Fotografia
Confronto… sempre!

ANCHE LA SECONDA MACCHINA OGNI TANTO FA QUALCHE SCATTO!

26/05/2014
Simone Conti

Confronto… sempre!

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Ultimamente mi sono trovato spalla a spalla con fotografi con i quali non lavoro abitualmente. Sono amici, conoscenti, collaboratori in altri ambiti. Negli ultimi due mesi mi sono trovato a riconsiderare alcune metodologie operative che nel tempo si erano sedimentate forse un po’ troppo. Come si suole dire… squadra vincente non si cambia!

E se non fosse così? Se potessi vincere meglio altrove o giocando in modo diverso? Non pensi che sarebbe fantastico?

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Tecnica Fotografica
Fotografare in bianco e nero è più facile!

JUST TEASING

11/05/2014
Simone Conti

Fotografare in bianco e nero è più facile!

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Lo so. Ne sono conscio. Sono sicuro che accadrà. In genere succede tutte le volte che tiro fuori questo argomento! Tutte le volte che ne parlo, anche se dichiaro anticipatamente il tono volutamente provocatorio, finisce sempre con un gran “polverone”. Magari questa volta sarà diverso… Vedremo…

Anche questa volta dichiaro apertamente il mio intento: sarò deliberatamente provocatorio!

Se vuoi conoscere cosa ne penso realmente seguimi per tutto l’articolo, altrimenti prendi per buono questo concetto…

Fare fotografia in bianco e nero è decisamente più semplice rispetto a farla a colori. Il bianco e nero è più semplice. Punto!

Anche durante il seminario Shape the Light in occasione di Fotografia Europea, domenica scorsa, ho parlato della cosa e naturalmente, come previsto, ho visto ben più di un sopracciglio inarcarsi!

La questione è fondamentalmente questa: credo che sia esattamente come scrivo e credo anche che ci sia una buona spiegazione, persino piuttosto logica, che possa convalidare la mia tesi.

Cosa ne dici? Vuoi saperne di più? Mi farebbe molto piacere sapere cosa ne pensi tu!

Ovviamente gli amanti del bianco e nero generalmente si inalberano di fronte a questa mia affermazione. E tu? Pensi anche tu che fare una buona fotografia a colori sia molto più complesso che realizzare la stessa immagine in bianco e nero?

Just Teasing - File in B&N così come uscito dalla mia Fuji X100S
Just Teasing – File in B&N così come uscito dalla mia Fuji X100S

Cerco di spiegarmi meglio! Quando parlo di facilità e semplicità mi riferisco, nello specifico, alla decodifica dell’immagine e non alla sua realizzazione tecnica in sé per sé. La tecnica rimane sostanzialmente la medesima sia nel caso del colore che per il bianco e nero. Quello che cambia, a mio parere, è la velocità in cui, durante la fase di composizione dell’inquadratura, si riesce a percepire della scena.

Analizzare una scena a colori è molto più complesso e ricco di distrazioni rispetto ad osservare una scena in bianco e nero. Decifrare un’immagine a colori richiede uno sforzo molto maggiore al nostro cervello visto che deve elaborare tutti i segnali provenienti dai coni oltre che dai bastoncelli presenti nei nostri occhi.

Just Teasing
Just Teasing

Recentemente, dopo una interessante chiacchierata con un amico fotografo che ha già fatto di questa scelta un’abitudine, ho deciso di impostare la mia Fuji X100S in modalità bianco e nero. In questo modo gli scatti in jpeg che produce sono completamente scevri dalla distrazione che il colore comporta. Nel mirino elettronico posso comporre senza distrazioni e ho comunque un file RAW che posso sviluppare a colori direttamente in macchina oppure con più calma sul Mac con Lightroom5. È incredibile quanto sia più semplice individuare e decifrare la struttura dell’immagine già in fase di composizione prima di scattare e ottenere, in questo modo, foto migliori.

Ti invito a provare! Probabilmente ti accorgerai che percepire l’illuminazione della scena è più immediato. Il contrasto della scena è più semplice da gestire e il tuo lavoro di composizione dell’immagine ne gioverà.

