Fotografia
La fotografia come arte e strumento per le arti: la magia di Norman Rockwell

NORMAN ROCKWELL, LA FOTO PREPARATORIA E IL RISULTATO PITTORICO

25/01/2014
Simone Poletti
1 commento ]

La fotografia come arte e strumento per le arti: la magia di Norman Rockwell

Norman Rockwell è stato uno dei più importanti illustratori della storia, forse il più grande fra i contemporanei, sicuramente quello che, più di tutti, ha saputo interpretare una certa America rurale e provinciale.

Un’America fatta di buoni sentimenti e piccoli gesti meravigliosi, rivisti a volte con un’ironia acuta e dolcissima. Anche se non sono particolarmente sensibile alla retorica e anche se alcuni soggetti suonano, oggi, forse un po’ ingenui, devo dire che amo tantissimo Rockwell e la sua visione del mondo.

Rockwell mi ha accompagnato nei miei primi anni da giovane illustratore inesperto e acerbo, le sue fantastiche scene corali mi hanno prima motivato enormemente nell’intraprendere la strada dell’illustrazione e poi, in seguito, mi hanno fatto capire che non possedevo lo stesso talento e che non avrei mai potuto ambire a quei risultati. E se non potevo diventare bravo come lui, che senso aveva fare l’illustratore? Insomma, se ho fatto il pubblicitario invece dell’illustratore, se sono diventato un ritoccatore professionista e se oggi sono qui a tediarti con tecniche di post-produzione e sproloqui sulla bellezza delle maschere e dei livelli… beh, è colpa di Norman Rockwell e del suo inarrivabile talento 🙂

Il negozio del barbiere in tutta la sua magia © Rockwell Museum

Ancora oggi, non posso trattenere un sorriso e una mezza lacrimuccia quando vedo i suoi bellissimi e paciosi Babbo Natale, intenti a leggere le letterine dei bambini o a consegnare migliaia di pacchi.

Ma a questo punto ti starai chiedendo: “perchè stiamo parlando di un illustratore se questo è un blog sulla fotografia e il ritocco?

Beh, intanto perchè l’arte visiva, che sia pittorica o fotografica, che si tratti di collage o di illustrazione, ha una serie di comuni colonne portanti e di regole compositive trasversali. La fotografia nel nascere è stata fortemente influenzata dalla pittura. I primi fotografi erano, di fatto, dei ritrattisti che sipiravano molta della loro opera ai pittori delle epoce precedenti e anche solo l’esistenza di una corrente “pittorialista” nella fotografia testimonia di un rapporto molto sretto fra le due arti. Ma questo lo sapevi già.

Per secoli la fotografia è stata considerata un’arte minore, sussidiaria alla pittura e solo oggi iniziamo a vedere scatti venduti a cifre paragonabili a quelle dei più grandi pittori.

Più scatti per preparare una scena corale @ Rockwell Museum

Rimane però il fatto che pittura e fotografia oggi si influenzano a vicenda in modo molto forte: la pittura è popolata da iperrealisti che riproducono la resa fotografica, come la fotografia tende verso certe atmosfere e un certo trattamento della luce tipico della pittura rinascimentale e fiamminga.

Non solo, come testimonia una bellissima mostra di qualche anno fa, poi divenuta pubblicazione (Norman Rockwell Behind the Camera di Ron Stick), la fotografia ha costituito per Rockwell una insostituibile fonte di ispirazione e uno strumento di lavoro fondamentale. Se hai un minimo di dimestichezza con la pittura contemporanea o magari un amico pittore, saprai che ormai non esiste praticamente più la figura del modello che posa per ora davanti al pittore con il suo cavalletto, i pennelli e il basco in testa… I pittori (quelli che ancora dipingono la figura) ormai utilizzano solo reference fotografiche.

 

Norman Rockwell (a destra) e il fotografo Bill Scovill

Durante la sua carriera Rockwell ha assoldato fotografi professionisti per costruire le scene che poi dipingeva (spesso modificate nelle espressioni e nei dettagli in modo non evidente, ma fondamentale) e che finivano sulle copertine del Saturday Evening Post. In seguito poi ha lui stesso preso in mano la macchina fotografica diventando l’autore di migliaia di scatti che, a mio parere, sarebbero stati comunque di grande valore. Se analizziamo gli scatti del Rockwell fotografo, per quanto spogli e strutturati in modo da costituire solo una traccia da seguire nella pittura, potremo comunque ritrovare in questo bianco e nero morbido e pulito una poetica e una capacità di inerpretare la realtà che sono le stesse del Rockwell “da copertina”. Anche se non è sempre semplice distinguere quelli siucramente non scattati da Rockwell da quelli che potrebbero essere opera sua, rimane dietro a tutti una regia comune dell’autore delle opere.

Insomma, forse i pennelli ci hanno tolto un grande fotografo 🙂

Ma ti invito  a scorrere queste immagini bellissime, confrontando le fotografie e i dipinti per godere delle piccole differenze e della capacità di questo grande artista di rendere le emozioni e i sentimenti, e per entrare in un mondo unico di chiaroscuro e di colore.

Trova le differenze… @Rockwell Museum

Le reference fotografiche di Rockwell testimoniano l’importanza delle fotografia nel lavoro quotidiano dell’artista, ma sono anche dimostrazione del fatto che esistono nell’immagine delle forze, delle meraviglie che nulla hanno a che vedere con la tecnica di ripresa, con l’attrezzatura utilizzata, con la postproduzione applicata. Si tratta di idee, ispirazione e talento. Tutto il resto diventa strumento, come dovrebbe sempre essere a mio parere, al servizio di una grande intuizione, della resa di un’emozione, che sia attraverso la pellicola, atrraverso un file digitale, atraverso una post di grande livello o attraverso i pennelli di un maestro.

Sul treno, Rocwell compare nella prima foto… lo vedi? @Rockwell Museum

Ho inserito nell’articolo alcune delle fotografie preparatorie di Rockwell e i relativi risultati pittorici, ma ti invito a cercare sul web, troverai una galleria infinita di bellissimi dittici e sarà divertente andare a cercare, per ogni foto, il dipinto corrispondente.

Vado a prendermi un gelato, o a suonare con gli amici dal barbiere… oppure aspetterò Babbo Natale 🙂

Ciao e a presto.

Simone Poletti