Fotografia
Fotografia, composizione e arte… culinaria – parte 1di3

© WILLIAM SMITH – FOOD STYLING

22/02/2013
Ingrid Iotova
2 commenti ]

Fotografia, composizione e arte… culinaria – parte 1di3

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Quali sono le figure professionali indispensabili sul set quando il soggetto è un bel piatto di lasagne?
O meglio, quali sono le competenze richieste perché uno scatto food sia perfetto (parlo di competenze, perché spesso – per questioni di budget – ci si deve arrangiare da soli)?
Alcune di queste figure professionali/competenze, sono indispensabili per una vasta tipologia di scatti, tra cui anche lo scatto food.

Il primo, e più ovvio ruolo, è quello del FOTOGRAFO, affiancato da un FOOD STYLIST, che pensi lo scatto ancora prima che venga “impiattato” e scattato, che conosca a perfezione l’oggetto fotografato e che abbia un ottima conoscenza culinaria: sa quanto tempo deve essere bollita la carota perché la sua consistenza sia perfetta per “sostenere la posa” in scatto, senza sbriciolarsi durante la costruzione del piatto, o spezzarsi miseramente dopo pochi minuti.
Ti chiederai forse se questa competenza non sarebbe più propriamente attribuile allo CHEF… diciamo che queste due figure professionali, quando non sono la stessa persona, si complementano sul set: alcuni chef hanno specifiche competenze acquisite in corsi dedicati alle tecniche di “impiattamento” e presentazione dei piatti.
Certo è che occorre qualcuno che sappia cucinare! 🙂

Accanto al food stylist, il “PROP STYLIST” è un’altra figura cruciale… dall’inglese, “props” si riferisce agli oggetti di scena, che nel caso dello scatto food sono piatti, posate e tutta quella serie di complementi che aiutano a comporre lo scatto. Scegliere non è facile: il prop stylist, al pari del food stylist, deve conoscere perfettamente la teoria del colore, saper accostare il “prop” più indicato alla tipologia di texture e forma della pietanza, costruendo il perfetto back ground.

Molte produzioni fotografiche ricorrono al supporto di una PRODUZIONE, che sia una sola persona o un team – a secondo di quanto grossa è la commessa (su questo argomento Simone Poletti ha scritto una serie di articoli raccolti in un eBook gratuito che merita di essere letto prima di avventurarsi in qualsiasi produzione fotografica: puoi scaricarlo dal nostro ecommerce!). Il produttore ha l’arduo incarico di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle (modelli, location, equipe, fotografo, contatti con il cliente e … il budget).

© William Smith – Food Styling

Lo studio fotografico può diventare un labirinto, senza il supporto di un manager. Se lo studio è tuo (che si tratti della cantina, del garage o di una cameretta, sempre uno studio è se adibito allo scatto), è fondamentale che tu abbia chiaro in mente dove è collocata ogni cosa, sempre. L’ordine è fondamentale. La necessità imprevista può metterti in difficoltà, se non sei pronto. I grandi studi fotografici si avvalgono del supporto di un manager di studio, altresì detto “ASSISTENTE DI STUDIO”, che potrà aiutare ogni qual volta occorre reperire qualcosa. Se lo studio è ben organizzato, ne beneficiano fotografo, stylist e produzione.

Il braccio destro ed il braccio sinistro del fotografo, metaforicamente parlando, sono il DIGITAL ASSISTANT/SPECIALIST e l’ART DIRECTOR.
Il primo è spesso compagno di lavoro fidato di un fotografo, con il quale forma squadra fissa: il suo compito è quello di acquisire le immagini scattate, organizzarle propriamente attribuendo correttamente i nomi, archiviare e fare un back-up delle immagini e occuparsi della post-produzione, soprattutto se sono richieste particolari “expertize” in materia. Spesso e volentieri il fotografo stesso si occupa dell’editing delle immagini.

L’Art Director ha l’arduo compito di assicurare che gli scatti rispondano alle aspettative del cliente, combinando insieme skills comunicative (far capire al fotografo esattamente quello che il cliente ha chiesto, è fondamentale) e grande creatività. Fondamentale è anche il suo apporto in fase di editing dell’immagine.

© William Smith – Food Styling

Questo assetto è ovviamente ideale: la realtà è che spesso ci si deve arrangiare e si cura da soli tutte le fasi della lavorazione durante lo scatto food.
Per questo motivo, nei prossimi due capitoli di questa overview introduttiva sull’argomento “scatto food” (iniziata da Simone Conti nel suo articolo che trovi qui) vorrei condividere con te alcuni consigli fondamentali nella creazione dello styling del piatto, che prendono spunto dalle basi di composizione e corretto accostamento cromatico valide per ogni tipo di immagine.

Inoltre, avrai modo di conoscere in altri articoli sul sito, professionisti del settore che ti daranno il loro consiglio!
😉

Ciao,
Ingrid

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