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Brindo alle balene… e ai piani ben riusciti!

IL BRINDISI POST DIPLOMA

09/03/2017
Simone Poletti

Brindo alle balene… e ai piani ben riusciti!

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Sono già passati alcuni giorni ma, come sempre, l’eco emotiva di un finale d’Accademia si trascina per settimane.

 

Il finale d’Accademia di cui parlo sono i 4 giorni di workshop che concludono ogni edizione della nostra Accademia di PostProduzione. Questi, a loro volta, si concludono con l’esame che diploma i migliori allievi del corso.

Sai cos’è l’Accademia di Post vero?

Ne ho già parlato davvero tante volte, ma se non ne hai mai sentito parlare, qui trovi tutte le info che ti servono: Accademia di Post 2017.

L’Accademia è un percorso di circa 4 mesi, ed ora che abbiamo terminato la IV edizione credo di averne capite alcune chimiche tipiche. Molte altre però sono peculiari di ogni singolo gruppo di allievi.

Percorrendo insieme una strada lunga 16/18 settimane, lavorando insieme e provando insieme le stesse difficoltà, gli stessi successi e raggiungendo traguardi comuni, si crea uno spirito di “corpo”, una coesione all’interno del gruppo davvero importante. Devo dire che l’atmosfera che si respira in Accademia rimane davvero unica e difficile da spiegare chi non l’abbia provata 😉

 

Al lavoro nelle giornate conclusive

Pensa solo al fatto che, gli allievi dell’Accademia, hanno un modo di chiamarsi fra loro “Balene” che spesso non viene del tutto compreso all’esterno. C’è una ragione molto seria e concreta per quel “soprannome”, ma se vuoi scoprirla… Dovrai venire in Accademia!

Fa parte, come dicevo, di un’atmosfera unica e davvero intensa.

Si respirano le aspettative e la determinazione di ognuno, la voglia di superare i propri limiti e di raggiungere gli obiettivi che mano a mano, settimana dopo settimana, si vanno chiarendo sempre più.

L’Accademia è una mezzofondo corsa a velocità sostenuta: un percorso relativamente breve (per scelta), ma denso di contenuti e sfide appassionanti.

Breve, dicevo, perché chi ha degli obiettivi da raggiungere e ha preso delle decisioni che riguardano il proprio futuro, non può aspettare anni per avere dei risultati tangibili.

Per questo l’Accademia dura 4 mesi: per permetterti di avere subito quello che ti serve per accettare le sfide del mercato in un mondo, quello della fotografia e della post, che non aspetta.

Per questo abbiamo creato un percorso didattico che è, in realtà, un grande acceleratore di risultati e un grande stimolatore di voglia di fare e di ottenere progressi reali.

 

L’ho scritto anche in una recente email: “Se hai solo voglia di passare il tempo facendo qualche foto e imparando due tecniche di post per far bella figura con gli amici, allora no, l’Accademia non fa per te. Ci sono tantissimi workshop, modelsharing e giornate dedicate a questo in giro“.

Ma se per te la fotografia e la post non sono un semplice passatempo, se vuoi risultati, se vuoi raggiungere degli obiettivi concreti e ottenere soddisfazioni, anche economiche, allora l’Accademia è il posto giusto per te.

 

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Quattro mesi passano in un lampo per una persona motivata e che abbia veramente voglia di mettersi in gioco e di dare una svolta decisa alla propria carriera professionale come fotografo, ritoccatore, assistente digitale, grafico, ecc…

Diventano quello che è l’Accademia per i suoi allievi: un’esperienza appassionante, divertente, intensa ed appagante.

Per questo i 4 giorni finali sono una “botta emotiva” così intensa e dura così a lungo…

Lo so, ho la faccia di quello burbero e un po’ orso, ma in realtà sono un gran sentimentale e mi affeziono tantissimo a chi compie questo percorso. E mi sento davvero molto responsabilizzato nei confronti delle persone che investono l’Accademia di un ruolo spesso davvero importante: quello di aiutarli a cambiare le cose.

