News ed Eventi
Anarchy in the WPP: il World Press Photo senza regole

ANARCHY IN THE WPP: IL WORLD PRESS PHOTO SENZA REGOLE (FOTO: EVERETT COLLECTION)

27/10/2016
Gloria Soverini

Anarchy in the WPP: il World Press Photo senza regole

Il World Press Photo ha annunciato la nascita di un concorso nel quale sarà possibile partecipare senza doversi preoccupare troppo delle regole

 

Ebbene sì: dopo che negli ultimi anni il WPP ha dovuto gestire la squalifica di numerose foto perché non rispettavano gli standard del concorso, dopo le critiche per la vittoria delle foto staged, dopo che ad ogni edizione nasce una guerra in merito all’uso della post… gli organizzatori hanno pensato ad una soluzione: ci sarà un concorso a sé la cui partecipazione non prevede regole.

 

L’annuncio è stato fatto ieri da Lars Boering, Direttore Esecutivo della Fondazione World Press Photo, nel comunicato relativo alle attività previste nel 2017; al punto #8 del programma si legge che

In October 2017 there will be a new contest for creative documentary photography. […] This contest will be for professional visual storytellers who, in wanting to communicate about actual people, events or issues, deploy creative techniques in constructing, processing and presenting images. This contest will not have rules limiting how images are produced, and will not have categories.

Ad ottobre 2017 ci sarà un nuovo concorso dedicato alla fotografia documentaria creativa. Potranno accedervi i visual-storyteller professionisti che, volendo trattare di personaggi, eventi o problematiche attuali, lo fanno attraverso l’uso di tecniche creative nella costruzione, nell’elaborazione e nella presentazione delle immagini. Questo concorso non avrà norme che limitano come le immagini vengono prodotte, e non avrà categorie]

 

A differenza di quanto avviene con il concorso tradizionale per fotogiornalisti, che l’hanno scorso ha visto la squalifica del 20% dei finalisti e la successiva implementazione di un Codice Etico, il nuovo concorso non sarà vincolato dalla più classica etica del fotogiornalismo.

I fotografi potranno partecipare presentando una foto singola o con una serie di immagini relative ad una storia; i giudici esamineranno le foto e assegneranno i premi per la migliore documentazione sociale, personale, per la presentazione più innovativa e altro ancora.

 

Questa ultima mossa del World Press Photo è la risposta al dibattito in corso riguardo agli standard in materia di fotografia e fotogiornalismo nell’era della fotografia digitale.

L’Australian Professional Photography Awards (APPA) è stato recentemente al centro di questo dibattito dopo che il fotografo di rilievo Ken Duncan ha richiamato l’attenzione sul fatto che Lisa Saad, la vincitrice del concorso di quest’anno, abbia presentato un set di illustrazioni fotografiche.

Se questo nuovo concorso del World Press Photo senza regole guadagnerà rilievo nel settore, forse altri concorsi di prestigio ne seguiranno l’esempio.

Cosa ne pensi?
Scrivilo in un commento!

Gloria

I WANNA BE WPP!

(articolo liberamente tradotto da PetaPixel)

News ed Eventi
Photolux 2015, solo due giorni alla chiusura. Approfittane!

PHOTOLUX 2015, ULTIMI GIORNI!

11/12/2015
Gloria Soverini

Photolux 2015, solo due giorni alla chiusura. Approfittane!

Sta per concludersi l’edizione 2015 del Photolux, biennale internazionale di fotografia di Lucca, dal tema “Sacro e Profano”.
28 mostre tutte da vedere dislocate fra varie location della città, dallo splendido Palazzo Guinigi (dove ho apprezzato particolarmente le esposizioni di James Estrin e di Jordi Pizarro per l’intensità dei lavori), all’affascinante Villa Bottini (tutta per Witkin, con una parte dedicata alla mostra “Crimini Contro l’Umanità”), passando per la Chiesa dei Servi, spazio decisamente particolare che ospita l’esposizione dedicata al World Press Photo 2015 e la mostra di Charles Fréger, e Palazzo Ducale – che varrebbe la pena di essere visitato a prescindere, ma che segnalo soprattutto per la presenza delle foto di Aurelio Amendola, Kenro Izu e Rony Zakaria, in un percorso fatto di bianchi e neri classici, puliti, ma anche di atmosfere sospese e della grana migliore che ci si possa aspettare 🙂

Se non ci sei ancora stato, ti consiglio di recuperare e di organizzarti per gli ultimi due giorni di Festival: non capita di poter camminare in una città bella come Lucca e di imbattersi in così tanti lavori di altissima qualità che parlano al cuore in linguaggi diversi, pur seguendo lo stesso filo conduttore.

