Tecnica Fotografica
Pillole: “Il Paesaggio” (Parte 3)

THE BLUE HOT POOL

09/10/2011
Simone Conti
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Pillole: “Il Paesaggio” (Parte 3)

The Blue Hot Pool - © Simone Conti

Nelle precedenti due (Parte 1 & Parte 2) puntate abbiamo affrontato il paesaggio da un punto di vista per lo più tecnico. In questa pillola (ultima del ciclo dedicato al paesaggio) vorrei soffermarmi sulla composizione e darti qualche piccolo suggerimento su come enfatizzare uno scatto per evitare che risulti banale.

Il “3” è un numero molto importante sia in natura che in fotografia. La cosiddetta “regola dei terzi”, il fatto che spesso una foto risulti più interessante se comprende 3 soggetti umani (la cosa funziona anche con gli oggetti) piuttosto che 2 o 4… pensa che dal mio viaggio in Islanda ho scoperto che le pecore in quel paese si spostano solo ed esclusivamente a gruppi di 3! Una linea guida compositiva che credo sia sempre da tenere a mente, qualunque sia il soggetto del paesaggio che ti appresti a fotografare, è individuare nel frame 3 importanti porzioni: il primo piano, lo sfondo e… tutto quello compreso tra loro.

Se, ad esempio, ti stai apprestando a scattare un paesaggio marino o lacustre, prenditi qualche momento per osservare attentamente, nel mirino della tua macchina, quello che vedi e come inquadrare correttamente il panorama per renderlo interessante e distinguerlo dalla banalissima foto che ogni amatore potrebbe scattare durante una gita al mare.

In ogni paesaggio marino, lacustre o che abbia come elemento l’acqua, c’è una riva, l’acqua e il cielo.

Posizionare “correttamente” questi 3 elementi, ti aiuterà a “raccontare la tua storia” piuttosto che semplicemente portare a casa un’istantanea.

Come credo ricorderai dalla prima “pillola” dedicata al paesaggio l’ora in cui scatterai probabilmente condizionerà e modificherà la tua “storia”: se il tuo scatto include acqua (che sia mare, lago, baia o pozza) ricordati che se vuoi ottenere un effetto “specchiato” dell’acqua, probabilmente dovrai scattare all’alba poiché in quel momento del giorno sarà più probabile che la superficie dell’acqua sia perfettamente liscia e il vento pressoché assente. Anche la bruma “si alza presto”, quindi se anche questo elemento è presente nel tuo scatto (magari una scena delle colline Toscane) ricordati di puntare la sveglia!

Definiti i 3 componenti principali dello scatto, secondo le linee guida che abbiamo appena visto, dovrai tenere presente un altro importantissimo elemento: la linea dell’orizzonte.

È sempre buona norma evitare di posizionare l’orizzonte esattamente alla metà del fotogramma: il risultato sarebbe decisamente banale!!! L’orizzonte alla centro del fotogramma conferisce identica importanza al cielo e al primo piano evitando di valorizzare entrambi.

Quindi, per decidere dove posizionare la linea dell’orizzonte, dovrai chiederti cosa vuoi enfatizzare: il cielo o il primo piano?

Ricorda che al tramonto o all’alba, le nuvole – non parlo di un cielo grigio piatto, ovviamente – regalano gradazioni cromatiche incredibili; utilizzale per trasformare scatti ordinari in qualcosa di straordinariamente emozionante! Se ti si presenta davanti agli occhi un cielo magnifico con ammassi nuvolosi davvero interessanti va da se che il focus da preferire è quello! Ti consiglio quindi di posizionare la linea dell’orizzonte in corrispondenza del terzo inferiore del fotogramma o comunque un poco al di sotto della linea mediana del fotogramma.

Se invece è il primo piano a meritare l’attenzione, dovrai posizionare la linea dell’orizzonte in corrispondenza del terzo superiore del fotogramma o almeno un poco al di sopra della metà dell’inquadratura. Ricorda che anche piccoli spostamenti della linea dell’orizzonte permettono di spostare in modo deciso il focus di chi guarderà i tuoi scatti!

Scegliere “il centro di interesse” di uno scatto è fondamentale: se osservando la tua foto, alla domanda “cosa volevo scattare?” dovessi impiegare più di 10 secondi a rispondere, hai decisamente “mancato” il focus. Quindi, quando componi la tua foto, chiediti sempre “cosa voglio fotografare?”, “cosa voglio comunicare?”

Dopo che avrai dato risposta a questa domanda, concentrati sulla composizione e su come portare il focus, il “centro d’attrazione” della foto, in direzione di ciò che è il vero “centro di interesse”. Se poi riuscirai a farli combaciare la tua foto “parlerà”, racconterà la sua storia in piena autonomia!

Ricorda di sistemare il punto di messa a fuoco della tua macchina: di default è posizionato al centro, quindi se lo hai spostato per uno scatto fatto precedentemente, ricordati che per scattare un panorama, è consigliabile posizionarlo nuovamente al centro in modo da avere un range di messa a fuoco più ampio. Un altro accorgimento importante riguarda la scelta del diaframma da utilizzare per lo scatto: se puoi una il diaframma più chiuso che hai a disposizione (diciamo f/22, ma comunque non scendere sotto f/10) questo ti permetterà di avere la maggior parte del paesaggio perfettamente a fuoco.

Qualunque cosa tu stia fotografando, laghi, montagne, scogliere o landscape urbani, istintivamente ti sentirai portato ad inquadrare il soggetto dal punto di vista da cui lo si vede abitualmente. Prova ad “andare oltre” e osservare il soggetto da un punto di vista “inusuale”: chi guarderà la tua foto, magari di un paesaggio che ha già visto tante volte, troverà la vostra “prospettiva” decisamente interessante.

Resta sempre valida una buona pratica che ti permette di esercitare il tuo occhio alla composizione: gli scatti di fotografi paesaggisti famosi possono insegnare tanto sulla composizione. Osservali e chiediti perché il tuo occhio li trova così “attraenti”. Ti accorgerai che la composizione è impeccabile, e segue poche ma fondamentali regole: il posizionamento dell’orizzonte, degli oggetti sui terzi e la perfetta gestione della luce. Ieri mattina ho avuto l’occasione di poter osservare dal vivo circa 70 stampe originali di Ansel Adams ed è stata un’esperienza fantastica. Ho visto scene banali trasformate in paesaggio mozzafiato e tante immagini in bianco e nero che sembravano quasi prendere vita. Secondo un caro amico, che era con me, certe immagini in bianco e nero erano talmente evocative da sembrare a colori!

Ieri ho anche avuto una conferma! Diffida da chi ti dice che scattare un panorama non vuole dire necessariamente scattare in orizzontale. La composizione si può sviluppare anche verticalmente… e con quali risultati!!! Provare per credere!

Cosa dire poi della “dimensione”? Le dimensioni contano!

Quante volte hai scattato una foto ad un enorme albero, o ad una formazione rocciosa che ti sovrastava, cercando di trasmettere quella stessa magnitudine e hai scoperto poi, guardando la foto, che il senso delle dimensioni si era perso?

Per ovviare a questa perdita e alla naturale e imprescindibile bidimensionalità della fotografia, cerca di fare uso di riferimenti: aggiungi al tuo scatto una persona, o qualsiasi altro soggetto che possa immediatamente dare il senso delle proporzioni.

Ciao e… buone foto!

Simone Conti

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