Per questo mi ritrovo a guardare tutti negli occhi durante quegli ultimi 4 giorni e a ricordare loro perché sono lì e quanta strada hanno fatto. “Ragazzi, vi ricordate come eravate 4 mesi fa? Vi ricordate cosa sapevate fare allora e vi rendete conto di cosa siete in grado di fare oggi?”

Per questo poi, quando si arriva alla fine, diventa difficile non commuoversi quando alle parole “Complimenti, esame superato” segue un abbraccio liberatorio 🙂

 

In questi 4 mesi ho visto persone “normali” fare cose eccezionali, ho visto tanti tenere duro davanti a mille difficoltà e ottenere poi il premio che meritavano. Ho visto Mattia ed Emanuele partire quasi da zero e diventare davvero bravi: è un inizio, certo, ma che inizio!

Ho visto Davide e Andrea affrontare momenti che solo in pochi conoscevamo e venirne fuori con grande grinta. E con mio grande orgoglio.

Ho visto Debora andare un po’ in crisi per poi, lei piccola donna emiliana, tirare fuori una “cazzimma” incredibile e finire con un gran sorriso e mille “Ok, ok!” 🙂

 

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Ne ho citati solo alcuni, ma sono orgoglioso del percorso di ogni singolo allievo dell’Accademia IV, come di quelli delle edizioni precedenti. E sono orgoglioso soprattutto dei risultati che stanno ottenendo DOPO l’Accademia di Post, tracciando la propria strada e determinando i propri successi.

 

E le cose sono andate così bene, sono stati così tanti gli allievi che hanno cambiato davvero le cose nella loro vita professionale che abbiamo pensato: come possiamo far sì che l’Accademia migliori ulteriormente e permetta di ottenere risultati ancora maggiori?

Sai come si dice, no? “Squadra vincente non si cambia”.

Ecco, noi abbiamo cambiato tutto, rivoluzionando il programma e trasformandolo per renderlo ancora più efficace, professionalizzante e produttivo.

Se vuoi puoi scoprire tutto quel che c’è da sapere sulla Nuova Accademia di Post da questa pagina. Scoprirai che abbiamo creato due percorsi successivi e che puoi scegliere tu a che livello arrivare e a che punto fermarti. Scoprirai che abbiamo aumentato le giornate dal vivo e inserito più sessioni fotografiche per farti provare esperienze vere e formative sul campo, insieme ai migliori professionisti del settore. Scoprirai che l’Accademia di Post oggi è davvero l’unico percorso in Italia che ti permetta un processo di crescita così importante in così poco tempo.

 

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Non ci sono trucchi o metodi miracolosi. Niente formule americane del successo o nomi esotici. Nessun “guru” del successo senza sforzi.

L’Accademia è lavoro intenso, impegno, esercizio sul campo, prove pratiche, lezioni in live streaming, workshop dal vivo, tecnica, studio, compiti a casa, entusiasmo, voglia di fare e risultati. Risultati concreti, reali e misurabili settimana dopo settimana.

 

Per aiutarci in questo lavoro così impegnativo, da quest’anno siamo affiancati dal nostro Partner Ufficiale FujiFilm Italia che fornirà macchine fotografiche per gli shooting e altre cose interessanti, e dai nostri Partner Tecnici Wacom e Mafer che ti permetteranno di affrontare le giornate dal vivo con i migliori strumenti possibili.

Insomma, finisce con grandi emozioni un percorso fantastico e siamo già pronti ad iniziarne subito uno nuovo e appassionante.

E sarà spettacolare perché, come diceva un famoso personaggio dei telefilm (ricordi chi?): “Adoro i piani ben riusciti!

Se hai voglia di scoprire quanto bravo puoi diventare, ti aspetto in Accademia 😉

A presto e buon divertimento.

Simone Poletti

 

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Tecnica Post-Produzione
12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (2a Parte)

12 COSE DA EVITARE: LA SECONDA PARTE!

04/11/2016
Simone Poletti
1 commento ]

12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (2a Parte)

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Ci sono altre 6 cose da evitare nella post di una fotografia. Altre 6 tremende “trappole”!

