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News ed Eventi
Il team di FotografiaProfessionale: Roberta Bedocchi

ROBERTA BEDOCCHI – FOTOGRAFIAPROFESSIONALE.IT

13/09/2018
Francesca Pone

Il team di FotografiaProfessionale: Roberta Bedocchi

 

Roberta Bedocchi, 36 anni, ha sempre avuto una così vasta gamma di interessi da essere in difficoltà sulla scelta della propria professione: aspirante archeologa, da piccola girovagava nei campi scavando alla ricerca di “reperti” da analizzare, misteri da risolvere e risposte irrisolte da trovare. Ancora oggi nei nostri uffici si pone domande e, con sguardo curioso, cerca risposte: qualche volta ci riesce, altre volte si affida al guru Emanuela 😉

Cosa sarebbe voluta diventare da grande? Famosa, senza dubbio. Inizialmente, Roberta aspirava ad una carriera da Direttore della Fotografia, sia per un valore sentimentale che per una grande vocazione per la fotografia. Poi, però, ha cambiato percorso e ha iniziato a realizzare video dopo anni di studio a Milano.

Da quasi un anno è parte del team di FotografiaProfessionale, come piace definire a lei, “per caso”. È sempre impegnata a montare così tanti video di backstage, corsi ed interviste che… Beh, a volte sparisce dietro il suo grande monitor e ci chiediamo se sia ancora tra noi comuni mortali dell’ufficio 🙂

Hobby è una parola a lei sconosciuta: Roberta è sempre alla ricerca di nuovi stimoli e, quando non lavora per gli altri, esce con la sua videocamera per realizzare progetti personali. Senza ombra di dubbio una delle sue più grandi passioni sono i tatuaggi. Può essere considerato un vero hobby, no? “Forse ho più di trenta tatuaggi”, dice lei, “Dovrei controllare perché continuo a farmene e ho perso il conto”.

Il suo film preferito è “Otto e mezzo” di Fellini: un must e fonte di ispirazione per i registi, immaginati per Roberta! Quando lascia riposare la sua videocamera, si dedica a qualche lettura: “Moby Dick” di Melville e “La Casa degli Spiriti” della Allende sono le sue preferite. L’Indie Rock e il Synth Pop scandiscono i suoi momenti di pace 🙂

Qual è il sogno nel cassetto di Roberta? Beh, mi sembra quasi un po’ scontato. Ovviamente dormire una notte da sola all’interno delle Piramidi di Giza! Chi non ha mai avuto un sogno del genere?

 

Francesca

Interviste
In viaggio con un paesaggista: Alberto Maccagno

MYANMAR © ALBERTO MACCAGNO

06/09/2018
Lorenzo Montanari

In viaggio con un paesaggista: Alberto Maccagno

“In viaggio con un paesaggista” è uno spazio dove intervisto un fotografo paesaggista italiano. Ma non paesaggisti a caso, gente importante eh 😉

Alberto Maccagno è l’intervistato di oggi.

Alberto è uno scrittore.

No scherzo, è un fotografo paesaggista, e pure bravo. Però lui, con le sue foto, racconta storie proprio come uno scrittore.

Racconta storie di vita, storie di realtà lontane dall’Italia, e spesso sconosciute o dimenticate. Attraverso i suoi viaggi mette in luce quelli che sono i problemi sociali o ecologici dei luoghi che visita.

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Interviste
In viaggio con un paesaggista: Francesco Gola

SPAIN © FRANCESCO GOLA

20/08/2018
Lorenzo Montanari

In viaggio con un paesaggista: Francesco Gola

“In viaggio con un paesaggista” è uno spazio dove intervisto un fotografo paesaggista italiano. Ma non paesaggisti a caso, gente importante eh 😉

Francesco Gola è l’intervistato di oggi.

Francesco ama il mare, e ama le lunghe esposizioni. Queste sono le caratteristiche principali delle sue stupende foto.

Ma le sue foto sono molto di più. Per lui sono un collegamento tra il suo mondo interiore di sogni ed emozioni, e quello esteriore della Natura.

