Tecnica Post-Produzione
12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (2a Parte)

12 COSE DA EVITARE: LA SECONDA PARTE!

04/11/2016
Simone Poletti
1 commento ]

12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (2a Parte)

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Ci sono altre 6 cose da evitare nella post di una fotografia. Altre 6 tremende “trappole”!

 

Qualche giorno fa ho iniziato ad elencarti quelle che, secondo me, sono le 12 cose da evitare per ottenere una post di qualità, quelle che devi fuggire come la peste se vuoi che le tue immagini siano belle, salve e naturali 😉

Le prime 6 “Cose da Evitare” le trovi qui, nella prima parte di questo articolo, ma ricapitoliamole brevemente:

  1. Non sfruttare al meglio le potenzialità del RAW
  2. Applicare regolazioni contrastanti
  3. Non considerare i Profili Colore
  4. Schiarite locali con effetto “Luce Divina”
  5. Desaturazione selettiva
  6. Colori iper-saturi e innaturali

Sono tutte cose che anche io ho fatto, almeno una volta, per poi capire che erano dannose, quindi se anche tu hai una foto che fa parte della lista… non te ne vergognare!

Da anni mi occupo di editing delle immagini e di formazione nel campo della post, e so che esistono le mode e alcune cose sono irresistibili…

Tutti abbiamo maltrattato un HDR, almeno una volta nella vita.

È un passaggio importante nella vita di ogni fotografo/ritoccatore.

Un trauma dal quale si deve guarire, uscendone migliori 😉

Ma capita che qualcuno rimanga catturato nella rete degli aloni e della iper-saturazione, quindi può essere utile che io finisca la mia lista e ti elenchi le

Altre 6 cose che dovresti sempre evitare quando correggi le tue foto (Seconda parte da 7 a 12)

PS: Come nel precedente articolo, userò degli esempi pratici, torturando appositamente alcune fotografie di Simone Conti.

Se sei una persona sensibile e dallo spiccato senso estetico… non proseguire nella lettura, potresti soffrire molto.

LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Tecnica Post-Produzione
12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (1a Parte)

DESATURAZIONE SELETTIVA? NON LO FARE!

13/10/2016
Simone Poletti

12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (1a Parte)

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Ci sono 12 cose da evitare, cose che possono rovinare la post di una fotografia anche solo a nominarle.

 

Proviamo: “Desaturazione Selettiva“. Ecco, vedi?

Ogni tanto incontro un amico di vecchia data o mi presentano qualcuno e mi viene chiesto “Cosa fai nella vita?

Ho riformulato la risposta tante volte, in base all’evoluzione del mio ruolo professionale e in base all’umore del periodo. Ultimamente rispondo:

“Fra le altre cose, insegno ai fotografi ad usare Photoshop senza farsi male”.

La definizione è riduttiva e non spiega nel dettaglio cosa faccio io o cosa fa FotografiaProfessionale, ma ha tre grandi pregi:

1) chiarisce il “succo”

2) è sintetica e soprattutto…

3) la capiscono tutti 😉

Nel mio ruolo di “Istruttore di Anti-Infortunistica per Photoshop“, mi capita spesso di parlare con fotografi e ritoccatori. Durante i workshop, durante le giornate di Accademia, in occasione dei seminari e degli eventi a cui partecipo in giro per l’Italia, ma anche rispondendo a post su Facebook, email e messaggi privati.

E capita sempre più di frequente di discutere di questa o quella tecnica, di certi effetti e certe mode tipiche del ritocco.

Soprattutto durante le lezioni dell’Accademia di Post cerco di indirizzare i miei allievi il più lontano possibile dagli “scogli” che possono essere davvero dannosi per le loro fotografie e per la qualità della loro post.

Ho cercato di riassumere i consigli che do di solito in Accademia in alcuni punti, alcune cose che secondo me un fotografo non dovrebbe fare mai, o dovrebbe smettere di fare subito! Eccole qui insieme a qualche esempio di immagine devastata dal ritocco.

