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Fotografia
Il plagio e il furto in fotografia: come individuarli? (2/3)

INDIVIDUARE LE TUE FOTO ONLINE, SI PUò!! (FOTO: HALLPIC)

09/07/2015
Gloria Soverini

Il plagio e il furto in fotografia: come individuarli? (2/3)

Ciao e bentrovato!
Ecco la seconda parte di una guida liberamente tratta ed adattata da un articolo di Robert Baggs pubblicato su www.diyphotography.net, nel quale riportava l’accaduto di una sua fotografia plagiata ad arte; nell’articolo precedente abbiamo parlato di come prevenire e scoraggiare il plagio o il furto delle tue immagini, oggi invece vediamo come utilizzare gli strumenti sul web per individuare eventuali pubblicazioni non autorizzate delle tue fotografie.

 

2. RICERCA

La prevenzione del plagio e del furto è certamente importante e dovresti essere preparato il più possibile… Ma, indipendentemente da ciò, c’è una costante piuttosto evidente in ogni deterrente che abbiamo visto: le tue immagini possono ancora essere rubate!
Infatti, un fotografo può adottare tutte le strategie per sentirsi al sicuro, ma resta la vulnerabilità del suo lavoro è un dato reale: ecco perché importante capire quali sono i metodi che hai a disposizione per trovare eventuali immagini plagiate o rubate.
In primo luogo, come hai visto in chiusura al precedente articolo, Digimarc è un ottimo modo per tenere traccia delle tue immagini e quindi si tratta di un eccellente sistema di individuazione, ma ci sono altre opzioni gratuite che puoi prendere in considerazione 😉

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Fotografia
Il plagio e il furto in fotografia: come difendersi? (1/3)

DIFENDERSI DAL PLAGIO (FOTO: DIARIOMEDICO.COM)

01/07/2015
Gloria Soverini
9 commenti ]

Il plagio e il furto in fotografia: come difendersi? (1/3)

Questa guida è stata liberamente tratta ed adattata da un articolo di Robert Baggs pubblicato su www.diyphotography.net, nel quale il fotografo riportava una situazione in cui, magari, ti sei ritrovato anche tu: una delle sue foto di maggior successo era stata plagiata da un fotografo, che l’aveva ricreata partendo da zero. Stesso soggetto, stessi effetti, stesso… tutto, a partire dall’idea.

La foto originale: "Adversity" © Robert Baggs
La foto originale: “Adversity” © Robert Baggs
Il plagio: "End of Days" © Luke Strothman
Il plagio: “End of Days” © Luke Strothman

Il fotografo in questione non aveva né rubato la sua immagine né ne stava vendendo una “copia”, ma aveva comunque rubato un’idea per cui si poteva certo entrare nell’ambito del furto di proprietà intellettuale.
Come farsi valere legalmente, però, in una situazione di questo tipo? È possibile proteggere le proprie immagini anche in caso di plagio?

Questa guida nasce dall’intento di unire tutte le informazioni più rilevanti in questo ambito, per aiutare te e gli altri fotografi a trovare soluzioni utili ad uno dei problemi che sembra affliggano amatori e professionisti senza distinzioni.

 

Sono 3 le parti principali:

1. prevenzione: primo passo, come prevenire o scoraggiare il plagio o il furto delle tue immagini;
2. ricerca: secondo passo, come individuare e identificare qualunque immagine o idea che sia stata rubata – internet è vasto e trovare le tue immagini dove non le hai pubblicate tu stesso è un arduo compito!
3. reazione: terzo passo, i diversi modi con cui puoi reagire se scopri che una o più delle tue immagini o idee sono state rubate.

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Interviste
Datemi un palco e vi dirò chi sono: intervista a Dustin Rabin

BILLY TALENT, AIR CANADA CENTRE, 2/2/2007 © DUSTIN RABIN

22/12/2014
Gloria Soverini
2 commenti ]

Datemi un palco e vi dirò chi sono: intervista a Dustin Rabin

Qual è il tuo genere fotografico preferito, la tua passione più grande, il campo che ti infervora maggiormente e che ti fa desiderare di avere sempre la macchina fotografica a portata di mano?

