Tecnica Post-Produzione
VOGLIA DI ESTATE? LA THURSDAY POST DI MAGGIO!

LA POSTPRODUZIONE MENSILE DI SIMONE POLETTI

05/06/2014
Simone Poletti
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VOGLIA DI ESTATE? LA THURSDAY POST DI MAGGIO!

Ormai posso ammettere che questo appuntamento è, senza dubbio, il più divertente del mese, almeno per me!

Come accaduto con una certa regolarità da febbraio in poi, eccoci con la Thursday Post (production) di maggio, la nostra post-produzione svelata.

Come ogni mese ti mostrerò un ritocco passo-passo e potrai scaricare GRATUITAMENTE il mio PSD per curiosare fra i livelli e carpire tutti i miei piccoli e grandi segreti.

Nei mesi scorsi mi hai visto all’opera su uno scatto motocicilistico di Simone Conti (ecco qui il post completo di Febbraio) e su un ritratto di Simone realizzato per il nostro Company Profile (ecco qui il post completo di Aprile), oggi invece mi vedrai alle prese con una sfida 🙂

Era settembre dell’anno scorso quando Giacomo, un allievo di lungo corso di FotografiaProfessionale e fotografo dalla grandissima creatività, mi scrisse: “Visto che fra poco verrò a frequentare il workshop di Photoshop Avanzato, perché non ci insegni come fare uno scatto alla Erik Johansson“? Il workshop in oggetto è una due giorni tutta dedicata alle tecniche avanzate di postproduzione con Photoshop, incentrate su ciò che è utile per un fotografo… ma dopo due giorni di duro lavoro fra maschere, livelli, scontorni e regolazioni, un paio d’ore di divertimento ci stavano proprio!

Così, non solo accettai la “sfida” proposta da Giacomo, ma decisi di trasformare il nostro fotomontaggio “alla Johansson” nell’esercitazione finale del workshop. Fu davvero bello scoprire il talento e la voglia di “giocare” di quel gruppo di fotografi e l’esperienza fu davvero positiva… Così, oggi ho deciso di riproporti quell’immagine, il frutto di quell’esercitazione di poche ore fatta insieme alla classe di PostProduzione Avanzata per Fotografi.

Questa è l’immagine che ho realizzato io, ovviamente c’è qualche difetto, il tempo era poco e il mio compito era quello di insegnare, non di fare 😉 ma ho pensato fosse interessante vedere come si possa realizzare un lavoro di questo tipo in tempi ridotti. Credo anche che possa essere divertente per te andare “a caccia di errori” 😉

 

C’era una volta un paesino sulle Alpi che non aveva mai visto il mare….

Al contrario delle altre volte, in questo caso non ho dati tecnici di scatto da fornirti: sono partito da alcuni jpeg “scovati” sul web, scelti in base alla prospettiva e alle possibilità di adattamento.

Ho scelto una bottiglia che fosse facile da scontornare e “ripulire”, un paesino di montagna preso dal basso, un’isola tropicale, un po’ di terra vista di taglio e un’immagine interessante “scattata” al pelo dell’acqua.

Ecco il mio materiale “grezzo”:

 

Gli scatti di partenza

Ho cercato di scegliere immagini grandi, sopra i 2000 pixel di lato lungo, e con una buona qualità di “grana”.

Poi, come un pittore, ho iniziato preparando il fondo, cioè eliminando amo, galleggiante e pesci dall’immagine dell’acqua e allargando il cielo fino ad avere l’inquadratura quasi quadrata che volevo.

Ho usato strumenti semplici, come timbro e cerotto e ho allargato il cielo semplicemente ridimensionandolo in altezza.

Non è stato un lavoro lungo, e non deve esserlo, l’importante è avere le idee chiare, perchè una volta impostato lo sfondo, tutta la composizione dovrà seguirne il punto di vista e la prospettiva 😉

La “tela” è pronta

Una volta pronto lo sfondo, ho scontornato l’atollo, eliminando il cielo originale e rendendolo trasparente, poi ho uniformato le due immagini. Come? Beh, prima di tutto ho regolato i colori dell’isola in modo che fossero coerenti con quelli dello sfondo, poi ho schiarito tutta la parte superiore dello sfondo per accordarne la luminosità con quella dell’isola. Come si dice “un colpo al cerchio e uno alla botte” 😉

In questa fase è essenziale avere le idee chiare sul posizionamento degli elementi, per non dover poi rifare scontorni e regolazioni: io lavoro con uno schizzo fatto a mano, che sia su carta o su Photoshop in un livello che tengo poi ad una opacità utile a seguirne la traccia.

Ecco come si presentava la composizione una volta inserita l’isola misteriosa 😉

Un’isola compare dal nulla

A questo punto viene il difficile… naaa scherzo!