 

Qualche giorno fa ho iniziato ad elencarti quelle che, secondo me, sono le 12 cose da evitare per ottenere una post di qualità, quelle che devi fuggire come la peste se vuoi che le tue immagini siano belle, salve e naturali 😉

Le prime 6 “Cose da Evitare” le trovi qui, nella prima parte di questo articolo, ma ricapitoliamole brevemente:

  1. Non sfruttare al meglio le potenzialità del RAW
  2. Applicare regolazioni contrastanti
  3. Non considerare i Profili Colore
  4. Schiarite locali con effetto “Luce Divina”
  5. Desaturazione selettiva
  6. Colori iper-saturi e innaturali

Sono tutte cose che anche io ho fatto, almeno una volta, per poi capire che erano dannose, quindi se anche tu hai una foto che fa parte della lista… non te ne vergognare!

Da anni mi occupo di editing delle immagini e di formazione nel campo della post, e so che esistono le mode e alcune cose sono irresistibili…

Tutti abbiamo maltrattato un HDR, almeno una volta nella vita.

È un passaggio importante nella vita di ogni fotografo/ritoccatore.

Un trauma dal quale si deve guarire, uscendone migliori 😉

Ma capita che qualcuno rimanga catturato nella rete degli aloni e della iper-saturazione, quindi può essere utile che io finisca la mia lista e ti elenchi le

Altre 6 cose che dovresti sempre evitare quando correggi le tue foto (Seconda parte da 7 a 12)

PS: Come nel precedente articolo, userò degli esempi pratici, torturando appositamente alcune fotografie di Simone Conti.

Se sei una persona sensibile e dallo spiccato senso estetico… non proseguire nella lettura, potresti soffrire molto.

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Tecnica Post-Produzione
12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (1a Parte)

DESATURAZIONE SELETTIVA? NON LO FARE!

13/10/2016
Simone Poletti

12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (1a Parte)

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Ci sono 12 cose da evitare, cose che possono rovinare la post di una fotografia anche solo a nominarle.

 

Proviamo: “Desaturazione Selettiva“. Ecco, vedi?

Ogni tanto incontro un amico di vecchia data o mi presentano qualcuno e mi viene chiesto “Cosa fai nella vita?

Ho riformulato la risposta tante volte, in base all’evoluzione del mio ruolo professionale e in base all’umore del periodo. Ultimamente rispondo:

“Fra le altre cose, insegno ai fotografi ad usare Photoshop senza farsi male”.

La definizione è riduttiva e non spiega nel dettaglio cosa faccio io o cosa fa FotografiaProfessionale, ma ha tre grandi pregi:

1) chiarisce il “succo”

2) è sintetica e soprattutto…

3) la capiscono tutti 😉

Nel mio ruolo di “Istruttore di Anti-Infortunistica per Photoshop“, mi capita spesso di parlare con fotografi e ritoccatori. Durante i workshop, durante le giornate di Accademia, in occasione dei seminari e degli eventi a cui partecipo in giro per l’Italia, ma anche rispondendo a post su Facebook, email e messaggi privati.

E capita sempre più di frequente di discutere di questa o quella tecnica, di certi effetti e certe mode tipiche del ritocco.

Soprattutto durante le lezioni dell’Accademia di Post cerco di indirizzare i miei allievi il più lontano possibile dagli “scogli” che possono essere davvero dannosi per le loro fotografie e per la qualità della loro post.

Ho cercato di riassumere i consigli che do di solito in Accademia in alcuni punti, alcune cose che secondo me un fotografo non dovrebbe fare mai, o dovrebbe smettere di fare subito! Eccole qui insieme a qualche esempio di immagine devastata dal ritocco.

12 Cose che dovresti sempre evitare quando correggi le tue foto (Prima parte: da 1 a 6)

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Post-produzione
Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

COME EVITARE DI PRENDERE UN “PACCO”?

22/09/2016
Simone Poletti
3 commenti ]

Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

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Lavoro in un’azienda che fa corsi di formazione, quindi ti avverto fin dall’inizio: in questo articolo non mi sentirai parlar male di chi fa corsi.

Ma, facendo formazione da diversi anni, mi rendo conto ogni giorno di più che molti sono un po’ disorientati dalla presenza sul mercato di un’enormità di workshop e corsi di fotografia e di post-produzione.

