
Stand Out from the crowd!
La giornata dello scorso 28 aprile allo Stand Out si candida ad essere la migliore di una prima parte del 2016 davvero piena di soddisfazioni e di esperienze positive.
È passato ormai qualche mese, ma ricordo in modo piuttosto vivido la prima telefonata di Silvana di Phase One: “Ti andrebbe di essere fra i relatori dello Stand Out 2016 a Milano?”
Credo che fra la domanda e il mio sì siano passati pochi minuti, il tempo di controllare che la data fosse libera da altri impegni.
Il mio entusiasmo era ed è ben motivato: Stand Out è uno degli eventi più importanti della fotografia a livello internazionale, un Photographic Forum che Phase One organizza con i suoi partner in tutto il mondo e che quest’anno ha toccato e toccherà: Parigi, Monaco di Baviera, Londra, Milano, Dubai, New York, Los Angeles e Toronto.
Per farti capire meglio: ad ogni evento sono previsti 8 relatori scelti fra i fotografi e gli esperti nel trattamento dell’immagine più importanti sul mercato. Alcuni nomi? Pratik Naik, Mark Seliger, Michael Muller e, per la data italiana: Chris Lawrence, Giampaolo Sgura, Paolo Baccolo, Marco Martignoni, Riccardo Urnato, Alberto Maccagno, Giulio Rustichelli e… Simone Poletti 🙂

La data italiana è organizzata in collaborazione con Mafer all’interno di Superstudio 13, un bellissimo studio fotografico milanese e si prospetta come una giornata davvero interessante e piena di contenuti. Da parte mia cerco quindi di trasformare il mio breve intervento (45 minuti circa) in qualcosa di utile e produttivo.
Mi hanno chiesto di “parlare di me” e di come io sia riuscito ad “emergere dalla massa” come ritoccatore e come formatore, quindi dovrei concentrare il mio intervento sul mio lavoro come post-producer e sull’esperienza con FotografiaProfessionale. Mmmmh… ci penso su qualche giorno, poi chiedo consiglio al mio amico e socio Andrea (sì, proprio lui: The Revenue Maker 😉 ) perché l’idea non mi convince: vorrei, come dicevo, dare strumenti concreti e produttivi e non so quanto “raccontare di me” possa essere davvero determinante.
Alla fine, grazie anche al contributo di Andrea, preparo una presentazione che ha come focus principale l’eccellenza e l’ottimizzazione dei processi. Sarà un grande successo 😉
Il 28 aprile di prima mattina io e Gloria partiamo alla volta di Milano e arriviamo giusto giusto per l’apertura delle porte al pubblico. Qualche giorno prima dell’evento ho chiesto a Silvana un aggiornamento sulle iscrizioni e mi ha parlato di circa 120 partecipanti, non male! Certo, però giovedì mattina gli iscritti sono circa 200 e il grande studio allestito come sala conferenze è gremito: vengono aggiunte anche alcune sedute “d’emergenza”.
L’accoglienza del team di Phase One e di Mafer è eccellente: l’allestimento veramente bello e gli spazi gestiti con attenzione. Non è facile gestire un evento con 8 relatori e un programma densissimo, diversi espositori di attrezzature tecniche e circa 200 spettatori, ma tutto fila meravigliosamente liscio e Andrea D’Atti si rivela un gran padrone di casa.


Incomincia Giulio Rustichelli con le sue bellissime immagini e la giornata prende subito la “piega” giusta, ma alle 11:10 tocca a me e sono davvero agitatissimo…
Devo dire che le settimane precedenti al giorno X sono state piuttosto movimentate e piene di impegni ma, nonostante questo, l’ansia da prestazione è cresciuta come mai prima d’ora.
Non voglio fare il fenomeno (nonostante il mio ego sia sviluppatissimo)… però sono abbastanza allenato a parlare davanti a tante persone. Ma stavolta è diverso e non riesco a capire perché.
Per fortuna appena accendo il microfono e parto con la prima slide la tensione inizia ad allentarsi e dopo pochi minuti sono il solito cretino di sempre e, soprattutto, in sala vedo un sacco di facce conosciute e di cari amici: sono gli allievi dell’Accademia di Post, le mie Balene di tutti i 3 corsi che sono calate su Milano per cogliere l’occasione di passare insieme una giornata fantastica… e anche un po’ per sostenermi 🙂
Vedere loro fra il pubblico mi fa sentire davvero a casa.
Credo fermamente che si possa essere informali e non seriosi ed essere comunque presi molto sul serio e quindi non posso fare altro che riproporre il mio modo di essere e fare didattica anche davanti ad un platea che mi intimorisce più del solito.

