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Tecnica Fotografica

PILLOLE: “IL PAESAGGIO” (PARTE 2)

30/09/2011
Simone Conti

Pillole: “Il Paesaggio” (Parte 2)

Nella scorsa pillola, ti ho dato alcuni suggerimenti sul timing ideale per scattare i panorami. Oggi vorrei parlare un po’ dell’attrezzatura.

La “Golden Hour” aiuta a dare enfasi allo scatto, ma non è un obbligo: puoi decidere di scattare il tuo panorama in qualsiasi ora del giorno e della notte. Credo però sia indispensabile avere sempre con sé il giusto “necessaire” per poter scattare in qualsiasi condizione di luce e qualsiasi tipo di panorama.
Vorrei quindi condividere con te il mio personale elenco dei “must have” per scattare panorami in “sicurezza”. 😉

On the Way to Vík – Stich di 126 immagini

 

1- Corpo Macchina

Nonostante sia uno degli elementi fondamentali per la fotografia (senza macchina fotografica è piuttosto impegnativo fare fotografia! 😀 ), non mi ci soffermerò più di tanto. C’è chi consiglia di avere semplicemente un corpo macchina full frame. Io non sono così “assoluto” nel raccomandare che corpo macchina usare. Penso che il migliore corpo macchina che si può avere è quello che si è abituati ad usare, quello con cui ci si trova in sintonia.

Oltre agli aspetti puramente pratici è bene considerare anche alcuni dettagli tecnici. Spesso nei panorami si tende a scattare con tempi di posa piuttosto lunghi. Considerando questo aspetto sarebbe bene munirsi di un corpo macchina con un sensore poco “rumoroso” visto che il rumore digitale tende ad aumentare all’aumentare dei tempi di posa (soprattutto se si superano i 20/30 secondi). Le macchina full frame hanno tendenzialmente sensori di qualità migliore rispetto alle APS-C e a tutte le altre con sensori più piccoli. Sicuramente credo non sia consigliabile usare delle “compatte” per realizzare foto di paesaggio di qualità. Scatta sempre in RAW e scegli la macchina con il sensore più grande puoi. 😉

 

2- Il Treppiede

Il treppiede (o cavalletto se preferisci) è essenziale, quasi quanto la macchina fotografica e dovrai portarlo sempre con te per vari motivi.

  • Se hai deciso di scattare in condizioni di luce scarsa, il motivo è abbastanza evidente: per quanto ferma possa essere la tua mano, avere un supporto ti risparmierà di scoprire, osservando gli scatti sul computer una volta tornato alla base, che le immagini sono mosse.
  • Se vuoi ottenere effetti particolari, che implicano l’uso di lunghi tempi di esposizione, va da se che ti servirà il treppiede.
  • Come fare a meno del treppiede per un “photo stitching” che si rispetti? (Magari su questo argomento torneremo in una prossima “Pillola”)

Prima di mettere in posa il tuo treppiede, ti suggerisco di ispezionare la location che hai scelto per individuare la location più adatta. Come già anticipato nella prima parte della pillola sul paesaggio, è buona norma scegliere la location giusta nei giorni precedenti a quello scelto per lo scatto, non solo per capire quale sia la luce migliore che valorizza la scena, ma anche per trovare l’inquadratura ideale.

Il cavalletto è importante sia stabile, solido, ben piazzato insomma. Per la foto di paesaggio la fermezza e stabilità del treppiede è fondamentale! La leggerezza e la portabilità passano in secondo piano, ma sicuramente se si ha la possibilità di scegliere uno strumento stabile e al contempo leggero… perché non farlo??? 🙂

Ottimi treppiedi in fibra di carbonio sono venduti da varie marche. Io ho uno Slik PRO 724 CF, 4 segmenti con un diametro di 25mm. Trovo che sia un ottimo compromesso tra stabilità e trasportabilità. Altre ottime marche nei cataloghi delle quali cercare il tuo treppiede ideale sono sicuramente Gitzo e Manfrotto.