Diciamoci la verità: tanti fotografi che facevano un po’ fatica a “tirare fine mese” si son messi a fare corsi, forse invogliati dal successo di team più strutturati, come il nostro o altri che sono su questo mercato da anni.

Ci sono anche tanti fotografi che hanno iniziato a fare corsi spinti dai loro amici e conoscenti, perché sono semplicemente bravi ad insegnare!

Ci sono poi tanti che vengono ai workshop o acquistano video-corsi e pensano “Posso farlo anche io!“. Così il giorno dopo aprono una pagina Facebook e si mettono a distribuire tutorial o a vendere corsi live.

Chiariamo subito un punto: non c’è niente di male. Chiunque si lanci in una nuova impresa ha la mia solidarietà.

Anzi, alcuni sono davvero bravi e la concorrenza fa solo e sempre bene: tiene “alta l’asticella” e ti ricorda ogni giorno che devi migliorare costantemente e tenerti aggiornato.

Il successo di FotografiaProfessionale è dovuto a tre fattori: alla nostra bravura (scusa l’immodestia, ma è vero), al sostegno e allo sprone dei nostri utenti (fantastici!) e al fatto che ci sono tanti colleghi bravissimi che ci costringono a fare sempre meglio.

 

Poi, come è sempre accaduto in ogni campo (anche nella fotografia, è solo questione di tempo), quelli bravi rimangono e hanno successo, quelli scarsi scompaiono nel nulla e cambiano mestiere.

Quindi, se il problema non è la concorrenza o il fatto che ci siano tanti fotografi che fanno corsi e workshop, qual è?

Il problema è che tu, come utente interessato a questi workshop o a questi corsi, spesso non trovi gli strumenti per capire cosa è valido e cosa no.

Spesso ai miei workshop mi sento dire “Ho fatto decine di corsi prima di trovare voi, provavo un po’ a caso prendendo anche grosse fregature”.

Come fare ad evitare quelle fregature e andare dritto al punto, trovando subito il corso o il workshop che fanno per te?

Beh, credo che si possa stilare un piccolo “Vademecum dell’aspirante allievo”, una serie di piccoli ma utili consigli per facilitare la tua scelta.

Non ti preoccupare, sarò breve e non dovrai studiare un tomo di 1000 pagine per imparare quattro banalità. Mi affiderò all’esperienza, al buonsenso e… alla sintesi 😉

Sarò breve e sintetico
Sarò breve e sintetico

10 semplici regole per scegliere un video-corso o un workshop di qualità e non prendere pacchi

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Il tuo Post in Accademia…

GLI ALLIEVI DELLA PRIMA ACCADEMIA BRINDANO ALL’ESAME SUPERATO

06/09/2016
Simone Poletti
3 commenti ]

Il tuo Post in Accademia…

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Ok, non ho resistito, scusa per il gioco di parole ma… il tuo Post in Accademia di Post: era troppo stupido per non scriverlo 🙂

Sabato 8 Ottobre inizia il 4° corso di Accademia di Post e questo mese di attesa evidentemente influisce sul mio umorismo.

Prima di tutto, sai cos’è l’Accademia di Post, vero?

Riassumendo brevemente: l’Accademia di PostProduzione di FotografiaProfessionale è un percorso didattico di circa 4 mesi, pensato e strutturato per chi non ha tantissimo tempo: fra lezioni in diretta via web, “compiti a casa” con correzione in video, giornate di workshop dal vivo, video-corsi, ecc… ecc…

 

Quella che noi chiamiamo Accademia, o “Acca”, è uno strumento progettato per i ritoccatori, per chi vuole trasformare la Post in una professione, ma anche per il fotografo che desidera migliorare le sue conoscenze e rendere più veloce e professionale il suo flusso di lavoro.

 

Ad oggi l’Accademia di Post è stata frequentata da circa 50 allievi (i corsi sono a numero chiuso) e fra di essi abbiamo avuto: fotografi professionisti, ritoccatori e grafici pubblicitari, assistenti digitali, fotografi matrimonialisti, appassionati di fotografia, studenti… L’unica caratteristica comune è sempre quella: tanta voglia di crescere e di prendere in mano le cose.