La mia oretta vola via davvero veloce fra consigli utili e prove di funzionamente di Capture One per mostrare come ottimizzare i tempi di lavoro sia nello scatto in tethering che nello sviluppo: è stato davvero divertente ed estremamente piacevole!
Torno fra il pubblico per seguire l’intervento di Alberto Maccagno e vengo avvolto dall’atmosfera incredibile delle sue immagini. Alberto è un fotografo di reportage e paesaggio di straordinario talento e scopro anche di grande sensibilità. Il suo approccio al reportage e i racconti dei suoi viaggi, la capacità di essere parte di un vissuto e non semplice fotografo di una scena, il suo immergersi nei mondi che esplora e sperimenta molto prima di fare il primo scatto… tutto questo mi ha affascinato moltissimo.
Poi fa delle foto spettecolari e questo aiuta 😉
Faccio in tempo a complimentarmi con Alberto e a scambiare due parole prima di essere di nuovo immerso nella realtà della giornata fra mille domande, mille consigli, biglietti da visita quasi finiti e già un nuovo relatore pronto.

È Paolo Baccolo che ogni volta si rivela una fonte di conoscenze e una miniera di idee. Il tutto raccontato a suo modo e con il suo umorismo devastante che mi fa passare metà dell’intervento con i lacrimoni. Alla fine una domanda dal pubblico smuove un po’ le acque “Paolo, ma è meglio Capture One o Lightroom?“
Paolo sorride e non trova di meglio che condividere con me il problema chiamandomi in causa: credo comunque che ce la siamo cavata bene e che la risposta sia stata soddisfacente.
È una domanda che hai anche tu? Ci ho scritto sopra un articolo che trovi qui: LIghtroom vs Capture One, quale scegliere?
Seguo lo speech di Riccardo Urnato che mostra le sue bellissime immagini Adv e mi ritaglio 5 minuti per mangiare qualcosa al volo e dare un’occhiata agli stand degli espositori nella grande sala attigua: dorsi digitali della serie XF di Phase One con una qualità mostruosa, ottiche spettacolari, luci Broncolor, stampanti Canon, tavolette Wacom e, in mezzo a tutto questo, due carissimi amici e allievi di FotografiaProfessionale, Roberto e Nadia con un progetto fantastico!
Nimar, un’azienda della provincia di Modena (piccolo il mondo vero?) presenta allo Stand Out il suo nuovo fantastico “guscio” subacqueo per Phase One XF100Mpx… Una custodia incredibile ed ipertecnolgica prodotta da una piccola realtà capace di grandi idee e grande qualità. Roberto lo ha già testato e mi dice che non solo la tenuta è ovviamente garantita, ma la qualità ottica è assolutamente preservata al 100%. Bravi ragazzi, gran lavoro! 🙂

Davanti ad una sala gremita è pronto (e un po’ emozionato) Chris Lawrence, un fotografo eccellente e un personaggio davvero incredibile. Il suo intervento ha un punto focale: la formazione e la capacità di continuare ad imparare sono fondamentali per ogni fotografo, più ancora dell’attrezzatura. Chris continua ad imparare ogni giorno e questo credo sia il motivo principale del suo successo (insieme ad un talento davvero notevole).
La sua ora si snoda fra concetti importantissimi, frasi ispiranti e anche uno scatto realizzato totalmente LIVE, dall’impostazione delle luci al tethering con Capture alla moto gentilmente messa a disposizione da uno degli intervenuti. Una grande capacità di gestire l’imprevisto e di ottenere un risultato di qualità in ogni situazione. Grande Chris!
La giornata si conclude alla grande con le immagini di Giampaolo Sgura, fotografo di moda dall’enorme successo internazionale e con l’intervento di Mauro Martignoni, uno che ha davvero trasformato la sua passione in professione con una determinazione ed un atteggiamento fantastici!
Giampaolo Sgura si destreggia fra editoriali per riviste di livello alieno e scatti di una bellezza imbarazzante, molto più a suo agio lui a rispondere alle domande del pubblico piuttosto che a raccontarsi. Un bellissimo approccio alla professione e un modo molto personale di intendere la moda e la fotografia fashion.

Mauro Martignoni ha un’energia pazzesca e sembra un pugile sul ring, una rockstar sul palco 🙂
Si muove di continuo e arringa il pubblico mostrando come i progetti personali fatti per arricchire il portfolio si possano trasformare in ottimi esempi per i clienti e diventare commesse interessanti e remunerative: investire su se stessi, prima di tutto. Un bellissimo intervento molto apprezzato da tutti, grazie Mauro!
Per noi finisce con i saluti a Silvana e tutto lo staff di Phase One e ad Andrea di Mafer, artefici di una giornata che non dimenticherò facilmente.
Stand Out è un’esperienza da fare: piena, bellissima ed arricchente.
Il prossimo anno aspetto anche te? 😉
Simone Poletti
PS: in realtà io e Gloria abbiamo terminato la nostra giornata milanese a base di Onigiri e Okonomiyaki con il fido Francesco Gola, grande fotografo paesaggista, amico di cui vantarsi e divoratore professionale di cibo giapponese. Che figata! 🙂