Nella sua esperienza può vantare clienti e collaborazioni con nomi del calibro di Nikon, Apple, NiSi e Capture One.

Bello eh?

Ora veniamo a noi.

Allora, intanto ciao e grazie di aver accettato di fare questa breve intervista 😊

Partiamo dalla cosa più importante, la meta: come la scegli?

Hai presente quando sotto la doccia ti viene la risposta geniale alla domanda che ti hanno fatto tre ore prima e alla quale non hai saputo rispondere? Più o meno è così. Infatti la meta è una folgorazione, mai una vera e propria pensata, e arriva quando lo decide lei, non quando serve a te. Può venire guardando la copertina di un libro, sfogliando cose a caso su internet, guardando hashtag improbabili su Instagram. Una volta l’ho trovata guardando l’etichetta di uno shampoo al supermercato, giuro, e ci ho organizzato dietro un viaggio di una settimana in solitaria in un’isola scozzese.

La parte più importante è percepire quando viene, per non tarparle le ali. A quel punto partono le mille domande: “ma quindi quel faro dov’è?”, “ma ci si arriva senza traghetto?”, “e il sole dove tramonta?”, “ma le maree?”.

E così, in men che non si dica, mi infilo in quella che reputo la parte più divertente di tutte, che mi permette di viaggiare ancor prima di alzarmi dalla scrivania: la pianificazione.

Io, da aspirante paesaggista, mi trovo sempre a dover coniugare due approcci per me differenti, ma complementari, alla fotografia di paesaggio: la pianificazione e il semplice vagare in cerca di ispirazione. Una volta scelta la meta, tu come procedi all’organizzazione del viaggio? Pianifichi nei minimi dettagli (con tanto di software per la posizione del sole e ore di golden e blue hour) ogni scatto, o “vagabondi” in cerca di idee?

Credo che vagabondare nella natura con il cavalletto in spalla e le cuffie nelle orecchie sia stato il motivo per cui abbia iniziato a dedicarmi seriamente alla fotografia di paesaggio.

È qualcosa che consiglio a tutti, perché è davvero un modo per ritrovare se stessi, cosa che servirà sicuramente dopo nella fase di scatto. Purtroppo, però, dopo un po’ mi sono accorto che andare a caso significa quasi sempre fallire nel catturare il momento magico che andiamo cercando, perché lasciamo letteralmente tutto al caso. Se la fortuna è cieca, sulla sfiga… lo sai.

Pianificare così diventa una necessità perché, a meno che non abbiamo davvero dei giorni da perdere e null’altro da fare nella vita, se stiamo una settimana in Scozia a far foto, vogliamo essere al posto giusto al momento giusto, è innegabile.
Iceland - Francesco Gola
Se vai in Islanda ad Agosto per fotografare l’Aurora boreale, probabilmente al ritorno venderai tutta la tua attrezzatura dal nervoso, perché ad Agosto l’aurora non la vedrai sicuro dato che ci sono 24 ore di luce. Così come se decidi di fotografare un tramonto sul mare in Costa Azzurra in estate, perché il sole ti tramonta alle spalle. O come se ti metti in testa di fotografare un maestoso faro in tempesta in Bretagna, quando a causa della bassa marea potresti raggiungerlo a piedi.
Queste sono tute cose che puoi sapere prima, e ormai con una facilità disarmante. E saperle ti permette di scegliere non solo la meta più adatta al periodo a disposizione, ma anche di adattarti agli imprevisti che, quasi certamente, dovrai fronteggiare una volta arrivato in campo, perché nessun piano di battaglia resiste al primo colpo di cannone.
Pianificare non significa portare a casa lo scatto, ma massimizzare le possibilità che hai di farlo.
Infatti è bene ricordarsi e accettare sempre e comunque l’unica regola che governa davvero la fotografia di paesaggio: per quanto tu possa pianificare, Madre Natura è sempre al comando.

