Fotografia
Devi proprio fare della passione per la fotografia un lavoro?

SEGUIRE O NO LE PROPRIE PASSIONI? (FOTO: JOHNDIORIO)

28/06/2016
Gloria Soverini

Devi proprio fare della passione per la fotografia un lavoro?

Dovresti seguire la tua passione, ovunque ti porterà? Dovresti fare solo quello che ami… o imparare ad amare quello che fai?

Segui le tue passioni” è uno dei consigli più comuni in assoluto: quante volte ti è capitato di dirlo a tua volta, o di sentirtelo dire? 😉
Un altro dei motti più diffusi è che “solo facendo il lavoro che ami, non lavorerai un solo giorno della tua vita”.
Inutile dire che entrambi possono essere riferiti all’ambito fotografico, anzi: dal momento che in tantissimi, me compresa, cercano di far diventare la passione per la fotografia un lavoro, è lecito fare un passo indietro e porsi qualche domanda.

La domanda è: sul serio dovresti far diventare la passione per la fotografia un lavoro?

È giusto e sacrosanto avere sogni ed obiettivi, ma non c’è niente di sbagliato nel fare un lavoro che sostenga te e la tua famiglia e che ti permetta di coltivare i tuoi hobby nel tempo libero.
La verità è che tutti i lavori a volte fanno schifo. Avrai la giornata no anche nel migliore dei mondi possibili, anche se starai facendo “ciò che ami”: non c’è nessun lavoro di cui non sarai mai stanco, che non ti stresserà, del quale non ti lamenterai. Non esiste. La passione non ti salverà da questo, però puoi prepararti per avere delle alternative ed affrontare i problemi in modo diverso, a prescindere da quella che è la tua professione.

Ho lavorato come commessa in un negozio di abbigliamento; ho fatto la centralinista per anni; ho consegnato la posta; ho lavorato nello studio di un fotografo sviluppando album di matrimonio tutto il giorno, per ore. Da qualche anno sono in FotografiaProfessionale e sono una fotografa di reportage di matrimoni ed eventi. Qual è il filo conduttore? Ho sempre fatto quello che mi permetteva di sostentarmi, magari nelle attività di famiglia per dare una mano in casa; un giorno mi sono guardata indietro e ho visto che di tutto quello che avevo intrapreso, fra hobby e passioni varie, la fotografia era sempre rimasta lì, così ho tradotto questa compagnia nel desiderio di farne un lavoro. Era necessario? Non lo so, ma non ho semplicemente potuto fare altro: invece che sceglierla, la fotografia mi è quasi capitata e ci siamo trovate a metà strada. Come ho già scritto, la fotografia è la scelta più bella che mi potesse capitare. Ma da quando ne ho fatto un lavoro sono cambiate certe cose anche nel modo in cui mi pongo nei confronti delle situazioni che fotografo, nel mio atteggiamento mentale, nella valutazione dei tempi e tanto altro.

Voglio condividere con te un video di 5 minuti in cui il presentatore televisivo americano Mike Rowe sostiene che sia giusto NON seguire necessariamente le proprie passioni.

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Interviste
Datemi un palco e vi dirò chi sono: intervista a Dustin Rabin

BILLY TALENT, AIR CANADA CENTRE, 2/2/2007 © DUSTIN RABIN

22/12/2014
Gloria Soverini
2 commenti ]

Datemi un palco e vi dirò chi sono: intervista a Dustin Rabin

Qual è il tuo genere fotografico preferito, la tua passione più grande, il campo che ti infervora maggiormente e che ti fa desiderare di avere sempre la macchina fotografica a portata di mano?

Il mio è la fotografia live, senza ombra di dubbio!
Quando non faccio foto ai concerti, allora cerco su internet le gallery dei fotografi professionisti in campo musicale e sogno ad occhi aperti.
Sapendo di questa mia grande passione, spesso ricevo delle email con link a siti del genere da Simone Poletti e Simone Conti, come piccoli regali che mi vengono recapitati di tanto in tanto – qui in ufficio è sempre Natale, insomma, anche quando non si scartano i pacchi 😉

È così che sono capitata sul sito di Dustin Rabin – in realtà, mi è stato suggerito anche perché ha fotografato una delle mie band preferite, i Queens of the Stone Age; oltre che fotografa, sono soprattutto una patita di musica 🙂
Dustin ha un’incredibile capacità di adattarsi alle diverse situazioni e di offrire un immaginario visivo mai uguale a se stesso; ogni sua foto, pur mantenendo un filo conduttore con tutte le altre, vive di vita propria e rispecchia in maniera perfetta il momento in cui è stata scattata, le energie delle persone ritratte, le atmosfere che si respiravano al momento del click.

Questo è ciò che mi ha colpito del suo lavoro; ecco perché invito anche te a visitare il suo sito, ricco di immagini di concerti, backstage e ritratti di musicisti – alla fine dell’intervista troverai il link.
Mi auguro che Dustin Rabin ti piaccia tanto quanto è piaciuto a me!
Ora è venuto il momento di lasciarti alle sue parole 🙂

FP: Ciao Dustin, benvenuto su FotografiaProfessionale!
Quando hai cominciato a fotografare?