Il mio è la fotografia live, senza ombra di dubbio!
Quando non faccio foto ai concerti, allora cerco su internet le gallery dei fotografi professionisti in campo musicale e sogno ad occhi aperti.
Sapendo di questa mia grande passione, spesso ricevo delle email con link a siti del genere da Simone Poletti e Simone Conti, come piccoli regali che mi vengono recapitati di tanto in tanto – qui in ufficio è sempre Natale, insomma, anche quando non si scartano i pacchi 😉

È così che sono capitata sul sito di Dustin Rabin – in realtà, mi è stato suggerito anche perché ha fotografato una delle mie band preferite, i Queens of the Stone Age; oltre che fotografa, sono soprattutto una patita di musica 🙂
Dustin ha un’incredibile capacità di adattarsi alle diverse situazioni e di offrire un immaginario visivo mai uguale a se stesso; ogni sua foto, pur mantenendo un filo conduttore con tutte le altre, vive di vita propria e rispecchia in maniera perfetta il momento in cui è stata scattata, le energie delle persone ritratte, le atmosfere che si respiravano al momento del click.

Questo è ciò che mi ha colpito del suo lavoro; ecco perché invito anche te a visitare il suo sito, ricco di immagini di concerti, backstage e ritratti di musicisti – alla fine dell’intervista troverai il link.
Mi auguro che Dustin Rabin ti piaccia tanto quanto è piaciuto a me!
Ora è venuto il momento di lasciarti alle sue parole 🙂

FP: Ciao Dustin, benvenuto su FotografiaProfessionale!
Quando hai cominciato a fotografare?

DR: Grazie a mio padre ho avuto a che fare con le macchine fotografiche per la maggior parte della mia vita. È lui che mi ha insegnato le basi della fotografia (diaframma, tempi di scatto, iso) quando ero molto giovane e ho giocato con cose come la profondità di campo e il mosso usando la Minolta di mia madre.

FP: Hai mai partecipato a corsi di fotografia, preso lezioni o altro, oltre che da tuo padre? 🙂

DR: Ho partecipato ad un corso di comunicazione di 2 anni che includeva un semestre di fotografia in bianco e nero, che insegnava sia le basi che lo sviluppo e la stampa in bianco e nero. Sono molto contento di aver fatto esperienza stampando le mie foto in camera oscura, per il resto conoscevo già gli argomenti trattati.

FP: Il tuo centro d’interesse riguarda soprattutto la fotografia live. Quando e perché hai cominciato ad esserne attratto?

DR: Al college intervistavo le band per la nostra radio e a volte le interviste venivano stampate nel giornale della scuola. Una volta mi è stato dato un pass foto per scattare ad un concerto, e quello è stato per me l’inizio di una nuova vita.

Dave Grohl - Foo Fighters © Dustin Rabin
Dave Grohl – Foo Fighters © Dustin Rabin

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Fotografia
Come farsi ingaggiare da un Art Director

COME FARSI SCEGLIERE?

26/11/2014
Simone Poletti
2 commenti ]

Come farsi ingaggiare da un Art Director

Se frequenti il sito o la pagina Facebook di FotografiaProfessionale.it mi conosci come ritoccatore professionista e come trainer di post-produzione, ma il mio lavoro “ufficiale” è un altro. Infatti, sul mio biglietto da visita c’è scritto “Creative Director”. Sono, in sintesi, quella figura all’interno di un’agenzia di comunicazione che definisce e controlla la coerenza delle linee creative sia delle campagne dei clienti sia dell’agenzia stessa; in pratica il mio compito è fare in modo che il messaggio di comunicazione venga trasferito al meglio e che gli elaborati dell’agenzia risultino efficaci e produttivi per il cliente. Mi interfaccio con gli Art Director e con i Copywriters e partecipo alla definizione dei team di lavoro.