Gran Caffè - File B&N così come uscito dalla mia Fuji X100S
Gran Caffè – File B&N così come uscito dalla mia Fuji X100S

Questa naturalmente è anche la ragione per cui le immagini in bianco e nero piacciono molto di più… sono più semplici da decifrare, da capire, da decodificare e il nostro cervello, essendo tendenzialmente pigro… tende a risparmiare energia! Leggere un’immagine in bianco e nero è più semplice, quindi risulta più probabile che piaccia!

Gran Caffé
Gran Caffé

Cosa ne dici? Preferisci il colore o il bianco e nero? Cosa ne direbbe secondo te Henry Cartier-Bresson? Se Bresson avesse potuto scattare a colori, lo avrebbe fatto? 🙂

Ciao e buone foto

Simone Conti

"Tecniche Avanzate di Conversione e Correzione del Bianco e Nero" - Video-corso di FotografiaProfessionale.it

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Fotografia
Fotografia, composizione e arte… culinaria – parte 2di3

IMMAGINE TRATTA DA “RICETTARIO LUMINOSO PER UNO STILL LIFE PIù GUSTOSO” © SIMONE CONTI

06/08/2013
Ingrid Iotova
3 commenti ]

Fotografia, composizione e arte… culinaria – parte 2di3

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“[…] STRUTTURA
Ogni immagine ha una sua struttura, e per essere un’immagine forte, dovrà avere prima di tutto una struttura attraente.
Che vuol dire?
Se cerchi sul dizionario scopri che il concetto di struttura ha a che vedere con il modo in cui le parti di qualcosa sono disposte tra loro, cosicché i vari elementi vadano a costituire l’ossatura della cosa.
Il termine struttura è molto utilizzato anche in chimica.
Non sono un chimico, ma possiamo prendere in prestito un’immagine che tutti conosciamo in modo intuitivo, quella struttura di una molecola, dove i vari elementi sono legati tra loro e vanno a comporre una figura più complessa.
Bene, anche le immagini hanno una loro struttura.
In un’immagine la struttura è data dai vari elementi che la compongono e dal modo in cui sono disposti nella composizione, da come interagiscono tra loro andando a creare l’ossatura dell’immagine stessa.
Attenzione! Non importa che cosa siano questi elementi! Non importa se stiamo parlando di persone, oggetti, cieli, nuvole, o montagne (o cibo N.d.r.)!
Tutto ciò che compare, e anche ciò che non compare (vedremo poi che cosa intendo quando parleremo di spazio negativo) in un’immagine è un elemento di quell’immagine.
Quando analizziamo la struttura di un’immagine, tutti i suoi elementi diventano forme, linee, fasce di colori, e non ci importa (per ora) che cosa siano in realtà!”

Cit. Simone Scurzoni – eBook Shoot to Thrill.

Ho deciso di iniziare questa seconda puntata sul food styling e la food photography con una breve citazione da uno degli eBook di FotografiaProfessionale: Shoot To Thrill.
Oggetto dell’eBook è la composizione fotografica.

Ci sono alcuni elementi fondamentali, presenti in ogni immagine, sia essa fotografia o dipinto.
Questi elementi, quando presenti tutti insieme e sapientemente utilizzati, permettono all’immagine di diventare un’opera d’arte!

Imparare a conoscere ed utilizzare questi elementi, anche nella food photography, renderà sicuramente i tuoi piatti più appetitosi.

La composizione di uno scatto food, consiste di fatto nella sistemazione del soggetto primario dello scatto e di eventuali soggetti secondari in un frame di spazio predefinito. Rispetto allo scatto fotografico paesaggistico, o di street photography, dove i soggetti dell’immagine non sono facilmente riposizionabili a nostro piacimento e volere, secondo le regole compositive, scattare food permette di manovrare e spostare gli elementi dello scatto per ottenere composizioni equilibrate.