Fare. Credo che sia la parola più usata in Accademia.

Gruppi di lavoro in Accademia
Gruppi di lavoro in Accademia

 

La didattica è importante, le tecniche sono importanti, lo studio è fondamentale, ma imparare a “fare”, a mettere in pratica e a trasformare le conoscenze in progetti concreti e remunerativi è la cosa sulla quale in Accademia insistiamo di più.

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Fotografia
Always Learning

PHASE ONE – CERTIFIED PROFESSIONAL

04/08/2016
Simone Conti
1 commento ]

Always Learning

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Non so se lo sai, ma da circa un mese mi sono trasferito negli Stati Uniti. Il mio network qui è ancora piuttosto limitato e sto iniziando a capire come funzionano le cose, il business e i rapporti qui a -9 ore dall’Italia. In mezzo a tutta questa confusione, il trasloco e le pratiche burocratiche, ho deciso di frequentare un workshop di due giorni per prendere la certificazione POCP come Phase One Certified Professional (oppure, in breve appunto, POCP).

Uso Capture One come principale strumento per lo sviluppo dei RAW da quasi 2 anni, scatto con macchine Mamiya/Phase One medio formato a pellicola abitualmente e, quando il budget e la tipologia di lavoro lo consentono, utilizzo senza alcun problema i loro dorsi digitali. Perché certificarsi allora?

Non credo molto nei diplomi o nei certificati: credo sia più importante essere capace di fare e poterlo dimostrare piuttosto che avere un attestato che lo certifica. Credo però che ci sia sempre spazio per imparare cose nuove, anche in campi dove potrebbe essere lecito credere di essere già ben preparati sia dal punto di vista pratico che teorico. A volte approfondire un argomento attraverso un corso (online, dal vivo, pratico o solamente teorico) può sembrare una perdita di tempo (e di denaro), ma almeno nella mia esperienza non lo è mai stato! Anche se alle volte è poco, mi capita sempre di riuscire a imparare qualcosa, che sia dal punto di vista teorico, pratico o anche solamente umano.

Con queste premesse ben chiare in mente ho deciso di inscrivermi al workshop per la certificazione Phase One. Non che credessi mi servisse più di tanto per il mio lavoro la certificazione POCP, ma credo che non sia mai a sufficienza ciò che si conosce… always learning! Mai smettere di imparare!

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Tecnica Fotografica
Bianco e nero in Technicolor

CALIFORNIA LANDSCAPE PHOTOGRAPHY WORKSHOP

20/05/2016
Simone Conti
2 commenti ]

Bianco e nero in Technicolor

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Recentemente mi sono avvicinato nuovamente a un mio perenne amore: la pellicola. In Italia faccio fatica a trovare una offerta e un servizio accettabile per scattare ancora in pellicola, ma negli USA è tutto molto più semplice. La pellicola sta tornando decisamente di moda e anche per lavoro è facile trovare fotografi che tornano all’analogico. Proprio un paio di settimane fa, quattro dei miei rullini hanno subito un ritardo di 48 ore nella abituale consegna (sviluppo, provinatura e scansione in alta risoluzione in meno di 24 ore) perché un fotografo aveva portato al laboratorio dove mi servo 70 rullini scattati per un servizio in una nota azienda con il logo blu con il nome che finisce per “In”… e le mie fotografie di paesaggio erano finite in coda a quella lavorazione.

Visto il mio ritorno alla pellicola con una frequenza maggiore rispetto al passato e la comodità di avere ancora una volta un “laboratorio sotto casa”, ho anche deciso di passare al medio formato, ma senza esagerare con le dimensioni. Di conseguenza ora ho un corpo Mamiya 645 AF e un corpo Phase One 645 AF, tre film back, un Polaroid back e le mie tre focali fisse preferite: 35mm, 55mm e 150mm (circa 20mm, 35mm e 95mm se rapportate al formato standard 35mm). Oltre a questo ho almeno un paio di progetti strani in mente da realizzare con questa attrezzatura, ma di questo forse ne parleremo più avanti in un altro articolo.

