Fotografia
Fotografare ti distrae da ciò che stai vivendo?

FOTOGRAFARE AD UN CONCERTO: IL MURO DEL CANTO AL KALINKA DI CARPI

14/06/2016
Gloria Soverini
2 commenti ]

Fotografare ti distrae da ciò che stai vivendo?

È una credenza comune: fotografare ti distrae da quello che stai vivendo. Uno studio recente potrebbe dimostrare il contrario

“Ma come fai a goderti un concerto se non fai altro che fotografare?”

Dopo “Quanti anni hai?” e “Cosa significano i tuoi tatuaggi?”, quella iniziale è certamente la domanda che mi viene rivolta più spesso e, a differenza delle altre due, è anche l’unica cui non sono ancora riuscita a dare una risposta vera e propria.

Fotografo concerti per passione, quindi la domanda è certamente lecita. Il problema è che quando non lavoro ho SEMPRE la macchina fotografica con me nella borsa, anche se la rende scomoda e pesante; i miei amici sanno che quando usciamo, c’è anche la 6D con me (mi deridono? Alla grande), anche se a volte non la uso.

“Come fai a goderti quello che fai se pensi a fotografarlo?”

Oggi mi sono imbattuta in un articolo di PetaPixel in cui si parla di un esperimento, i cui risultati sono stati pubblicati sul “Journal of Personality and Social Psychology” meno di 10 giorni fa, il 6 giugno.

Veniamo al dunque.

Una delle motivazioni che di solito fa storcere il naso nei confronti del far foto è proprio la credenza che l’atto del fotografare distragga dall’attività che si sta effettivamente compiendo; lo studio di cui ti voglio parlare, però, ha dimostrato che scattare foto aiuta le persone a godersi ancora di più le cose. Tadaaaaaaa!

Questo studio psicologico è stato condotto da Kristin Diehl della USC (University of Southern California) e da Gal Zauberman di Yale, e ha coinvolto oltre 2.000 persone: attraverso una serie di 9 esperimenti, ai soggetti è stato chiesto di compiere varie attività, tra le quali prendere un autobus e partecipare ad un concerto.

 

La classifica che confronta i dati per due degli esperimenti
La classifica che confronta i dati per due degli esperimenti

 

Ai soggetti è stato poi chiesto di compilare un questionario in cui veniva chiesto di indicare quanto fossero stati coinvolti in ciascuna delle attività e quanto l’avessero apprezzata; gli scienziati hanno constatato dalle risposte che praticamente in tutti i casi hanno gradito di più le attività proprio le persone che le hanno fotografate, e che ne sono state maggiormente coinvolte.

Due note:

1. il fotografare può aumentare la percezione di una situazione solo se si tratta di qualcosa che coinvolga la persona attivamente (ad esempio, chi ha scattato foto ad un progetto di manufatti artigianali l’ha apprezzato meno di chi ha potuto osservarlo senza macchina fotografica);
2. fotografare eventi negativi ha reso le persone ancora più tristi (forse perché ti obbliga a prestare attenzione?).

Un dato mooooolto interessante è che piacere e coinvolgimento non sono legate all’utilizzo di una vera e propria macchina fotografica: le persone cui è stato chiesto di “scattare immagini mentalmente” hanno riportato le stesse sensazioni.

Fotografare è un atto mentale?

Insomma, la prossima volta che penserai di non portare la macchina fotografica con te, potresti cambiare idea e scattare almeno una foto per “amplificare” la tua esperienza e quello che hai provato 😉

Tornando alla domanda con cui ho aperto l’articolo: non sono sicura di aver trovato la risposta, ma di sicuro mi sento meno incompresa. In realtà, mi ha anche fatto sollevare altre domande…
E tu? Ti ha convinto lo studio?
Lasciami un commento!

Gloria