12 Cose che dovresti sempre evitare quando correggi le tue foto (Prima parte: da 1 a 6)

LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Fotografia
Il Mattino ha l’Oro in Bocca

IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA

09/09/2016
Simone Conti
4 commenti ]

Il Mattino ha l’Oro in Bocca

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca…

Potrei continuare a scriverlo per ore. Qui a San Francisco non fa freddo come all’Overlook Hotel e io non mi chiamo Jack, ma ogni tanto mi sento un po’ a metà tra Jack Nicholson in “Shining” e Lino Banfi in “Vieni Avanti Cretino” (se non lo hai visto cerca “Grazie, la sua soddisfazione è il nostro miglior premio” su Youtube! 😉 ).

Ti aspetti un nuovo posto sul blog di FotografiaProfessionale, non è così? Ormai sei abituato a vedere almeno due pubblicazioni settimanali, ma io come ti dicevo sono a metà tra il blocco dello scrittore e l’iperattività cognitiva da vita a San Francisco.

Oggi da quando mi sono alzato ho coordinato i nuovi sviluppi del sito di FotografiaProfessionale, fatto testing e debugging di alcune funzionalità, fatto la postproduzione di uno shooting, inviato 4 preventivi a dei clienti prospect, sono andato a prendere Jen all’aeroporto di ritorno da Londra, ho fatto 30 minuti di coda per entrare in autostrada (giusto perché il volo era in ritardo di un’ora e il tutto si è incastrato con l’ora di punta) e infine organizzato alcuni dettagli del prossimo matrimonio che scatterò qui a San Francisco tra una decina di giorni… biribiribì, non c’è, non c’è, la sua soddisfazione è il nostro miglior premio! Il bello è che ora devo scrivere il nuovo articolo per il sito. Ah, no… lo sto scrivendo… Vedi, perdo pezzi. Qui è mezzanotte, a Jen hanno perso il bagaglio in un volo mono-tratta, mono-compagnia… che era pure in ritardo di un’ora (e quindi avevano tutto il tempo di caricare i bagagli!) e sto aspettando il delegato British Airways che ci riporti la valigia (qui sono efficienti… se sei sveglio il fattorino consegna anche in piena notte!).

LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Fotografia
5 errori comuni da evitare quando pubblichi le tue foto online

5 ERRORI DA NON FARE SE VUOI VIVERE FELICE CON LE TUE FOTO ONLINE

07/07/2016
Gloria Soverini
6 commenti ]

5 errori comuni da evitare quando pubblichi le tue foto online

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Leggi questa piccola guida se vuoi evitare i 5 ERRORI più comuni quando si condividono le foto online!

 

1. ESSERE IPERPROTETTIVI

L’iperprotettivo NON dovrebbe postare le proprie foto online: è così terrorizzato dall’idea che qualcuno gliele possa rubare che si assicura che a nessuno venga voglia di farlo. Come?
In due modi:
* aggiungendo un WATERMARK GIGANTE (che tendenzialmente ti impedisce di vedere la foto stessa)
* postando file minuscoli (che è la versione passivo-aggressiva della precedente)
>> Se vuoi godere dei benefici dell’esposizione che ti dà internet, accetta i rischi e trova la strada giusta per tutelarti in modo che le tue foto non ne risentano, altrimenti lascia perdere 🙂

→ Se non sai come aggiungere velocemente la tua fine e ben proporzionata (:D) filigrana con Lightroom, guarda come si fa in questo articolo

 

2. USARE IL PROFILO COLORE SBAGLIATO

Quando sei pronto a postare una foto online, esportala da Lightroom o Photoshop con un profilo sRGB.
AdobeRGB potrebbe sembrarti migliorie ma, a seconda del browser e dispositivo che si utilizza per visualizzare la foto, i colori potrebbero risultare totalmente fuori controllo.
>> Esporta in AdobeRGB per la stampa, sRGB per il web.

