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Da fotografo a ritoccatore, domande e risposte.

Interviste 20/12/2009 Simone Poletti

Come scrivo spesso, il successo di FotografiaProfessionale è costruito sull’interazione diretta e costante con voi. I corsi vengono modificati e perfezionati in base alle vostre richieste e ai vostri consigli e alle vostre indicazioni, e il blog vive dei vostri commenti e delle vostre domande. Per questo, quando qualche giorno fà ho ricevuto la mail di Fred, ho pensato che fosse gisuto pubblicare le sue domande e le relative risposte sul blog, per permettervi di commentare e partecipare alla discussione. Fred è un fotografo dai progetti interessanti, che dopo aver sperimentato i miei corsi di fotoritocco ha sentito l’esigenza di avere alcuni chiarimenti e di scambiare un po’ di idee su fotografia, postproduzione e ritocco. Eccovi le domande e le risposte, senza filtro, come sempre.

Fred: Molto semplice, io lavoro per comodità con una Nikon d70 circa 6-7Mpix, ora la prima domanda riguarda proprio questo, che risultati si possono ottenere con una macchina simile? Credi si possano raggiungere risultati altamente professionali,parlo di prodotti adv-beauty-fashion-still etc.etc. ??

Romeo © Fred

Simone: Non conosco benissimo la Nikon d70, ma mi sono documentato presso alcuni amici fotografi ricevendone impressioni positive, limitatamente all’uso semi-professionale,
mi è stata descritta come una macchina abbastanza “rumorosa”, cioè con una grana piuttosto evidente e, anche se un po’ datata, con una buona qualità di scatto.
Ora, io credo che la macchina non faccia il fotografo. La fotografia è visione ed idea, saper cogliere l’emozione e l’attimo e saperli trasmettere… la tecnica e la tecnologia a mio parere
sono gli strumenti che permettono al fotografo di esprimere la propria visione e trasferire in immagine la propria idea.
Il risultato altamente professionale del quale parli tu, necessita chiaramente di immagini di alta qualità e di definizione perfetta, perchè se è l’idea che conta, anche la qualità “tecnica” dell’immagine deve essere adeguata. Proprio perchè si parla di risultato “altamente professionale” credo che non si possa prescindere da un’attrezzatura adeguata, che ti permetta di esprimere al meglio le tue capacità.
Questo non vuol dire che tu sia costretto a spendere migliaia di euro in macchina fotografica e ottiche, molti, moltissimi fotografi professionisti lavorano con attrezzature noleggiate da service.
Puoi tranquillamente noleggiare una macchina top di gamma, tutte le ottiche che ti servono e le luci da uno qualsiasi di questi service che sono diffusi su tutto il territorio nazionale,
senza affrontare l’investimento dell’acquisto.
Io ti consiglio di provare, prova a noleggiare la macchina migliore sul mercato, le ottiche che hai sempre sognato e due luci fantastiche, poi scatta lo stesso soggetto con la d70 e la tua attrezzatura e con l’attrezzatura noleggiata. A quel punto potrai valutare il risultato in maniera obiettiva. Io credo che, come ho già detto, la macchina non faccia il fotografo, ma un grande fotografo ha bisogno di una attrezzatura adeguata.

Fred: Vedo immagini veramente strabilianti, mi riferisco a Erwin Olaf, Eugenio Recuenco e simili, possibile che sia fatto tutto in fase di scatto??? Dimmi di no ti prego altrimenti lancio tutto dal balcone.

Simone:Erwin Olaf è uno dei fotografi che ammiro maggiormente, e Recuenco ha una fantasia nella composizione che invidio.
Le loro immagini sono ritoccate, post-prodotte con grande attenzione e cura da professionisti capaci e competenti. Un’immagine come quelle di Olaf e Recuenco parte però da un processo creativo complesso, si parte da un’idea iniziale che viene poi sviluppata attraverso un lavoro in fase di scatto che deve già tenere conto della post-produzione che verrà applicata.

L’obiettivo deve essere quello di fare in scatto il più possibile, e in post-produzione andare a migliorare, correggere e perfezionare, non a stravolgere. Il progetto di una immagine di quel tipo deve comprendere la post-produzione già dalla nascita, tenendo conto di tutte le variabili che comporta ed andando a realizzare uno scatto che sia propedeutico alla post che si intende applicare e una post che sia complementare allo scatto, rafforzandone la forza comunicativa senza modificarne il messaggio.
Ricorda poi che dietro le immagini di questi fotografi (in particolare Recuenco) ci sono grandi budget di produzione, un grande lavoro di scouting per le location, di styling e di creazione del set. Non si possono ottenere risultati dello stesso livello prescindendo da uno staff di supporto competente e, di conseguenza, da budget adeguati. Non pretendere quindi di ottenere gli stessi risultati da subito, concentrati nel ricercare la stessa qualità di luce e di post-produzione in scatti più semplici, essenziali, meno impegnativi sotto il piano logistico e organizzativo.

