Un esercizio per allenare creatività e tecnica di composizione
L’altro pomeriggio ho fatto una delle cose che amo di più, e che rappresenta uno dei principali motivi per cui amo fare il fotografo
Questa cosa è: SCATTARE FOTOGRAFIE
Sembrerà banale, ma tra tutto il tempo che si spende a postprodurre le immagini, studiare i lavori di grandi fotografi, contattare i clienti, fare attività di marketing, scrivere i post su Fotografia Professionale 😉 , delle volte mi rendo conto che trascuro ciò che veramente mi fa amare la fotografia, e cioè scattare foto.
E allora mi sono preso un paio d’ore e sono uscito a scattare in libertà, senza temi assegnati, senza sposi, o clienti, ed è stata una bellissima sensazione.
Però non ho rinunciato all’occasione per fare un piccolo esercizio, che vorrei proporti oggi.
Come dicevamo qui, l’atteggiamento mentale a mio parere è molto importante, e va coltivato giorno per giorno.
In particolare va coltivata la capacità di saper cogliere immagini interessanti ovunque ci si trovi, con qualunque condizione, e con qualunque attrezzatura. Ed è una abilità che coinvolge allo stesso tempo creatività e tecnica, composizione e idee.
Quello che ho fatto è stato quindi posizionarmi in un certo luogo (in questo caso era il cortile interno di un complesso immobiliare nella mia città, un posto abbastanza anonimo, niente di speciale all’apparenza, ma l’ho scelto apposta).
Con me avevo solo un obiettivo, il 70-200, giusto perché sentivo il bisogno di fare pratica con quello, ma la stessa cosa si può fare con un 35 mm, o con quello che vuoi.
Mi sono dato la regola di non uscire da quel perimetro, e soprattutto di non cedere alla tentazione di pensare che “magari se vado in quell’altro posto là trovo qualcosa di migliore da fotografare” oppure “qui non c’è nulla di interessante da fotografare quindi metto via la macchina”.
No, si resta qui e si scattano belle immagini qui ed ora. Punto, niente scuse.
Quindi sono restato all’interno di quel perimetro e ci ho passato due ore a guardare, inquadrare, comporre, sperimentare, studiare, fare test per cercare le composizioni più forti e le immagini più interessanti. E ovviamente ho scattato un po’ di foto.
Ogni volta che faccio questo esercizio succede qualcosa di straordinario, che mi riempie di entusiasmo.
C’è sempre una prima fase in cui mi pare che non ci sia nulla da fotografare, oppure che sia impossibile realizzare composizioni interessanti.
Poi però entra in gioco la regola che mi sono dato, che mi impone di restare lì finché non ho spremuto il più possibile da quel luogo.
E allora pian piano le idee cominciano ad arrivare, cominci a vedere cose che prima non vedevi, a pensare composizioni che prima non ti passavano nemmeno per la testa, le idee arrivano sempre più veloci, e quel luogo che prima ti sembrava inutile ora ti appassiona e ti offre spunti sempre più interessanti, finché ti accorgi che è arrivato il buio, due ore sono volate via ed è un peccato doversene andare con “solo” un centinaio di scatti…
Quel che ho prodotto lo trovi in parte disseminato in questo post, dopo un veloce editing (non più di una mezzoretta su Lightroom).
Certo non sono scatti da esposizione, non pretendo questo.
Tuttavia lo considero un esercizio importantissimo, perché ci obbliga ad allenare la creatività, porci in una posizione più costruttiva, più attiva.
Non più quella aspettare di incontrare il soggetto interessante o il paesaggio particolarmente bello, ma imparare a rendere interessante ciò che abbiamo attorno qui ed ora.
Alla prossima!
Simone