Per cominciare quindi, conosciamo da vicino i 6 elementi fondamentali che devono essere presenti e correttamente utilizzati in uno scatto, cominciando con l’elencarli:

Linee
Colore
Spazio
Profilo (o silhouette)
Forma
Texture

LINEE
Credo la definizione di linea ti sia già nota, perciò non ti annoierò con la definizione geometrica, ma bensì vorrei focalizzarmi sul suo uso in fotografia e più in generale in arte… Le linee sono usate nella maggior parte delle fotografie, a volte in maniera evidente a volte in maniera meno immediata… ma ci sono, anche come curve… che sono linee a pari merito! 😉

Osserva le due immagini qui sotto e cerca le linee, le curve.
Sono uno strumento compositivo potentissimo a tua disposizione. Imparare a posizionare i soggetti del tuo scatto, qualsiasi essi siano, in modo che le linee siano funzionali al tuo fine, ti permetterà di aggiungere forza compositiva al tuo “messaggio”.
Che le linee siano binari che guidano l’attenzione verso il soggetto principale, che demarchino i terzi, o che costituiscano semplicemente un elemento grafico ornamentale all’interno dell’immagine, o che siano meno evidenti ma comunque presenti, costituiscono elemento fondamentale a livello compositivo all’interno del tuo scatto.

Linee – Food Photography – © Simone Conti

COLORE
Contrasti cromatici e complementarietà assumono un ruolo chiave nello scatto food: una composizione colorata ben bilanciata da vita all’immagine facendola saltare all’occhio dell’osservatore. Un’immagine di paesaggio può avere grande impatto anche se in bianco e nero… pensa all’immagine qui sotto in bianco e nero… sarebbe ugualmente appetitosa agli occhi? Avrebbe la stessa forza?
Il colore, nella food photography, è fondamentale!
La tonalità del colore, la sua luminosità e la sua intensità (saturazione) devono essere propriamente gestiti sullo scatto: possono davvero fare la differenza.

Food Bianco e Nero – FotografiaProfessionale © Simone Conti

 

Food Colore – FotografiaProfessionale © Simone Conti

L’uso della teoria del colore aiuta a rafforzare il tuo messaggio, inserendo all’interno del fotogramma elementi cromatici che richiamano i colori del piatto, o utilizzando sfondi/fondi di colori complementari ai colori contenuti nel piatto da fotografare.
Al pari delle linee, il colore propriamente gestito ti permetterà di guidare l’occhio dell’osservatore verso il principale soggetto dell’immagine.

SPAZIO
Lo spazio nell’immagine è semplicemente l’area contenuta all’interno della “cornice”. Disporre propriamente di questo spazio può fare una differenza sostanziale sulla tua fotografia. Può distruggerla, se usato impropriamente, o darle una forza incredibile se propriamente usato.
Lo spazio all’interno dell’inquadratura è definito dall’uso e posizionamento del soggetto principale del tuo scatto.
Il rispetto di alcune delle regole universali di composizione, anche in questo caso, aiuta, come ci insegna Simone Scurzoni.
Viene definito spazio positivo, lo spazio occupato dal soggetto principale dell’immagine.
Tutto il resto intorno è lo spazio definito negativo.
Scegliere dove posizionare il soggetto principale, oltre ad essere fondamentale per la creazione di una composizione appealing, può essere anche funzionale all’utilizzo dell’immagine e di conseguenza dello spazio negativo: uno scatto destinato ad una campagna pubblicitaria dovrà considerare che lo spazio negativo è necessario per l’inserimento del lettering e la veicolazione del messaggio commerciale.
Il tutto deve essere quindi sapientemente composto perché l’immagine sia appetitosa e al contempo funzionale.

Spazio Positivo e Negativo – FotografiaProfessionale © Simone Conti

Ottimo esercizio è impratichirsi sull’uso di questi elementi affrontandoli prima singolarmente, per poi aggiungere uno alla volta gli altri.
Noterai strada facendo quanto possa cambiare l’immagine, giocando con linee, colore e spazio all’interno del fotogramma.

 

Nella terza ed ultima parte dedicata agli elementi artistici presenti nello scatto food, prenderemo in analisi profilo, forma e texture.

Buona lettura e… buon appetito… fotografico.

Ingrid

 

P.S.: Se leggendo l’articolo ti è venuta fame… di fotografia, prova a dare uno sguardo al nuovissimo “Ricettario Luminoso per uno Still Life più Gustoso” di Simone Conti

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News ed Eventi
Shoot to Thrill MkIV: ‘azzarola che giornate!