Fred: Le mie immagini, se le ingrandisco troppo perdono definizione, i colori si spappolano e  la qualità dell’immagine va a farsi benedire, in alcuni casi ho attenuato questo problema montando ottiche (analogiche) un pochino più qualitative,ma insomma sono molto lontano da quelle immagini di cui parlavo prima..che fare???

Simone: Ci sono diversi metodi per migliorare un’immagine dopo averla interpolata (ingrandita in digitale), ma nessuno mantiene la qualità dell’immagine, e Photoshop non è in grado di inventare pixel che non esistono, quindi, soprattutto nelle zone di “contrasto”…sfoca e uccide il dettaglio. Esistono plug-in e applicazioni che lavorano in modo specifico nel miklgiorare la qualità delle immagini ingrandite. Il risultato milgiora sensibilmente, ma non raggiungerà mai l’effetto di un file scattato a formato. L’unica soluzione vera temo che sia due risposte più su, prova a noleggiare una macchina che ti permetta di scattare immagini di dimensioni maggiori e di incisione migliore. Altrimenti dovrai trovare un tuo stile, che renda il livello di dettaglio dell’immagine insignificante, e comunichi in altro modo (attraverso il dinamismo, il colore, una grana particolare, il BN….) la tua “vision” fotografica.

Fred: La post io non la digerisco, mi spiego meglio, ho improntato per anni tutti i miei sforzi verso l’illuminazione, arrivando a buoni risultati, ora però vedendo e paragonando i miei a quelli di altri (professionisti) mi chiedo c’ho capito veramente qualcosa??? L’attrezzatura…luci (flash) macchina, pixel, pc quanto contano ai fini di un ottimo risultato???

Simone: Come già detto, l’attrezzatura conta, un’eccellente macchina fotografica non può trasformare un fotografo mediocre in un grande fotografo.. Neanche in un buon fotografo, un fotografo mediocre rimane mediocre anche con un dorso Hasseblad.
Ma, al contrario, una attrezzatura insufficiente può rendere le foto di un grande fotografo non adatte all’uso professionale. L’attrezzatura deve essere adeguata almeno all’uso che si vuol fare delle immagini (non si può scattare le immagini per un manifesto 6×3 con una compatta automatica e pretendere che non siano sgranate…), e se possibile, dovrebbe essere adeguata al talento del fotografo.
Vale lo stesso discorso per la post-produzione, a volte mi chiedono “Ma posso fare la post delle mie foto con Gimp sul mio vecchio pc portatile?” Si, certo. “Ma otterrò un risultato veramente professionale?” Ovviamente no.

Tu dici che non digerisci la post-produzione, ma credo che questo sia dovuto ad un approccio errato, e molto diffuso, alla correzione e al fotoritocco delle immagini. Mi spiego, a mio parere devi cercare di vedere la post-produzione come uno strumento fotografico. Quando pensi una fotografia, quando prepari lo scatto, scegli l’obiettivo, il tipo di luce, l’esposizione, in base al risultato che vuoi ottenere. L’uso corretto dei diversi strumenti e delle diverse componenti ti permette poi di avere un risultato più o meno coerente con l’idea iniziale. Lo stesso dicasi per la post-produzione. È uno strumento che, se usato bene, ti permette di ottenere risultati che hai pensato già al momento dello scatto, è uno strumento che ti deve permettere di valorizzare il lavoro fatto in scatto, non di stravolgerlo. Come per imparare ad usare una macchina fotografica o il corretto uso delle luci, anche la post-produzione ha bisogno di applicazione, lavoro, studio, formazione…

Fred: Tempo fa per un pò di tempo fui uno degli assistenti di un fotografo professionista a Milano, e ricordo che l’immagine come per magia si trasformava, lo scatto era in un modo mentre il prodotto finale era tutt’altro, dopo che il suo assistente ritoccatore ci metteva le mani..naturalmente lui (il fotografo) non lavorava con una d70, ma un medio formato con dorso Hasselblad digitale, la foto diventava una classica immagine pubblicitaria.
Ora, la domanda è questa …chi è il professionista e chi l’assistente??