→ Vuoi saperne di più sui profili colore? Visita la nostra sezione “Video” per trovare contenuti utilissimi! https://www.facebook.com/FotografiaProfessionale/videos

 

3. ESSERE UN TUTTOFARE (MA NON ESSERE DAVVERO FORTE IN NESSUN CAMPO)

Non c’è niente di sbagliato nello sperimentare le proprie doti in diversi generi fotografici, ma poi è necessario che inizi a focalizzarti su un campo (o pochi) e che trovi il tuo stile all’interno di ciò che ami di più – o dove ottieni i risultati migliori (ATTENZIONE: le due cose non vanno necessariamente di pari passo! Se vuoi sapere cosa intendo, leggi questo articolo).
Infatti, per ottenere visibilità e farti riconoscere, devi concentrarti su uno o pochi generi, coltivarli e far crescere le tue abilità in quei campi.
>> Non cercare di essere bravo in tutto quando si tratta di fotografia, o rischi di non diventare forte in nessun campo.

 

4. CONDIVIDERE TUTTO, MA PROPRIO TUTTO

Hai fotografato un bellissimo tramonto ieri? O magari hai trovato il punto perfetto per scattare la Via Lattea? Bene… NON pubblicare OGNI foto che hai scattato!!!
100 foto dello stesso tramonto non fanno parte della “logica di internet”: è come obbligare i tuoi amici a stare a sedere e guardare un noiosissimo slideshow delle vacanze con la tua famiglia 😀
>> Condividi una foto al giorno, e mai più di 5 alla volta a meno che tu non stia trasferendo il tuo portfolio su una piattaforma dedicata (o non si tratti di un evento con più fasi, quindi un lavoro di storytelling).
Abbiamo tutti una CAPACITÀ DI ATTENZIONE LIMITATA, non esagerare!

 

5. NON CONDIVIDERE NULLA

Il pulsante “Pubblica” ti mette in difficoltà? Ricordati che creare un network di qualità necessità di attenzione e costanza, quindi iscriviti a pochi social/piattaforme se sai di non riuscire a curarli tutti come si deve. E poi? Poi devi SFORZARTI di superare la “paura della condivisione” aiutandoti con un calendario specifico di uscite 🙂
>> Cerca di postare una foto al giorno, minimo una o due a settimana: se non lo farai, non riuscirai ad avere dei fedeli seguaci se non darai loro un valido motivo per seguirti
Conosci qualcuno che rispecchi uno o più di questi punti? Magari il “cugino di un tuo amico”… 😉

Gloria

(articolo liberamente tradotto da http://fotp.ro/29f9T5S)

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Fotografia
Fotografare ti distrae da ciò che stai vivendo?

FOTOGRAFARE AD UN CONCERTO: IL MURO DEL CANTO AL KALINKA DI CARPI

14/06/2016
Gloria Soverini
2 commenti ]

Fotografare ti distrae da ciò che stai vivendo?

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

È una credenza comune: fotografare ti distrae da quello che stai vivendo. Uno studio recente potrebbe dimostrare il contrario

“Ma come fai a goderti un concerto se non fai altro che fotografare?”

Dopo “Quanti anni hai?” e “Cosa significano i tuoi tatuaggi?”, quella iniziale è certamente la domanda che mi viene rivolta più spesso e, a differenza delle altre due, è anche l’unica cui non sono ancora riuscita a dare una risposta vera e propria.

Fotografo concerti per passione, quindi la domanda è certamente lecita. Il problema è che quando non lavoro ho SEMPRE la macchina fotografica con me nella borsa, anche se la rende scomoda e pesante; i miei amici sanno che quando usciamo, c’è anche la 6D con me (mi deridono? Alla grande), anche se a volte non la uso.