Lo zaino di un paesaggista tende a riempirsi facilmente tra ottiche, corpi macchina e accessori vari. Tu come gestisci la tua attrezzatura? Meglio viaggiare leggeri, o meglio avere sempre tutto con sé onde evitare imprevisti?

Il mio approccio nell’attrezzatura è sempre stato molto minimal per diversi motivi.

Il primo è quello della praticità: fare lunghe passeggiate a piedi con chili e chili sulle spalle è davvero una tortura spesso non necessaria, soprattutto quando scoppia il temporale e devi correre a cercare un riparo. In linea generale, non porto mai un corpo macchina di scorta, poiché credo che il livello di affidabilità raggiunto dalle attuale macchine sia tale da garantire una ragionevole sicurezza; e poi non sono mica su una slitta trainata da cani per un viaggio di due mesi al Polo Nord!

Per quanto riguarda gli obiettivi, invece, per me è una scelta mentale. Utilizzo infatti solo due lenti a focale fissa: uno Zeiss 18mm (la mia lente primaria) e uno Zeiss 21mm (quello che affettuosamente chiamo “il teleobiettivo”). Se setti il tuo cervello solo a una o due focali, già camminando nella location di scatto sarai infinitamente avvantaggiato a trovare la composizione giusta, perché il tuo cervello comincerà ad elaborare la scena con quel “poco” che hai a disposizione, invece che autogiustificarsi dicendo “vabè, una zoommata e qualcosa si trova sicuro”. Salvare spazio in obiettivi e corpi macchine mi permette poi di portare una ragionevole abbondanza di accessori, che facilmente possono creare qualche problema per la loro natura poco affidabile.

Scotland - Francesco GolaBatteria di scorta, memory card addizionali, telecomandi di scatto remoto, torce e pile di ogni genere mi assicurano di non restare “a piedi” sul più bello.

Indispensabili per la fotografia di paesaggio i filtri. Anche qui stesso approccio: pochi ma buoni. Non servono mille gradazioni, ne servono due o tre; l’importante è che siano di qualità eccellente, per non andare a vanificare un nostro viaggio epico con attrezzatura da migliaia di euro, in un banale scatto fatto con un fondo di bottiglia che rende tutto opaco.

Infine, anche qui ricorda una legge fondamentale, il Paradosso della Scelta: più attrezzatura abbiamo a disposizione, più faremo fatica a scegliere quale utilizzare.
Insomma, penso che uno zaino snello permetta di mantenere snella e fresca anche la mente.

In base all’attrezzatura, quindi, bisogna scegliere il modo più adatto per portarsela con sé. Tu usi uno zaino, una tracolla, o qualche prodotto che ancora noi non conosciamo?

Non ho ancora trovato il Santo Graal degli zaini, ma penso comunque che lo zaino sia la soluzione migliore per questo genere fotografico. Uno zaino permette di organizzare bene l’attrezzatura per non perdersi a cercare quello che ci serve una volta in campo, oltre che distribuire correttamente il peso sulle spalle quando facciamo lunghe passeggiate. Tracolla, Sling Bag e altre soluzioni sono sicuramente ottime per le uscite in città, ma non per la paesaggistica.

Il vero problema è trovare uno zaino davvero adatto alle proprie esigenze. Se ne stai cercando ancora uno, ti suggerisco di focalizzarti su tre aspetti secondo me essenziali: possibilità di configurare a piacere gli spazi all’interno (e ancor meglio, magari dotato di una unità interna removibile), impermeabilità e adeguato supporto lombare. Ricorda inoltre che alle compagne aeree ben poco interessa se nel tuo zaino fuori misura massima c’è una preziosa reflex o un sacco di patate: va in stiva senza passare dal via. Evita dunque zaini con colori troppo appariscenti per attirare l’attenzione di qualche nazihostess e assicurati che le dimensioni esterne siano all’incirca compatibili con le dimensioni massime della compagnia aerea (circa, perché all’italiana, forzando un po’, qualche centimetro si recupera sempre!).

Ultima domanda, molto libera: lascia un consiglio ai lettori, su come affrontare al meglio la fotografia di paesaggio. 