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Fotografia
Perché i fotografi non consegnano i RAW: una guida per i tuoi clienti

PERCHé I FOTOGRAFI NON CONSEGNANO I FILE RAW AI CLIENTI?

11/02/2016
Gloria Soverini

Perché i fotografi non consegnano i RAW: una guida per i tuoi clienti

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È un’idea che mi frulla in testa da un po’ di tempo: sempre più spesso, durante i nostri workshop di fotografia e post-produzione o nelle “chiacchierate” con le Balene dell’Accademia, uno dei temi su cui ci confrontiamo maggiormente non riguarda tanto questa o quella tecnica, la scelta di un obiettivo piuttosto che un altro, ma la GESTIONE DEI RAPPORTI CON IL CLIENTE.

Si tratta di un tasto dolente tanto per il professionista che ha appena avviato la propria attività, quanto del fotografo con esperienza decennale.
Perché?
Perché i tempi cambiano ed evolve anche la clientela: se una volta una persona poteva portare un rullino a sviluppare e ritirare le stampe senza colpo ferire, dal momento che ogni processo veniva demandato al fotografo, adesso ci si trova davanti ad un cliente più consapevole che chiede consigli su corpi macchina più performanti, che si diletta con una post-produzione base, che… chiede i file RAW del servizio che hai realizzato per il suo matrimonio.

COSA?!
Respiri e conti mentalmente: 1, 2, 3, 4, 5… 10.000…
Mentre cominci a sentire nella tua testa “O Fortuna” di Carl Orff e conti fino ad un numero improponibile, il cliente sta ancora aspettando che tu gli dica “sì”.

Solitamente, la risposta è “no”.
Ma ecco che appena il cliente si rassegna, sentendosi anche un po’ maltrattato per il rifiuto, ne arriva un altro che chiede la stessa cosa.
Ti è capitato?
A me puoi dirlo, non lo saprà nessuno (più o meno :D): ti sei sentito un po’ maltrattato anche tu, vero? Magari incompreso, perché sappiamo tutti perfettamente che il file RAW è grezzo, che è incompleto, che la foto finita ha bisogno di cure, di riduzione del disturbo e di tutti quei procedimenti che rendono una foto la TUA foto: trattamento colore, contrasto del dettaglio, effetti particolari.

Tutti lo sanno, dicevo… ma tutti chi?

Sei sicuro che il tuo cliente, abituato a sentir parlare solo di megapixel, di zoom ottici, di “filtri integrati”, nelle pubblicità o nei centri commerciali, sappia DAVVERO cos’è un RAW? 🙂
La frustrazione de “il tizio X mi ha chiesto anche la consegna dei RAW, ma secondo te…”, è come un cane che si morde la coda: tu ti senti un po’ offeso, il cliente non capisce perché rifiuti la richiesta, e ognuno resta a rimuginare.

Come fare?
Semplice: credo che il modo migliore per evitare domande come questa sia FARE INFORMAZIONE.

Scegliere e Sviluppare le Fotografie di Matrimonio videocorso gratuito

In FotografiaProfessionale facciamo formazione a fotografi e ritoccatori, ma sempre di più mi sono resa conto che in generale si dovrebbe pensare anche al cliente che a loro si rivolge, perché se è vero che il digitale ha reso la fotografia più famigliare, allo stesso tempo è necessario che ci sia la giusta confidenza e che certi argomenti vengano trattati in modo più approfondito. Insomma: a ognuno il suo!

Di seguito troverai 10 punti sul “Perché i fotografi non consegnano i RAW”, utili sia per te (perché possono darti uno spunto per una risposta articolata), ma soprattutto utili per i tuoi clienti, perché capiscano che rifiuti non perché vuoi tenere le foto per te, ma perché vuoi consegnare il miglior lavoro possibile.
Si tratta delle motivazioni che la fotografa Jessica Kobeissi ha condiviso in un video di qualche minuto, che ho pensato di tradurre per chi non mastica di inglese tanto quanto di fotografia 😉

******************

1. I file RAW non sono il prodotto finale
Come dice Simone Conti, è come andare in un ristorante e pretendere che il cuoco ti dia gli ingredienti e non il piatto finito 😉