“Come fai a goderti quello che fai se pensi a fotografarlo?”

Oggi mi sono imbattuta in un articolo di PetaPixel in cui si parla di un esperimento, i cui risultati sono stati pubblicati sul “Journal of Personality and Social Psychology” meno di 10 giorni fa, il 6 giugno.

LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Fotografia
Puoi essere un fotografo, ma sei un artista?

ROGER BALLEN

18/04/2016
Gloria Soverini
1 commento ]

Puoi essere un fotografo, ma sei un artista?

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Se Platone potesse esprimere un’opinione su un qualunque fotografo, tanto per dire, lo definirebbe artigiano. Sì, anche se fosse MOLTO BRAVO.

Puoi pensare che Platone fosse una brutta persona leggendo il Simposio:

Il divino non si mescola con ciò che è umano, ma, grazie ai dèmoni, in qualche modo gli dèi entrano in rapporto con gli uomini, parlano loro, sia nella veglia che nel sonno. L’uomo che sa queste cose è vicino al potere dei dèmoni, mentre chi sa altre cose – chi possiede un’arte, o un mestiere manuale – resta un artigiano qualsiasi o un operaio.

Non ci sono storie: anche il fotografo più talentuoso resta comunque un artigiano.
“Ah, com’è bravo X, è un vero artista”, NON è un caso contemplato – a differenza di quanto si faccia oggi.
Domanda: essere molto bravi in qualcosa rende artisti? O, magari, dipende tutto dall’intenzione che sta dietro lo scatto?

A questo proposito, scomodo un personaggio dei giorni nostri – Platone può tornare al mondo delle Idee.
Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un articolo su PetaPixel dal titolo “You May Be A Photographer, But Are You An Artist?“, ovvero “Puoi essere un fotografo, ma sei un artista?”, in cui il fotografo Roger Ballen (ho parlato di lui in questo post dell’anno scorso) affronta proprio la differenza fra l’essere un fotografo e l’essere un artista.

Ho trovato il suo pensiero così interessante che ho voluto tradurre quell’articolo e affrontare la questione anche con chi, magari, di inglish ne mastica pochino 🙂
Eccolo qui di seguito:

*******************

“Quando premi sul pulsante di scatto e fai una foto, sei un fotografo… ma sei un artista?”, chiede il fotografo Roger Ballen. “Come artista, uso la fotografia come un mezzo per esprimere la mia visione artistica“.

Nei 3 minuti di video che puoi guardare di seguito (è in inglese, questo non posso tradurlo :)), ndr), realizzato da COOPH, Ballen condivide 7 idee per aiutarti ad essere sia un fotografo che un artista.

Ballen è un rinomato fotografo americano che vive a Johannesburg, Sudafrica. Le sue foto vengono spesso definite “dark”, e lui stesso afferma che le sue immagini si riferiscono al “lato oscuro” dell’umanità.

 

 

 

Ecco un veloce riassunto delle 7 opinioni di Ballen:

 

1. Lo Scopo dell’Arte
“Perché alcuni lavori sopravvivono al tempo, mentre altri hanno vita breve? Se rifletti su questo, allora puoi essere un artista”

2. Ridefinisci il tuo Mondo
“Come definisci le cose? Se ridefinisci la tua comprensione delle parole, allora puoi essere un artista”

3. Relazioni Visive
“Quando impari a vedere forti, complesse relazioni viscerali oltre le parole, allora puoi essere un artista”

4. Ogni Visione è Unica
“Quando impari che ogni momento è cruciale, e che ogni foto non può essere ripetuta, allora puoi essere un artista”

5. Cerca Dentro di Te
“Devi viaggiare in profondità dentro di te per creare una buona foto”

6. Rompi gli Schemi
“Se riesci a lasciarti andare e a rompere gli schemi della tua mente, allora puoi essere un artista”

7. Affronta le tue Paure
“Confrontarti con le tue paure ti aiuterà sicuramente nei tuoi sforzi artistici”

*******************

E tu, come ti definisci: sei un fotografo o un artista?
Insomma, SEI PLATONE O SEI BALLEN? 😀
La sfida è aperta!