Credo che il miglior modo di affrontare la fotografia di paesaggio sia con il cuore e con la mente, non con l’attrezzatura.

La migliore reflex, il più nitido degli obiettivi, il più stabile dei cavalletti ti restituiranno solo delle belle cartoline se tutto quello che ti limiti a fare è applicare la teoria imparata.
Non mi ricordo di aver realizzato una buona immagine solo perché di fronte a me c’era un tramonto spettacolare o la tempesta perfetta, ma ricordo esattamente l’emozione che ho provato mentre stavo catturando ogni scatto che poi ho deciso di pubblicare.
Nel momento in cui riuscirai a trasferire quello che provi alla tua macchina fotografica, allora sarai in grado di chiudere quel cerchio iniziato magari, davvero, con un’idea sotto la doccia e, per un istante, sarai tutt’uno con tutto quello che ti circonda.

Ho sempre lavorato per quell’istante, e credo non ci sia miglior obiettivo da provare a perseguire per ogni fotografo di paesaggio.

Spain - Francesco Gola

Puoi seguire Francesco:
Sul suo sito: francescogola.net

 

Lorenzo

News ed Eventi
Il team di FotografiaProfessionale: Lorenzo Montanari

LORENZO MONTANARI – FOTOGRAFIAPROFESSIONALE.IT

16/08/2018
Francesca Pone

Il team di FotografiaProfessionale: Lorenzo Montanari

 

Lorenzo Montanari è l’altra new entry del team di FotografiaProfessionale: 23 anni, neolaureato in Marketing, da piccolo sognava di diventare un paleontologo. L’ambizione è cambiata alla svelta e ha lasciato spazio ad una grande passione per i motori: cresciuto fra le auto, il “piccolo” Lorenzo sogna(va) un lavoro in questo mondo.

La Fotografia gli è sempre piaciuta, ma la vera passione si è sviluppata negli ultimi anni: con una buona attrezzatura, Lorenzo ha dato sfogo alla sua creatività e ha iniziato ad osservare il mondo attraverso l’obiettivo fotografico. Il 2016 (quasi, anzi ci sa dire anche la data precisa) è stato il periodo di svolta per la sua arte: mettendosi in gioco, Lorenzo ha provato a far diventare la passione fotografica qualcosa di più, sempre con la sua reflex Nikon al collo come fedele compagna di viaggio 🙂 I suoi momenti morti sono fatti di zaino in spalla, scarpe comode e tante fotografie di ciò che lo circonda… Rigorosamente all’aria aperta!

FotografiaProfessionale ha accolto Lorenzo dopo la sua candidatura e si dichiara fortunato di aver notato quel video di “ricerca gavette” (proprio come me) 🙂

Lorenzo, in qualità di Project Coordinator, si occuperà dell’organizzazione ed il coordinamento delle attività interne e non alla nostra agenzia: il lavoro che calza a pennello per un precisino come lui 😉

Un consiglio: stai attento a relazionarii con lui, il passato in Arti Marziali potrebbe emergere da un momento all’altro! Per fortuna, però, ora si dedica solo al Fitness perché gli consente di stare in forma e di sentirsi in pace con se stesso. Quando non scatta fotografie e non fa sport… Fa quello che fanno tutti i ventenni di oggi.

Musicalmente apprezza tutto ciò che va oltre le regole e che si distingue dal quotidiano. “300” e “Watchmen” di Zack Snyder sono senza dubbio i suoi film preferiti.

Lorenzo ha un sogno ben chiaro e ambizioso nel suo cassetto, ma con un progetto alle spalle perché, come dice lui, “un sogno nel cassetto, per essere tale, deve avere un progetto su cui appoggiarsi”: per ora diciamo che vorrebbe fare il lavoro per cui ha studiato e fare carriera in importanti aziende, magari nella Lamborghini per coronare la sua passione sfegatata per i motori 🙂

“Non direi di no nemmeno a fare il fotografo per il National Geographic, però”, ammette.