È giunto il momento di scontornare la bottiglia, e un tracciato di ritaglio sarà sicuramente il metodo più efficace e rapido. Una volta scontornata, la bottiglia è stata copiata e incollata sul nuovo documento e poi la ho… svuotata! Una maschera di livello e una selezione del colore interno con “Intervallo colore” ed ecco che il vetro diventa trasparente. La maschera è stata poi “aggiustata” con sfumature graduate, in modo da rendere i lati esterni del vetro meno trasparenti 😉

Ho poi inserito la terra, leggermente deformata e mascherata in modo da entrare perfettamente nella bottiglia… Con Photoshop è decisamente più facile che nella realtà! E ancora più incredibile è come, grazie a maschere e livelli, sia stato possibile inserire un grazioso paesino di montagna in una piccola bottiglia di vetro. È fondamentale, in questa fase, applicare la giusta distorsione (con “altera”) perchè il vetro della bottiglia fa l’effetto di una lente e la curvatura va tenuta presente 😉

Ecco, in tre fasi, il lavoro e il risultato:

Message in a bottle?

Terra!!!

Fino alla vetta

Il lavoro da fare ora è il più importante di tutti: i dettagli!

Ho inserito un livello blu, in metodo di fusione “colore” per rendere più realistico il colore della terra, visto che è sott’acqua, poi ho aggiunto una sfumatura azzurra nella parte della bottiglia che è ancora sotto al pelo dell’acqua ma già sente gli effetti della luce.

Un livello di regolazione “Valori Tonali” ha permesso di rendere le profondità marine più cupe e realistiche.

Infine, ancora regolazioni per rendere più scura la terra nella bottiglia e tutto ciò che è sotto alla superficie e un piccolo dettaglio importante… ho riportato alla luce l’onda sul pelo dell’acqua, per dare più il senso della profondità e della prospettiva.

Nota una cosa: non ho sfocato l’isola sullo sfondo. Perchè? Perchè il cielo è a fuoco, quindi deve esserlo anche l’isola, che è più vicina 😉

Ombre e luci

 

Finito? No, mancano ancora alcuni ritocchi fondamentali per rendere tutto più curato e credibile!

Ho inserito ombre e luci sopra e sotto la superficie, aggiunte grazie a sfumature bianche e nere in livelli semitrasparenti, più livelli ad opacità diverse, per rendere la cosa più semplice da fare e più realistica per chi guarda.

Ho poi aggiunto alcune bolle sotto al pelo dell’acqua, vicino alla bottiglia, immaginando che il movimento di questo oggetto pesante potesse creare qualche sciabordio e un po’ di bolle d’aria venissero trasportate sott’acqua.

Anche le nuvole nel cielo sopra al paesino, pur non essendo necessarie, contribuiscono alla riuscita finale. Credo proprio che la differenza di temperatura fra il paesello alpino e il mare tropicale dovrebbe aver creato un po’ di condensa, e quindi nuvole!!! È bastato scontornarle da un’altra immagine e inserirle fra i vari livelli 😉

Infine, alcuni riflessi più forti, bianchi, per dare l’idea di un forte sole tropicale che si specchia sul vetro della bottiglia.

Ah, dimenticavo, ho reso il cielo un po’ più scuro. Mi piaceva di più, e un ripensamento ci può stare 😉

I dettagli sono importanti

A questo punto io avevo finito…

Ma gli allievi di FotografiaProfessionale sono svegli, bravi e pronti. E anche un po’ pignoli 😉

Infatti, durante il workshop, qualcuno mi ha subito fatto notare che non avevo considerato la rifrazione dell’acqua e che, vista da una lente, la bottiglia non avrebbe mai continuato perfettamente dritta fra la parte sott’acqua e quella all’aria aperta! Beccato!

Ecco quindi l’immagine finale, con un livello in più per “spostare” la parte inferiore della bottiglia e ridimensionarla un po’…

Finalmente finita!

 

Beh, non male per qualche ora di lavoro! La composizione di Erik Johannson dalla quale abbiamo preso spunto è sicuramente più bella e curata, ma posso ritenermi soddisfatto del lavoro fatto sia da me che dalla classe, considerati i tempi e il materiale fotografico a disposizione 😉

Spero che, come io mi sono divertito a realizzare questa composizione, tu abbia apprezzato il post e tutti gli spunti che se ne possono trarre.

Come promesso, qui puoi scaricare il file PSD dell’intero ritocco (dallo sviluppo in poi) così potrai scoprire ogni singola operazione e curiosare fra i livelli.

Ti chiedo, ovviamente, di non pubblicare l’immagine senza credits, ma se vuoi esercitarti e provare a ripetere il mio ritocco (o magari a far meglio, perché no?), sei liberissimo di farlo, anzi, sarò felice di ricevere i tuoi scatti ritoccati e di commentarli con te: s.poletti@fotografiaprofessionale.it

Non mi resta che darti appuntamento al prossimo post, buon lavoro e buon divertimento!

Simone Poletti