Storia della fotografia
Storia della Fotografia: Sebastião Salgado

RITRATTO DI SEBASTIãO SALGADO

12/02/2019
Francesca Pone

Storia della Fotografia: Sebastião Salgado

In queste ultime settimane ero molto indecisa su chi focalizzarmi nel prossimo articolo dedicato alla Storia della Fotografia.

Poi, proprio presentandoti le mostre del mese, ho avuto l’illuminazione: chi se non Sebastião Salgado, soprattutto adesso che è in mostra a Reggio Emilia? 🙂

 

Ho saputo della sua mostra per caso, scorrendo tra le notizie locali. È stata una fantastica scoperta perché da qualche mese ammiro i suoi scatti e, più li guardo, più me ne innamoro (sì, l’ho conosciuto un po’ tardi). Finalmente potrò vederli dal vivo 🙂

Quando guardi una fotografia non c’è solo bellezza nella composizione, nei colori e nei soggetti: ogni scatto ha una storia tutta sua, qualcosa che il fotografo ha voluto raccontare a noi per “aprirci gli occhi”, per farci scoprire un mondo che va oltre le nostre abitudini e conoscenze.

Ed è proprio questa che fa Salgado con la sua fotografia 🙂

 

Ritratto di Sebastião Salgado
Ritratto di Sebastião Salgado

 

Salgado, classe 1944, è di origini brasiliane e nasce prima come economista per diventare successivamente fotografo. Fu attraverso una delle sue prime esperienze lavorative che decise di rendere la fotografia il suo progetto di vita ed il suo lavoro ideale.

Durante il suo lavoro per l’Organizzazione Mondiale del Caffè, Salgado conosce la vera Africa: lo scopo dei suoi viaggi lavorativi era testimoniare i problemi del terzo mondo per trovare soluzioni adatte ed il mezzo con il quale raccoglie le sue memorie non è che la macchina fotografica. Fu quello il punto di svolta della vita lavorativa di Salgado: dopo essersi dimesso, egli iniziò un viaggio lungo tre anni per immortalare l’Africa attraverso il suo obiettivo fotografico.

 

 

 “Non sono spinto dall’idea di fare foto belle o di diventare famoso ma da un senso di responsabilità : io scrivo con la macchina fotografica, è la lingua che ho scelto per esprimermi e la fotografia è tutta la mia vita”

 

Inoltre, per ben venticinque anni, ha immortalato istanti crudeli dei più grandi conflitti mondiali, tra cui quello del genocidio in Ruanda.

Fu proprio quest’ultima esperienza ad aprirgli gli occhi: vivere quell’avvenimento da testimone fece perdere a Salgado la fiducia nell’uomo e nel mondo e lo sconvolse tanto da risentirne anche in salute.

Toccato dall’esperienza di guerra, accantona per un po’ la fotografia per tornare in Brasile: lì, prendendosi cura delle terre di proprietà familiare, si accorse che per lui la fotografia era essenziale. L’esperienza vera e pura a contatto con la natura gli dà, così, ispirazione per un nuovo progetto fotografico che chiamerà “Genesis”: l’obiettivo è quello di rappresentare animali e paesaggi non ancora contaminati dal progresso umano, dando vita a delle immagini in grado di evocare la bellezza e la potenza della natura.

 

 

Non è lo scoop l’interesse di Salgado, tanto meno le notizie viste e riviste: attraverso il suo obiettivo l’artista brasiliano ci permette di andare oltre le credenze superficiali, per farci conoscere condizioni di vita veramente difficili.

Salgado, oltre che un grande fotografo contemporaneo, mi piace definirlo un testimone del nostro tempo; i suoi scatti fermano il tempo e rivelano quello che non siamo in grado di vedere: miseria, fame, abitudini culturali ma anche allegria, amore per la vita e per la natura che ci circonda.

Ogni persona, ogni luogo ed ogni cultura nascondono un segreto: Sebastião Salgado vuole scoprirlo e allora, a modo suo, lo ritrae e lo studia a fondo superando la semplicità ed attribuendo, ad ogni suo soggetto, una molteplicità di significati.

 

Dall’alto dei suoi 75 anni, oggi è sicuramente uno dei fotografi contemporanei più conosciuti del mondo 🙂

 

 

“Se le mie fotografie arrivano ad essere esposte in un museo vuol dire che hanno anche un valore estetico che le contraddistingue, ma non voglio assolutamente che queste siano lette come delle opere d’arte. Infatti, non nascono per essere oggetto d’arte, ma come un insieme di immagini per informare, per provocare discussioni, dibattiti”

 

Al prossimo appuntamento dedicato alla Storia della Fotografia 🙂

 

Francesca[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]