Questo cosa c’entra con la fotografia e con i fotografi? Beh, in realtà il mio ruolo è spesso determinante per il business di un fotografo, perché faccio parte di quel team ristretto che, di concerto con il cliente, sceglie il fotografo giusto per realizzare il lavoro. Un fotografo professionista che voglia iniziare a lavorare con le agenzie deve mettere in conto di avere come primo compito quello di… convincere alcune persone fondamentali (a volte solo una) ad assumerlo! Questo capita sia con le agenzie di comunicazione sia con le aziende un minimo strutturate, per capirci: quelle aziende che hanno un ufficio marketing e nelle quali il titolare si avvale di professionisti che lo aiutano a decidere.

Ma non è forse la stessa cosa in ogni campo? In una coppia di sposi non c’è forse una persona che decide quale sarà il fotografo del loro matrimonio? Sì, e si tratta, di solito, della sposa 😉

Lo stesso modello può essere applicato ad ogni campo della fotografia, se a decidere un Direttore Creativo, un Art Director, una sposa o il Photo Editor di una rivista o di una banca immagini, il problema è lo stesso: devi convincerli a “comprarti”!

Quindi, se vuoi trasformare la tua passione per la fotografia in una professione o se vuoi portare la tua professione ad un livello superiore, è meglio che impari (in fretta) come proporti nel migliore dei modi a chi decide.

Ho pensato a questo articolo dopo aver riletto la bellissima intervista di Gloria a Stefano Pedretti, un bravissimo Art Director che è diventato un fotografo di grande talento, l’ideale sintesi di due figure professionali spesso in conflitto.

Questo articolo vuole essere un piccolo contributo dato da un insider: oggi sarò il tuo “uomo all’Havana” e ti svelerò dall’interno quali sono i criteri decisionali di un Art Director, di un Direttore Creativo e di un Direttore Marketing. Ovviamente si parla principalmente dei miei criteri decisionali, ma parlo spesso con colleghi e clienti… diciamo che i consigli che seguono se non saranno determinanti, quantomeno non faranno danni 😉

Il tutto si può riassumere in una serie brevissima di punti chiave:

1) Contatta la persona giusta nel modo giusto

2) Devi colpire e rimanere impresso

3) Non farti dimenticare, non scoraggiarti e non essere permaloso/a

4) Sii accessibile e disponibile

5) Rispetta il tuo cliente e il prodotto

Mmm… detta così sembra semplice, ma vediamo punto per punto cosa comportano per te queste semplici “regole”.

1) Contatta la persona giusta nel modo giusto

È totalmente inutile che tu perda tempo e denaro telefonando a tutte le agenzie e tutte le aziende Italiane alla ricerca di un appuntamento.

Gli Art Director non hanno tempo, si faranno negare ogni volta e tu non otterrai nulla. Se un Art Director ha tempo per ricevere tutti i fotografi che si propongono per telefono, o lavora poco (magari perché non è molto considerato) o lavora per un’agenzia o un’azienda in crisi. In ogni caso, perderai il tuo tempo.

Ovviamente ci sono delle eccezioni: ci sono Art Director bravissimi, molto organizzati e molto disponibili che ricevono tantissimi fotografi e fanno molto bene il loro lavoro… ma si contano sulle dita di una mano.

Per prima cosa, devi contattare CHI DECIDE, parlare con un intermediario o con una figura “collaterale” è inutile. È fondamentale che le tue foto vengano viste e valutate da chi sceglie i fotografi. Quindi cerca di capire chi è questa persona. A volte non è facile, soprattutto nelle grandi aziende tendono a non dare nominativi e indirizzi e-mail e rischi di essere rimbalzato/a da impiegate e assistenti efficientissimi! Come fare?

Con un po’ di pazienza, selezionando con cura POCHE agenzie e aziende con le quali vuoi FORTEMENTE collaborare, perché puntare nel mucchio è, ancora una volta, inutile.