Simone: Entrambi. Sono entrambi professionisti, ognuno nel suo campo. Un grande fotografo oggi avrebbe bisogno di un grande ritoccatore, molto spesso invece le foto di grandi fotografi vengono post-prodotte da dilettanti, o dal fotografo stesso che avendo un’esperienza decennale di fotografia crede di poter usare i software di ritocco senza nessuna formazione preventiva, a volte con risultati tragici… Quindi, sempre di più, è necessaria grande professionalità in entrambi i campi, uno scatto eccellente MERITA una post-produzione dello stesso livello, e il fotografo che lo capisce e si affianca ad assistenti dalla grande professionalità nel ritocco merita rispetto.
Ma siamo chiari. Come dicevo prima entrambe le componenti devono essere di grande livello, ma c’è una differenza fondamentale: uno scatto eccellente senza post-produzione rimane uno scatto eccellente (una post fatta male può rovinarlo), uno scatto mediocre, anche con la migliore post-produzione possibile, rimane uno scatto mediocre, al massimo discreto… La qualità dello scatto è e rimane la discriminante fondamentale fra una grande fotografia e una fotografia mediocre. Una post-produzione altamente professionale (e magari anche dal buon apporto creativo) può rendere fantastica una foto già ottima, ma non può farlo con uno scatto pessimo.
Quindi, riguardo all’esempio da te portato, sicuramente il lavoro del ritoccatore può migliorare (e di molto) uno scatto, ma la base DEVE essere buona, altrimenti si può solo cercare (in post-produzione) di creare effetti, toni, contrasti, luci e ombre talmente forti e di impatto da distogliere l’attenzione dalla reale qualità della foto.
Mi ripeto, la ricetta perfetta è: un grande scatto nelle mani di un ritoccatore professionista, un fotografo di talento + un ritoccatore di talento.

Fred: Voglio arrivare ad ottenere immagini professionali….che fare??? Premesso che uso ancora Photoshop CS2 e la Nikon d70..con questa attrezzatura (scarsa) si può arrivare ad ottenere immagini professionali partendo da uno scatto mediamente buono???

Simone: In gran parte ti ho già risposto, ma riassumo il discorso in breve.
Per ottenere un risultato veramente professionale ti servono: un’attrezzatura adeguata, che sia di proprietà o a noleggio, una location adatta e una modella professionista, una post-produzione accurata e professionale.
L’attrezzatura, come già detto, è un problema che si risolve con poche centinaia di euro (a seconda della dotazione scelta) da far pagare al cliente i caso di lavoro su commissione, da investire privatamente nel caso di una ricerca personale.
La location è facilmente ottenibile gratuitamente, basta avere pazienza, farsi molti amici (…) e saper vedere in una vecchia casa dai muri scrostati il set ideale per ricreare una scena fantastica. La modella è spesso considerata un fattore di scarsa importanza, tanto si corregge con Photoshop ecc..ecc… Niente di più sbagliato, una ragazza (o un ragazzo) professioista e abituata al set, bella, brava e professionale, fa spesso la differenza VERA fra una grande foto e uno scatto insoddisfacente. Quindi, se hai un budget ridotto, risparmia sulla location, ma non sulla modella.
Infine la post-produzione. Qui siamo nel mio campo, quindi mi permetto di essere categorico 🙂 Non serve l’ultima versione di Photoshop per correggere una scatto a livello professionale. Il 90% delle tecniche che io uso sfruttano strumenti e funzioni che esistono già dalle prime versioni di PS. È invece molto importante una formazione completa e professionale, che deve partire dalle basi e sviluppare i campi di intervento che ti interessano di più (cromie, correzione pelle, luci e contrasti tonali ecc…), per poi piano piano ampliare le tue conoscenze a tutto lo spettro delle correzioni possibili con Photoshop. Come dicevo una pessima post-produzione può rovinare un grande scatto, quindi è essenziale che le tue competenze in questo campo siano adeguate al risultato che vuoi raggiungere. Per esperienza personale ti posso dire che ho iniziato a lavorare con Photoshop nel 1992 e ancora oggi faccio corsi di aggiornamento e perfezionamento e studio tecniche nuove. E ogni giorno scopro una combinazione di tecniche, o l’uso differente di uno strumento o di una regolazione, che mi permettono di ottenere risultati nuovi e diversi. Non si è mai finito di imparare e di perfezionare le proprie conoscenze.
Questo non vuol dire che la post-produzione sia un campo inaccessibile a tutti e che necessita di anni e anni di studio, le basi del ritocco si possono acquisire in pochissimo tempo, e in breve si possono perfezionare tecniche realmente professionali. L’importante è che le basi siano corrette.
La cosa veramente positiva che traspare dalle tue domande è la volontà di apprendere e migliorare, e l’obiettivo che hai di ottenere un risultato di grande livello, il tuo atteggiamento è già un primo, grande passo, verso il successo, non ti arrendere e continua a lavorare per raggiungere il tuo obiettivo!

(a corredo dell’articolo uno scatto in due parti di Fred)

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