 

Chiesa dei Servi
Chiesa dei Servi

Chiesa dei Servi
Chiesa dei Servi

Chiesa dei Servi
Chiesa dei Servi

Villa Bottini
Villa Bottini

Villa Bottini
Villa Bottini

Villa Bottini
Villa Bottini

 

Non dimenticare che, oltre alle mostre, sono previste diverse attività nell’arco della giornata!
Ecco gli appuntamenti dell’ultimo weekend prima della chiusura:

1. Sabato 12 Dicembre

/ WORKSHOP – Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca- San Micheletto

Ore 9:00 – 17:00 – Towel Publishing e Marco Casino.
Ore 9:00 – 17:00 – Visual storytelling con Massimo Mastrorillo, in collaborazione con Leica Akademie Italia.

/ LEICA TALK

Ore 11:30 – Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca – Piazza San Martino:
Fotografia mobile con Giancarlo Beltrame.
Ore 15:00 – Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca – Piazza San Martino:
Immagine e rappresentazione della donna nei media. Nuovi modelli di riferimento con Lorella Zanardo, Paolo Iabichino e Isabella de Maddalena.
Ore 17:00 – Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca – Piazza San Martino:
Vincitori italiani World Press Photo 2015: Arianna Arcara (Cesura, per Andy Rocchelli), Fulvio Bugani, Turi Calafato, Paolo Marchetti, Michele Palazzi, Massimo Sestini, Gianfranco Tripodo e Paolo Verzone con Alessia Glaviano.

2. Domenica 13 Dicembre

/WORKSHOP – Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca- San Micheletto

Ore 9:00 – 17:00 – Towel Publishing con Marco Casino.
Ore 9:00 – 17:00 – Visual storytelling con Massimo Mastrorillo, in collaborazione con Leica Akademie Italia.

/ LEICA TALK

Ore 10:30 – Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca – Piazza San Martino:
Presentazione del libro “DÚO 04 Sobre la Frontera Sur” con l’autore Gianfranco Tripodo, fotografo vincitore World Press Photo 2015.

Ore 11:30 – Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca – Piazza San Martino:
La fotografia non esiste con Efrem Raimondi, fotografo.

Ore 15:00 – Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca – Piazza San Martino:
L’etica nella fotografia di viaggio: cosa sono e a cosa servono i workshop fotografici. Presentazione a cura di FotoImage, con Fulvio Bugani, fotografo vincitore World Press Photo 2015.

Ore 16:00 – Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca – Piazza San Martino:
Paolo Verzone, fotografo vincitore World Press Photo 2015.

Ore 17:00 – Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca – Piazza San Martino:
Presentazione del libro “Manicomi” (Contrasto) con l’autore Gianni Berengo Gardin, fotografo e la prof.ssa Isabella Tobino.

Per ulteriori informazioni, visita il sito del Photolux per consultare programmi ed orari delle mostre. Non fartelo scappare, sei ancora in tempo!

… Se, invece, sei fra quelli che hanno già visitato le mostre, cosa ti è piaciuto di più? Un po’ le mie preferenze si sono capite 😉
Ti aspetto per un confronto o per suggerire agli altri lettori su cosa concentrarsi maggiormente!

Gloria

Palazzo Guinigi
Palazzo Guinigi

Palazzo Guinigi
Palazzo Guinigi

Palazzo Guinigi
Palazzo Guinigi

Palazzo Ducale
Palazzo Ducale

Palazzo Ducale
Palazzo Ducale

Palazzo Ducale
Palazzo Ducale
Fotografia
Fotogiornalismo professionale VS Citizen Journalism: chi vincerà? (3/3)

COME TE LA CAVI CON L’EQUILIBRIO?

05/06/2015
Gloria Soverini

Fotogiornalismo professionale VS Citizen Journalism: chi vincerà? (3/3)

Sono arrivata alla terza parte di questa serie di articoli sul fotogiornalismo professionale e sul punto interrogativo che pende sulla sua testa come una grande spada di Damocle.