Per quanto riguarda la scelta della testa da utilizzare sul treppiede sentiti libero di utilizzare quella che preferisci. I puristi utilizzano quelle a 3 gradi di libertà. Personalmente preferisco usare una testa a sfera: è sicuramente meno precisa, ma decisamente più “rapida” da regolare. Con l’aiuto di una livella per me è perfetta! 🙂

 

Testa a 3 gradi di libertà

3- La Livella

Uno strumento indispensabile per evitare il tanto odiato effetto dell’orizzonte “cadente”. È vero che sia con tutti gli sviluppatori RAW che con Photoshop e simili si può risolvere il problema in postproduzione, ma perché farlo se si può evitare? Alcune DSLR sono già dotate, all’interno del firmware della funzione noto con il note di “Orizzonte Virtuale”: sul display monitor LCD della macchina è possibilite verificare la disposizione della fotocamera rispetto all’orizzonte. Se questa ottima diavoleria tecnologica non fosse presente sulla tua macchina puoi affidarti alla cara buona vecchia bolla a slitta (piccole livelle in miniatura che si fissano sulla slitta del contatto caldo del flash).

La bolla ti permette di risolvere gli inconvenienti antiestetici nello scatto relativi a linee cadenti, orizzonti storti e correttezza della prospettiva. Il costo di questo piccolo accessorio è davvero irrisorio e vale la pena averne sempre una con sé.

 

4- Ottiche

Il paesaggio, a meno di tecniche compositive particolari o di specifiche scelte stilistiche, generalmente viene scattato con obiettivi grandangolari. Maggiore sarà l’angolo di campo che il tuo obiettivo consente di catturare, maggiore sarà la porzione di paesaggio che riuscirai a “raccontare”. Se con una macchina full frame già un 24mm può essere adatto, su macchine con sensore APS-C la scelta dovrà ricadere almeno su un 14mm o su un 16mm. Certo utilizzare un fantastico Canon EF 14mm f/2.8L USM su una full frame come la Canon EOS 5D MkII (per chi scatta con Nikon l’optimum sarebbe un AF Nikkor 14mm f2.8D ED accoppiato alla ottima Nikon D700) sarebbe ottimale. L’importante però, indipendentemente da marche o modelli, è avere una lente dotata di ottima incisione, contrasto cromatico eccellente e SOPRATTUTTO cerca di scegliere una lente con poca o nulla distorsione. Nel paesaggio, così come in architettura le linee di prospettiva sono spesso molto importanti.

 

5- Filtri

In ogni borsa del fotografo paesaggista credo debbano essere presenti almeno questi tre filtri: Polarizzatore Circolare, filtro ND (magari in più varianti 🙂 ) e filtro GND.

Il filtro polarizzatore, come probabilmente saprai già, regala colori vividi e ricchi ed è uno dei filtri che considero essenziali per scattare un panorama di qualità. Aiuta a eliminare i fastidiosissimi riflessi prodotti dall’acqua dei corsi d’acqua e dalla foschia rendendo i cieli blu ancora più fortissimamente blu (se lo usi in alta montagna rende il cielo quasi “nero”).

Quando usi il filtro polarizzatore tieni a mente che funziona in maniera ottimale quando si trova ad un’angolazione di 90° rispetto al sole (se hai il sole dritto davanti a te, la sua funzionalità è decisamente ridotta). Ruotandola ghiera del filtro a destra o sinistra potrai modulare l’effetto di “rimozione dei riflessi” a tuo piacimento.

Ultima nota sul filtro polarizzatore, ma che vale in generale per ogni tipo di filtro: se non ne hai uno e decidi di acquistarlo, NON LESINARE! Il filtro, una volta applicato all’obiettivo, diventerà parte di esso e contribuirà al rendimento ottico della tua lente! La qualità del filtro incide sulla prestazione della tua lente, perciò è inutile acquistare obiettivi da migliaia di Euro per poi applicare davanti ad essi filtri di poco valore che sicuramente peggioreranno la resa ottica e cromatica dei tuoi scatti.

Il filtro ND, Neutral Density Filter (Filtro Neutro, per farla semplice) è un filtro opaco di colore grigio neutro uniforme e disponibile in diverse gradazioni a partire da ND2 sino ad ND16. Il numero indica il coefficiente che permette di stabilire la corretta esposizione rispetto a quella calcolata in assenza di filtro. Esistono tabelle che permettono di valutare quale filtro utilizzare oppure. se come me sei un fan Apple, puoi scaricare questa utile App per il tuo iPhone. In generale i filtri ND permettono di abbattere la quantità di luce in ingresso quando si voglia scattare con tempi lunghi o diaframma molto aperto per ottenere effetti particolari (es. acqua corrente bianca che sembra “schiuma”) senza risentire degli effetti, altrimenti inevitabili, della luce (sovraesposizione).