DR: Grazie a mio padre ho avuto a che fare con le macchine fotografiche per la maggior parte della mia vita. È lui che mi ha insegnato le basi della fotografia (diaframma, tempi di scatto, iso) quando ero molto giovane e ho giocato con cose come la profondità di campo e il mosso usando la Minolta di mia madre.

FP: Hai mai partecipato a corsi di fotografia, preso lezioni o altro, oltre che da tuo padre? 🙂

DR: Ho partecipato ad un corso di comunicazione di 2 anni che includeva un semestre di fotografia in bianco e nero, che insegnava sia le basi che lo sviluppo e la stampa in bianco e nero. Sono molto contento di aver fatto esperienza stampando le mie foto in camera oscura, per il resto conoscevo già gli argomenti trattati.

FP: Il tuo centro d’interesse riguarda soprattutto la fotografia live. Quando e perché hai cominciato ad esserne attratto?

DR: Al college intervistavo le band per la nostra radio e a volte le interviste venivano stampate nel giornale della scuola. Una volta mi è stato dato un pass foto per scattare ad un concerto, e quello è stato per me l’inizio di una nuova vita.

Dave Grohl - Foo Fighters © Dustin Rabin
Dave Grohl – Foo Fighters © Dustin Rabin

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Fotografia
UNA PRIMAVERA DA SCATTARE (e POSTPRODURRE)

È PRIMAVERA! – FOTO EOFDREAMS.COM

04/04/2014
Simone Poletti

UNA PRIMAVERA DA SCATTARE (e POSTPRODURRE)

È primavera, siamo tutti più buoni! No, non era così vero?

È primavera, svegliatevi bambine! Così è un po’ meglio… ma, in realtà…

È primavera, è ora di scattare! E di postprodurre.

Infatti, la primavera di FotografiaProfessionale è veramente un’esplosione di colore, di luce, di contrasto, di inquadrature. Di fotografie insomma, di tantissime fotografie da scattare e ritoccare.

La nostra primavera inizia il 12 e 13 Aprile a Lerici, per un fantastico workshop di due giorni sulla FOTOGRAFIA di PAESAGGIO con me, Simone Conti e il nostro ospite d’eccezione: il fotografo paesaggista Francesco Gola! Mentre ti scrivo abbiamo quasi raggiunto il numero massimo di iscritti, ma un paio di posti dovrebbero ancora esserci!

Io, lo ammetto, sono già carichissimo: in modalità “bambino col gioco nuovo”, ho comprato filtri ND come se piovesse e un bel telecomando per le lunghe esposizioni… Non vedo l’ora di andare a caccia di luce e di inquadrature, e non vedo l’ora di sfruttare al meglio lo spazio che dedicheremo alla postproduzione per insegnarvi tantissimi trucchi utili!

Se vuoi essere dei nostri, ti puoi iscrivere seguendo il link qui sotto… non ti assicuro che, quando leggerai questo articolo, ci saranno effettivamente ancora posti disponibili, ma io fossi in te… proverei 😉

 

Ma è solo l’inizio!

Infatti, la nostra primavera proseguirà, sempre nel mese di aprile con DUE VIDEO-CORSI e UN EBOOK nuovi nuovi! LEGGI TUTTO >>

News ed Eventi

FOTOGRAFIA EUROPEA 2014: CI SIAMO ANCHE NOI!

31/03/2014
Gloria Soverini

Fotografia Europea 2014: ci siamo anche noi!

“La fotografia non si limita a immobilizzare lo sguardo, ma lo trattiene restituendogli un movimento, un contrattempo che lo assorbe in se stesso e lo restituisce all’incanto della sua visione. Immagini che rivelano l’infinità del mondo e l’infinità interna dello sguardo. Il tutto riflesso, per un attimo senza fine, nei nostri occhi, che si fanno specchio del mondo.”
Ecco il concept di “Vedere. Uno sguardo infinito“, il tema della nona edizione di Fotografia Europea

Il punto di partenza è l’insegnamento di Luigi Ghirri: la possibilità, attraverso l’immagine, di guardare al mondo come non lo si è mai fatto prima.

Fotografia Europea parte alla grande con le giornate inaugurali dal 2 al 4 maggio, mentre le mostre proseguiranno fino al 15 giugno; potrai vedere da vicino le fotografie di Luigi Ghirri, di Sarah Moon, Herbert List, quelle del Circuito OFF, e l’attesissima mostra di 150 scatti della collezione Fotografis Bank Austria con scatti di Man Ray, Paul Strand, André Kertész, Edward Weston e tanti altri.

Tra conferenze, spettacoli ed eventi, durante le giornate inaugurali ci siamo anche noi, con i SEMINARI GRATUITI di FotografiaProfessionale! LEGGI TUTTO >>