2. I potenziali clienti vedono le foto finite nel tuo portfolio, non i RAW
Il tuo stile è il connubio perfetto fra come scatti le foto e come le post-produci

3. I RAW hanno bisogno di sviluppo e procedimenti specifici
Non lo sai ancora, ma tu NON vuoi fare sviluppo e post. Potresti iniziare a piangere

4. Potrebbero esserci editing e post senza il tuo consenso
È come dare a qualcuno la bozza di un tuo manoscritto e poi vedere il libro pubblicato con correzioni ed aggiunte fatte da terzi

5. A volte, la post è davvero necessaria
Correzione dei difetti e rimozione degli elementi indesiderati sono fra gli elementi che rendono le foto il risultato del lavoro di un professionista, e non il frutto del caso. La cura è sia durante lo scatto, che dopo 🙂

6. Molti clienti non sono contenti delle foto non postprodotte
“Se la post è fatta bene, sembra così naturale che non pensi che ci sia… ma c’è, fidati” 😉

7. Qualità più che quantità
Preferisci avere 150 foto bellissime, sviluppate e postprodotte con attenzione al dettaglio, o preferisci avere 2.000 foto non ritoccate, grezze, come se le avesse scattate tuo cugino?

8. Non ce l’ho con te. Parliamone
Non sto dicendo che non ti darò i file RAW perché non voglio che tu sia felice

9. Non voglio che venga giudicato il mio lavoro non finito
“Voglio assicurarmi che qualunque cosa vedano le persone, rappresenti il mio lavoro completo”

10. Perdita di potenziali clienti
La fotografia è un flusso che va dallo scatto alla post, e solo la foto “finita” lo rappresenta pienamente

******************

Posto che ci sono punti che non ritengo necessari condividere (ad esempio l’ultimo, non è un problema del tuo attuale cliente se rischi di perderne altri, è un TUO problema), sicuramente informare la persona che hai davanti, piuttosto che pretendere che immagini o capisca da sola argomenti che conosci perché fanno parte del tuo lavoro, è un buon modo per ritrovarsi a metà strada:
tu sarai tranquillo perché non dovrai “giustificarti”, il tuo cliente capirà che non può avere i file RAW perché si tratta di materiale incompleto e che ci tieni a dare il massimo consegnando fotografie scattate bene e postprodotte in modo professionale.

Ti è mai capitato di sentirti chiedere i RAW? Com’è andata a finire?
Ci sono altri motivi che, magari, hai utilizzato tu stesso e che non hai trovato nell’elenco?

Scrivilo in un commento, la tua esperienza potrebbe essere d’aiuto anche ad altri (o potrebbe essere d’aiuto a te per sentirti meno solo in questo mondo di persone che fanno domande che non vorresti sentire… 😉 )

Gloria

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Tecnica Post-Produzione
Come fai ad ottenere un ritocco di qualità in Photoshop?

COSA CONTA DAVVERO?

08/01/2016
Simone Poletti
2 commenti ]

Come fai ad ottenere un ritocco di qualità in Photoshop?

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«Il giorno in cui smetterai di imparare sarai come un’auto da corsa ferma in mezzo alla pista… in attesa di essere sorpassata da tutte le altre in arrivo».

 

Come fai ad ottenere immagini di qualità con il ritocco in Photoshop?
Detto che il 90% delle volte la risposta è sempre la stessa: “Fai grandi scatti, la post conta per il 10%, come si fa ad ottenere grandi risultati in quel 10% di post?

Secondo me ci sono 5 fattori che contano nel ritocco di un’immagine e hanno un peso diverso sul risultato finale… ecco un po’ di percentuali.

 

Come fai a fare post come X e a raggiungere i risultati di Y?

Sostituisci X e Y con il nome di due fotografi che ti piacciono e il gioco è fatto 😉

È una di quelle domande che io mi sento fare piuttosto spesso, forse quella più gettonata fra le email che mi arrivano ogni giorno.