Prima di proseguire, ti faccio una domanda anche io: come te la cavi a stare in equilibrio su un cavo sospeso?
Presto capirai cosa intendo…

Nel primo articolo ti ho un po’ provocato (ma a ragion veduta) dicendo che, ormai, il fotogiornalismo è morto; nel secondo, invece, ho riportato a galla questa professione, motivando il recupero con i risultati ottenuti dagli studi sull’Eye Tracking. Ricordi? 🙂

Beh, proprio i commenti che Mauro e Claudio hanno scritto per rispondere al secondo articolo hanno anticipato la chiusura, la sintesi delle posizioni che ho trattato. “In medio stat virtus“, diceva quello, e ha ancora parecchia ragione secondo me.
È un po’ come camminare in equilibrio su un cavo sospeso: da una parte ti attende una distesa di ortiche, dall’altra un bel prato con dell’erba soffice (e un materasso molto grande!)

Passami la metafora, insomma, voglio dire che non puoi negare che esistano le ortiche solo per rassicurarti.
Per essere ancora più chiara, per quanto nel secondo articolo abbia scritto che le persone sono ancora in grado di distinguere una foto di un reporter professionista da una scattata da un “testimone oculare”, diciamo, che si è trovato nel posto giusto al momento giusto e ha immortalato un evento, magari importante, non si può far finta che l’editoria sia in crisi e che sempre più spesso siano proprio le redazioni a preferire le immagini pescate sul web piuttosto che remunerare un professionista assunto appositamente. LEGGI TUTTO >>

Tecnica Post-Produzione
Accademia: i 21 che compiranno l’impresa!

PRONTI PER L’ACCADEMIA? (©TOUCHSTONE PICTURES)

16/04/2015
Simone Poletti
6 commenti ]

Accademia: i 21 che compiranno l’impresa!

Una mattina di maggio li vedrete comparire fra le nebbie dell’Emilia.

Vengono da tutta Italia e hanno tutti motivazioni e necessità un po’ differenti, tutti cercano la stessa cosa, ma anche cose diverse fra loro. Non sanno ancora di essere una squadra, ma sicuramente sono un grande gruppo.

Sono gli iscritti alla prima edizione dell’Accademia di PostProduzione di Fotografia Professionale, la prima vera scuola italiana di Post, un percorso di 4 mesi davvero impegnativo che, sono sicuro, trasformerà completamente il loro modo di intendere la post e l’approccio alla correzione delle immagini.

Sono 21, forse non salveranno il mondo, ma riusciranno a compiere l’impresa?

Giovanni ha iniziato a scattare non da tantissimo, ma ha fatto progressi incredibili e anche nella post credo abbia grandi margini di miglioramento. Paolo lo conosco da un po’ perché ha già fatto altri workshop con noi, oltre che un fotografo è una persona incredibile e credo che tutti trarremo giovamento dalla sua presenza. Pietro ormai è un vecchio amico e sa già che lo farò lavorare duro, ma ci divertiremo. Fabio è indubbiamente un pazzo, ma se son normali non li vogliamo, e si è auto-nominato “guest artist” del gruppo… e chi sono io per negargli questo ruolo? 🙂

Francesca lavora già come assistente, quindi con lei dovremo fare un lavoro di perfezionamento ad hoc. Luca e Massimiliano vogliono aprire un’impresa insieme e avranno tutto il nostro sostegno. Con Alberto ho parlato la prima volta di Accademia durante il workshop di Wedding e dopo poche settimane era già fra i nostri primi iscritti…

E poi ci sono Diego, Laura, Mauro, Franco e tutti gli altri, accomunati dalla stessa passione e dalla stessa voglia di trasformare i sogni in realtà solide e concrete.

Sì, perché si può fare sapete? Si può fare e l’Accademia ne è la dimostrazione pratica. LEGGI TUTTO >>

News ed Eventi
WPP Gender Bender: una questione di genere

“JON AND ALEX” – 2014 © MADS NISSEN

04/03/2015
Gloria Soverini
3 commenti ]

WPP Gender Bender: una questione di genere

Mi ha scosso, non che tu mi abbia mentito, ma che io non ti creda più.
(F. Nietzsche)

Il fotogiornalismo è da sempre una questione di fiducia: in questo grande bacino, in questo insieme eterogeneo di soggetti, situazioni, momenti, il filo conduttore è proprio la fiducia.
Per metà fotografia e per metà giornalismo, questo potente mezzo di comunicazione di massa deve sottostare alle regole di due mondi, non sempre chiare e chiarite, camminando su un vero e proprio filo sospeso fra
a) il documentare storie nella maniera più veritiera possibile (giornalismo)
b) il farlo tenendo un occhio puntato alle aspettative del pubblico nei confronti delle immagini che si troverà davanti (fotografia come linguaggio).