© ANDREA RABISSI – SHELBY

15/07/2013
Simone Conti
1 commento ]

Shoot to Thrill MkIV: ‘azzarola che giornate!

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È stato un workshop piuttosto lungo. Le due giornate hanno avuto inizio al mattino presto e si sono concluse a tarda sera, ma quanta energia!

Oggi devo dire che sono un filo stanco, ma decisamente soddisfatto! Sono qui in studio a cercare di mettere insieme gli ultimi tasselli di un progetto che affonda le sue radici in un’idea di diversi mesi fa e mi sono preso un piccola pausa per scrivere questo articolo. LEGGI TUTTO >>

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Interviste
Pane Amore e… un food Stylist

WILLIAM SMITH – FOOD STYLIST © CHRIS LITWIN

27/05/2013
Ingrid Iotova
5 commenti ]

Pane Amore e… un food Stylist

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Nelle scorse settimane, in uno dei miei post dedicati alla fotografia Food, ti ho dato una panoramica di alcune delle figure professionali coinvolte nella creazione delle immagini di cibo utilizzate ad adornare le pagine di riviste, libri, redazionali e siti dedicati alla cucina.
Oggi vorrei parlarti nel dettaglio di una di queste figure professionali, avvalendomi della collaborazione di un addetto ai lavori: William Smith.
I suoi “soggetti hanno posato” per noti clienti, basti nominarne alcuni: Kraft, Whole Foods, Nestle, Vogue, In-Style.

William Smith Food Stylist © Mary Britton Senseney

William è un noto Food Stylist americano e oggi è qui con noi per parlarci della sua appetitosa professione!
Ciao William benvenuto e grazie per essere qui con noi oggi. Cominciamo con una domanda facile-facile:
FP:
Come hai cominciato? Hai studiato fotografia… o magari hai frequentato un’accademia di cucina?

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Fotografia
Fotografia, composizione e arte… culinaria – parte 1di3

© WILLIAM SMITH – FOOD STYLING

22/02/2013
Ingrid Iotova
2 commenti ]

Fotografia, composizione e arte… culinaria – parte 1di3

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Quali sono le figure professionali indispensabili sul set quando il soggetto è un bel piatto di lasagne?
O meglio, quali sono le competenze richieste perché uno scatto food sia perfetto (parlo di competenze, perché spesso – per questioni di budget – ci si deve arrangiare da soli)?
Alcune di queste figure professionali/competenze, sono indispensabili per una vasta tipologia di scatti, tra cui anche lo scatto food.

Il primo, e più ovvio ruolo, è quello del FOTOGRAFO, affiancato da un FOOD STYLIST, che pensi lo scatto ancora prima che venga “impiattato” e scattato, che conosca a perfezione l’oggetto fotografato e che abbia un ottima conoscenza culinaria: sa quanto tempo deve essere bollita la carota perché la sua consistenza sia perfetta per “sostenere la posa” in scatto, senza sbriciolarsi durante la costruzione del piatto, o spezzarsi miseramente dopo pochi minuti.
Ti chiederai forse se questa competenza non sarebbe più propriamente attribuile allo CHEF… diciamo che queste due figure professionali, quando non sono la stessa persona, si complementano sul set: alcuni chef hanno specifiche competenze acquisite in corsi dedicati alle tecniche di “impiattamento” e presentazione dei piatti.
Certo è che occorre qualcuno che sappia cucinare! 🙂

Accanto al food stylist, il “PROP STYLIST” è un’altra figura cruciale… dall’inglese, “props” si riferisce agli oggetti di scena, che nel caso dello scatto food sono piatti, posate e tutta quella serie di complementi che aiutano a comporre lo scatto. Scegliere non è facile: il prop stylist, al pari del food stylist, deve conoscere perfettamente la teoria del colore, saper accostare il “prop” più indicato alla tipologia di texture e forma della pietanza, costruendo il perfetto back ground.

