti conoscitivi con diversi fotografi davvero bravissimi e a volte sono passati anni prima di riuscire a lavorare insieme, ma se lasci il segno, prima o poi verrà il tuo momento.

Può capitare che il tuo potenziale cliente stia cercando un fotografo X per il lavoro Y e che tu non corrisponda al profilo ideale per tantissimi fattori diversi: stile, campo di intervento, budget, disponibilità ecc… Ma un rifiuto non è per sempre, può capitare che la stessa agenzia che oggi ti ha “tagliato” domani ti chiami per un servizio dal compenso triplo.

Quindi fatti vivo, mantieni aggiornato il portfolio e invialo di nuovo quando hai delle novità da mostrare. Continua a chiamare (ogni tanto, non ogni mese!) e a chiedere un appuntamento dopo aver mandato il portfolio. Quando verrà il momento giusto tu devi essere ben presente nella mente dell’Art Director e in quella della persona che ti risponde ogni volta al telefono.

Cerca di avere uno stile personale: i “buoni per tutto” sono spesso “perfetti per niente” 😉

Non ti offendere se vieni rifiutato più volte, ti svelo un segreto: NON SEI il miglior fotografo del mondo in tutti i campi… e NESSUNO ce l’ha con te. Se vieni rifiutato è perché c’è chi ha presentato un portfolio migliore o più “giusto” per lo stile che il cliente cerca, o perché il budget non permette di dare a te l’incarico. E veniamo qui al punto 4….

4) Sii accessibile e disponibile

Fra i criteri di scelta di un fotografo, a parità di talento e stile, ci sono sicuramente il prezzo, la disponibilità e il rapporto personale.

Partiamo dal prezzo: i budget esistono e vanno rispettati. Non svenderti, ma non proporti a prezzi fuori mercato: un’agenzia o un’azienda che devono realizzare gli scatti per una campagna da 400.000 euro di budget non possono pagare 40.000 euro il fotografo. Potranno invece investire 20.000/25.000 euro in tutto il servizio, compresi staff e modelli, quindi per il fotografo rimangono circa 2/3.000 euro al giorno, diritti compresi. Se il budget è minore, fai le debite proporzioni 🙂 (tutti i prezzi elencati sono puramente a titolo di esempio)

Sii disponibile: se ti chiamano per un appuntamento devi muoverti tu, non chiedere al cliente di spostarsi, anche perché è importante vedere l’azienda (o l’agenzia) e capire come funziona il business. Fai combaciare la tua agenda con quella dei tuoi clienti.

Infine, sii gentile, simpatico e non invadente. Se ti viene chiesto un apporto creativo devi essere pronto a darlo, ma se la creatività è già stabilita, non impuntarti… ed eccoci infatti all’ultimo punto!

5) Rispetta il tuo cliente e il prodotto

Se riesci ad arrivare alla fine della selezione e hai l’opportunità di ricevere l’incarico, rispetta chi ti assume e il prodotto che devi scattare.

Il tuo cliente investe nelle tue foto gli sforzi di anni di lavoro, nel caso dell’agenzia il rapporto di anni con un cliente. Tu per una foto inefficace puoi perdere una commessa, l’agenzia può perdere un cliente importantissimo e il cliente gettare alle ortiche centinaia di migliaia di euro di budget pubblicitario.

Quindi rispetta le esigenze e le richieste del tuo cliente e ricorda sempre che, se vuoi fare il professionista significa che (scusa se sono diretto) SCATTI PER DENARO, non per l’arte della fotografia. La tua integrità e la tua porfessionalità DEVONO essere rispettate e salvaguardate, ma non sei (in quel momento) un artista, sei un professionista assunto per fare un lavoro. Se vuoi fare arte, porta il tuo portfolio nelle gallerie, non nelle aziende.

Le agenzie e le aziende non assumono un fotografo per avere fotografie BELLE, ma perché vogliono fotografie efficaci che aiutino a VENDERE il prodotto. Non c’è nulla di male a voler fare fotografia con obiettivi diversi, ma non su commissione.

Ricorda che sul prodotto che scatti, l’azienda e l’agenzia hanno investito anni e anni di lavoro nella costruzione di un’immagine coerente e studiata con attenzione e professionalità.

Perdonami se insisto, ma ho sentito troppe volte fotografi chiedere rispetto per il proprio lavoro e non darne nemmeno un goccio al lavoro dei professionisti che lo hanno assunto. La credenza che tutti gli Art Director siano degli isterici che non capiscono la fotografia e che tutti i Direttori Marketing siano degli ignoranti è FALSA.

Quindi, cerca di dare il tuo apporto creativo e di lasciare la tua impronta, perché questo è ciò che l’agenzia e il cliente vogliono, perché hanno scelto te! Ma rispetta loro e il prodotto. In uno scatto pubblicitario il protagonista non sei tu, non è la modella o il panorama ma… il prodotto! 🙂

Se entri nell’ottica di rispettare la “visione del mondo” degli Art Director, diventerai per loro un interlocutore privilegiato e di GRANDISSIMA IMPORTANZA. Se l’Art Director e il Direttore Marketing riconoscono in te un partner propositivo, competente, talentuoso e corretto… avrai dal rapporto con loro grandi soddisfazioni professionali, personali ed economiche (che non guasta mai).

Beh, direi che è tutto, spero che questo articolo ti sia stato utile e ti invito a scrivere un commento per confrontare le nostre opinioni, le nostre esperienze personali e i diversi punti di vista!

A presto e buon lavoro.

Simone Poletti

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