Interviste
Tutte le donne di… Cunene

HOLD THIS MOMENT – © CUNENE

22/01/2014
Gloria Soverini
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Tutte le donne di… Cunene

FP: Ciao Elena, benvenuta su FotografiaProfessionale e grazie per esserti concessa come “prima cavia” 🙂

Cominciamo con alcune domande di rito: da quanto tempo scatti? Quando è nata la passione per la fotografia? Qual è stata la tua evoluzione in questo campo, hai seguito studi particolari o sei autodidatta?

EZ: Ciao Gloria, grazie a te e a FotografiaProfessionale! “Scatto” dal 2009, quando ho immortalato le prime ragazze disposte a posare davanti alla mia compatta rosa. L’ho abbandonata poco dopo, quando le richieste di posare per me sono aumentate. Questa passione è nata per caso, ma è da sempre che sono affetta da un grave disordine creativo-compulsivo, perciò, da quando ho ricordi, ho sempre disegnato, dipinto, manipolato paste modellabili, cucito, costruito e inventato. Solo dopo la laurea ho trovato il canale adatto per sfogare il mio bisogno. Col tempo si è fortificato e alla fotografia si è fusa l’arte digitale, di cui non posso fare più a meno. Il mio percorso di studi è stato costellato da scelte che non definirei del tutto sbagliate, ma differenti; dopo il liceo linguistico ho scelto la facoltà di Psicologia e poi ho trovato impiego come educatrice a scuola. Non ho mai studiato nulla di fotografia o seguito corsi di Photoshop, sono autodidatta fin nel midollo. E non me ne vanto, se avessi maggior tempo probabilmente studierei, o forse no, data la mia pigrizia.

FP: In quali tipi di fotografia sei specializzata?

EZ: Amo particolarmente i ritratti, la maggior parte di essi hanno come soggetto figure femminili.

Childless Mother - © Cunene
Childless Mother – © Cunene

Heart, do not Stand as a Witness Against Me - © Cunene
Heart, do not Stand as a Witness Against Me – © Cunene

Vespertine - © Cunene
Vespertine – © Cunene

FP: Nel tuo portfolio vediamo fotografie di donne bellissime e ricorrenti rimandi alla mitologia e al mondo delle favole. Come e cosa ti fa scegliere l’oggetto dei tuoi progetti fotografici? Parti da un tema per poi costruire il set o ti lasci ispirare dal soggetto?

EZ: E’ tutto un compenetrarsi. E’ ovvio che prima di decidere che tipo di immagine ottenere c’è una preparazione, una ricerca. E soprattutto preferisco sapere cosa il mio soggetto vorrebbe rappresentare, il concetto che vorrebbe sviluppare; si decide insieme. Sono attratta dal mondo del fantastico, sia nel cinema che nella letteratura, e prendere spunto da personaggi storici vissuti realmente o immaginari mi dà la possibilità di reinterpretarli.

FP: Ci sono dei fotografi che hanno influenzato maggiormente il tuo stile, o magari è il mondo della pittura quello che senti più vicino?

EZ: Passo molto tempo a visualizzare lavori altrui, sia di fotografia che di pittura o di arte digitale. Tendo a dimenticare i nomi degli autori, contemporanei o del passato. Cerco di rubare particolari, farmi impressionare dai colori, imparare da loro qualcosa di nuovo, cercando di rielaborare il tutto. Ma mi lascio ispirare anche dalla letteratura, dal cinema, dalla musica che evoca atmosfere e stati d’animo e dalla danza classica e contemporanea che studio da 24 anni.

FP: Passiamo all’organizzazione dei tuoi set. Come si sviluppa e come pianifichi di solito uno shooting? Sei molto istintiva oppure organizzi meticolosamente ogni aspetto?

EZ: Ho un taccuino disordinatissimo su cui faccio schizzi orribili, prendo appunti. Qualche tempo dedicato al brainstorming e poi cominciano a prender forma diverse idee. Non è detto che riesca a sviluppare tutto, e non è detto che rimanga del tutto fedele alle idee iniziali. Mentre la fase del setting e dello scatto è studiata, la fase dell’elaborazione digitale, quella che preferisco, è più istintiva, spesso aggiungo significati, simboli, dando alla scena maggiore impatto.

Valkyrie - The Gathering - © Cunene
Valkyrie – The Gathering – © Cunene

FP: Le tue modelle indossano sempre capi ed accessori molto particolari che si muovono tra lo stile gotico e quello più raffinato; quali sono i tuoi rapporti con il mondo della moda? Quanto tempo e impegno metti nella ricerca del giusto outfit?