Solitamente, non si pone così tanto in discussione cosa sia e cosa non sia il fotogiornalismo quanto nei giorni seguenti alla premiazione del WPP, il World Press Photo, come se ci ricordassimo tutti improvvisamente che ci sono questioni ancora (o sempre) aperte che necessitano di essere affrontate in profondità.

Ebbene, mentre da una parte c’è chi si aspetta che una foto documentativa sia corredata da una didascalia che ne completi il senso, o che l’immagine basti a sé stessa per raccontare un fatto (ma la foto arricchisce una notizia divulgata o la sintetizza?), dall’altro c’è chi gioisce della strada che sta imboccando quello che viene definito come “nuovo fotogiornalismo”, più mediato, più riflessivo, forse meno diretto anche quando più brutale.
Non è di questo che si compiace chi apprezza le scelte dei giudici del World Press Photo? LEGGI TUTTO >>

Tecnica Post-Produzione
Accademia di PostProduzione: un’opportunità per vivere il cambiamento da protagonista

A COME OPPORTUNITÀ

24/02/2015
Simone Poletti
1 commento ]

Accademia di PostProduzione: un’opportunità per vivere il cambiamento da protagonista

A come Cambiamento,
A come Opportunità.

Oggi, come puoi vedere dall’immagine, mi sono messo la cravatta. Mi sono messo la cravatta perché è giunto finalmente il momento di annunciare una grandissima novità per me e per FotografiaProfessionale.it, ma soprattutto per te.
Oggi posso finalmente annunciarti la nascita dell’Accademia di PostProduzione di FotografiaProfessionale.it!
Cos’è l’Accademia?
L’Accademia è un progetto al quale stiamo lavorando (in assoluto segreto) ormai da mesi, ma è soprattutto una grande opportunità per te e per tutti coloro che vogliano entrare da professionisti nel mondo della fotografia e della post.
L’Accademia di PostProduzione è uno strumento incredibile che oggi hai a disposizione per essere davvero protagonista del cambiamento in atto nel mondo della fotografia.

In questo periodo abbiamo parlato tanto di questi cambiamenti e non lo abbiamo fatto solo noi, lo ha fatto anche Lars Boering – Managing Director WPP (World Press Photo) durante una recentissima intervista a TIME. Boering sostiene che “Molti fotografi vorrebbero fermare questo cambiamento o addirittura tornare indietro, ma la storia della Fotografia ha dimostrato che chi ha tentato di fermare il cambiamenti è stato sempre sconfitto. Oggi – Continua Boering – dobbiamo convivere con il cambiamento, ma non è detto che dobbiamo esserne per forza vittime“.

Quello che sta succedendo è che sempre più persone cercano il proprio spazio nel mondo della Fotografia e le acque si stanno facendo parecchio affollate.
Hai mai sentito parlare di “Strategia Oceano Blu?” Si tratta di una strategia di marketing che (semplifico davvero moltissimo, perdonami) sostiene che quando le acque si fanno troppo affollate e l’oceano diventa ROSSO, invece di combattere con gli altri pesci fino allo sfinimento, conviene cercare altri specchi d’acqua (magari ad un primo sguardo più piccoli) nei quali l’acqua sia BLU, e libera da concorrenti.

Bene, proprio mentre le acque della fotografia (come l’abbiamo sempre intesa) sono sempre più rosse e viverci è sempre più difficile, basta guardarsi intorno per vedere tanti OCEANI BLU, molto più liberi e produttivi.
Di cosa sto parlando?
Sto parlando di tutti quei ruoli che oggi, nel mondo della fotografia e in quello immediatamente adiacente della PostProduzione, sono non solo meno affollati, ma molto ricercati.
Oggi un Ritoccatore Professionista di qualità, professionale e preparato, è una risorsa indispensabile e ricercata.
Oggi la Fotografia non può vivere senza Esperti nella Gestione e nella PostProduzione delle immagini digitali: figure professionali in grado di gestire con grande competenza tutto il processo di editing e preparazione dell’immagine per la pubblicazione.
In questo momento un Assistente Digitale in grado di gestire l’assistenza allo scatto, le attrezzature, i controlli in acquisizione diretta, la prima scrematura e la post delle immagini è per ogni fotografo una spalla fondamentale.
Non solo: prova a pensare ai Fotografi che in questi ultimi 5/10 anni hanno avuto più successo. Te ne cito solo alcuni: Erwin Olaf, Eugenio Recuenco, Dave Hill, Calvin Hollywood, Erik Johansson. Potrei citarne altre decine.
Cosa hanno in comune? Uno stile fotografico MOLTO PERSONALE e uno STILE DI POSTPRODUZIONE altrettanto personale!
Cosa significa questo?
Significa che oggi puoi ancora avere un GRANDISSIMO successo come fotografo, ma se questo è il tuo obiettivo e se vuoi perseguirlo in modo pratico, pragmatico e concreto (senza tanti giri di parole e senza progetti astratti e inconcludenti), DEVI avere la capacità di scattare alla grande con un tuo stile personale e DEVI avere la capacità di ritoccare alla grande con un tuo stile personale. Oppure devi assumere un ritoccatore che lo faccia per te.