Presto lo incontrerai ai nostri eventi, ma ti promettiamo che non esibirà le sue doti di artista marziale 😉

 

Francesca

News ed Eventi
Un’estate a -70!

UN’ESTATE A -70!

31/07/2018
Lorenzo Montanari

Un’estate a -70!

Fra pochi giorni gli uffici di FotografiaProfessionale si svuoteranno e anche noi partiremo per le (meritate) vacanze, ma saremo sempre disponibili per assisterti e soprattutto ti lasceremo con tantissimi corsi fantastici per l’estate 😉

Infatti, sono arrivate le promozioni estive sull’e-shop di FotografiaProfessionale.it!

 

Potrai trovare gli sconti da oggi (31 luglio) fino al 17 settembre, così avrai tutto il tempo di applicare le tue nuove conoscenze in vacanza, oppure di tornare e programmare con tutta calma la tua formazione per la stagione invernale.

Sono previste forti promozioni, apposta per te che hai fame di gelat.. crescere! Non dovrai più scegliere quale corso comprare tra tutti quelli proposti, adesso potrai sceglierli tutti.

 

Veniamo a noi:

ogni settimana sarà dedicata ad un tema specifico, con sconti dedicati ad ogni corso.

Gli sconti (applicati sul prezzo di listino) sono del:

  • 60% sugli eBook
  • 70% e oltre sui video-corsi
  • 85% massimo sui percorsi completi

 

Potrai trovare alcuni corsi caricati sul nuovo portale, a prova di vacanza: i contenuti sono disponibili in streaming (oltre al classico download), e li puoi guardare anche dal tuo smartphone. Insomma… non hai più scuse 😉

 

La mia lista della spesa è piena, e in valigia ho già fatto spazio per un po’ di tecniche, consigli e trucchi del mestiere.

Mi raccomando, fallo anche tu, e porta in vacanza con te la tua fotografia e la tua post da vero PRO.

 

Lorenzo

 

SUMMER SALES 2018 - FotografiaProfessionale.it

Fotografia
Eclissi lunare: quando e come fotografare la Luna di sangue

UNA TIPICA ECLISSI CON “LUNA DI SANGUE”

06/07/2018
Lorenzo Montanari

Eclissi lunare: quando e come fotografare la Luna di sangue

Con una durata di un’ora e 43 minuti, nella notte tra il 27 e 28 luglio avremo l’eclissi di Luna più lunga di tutto il secolo.

Soggetto amato da molti fotografi, la Luna risulta tutto sommato semplice da fotografare: ecco alcuni consigli per realizzare uno scatto tecnico e creativo.

 

…ma prima, un po’ di scienza!

 

L’intero fenomeno avrà una durata di circa 4 ore: un’ora e 43 minuti è infatti il periodo di eclissi totale di Luna, cioè la fase in cui il nostro satellite si trova completamente oscurato dall’ombra della Terra; allo stesso tempo, Sole, Terra e Luna saranno esattamente allineati, in questo ordine.

Le fasi di eclissi di luna con un teleobiettivo (Copyright Jez Hughes Photography)
Le fasi di eclissi di luna con un teleobiettivo (Copyright Jez Hughes Photography)

Nella fase di eclissi totale, la luna assumerà un colore rosso, dovuto alla posizione dei corpi celesti e dai raggi solari rifratti dalla Terra. È importante precisare che si avrà prima una zona di penombra, e poi la tinta rossa.

La Luna si troverà anche nella posizione di apogeo, quindi il punto dell’orbita più distante dalla Terra: apparirà quindi più piccola e più lenta.

Se (come me) avevi piani per la serata, cancellali: secondo timeanddate.com, il fenomeno inizierà alle ore 19:14 (ora italiana) e si concluderà alle ore 1:28. Sfortunatamente, gli osservatori italiani non saranno in grado di vedere le prime due fasi di penombra e di eclissi parziale, essendo la Luna sotto il livello dell’orizzonte. La Luna sarà a noi visibile all’inizio della fase di eclissi totale.