Poi, come dicevo, con pazienza, cerca di trovare su internet il nome del tuo interlocutore ideale. Se non lo trovi, alza il telefono e chiama, chiedendo esplicitamente il nominativo e l’indirizzo e-mail di chi si occupa della selezione dei fotografi. Hai a che fare con professionisti, spesso oberati di lavoro, ma se sei gentile e simpatico/a, avrai ciò che cerchi. Sii sincero/a, non raccontare balle! “Salve, sono XY fotografo specializzato in ………… vorrei inviare un brevissimo portfolio alla persona che, all’interno della vostra azienda, si occupa della selezione dei fotografi con cui collaborare”. Sii gentile, chiacchiera con la persona che ti risponde e falle capire che hai selezionato la loro agenzia in base al lavoro che fanno e che credi di poter dare un apporto professionale e creativo. Vai a vedere il sito internet dell’agenzia/azienda prima di chiamare, documentati! Se capisco (io e i miei collaboratori) che mi hai scelto in base ad un elenco trovato a caso, NON HAI SPERANZE!

Non chiedere direttamente un appuntamento, NON HANNO TEMPO, chiedi solo la mail alla quale inviare il portfolio. Se ti danno una mail generica, insisti gentilmente per avere un riferimento diretto, fai capire che è importante. Se continuano a darti solo una mail generica… sai già che hai un po’ di speranze in meno di cogliere nel segno 😉

Non ti arrendere, io ho lavorato con fotografi davvero tenaci, che hanno fatto la “corte” alla mia agenzia per anni prima di riuscire ad ottenere una commessa. Alla fine, prima o poi, se sei bravo/a verrà il tuo momento!

Portfolio

2) Devi colpire e rimanere impresso

Come dicevo, è inutile richiedere appuntamenti diretti, ed è poco utile (e molto costoso) inviare via posta un portfolio cartaceo. Un portfolio cartaceo è: difficile da mantenere aggiornato, impegnativo da impaginare, costoso da stampare e da inviare per posta… e spesso non arriva sulla scrivania giusta.

Invia un portfolio via e-mail! Ma attento a cosa spedisci e a come costruisci il tuo portfolio.

La tua mail deve avere alcune caratteristiche:

1) Essere breve

2) Essere personalizzata: “Gent.mo Art Director…” fa schifo! “Buongiorno Simone, perdonami se mi permetto di darti del tu, ma seguo il tuo lavoro e so che hai un approccio informale…” come incipit funziona decisamente di più!

3) Devi parlare dei bisogni del tuo cliente NON DEL TUO CURRICULUM. Perché? Perché a me interessa cosa puoi fare per me, non che scuole hai fatto.

4) La mail deve contenere un portfolio in PDF (NO Powerpoint, NO quintali di Jpeg, NO archivi compressi, NO video) che il tuo potenziale cliente possa aprire e vedere SENZA PROBLEMI.

5) La tua mail può, anzi deve contenere un link al tuo sito/portfolio on-line.

Ora veniamo al tuo portfolio in PDF: deve essere BREVE e BELLISSIMO!

Ti giochi tutto nelle prime 5 fotografie. È difficile che io dedichi tempo ad un portfolio che inizia male, quindi ricorda di mettere SUBITO i tuoi pezzi forti.

In totale il tuo portfolio deve contenere fra 20 e 30 immagini, con la possibilità poi di accedere ad un portfolio più esaustivo. Ma le 20/30 foto che metti a portfolio devono dire TUTTO il meglio della tua fotografia. Se hai 15 foto ECCEZIONALI e 5 belle, metti solo le prime 15!!! Le 5 migliori per prime 😉

Il tuo portfolio deve essere aggiornato, non mettere foto di 20 anni fa, anche se ci sei affezionato: ai tuoi potenziali clienti non interessano né l’archeologia né i “gioielli di famiglia”.

Verrai giudicato/a sia per il tuo scatto migliore, ma anche e soprattutto per il peggiore!

Se non hai abbastanza grandi foto da presentare… non sei pronto per questo tipo di clientela.

Infine, cerca di targettizzare: scrivi alle agenzie/aziende che trattano i settori merceologici nei quali puoi dare un vero valore aggiunto… non ha senso contattare una griffe di moda con un portfolio di MERAVIGLIOSI still-life di salumi e formaggi. A volte mi arrivano portfolio di fotografi bravissimi che fanno SOLO Automotive o SOLO foto di nudo. Ma la mia agenzia non ha fra i propri clienti produttori di automobili o di cosmetici per il corpo… bravi quindi, ma inutili.