Molte produzioni fotografiche ricorrono al supporto di una PRODUZIONE, che sia una sola persona o un team – a secondo di quanto grossa è la commessa (su questo argomento Simone Poletti ha scritto una serie di articoli raccolti in un eBook gratuito che merita di essere letto prima di avventurarsi in qualsiasi produzione fotografica: puoi scaricarlo dal nostro ecommerce!). Il produttore ha l’arduo incarico di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle (modelli, location, equipe, fotografo, contatti con il cliente e … il budget).

© William Smith – Food Styling

Lo studio fotografico può diventare un labirinto, senza il supporto di un manager. Se lo studio è tuo (che si tratti della cantina, del garage o di una cameretta, sempre uno studio è se adibito allo scatto), è fondamentale che tu abbia chiaro in mente dove è collocata ogni cosa, sempre. L’ordine è fondamentale. La necessità imprevista può metterti in difficoltà, se non sei pronto. I grandi studi fotografici si avvalgono del supporto di un manager di studio, altresì detto “ASSISTENTE DI STUDIO”, che potrà aiutare ogni qual volta occorre reperire qualcosa. Se lo studio è ben organizzato, ne beneficiano fotografo, stylist e produzione.

Il braccio destro ed il braccio sinistro del fotografo, metaforicamente parlando, sono il DIGITAL ASSISTANT/SPECIALIST e l’ART DIRECTOR.
Il primo è spesso compagno di lavoro fidato di un fotografo, con il quale forma squadra fissa: il suo compito è quello di acquisire le immagini scattate, organizzarle propriamente attribuendo correttamente i nomi, archiviare e fare un back-up delle immagini e occuparsi della post-produzione, soprattutto se sono richieste particolari “expertize” in materia. Spesso e volentieri il fotografo stesso si occupa dell’editing delle immagini.

L’Art Director ha l’arduo compito di assicurare che gli scatti rispondano alle aspettative del cliente, combinando insieme skills comunicative (far capire al fotografo esattamente quello che il cliente ha chiesto, è fondamentale) e grande creatività. Fondamentale è anche il suo apporto in fase di editing dell’immagine.

© William Smith – Food Styling

Questo assetto è ovviamente ideale: la realtà è che spesso ci si deve arrangiare e si cura da soli tutte le fasi della lavorazione durante lo scatto food.
Per questo motivo, nei prossimi due capitoli di questa overview introduttiva sull’argomento “scatto food” (iniziata da Simone Conti nel suo articolo che trovi qui) vorrei condividere con te alcuni consigli fondamentali nella creazione dello styling del piatto, che prendono spunto dalle basi di composizione e corretto accostamento cromatico valide per ogni tipo di immagine.

Inoltre, avrai modo di conoscere in altri articoli sul sito, professionisti del settore che ti daranno il loro consiglio!
😉

Ciao,
Ingrid

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in questo articolo si parla di...

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Fotografia
SmartPhotography… La macchina perfetta è quella che hai sempre con te!

IPHONEGRAPHY MOSAIC

12/01/2013
Simone Conti
8 commenti ]

SmartPhotography… La macchina perfetta è quella che hai sempre con te!

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Negli ultimi anni abbiamo assistito a una sempre maggiore diffusione della fotografia. La crescita del numero di foto scattate è aumentato in maniera esponenziale. Solo negli ultimi 10 anni il tasso di immagini prodotte nel mondo è aumentato circa del 450%. Ognuno di noi, professionista o meno, crea immagini a ripetizione e il numero di fotografie di qualità è decisamente aumentato secondo me. Molte più persone hanno accesso alla fotografia e la fotografia non può fare altro se non beneficiarne!

Numero di foto scattate ogni anno dal 1838 al 2011
Numero di foto scattate ogni anno dal 1838 al 2011

Sempre più sono convinto che la migliore macchina fotografica che si possa avere è quella che posso portare sempre con me. Ecco perché adoro la mia Fuji X100 (e non vedo l’ora di mettere le mani sulla nuova Fuji X100S!), ma ancora di più adoro il mio iPhone. Certo la qualità fotografica di un’immagine prodotta da uno smartphone e quelle prodotte con una EVIL di classe elevata o, ancora meglio, da una reflex o da una medio formato digitale non sono certamente paragonabili. La differenza di qualità si vede, eccome! La vera differenza la fa l’aver avuto la possibilità di catturare uno scatto oppure no.