Qui sotto puoi trovare le fasi principali a noi visibili di cui tenere nota, con i relativi orari:

  • Eclissi completa (inizio): 21:30 – 27 luglio
  • Eclissi massima: 22:21 – 27 luglio
  • Eclissi completa (fine): 23:13 – 27 luglio
  • Eclissi parziale (fine): 00:19 – 28 luglio
  • Eclissi in penombra (fine): 1:28 – 28 luglio

 

Ma veniamo a noi: come la fotografo ‘sta Luna?

 

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News ed Eventi
Cresciamo restando giovani: il nostro team si allarga!

DI PIù E PIù GIOVANI: BENVENUTI FRANCESCA E LORENZO! / FOTOGRAFIAPROFESSIONALE.IT

28/06/2018
Gloria Soverini

Cresciamo restando giovani: il nostro team si allarga!

Il team di FotografiaProfessionale si allarga e dà il benvenuto ai due nuovi acquisti: Francesca e Lorenzo, giovani appassionati di fotografia e di comunicazione che superano il confine del Po per venire a riempire le fila del nostro neonato Settore Giovanile

 

Francesca e Lorenzo ci hanno conosciuto, come tanti, seguendo la nostra pagina Facebook; da lì, tra un articolo e l’altro, hanno intercettato il nostro video di ricerca personale e nei prossimi mesi impareranno i trucchi del mestiere.

Ci piace pensare che l’arrivo di questi ragazzi giovanissimi sia la dimostrazione del successo di FotografiaProfessionale, del lavoro svolto dal nostro team e… sì, anche di tanta passione per la fotografia 🙂
C’è qualcosa di più bello del rendere la propria passione un lavoro? Io credo di no.

 

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Fotografia
Camera Robot: nuove opportunità in arrivo?

SCENA TRATTA DA “IRON MAN”

22/06/2018
Lorenzo Montanari

Camera Robot: nuove opportunità in arrivo?

I camera robot sono sempre più in evoluzione e sempre più utilizzati nell’ambito delle riprese per la loro fluidità e versatilità. Nuove opportunità nel mondo lavorativo ci aspettano?

 

Un camera robot è un braccio tecnologico in grado di fare praticamente qualsiasi tipo di movimento, di scattare foto e riprendere, e di regolare zoom e apertura automaticamente.
Sicuramente hai visto almeno un film che abbia avuto tra i protagonisti Iron Man. Se ben ricordi, uno degli assistenti di laboratorio preferiti (non sempre) di Tony Stark era un braccio robotico collegato al sistema di intelligenza artificiale.

Se hai mai sognato di sentirti come lui (o almeno un po’), un camera robot è quello che ti serve.

 

 

Abbiamo avuto l’opportunità di discuterne con Giorgio Cravero durante il workshop di Fotografia Pubblicitaria della nostra Accademia di PostProduzione da lui tenuto.

Giorgio, vincitore del premio Hasselblad Masters Awards 2016, è specializzato nella fotografia Still Life e Advertising, ci ha parlato di come sempre più fotografi di questi settori siano chiamati ad approcciarsi al settore video. In questo ambito è sempre più diffuso l’utilizzo di camera robot, che possono anche derivare da ex bracci robotici di una catena di montaggio. Le possibilità che aprono queste nuove tecniche sono veramente infinite.

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Fotografia
Cosa significano le sigle sugli obiettivi? (1/2): Canon e Nikon

IMPARA A “LEGGERE” I TUOI OBIETTIVI :)

25/05/2018
Gloria Soverini
1 commento ]

Cosa significano le sigle sugli obiettivi? (1/2): Canon e Nikon

Saper individuare il significato delle sigle sugli obiettivi è fondamentale per conoscere meglio i tuoi strumenti e per orientare gli acquisti: le informazioni su lunghezza focale e apertura massima sono solo l’inizio!