È normale e credo anche giusto: tutti prendiamo ad esempio i fotografi e i ritoccatori migliori e cerchiamo di carpire i loro segreti: in fotografia contano luce e tecnica di scatto, creatività, costruzione dell’immagine, inquadratura ecc… E in post?
Detto che il 90% delle volte la risposta è sempre la stessa: “Fai grandi scatti, la post conta per il 10%, come si fa ad ottenere grandi risultati in quel 10% di post?

Cosa distingue davvero un ritoccatore di grande livello da uno scarso?

Secondo me ci sono 5 fattori che contano nel ritocco di un’immagine e hanno un peso diverso sul risultato finale… ecco un po’ di percentuali.

 

45% FORMAZIONE TECNICA

È fondamentale conoscere la tecnica: non puoi pensare di affrontare il ritocco a livello professionale se non hai studiato. E non si finisce mai di studiare.

Più diventi bravo e più cose da studiare ed imparare avrai, perché ogni nuova tecnica apre altri orizzonti da esplorare e altre possibilità. Comincia dalle basi di Lightroom, Capture One e Photoshop, senza dar per scontato nulla, e non fermarti mai: il giorno in cui smetterai di imparare sarai come un’auto da corsa ferma in mezzo alla pista… in attesa di essere sorpassata da tutte le altre in arrivo 😉

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Fotografia
Blocco della fotografia? Ti presento il Progetto OCOLOY

BLOCCO CREATIVO CON LA FOTOGRAFIA? NIENTE PAURA, C’è L’OCOLOY PROJECT

10/12/2015
Gloria Soverini
6 commenti ]

Blocco della fotografia? Ti presento il Progetto OCOLOY

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Disclaimer: questo articolo contiene calci nel sedere, concetti “zen”, pensieri e qualche fotografia 🙂

Veniamo a noi.
Lo chiamiamo “blocco dello scrittore”.
Vale anche per i fotografi, con lo stesso nome? Non lo so, ma credo che ne siamo stati affetti tutti almeno UNA volta nella vita – se non ti è mai capitato, complimenti!

Può succedere anche che nel turbinio degli impegni quotidiani ci si dimentichi della macchina fotografica e della fotografia. Magari passi ore in ufficio, poi la spesa, poi di corsa a casa a preparare la cena o a prenderti cura dei tuoi figli; oppure ti rimetti a lavorare a computer, con la tv accesa a far da sottofondo.
Insomma, il tempo è quello che è.

Proprio ieri, Stefano ci ha scritto un messaggio privato su Facebook:
Grazie per il lavoro che fate!! Mi avete fatto rientrare nel mondo della fotografia!

Io, che sono donna e naturalmente curiosa, gli ho chiesto il motivo del suo allontanamento:
Una serie di impegni, lavoro, club MC, famiglia…. Adesso sto riuscendo a mettere tutto in fila e ritagliare del tempo anche per le foto e la post che sto imparando grazie a voi

Come dargli torto? La vita quotidiana è, onestamente, un casino 🙂
Questo è un bene perché significa che le tue giornate sono piene di impegni e ti dai un sacco da fare, ma… la fotografia?
Ce l’hai quella vocina che ti sussurra all’orecchio, di tanto in tanto. O no? Ecco, ti ricorda che c’è qualcosa dentro di te che si esprime soprattutto quando hai la macchina fotografica in mano e no, NON PUOI IGNORARLA. Anche questo è un bene. Sei una persona creativa, e hai il tuo linguaggio per essere nel mondo oltre ai tuoi impegni.

 

2015 © Gloria Soverini

 

Bello, ok, si vede che hai studiato Filosofia e non hai figli, mi dici.
Vero, ma esco tardi dall’ufficio anche io, a casa mi aspettano le pulizie, due gatti e… un orso. L’orso è abbastanza impegnativo, diciamo.
Il lavoro mi tiene occupata durante la settimana ma anche nel weekend, tra workshop, Accademia di Post, matrimoni e reportage di eventi; tralasciando che ho comunque e sempre la macchina fotografica in mano perché, beh, è il mio lavoro 😀 … al di fuori di questi impegni e del brief che devo seguire per il cliente, dove posso canalizzare la mia creatività? Come e quando posso fotografare quando non lavoro, visto che il tempo che ho a disposizione è poco? LEGGI TUTTO >>

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