Come riuscire ad approfittare di queste opportunità? Come vincere queste sfide?

L’Accademia di PostProduzione di Fotografiaprofessionale.it è una risorsa concreta ed efficace per aiutarti in questo.
Si tratta di un percorso didattico professionalizzante che ti accompagnerà passo dopo passo attraverso le conoscenze e le esperienze che ti servono, in modo PRATICO e PROGRESSIVO.
Grazie all’Accademia acquisirai le competenze tecniche che ti servono, la capacità di svolgere più ruoli con l’agilità che oggi è necessaria, la conoscenza dei diversi ambiti della postproduzione che un professionista deve avere, la capacità di gestire il tuo business e di farne un successo.

DECIDI TU se essere protagonista del cambiamento o se esserne semplicemente vittima.

La squadra dell'Accademia di Postproduzione
La squadra dell’Accademia di Postproduzione

 

Oggi le iscrizioni all’Accademia di PostProduzione non sono ancora aperte, le apriremo solo fra qualche giorno.

Per massimizzare l’efficacia del metodo didattico, l’Accademia è una scuola a numero rigorosamente chiuso, quindi accetteremo solo un numero limitato di allievi per ogni corso.
Per questo, se sei interessato, ti chiedo di inserire i tuoi dati qui sotto, in modo che io possa mandarti quanto prima le informazioni sul programma didattico e tutti i dettagli.
Avrai inoltre la possibilità di riservare il tuo posto prima che le iscrizioni siano aperte a tutti e prima che il numero massimo venga raggiunto.

Nei prossimi giorni ti spiegherò come funziona l’Accademia, come ti sarà concretamente utile, e come mai A, da oggi, è la prima lettera di Opportunità 😉

A presto

Simone Poletti

 

Accademia di PostProduzione di FotografiaProfessionale

News ed Eventi
Immagina una chiesa bianca di Lucca

WORLD PRESS PHOTO 2014

10/12/2014
Gloria Soverini

Immagina una chiesa bianca di Lucca

Immagina una chiesa, bianca, non tanto grande, nascosta fra le vie di una Lucca invasa dai turisti e dagli abitanti in cerca di un regalo di natale, oppure di un semplice raggio di sole, finalmente, dopo tanta pioggia.

Immagina di entrare in questa chiesa e di percorrere in pochi passi un anno di avvenimenti, pochi passi per centinaia di km, lì, tutti insieme, davanti ai tuoi occhi, su pannelli che mostrano fotografie in grado di lasciarti a bocca aperta, di farti piangere, di farti conoscere storie di cui magari non sapevi niente, in un silenzio che non sai bene se sia un riflesso incondizionato per il “rispetto del luogo” o, piuttosto, per il rispetto delle immagini che ti circondano.

Bene.
Adesso puoi smettere di immaginarlo e decidere di andare in questa chiesa, che è San Cristoforo in via Fillungo, e visitare la mostra dei vincitori del World Press Photo 2014, organizzata dal Photolux Festival.

All'esterno
All’esterno

All'interno, visitatori e pannelli
All’interno, visitatori e pannelli
Immagina una chiesa bianca di Lucca...
Immagina una chiesa bianca di Lucca…

Il pubblico è vario
Il pubblico è vario

L'affluenza è tanta!
L’affluenza è tanta!

Lo scrivo subito: non sarà facile uscirne senza ferite, ma non puoi nemmeno far finta di niente.
È il WPP, è la realizzazione fisica di una citazione che avrai sentito fin troppe volte:

Se la foto non è buona, significa che non eri abbastanza vicino

diceva Capa.