 

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto un messaggio su Facebook di una ragazza che ci chiedeva come orientarsi nella scelta degli obiettivi, dal momento che per la stessa lunghezza focale trovava specifiche differenti espresse da “sigle” che l’avevano mandata in confusione.
Quant’è vero!
Chi non è passato per la ricerca di tutte quelle lettere su Google, magari non riuscendo a capire bene di cosa si trattasse se non di funzioni che potevano far aumentare o diminuire il costo della lente? 🙂

Ho quindi deciso di raccogliere un elenco delle sigle più diffuse, per le marche più diffuse, con una breve spiegazione e qualche cenno tecnico raccolti sul web.
Oggi parto da Canon e Nikon – le foto degli obiettivi saranno solo Canon, che è il brand che utilizzo 😉

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Post-produzione
Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

COME EVITARE DI PRENDERE UN “PACCO”?

18/01/2018
Simone Poletti
4 commenti ]

Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

10 semplici regole per scegliere un video-corso o un workshop di qualità e non prendere pacchi

 

Lavoro in un’azienda che fa corsi di formazione, quindi ti avverto fin dall’inizio: in questo articolo non mi sentirai parlar male di chi fa corsi 🙂

Ma, facendo formazione da diversi anni, mi rendo conto ogni giorno di più che molti sono un po’ disorientati dalla presenza sul mercato di un’enormità di workshop e corsi di fotografia e di post-produzione.

Diciamoci la verità: tanti fotografi che facevano un po’ fatica a “tirare fine mese” si son messi a fare corsi, forse invogliati dal successo di team più strutturati, come il nostro o altri che sono su questo mercato da anni.

Ci sono anche tanti fotografi che hanno iniziato a fare corsi spinti dai loro amici e conoscenti, perché sono semplicemente bravi ad insegnare!

Ci sono poi tanti che vengono ai workshop o acquistano video-corsi e pensano “Posso farlo anche io!“. Così il giorno dopo aprono una pagina Facebook e si mettono a distribuire tutorial o a vendere corsi live.

In particolare in questi primi giorni del 2018 ho visto comparire sui social una miriade di corsi, workshop, incontri di fotografia e di post: dal corso base di fotografia al workshop più evoluto.

Chiariamo subito un punto: non c’è niente di male. Chiunque si lanci in una nuova impresa ha la mia solidarietà e il mio “in bocca al lupo”.

Anzi, alcuni sono davvero bravi e la concorrenza fa solo e sempre bene: tiene “alta l’asticella” e ti ricorda ogni giorno che devi migliorare costantemente e tenerti aggiornato 😉

Il successo di FotografiaProfessionale è dovuto a tre fattori: alla nostra bravura (scusa l’immodestia, ma è vero), al sostegno e allo sprone dei nostri utenti (fantastici!) e al fatto che ci sono tanti colleghi bravissimi che ci costringono a fare sempre meglio.

 

Poi, come è sempre accaduto in ogni campo (anche nella fotografia, è solo questione di tempo), quelli bravi rimangono e hanno successo, quelli scarsi scompaiono nel nulla e cambiano mestiere.

Quindi, se il problema non è la concorrenza o il fatto che ci siano tanti fotografi che fanno corsi e workshop, qual è?

Il problema è che tu, come utente interessato a questi workshop o a questi corsi, spesso non trovi gli strumenti per capire cosa è valido e cosa no.

Spesso ai miei workshop mi sento dire “Ho fatto decine di corsi prima di trovare voi, provavo un po’ a caso prendendo anche grosse fregature”.

Come fai ad evitare quelle fregature e andare dritto al punto, trovando subito il corso o il workshop che fa per te?

Coma fai a distinguere cosa ti può essere davvero utile da una perdita di tempo e denaro?

Beh, credo che si possa stilare un piccolo “Vademecum dell’aspirante allievo“, una serie di piccoli ma utili consigli per facilitare la tua scelta.

Non ti preoccupare, sarò breve e non dovrai studiare un tomo di 1000 pagine. Mi affiderò all’esperienza, al buonsenso e… alla sintesi 😉

 

Sarò breve e sintetico
Sarò breve e sintetico

10 semplici regole per scegliere un video-corso o un workshop di qualità e non prendere pacchi

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