Gloria

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Fotografia
Perché i fotografi non consegnano i RAW: una guida per i tuoi clienti

PERCHé I FOTOGRAFI NON CONSEGNANO I FILE RAW AI CLIENTI?

11/02/2016
Gloria Soverini

Perché i fotografi non consegnano i RAW: una guida per i tuoi clienti

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

È un’idea che mi frulla in testa da un po’ di tempo: sempre più spesso, durante i nostri workshop di fotografia e post-produzione o nelle “chiacchierate” con le Balene dell’Accademia, uno dei temi su cui ci confrontiamo maggiormente non riguarda tanto questa o quella tecnica, la scelta di un obiettivo piuttosto che un altro, ma la GESTIONE DEI RAPPORTI CON IL CLIENTE.

Si tratta di un tasto dolente tanto per il professionista che ha appena avviato la propria attività, quanto del fotografo con esperienza decennale.
Perché?
Perché i tempi cambiano ed evolve anche la clientela: se una volta una persona poteva portare un rullino a sviluppare e ritirare le stampe senza colpo ferire, dal momento che ogni processo veniva demandato al fotografo, adesso ci si trova davanti ad un cliente più consapevole che chiede consigli su corpi macchina più performanti, che si diletta con una post-produzione base, che… chiede i file RAW del servizio che hai realizzato per il suo matrimonio.

COSA?!
Respiri e conti mentalmente: 1, 2, 3, 4, 5… 10.000…
Mentre cominci a sentire nella tua testa “O Fortuna” di Carl Orff e conti fino ad un numero improponibile, il cliente sta ancora aspettando che tu gli dica “sì”.

Solitamente, la risposta è “no”.
Ma ecco che appena il cliente si rassegna, sentendosi anche un po’ maltrattato per il rifiuto, ne arriva un altro che chiede la stessa cosa.
Ti è capitato?
A me puoi dirlo, non lo saprà nessuno (più o meno :D): ti sei sentito un po’ maltrattato anche tu, vero? Magari incompreso, perché sappiamo tutti perfettamente che il file RAW è grezzo, che è incompleto, che la foto finita ha bisogno di cure, di riduzione del disturbo e di tutti quei procedimenti che rendono una foto la TUA foto: trattamento colore, contrasto del dettaglio, effetti particolari.

Tutti lo sanno, dicevo… ma tutti chi?

Sei sicuro che il tuo cliente, abituato a sentir parlare solo di megapixel, di zoom ottici, di “filtri integrati”, nelle pubblicità o nei centri commerciali, sappia DAVVERO cos’è un RAW? 🙂
La frustrazione de “il tizio X mi ha chiesto anche la consegna dei RAW, ma secondo te…”, è come un cane che si morde la coda: tu ti senti un po’ offeso, il cliente non capisce perché rifiuti la richiesta, e ognuno resta a rimuginare.

Come fare?
Semplice: credo che il modo migliore per evitare domande come questa sia FARE INFORMAZIONE.

Scegliere e Sviluppare le Fotografie di Matrimonio videocorso gratuito

In FotografiaProfessionale facciamo formazione a fotografi e ritoccatori, ma sempre di più mi sono resa conto che in generale si dovrebbe pensare anche al cliente che a loro si rivolge, perché se è vero che il digitale ha reso la fotografia più famigliare, allo stesso tempo è necessario che ci sia la giusta confidenza e che certi argomenti vengano trattati in modo più approfondito. Insomma: a ognuno il suo!