Il filtro GND, Graduated Neutral Density Filter (Filtro Neutro Graduato, o Filtro Digradante) somiglia al ND, da cui differisce per la distribuzione della porzione opaca che è limitata ad una parte del filtro. La restante parte del filtro è trasparente e sfuma gradualmente, appunto, verso la zona opaca. La zona opaca può essere grigia o colorata. L’utilizzo di questo tipo di filtro permette di mantenere un’esposizione uniforme negli scatti paesaggistici, evitando di bruciare il cielo ed avendo al contempo il soggetto che si trova fotografato davanti al cielo correttamente esposto. L’uso di filtri graduati colorati permette di accentuare i colori del tramonto o creare effetti particolari. Il filtro graduato colorato è un retaggio della fotografia a pellicola. Ora, una volta gestita l’esposizione con l’aiuto del filtro ND o GND, ci si può sbizzarrire sulle cromie in postproduzione.

 

6- Comando a distanza

Esistono sia via cavo che wireless. Si tratta di uno strumento essenziale che ti permetterà di scattare in tutta tranquillità quelle immagini che richiedono lunghi tempi di esposizione e che risentirebbero, inevitabilmente, di ogni piccolo movimento sul corpo macchina. A volte, anche la sola pressione sul pulsante di scatto, può compromettere la perfetta incisione di una lunga esposizione.

 

7- Batteria

Una batteria carica e un’altra, sempre perfettamente carica, di scorta: sempre meglio avere un back-up! Questa dovrebbe essere una costante, non solo per gli scatti panoramici! Trovarsi sprovvisti di batteria momento perfetto per scattare è davvero frustrante, soprattutto se ti trovi in location che non avrai più modo di visitare o se gli elementi del panorama sono disposti in maniera irripetibile… Spesso, soprattutto in inverno, la seconda batteria è bene conservarla al caldo (magari all’interno della giacca e non nella borsa) visto che le batterie sono molto sensibili alle temperature e il freddo le fa scaricare molto più rapidamente del normale.

 

8- Schede di Memoria

E se invece della batteria, ti trovassi a corto di memoria? Anche in questo caso avere qualche scheda in più, debitamente conservata nella sua custodia rigida, al riparo da polvere e umidità, e svuotata la sera prima, è un’ottima prassi.

 

9- iPad

Se dovessi trovarti impegnato in un tour per svariati giorni, magari senza la possibilità di scaricare le immagini su un computer ogni sera e con la necessità di “viaggiare leggero”, le schede di memoria potrebbero non essere sufficienti. I Pro che scattano per più di un giorno e non dispongono della possibilità di scaricare le schede e salvare le immagini su computer o HD, sono spesso muniti di Multimedia Storage Viewer. Si tratta di unità di archiviazione su cui è possibile scaricare direttamente il contenuto delle schede di memoria e visionare le immagini su un piccolo monitor LCD. Sono praticamente “involucri intelligenti” che contengono al loro interno hard disk di varia capienza. Ne esistono per ogni esigenza e per “ogni tasca”.

Una soluzione alternativa? Beh, visto che sai che sono un fan Apple non posso esimermi dal consigliarti un iPad dotato di Camera Connection Kit. Il tablet Apple non è sicuramente capiente come un dispositivo di storage basato su hard disk, ma essendo leggero e, per sua natura, “connesso”… potrai ad esempio utilizzare DropBox per salvare i tuoi scatti ogni sera durante il tuo viaggio e ritrovarli già sul tuo computer quando rientrerai a casa. DropBox si preoccuperà anche, in modo del tutto trasparente di fare AUTOMAGICAMENTE un backup delle tue foto. Come non amarlo???

 

Direi che per oggi mi sono dilungato anche troppo… ho iniziato pensando di scrivere una “pillola” e sono finito scrivendo un “pillolone”… quasi un eBook! 😀

 

Nella prossima pillola vedremo assieme come comporre al meglio uno scatto panoramico, come gestire condizioni meteo a prima vista “difficili” e come ottenere effetti particolari nel tuoi scatti di paesaggio per renderli unici.

 

Ciao e buone foto

 

Simone Conti

 

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