EZ: Sono affascinata dalla moda alternativa, spesso mi ritrovo a preparare un intero outfit, ma siccome non sono una buona sarta e non ho pazienza, creo vestiti abbozzati e non perfetti, che poi sistemo in post produzione. Spesso però basta un pezzo di stoffa per fare un abito originale. Quando ne ho l’occasione collaboro con giovani designer. A volte alcune mie modelle si rivelano avere talento sartoriale inaspettato e si presentano con abiti splendidi; questione di fortuna. Pongo maggior attenzione ai copricapi, che costruisco personalmente con cura (è da circa sei anni che costruisco cappelli di ispirazione vittoriana e gotica, ultimamente produco molte fedeli riproduzioni storiche di copricapi del XVIII secolo).

Atropos - © Cunene
Atropos – © Cunene

Aikaterine - © Cunene
Aikaterine – © Cunene

What They Deserve - © Cunene
What They Deserve – © Cunene

FP: Con che macchina scatti? Cosa c’è nella tua “borsa da fotografa”?

EZ: La mia borsa è scandalosamente vuota. Ho una Canon 450D e oltre all’obbiettivo di serie ho da poco acquistato un 50 mm. Nello studiolo ricavato in una piccola e vetusta casetta ho montato un fondale grigio e 2 o 3 flash esterni. Per tutto il resto c’è Photoshop.

FP: Secondo te cosa fa la differenza tra un bravissimo appassionato di fotografia e un professionista? Qual è il passo da fare per salire quel gradino? E’ un passo più mentale o di tecnica pura?

EZ: Né mentale né tecnica, ma burocratica ed economica. Attualmente se non si hanno sicurezze economiche è un salto nel buio, bisogna avere fortuna ed essere tenaci. E avere un curriculum, che non è da sottovalutare; preferisco di gran lunga essere considerata “artista” che “fotografa”.

FP: Che cosa consiglieresti oggi a un fotografo che voglia trasformare la passione in mestiere vero e proprio?

EZ: Deve rendersi conto che una volta diventato un lavoro dovrà fare molte cose che non gli piacciono, noiose e poco allettanti. Se riesce ad affrontare questo e la sua passione va oltre a tutto il resto, allora daje!!

FP: FotografiaProfessionale.it si occupa di fotografia e post-produzione. Nel tuo caso il fotoritocco costituisce una parte importante dell’immagine, quanto tempo impieghi nella post-produzione di una foto? Quanto c’è dello scatto iniziale che poi mantieni, e quanto invece riesci a creare in fase di ritocco?

EZ: Su due piedi direi che fotografia e post-produzione occupano rispettivamente il 50%. Non possono esistere autonomamente, la seconda dà spessore e atmosfera, arriva là dove la mia fotografia non può arrivare. Permette di aggiungere, togliere, modificare. Mi prendo il tempo che occorre per raggiungere un buon risultato, può essere mezz’ora, un’ora o più, di solito sono talmente concentrata che nemmeno guardo l’orologio.

My First Heartbeat - © Cunene
My First Heartbeat – © Cunene

Structure of the Living Things - © Cunene
Structure of the Living Things – © Cunene

FP: Scorrendo le tue fotografie c’è un’impennata straordinaria per quel che riguarda la post-produzione a livello tecnico; hai seguito qualche corso o si tratta di pratica, pratica e ancora pratica?

EZ: Pratica pratica pratica. Sono ormai 10 anni che uso Photoshop, da quando lo usavo per colorare i miei disegni (decisamente poco soddisfacenti). Da un paio d’anni ho ripreso in mano la mia vecchia tavoletta Wacom, 9×13 cm, la grandezza di un cellulare praticamente. Mi permette di disegnare e dipingere a mano libera dando sfogo alla fantasia.

FP: Stai lavorando a qualche nuovo progetto?

EZ: Da quando è iniziato l’anno non ho ancora cominciato seriamente a pensare cosa creare di nuovo, ho qualche idea abbozzata, aspetto che arrivi l’onda giusta. Intanto penso a qualche mostra che ho in programma.

FP: Ora, veniamo alla domanda che ci divertiamo a fare: stai partendo per un lungo viaggio. Puoi portare con te, oltre alla macchina fotografica, una sola ottica: quale sceglieresti?

EZ: Porto la mia compatta rosa! Viaggio da quando ho due anni, i miei genitori sono da sempre viaggiatori folli, in ambito europeo. Ho fatto moltissimi chilometri su un pulmino Volkswagen arancione del ’76 e ho visitato molti posti imparando che devi viaggiare leggero e che quello che vedi lo porti dentro. Una fotografia non porta con sé la temperatura dell’aria, i rumori e gli odori. Quello lo tengo nella memoria. Scatto giusto qualche foto per ricordarmi angoli particolari e momenti buffi. Tutto il resto preferisco viverlo, non attraverso una lente.

FP: Elena, grazie ancora per la tua disponibilità!

Per i nostri amici che leggono, ecco il link al sito di Cunene: http://cunene.wix.com/photo

Ciao e alla prossima intervista!

The Morrigan - © Cunene
The Morrigan – © Cunene