Di seguito troverai 10 punti sul “Perché i fotografi non consegnano i RAW”, utili sia per te (perché possono darti uno spunto per una risposta articolata), ma soprattutto utili per i tuoi clienti, perché capiscano che rifiuti non perché vuoi tenere le foto per te, ma perché vuoi consegnare il miglior lavoro possibile.
Si tratta delle motivazioni che la fotografa Jessica Kobeissi ha condiviso in un video di qualche minuto, che ho pensato di tradurre per chi non mastica di inglese tanto quanto di fotografia 😉

******************

1. I file RAW non sono il prodotto finale
Come dice Simone Conti, è come andare in un ristorante e pretendere che il cuoco ti dia gli ingredienti e non il piatto finito 😉

2. I potenziali clienti vedono le foto finite nel tuo portfolio, non i RAW
Il tuo stile è il connubio perfetto fra come scatti le foto e come le post-produci

3. I RAW hanno bisogno di sviluppo e procedimenti specifici
Non lo sai ancora, ma tu NON vuoi fare sviluppo e post. Potresti iniziare a piangere

4. Potrebbero esserci editing e post senza il tuo consenso
È come dare a qualcuno la bozza di un tuo manoscritto e poi vedere il libro pubblicato con correzioni ed aggiunte fatte da terzi

5. A volte, la post è davvero necessaria
Correzione dei difetti e rimozione degli elementi indesiderati sono fra gli elementi che rendono le foto il risultato del lavoro di un professionista, e non il frutto del caso. La cura è sia durante lo scatto, che dopo 🙂

6. Molti clienti non sono contenti delle foto non postprodotte
“Se la post è fatta bene, sembra così naturale che non pensi che ci sia… ma c’è, fidati” 😉

7. Qualità più che quantità
Preferisci avere 150 foto bellissime, sviluppate e postprodotte con attenzione al dettaglio, o preferisci avere 2.000 foto non ritoccate, grezze, come se le avesse scattate tuo cugino?

8. Non ce l’ho con te. Parliamone
Non sto dicendo che non ti darò i file RAW perché non voglio che tu sia felice

9. Non voglio che venga giudicato il mio lavoro non finito
“Voglio assicurarmi che qualunque cosa vedano le persone, rappresenti il mio lavoro completo”

10. Perdita di potenziali clienti
La fotografia è un flusso che va dallo scatto alla post, e solo la foto “finita” lo rappresenta pienamente

******************

Posto che ci sono punti che non ritengo necessari condividere (ad esempio l’ultimo, non è un problema del tuo attuale cliente se rischi di perderne altri, è un TUO problema), sicuramente informare la persona che hai davanti, piuttosto che pretendere che immagini o capisca da sola argomenti che conosci perché fanno parte del tuo lavoro, è un buon modo per ritrovarsi a metà strada:
tu sarai tranquillo perché non dovrai “giustificarti”, il tuo cliente capirà che non può avere i file RAW perché si tratta di materiale incompleto e che ci tieni a dare il massimo consegnando fotografie scattate bene e postprodotte in modo professionale.

Ti è mai capitato di sentirti chiedere i RAW? Com’è andata a finire?
Ci sono altri motivi che, magari, hai utilizzato tu stesso e che non hai trovato nell’elenco?

Scrivilo in un commento, la tua esperienza potrebbe essere d’aiuto anche ad altri (o potrebbe essere d’aiuto a te per sentirti meno solo in questo mondo di persone che fanno domande che non vorresti sentire… 😉 )

Gloria

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
News ed Eventi
Nikon, la postproduzione e il Web. Il triangolo no… o sì?

NIKON E IL CASO DELL’AEREO: IL WEB RISPONDE

01/02/2016
Gloria Soverini

Nikon, la postproduzione e il Web. Il triangolo no… o sì?

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Figuraccia in casa Nikon per un premio assegnato ad una fotografia malamente postprodotta: l’ironia del web interviene ed è subito viral!