Indubbiamente aveva ragione, e la ragione è tutta qui, in questa chiesa. LEGGI TUTTO >>

Post-produzione
TRE DOMANDE SU FOTOGRAFIA E POST: 3) LA POST VA DICHIARATA? E SE SI QUANDO? (3 di 3)

THE MINISTER OF PHOTOSHOP (QUALCHE DUBBIO CHE L’IMMAGINE SIA RITOCCATA?)

29/11/2013
Simone Poletti
4 commenti ]

TRE DOMANDE SU FOTOGRAFIA E POST: 3) LA POST VA DICHIARATA? E SE SI QUANDO? (3 di 3)

Eccoci all’ultima delle tre domande epocali sul rapporto tra Fotografia e Post-produzione 🙂

Fino ad oggi ti ho chiesto: “Quando è giusto ritoccare e quando no?” e “Quanto è giusto ritoccare? Fino a che punto ci possiamo spingere?”

Le risposte sono state davvero tante e varie, ma credo che si sia definita una linea di pensiero, se non univoca, quantomeno abbastanza definita.

Tutti vi siete schierati nettamente CONTRO il ritocco SOSTANZIALE delll’immagine giornalistica e di reportage, alle quali, secondo la nostra piccola ricerca, è giusto forse dare solo una sistemata di contrasto ed esposizione (se serve). Tutti (o quasi) siete d’accordo sul fatto che la fotografia pubblicitaria debba avere dei limiti più ampi e che, soprattutto quando si tratta di soggetti evidentemente non scattabili in natura, ogni modifica sia accettabile. In mezzo a queste due opinioni ben definite ci sono tante sfumature, ma la strada appare tracciata.

Bene, detto questo, pongo l’ultima domanda, un po’ sibillina, alla quale tengo particolarmente:

3) Secondo te, quando una foto viene ritoccata, va dichiarato esplicitamente?

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Post-produzione
Tre domande su fotografia e post: 2) Quanto è giusto ritoccare? Quanto lontano ci possiamo spingere? (2 di 3)

UNA GRANDE IMMAGINE DI DOUGLAS FISHER

03/11/2013
Simone Poletti
3 commenti ]

Tre domande su fotografia e post: 2) Quanto è giusto ritoccare? Quanto lontano ci possiamo spingere? (2 di 3)

Ciao,

scrivo qualche giorno dopo aver pubblicato il primo di questi tre articoli, dal titolo “Quando è giusto ritoccare e quando no?” che puoi leggere qui.

Per prima cosa ci tenevo a ringraziare tutti per la partecipazione e per i toni davvero costruttivi di tutti i commenti, è stato piacevole e interessante confrontarmi con la visione di un gruppo di professionisti e appassionati, e rilancio volentieri con la seconda domanda della serie, in questo post.

Alla mia richiesta “Quando è giusto ritoccare” avete risposto in tanti e con opinioni diverse ma ugualmente interessanti, ne estrapolo solo alcune.

Matteo scrive “Certo, è sbagliato inventarsi una storia…se viene lanciato un razzo non puoi fotografarne 5 perchè fa più notizia…ma ben venga la post-produzione quando ha la funzione di migliorare e non stravolgere il racconto…” ma Eduoardo risponde “Fotografia = scrivere con la luce. Se la foto è ritoccata non può essere più definita foto, non è più scritta con la luce, diviene un immagine, forse arte, forse no (…)” Quindi? riusciamo a trovare una sintesi?

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Post-produzione
Tre domande su fotografia e post: 1) Quando è giusto ritoccare e quando non lo è? (1 di 3)

GAZA BURIAL © PAUL HANSEN

07/10/2013
Simone Poletti

Tre domande su fotografia e post: 1) Quando è giusto ritoccare e quando non lo è? (1 di 3)

In questi giorni, leggendo un articolo sulle nuove regole di World Press Photo per il 2014, mi sono venute in mente una serie di domande sulla post che ho pensato di condividere con te e con gli altri amici di FotografiaProfessionale.

Da un certo punto di vista sono domande nodali, nel senso che coinvolgono l’essenza stessa della post-produzione in fotografia; dall’altro, sono quesiti quasi ovvi, che ognuno di noi (credo) si sia posto almeno una volta scattando e correggendo le proprie immagini.

L’articolo in questione, che probabilmente avrai letto, annunciava l’adozione da parte della giuri del WPP di una serie di nuove regole volte a privilegiare la realtà e la trasparenza... nei fatti, ad un certo “ostracismo” nei confronti della postproduzione. Le famose regole non sono ancora note, ma quanto trapelato porta in questa direzione.

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