DOPO che hai inviato la mail con il tuo BELLISSIMO portfolio alla persona GIUSTA, aspetta 10 giorni, alza il telefono e chiama per chiedere un appuntamento. Ti verrà rifiutato, ma persevera, come da punto 3 😉

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3) Non farti dimenticare, non scoraggiarti e non essere permaloso/a

Dopo avere inviato una mail e fatto una telefonata, non abbandonare l’impresa!

Perseverare è FONDAMENTALE. Come dicevo, mi è capitato di fare appuntamenti conoscitivi con diversi fotografi davvero bravissimi e a volte sono passati anni prima di riuscire a lavorare insieme, ma se lasci il segno, prima o poi verrà il tuo momento.

Può capitare che il tuo potenziale cliente stia cercando un fotografo X per il lavoro Y e che tu non corrisponda al profilo ideale per tantissimi fattori diversi: stile, campo di intervento, budget, disponibilità ecc… Ma un rifiuto non è per sempre, può capitare che la stessa agenzia che oggi ti ha “tagliato” domani ti chiami per un servizio dal compenso triplo.

Quindi fatti vivo, mantieni aggiornato il portfolio e invialo di nuovo quando hai delle novità da mostrare. Continua a chiamare (ogni tanto, non ogni mese!) e a chiedere un appuntamento dopo aver mandato il portfolio. Quando verrà il momento giusto tu devi essere ben presente nella mente dell’Art Director e in quella della persona che ti risponde ogni volta al telefono.

Cerca di avere uno stile personale: i “buoni per tutto” sono spesso “perfetti per niente” 😉

Non ti offendere se vieni rifiutato più volte, ti svelo un segreto: NON SEI il miglior fotografo del mondo in tutti i campi… e NESSUNO ce l’ha con te. Se vieni rifiutato è perché c’è chi ha presentato un portfolio migliore o più “giusto” per lo stile che il cliente cerca, o perché il budget non permette di dare a te l’incarico. E veniamo qui al punto 4….

4) Sii accessibile e disponibile

Fra i criteri di scelta di un fotografo, a parità di talento e stile, ci sono sicuramente il prezzo, la disponibilità e il rapporto personale.

Partiamo dal prezzo: i budget esistono e vanno rispettati. Non svenderti, ma non proporti a prezzi fuori mercato: un’agenzia o un’azienda che devono realizzare gli scatti per una campagna da 400.000 euro di budget non possono pagare 40.000 euro il fotografo. Potranno invece investire 20.000/25.000 euro in tutto il servizio, compresi staff e modelli, quindi per il fotografo rimangono circa 2/3.000 euro al giorno, diritti compresi. Se il budget è minore, fai le debite proporzioni 🙂 (tutti i prezzi elencati sono puramente a titolo di esempio)

Sii disponibile: se ti chiamano per un appuntamento devi muoverti tu, non chiedere al cliente di spostarsi, anche perché è importante vedere l’azienda (o l’agenzia) e capire come funziona il business. Fai combaciare la tua agenda con quella dei tuoi clienti.

Infine, sii gentile, simpatico e non invadente. Se ti viene chiesto un apporto creativo devi essere pronto a darlo, ma se la creatività è già stabilita, non impuntarti… ed eccoci infatti all’ultimo punto!

5) Rispetta il tuo cliente e il prodotto

Se riesci ad arrivare alla fine della selezione e hai l’opportunità di ricevere l’incarico, rispetta chi ti assume e il prodotto che devi scattare.

Il tuo cliente investe nelle tue foto gli sforzi di anni di lavoro, nel caso dell’agenzia il rapporto di anni con un cliente. Tu per una foto inefficace puoi perdere una commessa, l’agenzia può perdere un cliente importantissimo e il cliente gettare alle ortiche centinaia di migliaia di euro di budget pubblicitario.