 

Il fotografo Chay Yu Wei cammina con un amico per Chinatown; con il naso all’insù, vede l’arrivo di un aereo e lo aspetta incorniciandolo in una scala di ferro. Il click arriva quando il soggetto è perfettamente al centro, e la composizione è fatta, talmente bella che Nikon premia lo scatto online con un trolley.
Peccato che qualcuno si sia poi reso conto con un semplice controllo con Curve e Livelli su Photoshop che l’aereo era stato aggiunto in post (male, tra l’altro).

La controprova: ecco svelato il falso!
La controprova: ecco svelato il falso!

Sarà capitato a tutti di commettere uno sbaglio, ma se ti chiami Nikon hai più di 10 milioni di fan su Facebook… allora, in un caso come questo, hai anche un grosso problema da gestire 😀 LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Interviste
Un fotografo versatile dall’animo rock: intervista a Stefano Pedretti

BAKE OFF ITALIA © STEFANO PEDRETTI

18/11/2014
Gloria Soverini
1 commento ]

Un fotografo versatile dall’animo rock: intervista a Stefano Pedretti

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Com’era già successo in occasione di una precedente intervista, quando Simone Conti mi aveva suggerito il nome di Jee Young Lee, anche in questo caso il nome del fotografo oggetto delle mie domande mi è stato suggerito, questa volta da Simone Poletti.
“Vieni un attimo di qua”, dice dal suo ufficio, e mi mostra i ritratti che Stefano ha realizzato per l’ultima edizione di “Bake Off Italia”: colpita nel profondo (ammetto di essere un’accanita fan del programma) ed impressionata da tutti gli altri lavori e dai numerosi progetti paralleli, capisco che ho davanti il prossimo intervistato di FotografiaProfessionale 🙂

I ritratti ufficiali di Bake Off Italia © Stefano Pedretti
I ritratti ufficiali di Bake Off Italia © Stefano Pedretti

FP: Ciao Stefano, benvenuto su FotografiaProfessionale!
Quando è nata la passione per la fotografia? Hai mai partecipato a corsi, preso lezioni, o sei completamente autodidatta?

SP: Sono autodidatta, come in tutto quello che mi è capitato di fare.
Per quanto riguarda la fotografia venivo da quasi 10 anni di art direction per cui non è stato un iniziare da zero.
Passione per la fotografia non so, ho sicuramente la passione per l’immagine e la macchina fotografica è uno strumento, al pari di una matita, ma la matita non la so usare. LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Interviste
Luca Manfredi

© LUCA MANFREDI_002

08/01/2013
Ingrid Iotova
2 commenti ]

Luca Manfredi

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

FP:
Ciao, benvenuto su FotografiaProfessionale.it
Da quanto tempo scatti? Quando è nata la passione per la fotografia? Quando la passione si è trasformata in professione? Hai fatto studi particolari inerenti alla fotografia? O l’evoluzione è stata diversa?
LM:
Grazie a voi!
Ho passato la mia prima giornata in camera oscura all’età di otto anni con mio padre,e devo dire tra la magia dell’immagine che si sviluppava e il buio della camera oscura,ricordo che mi sentivo a dir poco levitare in un altro mondo, fantastico… ti sto parlando dei primi anni ’70 e senz’altro tra le mie mura domestiche era appena arrivato il primo televisore. Negli anni ’80 ho iniziato a esercitare la professione di assistente fotografo moda, i primi ritratti a un giovanissimo Gianfranco Ferre’, alle prime campagne moda… stavano sbocciando nella città di Milano le prime pubblicità visive più estetiche al mondo. Il mondo della moda con la lettera maiuscola. Lo sbocciare della vera passione professionale della fotografia di moda è avvenuta molto più tardi anche perché allora, e non solo allora, fotografo di moda era sinonimo di ricchezza. Macchina fotografica, rullini, sviluppi etc… non erano alla portata di tutti.

LEGGI TUTTO >>

Share on FacebookShare on Google+Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on LinkedIn