Preferisco avere una foto sgranata, poco definita, magari sfocata (del resto adoro ancora la mia Holga 120GN! 🙂 ), piuttosto che non avere neppure avuto la possibilità di farla. Poi, con la foto nel “carniere”, avrò la possibilità di decidere se tenerla o gettarla. Non sei d’accordo?

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Tecnica Fotografica
Shoot To Thrill in formato eBook, può interessare?

HENRI CARTIER BRESSON

04/07/2012
Simone Scurzoni

Shoot To Thrill in formato eBook, può interessare?

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Leggere questo illuminante articolo del mio amico Simone Conti mi ha fatto tornare in mente una chiacchierata che abbiamo fatto poco tempo fa assieme ad alcuni partecipanti a Shoot To Trill, durante una pausa del workshop.

Si faceva un po’ di “filosofia” e si rifletteva sul fatto che ormai è impossibile non accorgersi di ciò che sta accadendo.

Fare fotografia – oggi – è qualcosa di diverso da quello che era qualche anno fa, ed è molto diverso da quello che era più di vent’anni fa. E il cambiamento, partendo dall’evoluzione tecnologica, sta pian piano investendo anche aspetti che attengono alle abilità che un fotografo deve avere oggi, che sono sempre più diverse da quelle di un tempo.

Mi spiego meglio.

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Tecnica Fotografica

SHOOT TO THRILL: COMPORRE COME I MAESTRI

05/05/2011
Simone Scurzoni
2 commenti ]

Shoot To Thrill: comporre come i maestri

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Su FotografiaProfessionale.it ci occupiamo di postproduzione digitale, e di tutte le più moderne tecnologie in grado di aiutarci, oggi, a rendere straordinari i nostri scatti.

Allo stesso tempo, se da un lato il nostro sguardo è rivolto al presente e ancora di più al futuro, a tutte le innovazioni che giorno dopo giorno arrivano in campo fotografico, siamo altrettanto consapevoli di quanto sia importante osservare e studiare il lavoro di grandi maestri che, pur non avendo a disposizione le tecnologie di oggi, hanno saputo realizzare scatti che a distanza di anni continuano ad emozionarci.

Ecco un paio di esempi…

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Tecnica Fotografica

CRONACHE DI SHOOT TO THRILL, 2 GIORNI APPASSIONANTI, ILLUMINANTI E DIVERTENTI!

18/01/2011
Simone Poletti

Cronache di Shoot to Thrill, 2 giorni appassionanti, illuminanti e divertenti!

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Foto di gruppo dei partecipanti e dei trainer, manca qualcuno che è dovuto scappare per non perdere il treno, ma ci siamo quasi tutti.

Si è concluso domenica sera, con una bella foto di gruppo e i saluti di rito: Shoot to Thrill, il primo fantastico workshop di FotografiaProfessionale!

 

Ci eravamo ripromessi di trasmettere tutta la nostra esperienza, ci eravamo dati come obiettivo quello di darvi un reale valore aggiunto nel lavoro fotografico e di post-produzione quotidiano, speravamo anche di divertirci.

 

Questo weekend di lavoro insieme a Valerio, Andrea G, Luigi, Marco, Claudio, Paolo, Walter, Michele, Andrea, Pietro, Stefano, Eugenio, Francesca, Roberto, Gabriella, Gloria, Silvia, Ingrid, Paola e Simona è andato ben oltre ogni più rosea aspettativa!

 

Sono stati due giorni fantastici, abbiamo conosciuto le esigenze e il modo di lavorare di tutti i partecipanti, siamo riusciti (credo e spero) a trasferire a loro non solo le nostre conoscenze, ma anche la nostra voglia di progredire e milgiorare insieme. In cambio abbiamo ricevuto l’entusiamo e l’energia di un gruppo fantastico, con il quale già stiamo continuando il lavoro iniziato durante il workshop.

 

Ecco una breve cronaca dei fatti, in modo che rimangano ai posteri 🙂

 

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