Quindi rispetta le esigenze e le richieste del tuo cliente e ricorda sempre che, se vuoi fare il professionista significa che (scusa se sono diretto) SCATTI PER DENARO, non per l’arte della fotografia. La tua integrità e la tua porfessionalità DEVONO essere rispettate e salvaguardate, ma non sei (in quel momento) un artista, sei un professionista assunto per fare un lavoro. Se vuoi fare arte, porta il tuo portfolio nelle gallerie, non nelle aziende.

Le agenzie e le aziende non assumono un fotografo per avere fotografie BELLE, ma perché vogliono fotografie efficaci che aiutino a VENDERE il prodotto. Non c’è nulla di male a voler fare fotografia con obiettivi diversi, ma non su commissione.

Ricorda che sul prodotto che scatti, l’azienda e l’agenzia hanno investito anni e anni di lavoro nella costruzione di un’immagine coerente e studiata con attenzione e professionalità.

Perdonami se insisto, ma ho sentito troppe volte fotografi chiedere rispetto per il proprio lavoro e non darne nemmeno un goccio al lavoro dei professionisti che lo hanno assunto. La credenza che tutti gli Art Director siano degli isterici che non capiscono la fotografia e che tutti i Direttori Marketing siano degli ignoranti è FALSA.

Quindi, cerca di dare il tuo apporto creativo e di lasciare la tua impronta, perché questo è ciò che l’agenzia e il cliente vogliono, perché hanno scelto te! Ma rispetta loro e il prodotto. In uno scatto pubblicitario il protagonista non sei tu, non è la modella o il panorama ma… il prodotto! 🙂

Se entri nell’ottica di rispettare la “visione del mondo” degli Art Director, diventerai per loro un interlocutore privilegiato e di GRANDISSIMA IMPORTANZA. Se l’Art Director e il Direttore Marketing riconoscono in te un partner propositivo, competente, talentuoso e corretto… avrai dal rapporto con loro grandi soddisfazioni professionali, personali ed economiche (che non guasta mai).

Beh, direi che è tutto, spero che questo articolo ti sia stato utile e ti invito a scrivere un commento per confrontare le nostre opinioni, le nostre esperienze personali e i diversi punti di vista!

A presto e buon lavoro.

Simone Poletti

Accademia di PostProduzione: richiedi info sulle prossime edizioni!

Interviste
Un fotografo versatile dall’animo rock: intervista a Stefano Pedretti

BAKE OFF ITALIA © STEFANO PEDRETTI

18/11/2014
Gloria Soverini
1 commento ]

Un fotografo versatile dall’animo rock: intervista a Stefano Pedretti

Com’era già successo in occasione di una precedente intervista, quando Simone Conti mi aveva suggerito il nome di Jee Young Lee, anche in questo caso il nome del fotografo oggetto delle mie domande mi è stato suggerito, questa volta da Simone Poletti.
“Vieni un attimo di qua”, dice dal suo ufficio, e mi mostra i ritratti che Stefano ha realizzato per l’ultima edizione di “Bake Off Italia”: colpita nel profondo (ammetto di essere un’accanita fan del programma) ed impressionata da tutti gli altri lavori e dai numerosi progetti paralleli, capisco che ho davanti il prossimo intervistato di FotografiaProfessionale 🙂

I ritratti ufficiali di Bake Off Italia © Stefano Pedretti
I ritratti ufficiali di Bake Off Italia © Stefano Pedretti

FP: Ciao Stefano, benvenuto su FotografiaProfessionale!
Quando è nata la passione per la fotografia? Hai mai partecipato a corsi, preso lezioni, o sei completamente autodidatta?

SP: Sono autodidatta, come in tutto quello che mi è capitato di fare.
Per quanto riguarda la fotografia venivo da quasi 10 anni di art direction per cui non è stato un iniziare da zero.
Passione per la fotografia non so, ho sicuramente la passione per l’immagine e la macchina fotografica è uno strumento, al pari di una matita, ma la matita non la so usare. LEGGI TUTTO >>

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